Discussione: Innamoramento
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Vecchio 26-11-2010, 23.54.59   #418
dafne
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Ho riletto tutto, su molte cose ci dovrò tornare e tornare perchè iniziano a prendere un senso che non è solo lionguistico.

Avrei milioni di parole da snocciolare ma la verità è che sono agitata. Stò per fare una cosa che mi mette fortemente in agitazione, come la sera che ho scritto ritirando sù l'astrologa.
Mi permetto di inserire questa esperienza-domanda perchè siamo in psicologia e non in esperienze.

Mi serve una mano.

Stà uscendo fuori in questi giorni una figura dal mio mare nascosto che avevo affondato bene bene. A parole.

L'immagine di questo uomo-amico-amante-simbolo-cavaliere e chi ne ha più ne metta sento che mi assorbe come una centrale elettrica. Solo che illumina altro da quello che mi serve.

Ho cercato di lavorarci sù quando è riaffiorata nel modo in cui ero capace, cercando di non seguirlo a ruota libera come ho fatto nel tempo, anche se anche quello ebbe una sua motivazione molto forte.

Ne è uscito un insieme di cose, è simbolo a cui tendo, la figura che mi spinge a cercare, a non mollare, a una motivazione per vivere a una possibile realtà di comunione.

Ha connotazioni fortemente psicologiche questa volta anche se per un certo numero di giorni la tendenza di individuare un oggetto che potesse contenerlo è stata persino violenta.

Stavolta questa imagine ha sedotto la mia mente. Solo riuscire ad arginarle nel mondo dei sogni come una sorta di guida raccontandomi che esisterà sicuramente un suo esistere materiale mi ha permesso di proseguire l'osservazione.

A volte estremamente dolorosa devo dire.

Quando t'innamori di un uomo hai di fronte una serie di caratteristiche su cui scaricare l'idealizzazione e poi da poter smontare. Un'idea come la distruggi, come la vivi?
Specie quando conosce esattamente le parole che la tua mente e il tuo cuore si voglion sentir dire.

Non puoi. Non restando nei canoni della comune sanità mentale.
Questo è.

Posso lasciare che imperversi nel mio inconscio cercando di seguirla nelle situazioni che mi portano a capire cose per me molto importanti ma la frustrazione di non poter vivere, stringere, concretizzare anche solo mentalmente questa idealizzazione è enorme.

Stò cercando di permettere al mio razionale di osservarla anche se l'emozione corre subito in difesa, no, quell'uomo non si tocca! Ma conoscendolo ne argino le proporzioni sconfinate e inizio a dargli una parvenza di ruolo "accettabile" sia per la mia mente che per il mio cuore..che per il mio stomaco

Inizio, sono solo all'inizio, questa cosa scotta in modo sconvolgente e mi dà la piena idea di quanto io abbia solo lateralmente e minimamente fatto esperienza dell'amore.

Certo, quello che ho raccolto dall'ultima esperienza, il meglio dell'unione, me lo sono tenuto stretto, grazie al cielo e questo mi ha impedito di fiondarmi su una impossibile irrealizzabile distruttiva relazione psichica (cioè non corrisposta ).

Ora mi trovo di fronte alla necessità di vivere un qualcosa che non esiste, non materialmente, non ho alcuna intenzione di innamorarmi solo per il gusto di fare esperienza di questo stadio, non ora non così perlomeno.
Non fosse che le aspettative che ancora nutro su questa figura sono a dir poco disumane.


Fiumi di parole che ho cancellato (a buona pace di chi so io ) la verità è che ho paura, una paura forruta, paura di amare....
seeeeeeehhhhhhhhhhh
paura di essere amata.

Questa cosa ha avuto a mozzichi un effetto terremotante su di me, a tutti i livelli, sono certissima di non averla ancora accettata, la rifiuto come una condanna, una campana a morto. Non è vero, io desidero tantissimo essere amata...si, da quello che è tiepido, conosciuto, rassicurante, comodo anche se sofferente.
Perchè la sofferenza mi dà la parvenza di vita .
Ma non è neanche sofferenza vera.

Anche le cose che credevo fissate si sono sbriciolate e ho dovuto andarle a riprendere e rimetterle insieme.

Il possesso, la gelosia, l'insicurezza...tutto...tutto arriva aquell'abbraccio che ancora, cocciutamente, ostinatamente mi rifiuto di ACCETTARE.

Mi sbriciolerebbe.

Fallo e basta? No, non posso, c'è troppo in gioco ora.
Fifona.
Ma se impazzisco? Se poi non torno più quella che ero meglio ma se ritorno a mò di medusa tutta scombinata?

Che ne sarà di me?

La mia mente guarda e agonizza mentre il cuore spinge, spinge forte ma non ha la forza.

Ok, sò melodrammatica e ho riscritto un papirone ma non è la visione di una folle medianucola da strapazzo, questa immagine mi vive dentro e se continuo a vergognarmene o a non accettarla come dovrei mi ucciderà,anzi, mi spegnerà. Ne sono certa.

Rileggerò ancora e ancora tutto quello che avete detto ma devo vederlo scritto quello che sento per poterci lavorare su in modo reale.

Ultima modifica di dafne : 27-11-2010 alle ore 00.04.39.
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