Discussione: incubi da sveglia
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Vecchio 14-10-2009, 00.51.20   #41
luke
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Originalmente inviato da dafne Visualizza messaggio
Personalmente (mi posso infilare nel discorso, si?) per quanto trovo corretto tutto quello che dite mi risulta piuttosto complicato capire il come.
Voglio dire, per esempio nell'ultimo episodio che m'è capitato, quel briciolo di osservazione che ho avuto non mi ha comunque impedito di cascare nel circolo.

E' un lavoro che va oltre alla razionalizzazione secondo me e che prevede un certo numero di fallimenti anche (sigh) prima di venire perlomeno controllato un pò.

Non sono neanche tanto d'accordo su quel rinunciare del tutto a quel che abbiamo perso (forse perchè non ci riesco) perchè se rinunciamo a quanto abbiamo desiderato rinunciamo a una parte di vita.

Quel pò di cambiamento che riesco ad operare è mantenere cosciente il bisogno di essere coccolata o considerata, osservare come ogni volta che posso ricerco la situazione di scambio (si, è oltremodo penoso viversi in quello stato) e cercare altro, meno pericoloso, per compensare quel vuoto.

Ognuno ha la sua formula temo, ma fintantochè si ragiona non si sente e non si vive un qualcosa che prende potere dall'emozionalità e non dalla ragione.

Chissà se si capisce qualcosa..bon, ce provamo, ogni tanto penso che dovrebbe essere come smettere di bere per davvero. Taglio secco e controllo severissimo e costante. Fintantochè anche solo una briciolina del mio essere giustifica o asseconda quel desiderio perverso io sarò sempre in "pericolo".
Sicuramente sono necessarie molte prove e fallimenti.
Osservarlo non vuol dire farlo sparire, solo sentirlo appieno per capirlo: oggi per esempio mi è capitato di subire una risposta piutosto sgarbata di una collega, su di un problema su cui tra l'altro avevo ragioneio, e sono rimasto alterato e piuttosto scosso per un pò. A mio modo di vedere non poteva essere la mia una reazione normale di un individuo adulto ma era forse uno dei piccoli io che veniva a galla chissà da dove, magari dalle risposte nervose e rimproveri esagerati subiti anni fa, che non ho acora "digerito".

Sul rinunciare aquanto desiderato ti dico come la penso in questo periodo: ci sono cose a cui enevamo, nelle are eà che abbiamo avuto e che per un motivo o per l'altro no abbiamo ottenuto, che sia l'affetto dei genitori da bambino, il senirsi preso in considerazione dai coetanei , la ragazza che ci piaceva a scuola ecc. Di alcune di quste cose ce ne facciamo ben presto una ragione, di altre no, forse perchè ritenevamo di meritarle veramente o che non siamo riusciti nell'intento prefisso perchè altri ci avevano messo osacoli troppo grossi sulla strada.

Alcuni di questi desideri ormai non potremo più soddisfarli nel modo in cui avevamo previsto, ma non possiamo passare la vita a roderci dentro, ma dobbiamo fare in modo di dimosrare di aver capito la lezione, di non ricadere nuovamente negli stessi errori, magari manifestati in altro modo...così facendo si potrà, a mio avviso, puntare adesso a cose realmente importanti, probabilmente più belle di quelle perse, e apporteranno gioia non solo al nostro io attuale ma costituiranno anche un "premio" per tutti i piccoli nostri io passati, che avranno collaborato con noi , smettendola di succhiarci energie, ma contribuendo alla "causa comune" coll'apporto di esperienza e consapevolezza che possono arrecarci, quindi anche loro non rimarranno a vita con l'amaro in bocca, ma potranno essere ugualmente felici quando faranno parte dell'IO più grande che stiamo costruendo.
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