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RedWitch 19-01-2011 17.54.30

Dispersioni e ristagni di energia
 
Posto qui, perchè ho la necessità di fissare alcune cose che mi servono, anche se ci sono diverse discussioni sull'energia in esoterismo.

Credo che tutti in qualche misura disperdiamo e/o abbiamo dei ristagni energetici, quindi quel che vi propongo, se vi va è di confrontarci sull'argomento e vedere se troviamo qualche cosa che sia utile.


Ho provato a vedere quali sono i rivoli in cui disperdo maggiormente e ho trovato delle cose interessanti.

Prima di tutto il pensiero che, lasciato libero se ne va dove gli pare, e in me prevalentemente scappa sul pensiero della morte, e del fatto che dato che prima o poi finirà tutto, tanto vale non fare ... mi rendo conto che detta così sembri una stupidaggine, ma per me è paralizzante, da troppo tempo ed in qualche modo voglio venirne fuori.

In linea generale, finchè non si è sistemato il passato, molte energie si convogliano li, ma in qualche modo, anche nel futuro si puo' disperdere, ed è altrettanto deleterio.

E poi anche se non del tutto a sè , ci metterei anche le fantasticherie , il sogno ad occhi aperti e tutto quel che riguarda il pensiero a briglia sciolta.

Ieri parlando con un'amica mi diceva che alla fin fine tutto si riduce a stare il più possibile centrati su di sè.. e sono d'accordo, ad oggi credo che più ci si concentra su quello che si fa, e si sta attenti , meno la mente se ne scappa per i fatti suoi, ma tant'è...

Poi c'è la famigerata pigrizia, che quando mi prende, meno faccio e meno farei.. ma in questo caso credo si tratti di un ristagno piuttosto che di dispersione, perchè è vero che se faccio uno sforzetto e mi concentro su qualcosa poi mi metto in moto e mi rendo conto di non essere stanca, anzi.

Poi ci sono i conflitti di cui si parlava in questi giorni in altro thread, che oltre ad immobilizzare fanno disperdere moltissimo.

E poi anche il troppo parlare, e il giudicare .. e in generale guardare agli altri più che a sè stessi...

E poi ci sono le futilità quotidiane, cose di cui potrei fare tranquillamente a meno ed in cui spreco energia.

A ben vedere, in una giornata sono tantissime le energie che per un motivo o l'altro si sprecano.

Voi? ne vedete altre di modalità?
E in che modo combrattete la tendenza alla dispersione?

:C:

Kael 19-01-2011 18.41.59

Per me credo sia più un discorso di ristagno. Da qualche tempo mi sono accorto che il ristagno avviene perchè inizio le cose senza aver scagliato davvero la freccia. Ossia le inizio senza reale coscienza, senza aver già messo in moto la dose giusta di energia, etc.. perciò sono già fallite prima di iniziare.

Le volte invece che ho provato a scagliare davvero la freccia (e parlo di piccole cose, tipo riordinare, fare lavoretti in casa, etc.. le cose appunto che si fanno "pigramente") quando scaglio la freccia dicevo, quando visualizzo il bersaglio, poi il lavoro si fa da sè. Anzi, è già fatto, basta solo concretizzarlo. E quasi non avverto fatica nel farlo.

Il problema, per me, è appunto di ricordarmelo, di scagliare la freccia anche nelle piccole cose, perchè penso che nessuno (o pochissimi) sono davvero pigri anche nelle cose importanti, in quelle cioè che stanno a cuore... La differenza è appunto la serietà con cui si approcciano, l'energia che mettiamo in gioco prima ancora di iniziare.

luke 19-01-2011 19.39.28

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 95697)
Posto qui, perchè ho la necessità di fissare alcune cose che mi servono, anche se ci sono diverse discussioni sull'energia in esoterismo.

Credo che tutti in qualche misura disperdiamo e/o abbiamo dei ristagni energetici, quindi quel che vi propongo, se vi va è di confrontarci sull'argomento e vedere se troviamo qualche cosa che sia utile.


Ho provato a vedere quali sono i rivoli in cui disperdo maggiormente e ho trovato delle cose interessanti.

Prima di tutto il pensiero che, lasciato libero se ne va dove gli pare, e in me prevalentemente scappa sul pensiero della morte, e del fatto che dato che prima o poi finirà tutto, tanto vale non fare ... mi rendo conto che detta così sembri una stupidaggine, ma per me è paralizzante, da troppo tempo ed in qualche modo voglio venirne fuori.

In linea generale, finchè non si è sistemato il passato, molte energie si convogliano li, ma in qualche modo, anche nel futuro si puo' disperdere, ed è altrettanto deleterio.

E poi anche se non del tutto a sè , ci metterei anche le fantasticherie , il sogno ad occhi aperti e tutto quel che riguarda il pensiero a briglia sciolta.

Ieri parlando con un'amica mi diceva che alla fin fine tutto si riduce a stare il più possibile centrati su di sè.. e sono d'accordo, ad oggi credo che più ci si concentra su quello che si fa, e si sta attenti , meno la mente se ne scappa per i fatti suoi, ma tant'è...

Poi c'è la famigerata pigrizia, che quando mi prende, meno faccio e meno farei.. ma in questo caso credo si tratti di un ristagno piuttosto che di dispersione, perchè è vero che se faccio uno sforzetto e mi concentro su qualcosa poi mi metto in moto e mi rendo conto di non essere stanca, anzi.

Poi ci sono i conflitti di cui si parlava in questi giorni in altro thread, che oltre ad immobilizzare fanno disperdere moltissimo.

E poi anche il troppo parlare, e il giudicare .. e in generale guardare agli altri più che a sè stessi...

E poi ci sono le futilità quotidiane, cose di cui potrei fare tranquillamente a meno ed in cui spreco energia.

