Citazione:
Originalmente inviato da luke
Provo io, il tipo in cui mi riconosco di più, forse è anche perchè è quello che ho capito meglio è l'Introverso pensiero(IP) che ora vado a descrivere:
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Del tipo introverso occorre dire una peculiarità importante per meglio capire la natura dell'intro.
L'importanza del soggetto.
Jung descrive come la società da molta importanza più all'oggetto che al soggetto, intendendo per soggettivo egoismo ed egocentrismo, come se tutto ciò che proviene dal soggetto provenga dall'ego. E' questo il pregiudizio che l'introverso riceve dall'estroverso.
Per soggetto si indica la struttura della persona come grandezza inerente al soggetto ma parliamo della struttura della psiche che precede l'Io, ovvero il Sè che comprende anche l'inconscio oltre l'Io, l'Io è il punto centrale della coscienza.
Cosa succede nell'introverso: da un lato segue la propria inclinazione in introiezione e dall'altro subisce il pregiudizio che ciò che proviene dal suo interno è ego, scambia il proprio Io con il proprio Sè, eleva l'Io alla dignità di soggetto del processo psichico, cioè soggettivizza in modo abnorme la propria coscienza e quindi si estrania dall'oggetto.
Tutto ciò che a questo punto arriva dall'esterno viene percepito come condizionato dall'oggetto, invece proviene dalla struttura inconscia della psiche che l'azione dell'oggetto libera.
L'introverso non è più consapevole della provenienza degli stimoli inconsci e crede provengano dalla sua coscienza cioè dall'io, generando un forte egocentrismo se troppo accentuato.
A questa punto si innesca una lotta di potere fra ciò che viene ritenuto di valore cioè il fattore soggettivo e ciò che viene privato del valore cioè l'oggetto.
L'oggetto assume un ruolo troppo piccolo rispetto l'attività soggettiva nell'intro, mentre nell'estro l'oggeto ha un ruolo molto più grande.
In sostanza il confronto nei due tipi è sempre fra il soggetto e l'oggetto.
Jung dice che solo lo sviluppo delle due tipi permettono l'esatta conoscenza di conscio e inconscio ma questo nell'uomo normale non avviene praticamente mai, per cui si distinguono questi due tipi in antitesi fra loro.
Nell'intro l'oggetto viene recepito come compensatorio attraverso l'inconscio per smorzare un abnorme senso di forza e superiorità della coscienza.
L'oggetto acquista così un potere enorme che la coscienza si accanirà a distruggere attuando sistemi difensivi.
Queste difese costano molte energie per cui il sintomo tipico degli intro è la psicoastenia, eccessiva sensibilità ma esauribiltà e stanchezza.
Visto che la coscienza sviluppa fantasie di potenza per rimarcare la propria superiorità sull'oggetto manifesta anche la paura degli oggetti, l'esterno viene visto come un mondo carico di pericoli, di insidie in quando ha il potere di invalidare il soggetto, da cui la vigliaccheria nell'affrontarli per non far valere se stesso.
La vigliaccheria proviene dalla paura dal fatto che non sa argomentare contro il pregiudizio dell'oggetto in quanto non riesce a capire e a distinguere la provenienza del suo inconscio mescolato con la coscienza.
Teme il coinvolgimento sentimentale anche con l'altro sesso e non riesce a vincere la paura dell'influsso estraneo.
Per ora mi fermo qua.