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l'emigrante
Mi sento un pò così passeggiando per le strade di Ermo icon_mrgr: come se fossi stata via per troppo e pur riconoscendo i luoghi non riuscissi più a percepirli egualmente familiari.
Presumo sia normale e che appartenga a quel discorso sulle sensazioni e su come percepiamo l'esterno a seconda del contesto interiore ed esteriore. Perciò provo a condividere parte delle mie riflessioni maturate in qquesto esilio mediatico forzato (hahaha) perchè se nell'analisi magari me la cavicchio in quanto a sintesi sono un vero flop. Gli strumenti. Per ogni cosa che facciamom, per ogni obiettivo che ci prefiggiamo abbiamo bisogno degli strumenti giusti. Strumenti che possono essere basilari o più specifici. Maggiormente specifico è lo strumento di cui disponiamo maggiore è la probabilità di raggiungere uno scopo. Se voglio studiare il primo strumento di cui sono dotata è la memoria, strumento che di per sè però ha un certo raggio di efficienza ma poi si esaurisce. A quel punto l'elaborazione del dato memorizzato è il passo successivo, se mi specializzo maggiormente inizierò ad applicare degli schemi, a elaborare dei sistemi per applicare ciò che ho appreso in modo da interiorizzarlo. Trroverò un metodo. Credo che questo valga un pò per tutto, se voglio costruirmi una capanna posso farla di cartoni oppure avrò bisogno di mattoni calce e conoscenze per farla più sicura. Anche una cosa come la meditazione non si può improvvisare, dovrò essermi assicurata di essere in uno stato di serenità, nei miei strumenti per meditare avrò messo il modo per ritagliare un tempo di silenzio, in un luogo sereno con un corpo in buona salute, non occupato, ad esempio, a generare pensieri come la fame o il sonno. Ultimamente mi sono resa conto di come io stessi tentando di intraprendere un viaggio verso la conoscenza di me stessa senza essermi nemmeno lontanamente preoccupata di verificare gli strumenti che avevo a disposizione. Esaurita la memoria, in pratica, non ho saputo elaborare un metodo, nemmeno elemetare, per proseguire lo studio. Il risultato è, banalmente, che mi trovo a leggere e rileggere lo stesso capitolo. Anche lo strumento corpo è piuttosto..eh..allo stato bestia laughing7: anche se le bestie sono più in forma..... Banalmente la volontà, di per sè, non fà miracoli, delle volte non esistono le condizioni basilari per poter procedere oltre. Finchè non si decide a metter mano agli strumenti, a cercare di migliorarli. Va da sè che ogni individuo ha i suoi propri e personali e quindi un metodo che per qulcuno è una bomba per qualcun altro non serve a nulla. Io oggi, per esempio, pensavo a mio figlio maggiore che non ascolta una parola di quello che dico e poi a mia mamma è partita la predica e io ho fatto esttamente la stessa cosa icon_mrgr: Mentre guardavo questa cosa mi sono resa conto che dare ragione a mia mamma (e a chiunque altro) su un argomento non le dà automaticamente ragione su tutto il resto. La cosa ha avuto un effetto notevole, cosa che per altri magari risulta banale ma che a me ha sbloccato altri ragionamenti. Come nei videogiochi dove se non trovi tutti gli indizi o non raggiungi tutti gli obiettivi non avanzi.:sornione: Quindi per muoversi servono le condizioni fisiche adatte, quelle sociali (se passo metà del tempo a preoccuparmi di come guadagnare uno stipendio e l'altra metà a risolvere i disastri dei miei figli la mia crescità personale ha una priorità decisamente bassa) e quelle personali bisogna anche aggiungere la capacità di trovare gli strumenti (ce ne sono anche di poco funzionali, adatti magari per un pò ma poi terribilmente scomodi, come l'indurre tenerezza per riuscire a sopravvivere da piccoli che diventa dipendenza da grandi) e poi il riuscire a sostituirli o raffinarli. Detto questo ritengo di essere profondamente molto irritata con me stessa perchè ero una privilegiata e mi sono adagiata. avevo a disposizione moltissime opportunità da ragazzina ma ho optato per il minimo sforzo e la maggior sicurezza. E improvvisamente ecco che si apre la possibilità di non essere più quella ragazzina smarrita, diciamo così, ma di una donna un pò più attenta. Ci sono cose che rincorro da anni ma che in fondo in fondo in realtà non voglio più, perchè non mi servono più. Forse stò riuscendo a passare dalla condizione di orfana (psicologicamente intendo) a quella di adulta. Sarebbe una bella cosa perchè così potrei fornire ai miei bimbi delle indicazioni verso degli strumenti che potrebbero aiutarli ad affrontare il loro destino in modo meno cieco. Appena un pelo eh icon_mrgr: Elaborare un metodo, pare una cosa così facile... Mi fermo, neanche so se riuscirò a ricollegarmi presto ma intanto fisso questo e poi ci torno. E' bello avere un posto dove poter tornare abbraccio: :C: |
Citazione:
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Sangue freddo..magari.
Stasera la mia famiglia, se vogliamo chiamarla così, si è sfaldata come neve al sole. Dopo tante discussioni, grida, pianti, litigi e quant'altro stasera dopo l'ennesimo sfacelo dei bambini abbiamo preso la decisione di portarli dal padre. Domani mattina. Ho lo stomaco aggrovigliato ma mi si aggroviglia molto di più se penso in prospettiva a cosa può capitare a due adolescenti che spaccano e insultano perchè..perchè si annoiano. Prima di un collegio, prima di una qualsiasi soluzione drastica (perchè la cosa ci è già sfuggita di mano) devo prendere in considerazione l'altra metà del loro cielo genetico. Anche legalmente comunque glielo devo. Ma mi sento uno schifo, come madre ho fallito checchè se ne dica, la chioccia va spiumatadiavolo.g: e i miei figli devono capire che non è tutto dovuto, che non è pretendendo e insultando che possono vivere, che prima o poi se non imparano a fermarsi qualcuno li fermerà per loro. Se proprio hanno bisogno di sbattere il muso meglio che sia quello di loro padre, forse sarà un pò più morbido. Che amarezza. Adesso và così e domattina? Mi ucciderei piuttosto che affrontare questa cosa ma il cordone che mi ha strangolato adesso sta strangolando loro. Non sò neaqnche perchè lo scrivo, forse perchè non riesco a realizzare che sia vero. Ma il futuro và cambiato o sarà un disastro. Ma perchè abbiamo scelto questo destino? Fà così male...il debito prima o poi và saldato eh? dry.gif Che amarezza. Spero di poter tornare ad approdare qui per somatizzare il momento, non penso che resteranno la molto, ma sarà comunque un tempo lunghissimo. |
Proseguo il mio diario.
Tornati da poco dalla missione... i pargoli ancora appresso. Abbiamo fatto riunione con tre generazioni presenti, i pargoli i genitori e i nonni, perchè saltando la parcellizzazione della colpa il fallimento è di tutti. Il verdetto è stato che nessuno dei due genitori pare sia in grado di affrontare in maniera sana (e serena) il raddrizzamento della progenia, scartata la possibilità di dividere i fratelli tra i genitori (come fossero regali di nozze sgraditi..dry.gif ) si è arrivati al collegio. Collegio o convitto vedremo ma per un periodo X da determinare in base al comportamento è lì che andranno. Personalmente come genitore sono avvilita, avvilita e prostrata per non aver preso in pugno prima certe dinamiche ma così è, continuare a pensare a come doveva andare non aiuta i miei figli e nemmeno mi rassicura pensare alla frase dell'altra metà genetica che sostiene che con lui sono bravi perchè "dopo che li ho sollevati da terra per i capelli si sono calmati subito" :U Non è questo educare, non posso pensare che facciano i bravi perchè sennò le prendono, devono fare i bravi perchè quello è il modo giusto di comportarsi. Si apre un nuovo capitolo ora, per tutti noi, speriamo solo di non perderci per strada. Pensavo prima che sono figli tiranni. Figli di genitori a loro volta ancora figli tiranni. Dovrei vergognarmi per restare sorpresa di fronte ai loro atteggiamenti ma che posso farci, non lo avevo visto prima. Mi auguro solo in tutto questo di riuscire a crescere un pò più in fretta di loro per portarli fuori con me da questa schiavitù che ci incatena. |
Mi dispiace tanto Dafne.
