Discussione: L'autostoppista
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Vecchio 24-09-2010, 02.04.07   #174
diamantea
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Vorrei riportare una tesi formulata dallo psichiatra Gross e commentata da Jung sull'origine della funzione primaria intro ed estro.
Jung dice che studiando le psicopatologie è come guardare con una lente di ingrandimento i fenomeni psichici che in una certa misura si trovano nel normale, oltre sfocia nelle nevrosi.

La funzione primaria dovrebbe corrispondere alla prestazione vera e propria della cellula, un processo psichico positivo di un'idea.

Questa prestazione corrisponde a un processo energetico,
alla produzione di una tensione chimica, cioè di una dissociazione/scomposizione chimica.
Questo è un evento acuto a cui segue la funzione secondaria, la restaurazione tramite alimentazione.
Questa funzione richiede un certo tempo,che può essere più o meno lungo in base all'intensità del dispendio di energia precedente.
Durante questo tempo lo stato della cellula è modificato, si trova in uno stato di eccitazione che influenza la successiva attività psichica.
Si ipotizza che i processi con una marcata componente affettiva comporta un maggior dispendio di energia e richiede una funzione secondaria molto lunga.
La funzione secondaria ancora influenza l'attività associativa che segue limitando la scelta al tema rappresentato dalla funzione primaria, cioè "all'idea principale".
Un funzione secondaria breve in un dato spazio influenza meno associazioni consecutive di una funzione secondaria lunga.
In questo caso la funzione primaria può compiersi più frequentemente dando alla personalità disponibilità d'azione e reazione che si rinnova continuamente, carenza di correlazioni strette e profonde, incoerenza. Coincide con il tipo dell'estroverso.
Il contrario avviene nell'introverso, una funzione primaria lunga allunga il tempo della secondaria generando meno associazioni consecutive, approfondendo ampiamente il "tema".
Nel primo caso abbiamo risposte immediate agli stimoli, soluzioni estemporanee, ma anche superficialità e impulsività, nel secondo abbiamo meno risposte agli stimoli ma più profonde, riflessive.
Il primo è la "capacità pratica" e il secondo è il "pensiero che astrae".

L'atteggiamento dell'estroverso è teso, quello dell'estroverso è rilassato. Tuttavia se l'introverso viene posto in un ambiente totalmente sereno e rilassante arriva a raggiungere l'estroversione totale.
Se si pone l'estroverso in una stanza solo, in silenzio e al buio, tutte le sue paure saliranno dal'inconscio provocando una tensione. Così tutti gli avvenimenti della giornata possono modificare l'atteggiamento ma solo temporaneamente, nel tempo permane l'atteggiamento abituale della funzione primaria.

Jung conclude dicendo che il momento determinante è l'intensità della funzione primaria, la quale dipende dalla tensione psichica generale, cioè da quanto libido accumulata si ha a disposizione.
L'accumulo della libido viene condizionata da vari fattori, situazione affettiva, attesa, atmosfera, attenzione...
L'introversione è caratterizzata dalla tensione generale, intensa funzione primaria e lunga funzione secondaria corrisondente.
L'estroversione da una distensione generale, funzione primaria di intensità debole e breve funzione secondaria corrispondente.
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