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Il lavoro storto
Stasera sono stanca, soprattutto amareggiata, mi dico che non devo farmi prendere dai problemi del lavoro, mi dico che devo stare calma e allora sto calma ma mi deprimo, perdo l'entusiasmo a fare, costruire, organizzare il lavoro.
Il punto è che dopo tanto tempo non riesco più a sopportare la clientela, non sono mai stata davvero brava, amo le persone oneste, intelligenti con le quali poter costruire un dialogo ma per lo più, negli ultimi tempi, tutti sono esasperati, pronti a ghermirti a ricattarti e allora penso di aver sbagliato veramente tutto, avrei dovuto ritirarmi in un eremo a studiare, vivere più alla giornata, tirare a campare, attuare il vero carpe diem, ma come fare adesso che abbiamo dato vita ad una struttura, con collaboratori, dipendenti e, amarezza più grande, con l'inserimento di nostro figlio quale successore della nostra professione. Ho scritto tanto e non ho detto niente però mi sento male, sto a terra, non ho difeso le mie idee, mi sento anche come se avessi tradito me stessa, a me piace parlar chiaro a costo di perdere anche dei soldi, invece mi sono convinta che per il bene dell'attività bisogna che io stia zitta e spiani la strada ad un potentucolo da strapazzo, ignorante fino alle ossa, tronfio, arrogante per il solo fatto di essere un personaggio importante, purtroppo è così. Tra l'altro il soggetto in questione è nipote di mio marito, unico nipote, figlio dell'unico fratello! |
Ti sono vicina in questa esperienza perchè mi accorgo anch'io nel mio piccolo cosa significa vedere i propri ideali scontrarsi con persone che pensano solo al loro tornaconto con ricatti più o meno velati, oppure il dover fare il buon viso a cattivo gioco, a sopportare persone di cui purtroppo abbiamo bisogno perchè hanno un certo potere e lo usano ....
Spero che potrai vedere le cose un po' più serenamente una volta passato lo stress e l'arrabbiatura e ragionare con questa persona in modo che ti rimanga la passione e la soddisfazione della tua attività, io certe volte anche se ho un lavoro dipendente e quindi diverso da te, arrivo a casa furente specie per chi approffitta della propria posizione di potere mentre altri al mio stesso livello ammanigliandosi alle persone giuste hanno certi privilegi o se li arrogano, ma so anche che chi mi conosce mi apprezza per quello che sono e questo mi fa andare avanti, e sono sicura che è così anche per te. Un abbraccio abbraccio: |
Citazione:
Per me è diverso, sento solo la rabbia per la sua tracotanza, per il suo strapotere e mi resta la frustrazione di non poter dire niente, nemmeno a mio marito! Mi rendo conto di non essere diplomatica, di non saper mediare, anzi! sono un casino! Hai perfettamente ragione quando dici che anche nel lavoro dipendente si devono subire angherie, è vero! nel mio caso se decido di perdere un cliente importante o se comunque decide lui di andarsene, quando può farlo, le mie provvigioni diminuiscono e la nostra piccola realtà vive solo di provvigioni, non abbiamo uno stipendio, lo stipendio lo guadagniamo giorno per giorno...con il mio caratteraccio va a finire che resto sola icon_mrgr: |
Citazione:
Può mettersi in mezzo tra voi e la compagnia che rappresentate? E che ha combinato? (ovviamente in linea di massima, senza scendere nei particolari che non è il caso di scrivere pubblicamente, giusto per capire) |
Filo purtroppo non c'e' scampo se vuoi rimanere viva dentro e sveglia devi accettare queste sofferenze quotidiane .