Vi auguro che ne venga del bene da tutta questa sofferenza. Mi chiedo se ci sia ancora un'altra strada. Magari chiedendo al comune un sostegno psicologico per ragazzi difficili potresti trovare delle strutture di sostegno in cui farti e farli aiutare. Non so.. hai già domandato? Io credo che i presupposti ci siano. Prova ad affidarti.. se non l'hai già fatto. Scusa, scusa davvero se mi permetto di chiederti di non lasciarli andare via con la sensazione di "essere abbandonati perchè sono cattivi" io l'avrei.. Magari lo hai già fatto.. ma volevo assicurarmene. So che se arrivi ad una decisione del genere è solo perchè altre non vedi più, non è una condanna la mia ma solo una parola per i bambini. |
Citazione:
Ne farei anche una meno brutale: questa discussione di famiglia, se ho capito bene includeva anche i ragazzi. Loro che ne pensano? Si rendono conto di comportarsi male? Come giustificano il loro comportamento? Quasi sempre chi si comporta male, almeno in una certa misura, sta male. Non so che età abbiano ma a meno che non siano pareccio grandicelli, per mio conto è meglio quattro sberle che un insituto. Beh non meglio, meno peggio. Poi per carità, se siete arrivatri a questa conclusione significa che non potevate fare altro, ci saranno molti aspetti che magari qui non si riescono a rendere e che completano un quadro, però mi dispiace. Per loro, per te e per tutta la famiglia. Queste sono cose che dovrebbero unire gli intenti di tutti i componenti e mi dispiace che non bastino. In ogni caso ripeto ti appoggio. Se avete deciso così avete i vostri motivi e magari farà bene a tutti. Ve lo auguro sinceramente. Che faccia bene prestissimo. |
E' la terza volta che provo a scrivere stò post....
Allora, è vero, pare che stiamo cercando di scaricare il problema, ma purtroppo il problema si è ingigantito ad una velocità sconcertante negli ultimi mesi. A che età ho iniziato a fare la brava perchè si doveva? Non lo sò. Sò però che non ho mai creduto nel W"se non fai il bravo ti pesto". Oggi però posso dire che neanche il "se fai il bravo ti faccio un regalo" funziona, quindi vorrei il "fai il bravo perchè è giusto così" ma, purtoppo, onewstamente, non sò come arrivarci. Posso darvi solo un minimo quadro putroppo, ma quando un ragazzino di 11 anni per un colpo di nervi prende in mano una forbice e sfregia una porta e poi fa come nulla fosse io inizio a farmi delle domande. Quando dalla stronza (che è già grave) passo a sentirmi dare della bastarda e della puttana le domande diventano giganti, quando le parole diventano man mano più volgari, le liti furibonde fra fratelli più frequenti e i danni sugli oggetti più gravi i miei punti di domanda diventano pesanti come macigni. Quando di fronte a un rimprovero mi sento dire "problemi? risolviteli!" o cose del genere il mio fallimeto lampeggia come un'insegna al neon. Ho perso il controllo sulla mia vita e quello di loro assieme ad essa. Ho visto psicologi, psicoterapeuta, psicomotricita e persino un neuropsichiatra infantile. Tanti perchè ma nessun come. Sono stanca, ma non tanto per me stessa ma perchè non sono stupida, pur non avendo una laurea in psicologia che soffrono entrambi lo vedo da me. Stiamo male tutti in modi e per gradi diversi e questo non può più andare bene. Soprattutto per loro. La soluzione comunale è una psicologa che mi aveva già incontrata e che mi aveva detto che era normale con due maschietti che cercassero di rimpiazzare la figura paterna combattendosi tra loro il ruolo di dominate e che..che sarebbe passata dry.gif La casa famiglia mi sembra un'alternativa poco accettabile, non fosse che li ci sono ragazzi con problemi gravi di genitori tossici ecc Io pensavo di allontanarli solo qualche giorno ma quando vanno via col papà poi mi tornano più aggressivi di prima, temo che necessitino di un tempo più lungo per disintossicarsi dal nostro amore strangolante. Penso anch'io che mi odieranno ma magari un trancio netto, uno stacco brusco potrà dare una scossa a questo modo errato di vivere, anche al mio. Se solo dimostrassero di aver capito. Finchè se ne parla sono d'accordo, si rendono conto che non è un bel vivere e che è doloroso anche per loro. Ma poi rientrano in casa, rientrano nella quotidianità e tutto torna come prima. Io che strillo come un'aquila e che devo impugnare una scopa per avere un briciolo di autorità...ma dai...non è vita questa, non è famiglia... Non so cos'altro fare, ho una paura folle che per noia un giorno inizino a rompere le cose fuori di casa, o a rubare, o a drogarsi. Ho paura che tovino riferimenti sbagliati, ho paura che i momenti di rabbia li portino a impugnare un coltello invece di una forbice e che sfregino un compagno invece di una porta. Ho persino paura che per la disperazione volino giù da una finestra anche loro. Sono esagerata? folle? Forse, ma come genitore sento che la loro vita è minacciata seriamente da degli atteggiamenti sbagliati che non riesco a correggere. Ci fosse uno specialista o una struttura qui a portata che mi potesse dare una vera mano non esiterei un attimo a rimandare la decisione presa. La verità è che la cosa mi è sfuggitas di mano e per rimetterla a posto ho bisogno della loro collaborazione, non posso controllare il loro cervello, gliel'ho spiegato e l'hanno capito, ma pare che non ci riescano nemmeno loro. Che amarezza. |
Mi dispiace molto per questo brutto momento che state passando Daf, immagino che la decisione che avete preso sia quella che al momento vedete come migliore e vi auguro di risolvere presto... non ho nessun consiglio da darti, come mamma immagino lo strazio di una decisione così ... anche a me la prima cosa che è venuta in mente è stata "meglio un paio di sberle ben date, piuttosto che l'allontanamento forzato", ma forse, quel che serve è un qualcosa di più, non lo so.
Vi auguro davvero di trovare la soluzione migliore, per i ragazzi e per voi.. abbraccio: |
Cara Dafne, è difficile così da lontano capire certe dinamiche.
Avete provato a fare terapia familiare, in cui siete conivolti anche voi genitori? Spesso agire solo sui ragazzi non serve a molto. Da quanto letto mi sembra di intuire che non ti piace il metodo repressivo del padre, il tuo da chioccia non ha funzionato. Non ti va nemmeno di separare i fratelli per un breve periodo dandone uno al padre e poi fare viceversa. Speri in un terzo educatore, il collegio, che non sia manesco e repressivo ma nemmeno si senta in colpa per averlo rimproverato e nemmeno sta lì a cercare di spiegare cose che i ragazzini non sono pronti a capire. Soprattutto credo che tu abbia bisogno di scegliere cosa sia il meno peggio che tu possa sopportare nei loro confronti: affidarli ad un terzo che non sia emotivamente coinvolto ma abbia competenze specifiche per applicare al meglio il metodo comportamentale. Qualunque sia la tua decisione speriamo che vada tutto bene per i ragazzi e per te. Ci vuole coraggio anche a prendere e poi sostenere questa decisione fino al risultato sperato, ma come dice Sole non dar loro l'impressione che vanno via perchè sono cattivi, ma nemmeno che tu sei cattiva. abbraccio: |
Ciao Dafne, il problema potrebbe anche stare fuori da te come persona, o da tuo marito, ma alll'interno della situazione non accettata dai figli per via della separazione. Magari passano dei messaggi sbagliati del padre verso la madre e viceversa, caricando loro di risentimento e aggressività, non possono esprimerlo perchè non hanno l'autorevolezza, ne le parole e fanno come i matti insensibili. Se la prendono con te proprio perchè per loro sei più vicina, e con te hanno più confidenza. Chissà se rompendo la loro alleanza si otterrebbe qualcosa? Uno col padre , uno con la madre per una domenica, sicuramente sarebbero punti in qualcosa a cui tengono, comunicando loro che se non si danno una calmata è meglio che stiano soli anche più giorni la settimana fino a quando vorranno essere più "educati". Io non scalfirei l'idea che voi siete la loro famiglia, a me tu non sembri una persona non i grado di attrezzarsi per uscire da questo tunnel, però esigerei un aiuto personale, che non puoi imporre al padre se non lo desidera o non ci crede a meno che non sia costretto. Tu come come madre hai il peso maggiore , su questo non ci piove, e hai il diritto ad un sostegno, non è automatico per nessuno che ce la si debba fare da soli, io chiederei mille aiuti al tuo posto, ma non delegherei nemmeno una settimana, se non qualche giorno di riposo, la presa sui ragazzi, nè, scalfirei in loro questa certezza, se tu la madre; sei tu che comandi, che decidi, che scegli di dare serenamente una sberla che poi passa. Io non invaliderei la tirata dei capelli del padre se non riconosci che sia un violento. Perdona se ti ho scritto, a parole tutto è facile, solo tu sai come ti senti, ma per me tu non sei una mamma che non ce la può fare, soprattutto non penserei che sia il tuo fallimento, tutte le mamme ogni tanto se lo ripetono, è la situazione che è obiettivamente difficile, e lo è per molti di coloro che si ritrovano separati dal patner nell'allevare i ragazzi della età terribile dei tuoi figli. Ti auguro molta forza e molto aiuto, a quell'età ancora i figli sono plasmabili io credo.