A ben vedere, in una giornata sono tantissime le energie che per un motivo o l'altro si sprecano.

Voi? ne vedete altre di modalità?
E in che modo combrattete la tendenza alla dispersione?

:C:

Sostanzialmene i miei modi di dispersione ricalcano molto queli citati da Red.
Fantasticherie, tormenti e macerazioni varie, passati non passati del tutto, attaccamenti a situazioni varie.

Non sottovaluterei gli sprechi fisici, non perchè faccia una vita sregolata però tanti piccoli atteggiamenti corporei un pò di energia la consumano e un pò oggi un pò domani....

Un pò cerco di combatterli evitando quando posso comportamenti disperdenti, ma a livello emotivo e mentale è una cosa tutt'altro che facile.

Certo se sono spinto verso un qualcosa di importante, alcune piccole dispersioni vengono automaticamente eliminate, è il discorso che ho letto qui sul forum del tubo e dell'acqua che , e ha una certa pressione, non esce dai forellini più piccoli.

All'inzio è difficile avere le competenze per chiuderli tutti e quindi dovremmo sperare che la pressione sia sufficiente per non far uscire l'acqua, però se poi non c'è la spinta iniziale di cui parlava Kael o ad un certo punto non c'è sbocco, l'acqua torna indietro e trova vie di uscita.

In genere per me il problema è più il non trovare sbocco ed a qual punto le dispersioni sono inevitabili, ( non so se siano addirittura necessarie...).
Un pò alla volta mi sto concentrando sul trovare sbocchi alternativi, anche se le perdite più evidenti ancora ci sono e le due cose si alimentano a vicenda, per quel che ho potuto osservare.

Sole 19-01-2011 22.09.09

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 95697)

Prima di tutto il pensiero che, lasciato libero se ne va dove gli pare, e in me prevalentemente scappa sul pensiero della morte, e del fatto che dato che prima o poi finirà tutto, tanto vale non fare ...
E' curioso perchè a me succede l'inverso. Il pensiero della morte mi fa muovere, perchè l'idea di un altro giro uguale in giostra non la sopporto. Peccato che non me lo ricordo spesso. Però penso che di base ci sia la stessa sensazione in entrambe le reazioni.
Quote:


Voi? ne vedete altre di modalità?
E in che modo combrattete la tendenza alla dispersione?

L'unico modo che ho trovato e che con me funziona è mettere attenzione in quel che faccio e farlo senza fretta, concedendomi il tempo che mi occorre, ne più ne meno (sempre quando mi ricordo).
Quando mi accorgo dei pensieri che se ne vanno in giro portandomi dietro, cerco di concentrarmi nel corpo (ho scoperto da poco di averne unoicon_mrgr:), di sentirmi dove sono e come sono e quel che ho intorno. In un certo senso cerco un riferimento in me e nel dove sono piuttosto che nella mente. Così facendo ho scoperto che non abbiamo una mente solo nella testa, ma possiamo spostarci in altri punti.
In ogni caso faccio una grossa fatica a ricordarmi di centrarmi. Anzi, più che altro faccio fatica a ricordarmi di rimanere sempre, o il più possibile in me. Per ora "in me" vuol dire corpo.

Anche il discorso sul Nero che stiamo portando avanti dillà mi aiuta. L'idea che bruciando la tentazione posso usarla per muovermi dove davvero voglio è un forza in più.

Le dispersioni maggiori le ho nei pensieri, nei giudizi, e nell'emotivo. L'ansia è favolosa per disperdere.

Ma... purtroppo... la mia più grande dispersione è l'eccessiva attenzione agli altri.

Grey Owl 19-01-2011 22.20.13

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 95697)
Voi? ne vedete altre di modalità?

Per quanto riguarda il maschio una buona parte di energia la si disperde nell'eiaculazione. Oltre che al desiderio sessuale, quello basso istintuale.
Ho potuto constatare che molte energie vengono perse in fantasie sessuali ed comportamenti errati.
Quote:

E in che modo combrattete la tendenza alla dispersione?
Penso che il modo adeguato è prendere coscienza quotidianamente del livello di attenzione che abbiamo in vari momenti della giornata ed in determinati ambiti.

Serve entrare in contatto con se stessi e fare un'analisi il più possibile fedele allo stato di attenzione.

E' un lavoro razionale che valuta il nostro essere in toto, è il mio un suggerimento che non so quanto possa essere attuato. Capita che nella giornata io faccia questa analisi a me stesso, poi dal farne strumento di lavoro al raccontarsela, il passo è brevissimo.

Ray 20-01-2011 11.27.19

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 95716)
L'ansia è favolosa per disperdere.

Solo se si cerca di non sentirla. Concentrandocisi su invece si possono avere delle sorprese... certo, può non risultare piacevole.

diamantea 20-01-2011 15.37.08

La mia maggiore causa di ristagno è l'incertezza. Quando la meta non è chiara, vedo i cambiamenti in previsione ma non lei d'uscita, passo un lungo momento di empasse energetica, di svuotamento, di paralisi.

Uso l'energia in cerca delle possibilità come vie di uscite, le devo valutare tutte, devo arrivare all'estremo, cioè "al male che vada mi uccido" per iniziare la risalita.
Sicuramente la perdita della sicurezza per la sopravvivenza, degli affetti importanti, le malattie e la povertà sono gli argomenti in cui ristagno.

Disperdo in tutte le cose credo tipicamente femminili, come le chiacchiere inutili e futili, i convenevoli, il difendermi dalle malelingue, le fantasticherie, i desideri insolvibili... un elenco lungo.

