Ermopoli

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nikelise 09-01-2012 15.51.07

Sul Risentimento E Sul Rimpianto
 
Il risentimento ed il rimpianto non sono mai appropriati ne' per se' stessi ne' per gli altri .

E' una massima di MYAMOTO MUSASHI un Uomo assai importante in Giappone .

A parte questo credo stia bene in esoterismo perche' impone uno scavo su quanto sta dietro un comunissimo movimento dell'anima .

In molti eventi significativi della nostra vita siamo di fronte a questo atteggiamento che e' errato SEMPRE proprio perche' inappropriato .
Inappropriato significa che questo atteggiamento e' basato su una realta' parziale da noi conosciuta sicche' se fossimo in possesso della realta' vera delle cose non proveremmo ne' risentimento ne' rimpianto MAI .
Invece siamo attratti in modo invincibile da uno sguardo parziale delle cose quello che si adatta alla nostra struttura .

Io almeno interpreto cosi' .

Sole 09-01-2012 16.18.19

Entrambi rivelano un attaccamento a qualcosa. Un canale aperto che consuma e pertanto in questo senso non sono adeguati. C'è da dire che il personaggio che citi insegnava ad essere al di sopra del proprio ego per la vittoria.

Astral 09-01-2012 16.25.51

Non sono appropriati, ma difficilmente non si hanno, almeno nell'uomo comune, di conseguenza riconoscerli sarebbe già un buon primo passo.

Il rimpianto sembra più innoquo, in realtà se rimpiangi qualcosa significa che non puoi fare nulla.

Comunque mi sembra che entrambi sono legati al passato, il risentimento però può portare anche a covare la vendetta.

Mi sembra strano che non ha citato il rimorso detto anche senso di colpa, che rispetto al rimpianto si condanna l'azione piuttosto che il non aver agito, come nel rimpianto.

Ti dirò il risentimento mi è più facile controllarlo, invece quando qualcosa non va, spesso dico se avessi fatto cosi o se avessi fatto colà, etc.

luke 09-01-2012 16.39.08

Evidentemente tutte le cose col ri- indicano che qualcosa non è andato a buon fine o non è stato fatto in modo da non doverci più ri-tornare sopra, che sia con le azioni, coi pensieri....

Per ciò che concerne il passato non è facile la sistemazione, mi ci intorto ancora, almeno sto cercando di sfruttare i morsi dei ri- per avere lo stimolo ed il pungolo giusto per comportarmi adesso in modo da evitare in futuro nuovi ri-
dry.gif

nikelise 09-01-2012 16.54.40

Inappropriato significa che non appartiene e quindi svela una disposizione a capire e a conoscere piu' che a staccarsi da quel che e' stato .
Certo poi ne viene anche un distacco .

nikelise 09-01-2012 18.03.11

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 108168)
C'è da dire che il personaggio che citi insegnava ad essere al di sopra del proprio ego per la vittoria.

Si ma fu anche uno dei piu' grandi artisti giapponesi nella pittura e nella calligrafia , arti che avevano entrambi significati e contenuti assai profondi , non solo estetici ( specie la calligrafia che era eseguita attraverso ideogrammi cioe' immagini ) .

Non fu un samurai che era sempre al servizio di uno Shogun ma uno shugyosha cioe' un libero guerriero errante

Ray 09-01-2012 18.03.23

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 108171)
Evidentemente tutte le cose col ri- indicano che qualcosa non è andato a buon fine o non è stato fatto in modo da non doverci più ri-tornare sopra, che sia con le azioni, coi pensieri....

Per ciò che concerne il passato non è facile la sistemazione, mi ci intorto ancora, almeno sto cercando di sfruttare i morsi dei ri- per avere lo stimolo ed il pungolo giusto per comportarmi adesso in modo da evitare in futuro nuovi ri-
dry.gif

Eppure ri-cevere una ri-cotta aromatizzata al ri-bes non mi pare un atto da ri-baldo. Lo ri-badisco, la ri-cerca può portare alla ri-balta un ri-chiamo che, se a qualcuno fa ri-brezzo, ad altri porta un notevole ri-cavo... sempre se non si chiude a ri-ccio, ovvio. Vabbeh, adesso è inutile ri-camarci sopra, ti ri-camo la ri-cetta della ri-cotta di cui parlavo, ma non prenderlo per un ri-catto.


icon_mrgr:


(scusate, momento di stupidità :wow:)

Il Folle 09-01-2012 19.58.27

Secondo me egli dice che non sono appropiati all'uomo in quanto avere Risentimento o Rimpianto ci lega in qualche modo al passato. Se tizio è mio amico e mi fà un torto (proverò risentimento) o se glielo faccio io (proverò rimpianto) se questa "sensazione" è sempre presente in me ogni volta che avrò a che fare con tizio ci sarà questa sovrastruttura che mi lega al passato e quindi non mi farà vivere il qui ed ora.

Che dite ci può stare?

griselda 09-01-2012 20.01.44

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 108167)
Il risentimento ed il rimpianto non sono mai appropriati ne' per se' stessi ne' per gli altri .

Sì, sì è vero, ma ci si deve arrivare a non provarli più altrimenti si fa finta o si reprime e poi si scoppia.