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Che non sono cattivi è l'unica cosa che al momento mi permette di fare ancora qualche ora di sonno :H
L'elenco di terzi chiamati in causa non è lunghissima ma neanche corta, dal counselor allo psicologo alla psicoterapeuta allo psicomostricista ai vicini al prete all'allenatore di calcio... In terapia ci sono stata personalmente per tre anni e nonostante quello che dice chi ho intorno il risultato c'è, magari blando ma c'è. Ho chiamato in causa un altro esperto, una persona che ha abitualmente a che fare con dimamiche serie, non di bambini irrequieti o maleducati ma con problemi veri. Mi son sentita dire che ormai le ho già provate tutte ma bon, visto che la decisuione è presa se nel mentre si prospetta una valida alternativa che ragionevolmente dia frutto ci si può ripensare. Nessuno dice di essere contento del collegio qui ma sono tutti a favore. Ilo problema sono io, la cosa viaggia nel sottosuolo ma è quello che si pensa. L'altro genitore può essere irrecuperabile ma io sto rovinando la mia prole e forse un momento di allontanamento da loro servirà anche a me per crescere. Sono piuttosto confusa, dinamiche come questa nella mia famiglia materna sono abbastanza frequenti. Ho un cugino che prima ha avuto problemi psichiatrici a causa dell'assunzione di droghe e poi è approdato in Spagna dove si è ricostruito una vita. E' fuggito dalla famiglia. Non lo sò, purtroppo ogni tanto mi guardo attorno in casa e sento di aver mollato il colpo e allo stesso tempo mi sembra di non avere modo per rimettere le cose a posto. Non trovo gli strumenti, non ho le possibilità e la cosa mi lascia senza appigli. Se devo dire tutta la verità ho la spiacevole sensazione che stiamo scegliendo la via di minor sforzo ma le cose stanno andando male e non posso più fare finta di non vederle. O peggio, lasciare davvero che qualcosa di miracoloso capiti chissà quando a rimettere a posto le situazioni. C'è qualcosa che ho davanti al naso e che continua a sfuggirmi, continuo a non vederlo, ho questa sensazione adesso. |
Si sente da come scrivi e da ciò che dici che ti sei occupata di conoscere te stessa, e proprio questo mi ha indotto a scriverti che non credo il problema sia dentro di te come madre. Capisco meglio da ciò che hai risposto che ti è necessaio rompere per intanto qualcosa che è diventato intollerabile così com'è. Nessuno può toglierti ciò che di buono hai dentro come madre anche se momentaneamente non ti sta venendo utile.Il coraggio e la forza a volte stanno proprio nel riuscire prendere decisioni inusuali.
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Mi ha colpito l'affermazione di tuo figlio il piccolo che ha cominciato a comportarsi bene e il grande è geloso perchè il fratello riceve le attenzioni migliori in quanto più bravo, mentre il grande resta la pecora nera, ruolo che ormai si sarà dipinto addosso, a furia di sentirselo dire si ci è affezionato. Forse è l'unico modo che conosce per attirare l'attenzione su di sè, sentirsi considerato anche negativamente purchè considerato e di più del piccolo, in quanto facendo molto rumore in qualche modo attira più attenzione. Lungi da me il fare una diagnosi a distanza ma dal lavoro fatto sui tipi mi viene in mente che ci sono tipi che non riescono a stare dentro se stessi, capire cosa sentono, cosa vogliono, avvertono solo il disagio interiore e lo buttano fuori velocemente così come gli viene, in modo reattivo. Ha un secchio pieno di carico emotivo per svariati motivi e non riesce a contenerne una goccia, così la riversa su di te soprattutto che sei la madre, e lo tolleri maggiormente. Può darsi che indurlo a ragionare non sia la strada giusta per lui. Occorre attivare un centro energetico diverso. Scusa, magari dico cose banali o che già sai da tanto e da persone più autorevoli di me, ma zucchero non guasta bevanda. Sono stata dentro la bufera e piano piano ne sto uscendo. Però se senti veramente di non farcela, piuttosto che lasciar andare le cose alla deriva o allo sfacelo meglio cercare aiuto anche con il collegio. Può darsi che non sia la soluzione migliore ma forse tu devi darti la possibilità di scegliere lo sforzo minore per sentire e trovare dentro la forza di potercela fare da sola. A volte bisogna percorrerle tutte le strade prima di trovare quella giusta. |
Continuo a scrivere post e poi a cancellarli, volevo solo dirti che mi dispiace per quello che state passando Daf abbraccio:poi ho paura che mi viene fuori un post di rabbia contro questa società evoluta solo nella tecnologia e che però ha smarrito quei Villaggi di cui parlava Uno tanto tempo fa e che farebbero tanto comodo a noi donne ma specialmente ai bambini, visto che siamo TUTTI adolescenti in crescita (forse) rimasti "orfani" troppo presto.
Volevo anche dirti che sono sicura che farai la scelta giusta perchè sei in gamba anche se in questo momento ti senti uno schifo. E concludo prendendo a prestito una frase dell'ultimo post di Diam " se senti veramente di non farcela, piuttosto che lasciar andare le cose alla deriva o allo sfacelo meglio cercare aiuto anche con il collegio" In bocca al lupo Dafne abbraccio: |
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Se sono a favore? Di fronte alla prospettiva di continuare da così a peggio si. Anche se vorrei che fossero con me sempre con me.
Oggi sono stata chiamata alla scuola del piccolo, aveva picchiato un compagno. La maestra si è spaventata perchè non riuscivano a calmarlo e gli dava torto per i pugni e un presunto tentativo di tirar fuori forbici e compasso ma aveva ragione ad essere arrabbiato perchè tre compagni (gli ex amici pestiferi con cui condivideva sempre i castighi) gli avevano distrutto il gioco che stava facendo per ben 4 volte. A casa poi ho litigato col grande per i compiti, per le bugie che mi ha detto e perchè di fronte all'evidenza (la mia vicina ha la bimba nella stessa classe) invece di dispiacersi guardava le figurine dei pokemon. Poi di nuovo si sono azzuffati e le ha prese il piccolo che poi mi ha dato calci e tirato cuscini....insomma, una vera guerriglia urbana oggi. Alla fine ci siamo calmati tutti ma continuo a pensare che ristabilire l'ordine gridando più forte o ribaltando un letto non sia il metodo giusto. Di colpa profonda, di mio, adesso posso vedere che spesso ho minacciato senza mantenere e ancora più spesso ho punito lasciando poi che tutto tornasse come prima. Il collegio non mi piace come idea, io ho detestato le colonie, ma c'è pur un segno forte da dare o i calci che mi danno ora diventeranno sberle magari. Non so, la situazione in effetti è degenerata nel periodo estivo. Il grande non si è mai del tutto ripreso dal suo periodo nero e passa la sensazione che non solo non abbia più rispetto per niente e nessuno ma pare pure che non gli importi nulla. |
A volte basterebbe un "bravo" e una carezza di più insieme al tempo di far sedimentare l'effetto.