Però quando voglio le giornate posso renderle molto fruttuose, riesco a concludere veramente tanto, poi c'è quel pensiero di cui parla Kael nel 3d inerzia, cioè mi convinco che se l'ho fatto oggi domani non sono capace, non ho abbastanza energia, se è riuscito oggi è stato un caso, un'eccezione che non può diventare regola.
Sarebbe interessante approfondire da dove nasce questo convincimento...

Il quando voglio non deriva dalla volontà della mente o dal senso del dovere ma è una pienezza dell'essere, una spinta naturale e facile, senza sforzo, come una chiarezza, immediatezza d'azione che la semplice volontà non riesce ad attivare.

webetina 20-01-2011 20.46.49

Motivo di ristagno per me è l'ostacolo. Se tutto va liscio sto su quel treno dritta senza esitazioni, ma non appena si presenta la difficoltà imprevista, la contarietà, a volte basta anche il disappunto di qualcuno a cui do credito, ecco che mi affloscio, mi areno.
Credo anche io che dipenda moltissimo dalla motivazione, e dalla serietà che ha per noi il progetto o la incombenza che si ha per le mani.
Per me quindi è importante trovare motivazione, neccessità o piacere di fare le cose.

griselda 20-01-2011 23.42.12

Se sto nel qui ed ora non disperdo ma già quando inizio a pensare ma starò facendo nel modo giusto? Ecco che mi sale l’ansia (credo che l’ansia e la pigrizia siano consociate se non faccio non mi sale l’ansia) da prestazione la mia peggior nemica. A quel punto se mi ha assalito mi lascio uccidere nel senso che mi lascio sommergere sino a morire nel senso che mi sfinisce li, e io lascio che sia, poi mi libero e ritorno a risalire, l’energia inizia di nuovo a fluire e posso fare tante cose fino a… di nuovo tutto d’accapo e devo dire che è estenuante.



Un’altra delle mie dispersioni è la rabbia ci sono diverse cose che mi fanno arrabbiare e forse per il fatto di aver represso per tantissimo tempo che ora mi sembra di non riuscire a trattenerla, ma spero sia una scusa e di riuscire al più presto a riprendere in mano questa cosa perché so che posso farlo l’ho già fatto in passato e non vedo perché non poter riuscire.


Poi c’è quella dei raffronti questa è pazzesca mi butta in un pozzo profondo e buio immediatamente, quando ho la sensazione di non essere capace, di non saper fare una cosa… di non essere all’altezza…e li mi sento morire letteralmente e mi lascio fare a pezzi anche in questo caso fino a che poi mi lascia libera di risalire e di avere ancora energia per ricominciare. (l'ultima recente è che non so osservarmi bene non so come si fa ) Che poi è legata al compiangermi, o mi arrabbio( perchè se mi sento ferita mi sale alle stelle) o mi compiango perché non riesco ad avere la forza di fare quel che vorrei, dispersione inutile e dannosa, e dimostrativa di poco amore verso me stessa.



Poi la dispersione legata alle lamentazioni, moltissime riguardo la salute e l’aspetto fisico, faccio uscire energia che potrei usare.


A poi c’è la curiosità tipo quella della moria degli uccelli starei ore a cercare e mi perdo via ore e ore dimentica di tutto e di tutti, questo però mi capita quando sto già disperdendo per altro e non avendo abbastanza energia limito il raggio della mia azione all’energia mentale.


Quando mi prende la gelosia (che legherei al compiangersi e al pensare di aver diritto a qualcosa) disperdo moltissimo ma in questo periodo è a riposo.


E dulcis in fundo quando sono bloccata in un conflitto mi pare che li vi sia ristagno ma non mi ancora ben chiaro.


Ma disperdo anche in sensi di colpa, rimorsi e rimpianti, tutte cose inutili, ma tant’è.
Se ho dimenticato qualcosa poi aggiungo
Come non disperdere beh il qui e ora e accettare che le cose vanno come vanno perchè sono un mio riflesso e che se riflettono male e non riesco a cambiare il riflesso posso sempre imparare ad accettarlo
:C:

dafne 21-01-2011 00.46.43

Non saprei dire se trattengo o disperdo di più. Forse trattengo troppo per poi disperdere tutto in un botto, è possibile?

Una delle mie cause di dispersione maggiore comunque sono gli altri. Cosa dicono di me, come mi pensano, come mi vedono...io attraverso di loro, più dispersivo di così ... dry.gif

Disperdo nei pensieri poi, anche se ho capito se sono quanto di più lontano dal pensare che ci sia...comunque questo cicalìo continuo mi esaurisce.

Ristagni? Trattengo parecchio, trattengo tutto, perchè mi sento sempre in pericolo, per il discorso fatto sugli altri più su. Poi improvvisamente il ristagno è troppo e trovo la prima valvola di sfogo disponibile, ultimamente è stata spesso la rabbia a veicolare sta cosa, prima era più spesso la tristezza, il vittimismo.

Una volta sono riuscita a far girare l'energia in modo più costante per qualche giorno e ho "preso il ritmo".
Ricordo ancora benissimo lo stato d'ansia che ho sperimentato quando mi sono accorta che all'improvviso..avevo troppo tempo libero e non sapevo come impiegarlo!!! :wow:

nonono.gif

Faltea 21-01-2011 12.54.38

Il mio ristagno maggiore... l'apatia. L'accidia.
Un esempio pratico? In ufficio ho la classica sedia con le rotelle... pur di non alzarmi scorazzo in giro con il sedere ben saldato, prendendomi per gli angoli delle scrivanie per trascinarmi....manata.gif
Quando mi accorgo (mi sveglio) smetto... e comincio ad alzarmi ma... mi sveglio di radoicon_mrgr:

Resto di bere pur di non alzarmi mentre sto guardando la tv...