Il risentimento mi da l'idea di un sentimento che lo si rivive al contrario proprio perchè è stato spezzato e quindi in mano ci è rimasta solo la metà che fa male.

Il rimpianto invece è il desiderio di ritornare ad avere il pezzo che ci è stato strappato. (anche se spesso abbiamo collaborato)

Stavo considerando ieri sera il comportamento di una mia amica: è stata lasciata da un tizio che aveva conosciuto da poco e frequentato ancora meno. Oggi nell'era dell'informatica e della rete le consocenze pare si facciano e riescano solo in internet :@@

Beh sta riempiendo pagine e pagine in rete di quel che sta provando il risentimento come lo chiami tu.

Che comportamento dovrebbe tenere secondo te?

1) cerco di fare sapere al tizio che si è comportato da grande egoista e anche un poco strunzbip?

2) cerco di perdonarlo senza fare niente perchè sono buona e perchè si deve fare così?

3) so che il perdono esiste e so che arriverà prima o poi?

Io credo che ogni cosa abbia il suo tempo, questo sì. E che risentimento e rimpianto non sono allineati al presente.
Però dietro all'allinearsi naturalmente ci vuole un tempo grande con il lavoro si può riuscire se si riescono a fare certi tipi di lavori altrimenti sono solo sogni per quel che ne penso io.


E poi quel tizio me lo immagino....sempre in battaglia sempre libero come il vento via per l'aere ......................ciao eh

griselda 09-01-2012 20.02.59

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 108178)
Eppure ri-cevere una ri-cotta aromatizzata al ri-bes non mi pare un atto da ri-baldo. Lo ri-badisco, la ri-cerca può portare alla ri-balta un ri-chiamo che, se a qualcuno fa ri-brezzo, ad altri porta un notevole ri-cavo... sempre se non si chiude a ri-ccio, ovvio. Vabbeh, adesso è inutile ri-camarci sopra, ti ri-camo la ri-cetta della ri-cotta di cui parlavo, ma non prenderlo per un ri-catto.


icon_mrgr:


(scusate, momento di stupidità :wow:)

icon_mrgr:
abbraccio:

nikelise 10-01-2012 07.06.35

Inappropriato inteso anche come non adatto , non solo come non appartenente a quella situazione , in questo modo ci si volge in avanti verso la ricerca del giusto atteggiamento .

nikelise 10-01-2012 07.08.03

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 108184)
Che comportamento dovrebbe tenere secondo te?

Sposterei il faro su di me piu' che su di lui come indicano le tue domande .

Uno 10-01-2012 09.56.32

Potrebbe essere interessante che mentre per il rimpianto non v'è dubbio il risentimento, a dispetto della parola, oggi è considerato solo in senso negativo.
Si considera risentimento sempre come riprovare un sentimento di rabbia, odio o altro e mai simpatia, amore etc...
Comunque in ogni caso esotericamente (ed anche psicologicamente) è come detto inappropriato perchè artificiale, indotto a forza sulla memoria senza aver qualcosa che realmente e fisicamente lo carica, almeno in parte.

E' come ci fosse una battaglia con conseguente dispendio di risorse (armamenti, vite etc..) e poi dopo 2 anni senza più il nemico davanti si ri-combattesse la stessa battaglia, si sparasse, rimanessero uccise altre persone etc...

Riprendendo il discorso sopra, anche se allarga un pò il tema, quando c'è odio si può continuare ad alimentare dall'interno senza più l'oggetto davanti, l'amore invece, comunemente (altro discorso l'amore Vero) ha bisogno di qualcosa che alimenti la brace. L'odio cova anche senza attizzarlo, l'amore con la lontananza di solito si spegne.
In entrambi i casi è possibile spostare questi due sentimenti su altri soggetti, ma è più facile farlo con l'amore.
Ecco perchè alla fine ri-sentimento è divenuto sinonimo di odio e rancore quando in realtà è riduttiva come definizione.

griselda 10-01-2012 12.34.37

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 108213)
Sposterei il faro su di me piu' che su di lui come indicano le tue domande .

Forse lo stai dicendo proprio a te, io ho già risposto :)

griselda 10-01-2012 13.30.09

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 108222)
Potrebbe essere interessante che mentre per il rimpianto non v'è dubbio il risentimento, a dispetto della parola, oggi è considerato solo in senso negativo.
Si considera risentimento sempre come riprovare un sentimento di rabbia, odio o altro e mai simpatia, amore etc...
Comunque in ogni caso esotericamente (ed anche psicologicamente) è come detto inappropriato perchè artificiale, indotto a forza sulla memoria senza aver qualcosa che realmente e fisicamente lo carica, almeno in parte.

E' come ci fosse una battaglia con conseguente dispendio di risorse (armamenti, vite etc..) e poi dopo 2 anni senza più il nemico davanti si ri-combattesse la stessa battaglia, si sparasse, rimanessero uccise altre persone etc...