Se le senti cosi' forte e' perche' vedi un'alternativa vicina o lontana al lavoro che stai svolgendo , che sia la chiusura di tutto o il cambiare genere di attivita' , evidentemente potresti teoricamente permettertelo . Altrimenti ci passeresti sopra con molta maggior facilita' invece vedi altri orizzonti davanti a te e questo accentua la sofferenza . Tuttavia non sarebbe la scelta giusta, per te come persona : e' li' dove c'e' conflitto esterno ed interno che c'e' vita . Prova a lasciar fare a tuo marito ed a prendere le cose con piu' distacco , stando dietro le quinte in questo frangente e consiglialo per il meglio una volta rifiatato un po' . PS Sicuramentte il nipote ha gia' capito che il suo avversario maggiore sei tu e dunque non sei la persona adatta a risolvere questa questione che ha anche risvolti familiari . |
Citazione:
Per vendetta e ritorsione, minaccia di disdire tutto il portafoglio! L'atteggiamento arrogante è quello di colui che vuole a tutti i costi averla vinta, in un modo o nell'altro, senza badare minimamente a chi ferisce con i propri comportamenti. La sua è una generazione che ha avuto tutto senza grosse fatiche, ha avuto tutto il tempo di coltivare passioni che poi ora gli stanno fruttando una buona considerazione nel mondo imprenditoriale, si sente vincitore sempre, abituato a utilizzare gli altri tipo usa e getta. Lo strapotere è quello che gli deriva dai soldi e dalla protezione di molti settori importanti della società in cui vive, si sente un piccolo dio in terra. |
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Si intersecano molti legami, molti sentimenti contrastanti, non nascondo che tutto questo forte attaccamento a pochi denari mi ha sempre dato fastidio, potresti dirmi che subentra un po' di invidia, di gelosia ma alla fine non siamo mai entrati in competizione, anche perchè impossibile... sarebbe come mettere vicino diamanti con vetro, inteso il paragone come valore monetario. |
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Non so perchè non abbia pagato, da parte nostra ci siamo limitati a dire che era in scadenza, come avviene da svariati anni, niente di nuovo sotto il sole! |
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Scherzi a parte, non mi aspettavo nessuna pazienza, ma ormai lo sai che rispondo quando posso se ho qualcosa da rispondere. Oggettivamente, parlando tra noi, vedo che avresti il desiderio che il fortunato di turno riceva una lezione. Una lezione su quanto è stato fortunato etc... E questo ti impedisce di essere oggettiva. Sempre oggettivamente è innegabile che ha sbagliato, se non ha seguito i termini contrattuali deve assumersene le responsabilità, quindi voi come azienda avete 2 possibilità: o cercate di agevolarlo perchè comunque è un buon cliente che porta guadagni (non perchè minaccia etc) oppure come cliente gli rispondete picche e se vuole rimane se no che provi altrove. In termini aziendali bisognerebbe valutare attentamente quale è la proporzione tra ciò che vi ha dato (e potrebbe dare) negli anni e ciò che pretende. Per fare un esempio banale, se un cliente occasionale che spende una sola volta 10 euro, mi chiede uno sconto del 20% potrebbe essere inaccettabile, ma magari con un cliente che mi spende 100.000 euro l'anno potrebbe essere accettabile. Hai capito quello che intendo? Io lascerei fuori la parentela, lascerei fuori simpatie o antipatie personali, lascerei fuori e me ne fregherei delle minacce e valuterei oggettivamente i numeri. Se gli concederete qualcosa sarà perchè per le vostre economie aziendali è una perdita/compromesso saggio, se invece non avete tutta questa grande convenienza mollatelo. Vedrai che uno (marcio) ne perdi e uno (sano), o 10 di pari portata, ne acquisti. L'universo ha una economia incredibile, basta dargli fiducia :). Ah... fai capire la cosa anche a tuo marito, che lo consideri e studi la pratica come per un cliente qualsiasi, non c'è parentela e non c'è affetto di mezzo. Lui per primo ha minacciato e non è venuto cercando un compromesso per non mettere lo zio nei casini |
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Sì, occorre trattare il giovanotto come un cliente che ci dà del lavoro, un cliente di tutto riguardo insomma, occorre tenere lontano la parentela e trovare il sistema per convincere la direzione a non agire legalmente nei suoi confronti, questa è stata la scelta che abbiamo preso, non so se riusciremo a fermare l'iter innescato. Purtroppo l'amarezza dei toni ricattatori resta tutta quanta intera, mio marito dice di fregarsene eppure capisco che non è così, da parte mia oltre all'amarezza c'è il rifiuto completo di qualsiasi scambio di falsità reciproche, mi tengo alla larga e osservo preoccupata gli avvenimenti in itinere. So anch'io che ci sono tante porte che si potrebbero aprire ma al momento vedo solo portoni grandi, chiusi ermeticamente!fiori.gif |
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