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Si Sole, è verissimo, ma baci e carezze e gochi e carte e videogiochi e gite e ristoranti e coccole le hanno avute, in dosi minori o maggiori a seconda del comportam
Sono arrivata a dire bravissimo a un bambino che in prima media una sera decide di farsi lo zaino da solo invece di aspettare che glielo faccia cristando la madre al mattino due minuti prima di perdere l'autobus...cosa che dovrebbe essere un dovere e una regola ma bon, bravissimissimo gli ho detto e pure al mattino dopo. E così in molte altre cose. Certo che quando lo becco a stuzzicare il fratello nell'unico momento in cui quello è tranquillo mi girano i cips.....:@@ |
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Al di là delle eventuali colpe, la domanda l'ho fatta perchè mi era parso che la decisione presa in merito al collegio non fosse esclusivamente tua e del papà dei ragazzi. Cosi come la frase subito prima.. Citazione:
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Se ti può essere di aiuto, ti vorrei dire che negli anni ho conosciuto delle persone che da adolescenti erano state ritenute "ragazzi difficili" e che hanno passato un po' di anni in collegio, uno addiruttura in "riformatorio".... ora, anche se nel periodo non lo accettavano, sono consapevoli che quel periodo ha loro giovato e riescono a capire le difficoltà in cui si trovavano i loro genitori....
Per quanto riguarda i tuoi figli, ti auguro che qualsiasi soluzione decidiate sia per il vostro bene. Comunque non essendo una cosa coatta, cioè decisa da qualcuno esterno alla famiglia e d'autorità, è una esperienza che può farvi riflettere e che potresti gestire a seconda di come la situazione si evolve. Non credo però che li dovresti consultare in questa decisione, sentire come la pensano si ma non sulla decisione in se stessa. Il rischio è di manipolazioni più o meno inconsapevoli da parte loro nei vostri confronti. Un abbraccio abbraccio: |
Come un emigrante in viaggio di ritorno passeggio per Ermo e piano piano riprendo confidenza con le vie e le piazze e le persone che mi sembrano così diverse adesso, non sò perchè.
Mi sento come se non fossi nè dentro nè fuori e considerando che proiettiamo all'esterno quello che non riusciamo a vivere dentro (e speriamo di aver capito giusto almeno questo) mi trovo di fronte alla sconcertante sensazione di non avere un ruolo, mi adatto a quello che mi danno o a quello che serve al momento. Il che di per sè è un pregio, sapersi adattare all'ambiente permette la sopravvivenza sì ma anche l'evoluzione. Però è anche un enorme difetto se mentre ti adatti perdi da che punto sei partito e l'adattamento successivo parte da un adattamento e così via, finchè alla fine non hai altro che un mix di posizioni e non sai più che pesci prendere. Discorso strafatto, lo so. Evidentemente non a sufficienza, sono tornata indietro per quel che ho potuto/voluto e su certe dinamiche mi sono soffermata a lungo ... non avendo ancora ritrovato dentro di me una casa mi stanca moltissimo questo continuo avanti indietro che faccio con il mondo. Come Ermo, mi manca ci torno e non mi ci ritrovo e parte è colpa mia e parte è semplicemente evoluzione. Nessuna premeditazione, nessuna esclusione, nessun voler lasciare indietro. Semplicemente la vita che scorre e gli avvenimentio che passano, come acqua intorno a un masso (io icon_mrgr: ) passando tutt'attorno e non solo da un lato. Quindi adesso sono qui, con una valigia in mano, non so dove mettermi ma non voglio ripartire e nella vita è lo stesso temo, mi preparo la valigia, parto (ma parto?), soffro e torno e quando torno vorrei ripartire. Metaforicamente parlando ovviamente. :sornione: Sono un pendolo icon_mrgr: e pure la campana..ahahhaah apposto siamo. |
Citazione:
Sai Sole, non credo di aver capito che cosa volevi dire,scusa la risposta frettolosa, o meglio, lo comincio a capire adesso e nonostante tutto il dubbio mi rimane. Forse troppo poche carezze, un bambino viziato non è automaticamente molto accarezzato. E neanche automaticamente diventa un bambino difficile, se per difficile si intende un bambino socialmente disturbante. Ma quando un vizio è una formalità nella propria vita è piuttosto difficile vederlo, accettarlo un'impresa e riuscire a correggerlo...un'impresa impossibile? icon_mrgr: Spè che cerco la wonderbigwoman che è in me...laughing7: |
Per il momento al collegio ho rinunciato. Dico "ho" perchè di fatto mi son sentita dire di non lamentarmi poi. Ma bon, al moemento questo è quello che sento.
L'emergenza è abbastanza rientrata, diciamo che gli episodi violenti si sono ridotti moltissimo e adesso c'è la "normale follia" che aleggiava prima. Solo che forse io non sono proprio quella di prima. Stò cercando un equilibrio mio personale per poi tentare di passarla anche a loro, stò scoprendo cose sull'affettività che probabilmente senza di loro non avrei mai potuto assaggiare, Quando ho riparlato con il mio psicologo mi ha detto che visto che non sono più una sua paziente si sentiva di poter dire le cose più liberamente e che secondo lui non ero pronta. Se avessi avuto vicino qualcuno, un compagno o un familiare a sostenermi....per un pò ho pensato di rivolgermi a un'agenzia di appuntamenti diavolo.g: ma poi ho lasciato perdere. Si, non sarà pronta, ma che posso fare? Lasciare che il tempo passi cercando di far finta di niente? C'è in corso una guerra interna, una parte che vuole accettare lo stato delle cose e un'altra che si rifiuta totalmene. Però sono contenta di aver puntato i piedi sul collegio, almeno per il momento :H |
Sono una zuccona, non si può che dirmi almeno quello.
In questi giorni stò osservando il mio dolore, il mio si non quello dei ragazzi perchè stò cercando di abituarmi all'idea che se esiste un "nostro" c'è anche pure un "mio" e un "loro". Comunque, a guardare il grande tentare incessantemente di massacrarmi e rileggendo dei post non rivolti a me direttamente (martello.: ma quando imparerò? martello.: ) sono riuscita a spaziare, diciamo così, un pò meglio nel guano in cui mi sono messa. Parlo dei fatti che è più semplice stosvegli: L'altro giorno ho chiamato il mio ex marito, dopo un ennesimo sfogo del più grande. L'ho chiamato per esasperazione e per una sorta di, non saprei chiamarla, intuizione? Gli ho detto come al solito di venirseli a prendere (mi sfogo così ultimamamente piango.gif ) poi però ho corretto il tiro e gli ho detto di portarsi a casa il grande. Ero allibita dalla mia stessa frase. Ho sempre considerato il ragazzo incapace di sostenere l'aggressività del padre ma mi stà stupendo sempre più come entrambi i miei figli pur vedendolo pochissimo stiano utilizzando esattamente le sue stesse modalità. Alla fine stava prevalendo in me il pensiero che poco serviva proteggerli dalle sfuriate del padre visto che si stavano pippando sempre di più le mie, altrettanto violente aimè. Poco serviva cercare di fare la severa fallendo miseramente perchè è un ruolo che mi sono cucita addosso senza averne minimamente cognizione di causa... Doveva venire a prenderli sabato e tenerseli due giorni ma poi, guardacaso, non ha potuto (forse gli vibravano le antenne, chissà) Comunque ieri ci siamo sentiti diverse volte, l'ho messo alle strette, gli ho detto che doveva intervenire lui e con solo il grande lasciandone fuori il piccolo. Ancora non mi era chiaro che stavo facendo e perchè ma sentivo che andava fatto anche se dentro mi sentivo come se mi stessero strappando un rene senza anestesia. L'accordo finale preso è che passa lunedi e se lo tiene una settimana (però và da sua madre non a casa sua) però al ragazzo diciamo che vivrà col padre e basta. Mi sento un mostro, una traditrice, una cosa oscena ma ieri sera mentre ne parlavo con delle amiche mi sono resa conto di quanto sia forte il dolore per la perdita del possesso. Mio figlio è MIO, non posso pensare che vada dal padre, o meglio, non posso pensare che col padre possa stare bene icon_rddd: non posso accettare che mi rifiuti, che mi metta da parte, che possa trovare benessere laddove io ne ricavo solo tormento. Mi ha sconvolta questa cosa, ho cercato di rimanerci su senza giudicarla (ho cercato) mettendoci anche vicino la mia sconfinata e ferrea resistenza a permettere al padre un qualsivoglia intervento al di fuori di quello che io potevo controllare. Mandarli da lui qualche giorno alla fine era un mio rigenerarmi ma non ho mai preso seriamente in considerazione la possibilità di...uffa....