Riprendendo il discorso sopra, anche se allarga un pò il tema, quando c'è odio si può continuare ad alimentare dall'interno senza più l'oggetto davanti, l'amore invece, comunemente (altro discorso l'amore Vero) ha bisogno di qualcosa che alimenti la brace. L'odio cova anche senza attizzarlo, l'amore con la lontananza di solito si spegne.
In entrambi i casi è possibile spostare questi due sentimenti su altri soggetti, ma è più facile farlo con l'amore.
Ecco perchè alla fine ri-sentimento è divenuto sinonimo di odio e rancore quando in realtà è riduttiva come definizione.

Ho un programma sul desk che mi manda quando è in pausa le foto che ho in archivio...beh ne ho vista una oggi che era relativa al mio giardino di due anni fa, il mio sguardo curioso si è soffermato a guardare sono partite le considerazioni: che bello, come l'avevo fatto bene, che bei colori accostati, che bell'erba tenuta bene, che bei vasi etc.....ora non è più così perchè ho fatto altro tipo di scelte e il giardino è stato modificato e automaticamente stava per partire il rimpianto (rimpiangere è uguale ad aver nostalgia? :@@) e mi sono detta: eh no! Hai fatto una scelta diversa non è che puoi ora fare paragoni. E la cosa l'ho chiusa lì.
Perchè in ogni cosa che faccio lascio un pezzo del mio sentimento di ciò che ho provato nel desiderarla, crearla e averla c'era un po' di me in quel giardino, del mio tempo, del mio impegno, del mio amore....però in questo caso l'ho deciso io e quindi riesco a chiudere senza un effettivo rimpianto/nostalgia che sarebbe un controsenso poco razionale, un emotivo che viaggia di per se senza nessuna ragione d'esistere.
E la ragione si fa ricordandosi di averlo deciso perchè magari l'ha deciso una parte di me e l'altra che guardava oggi non era aggiornata. Un piccolo io che non era al corrente.


Il risentimento è riprovare quel sentimento anche senza l'oggetto che però è l'oggetto o chi ce lo riporta alla memoria che ci fa provare quel che non vogliamo più , proviamo quel sentimento e ci viene rabbia perchè non ci permettiamo più di provarlo perchè l'altro non lo vuole lo rifiuta e rifiutandolo noi pensiamo, siamo abituati, non ci rendiamo conto che anche se lui non lo vuole noi possiamo provarlo lo stesso.
Penso che sia l'IP che non ci permette di godere di questo sentimento, e che se l'altro non lo permette noi specchiandoci nell'altro smettiamo di provarlo solo perchè non ne vediamo il riflesso nei suoi occhi e forse è questo che non ce ne fa prendere e vivere perchè noi vogliamo il ritorno per crederci per credere a quel sentimento e siccome non lo otteniamo ecco che pensiamo che non possiamo avere e provare più quel sentimento che invece è solo un gioco di specchi che se eliminiamo possiamo costantemente sentire e provare.
Entriamo in giudizio e in conflitto noi stessi con quel che sentiamo e proviamo giudicando. E ritiriamo noi il sentimento facendoci del male sottraendo a noi stessi quel che ci serve per stare bene.
Ecco perchè poi proviamo risentimento è il non voler sentire quel sentimento se lo proviamo ci da fastidio perchè siamo noi a non volerlo solo perchè l'altro non lo vuole. E' una contorsione assurda.
Tu non lo vuoi ed io lo provo lo stesso anzi se non lo sai, meglio, perchè non sapresti che fartene ne nel bene ne nel male, o vorresti consumarlo.
Il risentimento per me è questo risentire quel che si prova e provare fastidio perchè si pretende che lo specchio ci mostri quel che proviamo per forza di cose per poterci credere.
:H

RedWitch 10-01-2012 18.45.11

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 108167)
Il risentimento ed il rimpianto non sono mai appropriati ne' per se' stessi ne' per gli altri .

E' una massima di MYAMOTO MUSASHI un Uomo assai importante in Giappone .

A parte questo credo stia bene in esoterismo perche' impone uno scavo su quanto sta dietro un comunissimo movimento dell'anima .

In molti eventi significativi della nostra vita siamo di fronte a questo atteggiamento che e' errato SEMPRE proprio perche' inappropriato .
Inappropriato significa che questo atteggiamento e' basato su una realta' parziale da noi conosciuta sicche' se fossimo in possesso della realta' vera delle cose non proveremmo ne' risentimento ne' rimpianto MAI .
Invece siamo attratti in modo invincibile da uno sguardo parziale delle cose quello che si adatta alla nostra struttura .

Io almeno interpreto cosi' .

A me il "non essere mai appropriati" dell'aforisma, fa pensare ad un essere costantemente fuori tempo e fuori luogo, per fare un esempio è come se ad una festa tutti fossero vestiti in abito lungo e frack ed io mi presentassi in jeans e maglietta.

Mentre per me come hanno già detto il risentimento e il rimpianto impediscono di vivere nel presente, entrambi con un dispendio di energie, inutili. Il rimpianto un minimo si puo' contenere, ovvero se mi accorgo di vivere rimpiangendo qualcosa , posso "spostare" la mente, mentre il risentimento (che sia odio, rabbia etc) sale da solo probabilmente almeno quer quel che riguarda i sentimenti negativi, probabilmente perchè alimentati dall'interno e dunque serve un lavoro per smettere di risentire ogni volta la stessa cosa...


Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 108222)
...
Riprendendo il discorso sopra, anche se allarga un pò il tema, quando c'è odio si può continuare ad alimentare dall'interno senza più l'oggetto davanti, l'amore invece, comunemente (altro discorso l'amore Vero) ha bisogno di qualcosa che alimenti la brace. L'odio cova anche senza attizzarlo, l'amore con la lontananza di solito si spegne.
In entrambi i casi è possibile spostare questi due sentimenti su altri soggetti, ma è più facile farlo con l'amore.
Ecco perchè alla fine ri-sentimento è divenuto sinonimo di odio e rancore quando in realtà è riduttiva come definizione.

Perchè alimentiamo l'odio dall'interno, mentre l'amore ha bisogno di qualcosa che alimenti la brace?

ps: E' molto interessante il vero significato della parola risentimento, grazie :C:

Uno 18-01-2012 10.42.54

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 108239)
Ho un programma sul desk che mi manda quando è in pausa le foto che ho in archivio...beh ne ho vista una oggi che era relativa al mio giardino di due anni fa,

Che differenza c'è tra ri-m-pianto e no-sta-lgia?

griselda 18-01-2012 12.50.52

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 108597)
Che differenza c'è tra ri-m-pianto e no-sta-lgia?

Rimpiango di non essere riuscita a studiare
Ho nostalgia di quando ero bambina
In entrambi i casi non ho scelto consapevolmente e nemmeno ho elaborato l’esperienza mi sono fatta trasportare dalla vita.
Ma ho lasciato là qualcosa che dovrei recuperare.
Ray ha scritto che non fare una cosa è scegliere di fare l’altra, quindi non posso rimpiangere di non aver studiato perché l’ho scelto in qualche modo anche se non ne ero cosciente.
Ho nostalgia di quando ero bambina perché non ho vissuto coscientemente la crescita, mi sono fatta vivere. Rimanendo là in quella fase girando a vuoto perché cercavo là ho lasciato tante cose che devo recuperare.

Quindi secondo me non c’è nessuna differenza anche se vogliono dire due cose diverse, segnalano la stessa cosa:una necessità di recupero.

Le parole per se stesse mi suonano in questo modo:
No-sta-lgia mi da l’idea di mancanza di dolore da recuperare, perché la parola dice che non c’e dolore quindi una fuga dalla realtà per andare a consolarsi nel paese del non dolore immaginario, o comunque in una fase senza dolore

Ri-m-pianto mi da l’idea di un piacere nel piangere non so perché la parola mi passa questo. Un piacere a piangere per qualcosa che magari non si è nemmeno conosciuta come esperienza.
Quindi anche qui qualcosa da recuperare come coscienza e da far diventare consapevolezza. Una scelta che non è condivisa da tutti le parti di me.
O magari anche il fare quel tipo di esperienza che mi manca.

In entrambi i casi non si è vissuto pienamente. Essi esistono perché si è lasciato indietro qualcosa. Perché non esiste il piacere senza un po’ di dolore e il dolore senza un po’ di piacere.
E se provo anche il dolore o il pianto li devo riprovare per cercare di recuperarli.

Quando andavo a scuola era tutto un pianto, sensazioni di inadeguatezza, svogliatezza, paura di non essere all’altezza, paura di essere punita, di essere picchiata, di essere incapace di riuscire, terrorizzata di prendere brutti voti, di essere bocciata e di essere disapprovata in casa per questo.
Sono scappata da tutte quelle sensazioni che non sapevo gestire per cui non posso rimpiangere quel che ho scelto di non portare avanti a causa gli ostacoli che incontravo.
Ho scelto di non provare più quelle sensazioni e con quelle ho perso anche la possibilità che avevo di studiare.
Ho scelto di fuggire dalle mie incapacità di sopportazione, incapacità di soffrire per le cose che mi avrebbero fatto bene e mi avrebbero fatto crescere.

Quindi il rimpianto è un pianto interiore per qualcosa che si è perso ma che è da elaborare non è mai quello che sembra all’apparenza.

Mentre ho nostalgia di quando ero bambina perchè quando mi ammalavo c’era qualcuno che si prendeva cura di me ad esempio, c'era chi mi comprava i vestiti, chi mi preparava da mangiare, chi mi accudiva ed era responsabile per me. (per quel che poteva e riusciva naturalmente)
Ho nostalgia di qualcosa che ho perso ma guardando bene segnala qualcosa che non ho sviluppato e per questo la cerco nel passato, come uno film da cui prendere quel che mi manca.
Mentre ora nella realtà provo dolore nel non avere più quell’attenzione perchè non mi sono costruita gli strumenti per darmi l'attenzione che mi è necessaria per vivere.
C’è dolore perché c'è la mancanza relativa al non aver sviluppato la capacità di essere indipendente e di prendermi sapermi prendere cura di me stessa da qui...la nostalgia.
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diamantea 18-01-2012 14.58.07

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 108597)
Che differenza c'è tra ri-m-pianto e no-sta-lgia?


La nostalgia è il dolore per la lontananza dalla patria, dalla casa o gli affetti. E' qualcosa che ha a che fare con il distacco dalle radici del passato a cui siamo ancora legati.

