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8 marzo festa della donna
non ho mai festeggiato l'otto marzo, non sono mai uscita con le amiche, le madri o le sorelle per andare a cena fuori...:(
ho trovato sempre umiliante dover dimostrare di valere, di farmi valere in quanto donna, ho provato tanta malinconia e amarezza nel vedere scimmiottare i comportamenti maschili nelle loro più squallide espressioniicon_mrgr: mi sento donna 365 giorni l'anno e sono orgogliosa di esserlo.;) ho sofferto nel vedere generazioni e generazioni di donne succubi e sottomesse, ho conosciuto donne che dovevano rendere conto di quanto spendevano al marito ogni giorno, ho patito sulla mia pelle l'obbligo di scegliere studi universitari adeguati e lavori più confacenti ad una donna, ho subito l'umiliazione di non poter uscire la sera perchè donna...quanta rabbia, quante lotte contro tutti, quante storture ed ora buttiamo all'aria il nostro orgoglio, la nostra dignità con manifestazioni scellerate e senza senso, in qualche pub dove magari si invita un giovane maschio a fare lo spogliarellomanata.gif |
Filo un consiglio.....viviti l'arrivo della primavera con serenitàfiori.gif
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Sono abbastanza d'accordo sul fatto che ora sia una commercializzazione orribile di una lotta portata avanti con sacrificio. L'8 marzo è un simbolo preso da un terribile incidente che però rappresenta un grande cambiamento.
Giusto l'altro giorno sentivo una trasmissione (che fanno alle 11.30 di sera perchè altrimenti è sconveniente per un pubblico più vasto... ) in cui si diceva che appena 40 anni fa nel nostro codice civile esisteva una legge che permetteva, ammetteva e giustificava un marito che picchiasse la moglia qualora questa non adempisse ai suoi doveri coniugali, qualunque questi fossero. Esisteva una legge che depenalizzava completamente l'omicidio d'onore, cioè quello in cui una donna adultera fosse uccida dal marito. Ecco, la battaglia femminista ha portato ad ottentere un graduale equilibrio delle parti. Oggi però . quell'equilibrio si è di nuovo perso a favore di una bandiera che potrebbe essere manifestata diversamente, ma ormai sarebbe da fare una battaglia al contrario per portare equilibrio. Però devo dire onestamente che la battaglia femminista ha anche ucciso la femminilità, non poteva essere diversamente. Improntata su una libertà sessuale e non di pensiero della persona, ha distorto i toni dimenticandosi di se stessa e diventando un'idea. Io credo di poter dire che la battaglia femminista degradata in questo modo abbia portato alla disgregazione delle famiglie. La dimostrazione sta nel fatto che nel sud d'Italia dove c'è radicata ancora una certa tradizione le famiglie restano unite e le donne lavorano. Chiaramente ci sono mille discorsi da fare, e situazione da considerare ma sto parlando di tradizione, di unione e di equilibrio. Secondo me va ricordata (no al pub chiaramente) anche perchè riporta alla memoria il perchè è nata e così potrebbe riportare equilibrio in un femminismo distorto che potrebbe cambiare nome e dirsi: uguaglianza e rispetto, cioè amore. ______________________________ Volevo dire una cosa per dare un altro senso a questa festa, che ancora lo ha. Quando parliamo dei popoli islamici ricordiamoci che appena 40 anni fa noi eravamo così, e se loro si parano dietro al corano noi addirittura avevamo leggi che tutelavano ciò che ora chiamiamo incivile. E' una forma mentale radicata negli albori, va combattuta e ci sono grandi donne anche lì che si ribellano pagano con la vita ma diventano simboli, come simboli abbiamo avuto noi, come le prime donne che hanno denunciato uno stupro contro tutto e tutti, che si son sentite dire in tribunale (parlo degli anni 60) che è colpa loro perchè hanno preteso di uscire la sera, se stavano a casa non succedeva ecc ecc hanno resistito contro la vergogna di sentirsi giudicate da una intera società e hanno vinto, donne che hanno scelto di tenere un figli che le avrebbe emarginate dalla società perchè chiamate: ragazze madri.. ecco sono sicura che quelle donne, che sono nostre sorelle, faranno lo stesso percorso, lo stanno già facendo, faranno la loro battaglia, più dura e ardua forse, ma vinceranno. Ecco io trovo in questo il senso di questa festa. Far girare l'idea che possono decidere di scegliere come essere. Poi purtroppo noi siamo cadute nell'opposto e non possiamo più scegleire ma questo è argomento di altra discussione. |
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Che siamo d'accordo nel senso del discorso è vero ma mi autocito in questo passaggio
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Buona festa delle donne in coscienza e consapevolezza fiori.gif |
Già , il pendolo si è posizionato sul lato opposto a quello di partenza , ma è giustappunto la partenza che non va dimenticata. L'assenza di equilibrio che è stata ben evidenziato dal Sole e da Era , che non è possibile non riscontrare nel comportamento di parte del mondo femminile di oggi e che ferisce e offende profondamente tante donne , a mio modo di vedere non può essere imputabile al femminismo come movimento di emancipazione improntato su tantissime lotte tra le quali anche quella per la libertà sessuale , componente come altre dell'individuo .