è dura ammetterlo...di lasciarli fare il padre. Giusto o sbagliato che sia il suo atteggiamento non è solo un proteggere dagli eccessi ma parallelo a questo viaggiano anche tutta una serie di miei bisogni. martello.: Per un certo lungo tempo ho sempre evitato, correttamente e onestamente, di esprimere giudizi sulla sua persona davanti ai ragazzi. Crescendo loro hanno messo un distacco, blando ma c'era, perchè lui aveva permesso che accadesse, non io. Poi però qiualcosa s'è perso, ho perso quel freno e ho perso il limite lasciando che spesso le mie emozioni e i miei rancori pesassero su di loro. Non sopportavo, sotto sotto, che potessero amarlo (mamma mia com'è brutto da scrivere). Ho interrotto un flusso che il piccolo ha forzato, perchè è più coraggioso o che ne so io e quindi il suo papà comunque nella sua testa c'è ma nel grande quest'uomo è diventato il contenitore di tutti i miei malanni. Un giorno mi ha detto "ma tu lo odi no?" Hai voglia a dirgli no, gli ho detto che certi suoi atteggiamenti mi irritano e mi innervosiscono ma mi sono resa conto che l'uovo era rotto. Certo, non devo dimenticare che è un dato di fatto, che l'uomo che ho sposato rimane quel che è, che moltissimi suoi atteggiamentio sono stati atti ad allontanare i figli, ma io mi sono servita di questo, ho paura, per incanalare ben altro. Pensavo a mio figlio stamattina mentre lo accompagnavo a scuola, alle sue paure, al bisogno che ha di insultarmi ferocemente ma di avere poi il mio bacino per entrare a scuola, alla sua paura di confrontarsi col mondo e al suo odio viscerarle per suo padre...e ho avuto la sensazione (scusate il termine forte ma così mi viene) di averlo castrato, di avergli impedito e/o di stargli impedendo di vivere il suo essere maschio. Perchè a noi (noi come nucleo familiare attorno a lui, io mia mamma e mia sorella i maschietti un pò ci fanno schifo, ci risultano assenti, mollicci, carognosi, petulanti..inutili..manata.gif E stò impedendo a me di conoscere il lato maschile del mondo riconoscendolo solo entro limitatissimi ambiti, ma la mia strada è mia ed è scritta e la sua strada non è necessariamente la stessa. Mi devo fermare ma ho pensato di richiamare il mio ex marito e dargli come indicazione di cercare di dirgli, a suo figlio, che gli vuole bene, almeno di provarci. A esternare le emozioni positive siamo un bel pò inabili tutti...comunque sia che ci provi. In fondo non farebbe male neanche al padre riconquistare parte del fanciullo..ma è caso suo..io intanto mi cucco la mia gastrite perchè nonostante tutto se cerco d'immaginarmi il giorno che sarà mi vien da svenire. L'ho già rielaborato un pezzo passando dal "prenditi su tuo figlio che mi stà facendo impazzire" a "io e papà abbiamo deciso che per un pò di tempo starai con lui per vedere se ti tranquillizzi, perchè anche papà ti vuole bene". Anche se è ancora solo sulla carta ..... Però su stà cosa del possesso e del muro di gomma ci devo tornare. Scusate intanto se ho cestinato al volo i vostri interventi senza neanche considerarli per davvero scusa.gif fiori.gif |
Oggi dovrebbe essere IL giorno. Purtroppo non lo saprò finchè non vedrò il mio ex marito alla porta ma intanto stò cercando di mantenere la calma.
Stamattina ho i rasgazzi a casa, nuovamente in rifiuto verso la scuola. Non ho gridato nè imprecato li ho solo messi di fronte per l'ennesima volta alle conseguenze, gli ho fatto capire che fino all'ultimo ero pronta a portarli a scuola, soprattutto al più piccolo che è stato indeciso fino all'ultimo, probabilmente se il fratello ci fosse andato non si sarebbe neanche posto il problema. Comunque sia ci siamo, è venuto il momento di passare palla, di cedere, di lasciare spazio a qualcosa di diverso. Poi le infinite variabili legate all'altro genitore (tipo che passi che lo porta in gita qualche giorno :( ) le vedrò poi se sarà il caso, adesso voglio seguire passo passo questo momento perchè riuscire a lasciarlo andare (mio figlio) senza strapparlo via nè trattenendolo psicologicamente è cosa piuttosto nuova per me. Se non altro i bicchieroni di acqua calda mi stanno aiutando a mantenere un pò di calma, quietando lo stomaco...avanti! |
E oggi è stato.
Quando è arrivato lo stupore ha invaso il viso dei miei pargoli, perchè tanto minaccio solo io (me l'ha detto in faccia il grande un'oretta prima) ho contenuto il moto del "visto?!?" e ho cercato di mantenermi in una posizione di quiete. Ho controllato l'isterica che voleva spiattellare in 5 secondi tutte le parolacce, le cose rotte, i compiti saltati i brutti voti del grande. Ho contenuto la fifona che voleva a tutti i costi fare le lacrimucce e convincere il marito che in fondo non era tutta colpa del grande... Robe da non credere a guardare adesso. Quando il parande ha capito che non si scherzava è andato in apnico, pianti e promesse, ma contenuto vicino al padre di cui ha paura. Quando l'ha realizzato il piccolo che non stavamo scherzando è esploso in pianto disperato aggrappandosi a me per convincermi. Li ho capito che non potevamo tirarla troppo per le lunghe, ero consapevole che da lì a poco il mio lago si sarebbe increspato troppo e sarebbe stato un disastro. Ho detto molto semplicemente che erano stati avvisati più volte e che comunque andava via col papà non con uno sconosciuto. Che papà era lì perchè gli voleva bene e non per punirlo o fargli del male. Era uno stato che adesso, cercando di razionalizzare, pare strano. Non ero nè contenta nè dispiaciuta...certo, entrambe le cose vivevano nella situazione, ero contenta che la situazione si fosse sbloccata (in che modo vedremo poi) e dispiaciuta che dovesse stare male, ma non ero in nessuno dei due stati. Poi comunque era il padre e non uno sconosciuto, forse da soli riusciranno a comprendersi in qualche modo, senza che ci sia il piccolino sempre in mezzo. Il piccolo. Quello è stato il secondo round. Mi sono resa conto facendo salire in macchina il grande (l'ho abbracciato più volte, volevo che sentisse che non lo stavo rifiutando, che rifiutavo il suo atteggiamento non la sua persona) che quello che restava era sconvolto quasi più di lui. Ho lasciato che sfogasse il suo dolore evitando di stargli troppo addosso (vuoi un the? una coiccola? una caramella.....naaaaaa) e non facendomi prendere dal desiderio di respingerlo mentre piangeva e s'icavolava con me perchè ho visto che era solo la mia incapacità a gestire la sua frustrazione a generare la repulsione. Gli sono stata intorno, continuando a fare le cose di prima come rifare i letti facendo però ripetuti passaggi vicino al divano dove si era rifugiato. Poi piano piano mi ha cercato e ci sono stata e me ne sono andata quando sfiammava. Insomma, come un'onda, gli sono stata vicina e basta. Mi stava partendo la predica stile "te l'avevo detto" di nuovo ma ho realizzato che erano solo recriminazioni che in quel momento non servivano.E che non avrebbe capito. Stava male e aveva tutti i diritti di stare male, anche se la situazione l'aveva in parte creata lui, dovevo dargli modo di esprimere quello che sentiva. L'ho fermato decisa solo quando ha preso una forbice per tagliare un cuscino che avevo deciso di buttar via. Adesso è più tranquillo, sò bene che ho appena iniziato e che dovrò cercare di restare il più possibile o il più spesso nella posizione neutrale in cui ero e sono anche adesso. Il margine d'errore c'è e ci sarà sempre ma oggi ho fatto quello che ritenevo giusto e mentre osservavo le parti di me in conflitto mi sono resa conto (dopo eh, durante ho solo agito stò rielaborando adesso) che entrambe erano importanti, eccessive ma importanti, solo conoscendole ho potuto usarle, restando razionalmente distaccata dal grande che mi stava manipolando ed emotivamente vicina al piccolo che stava sfogando. Uno andava arginato l'altro accolto. E' una bella sensazione, cercherò di ricordarmela per tutte le volte che mi ci troverò (cioè sempre icon_mrgr: ). Adesso è iniziato un nuovo passaggio, sono fiduciosa di poter effettuare i passi necessari, anche cadendo, e cadrò molto, ma ho trovato un posto al di fuori dell'uragano che è,anche se lo sapevo e non ci volevo credere, proprio al centro. Chissà che il mio cavaliere non stia riuscendo a infondermi vero coraggio soio.gif |
Citazione:
Mi sembra molto importante questo punto, l'essere rimasta tra le parti in conflitto senza cedere da una parte o dall'altra. Questo posso comprenderlo, è una cosa che ho imparato quando ho dovuto prendere una decisione salva-vita che ha cambiato il corso degli eventi. E' una bella sensazione e ti auguro di riuscire a tenerla stretta, di essere sempre in grado di osservare le parti di te rimanendo 'neutrale' per fare ciò che senti davvero giusto nel profondo. Ti abbraccioabbraccio: |
Grazie Edera abbraccio:
Si la situazione è difficile ma mi rendo conto di avere smorzato i toni drammatici di parecchio. Sarà incoscienza? Boh comunque non è morto nessuno e la frizione che provo io va bene quanto quella che stà provando il grande. Credo di essere riuscita a fargli passare che gli voglio bene e che non lo mandavo via per non vederlo mai più. Devo segnarmi per evitare di dimenticarlo troppo facilmente che impormi le pulizie di casa, come quelle personali, acqua bollita a fiumi icon_mrgr: mi hanno aiutata moltissimo. Ho retto alle tirate di emozioni varie perchè ho poggiato solidamente su uno stato di benessere che mi ha "regalato" energia, oltre a quella che ho sicuramente recuperato rendendo meno forti certi mostri personali. Meno forti, non sono vinti, anzi, ho la percezione netta che abbisognerò di sempre maggiore energia. Non sò come metterlo giù ma mentre ho avuto certa percezione che le pippe mentali mi stessero ciucciando energia ne ho avuta altrettanta quando ho sentito di riceverne quando ho "fatto il mio dovere". Oltre a questo di certo questa embrionale apertura che stò cercando, vedi nell'abbraccio come in passaggi strani, mi apre la prospettiva di un'altra fonte di energia, più diretta. Però quella è molto forte, mi ha provocato (se non ho collegato male) una sorta di terremoto personale anche a livello fisico, a livello toracico, con tremori e un giramento di testa prolungato (che però soispetto causato dal mio chiudermi ad essa...) quando è capitato di aprirsi in maniera similare, anche se da sola (eh bon questa la capisco solo io..ahah) Crepitavo come quando si mette la pancetta a friggere presente? icon_mrgr: Va ben ma questo non è importante ora, è più importante mantenere consapevolezza di poter restare neutrale pur agendo in una direzione. |
Mi và di condividere questa cosa con voi.
Tutto bene con i fratelli, il grande mi ha chiamato di mascosto due volte ma ho retto bene :H Stasera poi chiama e alla fine mi passa il padre. Bon, mi dice che fà il bravo, fà i compiti mangia non dice parolacce...fà anche tardi la sera, gioca di giorno....una vocetta mi diceva (come mia madre diavolo.g: ) eccerto è in ferie lui eh.... Ad un certo punto il mio ex marito parlando mi dice "eh mi ha anche abbracciato oggi come non succedeva da...da...una vita" Mi sono commossa. Non ce l'ho fatta ad essere gelosa neanche dopo mentre snocciolava quanto bravo, tranquillo, buono fosse. Avevo davanti agli occhi l'immagine di mio figlio che abbracciava suo padre ed ero stupefacentemente felice per tutti e due. Poi bon alla vista prolungata del mio ex pur interiormente un paio di complimenti diversamente buoni mi sono scivolati diavolo.g: ma ero e sono davvero tanto felice. Felice per mio figlio, anche se durasse solo per il tempo di uno sbadiglio, ha riavvicinato suo padre. Felice anche per il mio ex marito, che comunque del suo modo d'essere risente. Forse mi sbrodolo troppo addosso ma per un buon momento sono riuscita a mettermi davvero da parte e la sensazione che ho provato è stata davvero colmante. Prego solo di riuscire a ricordarmene sempre. Soprattutto quando la tensione della convivenza tornerà ad abbassare le soglie della tolleranza innalzando i muri di cattiveria gratuita. |
Ieri pomeriggio il ragazzo è tornato. All'una e mezza, è entrato in casa e il disagio allo stomaco che provavo dal giorno prima ha trovato il suo perchè, nel giro di due ore ne ho avuto conferma certa.
Non era cambiato niente. Al massimo una sorta di sotterranea rivalsa per averlo mollato dal padre. Altalene tra sfuriate e i pianti del mi dispiace. Ad un certo punto ho persino fatto inavvertitamente partire una chiamata a mia sorella che dopo essersi ciucciata la sfuriata peggiore in diretta mi richiama e ci mette il carico da novanta ironizzando in maniera poco velata sull'efficacia delle mie scelte... Finito? Macchè. Mangiafuoco non aveva finito il suo lavoro. Alla sera riprendo in mano il telefono e richiamo il padre, per la serie guarda che non è servito a niente e....mi prendo la predicozza pure per di là. :wow: Stavolta però non ero armata fino ai denti e sono riuscita ad ascoltare, nella mia tendenza scema di appoggiarmi a qualsiasicosadici che oppongo al nontivoglioperniente (icon_mrgr: me le ragalo sempre al mattino stè perle) ho ascoltato lui che mi diceva che non serviva a niente che lui una settimana facesse se poi io disfavo. (tutto il blablabla di contorno ve lo rispoarmio) Al di là della tragicomica inversione dei ruoli (una settimana di quasi sforzo su 5 anni direi che non lo giustificano a darmi tutte le colpe) ho percepito il messaggio giusto nel mare di sciocchezze. Io sono troppo permissiva, troppo coccola. Alla fine sono andati a dormire, alla fine mi sono ritrovata con le mie solite incertezze, ma c'era qualcosa di diverso, una sorta di caccoglimento di dati, non sò. Stamattina sono stanchetta ma ho avuto una piccola visione d'insieme. Ho avuto bisogno di affidarmi al maschile. Poi mi ci sono appoggiata e sono caduta. Come sempre. Ma l'errore è mio. Non è affidarsi ma aprirsi a. Affidarsi presuppone un appoggiarsi a qualcosa o qualcuno mentre io non mi posso permettere una situazione del genere perchè non ne sono capace. Cioè, più che affidarmi mollo su. Un uomo non c'è e il mio maschile è...latitante? icon_mrgr: Perchè la parte che trovo è sempre quella aggressiva, quella che stressata dalla vocetta insistente della mogliettina le suggerisce di prendere un tassista e finirsi da sola il giro di negozi diavolo.g: Ho avuto bisogno di allontanare il ragazzo ma non per lui, questa cosa l'avevo già sospettata. Avevo bisogno della pausa nella guerra per vedere. Vedere che quello che devo fare non è scimmiottare un maschio piuttosto che un altro o una femmina impositiva ma trovare in me qualcosa che ci sia sempre e che resista agli urti delle sfuriate. La verità è che non mi manca la capacità di contenere e direzionare i miei figli, pur sbagliando, ma non ho la costanza di farlo. Mi perdo, non arrivo mai fino in fondo, mi dimentico. Allora ci metto i mille giri per giustificarmi e questo genera ancora altri rallentamenti. Al momento la cosa si è presentata con immagini piuttosto vivide, non ce la faccio da sola e non potendo aggiungere un altro, una spalla, interna alla mia famiglia (mia. cioè io e i miei figli) devo trovare una soluzione di compromesso. Compromesso che odio, perchè mi obbliga a darmi una possibilità verso il cambiamento. Raccogliendo le cose e lasciando lavorare in pace la mente (quindi niente sensi di colpa 8-) ) ho visto che la separazione dei fratelli è inevitabile, l'alro genitore adesso ha scelto la strada del sentirsi offeso trovando nella mia incapacità di essere severa la giustificazione per dirmi di arrangiarmi. Bene, alla fine tutto quello che è successo ieri ci voleva. Cercherò di lavorare sulla strada della costanza finchè non trovo il modo e il posto più giusto per spostare il grande per il tempo necessario a mettere a posto il resto della mia vita che stà colando a picco (non lavoro, tanto per dire) Non credo neanche che si possa dire che stò facendo pagare a lui le mie necessità perchè nonostante tutto una settimana di lontananza avrebe potuto dargli davvero l'occasione per capire che cosa stava perdendo, ma alla fine si è fato una settimana di vacanza dal padre, niente di più niente di meno. Meno ale che in vacanza non ci sono andata anch'io.......adesso si tratta di impostare un nuovo progetto. |
Citazione:
ni so nè si nè no. Non ci siamo, il nuovo progetto presenta già delle lacune che non sò se siano giustificazioni o problemei reali. Prima di tutto in mio figlio maggiore vedo me, purtroppo, per quanto la cosa viaggia sotto sotto c'è. Me ne sono accorta dalla foto, dall'associazione istantanea che ho fatto, che tutti fanno e che rapportano anche nei gesti e negli atteggiamenti,suoi, come quelli che sono i miei. Ma io non sono lui e lui non è me santissimo cielo. Questo mi confermerebbe la posizione di un periodo di stacco dalla mia presenza ossessiva. Oggi ha recriminato dicendo che non m'è importato che tornasse, che non ho neanche pianto :wow: Per la serie Via col Vento ci fà una cippa. Ma mi sorge il dubbio che sappia bene cosa e come muovere in me. Ho deciso un passo ulteriore intermedio, anche se non dipende da me, voglio provare a chiedere a mio padre di fermarsi da noi per qualche settimana. L'attrito è fortissimo ma sarebbe comunque maschile e maschile interno alla famiglia. Sò che devo mollare ma continuo a mollare dove non devo, sull'attenzione, sulla costanza, è inutile, il dolore che c'è sotto è antico e molto molto forte. Lo sò che non è una giustificazione ma stò cercando di fare quello che posso, c'è qualcosa che ancora blocca, blocca fortissimamente. Niente sarebbe più bello di passare a un tono di voce sempre pacato e sereno. Certo, vorrei che facessero quello che dico ma con le oscillazioni sconvolgenti del mio essere è semplicemente impossibile piango.gif |
Molti tuoi thread, Dafne, partono in varie maniere ma poi alla fine tornano sui figli. Questo è normale, è un argomento che ti sta a cuore e qualcosa che non riesci a sistemare, quello che non è normale, anzi diciamo non produttivo, è il modo con cui ti tormenti senza però prendere in mano realmente la situazione.
