Intanto grazie Grey per la tua condivisione

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Più che una risposta voglio riportarti quanto detto da Jung riguardo la tua domanda.
Citazione:
Originalmente inviato da Grey Owl
Arrivo infine alla domanda, è possibile che uno shock emotivo abbia modificato il mio tipo da sentimentale introverso a sensoriale estroverso?
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Il rapporto fra soggetto ed oggetto a livello biologico è un rapporto di adattamento in quanto presuppone influssi modificanti dell'uno sull'altro.
Le modificazioni creano l'adattamento, quindi il soggetto adotta una serie di atteggiamenti nei confronti dell'oggetto capaci di produrre processi di adattamento.
Jung menziona soprattutto la figura materna quale fonte di maggiori influssi capaci di condizionare l'atteggiamento del bambino. Poi a parità di condizioni emotive ed educative esiste una disposizione biologica, individuale, con cui il soggetto si trova meglio nella manifestazione di sè, ha una maggiore facilità o capacità ad adattarsi a un modo di essere o più utile invece che a un altro.
In situazioni anormali, cioè atteggiamenti estremi da parte delle madri (non padre o genitori) che sui figli provoca un'inversione di atteggiamento creando nevrosi o esaurimento, in quanto pure compromette il benessere fisiologico dell'organismo.
Citazione:
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Il fulcro di questa mutazione è la figura di mio padre, molto controversa. Odio mio padre per quello che non ha detto, non l'ho ancora perdonato per quelle volte che avrei voluto un ceffone da lui e che non mi ha mai dato perchè lui non c'era mai.
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Quello che mi viene da pensare è che non hai perdonato tuo padre per non averti dato un ceffone... cioè un contatto fisico forte e chiaro con cui manifestarsi a te, anche negativo visto che da introverso sentimento era il tipo che "baciava i figli nel sonno". Mi sembra un esempio calzante con la tua funzione percettiva, il tuo bisogno di contatto fisico; tuo padre non diceva e non faceva perchè assente, fisicamente assente. Un tipo introverso con un grande cuore che non ha mai condiviso in maniera visibile, tangibile o sensibile relativo alla fisicità, quindi come mancante. Mi sembra di capire che è proprio il contatto fisico che ti manca di tuo padre, la pacca sulla spalla o il ceffone. Quando è morto è finita la possibilità di recuperare, da qui la reazione.
Quel che voglio dire è che magari era già la tua predisposizione quella sensoriale, delusa dalle aspettattive
di un contatto con il padre hai esasperato questa ricerca del contatto, della fisicità da un lato, e dall'altro è stato un modo per allontanarti dal dolore provocato da questa mancanza.
Più era la pulsione del dolore e più cercavi appagamento quasi stordente nei sensi. Hai superato i limiti ma non c'era nessuno che ti dava un ceffone, o ti tirava le orecchie.
Andare fuori, espanderti in orizzontale ti evita di andare dentro; perderti nell'oggetto, nell'oblio dei sensi, sdrammatizzare, sono tutti modi per allontanarti dal dolore, dalla delusione, ma alla base ci dovrebbe essere una predisposizione verso la sensorialità.
Ognuno di noi abbiamo un modo o un atteggiamento tipico per manifestare noi stessi nei confonti dell'oggetto.