Poi se agisco prima di parlare dell'azione che voglio compiere ci sta che lo faccia, se parlo entro in questo torpore di svogliatezza, come se il parlare facesse uscire da me tutta l'energia che mi serve per fare quell'azione.
Non ha senso ma è come se il condividere avesse lo stesso peso in utilizzo di energia del fare.

..con tutto quello che risparmio con la mia pelandrite acuta dovrei avere energia da vendereicon_mrgr: icon_mrgr:

Uno 21-01-2011 14.19.01

Citazione:

Originalmente inviato da Faltea (Messaggio 95784)

Resto di bere

Perfino qui per risparmiare 2 parole ti aggrappi dove puoi: invece che "faccio a meno di bere" hai scritto "resto di bere" icon_mrgr:

Sole 21-01-2011 15.55.39

Ma se sappiamo più o meno bene dove e perchè disperdiamo, come mai non sappiamo riparare la falla?

diamantea 21-01-2011 18.50.28

Mi sto chiedendo se lo svuotamento energetico è una dispersione o un ristagno o qualcos'altro. Una buona notizia dopo un lungo penare mi svuota, come una rete elastica sganciata.
Lo stesso effetto di depressione energetica quando ricevo una notizia di cambiamento o di allontanamento affettivo.
Mi chiedo dove va in questi casi l'energia, se va a nutrire parti di cui non sono consapevole oppure è un'improvvisa dispersione ma verso dove?
Oppure è il nutrimento energetico che ricevo da quella fonte che si sta allontanando che mi depriva?
Non mi è chiaro questo meccanismo anche se lo vedo e ne sento gli effetti.

nikelise 21-01-2011 19.58.04

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 95801)
Mi sto chiedendo se lo svuotamento energetico è una dispersione o un ristagno o qualcos'altro. Una buona notizia dopo un lungo penare mi svuota, come una rete elastica sganciata.
Lo stesso effetto di depressione energetica quando ricevo una notizia di cambiamento o di allontanamento affettivo.
Mi chiedo dove va in questi casi l'energia, se va a nutrire parti di cui non sono consapevole oppure è un'improvvisa dispersione ma verso dove?
Oppure è il nutrimento energetico che ricevo da quella fonte che si sta allontanando che mi depriva?
Non mi è chiaro questo meccanismo anche se lo vedo e ne sento gli effetti.

E' la libido che si inabissa nell'incoscio , in ambiti sconosciuti alla coscienza che per questo motivo subisce un arresto .
Quando si e' raggiunta una meta non c'e' piu' un obbiettivo , un oggetto da raggiungere o quando l'oggetto con il quale esiste una relazione affettiva esce dalla nostra sfera di influenza e finisce la magia e /o l'attrazione che esercita su di noi ecco che la libido anche detta energia cessa di operare a livello cosciente , viene a mancare .
Sara' necessario che un nuovo oggetto riattivi nuove immagini per richiamare alla superfice l'energia , la libido .
A quel punto tutto il mondo riprende colori e luce e' il miracolo del mondo che appare e scompare alla nostra vista all'apparire e scomparire di questa energia .
Che dici ti ritrovi in questa descrizione , riconsci questo movimento dell'anima ?

luke 21-01-2011 20.32.28

In parte mi ci ritrovo nella descrizione fatta da Diam, però pensavo pure che alla fine l'oggetto o è irraggiungibile ed allora l'energia ritorna dentro ed esonda qua e la nel nostro interno oppure se raggiungibile attrae a se l'energia però se poi c'è troppo attaccamento è comunque un processo fuori controllo.

Quando l'oggetto se ne va o ha effettuato il primo risucchio cosa è realmente cambiato in noi?abbiamo assaporato sensazioni belle, però solo con questo il cambiamento è lento.

Dovremmo essere in grado di non avere eccessivo attaccamento in modo da dirigere la libido a nostro piacimento , non so quale sia il movimento migliore, se uno scambio tra noi e l'oggetto che continua ad avere un suo perchè , una sua forza trasformante anche se l'oggetto scomparisse.

Non so bene come spiegarlo, è una cosa cui comincio a prestare realmente attenzione solo ora, l'oggetto risucchia, attrae, ma come si può utilizzare ciò nel modo più proficuo per noi stessi?

nikelise 21-01-2011 20.51.26

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 95803)
In parte mi ci ritrovo nella descrizione fatta da Diam, però pensavo pure che alla fine l'oggetto o è irraggiungibile ed allora l'energia ritorna dentro ed esonda qua e la nel nostro interno oppure se raggiungibile attrae a se l'energia però se poi c'è troppo attaccamento è comunque un processo fuori controllo.

Quando l'oggetto se ne va o ha effettuato il primo risucchio cosa è realmente cambiato in noi?abbiamo assaporato sensazioni belle, però solo con questo il cambiamento è lento.

Dovremmo essere in grado di non avere eccessivo attaccamento in modo da dirigere la libido a nostro piacimento , non so quale sia il movimento migliore, se uno scambio tra noi e l'oggetto che continua ad avere un suo perchè , una sua forza trasformante anche se l'oggetto scomparisse.

Non so bene come spiegarlo, è una cosa cui comincio a prestare realmente attenzione solo ora, l'oggetto risucchia, attrae, ma come si può utilizzare ciò nel modo più proficuo per noi stessi?

In verita' non e' proprio l'oggetto il responsabile dello spostamento della libido quanto l'immagine simbolica che attiva .
Immagine simbolica che una volta che passa a livello della coscienza sprigiona energia che se eccessiva soverchia la coscienza creando un certo tipo di problemi di contenimento della forza dell'archetipo attivato .

Ma se l'oggetto cessa di esistere per la coscienza per qualche motivo , si disattiva l'immagine simbolica con l'effetto di provocare una privazione dell'energia che si inabissa .