Sul punto di partenza , che a mio avviso non deve essere mai perduto di vista , riporto i "principi" di due illustri pensatori del Risorgimento ( tralascio il prima) , principi esposti in concomitanza del dibattito sui diritti delle donne e che mi si sono stampati in mente . Per Gioberti :"la donna , insomma , è in un certo qual modo verso l'uomo ciò che è il vegetale verso l'animale , o la pianta parassita verso quella che si regge e si sostenta da sè " Secondo Rosmini :"Compete al marito , secondo la convenienza della natura , essere capo e signore ; compete alla moglie , e sta bene, essere quasi un'accessione , un compimento del marito , tutta consacrata a lui e dal suo nome dominata " Questi i pensieri degli illustri e dei colti..... ed è su queste teorie che si sono messe le basi sul diritto di famiglia , diritto riformato solo nel 1975. E non è da meno la Chiesa posto che nell'enciclica papale Rerum Novarum posteriore a quegli anni si scrive:"Certi lavori non si confanno alle donne , fatte da natura per i lavori domestici , i quali grandemente proteggono l'onesta del debole sesso " E' contro questo e tanto altro che ha lottato il movimento per i diritti e l'emancipazione femminile .Ora c'è bisogno di agire sulla degenerazione ...ma , a mio avviso , senza attribuzioni di responsabilità . |
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Se ci fosse una festa degli uomini e gli uomini andassero a vedere gli spogliarelli, sarebbe normale, sono dei porci si derebbe, adesso che succede con la donna vengono fuori discorsi che le donne non sono così. Ci sono stati grandi uomini e io non sono come loro solo per il fatto di essere uomo, e viceversa. é vero e condivido tutto il discorso sulla posizione di immenso svantaggio che ha avuto la donna nel passato e purtroppo anche adesso in troppi posti e in troppi ambiti, ma il discorso che si fa non mi pare affatto equilibrato, pare si stia parlando della donna e dell'uomo di come due specie di animali diversi (si ok nessuno ha detto questo), andiamo a vedere ad esempio nuove-nuovissime generazioni, queste sono nate praticamente senza differenze con l'uomo, stesse libertà, stesse condizioni e quello che succede è che tutta questa dignità, orgoglio di cui si parlava prima non esiste proprio, anzi! (ripeto l'uomo era già così), ma pensate che le nuove generazioni siano inferiori a quelle precedenti? io penso siano cambiate le possibilità |
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Mi è capitato di ascoltare (tipo autobus dove se non ti tappi le orecchie non puoi evitare di ascoltare) certi discorsi fatti da ragazze, che non hanno nulla da "invidiare" a quelli degli uomini, e parliamo qualche decennio fa, oggi è tutto peggiorato in un certo senso. La principale differenza è che l'uomo generalmente si sente più libero di parlare di certe cose anche in presenza di donne, le donne di meno. Comunque entrambi se lo fanno troppo liberamente (parlare, esibire etc..) con il sesso opposto perdono molto... ma ognuno ha i suoi punti di vista. |
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la libertà sessuale la condivido e la comprendo, uomini e donne hanno gli stessi impulsi, volevo solo dire che ho letto su trattati di psicologia della diversa conformazione emotiva che avrebbe la donna rispetto all'uomo, nell'ambito sessuale, forse sono teorie superate, non lo so, comunque il mondo femminile che conosco rispecchia queste teorie, di fatto fare l'amore in sintonia risulta spesso difficile proprio perchè abbiamo tempi e reazioni differenti ;) |
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Sia chiaro che non sto dicendo che tutte siate così, come gli uomini non sono tutti uguali, dicevo e dico, che se trovo plausibile che molte donne l'8 marzo scimmiottino gli uomini, ci sono donne che hanno una sessualità simile a quella che di solito si dice dell'uomo. Prova ne è che gli spogliarellisti maschili non lavorano solo l'8 marzo e tutto il resto dell'anno non lavorano solo per i gay. Inoltre se ci fai caso sempre più nelle pubblicità dedicate alle donne compare il bel modello mezzo nudo.. e le pubblicità studiano la psicologia attentamente e avvalendosi di mezzi che la stessa spesso non ha: studi di mercato e statistiche su grandi numeri. La stessa pornografia non è cosa solo di uomini sebbene sia tra gli uomini che trova maggior mercato. |
