Hai centrato il problema Nike, è esattamente ciò che mi succede ad un certo punto del rapporto. E' come se all'improvviso vedessi dall'esterno questo movimento, vedo il possesso, l'animalità dell'accoppiamento, posso leggere nel pensiero l'origine della fantasia erotica nell'altro che nulla c'entra con il mio essere. Improvvisamente avverto un forte senso del pudore verso la manifestazione del piacere reciproco, l'illusione che quello è l'amore.
Anzichè partecipare osservo ora un meccanismo fatto di ripetitività gestuale che porta allo sfruttamento reciproco per soddisfare l'impulso ormonale che prima attira e dopo saziato distanzia di nuovo.
A essere sincera ho avuto qualche assaggio di "altro" nella coppia ma è durato un tempo limitato, non riesco a starci dentro a lungo per capire cosa, come, mi sfugge però non lo posso più dimenticare, non mi può più bastare la normalità, preferisco macerare.
All'inizio pensavo appunto fosse una mancanza dell'altro, poi ho pensato fosse mia, ora penso non ci sia più colpa ma solo una spinta verso altro ma che si deve fare in due.
Questo è il momento della crisi profonda in cui arrivo poi alla rottura perchè in genere l'uomo non accetta per tanti motivi questo ritiro dell'energia sessuale per dare spazio ad un'elevazione superiore. Resta legato alla fisicità in cui trova motivo di appagamento e compensazione (anche per avermi sopportata) a cui è difficile rinunciare.
Ora ci sto provando di nuovo, il mio compagno dopo aver "assaggiato" con me ha accettato di stare a vedere cosa succede. Anche lui ha intuito che esiste altro e fin ora lo ha ricercato solo attraverso la musica.
Non so cosa c'è dopo, come si procede, non ho esperienza nemmeno attraverso altri ed ho sperimentato a mie spese quanto sia stato impossibile uscirne. Ora vedo uno spiraglio e voglio andare fino in fondo. Sono ben lieta di ascoltarvi.
Grazie Nike.
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I miei amori
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