Il rimpianto è il dolore o dispiacere per qualcosa che non si è fatto, si è perso a causa di una nostra scelta, o un rifiuto, rivelatasi poi sbagliata e non sempre rimediabile.

nikelise 18-01-2012 16.44.49

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 108222)
E' come ci fosse una battaglia con conseguente dispendio di risorse (armamenti, vite etc..) e poi dopo 2 anni senza più il nemico davanti si ri-combattesse la stessa battaglia, si sparasse, rimanessero uccise altre persone etc...

Riprendendo il discorso sopra, anche se allarga un pò il tema, quando c'è odio si può continuare ad alimentare dall'interno senza più l'oggetto davanti, l'amore invece, comunemente (altro discorso l'amore Vero) ha bisogno di qualcosa che alimenti la brace. L'odio cova anche senza attizzarlo, l'amore con la lontananza di solito si spegne.
In entrambi i casi è possibile spostare questi due sentimenti su altri soggetti, ma è più facile farlo con l'amore.
Ecco perchè alla fine ri-sentimento è divenuto sinonimo di odio e rancore quando in realtà è riduttiva come definizione.

E' la memoria che fa rivivere le emozioni passate e fa ricombattere vecchi conflitti e riattizzare l'odio .
Ma la memoria anche fa evitare nuovi errori o mette sull'avviso per non ripeterli .
Un po' come la riconoscenza che in positivo si serve della memoria del bene ricevuto .
Certo che se rivivo un male subito posso riodiare ma anche ricordare un amore puo' far riemergere sentimenti .
L'amore non ci porta anche ad una dimensione atemporale ? E allora la memoria dell'amore non potrebbe far rivivere l'amore se rientra in sintonia con l'oggetto d'amore? .
Perche' no?
Certo e' piu' facile con l'odio perche' la sensazione di male e' piu' viva della sensazione di benessere che da' l'amore .
E poi c'e' la paura di non poter ripetere , di non vedere ricambiato l'amore di oggi .

Uno 18-01-2012 18.11.31

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 108618)
E' la memoria che fa rivivere le emozioni passate e fa ricombattere vecchi conflitti e riattizzare l'odio .
Ma la memoria anche fa evitare nuovi errori o mette sull'avviso per non ripeterli .
Un po' come la riconoscenza che in positivo si serve della memoria del bene ricevuto .
Certo che se rivivo un male subito posso riodiare ma anche ricordare un amore puo' far riemergere sentimenti .
L'amore non ci porta anche ad una dimensione atemporale ? E allora la memoria dell'amore non potrebbe far rivivere l'amore se rientra in sintonia con l'oggetto d'amore? .
Perche' no?
Certo e' piu' facile con l'odio perche' la sensazione di male e' piu' viva della sensazione di benessere che da' l'amore .
E poi c'e' la paura di non poter ripetere , di non vedere ricambiato l'amore di oggi .

Se uno/una ti spezza una gamba anche quando questi non c'è più la gamba potrebbe continuare a farti male, invece se uno/una ti fa una carezza per quanto piacevole sia sarà meno radicata.
Il male necessita di una cura, di tempo e impegno per sparire, il bene svanisce da solo se non è alimentato costantemente.

Normalmente per amare si ha bisogno di un oggetto su cui dirigere l'amore e magari pure essere ricambiati, per odiare tutto sommato non serve qualcuno al di fuori di noi stessi. Basta che non ci piaccia chi siamo (perchè tra l'altro non lo sappiamo chi siamo, perchè se lo sapessimo il discorso cambierebbe immediatamente) per potercela prendere con il mondo intero senza neanche nessun motivo, tanto meglio se c'è anche una flebile memoria di un tizio che ci fa fatto qualcosa di male, un "motivo".

Si puoi ricordare un amore passato, ma non ti re-innamorerai di quella persona allo stesso modo, soprattutto se non c'è, se non c'è un'interazione tra te e questa.
Perfino gli amori non ricambiati si appoggiano su uno strenuo contatto di qualche tipo ("mi sono innamorato della tipa che vedo tutti i giorni", "si è innamorata del suo attore preferito", che vede nei film etc..) Amori comunemente umani e non perfetti.
Per amare, comunemente, hai bisogno di qualcosa da idealizzare, per odiare no, basta che tu non sia in pace. E viceversa è pur vero che se sei in pace ami "automaticamente", ma purtroppo guardandoci intorno mi pare che già non essere in conflitto è una conquista per il genere umano, figuriamoci essere in pace.

nikelise 18-01-2012 18.27.03

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 108621)
Per amare, comunemente, hai bisogno di qualcosa da idealizzare, per odiare no, basta che tu non sia in pace. E viceversa è pur vero che se sei in pace ami "automaticamente", ma purtroppo guardandoci intorno mi pare che già non essere in conflitto è una conquista per il genere umano, figuriamoci essere in pace.

E' vero che per amare in senso comune e non perfetto si deve idealizzare o proiettare e servono determinate condizioni che sono rare .

E' vero allora che e' molto piu' facile e piu' comune e piu' spesso accade di avere un problema con qualcuno che non amore per qualcuno .