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Nonostante il principio di uguaglianza per il quale ha lottato il movimento per l'emancipazione della donna , gli stereotipi del maschile come naturalmente dominante razionale e intelligente e del femminile come naturalmente domestico , materno , secondario e accessorio , non sono mai venuti meno . Con il femminismo , accanto a questi stereotipi, si sono inseriti alcuni meccanismi che permettono alle donne di entrare nei luoghi del potere e del sapere tradizionalmente riservati al maschio solo che per conquistare questi ruoli la donna deve necessariamente interpretare il ruolo maschile ed ecco che arriva persino a scimmiottare l'uomo .Socialmente si assiste al fenomeno di omologazione della donna all'uomo . Nella differenza dei ruoli la donna resta inferiore , se tenta l'uguaglianza mette a rischio la propria identità . |
la donna oggi è come se vivesse due ruoli distinti, quello forte , androgino che le occorre per sopravvivere in mezzo agli uomini nell'ambito del lavoro, e quello femminile che riserva per i figli, il compagno, i genitori. un dualismo lacerante, la donna per poter lavorare alla pari, per non farsi soffiare il posto da qualche giovanotto, spesso rinuncia ad avere figli che costituiscono un problema sia per farli crescere, sia per il tempo di allontanamento dal lavoro. gli uomini non hanno questo problema, i figli sono ancora per lo più un problema di donne, nè abbiamo strutture valide che ci possano aiutare nei primi anni di crescita dei nostri figli. per quanto riguarda l'ultima frase di gippi non sono del tutto d'accordo, quando la donna fa valere la propria uguaglianza mette a rischio solo il lavoro.
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Mah... signore... se parliamo di intelligenza e di uguaglianza nel poter svolgere compiti logistici, non fisici etc... credo che sia palese a tutti, tranne qualche irriducibile maschilista (uomo o donna che sia), che la parità è effettiva a tutti i livelli, purtroppo i sistemi non sono ancora adeguati a riconoscerlo a pieno... ma forse le cose non sono neanche così.
Se parliamo di lavori e compiti meramente fisici ci sono donne che non ne possono svolgere alcuni (ma pure uomini). Dicevo che le cose non sono forse così, perchè se analizziamo le carriere maschili e femminili non mi pare che ci siano poi grandi differenze... chi vuole arrivare su deve vendersi e sacrificare la propria vita, donna o uomo che sia. Questi discorsi mi ricordano un pò quelli in cui il sacerdote vuole rimanere nella chiesa e sposarsi. Voglio dire che l'unico modo per cui le donne possono crearsi delle carriere che rispettano il loro modo (femminile) di essere è ricreare da zero delle attività, industrie ma anche sistemi politici. E ci sono bei esempi... anche se poi ancora le nuove creazioni sono troppo influenzate da ciò che già esiste. E' normale che se si inseriscono in quelli già esistenti, creati e sviluppati da uomini, debbano adattarsi e sacrificare la femminilità, allo stesso modo in cui il sacerdote che voglia stare in determinate confessioni deve rinunciare a sposarsi. Se ci pensate anche un uomo che volesse fare un lavoro considerato femminile, cioè quindi sviluppato per secoli e secoli da donne, dovrebbe sacrificare la propria mascolinità. Non so se si capisce a fondo, comunque caso mai sono qui per chiarire meglio. |
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Cioè, una sorta di compromesso, di fatto lo è, ma che non infici l'essere donna o uomo se pur, uno dei due o entrambi, ha preferito sacrificare talune caratteristiche - in generale o la propria femminilità o mascolinità ? |
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nel secondo caso, mettendo da parte il cinismo, hai ragione perfettamente, per arrivare in alto occorre accettare compromessi, sia uomini che donnepiango.gif Citazione:
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A tutti i livelli ed in tutte le professioni ci sono (e ci sono state, anche in tempi in cui la donna era realmente discriminata) donne illustri, però se vediamo le loro biografie, spesso hanno rinunciato a farsi una famiglia o quanto meno a fare figli. Cioè quello che dicevo sopra, per superare un certo livello di carriera bisogna vendersi. La cosa non è diversa però per gli uomini, la differenza è che spesso fanno figli lo stesso tanto c'è una madre, ma se analizziamo poi la vita di questi signori scopriamo che i figli sono solo assegni di mantenimento anche quando in apparenza rimangono in famiglia. Per certe carriere bisogna lavorare anche più di 10 ore al giorno, bisogna rimanere fuori a pranzo e spesso andare a cene di lavoro... Quei genitori (uomini o donne che siano) i figli li generano fisicamente ma poi li scordano e da loro si fanno scordare. Però a parità di sacrificio io non vedo che l'uomo sia avvantaggiato. Può essere che ci sia ancora un'idea che per certi lavori sia più adatto, di conseguenza finchè le donne non raggiungeranno un certo numero di rappresentanti in quel lavoro... etc... Ma questo succede anche inversamente, oggi ho sentito di passaggio un ragazzo che vorrebbe fare l'annunciatore in tv, ma non glielo faranno fare mai perchè è un posto che danno alle ragazze. Idem il babysitter, ce ne sono anche di uomini, però potendo scegliere la donna è avvantaggiata etc... ce ne sono ancora di esempi volendo (segretari, operai nel tessile etc..). Potrai dirmi che quelli sono lavori meno gratificanti (per me tutti i lavori sono onorevoli) però fatto sta che ci sono ragazzi/uomini che vorrebbero farli e o non possono oppure partono indietro rispetto alle donne. Insomma, per me oggi, sulla carta discriminazioni non ce ne sono, poi potranno anche esserci singoli casi. Una cosa piuttosto spiacevole nel mondo del lavoro è quando i datori si interessano sui desideri di maternità di chi assumono. Da una parte posso pure capirli, c'è stato un periodo, in cui tante ragazze non facevano figli e aspettavano due mesi dopo essere assunte. Se io assumessi una persona è perchè ne ho bisogno, se dopo due mesi mi trovo ancora senza aiuto e magari impossibilitato ad assumere un'altra persona... Il "bello" o "brutto" è che se il titolare dell'azienda è una donna il ragionamento non cambia ed è comprensibile. Ultimamente le leggi hanno migliorato qualcosa in tal senso ma forse ancora poco.... Insomma il discorso è complesso e non voglio liquidarlo con un post per quanto sia lunghissimo (scusate) ma allo stesso tempo è superficiale anche dire che l'uomo è sempre avvantaggiato nelle carriere. |
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sì, si informano sulle intenzioni di fare figli, quasi che i figli appartenessero solo alle donne:wow: discorso vecchio e noiosononono.gif comunque mi hanno chiesto se avessi intenzione di fare figli anche per prendere una casa in affittostrabuzza: diavolo.g: |
Sono d'accordo con Uno su tutto, vedo tantissime donne che sono agli apici delle industrie ma quelle donne hanno scelto definitivamente di sacrificare altro perchè volevano quel tipo di vita, senza stare a dirsi addosso che in quanto donne non potevano, lo hanno fatto e basta.
La donna che oggi vuole fare carriera ed essere madre fa crescere i figli di questa società, ne più ne meno purtroppo ed è questo l'enorme problema che citavo dell'identità che Gibbi ha sottolineato. Fare il presidente del consiglio significa abbandonare definitivamente l'idea di famiglia, non tutte le donne riescono a farlo ma quelle che riescono arrivano eccome. Per arrivare bisogna mettere tutte le proprie energie in una cosa, ma se queste energie si dividono perchè non si è davvero convinti ne di una ne dell'altra, non vengon bene nessuna delle due. |
Vorrei evitare incomprensione con il mio post precedente dicendo che quelle donne che scelgono o sono costrette di/a lavorare tutto il giorno fuori non sono necessariamente delle cattivi madri, solo che se non fanno carriera, intesa come vertici, perchè poi la fanno comunque, è perchè sono divise tra due vite e due realtà e non sono realmente al pari di un uomo che impegna tutto se stesso.