Proverò ad elencarti un paio di punti che tu hai visto, più o meno, ma che eviti di guardare. Il lavoro su di te è una cosa indipendente da tutto e da tutti, la relazione con gli altri (figli compresi) è una conseguenza di ciò che sei, non il contrario. Un figlio è (dovrebbe essere) la destinazione dell'amore incondizionato di genitore, non è un amico, non è alla pari finchè non diventa adulto e il genitore è adulto . Un figlio va educato finchè non diventa indipendente, quando lo diventa va aiutato solo su richiesta e se non chiede va lasciato libero di non chiedere (ma questo per te è ancora presto, lo scrivo per altri). Ci sono errori che devi lasciar fare ad un ragazzo di 20 anni ed errori che devi lasciar fare ad un ragazzino di 15, errori per un bambino di 10 etc... Se, in nome di una libertà, modernità o che altro, lasci fare ad bambino di 5 anni errori che sono da lasciar fare ad un ragazzino di 15, lo rovini... lo bruci. A volte in maniera lieve, a volte in maniera pesante. Che tu abbia mandato via tuo figlio per una settimana non è servito a nulla. Poteva essere l'occasione per ricaricarti ed essere ora più forte, ma se ti preoccupi dei musi che ti tiene per ottenere quello che vuole.... Scusa la franchezza, ma sarebbe inutile che ci andassi più leggero |
Citazione:
Per quanto mi riguarda è un traguardo cui sto cercando di tendere, però ancora è difficile l'indipendenza da tutto e tutti, anche perchè il modo in cui mi relaziono agli altri dipende da ciò che sono ma il modo in cui gli altri si relazionano a me dipende da ciò che sono gli altri e da come presumono io sia ed in questi passaggi vari è facile perdersi, almeno nella parte iniziale di un lavoro, poi magari in seguito quando ci saremo fortificati portà essere diverso.. |
Luke continuiamo in altro 3d questa parte, ho copiato il tuo post in http://ermopoli.it/portale/showthread.php?t=6725
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Citazione:
Colgo quest'occasione che mi dai Uno. Parliamoci chiaro, sono una molliccia. Il che non significa che ci provo gusto o che sia insensibile al male che mi provoco ma mi sono ripiegata su me stessa. Fine giustificazione. Ora, per quanto possa essere imbarazzante ammetterlo è verissimo, se ci vai leggero non serve a nulla. Mi arriva, sposto la cosa e continuo tranquilla con solo un pò di disagio indescrivibile. Se ci vai giù diretto invece mi chiudo a riccio, mi offendo, mi sento tradita da chissàcchè ecc ecc Capita però che la cosa è arrivata in fondo e poco poco alla volta torna sù e inizio a digerirla. Con mio figlio ho alzato un muro. Ho persino pensato che lasciare che lui facesse quello che gli pare fosse un modo per giustificare anche me stessa. Non sono insensibile di fronte al suo doilore ma ogni volta che mi protendo verso di lui c'è qualcosa che mi tira indietro. Lui deve fare come dico io! Ma mi devo incacchiare per tirar fuori la spina dorsale, e allora ciccia all'amore incondizionato. Questo è. Non ho spina dorsale, non ho attributi. Perchè chi usa le mani per far eseguire i suoi ordini è un vigliacco comunque, anche se il risultato finale và a suo favore. Mi sento così, o ameba o frusta. Non risolvo nulla. Nè in me nè con lui e questo mi condiziona in tutto anche nella ricerca mia personale. Non arrivo mai alla fine, non vivo mai le cose fino in fondo, neanche l'odio piango.gif per cui se può essere che dirmi le cose fuori dai denti in modo anche brutale può essere un modo di svegliarmi preferisco la sberla alla carezza. Poi lo sò che non resisto a detestare davvero per molto, soprattutto quando capisco che la sberla che ho preso aveva un suo perchè. Quindi grazie per non esserci andato leggero...ma neanche lontanamente pesanteabbraccio: Lo intuisco che se vedessi scritto davvero cos'è o come o dove sbaglio ne avrei un rifiuto totale. Ma qualcuno diceva che ci toccano in sorte solo croci che possiamo portare...allora da qualche parte la forza per ricostruire stà spina dorsale dovò pur averla. Detto questo prendo uno scudo per la parte più vera di quello che sono e mi apro a quello che arriverà, se arriverà. Mi voglio arrabbiare pe qualcosa che serva stavolta, per favore. |
Ma chi sei? Una cintura nera di karate maldestra?
Se ti arriva un colpo lo schivi con una maestria incredibile, anche se mentre schivi quello ti fai male fantozzianamente in altro modo. Se parliamo di te sposti tutto sui figli, sulla mamma, o chi capita. Se parliamo dei figli sposti tutto su di te. Mi ricordi qualcuno non più presente qui (non nel senso di morto eh.. icon_mrgr:). Prendine atto e rimani focalizzata se no altro che durezza, ti rimbalza pure una bomba atomica. Torniamo al figlio. Amore incondizionato può significare anche una sberla se questa viene data con lo scopo di shoccarlo e fargli interrompere il flusso dei suoi pensieri distruttivi. Certo sono d'accordo che se viene data per esercitare "potere", per frustazioni etc... è.. neanche da animali, peggio. La spina dorsale ce l'hai si... però la pieghi perchè perdi troppa energia ed è l'unico modo che conosci per sopravvivere. A tutti i mortali tocca a volte piegare la schiena, la differenza sta nel poter/saper scegliere quando farlo e quando no. Iniziamo da qui: Lui non deve fare come dici tu. Deve fare come è giusto (in base all'età, alla sua indipendenza e crescita). Sentiti strumento della Saggezza e non di una piccola dafne e vedrai come molte piccole cose cambieranno. |
Stò provando a seguire il tuo consiglio Uno e anche se sò di non esserci ancora del tutto quando capita anche se la risultante è dolorosa riesco, come dire, ad assorbirlo meglio. E' come se riuscissi a giustificarlo a trovarci un senso.
