Citazione:
Originalmente inviato da Edera
In genere la sofferenza mi arriva nel confronto con persone che ai miei occhi sono state emotivamente accudite in modo sano, che hanno ricevuto amore nella giusta dose (nè troppo, nè troppo poco)mai per qualcosa di superficiale che troverei più semplice da gestire.
Ho imparato a distinguerle, non ce ne sono molte... da quello che sono riuscita a osservare molte o sono come me cioè gli è mancato il calore oppure sono state sommerse da un calore fittizio, materiale che comunque ha provocato i suoi danni. Ma i pochi che hanno ricevuto amore di qualità sono equilibrati, sicuri di sè, sanno chiedere scusa ma anche rimanere fermi quando sono nel giusto, non sono troppo rigidi con gli altri, nè con se stessi, non sono finti-umili o prepotenti, sono insomma vicini a quella via di mezzo che mi sembra saggia e sana per condurre un'esistenza degna e affrontare le prove della vita in modo positivo, si accettano senza bisogno dell'approvazione altrui. E' così che vorrei essere, è lì che mi nasce il rancore e mi dico: se anch'io all'epoca..ecc ecc, insomma è una vera e propria buca che mi porta via l'energia , nel confronto mi sento cadere, sento il famoso freddo che mi invade, come se andasse ogni volta a stimolare le zone buie.
E' vero però che spesso ci facciamo delle idee sugli altri completamente frutto della nostra mente e ci creiamo un sacco di dolore inutile, inesistente.
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Sostanzalmente le mie "lagnanze" ricalcano gli stessi aspetti, uniti ad una educazione a mio avviso troppo rigida e soffocante, tesa di più a lasciare tranquilli i genitori col figlio a catena piuttosto che a permettere al figlio stesso di avere le sue libertà e anche su quest ultimo aspetto le differenze di base con la maggior parte delle persone che ho visto sono evidenti.
E' l'unico aspetto su cui da sempre faccio raffronti con le situazioni altrui, che probabilmente mi servono da parametro, da punto di riferimento per quello che presumo sia il vero raffronto che è con il me stesso che sarei voluto essere.
Poi è ovvio che egli aspetti positivi portati da questa situazione ci sono, alcuni ne ho accennati prima, ci può essere anche l'energia rabbiosa che ti spinge a tenere aperta una fase esistenziale, ma alla lunga se non si trovano le situazioni per costruire si rischia di avere una rabbia distruttiva, e comunque gli eventuali aspetti positivi avuti sinora sono, a mio avviso, troppo pochi rispetto ai negativi, c'è troppo squilibrio tra dare e avere e non c'è molto tempo prima di dover chiudere il bilancio, se non arriva qualche "contributo ambientale" sostanzioso per pareggiare il tutto, i conti non mi tornano.