Quando si verifica la mancanza di energia il fenomeno avviene in senso inverso :l'immagine che emrge spontanea si proietta sull'oggetto e riattiva l'energia .

Questo movimento in una certa misura e' naturale e costituisce la nostra vitalita' in un continuo nascere e morire .

Il problema si ha quando il movimento si arresta sia perche' l'energia resta bloccata nell'inconscio sia quando invade a smisura la coscienza annullandola .
Nel primo caso bisogna far riemergere l'immagine simbolica nuova , nel secondo bisogna ritirare la proiezione dall'oggetto .
Non so se e' chiaro in tal caso dimmi che chiariamo .

griselda 21-01-2011 23.30.29

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 95796)
Ma se sappiamo più o meno bene dove e perchè disperdiamo, come mai non sappiamo riparare la falla?

Quando mi accorgo della ruota bucata della bicicletta, se non so aggiustarla la posso portare dal ciclista che conosce l'arte di aggiustare le gomme bucate.

Se sono un buon "fai da te" posso cimentarmi prima mi interesso del/sul come...

Seconda fase provo a mettere in pratica quel che ho letto o imparato osservando come si fa da un altro, che è capace di fare, si dice che il lavoro si ruba con gli occhi, metodo che a me, ad esempio, è più congeniale di tutti gli altri

Nel caso della ruota bucata, si devono possedere degli attrezzi, utili a togliere la ruota dal mezzo, (chiavi inglesi) e per togliere la camera d'aria dal copertone. ( in questo caso bastano anche due forchette se non si possiede l'attrezzatura adatta )

Una volta che abbiamo in mano la camera d'aria, bisogna riempirla di aria per cui ci servirà anche una pompa, ( per riuscire a far entrare l'aria bisogna usare il pirulino con cui si chiude la valvola, lo si preme un po' prima di pompare aria) poi per trovare i buchi basta immergerla in una bacinella piena d'acqua e facendola girare piano piano, osservare dove si formano delle bolle che salgono dal fondo verso la superficie in quel punto se osserviamo attentamente e tiriamo un po' la camera d'aria troveremo dei buchini che andremo a segnare, con un pennarello indelebile se sono tanti, per non perderli una volta tolta dall'acqua la C.d'A.

Una volta individuati tutti i fori e segnati bisogna con una grattugina oppure con carta vetra a grana fine, graffiare, scartavetrare, la superficie della C.d'A. in modo da creare dei piccoli solchi quasi invisibili ad occhio nudo su cui applicare del collante particolare per C.d'A. poi munirsi di una pezza fatta dello stesso materiale della C.d'A. tagliata al bisogno di solito è maggiore di molto rispetto al buco perchè deve tenere la pressione che comunque l'aria interna eserciterà dentro C.d'A. va a questo punto versata della colla anche sulla pezza e dopo averle fatte esciugare, per qualche minuto, va sovrapposta al buco, ovvero in corrispondenza di esso e del materiale collante usato. Va tenuto pressato per qualche minuto dopo di che la nostra camera d'aria è tornata senza perdite d'aria.
Tutto questo l'ho imparato all'età di nove anni avendolo visto fare ad un amichetto più grande.
Immagino delle analogie ma mi perdo subito dopo

Ray 22-01-2011 01.09.55

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 95802)
E' la libido che si inabissa nell'incoscio

E' vera sta cosa... un altro modo di vederla è che l'energia torna potenziale in quando viene a mancare uno dei poli e la tensione cala. Finchè siamo proiettati verso qualcosa (quello che chiamate oggetto) la distanza tra noi e l'altro pezzo di noi proiettato sul qualcosa genera tensione e la tensione libera energia.
Quando uno dei due viene a ancare il circuito si spegne.

Sarebbe da autoprodursela e trovare la giusta misura... quella che riusciamo a tenere indefinitamente.

diamantea 22-01-2011 10.26.32

Si Nike mi riconosco nella descrizione del continuo susseguirsi delle immagini che richiamano poi energia.
Anche il discorso della tensione di Ray mi riconosco, nella tensione c'è energia, quando finisce la tensione è come aver sganciato un lato della fune o della rete elastica come l'ho immaginata io e vedere l'afflosciamento energetico, il senso di vuoto fino alla nuova immagine.
Ma così è un circolo che non finisce mai, una dipendenza dall'oggetto, ci vuole si un modo per crearla senza l'aggancio esterno, autoprodursela, ma come?
E' un pò il discorso delle onde, uno spazio interno in cui non c'è inizio nè fine, ma solo il mio limite ancora. Ci sto lavorando...

nikelise 22-01-2011 10.37.04

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 95825)
Ma così è un circolo che non finisce mai, una dipendenza dall'oggetto, ci vuole si un modo per crearla senza l'aggancio esterno, autoprodursela, ma come?
E' un pò il discorso delle onde, uno spazio interno in cui non c'è inizio nè fine, ma solo il mio limite ancora. Ci sto lavorando...

Hai a disposizione due modi :
se l'oggetto strarripa in te ritiri la proiezione e mantieni cosi' quella magia in te attraverso le immagini simboliche , i tuoi archetipi , portati alla coscienza ;
Se l'oggetto manca fai emergere quelle stesse immagini attendendole con pazienza e attingendo alla loro forza .
Sempre il passaggio di un'immagine nella coscienza riattiva l'energia bloccata .

Pensa a momenti belli passati , pensa a qualcuno che ti ha detto cose belle e ti ha fatto sentire bene , queste immagini sono dentro di te e sono fonte di energia e benessere sempre anche senza oggetto presente .

dafne 22-01-2011 11.08.14

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 95796)
Ma se sappiamo più o meno bene dove e perchè disperdiamo, come mai non sappiamo riparare la falla?

