Mi domandavo cosa c'è dietro a tutto questo?
Che ci sia il trauma della bocciatura in seconda elementare e la vergogna provata davanti agli ex compagni e alla mia famiglia? Il non essere stata promossa nonostante mi fossi preparata per tutta l'estate? Oppure la vergogna di aver avuto a nove anni il padre in sanatorio e gli amici che mi schivavano?
Aver vissuto che se non sei perfetto non ti vogliono e mi si è stampato nella psiche e adesso sfuggo dal riprovare quelle sensazioni? Ricordo di aver mollato gli studi anche per questo: la paura di non essere all'altezza, ai primi brutti voti a seguito di una lunga assenza mollai. ( non volevo riprovare quello che avevo già conosciuto?)
Se ho una mente che davanti ad un possibile " castigo " una messa in croce di questo genere sopracitata da parte di essa non sia un modo di farmi scappare dalle mie responsabilità o anche solo dal provarci. Quante volte sono scappata dal prendermi una responsabilità proprio per questo? Per non subire poi il suo chiocchiare assordante che mi metteva in ginocchio?
Ancora prima di fare sapevo cosa avrei potuto subire e quindi se non sicura dei miei mezzi ( e qui è sempre stata dura) scartavo a priori. Ma quante cose ho scartato per non sentirmi in vergogna, quando poi in vergogna mi sentivo ugualmente e anche molto di più per aver rinunciato?
Tentar non nuoce, si dice, molto meglio che non tentare affatto, dico io ora.