RedWitch 18-01-2012 18.41.57

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 108597)
Che differenza c'è tra ri-m-pianto e no-sta-lgia?

Rimpianto secondo me è qualcosa che avremmo voluto andasse diversamente, ma a posteriori, un po' come piangere sul latte versato :D Il che significa aver fatto delle "non scelte". Quando si sceglie veramente, e si rinuncia veramente a qualcosa, non si lascia niente in quel qualcosa e si puo' andare avanti. La vedo come Grii sul godimento nel rimpianto.

Nostalgia invece la vedo come qualcosa che non è più ma è stata... qualcosa del nostro passato che ci manca, e che cerchiamo di rievocare in qualche modo. A me capita di avere nostalgia per alcuni amici che non vedo da tantissimo, e me la concedo per un attimo, perchè altrimenti anche questo sarebbe non vivere nel presente... e cullarsi nel passato.

Ray 18-01-2012 20.27.21

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 108624)
Rimpianto secondo me è qualcosa che avremmo voluto andasse diversamente, ma a posteriori, un po' come piangere sul latte versato :D Il che significa aver fatto delle "non scelte". Quando si sceglie veramente, e si rinuncia veramente a qualcosa, non si lascia niente in quel qualcosa e si puo' andare avanti. La vedo come Grii sul godimento nel rimpianto.

Nostalgia invece la vedo come qualcosa che non è più ma è stata... qualcosa del nostro passato che ci manca, e che cerchiamo di rievocare in qualche modo. A me capita di avere nostalgia per alcuni amici che non vedo da tantissimo, e me la concedo per un attimo, perchè altrimenti anche questo sarebbe non vivere nel presente... e cullarsi nel passato.

Quindi nostalgia è quando mi manca qualcosa che ho avuto e rimpianto è quando mi manca qualcosa che non ho avuto... ?

Sempre mancanza sembra.

griselda 18-01-2012 21.08.59

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 108629)
Sempre mancanza sembra.

Concordo per la tua breve sintesi :)

Faltea 19-01-2012 12.48.43

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 108624)
Rimpianto secondo me è qualcosa che avremmo voluto andasse diversamente, ma a posteriori, un po' come piangere sul latte versato :D Il che significa aver fatto delle "non scelte". Quando si sceglie veramente, e si rinuncia veramente a qualcosa, non si lascia niente in quel qualcosa e si puo' andare avanti. La vedo come Grii sul godimento nel rimpianto.

Nostalgia invece la vedo come qualcosa che non è più ma è stata... qualcosa del nostro passato che ci manca, e che cerchiamo di rievocare in qualche modo. A me capita di avere nostalgia per alcuni amici che non vedo da tantissimo, e me la concedo per un attimo, perchè altrimenti anche questo sarebbe non vivere nel presente... e cullarsi nel passato.

Secondo me non è vero che il rimpianto sia dato da "non scelte", magari a posteriori il rimpianto viene dato da una scelta sbagliata.
Il rimpianto è il ma se avessi....
La nostalgia è un ricordo cullato tra le mani, bello o brutto che sia

gibbi 19-01-2012 13.11.18

Citazione:

Originalmente inviato da Faltea (Messaggio 108637)
Secondo me non è vero che il rimpianto sia dato da "non scelte", magari a posteriori il rimpianto viene dato da una scelta sbagliata.
Il rimpianto è il ma se avessi....
La nostalgia è un ricordo cullato tra le mani, bello o brutto che sia

Però se ho scelto di fare A e non B il B è comunque una "non scelta".
Per me la nostalgià è la sofferenza per qualcosa che avevo e non ho più in questo momento e che potrò magari riavere ( la famiglia lontana che tra un anno potrò riabbracciare) , il rimpianto è per qualcosa che non ho per non aver fatto.

Ray 19-01-2012 17.30.06

Citazione:

Originalmente inviato da gibbi (Messaggio 108640)
Però se ho scelto di fare A e non B il B è comunque una "non scelta".

Non scelta secondo me è quando di fronte ad un bivio non faccio nulla e mi lascio "scegliere" dalla corrente.
Tuttavia è anche vero che spesso la scelta/conflitto è tra il fare una cosa e non farla, lasciando apparentemente (sottolineo apparentemente) le cose come stanno. Il classico la invito a cena oppure non faccio nulla.
Spesso in questi casi più che scegliere di non fare (caso in cui non dovrebbe presentarsi poi rimpianto) non abbiamo coraggio di fare e quindi la cosa assomiglia molto al farsi trasportare dalla corrente di cui sopra.
Forse Red si riferiva a questo.

gibbi 19-01-2012 18.05.31

Mi sembravano cose diverse...parlavo di non scelte come opportunità ( strade) che mi si sono presentate e che ho valutato , non necessariamente legate al fare o al non fare . Scelgo di fare la scuola d'arte anzichè il liceo . Ho comunque scelto e fatto , non mi sono lasciata trasportare da correnti , ma non è escluso che con il senno di poi possa avere il rimpianto di non aver scelto il liceo .
Certo , se fare la scuola d'arte è stata una Scelta comunque vada non credo possano esserci rimpianti .
Ti rileggerò poi con più attenzione.

nikelise 19-01-2012 18.10.04

Letteralmente nostalgia viene dal greco antico e significa : dolore (algia) per il ritorno (nostos ) .
Ogni ritorno al di la' del motivo che lo provoca provoca un dolore , perche' il ritorno e' un ritorno verso di se' dopo essere usciti da se' .
E siccome fuori di se' stanno le cose e le persone in rapporto magico con noi ecco che il ritorno e' dolore per la fine di quella magia vissuta e non piu' apparentemente rinnovabile .
Il ritorno dentro di se' e' un ripiegarsi su di se' , un richiudersi , e' la fase conclusiva del percorso conoscitivo e quindi e' una fine .