Perchè una parte di noi non vuole? Diciamo che gli fà comodo averci scarichi per poter fare quel che più gli pare?

Perchè per riparare occorre energia e già non ne abbiamo quindi figuriarsi se riusciamo?

Perchè mettiamo toppe su toppe perchè per chiuderlo davvero quel buco dovremmo trasformarci e ftrasformarci è possibile solo se non abbiamo falle? diavolo.g:

Perchè abbiamo dei ritorni da quel disperdere che ancora non riusciamo a vedere? Che ci sono in qualche modo funzionali quindi ce li teniamo?

Perchè essere diversi dagli altri ci fà più paura che non vivere come delle pecorone?

...Uhm......continuo? icon_mrgr:

La psicologa ci ha definito una famiglia "disorganizzata", ed è vero. Io stessa nelle mie cose lo sono, posso solo immaginare che questa dinamica si sia strutturata anche, e prima, all'interno di me.

Organizzazione.... si mangia? diavolo.g:

Uno 22-01-2011 11.14.53

Il ristagno è trattenere tutto ciò che, utile o dannoso, bello o brutto etc.. ha esaurito il suo perchè in noi. Dispersione è eliminare le stesse cose prima che queste abbiano fatto quello che devono fare.

Anche un episodio bello trattenuto in malo modo, nostalgicamente in maniera struggente, ci esaurisce ed impedisce di vivere il presente.
L'episodio bello (ma pure quello brutto) elaborato, archiviato in copia carbone conforme all'originale ma non originale, costituisce la nostra esperienza e ciò che gli inglesi definiscono knowledge base (in italiano conoscenza base, ma la traduzione non rende) utile all'uso proficuo dell'energia che è a nostra disposizione nel momento presente.
D'altro canto essere impermeabili alle situazioni ci fa comunque consumare l'energia impiegata in quelle vicende senza neanche trarne un beneficio, quindi è energia dispersa.

Direi che la parola d'ordine è vivere tutto a pieno, almeno il più che possiamo.

Sole 22-01-2011 18.32.21

Finalmente ho capito come fare la copia e cosa è la copia.
In sostanza, se prendo un ricordo, lo si libera di tutto ciò che ci lega in maniera emotiva o anche mentale o altro a quello, una volta fatto questo e ripassato senza che ci smuova movimenti interiori la copia è fatta. Giusto?
E' come fare un file alleggerito al massimo.

webetina 22-01-2011 18.40.30

Leggendo queste cose mi sa che ristagno non centra nulla con l'ostacolo di cui ho detto sopra che potrebbe forse meglio rientrare nel significato di blocco. Quando ci si blocca necessariamente c'è ristagno?

Forse per il ristagno dovrei guardare in altri punti che pure mi appartengono, per esempio la nostalgia e il rammarico.
Per la dispersione, sicuramente non mi aiuta fare più di quello che è nella mia possibilità fare nello stesso periodo, di continuo sono costretta a lasciare andare le cose prima che mi soddisfino pienamente, e ciò aumenta il mio stato di notevole incarbugliamento e di preoccupazione.

Riguardo alla capacità di autoalimentare una giusta e proficua tensione, sentivo un allenatore dire che bisogna arrivare alla mente di un campione per ottenere il meglio da lui, ma, aggiunge: " Un grande campione non ha bisogno di nessuna spinta, la trova in se..."

Bella domanda perchè pur sapendo dove c'è il ristagno e il perchè della dispersione, non sappiamo sistemare la falla...
Io penso perchè non si hanno a disposizione gli strumenti, o non si è in grado di usarli o di trovarli a causa della ignoranza, e perchè la pigrizia di base è sempre in agguato.

webetina 22-01-2011 18.45.32

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 95854)
In sostanza, se prendo un ricordo, lo si libera di tutto ciò che ci lega in maniera emotiva o anche mentale o altro a quello, una volta fatto questo e ripassato senza che ci smuova movimenti interiori la copia è fatta.

Si, già saperlo è una buona cosa, il difficile è come attuarlo per me.

Kael 22-01-2011 18.56.51

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 95832)
Il ristagno è trattenere tutto ciò che, utile o dannoso, bello o brutto etc.. ha esaurito il suo perchè in noi.

Questo è verissimo, e per quel che mi riguarda la mia casa è piena di oggetti che, esaurito il loro perchè, non li butto sperando di trovargliene in futuro un altro.
Ad esempio un tavolo vecchio finisce in soffitta con l'idea un "domani" di riutilizzare il legno per fare non so bene cosa, un ponteggio, un pannello, etc. Il più delle volte, dopo vari anni, lo butto senza essere riuscito a riutilizzarlo.

"Può sempre servire" è la parola d'ordine, e immagino, anzi ne sono sicuro, che valga anche in ambito psicologico. Da dove nasce questo bisogno? Per il momento vedo due strade, la prima, il voler sempre essere pronto, quindi controllare ogni evenienza... la seconda, la pigrizia, perchè se mi dovesse davvero riservire (raro ma può capitare) ho già l'occorrente in casa senza dovere andare a ricomprarlo.
Terzo, aggiungo, l'idea di non essere riuscito a "succhiare" davvero tutto il perchè di qualcosa, la sua essenza, così da fare una fatica immensa a strizzare le ultime goccie (sempre se ce ne sono ancora) invece di dedicarmi a qualcosa di nuovo e bello pregno di "succo". In un mondo dove l'usa e getta sembra essere diventata la nuova regola, è comunque una buona cosa saper sfruttare al massimo ciò che si ha, valorizzarlo, ma poi bisogna sapere fermarsi invece di voler cavare a tutti i costi l'acqua anche dalla sabbia.