Per cui mi vien da pensare una cosa che forse ai più stonerà, e forse non è nemmeno vera, ma se c'è tanta rabbia verso il sistema che non vuole la donna potenziale madre, ma si vuole fare carriera si sta comunque scegliendo di voler fare carriere ma gli impegni famigliari lo impediscono, e allora mi chiedo verso chi è la rabbia davvero? Se fosse verso la famiglia che impedisce, ma non potendolo ammettere con loro stesse si rivoltono contro gli uomini che non capiscono.. |
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E a differenza del sacerdote , spessisimo la donna non sceglie e questo sia che lavori per necessità della famiglia , sia che lavori per la sola propria indipendenza economica ( alla base di qualunque altra indipendenza). Maternità e lavoro cozzano sempre , creano conflitti interiori perchè non sei nè ben l'uno nè ben l'altro e sono questi conflitti che non sono stati presi in considerazione nel processo di emancipazione della donna , è questa a mio avviso la grossa falla nel sistema. |
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Capisco quello che dici, però la "colpa" di un certo stato di cose è proprio del femminismo e di una certa falsa emancipazione. Torniamo indietro storicamente, l'uomo lavora uscendo di casa (dalla caccia, al contadino, alla fabbrica etc) e la donna lavora in casa o poco fuori (orto, campo vicino) quindi riesce a conciliare il lavoro con i figli. La situazione potrebbe essere sensata e razionale, lavoro è lavoro, una famiglia si manda avanti in due etc.... Purtroppo non è così splendente per via di un maschilismo degenerato con l'avvento soprattutto del denaro, l'uomo padre-padrone può controllare la richezza della famiglia con facilità tenendo in mano i cordoni della borsa (letteralmente), cosa che precedentemente era impossibile, occorrevano magazzini per conservare beni soprattutto alimentari ma non solo, e spesso nelle famiglie importanti la padrona di casa teneva la chiave della dispensa. Quindi ci troviamo nella situazione in cui l'uomo può ricattare la donna: "se non fai così.....","allora io mi trovo un'altra, me ne vado e mi porto via tutto...." oppure "ti caccio perchè ho tutto io in mano etc..." La donna resiste per secoli e poi giustamente si ribella, però secondo me nel modo sbagliato. Identifica la sua emancipazione nel lavoro fuori dalla casa: " se io ho il mio stipendio, qualsiasi cosa succeda sono a posto" e "Se ho il mio stipendio non può ricattarmi" e "così sono uguale" etc.... Infatti siamo arrivati al punto che se a molte piace lavorare fuori, molte che non ne hanno bisogno (ce ne sono, basta vedere tra i cosiddetti vip) comunque si inventano una sorta di lavoro (a livello più popolare le varie multilevel ci hanno campato e ci campano da una vita) per affermare l'uguaglianza e comunque se non fanno almeno finta di lavorare stanno male psicologicamente, ne abbiamo già parlato tempo fa. Che faccio continuo o riesci/riuscite già a vedere dove andrebbe a finire la riflessione? |
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Io dirigo una piccola azienda e quando devo assumere qualcuno mi informo eccome sull'intenzione di far figli. Sia che sia uomo sia che sia donna. Il motivo è che il lavoro che faccciamo è considerato tra i cosidetti "a rischio" e quindi la maternità obbligatoria dura 18 mesi. Quando assumo qualcuno so già che lo devo formare, che diventerà realmente capace di svolgere le sue funzioni per intero solo dopo vari mesi. Inoltre siamo, seppur piccoli, in espansione, quindi investiamo molto nelle persone che vengono a lavorare, ci interessa soprattutto la voglia e la capacità di crescere professionalmente e "quanto hanno intenzione di metterci" (cosa che viene ripagata sia in termini economici che di condizioni lavorative generali che di soddisfazione). Quindi se assummo una donna, la formo, le affido situazioni di una certa responsabilità, le faccio gestire delle cose o magari dei settori e poi questa resta incinta, e va via lo stesso giorno che lo scopre, io e tutti ci troviamo in una situazione estremamente difficile. Chiaro che non è che se unna mi dicee che farà figli non l'assumo. Se è valida la assumo lo stesso. Se poi mi dice qualcosa tipo pensiamo di far figli tra un paio d'anni lo so prima e la cosa