riflessione odierna
che brutto pensare che tutti siano malati.
mi fa tanto pensare a un "continuo compatimento degli altri" se diventa un
"idolo"
preferisco pensare che ciascuno di noi agisca al meglio delle sue
possibilità.
che queste "possibilità" possano evolvere e modificarsi.
e ogni qualvolta ciascuno di noi fa un passo automaticamente la sua
"visione" della realtà cambia.
preferisco pensare che non sia importante che qualcuno faccia qualcosa
"per" uno scopo ma che sia invece importante avere uno "scopo" qualsiasi
cosa si faccia (come dice uno)
nel caso di molti di noi lo scopo è "guarire" e a tale scopo vi sono vari "metodi" considerati da alcuni "utili/non utili"
ma cosa è utile e cosa non utile?
la nostra visione di utile e non utile cambia e si modifica con il tempo.
pertanto non vi è "nulla" che è utile o inutile in assoluto.
pensa che bello il mondo.
da l'opportunità a ciascuno di ampliare o restringere continuamente la
propria visione di se stesso e degli altri di trovare ciò che è utile e
ciò che non è utile e di scegliere ogni qualvolta di essere qualsiasi cosa
voglia essere sapendo che comunque vada sarà un successo.
è come un universo di possibilità dove ciascuno possa trovare la sua
utilizzarla e esprimere quella parte.
basta non identificarsi in essa pensando che sia "verità assoluta" per
tutti.
mi chiedo : quanti di noi sanno osservare ciò che li circonda e "amare"
tutto con la stessa intensità?
ma se noi siamo un universo come mai non sappiamo amare completamente ciò
che siamo e continuamo a suddividere le cose in corrette/scorrette ecc ecc
senza fermarci un attimo a dire: alt forse questo è corretto per me perchè
in questo momento sento così, questo è scorretto perchè in questo momento
non lo accetto. e come mai non lo accetto?
magari ero così come mai non lo comprendo più ora che ho un'altra visione
della realtà?
le mie sono solo domande probabilmente senza risposta.
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