Ciao Ovidio,
vorrei darti la mia opinione. Quello che scrivi ha un forte impatto su chi legge, è caricato, pregno di sensazioni, veicola emozioni come certi film o comunque come qualcosa che ha che fare con l'arte o come diceva Grey col fantasticare.
Razionalmente però secondo il mio punto di vista quella carne che ti senti addosso non va condannata, nè spiritualizzata nel senso che traspare dalle tua parole (sembrerebbe quasi eliminandola). Dopotutto è attraverso di essa che puoi incamerare esperienze e far arrivare i segnali di esse a quello spirito che tu avverti prigioniero, ingabbiato sotto l'opulenza del grasso e degli organi.
E' attraverso la carne che giungi allo spirito non senza di essa altrimenti l'incarnazione stessa non avrebbe alcun senso se non quella di una pesante e insensata condanna divina. Sì la carne ti tiene verso il basso, ti spinge a terra, frena il tuo volo ma il motivo c'è ed è che è proprio qui in basso che trovi tutto quello che ti serve per la tua strada ed è attraverso il sangue, gli organi, la pelle, le terminazioni nervose, il cervello che puoi suonare la tua musica e farla arrivare fino alle vette che tanto desideri. La separazione che tu avverti secondo me è solo apparente.
Questo è quello che mi è venuto dopo aver letto le tue parole, se tutto questo è già inteso e il tuo voleva essere solo espressione di sensazioni ed emozioni contigenti scusami, ritiro tutto
Un saluto