è più gestibile. Discriminazione? Può darsi. Ma anche onestà che do e richiedo. Sapresti darmi alternative al chiedere? (che non sia prendere solo uomini e stop, dato che anche le donne, per il lavoro che facciamo, sono un valore non sostituibile). Bon, forse è OT e ci vorrebbe un tread apposito, inoltre non ho fatto unn discorso generale ma mi son limitato alla situazione mia, però forse si arriva lo stesso al discorso generale che voleva fare Uno e cioè che sarebbe meglio trovare un sistema più adatto alla realtà di tutelare i diritti della famiglia (e dellle donne... perchè questi diritti ricordiamoci che devrebbero essere pensati soprattutto per i bambini). |
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Sinceramente mi dispiace dire queste cose perchè ci sono donne che soffrono molto del fatto di non potersi occupare dei figli però è proprio per quelle donne che è necessario ritrovare equilibrio e ora non c'è. Cambiare questo modo di vedersi donna. Io non ci credo che è l'uomo il "nemico" ma un certo tipo di donne. |
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Se ho capito dovremmo essere arrivate oggi ad affermare il nostro essere donne sia stando a casa sia lavorando mentre in effetti oggi se dici "faccio la casalinga" all'80% le donne che ti ascoltano ti prendono per una sfig..ops...sfortunata, da commiserare, specie se sono donne che hanno ottenuto un posto di un certo rilievo. (ma i maaschietti non son da meno..solo che invece di commiserarti ti dicono "oh brava, almeno una che pensa alla casa diavolo.g: ") La Gruber ad esempio un mesetto fà ha usato toni piuttosto coloriti affermando che in Italia sono ancora poche le donne che lavorano rispetto ad altri stati e che spesso sono donne a cui lavorare non interessa. Personalmente comunque continuo a pensare che il concetto di eguglianza tra sessi sia ancora lontano, mi spiace, colpa di chi e in che misura non lo sò ma la stessa discussione sulle violenze sessuali ci dice che non c'è tutta quest'uguaglianza che si vuol far passare, presenti esclusi sicuramente e probabilmente di amici e conoscenti dei presenti ma si stava facendo un discorso più generale mi pare... E non mi si dica che quello "è solo un aspetto" come mi ha risposto qualche bischero tempo fà perchè il rispetto non và a spicchi, o c'è o non c'è, punto. Ecco ho pontificato manata.gif attendo lumi che mi servono. :C: |
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Io vorrei dire, sempre in accordo con Sole, che parla di un certo tipo di donne...,(anche se non l'ha detto lei) che chi alleva i cari maschietti siamo noi donne sempre, non è che si crescono e pasciono da soli, quindi non darei la colpa a tutta a loro. E sono sempre le donne che tradiscono loro stesse andando con il marito di un'altra donna. ( Non voglio apparire bachettona eh ma manca il rispetto) Ed è sempre la donna che non potendo stare a casa o non volendo perchè non le piace che sminuisce chi a casa a fare la mamma e la moglie ci sta bene e ci starebbe volentieri, se questa società glielo permettesse. Da un estremo di sottomissione abbiamo fatto un salto senza passare probabilmente dall'aver preso coscienza di cosa sia essere donna e questo ha portato le donne a fare gli stessi sbagli degli uomini, uomini lo ribadisco allevati sempre da donne. Donne che in passato avevano come unica rivendicazione identificarsi con un figlio maschio. La famiglia... per esperienza personale ho sempre pensato che come figli, avere accanto mamma e papà durante la giornata aiuti ad avere una crescita diversa rispetto a chi il padre lo vede al fine settimana o la sera tardi stanco e negli ultimi tempi magari anche avvilito. Una volta c'era la possibilità di lavorare in proprio o nel commercio o nell'artigianato oggi li hanno fatti sparire, sarà un caso? mah! |