Faltea 22-01-2011 19.36.17

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 95858)
Questo è verissimo, e per quel che mi riguarda la mia casa è piena di oggetti che, esaurito il loro perchè, non li butto sperando di trovargliene in futuro un altro.
Ad esempio un tavolo vecchio finisce in soffitta con l'idea un "domani" di riutilizzare il legno per fare non so bene cosa, un ponteggio, un pannello, etc. Il più delle volte, dopo vari anni, lo butto senza essere riuscito a riutilizzarlo.

"Può sempre servire" è la parola d'ordine, e immagino, anzi ne sono sicuro, che valga anche in ambito psicologico. Da dove nasce questo bisogno? Per il momento vedo due strade, la prima, il voler sempre essere pronto, quindi controllare ogni evenienza... la seconda, la pigrizia, perchè se mi dovesse davvero riservire (raro ma può capitare) ho già l'occorrente in casa senza dovere andare a ricomprarlo.
Terzo, aggiungo, l'idea di non essere riuscito a "succhiare" davvero tutto il perchè di qualcosa, la sua essenza, così da fare una fatica immensa a strizzare le ultime goccie (sempre se ce ne sono ancora) invece di dedicarmi a qualcosa di nuovo e bello pregno di "succo". In un mondo dove l'usa e getta sembra essere diventata la nuova regola, è comunque una buona cosa saper sfruttare al massimo ciò che si ha, valorizzarlo, ma poi bisogna sapere fermarsi invece di voler cavare a tutti i costi l'acqua anche dalla sabbia.

Ciclicamente il pulire la casa da questi oggetti mi da un senso di rinnovo.. come una boccata d'aria.
Il cestinare le cose che ho riposto con l'idea del "potrebbe essermi ancora utile" mi angoscia nel mentre che lo faccio, poi mi da una sorta di carica come se il chiudere il cerchio dell'utilizzo dell'oggetto (acquisto - utilizzo - cestino o regalo) mi rigenerasse.
Sicuro che quando il finale è diverso dal cestino (inteso comunque come riciclaggio, porto in discarica) mi da maggior carica...

(tralascio il lato demoralizzante di quando capita che penso "se non l'avessi buttato...."piango.gif piango.gif )manata.gif

Sole 22-01-2011 22.42.52

Citazione:

Originalmente inviato da webetina (Messaggio 95857)
Si, già saperlo è una buona cosa, il difficile è come attuarlo per me.

Il modo che conosco è ricapitolare o lasciare che un'emozione emerga e farla scorrere fin dove si riesce. Ogni volta scorrerà un pò di più fin quando non ci creerà quello stato in cui sappiamo che ci appartiene ma non ci muove più stati emotivi.

Ray 23-01-2011 01.09.09

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 95825)
Ma così è un circolo che non finisce mai, una dipendenza dall'oggetto, ci vuole si un modo per crearla senza l'aggancio esterno, autoprodursela, ma come?

Alla fin fine basta avere un obiettivo che non coinvolga altri.

webetina 23-01-2011 12.21.27

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 95867)
Il modo che conosco è ricapitolare o lasciare che un'emozione emerga e farla scorrere fin dove si riesce. Ogni volta scorrerà un pò di più fin quando non ci creerà quello stato in cui sappiamo che ci appartiene ma non ci muove più stati emotivi.

E' una esperienza che certamente conosco, e anzi mi ha stressato moltissimo quando l'ho fatto in modo guidato, e la continuo a fare quando racconto. A volte però rispettare i tempi che richiederebbe quel a poco a poco, potrebbe vedere scorrere tutta la vita senza esserci arrivati pienamente. Allora scelgo alternative anche più faticose, ma che posso reggere, fu così che un anno fa decisi di intraprendere l'impresa di fare ordine intorno a me, che ancora continua. Mi aspettavo dei risultati, qualcosa sto vedendo negli ultimi tempi. Ripeto non voglio togliere valore alla ricapitolazione, se risulta impraticabile e troppo lunga preferisco nel frattempo mettere interesse in altra cosa, che ho idea tolga lo stesso punti a certi parassiti dell'inconscio.

Citazione:

Da Uno: Direi che la parola d'ordine è vivere tutto a pieno, almeno il più che possiamo.
A me viene difficile vivere intensamente tutto(ma anche meno di tutto), vi ero abituata un tempo e anche fin troppo al punto che ora mi sembrerebbe di mandare tutto all'aria se solo ci tentassi di nuovo, in capo a qualche mese, e non ho il coraggio di rompere le catene sia del ristagno che della dispersione. Sono nostalgica se penso ai periodi in cui lo ero totale, mi disperdo perchè non posso permettermi di dedicarmi come sento necessario, alle tante cose che mi interessano, con la intensità che conosco e che è l'unica che mi potrebbe appagare.

Vorrei dire a Red che mi piace particolarmente lei abbia tirato fuori un argomento, questo, proprio in un momento in cui forse posso aggiungere maggiore consapevolezza su quanto non sia mai abbastanza averci lavorato. :C:

Sole 23-01-2011 19.08.59

Tina, son d'accordo che ognuno ha il suo metodo più congeniale. A volte possono risultare difficili certe tecniche ma a mio parere la ricapitolazione è il metodo più veloce di recupero e di pulizia che conosca. Ricapitolare non è solo ricordare. Questo non vuol dire che penso che tu stia sbagliando, anzi.

webetina 23-01-2011 22.56.29

Ma no Sole , non volevo togliere i meriti alla ricapitolazione, e non ho detto che ho smesso di praticarla, come potrei facendo terapia psicologica del resto. Dipende da cosa devi rielaborare, a volte è stato pesante, come la uccisione dei miei cani, a parte che sono passati trent'anni prima che riaffiorasse con tutto ciò che vi avevo sepolto sotto, e con un lavoro di mesi dietro, in cui mi pentivo una volta la settimana di averlo intrapreso tanto mi sconvolgeva e mi rendeva pesante nelle ore successive andare a lavorare, e fare tutto il resto, avrei voluto dormire. Certo hai ragione, ogni strada è personalissima per ognuno di noi.