RedWitch 19-01-2012 18.36.11

Citazione:

Originalmente inviato da gibbi (Messaggio 108649)
Mi sembravano cose diverse...parlavo di non scelte come opportunità ( strade) che mi si sono presentate e che ho valutato , non necessariamente legate al fare o al non fare . Scelgo di fare la scuola d'arte anzichè il liceo . Ho comunque scelto e fatto , non mi sono lasciata trasportare da correnti , ma non è escluso che con il senno di poi possa avere il rimpianto di non aver scelto il liceo .
Certo , se fare la scuola d'arte è stata una Scelta comunque vada non credo possano esserci rimpianti .
Ti rileggerò poi con più attenzione.

Gibbi sei stata chiarissima, intendevo esattamente questo, una vera Scelta secondo me non fa tornare sui propri passi dicendo "eh ma se avessi fatto ... ". Invece a volte, si sceglie una cosa piuttosto che un'altra senza reale convinzione, (se poi va anche male...), ecco il rimpianto.

Interessante Nike la tua definizione di nostalgia.

luke 19-01-2012 18.43.45

Forse il rimpianto nasce subito, proprio perchè sappiao che non è stata una Scelta fatta in piena libertà e convinzione, ma già al momento non ci sentivamo totalmente liberi, sicuri, convinti, sapevamo di avere le mani un pò legate, forse quello che Ray chiama la corrente, e poi man mano cresce quando le conseguenza negative tendono ad aumentare e sembrano metterci sempre più in un vicolo senza uscita.

La nostalgia sorge dopo, spunta quasi "dal nulla " dopo x tempo trascorso da un determinato fatto/evento /situazione.

griselda 19-01-2012 18.50.45

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 108650)
Letteralmente nostalgia viene dal greco antico e significa : dolore (algia) per il ritorno (nostos ) .
Ogni ritorno al di la' del motivo che lo provoca provoca un dolore , perche' il ritorno e' un ritorno verso di se' dopo essere usciti da se' .
E siccome fuori di se' stanno le cose e le persone in rapporto magico con noi ecco che il ritorno e' dolore per la fine di quella magia vissuta e non piu' apparentemente rinnovabile .
Il ritorno dentro di se' e' un ripiegarsi su di se' , un richiudersi , e' la fase conclusiva del percorso conoscitivo e quindi e' una fine .

Questo tuo modo di descrivere la nostalgia mi ha spinta a provare a sentire dentro di me e......devo dire che per provare nostalgia devo andare dove c'è il ricordo bello, vado dove il dolore non c'è, perchè è qualcosa che ho legato al sentimento e quindi devo andare là, dove c'è amore dove c'è stato un legame forte, bello e piacevole o un grande valore importante per me per sentire la nostalgia, devo muovere il mio essere dalla testa al cuore e lo faccio nel tentativo scaldarmi, per provare ancora ciò che in questo momento non provo e di cui penso di aver bisogno, ma come dici tu in fondo al post invece che vivere quel che mi manca vado a cercarlo dentro di me perchè costa meno o quello posso concendermi.
Un po' come scaldarsi con l'immagine del fuoco invece che con il vero fuoco.
Ed è li che sentiamo poi quella nostalgia nella differenza.

Dal tuo teorico strutturale al mio poetico magari anche a senso astruso. icon_mrgr:

nikelise 19-01-2012 19.12.53

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 108653)
Questo tuo modo di descrivere la nostalgia mi ha spinta a provare a sentire dentro di me e......devo dire che per provare nostalgia devo andare dove c'è il ricordo bello, vado dove il dolore non c'è, perchè è qualcosa che ho legato al sentimento e quindi devo andare là, dove c'è amore dove c'è stato un legame forte, bello e piacevole o un grande valore importante per me per sentire la nostalgia, devo muovere il mio essere dalla testa al cuore e lo faccio nel tentativo scaldarmi, per provare ancora ciò che in questo momento non provo e di cui penso di aver bisogno, ma come dici tu in fondo al post invece che vivere quel che mi manca vado a cercarlo dentro di me perchè costa meno o quello posso concendermi.
Un po' come scaldarsi con l'immagine del fuoco invece che con il vero fuoco.
Ed è li che sentiamo poi quella nostalgia nella differenza.