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Ehm Gri..lo sai che ti adoro ma..ecco..non è un discorso un pò troppo maschilista il tuo? :@@ icon_mrgr: Siamo noi donne che cresciamo i figli, siamo noi donne che ce la tiriamo, siamo noi che ci autoflagelliamo...e tra i due litiganti il terzo gode..come sempre diavolo.g: O parliamo solo dell'uomo o solo della donna ma non è che stà benedetta colpa di dovrebbe un pò spartire equamente? Eppoi i figli, tutto vero, concordo, tranne su un dettaglio, alle volte avere accanto tutto il giorno mamma o papà non è così meraviglioso, come sempre dipende da che genere di mamma e papà sono. Una mia conoscente, super mamma, ho provato anche un pò di invidia lo ammetto perchè ha due figli, una alle elementari e uno alle medie e li segue lei a casa con tutti i compiti..situazione idilliaca..poi ho conosciuto meglio mamma e figli e il ragazzo ti assicuro che avrebbe molti meno problemi se non avesse appiccicata wondermamma tutto il giorno... Non lo so scusa, forse risponde un pò la parte di me che si è frantumata le cocotte a sentirsi dire che è sempre tutta colpa della mamma icon_mrgr: e che anche in un rapporto di coppia la donna è "l'angelo del focolare"...ma glielo vogliamo lasciar fare uno sforzetto anche ai nostri meravigliosi uomini? Io ogni tanto sospetto di averli pensati così fantastici proprio perchè diversi dalle donne che mi han deluso nella vita...ma stò andando troppo OT mi sà scusa.gif |
Con la frase "un certo tipo di donne" intendevo quelle che strumentalizzano e hanno strumentalizzato il femminismo con cartelloni sessofobici e che con rabbia e rancore continuano a portare avanti un'ideologia che fa male alla società e che non trova equillibrio tra la famigllia che è la base di ogni cosa e la società in cui vivono.
Non vedo colpe e non vedo che tutto dipenda da una donna perchè anche questo vuol dire colpevolizzare tutte senza trovare equilibrio, anche qui ci vedo un pochettino di rabbia :H Io sono per una famiglia tradizionalista ma ci sono i limiti che ha elencato Uno sia qui che in altra discussione. I limiti della mentalità, è quella che va cambiata con battaglie rivoluzioni ed esempi, ma non nelle piazze con cartelloni, non nella carriera a portare i pantaloni, ma cambiando profondamente noi stesse, togliendoci quel senso di sottomissione che ci fa agire con rabbia... Non do colpe, dico solo che è tempo di sbocciare. Ognuno fa quello che riesce nel momento in cui lo fa e le madri sono prima donne per cui pensiamo alla donna e lasciamo stare la madre, quella verrà in seguito alla Donna. |
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Dal mezzo, allora se padre e madre litigano dalla mattina alla sera invece di fare figlio dovrebbero andare a zappare l'orto tutti e due. icon_mrgr: Io istituirei la patente non solo per portare i cani ma sopratutto per fare figli. Per quanto rigurda le donne madri mogli farei fare un bel corso pure a loro icon_mrgr: In tutte le cose esiste la via di mezzo che è la via migliore. Il fatto è che siamo bravi tutti a parole ma a fatti molto meno. E a sta donna una tiratina di orecchie gliela darei anzi gliela do, poi la posso comprendere e perdonare ma, un po' di colpe le ha secondo me, che poi vogliamo fare ciò che più ci piace e poi non pagare dazio è un altro paio di maniche. |
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Anche io se le vedo giovani chiedo che programmi hanno, è un modo indiretto per chiederle dei figli però e in teoria non si dovrebbe. Tu sei fortunata, se hanno esperienza già lavorano bene e possono andare in maternità dal quarto mese. Da me devono andarci subito per legge e, sempre per legge, non possono tornare che dopo nove mesi dal parto. Inoltre anche quelle che hanno un buon curriculum minimo minimo tre quattro mesi serve loro per gestirsi bene. Anche solo così la persona che assumo è un investimento... se poi ci mettiamo che siamo piccoli e in crescita e che la nostra crescita dipende quasi esclusivamente dalla costanza della qualità che forniamo capirai il disastro di una che resta incinta sei mesi dopo assunta. Inoltre sottolineo che non possiamo fare a meno di donne (anche se qualcuno da noi vorrebbe) sempre per un discorso qualità (neanche degli uomini, sempre per lo stesso discorso). Detto questo va da se che sono del tutto insoddisfatto dell'attuale sistema. Ti dico come mi piacerebbe che fosse... mi lascio andare ad un sogno utopico, poi se è OT verrò fermato, se invece avremo voglia di continuare a migliorare il mio sogno, vuoi mai che da queste pagine esca un'idea interessante, se non proprio una proposta fattibile. Quello che mi piacerebbe è assumere una famiglia. Dove mi lavora solo uno dei due... ovvero che assumo