La capacità di ospitare gli altri, di farli sentire a loro agio, dipende secondo me dalla capacità che abbiamo di metterci a confronto liberamente, d'instaurare un dialogo, di avere una comunicatività spontanea, forse alla base senza troppi complessi. Ci viene più facile ospitare gli amici che conosciamo da anni, sì perchè i parenti sono più difficili...ti esaminano, ti danno dei voti, dal quattro al cinque/sei massimo, (scherzo!), la sufficienza piena te la conquisti solo con gli anni!
Mi capita ad esempio di venire invitata da mia cognata da parte di mio marito sempre con un numero imprecisato di persone che non conosco e dunque alla fine mi sento a disagio, si parla solo di cose superficiali o di argomenti da salotto...insomma addio intesa familiare!
Quando contraccambio l'invito non faccio come lei, riunisco solo noi della famiglia e stiamo bene e lei immancabilmente sottolinea" certo siamo stati bene!" quasi con meraviglia, ogni volta! Ci ho pensato a lungo su questo suo comportamento ed ho capito che la paura dei silenzi, delle cose da dire la spinge a richiamare altre persone in modo da sentirsi sicura, lei che ha ogni ben di Dio, una casa meravigliosa curata nei minimi particolari, un giardino parco, dove ci sono qualità di piante mai viste...eppure ha paura dei silenzi, di non saper cosa dire con me, avverte un sottile senso di disagio.
mi ha confessato che, non avendo tempo di leggere libri, impara a memoria la trama dei libri più famosi e ne legge la critica, così non sfigura davanti agli amici! Una donna capace di guidare un'azienda con una forza manageriale davvero super, eppure anche lei inaspettatamente si trova in difficoltà, ha il suo punto debole.
Non so se vado fuori tema, comunque spesso le case sono l'espressione del modo di vivere, di pensare di porsi e dunque di essere ospitali...
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