Dal tuo teorico strutturale al mio poetico magari anche a senso astruso. icon_mrgr:

Bello e vero quello che dici ma aggiungo che il ricordo tinge di rosa anche quello che non era proprio bellissimo .
Per questo dico che il ritorno e' sempre un dolore : perche' la magia di quello che sta fuori e' sempre affascinante anche quando magari di fatto non era cosi' bello quel vissuto .

griselda 19-01-2012 19.21.03

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 108624)
Rimpianto secondo me è qualcosa che avremmo voluto andasse diversamente, ma a posteriori, un po' come piangere sul latte versato :D Il che significa aver fatto delle "non scelte". Quando si sceglie veramente, e si rinuncia veramente a qualcosa, non si lascia niente in quel qualcosa e si puo' andare avanti. La vedo come Grii sul godimento nel rimpianto.

A volte funge da vera e propria giustificazione a ....qualcosa.
Pensa se piangessi dicendo ah se avessi studiato la matematica adesso potrei capire bene i post che mettono nel 3d.....
Che rimpiango? E' un rimpiangere qualcosa che non mi interessa veramente perchè vorrei capire ora...ma chi vorrebbe capire? Non di certo una parte importante di me.
Perchè se fosse importante per me la matematica farei degli sforzi sarei spinta a farli.
Invece pur rendendomi conto che non è vero che non la capisco e non è nemmeno solo pigrizia mentale provo una sorta di fastidio ad andare oltre un certo sforzo tipo che i primi post li ho capiti e sono riuscita anche a fare gli esercizi ma oltre un tot mi si contorce tutto dentro.
Questo è ciò che mi impedisce di proseguire ma se avessi uno stimolo maggiore ad impararla testarda come sono mi impunterei e qualcosa ne trarrei.
Quindi se mi fermo al rimpianto è solo per godere di questa sensazione e godere dalla scusa che adduco.
:C:

griselda 19-01-2012 19.26.36

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 108654)
Bello e vero quello che dici ma aggiungo che il ricordo tinge di rosa anche quello che non era proprio bellissimo .
Per questo dico che il ritorno e' sempre un dolore : perche' la magia di quello che sta fuori e' sempre affascinante anche quando magari di fatto non era cosi' bello quel vissuto .

Concordo con quanto dici infatti ne ho parlato nel post precedente a quello citato dove dico che si ricorda sempre una fase piacevole e senza dolore. Del resto non avrebbe senso no, ricordare anche il brutto.

Infatti la nostalgia è illusioria atta solo a riscaldare effimeramente come un fuoco finto che non ha la parte che può anche bruciare.

diamantea 20-01-2012 00.45.34

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 108222)
Ecco perchè alla fine ri-sentimento è divenuto sinonimo di odio e rancore quando in realtà è riduttiva come definizione.

Vorrei tornare sul significato di risentimento in negativo, anche perchè stasera lo sento non proprio forte ma quel tanto che non mi fa dormire.
A me sembra che dietro ci stiano le aspettive disattese, promesse non mantenute, dovere non fatto.
A me l'aspettativa disattesa mi crea risentimento, tanto più forte se chi disattende la promessa gode del mio sentimento, oppure se mi aspetto che l'altro debba fare il proprio dovere. In ogni caso vi è un'aspettativa disattesa anche se oggettivamente giusta.
Invece la promessa soddisfatta provoca un risentimento dell'amore o della stima che si rinnova, il ritorno di fiamma, si tolgono gli ostacoli e si riaffaccia il sentimento positivo.
E' la proiezione verso l'esterno che fa soffrire o gioire.

nikelise 20-01-2012 09.27.07

Rimpianto , rimorso , risentimento , nostalgia (col ri torno ) il concetto comune e' la ripetizione , il non riuscire ad uscire da un circolo vizioso , da un loop .
E per questo c'e' pianto , morso , sentire di nuovo , dolore .

Uno 20-01-2012 09.33.19

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 108629)
Quindi nostalgia è quando mi manca qualcosa che ho avuto e rimpianto è quando mi manca qualcosa che non ho avuto... ?

Sempre mancanza sembra.

Non la semplificherei così.
Con la definizione etimologica di nostalgia che Nike ha aggiunto si evidenzia una cosa, che nostalgia è una condizione dell'essere e rimpianto una condizione dell'avere (detta proprio più sinteticamente possibile)

Io addirittura sull'etimologia di nostalgia andrei più diretto con dolore (algia) per in non (no) stare (sta) in un certo modo. Stare/essere e ritorno sono interconnessi più di quello che normalmente pensiamo, ma non so se è il caso di approfondire ora (lasccerei libertà all'iniziativa personale).

Faltea 20-01-2012 12.31.11

Rileggendo mi sono espressa male sotto, la nostalgia non può venire per un'evento brutto..
Non può mancarti una sofferenza, un dolore.

Stavo pensando, ma il rimpianto ed il senso di colpa hanno una qualche correlazione?
Mi vien da pensare che se c'è senso di colpa c'è rimpianto ma può esserci rimpianto senza senso di colpa.

Il risentimento è qualcosa di stagnante dentro, in fondo, qualcosa che permane da un bel po' e gli eventi lo riportano in superficie. Il ri mi sembra definisca proprio una cosa che si ri-pete (questo per collegarmi al post di Diam). Si tratta di risentimento quando è un sentimento già vissuto più volte?


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