il lui o la lei non fa niente, vorrei passare loro uno stipendio che permetta a tutta la famiglia di vivere dignitosamente con solo quello. Ma lo vorrei per contratto... ossia io pago entrambi ma uno solo lavora e l'altro sta a casa. Questo permetterebbe loro di fare figli e a me di avere il lavoratore. Non solo, avrei la garanzia che quello che mi lavora (che sia lui o lei) metta davvero su famiglia e ci si dedichi. Inoltre egli o ella avrebbe alle spalle un partner che lo sostiene nella sua attività, che magari gli da una mano nelle cose che può, ma soprattutto che lo agevola nella vita, perchè anche l'altro sarebbe responsabile del buon andamento della cosa. Specifico subito che la tipologia del lavoro fa si che la salute soprattutto pischica del lavoratore incide in modo determinante sulla qualità del lavoro. Inoltre se ha una famiglia e ha esperienza diretta delle sua dinamiche metà della cose che per un verso o per l'altro trova sul lavoro le capisce al volo. Quindi io voglio che abbia una famiglia e voglio che la famiglia prosperi bene. Anzi, a questo proposito sarei disponibile a far rientrare nel contratto tutta una serie di bonus, e non parlo solo economici, a favore dei familiari... chessò contratti con dentisti, con scuole private, servizi vari che solo a pensarci me ne vengono in mente decine e che se volete elenco. In cambio metteri una clausola: se si separano il lavoratore ha tot tempo per trovare un altro partner e aggiustare il contratto, se non lo fa lo penalizzo, perchè il lavoratore con famiglia alle spalle che funziona è molto più solido del single (o del farfallone/a). Viceversa, per i giovani single che magari inziano ci sarebbero tutta una serie di convenienze per metter su famiglia... insomma tutta sta roba aiuterebbe anche Nike a buttar fuori i figli di casa della mamma. Il problema che vedo è uno solo: i soldi. Ma se si volesse, non al mio livello ovviamente, si potrebbe fare. Anche domani. Bon, ho solo abbozzato, potrei continuare... voi che ne pensate? |
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La società contadina intanto è caratterizzata dalla grande famiglia ( venti e più persone, nonna e tante zie cugine .... la mamma può lavorare nei campi anche un po' più in la') ed è verissimo che le chiavi della dispensa le teneva la Donna della famiglia . Con l'arrivo del denaro/stipendio intanto la famiglia rimpiccolisce e per una notevole percentuale di uomini ( "molto" notevole ) la casa e i figli , l'impegno della donna in famiglia non è considerato lavoro perchè non è produttivo di reddito . La donna in casa svolge un suo ruolo naturale che proprio perchè "naturale" non ha da costarle fatica , la fatica è tutta dell'uomo che è l'unico che procura il cibo , l'unico che lavora e si stanca "giustamente" , l'unico che guadagna. Le frasi con il "mantenere , mantenuta , io mantengo , si fa / ti fai mantenere........." abbondano e sono quasi immancabili ad ogni piccola crisi / litigio , l'aspetto economico è fonte di ricatto (l' uso dei verbi al presente non è errore grammaticale ) ed è venuto naturale per la donna cercare l'indipendenza economica attraverso l'unica fonte possibile, il lavoro fuori casa . Io sono certa che se il lavoro della donna in casa avesse avuto il giusto riconoscimento e fosse stato seriamente valutato come in realtà è e cioè altrettanto produttivo di reddito di quello svolto fuori casa svolto dall'uomo ( a tacer d'altro , quanto meno sotto l'aspetto del risparmio che questo lavoro porta all'economia della famiglia ) , il movimento per l'emancipazione ,forse, si sarebbe limitato alle lotte per la conquista dei diritti dai quali le donne erano totalmente escluse ( siamo state ammesse al voto nel 1946 !!!!!!!!!). Ma non ne sono certa; i problemi sono molto più complessi perchè la scarsa considerazione della figura femminile e la sua atavica "inferiorità" rispetto all'uomo sussisteva ( e sussiste ) indipendentemente dall'aspetto economico. Come hai ben rilevato non è bastato guadagnare , ma per esperienza sul campo posso confermare che stante la situazione in cui purtroppo versa la famiglia oggi , guai se la donna non guadagnasse e non sto parlando dal punto di vista del bilancio familiare. |
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