Citazione:

Da Uno: Dispersione è eliminare le stesse cose prima che queste abbiano fatto quello che devono fare.
Oggi ho fatto esperienza della dispersione , se ho ben capito le parole della citazione.
Stavamo con gli altri a cercare pezzi di varie opere su you tube, si ascoltava, ci si scambiava sensazioni, mi piaceva insomma. Ad un certo punto mi è venuta voglia di scrivere nel mio "paradiso", restando con gli altri, col portatile sulla sedia, seduta sul divano. Mi estranio un bel pò, qualcuno poi dice che dovremmo provare un pò i pezzi per il concerto di martedì. Sono invitata a chiudere il pc. Lo faccio, mi unisco agli altri, ma la mia gamba comincia a non stare ferma, la mia voce non ha estensione sufficiente, mi dico che ora mi passa, non avevo finito lo scritto e la mia testa stava lì. Insisto usando il pensiero che non appena mi riscaldo un pò, entrerò nell'altra dimensione, dove la mente si azzera, e il piacere di cantare è già iniziato. Ma comincio ad avere scariche di adrenalina, i sintomi della rabbia e della frustrazione che sono abituata ad assorbire, o a subire da me stessa. In frazioni di secondo mi vengono in mente questi discorsi.
Avevo lasciato in modo innaturale ciò che stavo scrivendo, lascio i vocalizzi e riprendo a scrivere, ma non me la sento, ho un impegno da rispettare, scelgo di fare lo sforzo e ritorno a cantare. Mi rialzo, questa volta ripenso alle parole del terapeuta: "Immetta un pensiero che la aiuti a cambiare registro al suo stato d'animo". Respiro profondamente, so per certo che tra qualche minuto staccherò abbastanza dall'altro progetto. E così è stato, ho potuto ripassare, ma senza la pienezza, e nemmeno ho scritto. La mia giornata si svolge quasi sempre piena di questi conflitti. Ci sto arrivando, pian piano, c'è un meccanismo atavico contorto che mi intrappola in un vivere divisa tra tanti interessi che non posso godermi veramente, ma invece sono vissuti con l'ansia del prossimo impegno.
Forse oggi avrei fatto meglio a dare energia dove era richiesta con più forza, rinunciare al concerto, nemmeno importante. Anzi dovrei avere la volontà di prendermi dieci giorni di vacanza, andarmene da sola col mio pc, e finire con calma il mio scritto. Passare così al prossimo impegno. Così io intenderei vivere pienamente una cosa, questa cosa, in questo preciso momento.

Ray 24-01-2011 13.02.01

Citazione:

Originalmente inviato da webetina (Messaggio 95892)
Ma no Sole , non volevo togliere i meriti alla ricapitolazione, e non ho detto che ho smesso di praticarla, come potrei facendo terapia psicologica del resto.

Occhio che qui rischia di esserci un grosso fraintendimento che per altro oggi va molto di moda: scambiare il lavoro psicologico per un lavoro che ha a che fare con la Ricerca.
Il lavoro psicologico di rielaborazione del passato c'entra poco con la ricapitolazione, anzi per certi versi ne è l'opposto. Si tenta un elaborazione del passato che dovrebbe dare poi altri frutti (spesso li da, per carità) mentre con la ricapitolazione quell'elaborazione è una conseguenza di altri frutti che ne derivano.

La ricapitolazione ha lo scopo di recuperare le energie intrappolate in un passato che non è integrato e quindi lavora per conto suo (non è vero "passato"... c'è ancora) e non richiede necessariamente l'elaborazione psicologica dello stesso... essa semmai ne deriva automaticamente, ma sebbene l'approccio psicologico possa aiutare qualcuno a farla, per qualcun altro non aiuta affatto e, in ogni caso, ripeto, non è necessario.
La ricapitolazione è una tecnica che ha un preciso scopo energetico e un preciso metodo e questo va bel al di là del semplice dirsi e dire cose del passato o del capire i perchè e i per come quel passato si è verificato (questo come detto ne consegue nella misura in cui vi ci si concentra). Si tratta soprattutto di viverlo fino in fondo ancorati in una posizione di "recupero".
In ogni caso c'è un tread apposito quindi qui non ha senso continuare... volevo solo mettere in guardia sulle incomprensioni.

webetina 24-01-2011 15.48.14

Citazione:

Originalmente inviato da Sole
In sostanza, se prendo un ricordo, lo si libera di tutto ciò che ci lega in maniera emotiva o anche mentale o altro a quello, una volta fatto questo e ripassato senza che ci smuova movimenti interiori la copia è fatta.
Ok Ray prendo nota. Per chiarire, io mi riferivo alla frase sopra citata, in cui si parla di qualcosa che non mi sembrava essere dissimile dal lavoro di recupero di certe situazioni passate allo scopo di guadare quali sentimenti sono ad essi legati e poterne alleggerire la pressione. Non pensavo in effetti alla ricapitolazione, che non ho menzionato io per prima, e che terrò conto sia come affermi essere, cioè una cosa diversa dalla elaborazione in sede di terapia. Ammetto di non avere chiaro cosa sia ricapitolare, nè ho trovato un thread specifico che ti pregherei di suggerirmi.

Sole 24-01-2011 16.31.13

E' qui.
Buona lettura :H

webetina 25-01-2011 16.25.22

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 95938)
E' qui.
Buona lettura :H

Ok Sole , grazie.


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