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Il buonismo
Ne ha accennato qualcosa Ray qui, siccome è una cosa che mi riguarda da vicino mi piacerebbe vedere un po' meglio di come lo percepisco questo buonismo.
Una definizione del dizionario dice così: Citazione:
In me questa cosa era molto spiccata, piuttosto che dire a qualcuno qualcosa che avrebbe potuto mettermi in una situazione scomoda, facevo buon viso a cattivo gioco, sempre. Era un modo per non inimicarmi nessuno, per apparire buona appunto, e devo sempre fare attenzione a non ricaderci, perchè la tendenza è sempre la stessa (così non mi rompono le scatole). Il fatto è che in questo modo, non si aiuta nessuno, nè sè stessi nè chi si ha di fronte. E' un po' come dare la caramella al bambino che ha fatto la marachella purchè smetta di piangere, invece che spiegargli dove ha mancato. Un altro aspetto del buonismo, si manifesta nel dire sempre di sì a tutti e tutto, e anche lì è tutta apparenza, perchè magari dico sì, penso no e poi mi incavolo pure se le persone pretendono sempre di più da me (sempre dal mio punto di vista). ma le persone arrivano sempre e solo fino a dove noi permettiamo loro di arrivare. Questi meccanismi, li combatto cercando di ascoltarmi, e di ascoltare (come posso), soprattutto il secondo aspetto per me è difficile da gestire, perchè dire no mi costa fatica (e qui torniamo al giudizio), ma l'unica cosa che finora sono riuscita a trovare per combattere questa cosa, è imparare a dire di no, alla faccia del buonismo e dell'apparenza. In me riconosco il buonismo, quando sento qualcosa stridere, quando se dico sì dentro sono combattuta, quando pur di accontentare un altro dico qualcosa che non penso perchè temo di non reggere un'eventuale reazione altrui. Il buonismo è anche un'assenza della capacità di prendersi la responsabilità di ciò che si dice o si fa. Per voi cosa è il buonismo? |
Mah la prima cosa che mi viene in mente ora dopo il thread che ho aperto sui blocchi psicologici è che non sapendo gestire la rabbia preferisco reprimere e fare la buona perchè dall'altra parte faccio danni ai quali poi non so come rimediare.
Non avendo imparato ad essere spontanea ho costruito una forma di falso buono per non incorrere in qualcosa che poi non reggo vedasi rabbia mia e altrui, scappo... il buonismo in questo caso è il modo di mettermi al riparo da ? qualcosa che temo di cui ho paura che non ho imparato a gestire equilibratamente. nonso.gif |
Se penso al buonista,mi viene subito in mente una persona che tende a giustificare qualsiasi azione o comportamento altrui al solo fine di apparire buona e caritatevole lei.
Il buonismo è l'esasperazione dell'esser buono,in quanto nessun essere umano ha la capacità di essere costante e sempre lo stesso in tutte le situazioni,mi riesce difficile pensare di riuscire ad esser sempre buona,se non per automatismo o calcolo nel peggiore dei casi... Il buonista è anche colui che tende a guardare sempre il buono in ogni cosa,ma per partito preso e non perchè capace di buone azioni e ricco di buoni sentimenti;è come se avesse la forma buona,ma non la sostanza. Secondo me un individuo buono usa il cuore,mentre un buonista la mente... |
(provocazione): non stai forse usando la mente tu ora per spiegare cosa sono buono e buonista?
(ora mi preparo il casco) |
quello che ha colpito me in questa frase
Citazione: Atteggiamento di benevolenza anche eccessiva e moralistica nei rapporti sociali è moralismo.... quando ero/sono buonissima (leggi buonista) non mi sentivo affatto moralista...mi veniva facile aiutare...sostenere...consolare...facile con i bambini altrettanto facile con gli adulti in genere e in modo particolare con "gli indifesi"...avevo comunque dei picchi di rabbia o ira chiamala come vuoi....che mi faceva dire di me stessa:" buona si...stupida no" niente di più falso...stupida sempre e quando ero buona e quando ero iraconda.....ma chi lo vedeva? io no di certo....qualcUno si....e nel momento in cui ho "visto" questa cosa mi sono ribellata: "non è vero che sono buonista"...e invece si lo ero/sono ed è la classica scimmia sulla spalla...dura da accettare....difficile da scacciare.... sintetizzando tra buono e buonista la linea di confine appare sottile....ma realmente è un abisso....che per essere superato richiede davvero l' umiltà di essersi riconosciuti tali e passo dopo passo con fatica pazzesca (perchè l' ego sta sempre in agguato sulla spalla che non occupa la scimmia) superare tutta sta melassa inutle e spesso nociva (grazie Reddina) fiori.gif |
Ritengo che, nella forma come nella sostanza, la differenza sia proprio nell'ismo, che fa diventare estremistico, eccessivo e quindi negativo quello che in sè è positivo. Essere buoni è positivo, ma volere per forza esserlo sempre e comunque, in qualunque contesto, per partito preso, indipendentemente dalla valutazione della situazione, è negativo.
Questo vale, spesso, per molti termini con suffisso "ismo": consumismo contrapposto a consumo, maschilismo contrapposto a maschilità, e via di seguito... |
Buonismo è cercare di sembrare buoni. Per questo l'ho usato come esempio nel giudizio degli altri.
Il colmo è che, per buonsmo automatizzato, si arrivano a dire e fare le schifezze più pazzesche cercando di sembrare buoni nonostante tutto, giustificando quanto si dice e si fa con il buonismo (dico e faccio questo ma sono buono eh) e/o adducendo mille spiegazioni che hanno il solo scopo di apparire. |
Citazione:
C'è una seconda parte, quella dei "buonisti" convinti, i famigerati "benintenzionati". Non so, fra le due categorie, quale faccia più danni piango.gif |
Mah, a me sembrano tutti "benintenzionati" ovvero in malafede ma non consapevoli (del tutto) di esserlo e quindi auto-convinti di fare bene. Quelli che sanno li chiamo direttamente ipocriti.
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