Comunque, cerco anche di andare avanti in questa esplorazione scritta perchè mi servirà, sò che mi servirà, per un momento successivo quello della rielaborazione finale. Paroloneicon_mrgr: Ho osservato i miei bambini e le ultime decisioni che ho visto come necessarie. Mi sento fortemente in tensione quando si parla di collegio ma la vita familiare è pessima in questo momento. Devo rielaborare stò grumo o finisce che mi ci perdo. Mio figlio minore ha da sempre un problema di autocontrollo. Io ne ho troppo e l'aggressività in generale mi manda in panico. La risultante è che ho sempre vissuto i suoi momenti di incontinenza in maniera sbagliata, ne avevo paura, li condannavo, non li reggevo e alla fine, credo, gli ho insegnato ad averne paura lui stesso. Con la risultante che quando gli capitava reprimeva quel che poteva e poi esplodeva peggio. Ci abbiamo lavorato negli anni, io stessa mi stò ritrovando di fronte a questo mostro e stò cambiando atteggiamento. Un pò meglio di sicuro le cose vanno. Mio figlio maggiore invece ha meno problemi con l'aggressività, è più sul manipolatore lui, ma ha un problema con l'autodisciplina, come me, in pratica non ce l'ha proprio e io su questo ho appena appena iniziato a lavorare. Si ok, sono bambini, non posso aspettarmi da loro quello che non riescono spesso neanche gli adulti. Il problema in effetti sono io in questo senso perchè se posso cercare di dare una mano per l'autocontrollo (riuscendo anche a perderlo in modo sereno se serve) per la disciplina...serve pure a me un collegio.... E qui torna il problema della forza, dell'energia che non trovo.Non riesco a star dietro a tutti e due nel modo corretto. Ora mollare tutto sarebbe comodo non voglio farlo ma mi devo arrendere di fronte al fatto che non posso tutto e che se parte del problema sono io, per come li ho non-educati, questo non mi deve generare dei sensi di colpa improduttivi e soffocanti ma mi deve spingere a cercare la soluzione più utile, il male minore. Abbiamo bisogno di essere aiutati, questo è, e non devo voiverlo come un fallimento (o ne resterò inchiodata) ma come una possibilità che abbiamo di rimettere ìn carreggiata una vita che ha sbandato paurosamente. Se metterlo in collegio gli serve, facciamoglielo servire, posso stargli vicina tanto se non di più che a stare qui a dargli del cretino perchè non riesce a fare. Per il piccolo parlare di collegio è presto ma comunque una variazione di clima non può che fargli bene. Nei primi tre giorni che il grande è stato via è andato tutto bene, mi sono accorta di quando sono scivolata. Io per prima. Ho mollato l'attenzione e la costanza su quello che stavo facendo, non sono riuscita a mantenere la sensazione dello shock della novità e tutto è tornato come prima. Adesso viene la parte più difficile, provocare il cambiamento e fare in modo che permanga affinchè non diventi un altro sacrificio vano. |
Citazione:
Si focalizzata, se ci riuscissi sarebbe un gran passo avanti. |
Ho visto un pò di cosette assieme, domani famiglia riunita per un compleanno, ho chiesto a mio padre di fermarsi da me un pò. Mi è preso il blocco oggi, la solita ansia da scelta e relativo blocco motori, sonno ecc ecc ecc ho cercato di guardarci dentro.
Ho preso la mia decisione, mia, e cosa più importante ci ho visto il mio perchè. Il che non ne fà una cosa giusta a prescindere ma sicuramente una cosa diversa. Adesso è vita da vivere, non da sognare. Era meglio la seconda opzione :@@ ma ho deciso per la prima. Grazie per avermi lasciato questo spazio per navigare abbraccio: |
E' oltremodo curioso come sempre dopo una decisone che raggiungo in seguito a una lunga gestazione...la vita mi rimescoli tutte le carteblink.gif
Provo a fissare qualcosa, ho cercato di trattenere per un pò ma adesso mi accorgo che mi stà sfuggendo la cosa, và sintetizzata (seh..crediamoci icon_mrgr:) Mio papà si è fermato da me, per un pò non meglio definito. Stà facendo l'uomo di casa. E io stò cercando di non remargli contro. Dura. Per i primi due giorni ero talmente presa dalla novità che non ci ho fatto caso al rosichìo di fondo, mi ero semplicemente arresa a quello che diceva. I miei spazi sconvolti, quelli dei miei figi anche. Spazi temporali e fisici e psicologici. Esagero? No. Non credo. Ma man mano che ci prendiamo le misure e allarga la confidenza più io mi sento costretta, costipata, inguaiata. Sono così fortemente sotto pressione che da ieri ho ridotto quelle tre parole che ci scambiavamo, ero in fase rifiuto ieri, oggi con i bambini a casa quasi quasi neanche mi alzavo. Poi lo sforzo, dentro, profondo, per cercare almeno di rimanere nella linea di confine tra l'eseguire e il mostrare insofferenza. Intuitivamente sapevo che se avessi mostrato la mia insofferenza i ragazzi se ne sarebbero fatti forza. Mi stà riprendendo spesso il babbo perchè mi giustifico continuamente con loro, perchè parlo troppo, spiego troppo...Già lo sapevo ma sentirselo dire ogni volta.... Resistere alla tentazione di proteggere quando si arrabbia e li castiga, resistere a non sbuffare se la tv non si può accendere, se il pc và spento, se fanno lotta e si agitano in camera. Ho fatto spesso la spesa fuori in questi due giorni diavolo.g: per poi rendermi conto che ci stava anche ma che stò per perdermi una ghiotta occasione, quella di vedere un maschio alfa in azione icon_mrgr: , prender nota delle sue modalità e cercare di farne mie quelle più giuste. Per me innanzitutto, che non mollo più i piatti sporchi nel lavandino fino al mattino soio.gif , che quando il grande piange e sbuffa e recrimina mi prendo la mia proiezione di bimba abbandonata e la faccio stirare. Sperando che nei prossimi giorni stà bimbetta riesca a metter da parte l'ansia da trigonometria e ascolti il papà parlare delle sue ricerche. Ascoltasse papà sarebbe già un passo oltre la linea che mi ha tenuta inchiodata fin'ora. Ho riletto la discussione su Caino e Abele, com'è palese il guano in cui mi dibatto adesso che lo rileggo. L'incapacità di rendere autonomi i miei ragazzi ma solo dipendenti. La proiezione di me così ferocemente ancorata sul grande da non dargli spazio di manovra. Non ho neanche iniziato a guardarci dentro nei rapporti familiari miei di ragazza ora lo sò, ci ho solo buttato un occhio ogni tanto, tanto per dirmi, ok, lo stai facendo...sei a posto. Dimostrare e giustificarsi, continuano a ronzarmi in testa questi due verbi. Dimostrare amore, come se si potesse...con un meccanismo di dare-avere Dimostrare di meritarselo stò amore è un cappio al collo con uno sgabello già mezzo caduto sotto. E gustificare le proprie richieste, le proprie necessità, le proprie reazioni o scelte fà parte in qualche modo del meccanismo, non ho ancora visto come. Stò cercando di lasciar fare, di cercare di assecondare mio padre, delle volte l'ho fin usato coi ragazzi in cose per me difficili da mantenere salde, tipo "adesso posso giocare mezz'ora?" e io che rispondo "chiedi al nonno" perchè non lo so più cos'è giusto, se mai l'ho saputo, e il no del nonno lascia interdetta anche me, la vivo io pure come un'ingiustizia, ma lascio che viva su di me e su di me cerco di assorbirla. Che gli altri si arrangino 8-) Che i ragazzi se la gestiscano loro quella con il nonno, non hanno mai ricevuto insulti o violenza ma solo poche secche parole. Certo, io non avrò il suo figurone che incute timore, sò anche che arriveranno a prender confidenza e cercar di sforare, ma nel mentre ho deciso che invece di subire la situazione e basta (anche se anche questo serviva) devo mettere in atto adesso dei piccoli cambiamenti di modo che, finchè c'è una pressone forte e attiva, qualcosina cambi davvero. Tempo fà ho scritto che il mio psicologo mi definì patologica e così tutta la mia famiglia, non so come potrò e se potrò metter a posto le cose ma forse rimettere in carreggiata un paio di vite che avevano sbandato fortemente non è poi così impossibile. Non vorrei spararla troppo grossa ma credo che sia una gran fortuna per me avere in giro pe casa un padre, mi piace soio.gif (il spararla grossa era per quella stronzetta capricciosetta che non ne vuol sapere di inquadrarsi.. ma le sego le gambe prima o poi :) ) |
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