Le provocazioni dei genitori verso i figli, secondo me, sono un modo per mantenere il controllo mascherando questo sotto discorsi di affetto....
La classica frase: "Cosa ti costa fare una telefonata se mi vuoi bene?" sottintende che se non faccio quella telefonata non ricambio l'affetto.... e non farlo mi fa sentire in colpa....
Bisognerebbe a questo punto cercare di capire perchè una persona si sente in colpa nei confronti di altre persone, pur essendo consapevole che non sta facendo nulla di male....
Perchè sotto sotto il punto debole è che ci teniamo alla loro approvazione e al loro affetto, quindi siamo facile bersaglio di provocazione....
Quindi dovremmo affrontare questo discorso con loro: spiegare che se non facciamo una telefonata non è perchè ce ne freghiamo di loro, ma perchè riteniamo che una più grande fiducia verso di noi dimostrerebbe un loro affetto nei nostri confronti ancora più grande.... regalandoci libertà
Non so se questo potrebbe funzionare, ma forse li metterebbe un po' nello stato d'animo di chiedersi perchè pretendono questo da noi.... mentre loro non lo fanno nei nostri confronti senza per questo soffrirne...
I ricatti morali soffocano l'affetto, è questo che dovrebbe emergere...
Se qualcuno che amiamo ci dice di no anche se ci ama lo stesso ma noi ci soffriamo, vuol dire che quella persona è indipendente e libera da questo tipo di ricatti perchè non ne soffre, se noi ci soffriamo è perchè non siamo liberi dalla dipendenza psicologica che ci provoca quella persona...
Dipendenza psicologica non vuol dire amore o affetto, è un punto su cui l'altro può fare leva....
L'amore invece non soffoca, ma dovrebbe rendere liberi...
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