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-   -   8 marzo festa della donna (https://ermopoli.org/portale/showthread.php?t=5164)

filoumenanike 07-03-2009 00.59.42

8 marzo festa della donna
 
non ho mai festeggiato l'otto marzo, non sono mai uscita con le amiche, le madri o le sorelle per andare a cena fuori...:(
ho trovato sempre umiliante dover dimostrare di valere, di farmi valere in quanto donna, ho provato tanta malinconia e amarezza nel vedere scimmiottare i comportamenti maschili nelle loro più squallide espressioniicon_mrgr: mi sento donna 365 giorni l'anno e sono orgogliosa di esserlo.;) ho sofferto nel vedere generazioni e generazioni di donne succubi e sottomesse, ho conosciuto donne che dovevano rendere conto di quanto spendevano al marito ogni giorno, ho patito sulla mia pelle l'obbligo di scegliere studi universitari adeguati e lavori più confacenti ad una donna, ho subito l'umiliazione di non poter uscire la sera perchè donna...quanta rabbia, quante lotte contro tutti, quante storture ed ora buttiamo all'aria il nostro orgoglio, la nostra dignità con manifestazioni scellerate e senza senso, in qualche pub dove magari si invita un giovane maschio a fare lo spogliarellomanata.gif

William 07-03-2009 09.17.50

Filo un consiglio.....viviti l'arrivo della primavera con serenitàfiori.gif

Sole 07-03-2009 09.33.14

Sono abbastanza d'accordo sul fatto che ora sia una commercializzazione orribile di una lotta portata avanti con sacrificio. L'8 marzo è un simbolo preso da un terribile incidente che però rappresenta un grande cambiamento.
Giusto l'altro giorno sentivo una trasmissione (che fanno alle 11.30 di sera perchè altrimenti è sconveniente per un pubblico più vasto... ) in cui si diceva che appena 40 anni fa nel nostro codice civile esisteva una legge che permetteva, ammetteva e giustificava un marito che picchiasse la moglia qualora questa non adempisse ai suoi doveri coniugali, qualunque questi fossero. Esisteva una legge che depenalizzava completamente l'omicidio d'onore, cioè quello in cui una donna adultera fosse uccida dal marito. Ecco, la battaglia femminista ha portato ad ottentere un graduale equilibrio delle parti. Oggi però . quell'equilibrio si è di nuovo perso a favore di una bandiera che potrebbe essere manifestata diversamente, ma ormai sarebbe da fare una battaglia al contrario per portare equilibrio.
Però devo dire onestamente che la battaglia femminista ha anche ucciso la femminilità, non poteva essere diversamente. Improntata su una libertà sessuale e non di pensiero della persona, ha distorto i toni dimenticandosi di se stessa e diventando un'idea. Io credo di poter dire che la battaglia femminista degradata in questo modo abbia portato alla disgregazione delle famiglie. La dimostrazione sta nel fatto che nel sud d'Italia dove c'è radicata ancora una certa tradizione le famiglie restano unite e le donne lavorano.
Chiaramente ci sono mille discorsi da fare, e situazione da considerare ma sto parlando di tradizione, di unione e di equilibrio.
Secondo me va ricordata (no al pub chiaramente) anche perchè riporta alla memoria il perchè è nata e così potrebbe riportare equilibrio in un femminismo distorto che potrebbe cambiare nome e dirsi: uguaglianza e rispetto, cioè amore.

______________________________


Volevo dire una cosa per dare un altro senso a questa festa, che ancora lo ha.
Quando parliamo dei popoli islamici ricordiamoci che appena 40 anni fa noi eravamo così, e se loro si parano dietro al corano noi addirittura avevamo leggi che tutelavano ciò che ora chiamiamo incivile.
E' una forma mentale radicata negli albori, va combattuta e ci sono grandi donne anche lì che si ribellano pagano con la vita ma diventano simboli, come simboli abbiamo avuto noi, come le prime donne che hanno denunciato uno stupro contro tutto e tutti, che si son sentite dire in tribunale (parlo degli anni 60) che è colpa loro perchè hanno preteso di uscire la sera, se stavano a casa non succedeva ecc ecc hanno resistito contro la vergogna di sentirsi giudicate da una intera società e hanno vinto, donne che hanno scelto di tenere un figli che le avrebbe emarginate dalla società perchè chiamate: ragazze madri.. ecco sono sicura che quelle donne, che sono nostre sorelle, faranno lo stesso percorso, lo stanno già facendo, faranno la loro battaglia, più dura e ardua forse, ma vinceranno. Ecco io trovo in questo il senso di questa festa.
Far girare l'idea che possono decidere di scegliere come essere.

