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Vecchio 17-05-2007, 19.27.39   #30
Ray
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Originalmente inviato da Sole Visualizza messaggio
Prima di arrivare alla neutralità/obiettività (che comunque non vedo proprio un essere neutro, ma l'ogettività presuppone proprio una conoscenza più vasta ed una scelta), esiste la scelta nella dualità di cui devi aver preso coscienza. La scelta che fai presuppone un pendolo tra la testa e la croce nello scegliere. Quel momento di sospensione in cui la moneta mostra ancora entrambe le facce crea l'attrito, il calore e successivamente o scegli o soffri inutilmente come si dice al'inizio.

Ad esempio: devo scegliere se essere onesto o disonesto in una data circostanza, mi verrà sempre l'idea di fare il furbo, ma anche l'idea di fare il bravo. Tolta ogni sorta di moralismo culturale e buonismo indotto nella circosta, resta la scelta tra il bianco e il nero. Il momento della scelta crea il fuoco. Quel fuoco forgia e cristallizza, cristallizzando si crea spessore.

Questo spessore poi a catena ne crea altri 3.
Dico questo perchè sembrerebbe la scelta la terza forza, ma in effetti la scelta consolida l'equilibrio delle tre forze in campo per poterne creare altre tre in un piano più alto.
In linea di massima sono abbastanza d'accordo. Credo però che sarebbe bene distinguere alcuni passaggi, magari riusciamo a chiarirci tutti un po' meglio.

La terza è qualcosa che concorre alla produzione di un qualsiasi evento. Se non si presenta l'evento non accade e resta solo la dualità. Spesso, per non dire quasi sempre, noi non ci rendiamo conto della terza forza, anzi raramente ne vediamo due.

Se sono di fronte ad un bivio, come bianco-nero o onesto-disonesto l'evento scelta non si produce se non interferisce una terza forza. Infatti potrei stare li e non fare nulla, non prendere la strada bianca ne qualle nera, non comportarmi onestamente ne disonestamente. In questo caso sono io che devo metterci qualcosa in più, dalla volontà alla paura o quel che è, che mi permette di andare di qua o di la. Le due forze iniziali producono attrito come dici e l'attrito scalda. In caso di eccessiva resistenza esso stesso potrebbe fungere da terza forza, nel senso che essa sarebbe rappresentata dalla mia sopravvenuta incapacità di sopportare.

Questa scelta, una volta compiuta, fungerà da prima forza per un evento successivo che si verificherà allorquando essa incontrerà una forza che gli resiste e una terza verrà ad equilibrare e così via.
Potremmo complicare dicendo che ognuno di questi aspetti è a sua volta prodotto da tre forze, ma sarebbe fuori tema.

L'arrivo della terza forza equilibrante cristallizzerà l'evento come manifestato, equilibrando il fuoco prodotto dall'attrito.

Questa cristallizzazione produrrà uno spessore permettendo una successiva dicotomia, come detto, ma in un altro piano, dato che la seconda forza frenante dovrà avere lo stesso spessore.
Traducendo questo potremmo dire che se io ho scelto di essere onesto non rubando le gomme dal tabaccaio, il mio livello di onestà non sarà più messo in attrito dalle gomme del tabaccaio, ma avrà più spessore. Quindi avrò bisogno di una tentazione maggiore affinchè si produca una condiziona di attrito analoga alla precedente, che mi porti ad una scelta analoga ma su un altro piano.

Questo sempre che io abbia capito quel che intendevi...
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