Poi purtroppo noi siamo cadute nell'opposto e non possiamo più scegleire ma questo è argomento di altra discussione.

filoumenanike 07-03-2009 10.27.58

Citazione:

Originalmente inviato da William (Messaggio 65787)
Filo un consiglio.....viviti l'arrivo della primavera con serenitàfiori.gif

grazie williamabbraccio:

filoumenanike 07-03-2009 10.35.25

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65788)
Sono abbastanza d'accordo sul fatto che ora sia una commercializzazione orribile di una lotta portata avanti con sacrificio. L'8 marzo è un simbolo preso da un terribile incidente che però rappresenta un grande cambiamento.
Giusto l'altro giorno sentivo una trasmissione (che fanno alle 11.30 di sera perchè altrimenti è sconveniente per un pubblico più vasto... ) in cui si diceva che appena 40 anni fa nel nostro codice civile esisteva una legge che permetteva, ammetteva e giustificava un marito che picchiasse la moglia qualora questa non adempisse ai suoi doveri coniugali, qualunque questi fossero. Esisteva una legge che depenalizzava completamente l'omicidio d'onore, cioè quello in cui una donna adultera fosse uccida dal marito. Ecco, la battaglia femminista ha portato ad ottentere un graduale equilibrio delle parti. Oggi però . quell'equilibrio si è di nuovo perso a favore di una bandiera che potrebbe essere manifestata diversamente, ma ormai sarebbe da fare una battaglia al contrario per portare equilibrio.
Però devo dire onestamente che la battaglia femminista ha anche ucciso la femminilità, non poteva essere diversamente. Improntata su una libertà sessuale e non di pensiero della persona, ha distorto i toni dimenticandosi di se stessa e diventando un'idea. Io credo di poter dire che la battaglia femminista degradata in questo modo abbia portato alla disgregazione delle famiglie. La dimostrazione sta nel fatto che nel sud d'Italia dove c'è radicata ancora una certa tradizione le famiglie restano unite e le donne lavorano.
Chiaramente ci sono mille discorsi da fare, e situazione da considerare ma sto parlando di tradizione, di unione e di equilibrio.
Secondo me va ricordata (no al pub chiaramente) anche perchè riporta alla memoria il perchè è nata e così potrebbe riportare equilibrio in un femminismo distorto che potrebbe cambiare nome e dirsi: uguaglianza e rispetto, cioè amore.

______________________________


Volevo dire una cosa per dare un altro senso a questa festa, che ancora lo ha.
Quando parliamo dei popoli islamici ricordiamoci che appena 40 anni fa noi eravamo così, e se loro si parano dietro al corano noi addirittura avevamo leggi che tutelavano ciò che ora chiamiamo incivile.
E' una forma mentale radicata negli albori, va combattuta e ci sono grandi donne anche lì che si ribellano pagano con la vita ma diventano simboli, come simboli abbiamo avuto noi, come le prime donne che hanno denunciato uno stupro contro tutto e tutti, che si son sentite dire in tribunale (parlo degli anni 60) che è colpa loro perchè hanno preteso di uscire la sera, se stavano a casa non succedeva ecc ecc hanno resistito contro la vergogna di sentirsi giudicate da una intera società e hanno vinto, donne che hanno scelto di tenere un figli che le avrebbe emarginate dalla società perchè chiamate: ragazze madri.. ecco sono sicura che quelle donne, che sono nostre sorelle, faranno lo stesso percorso, lo stanno già facendo, faranno la loro battaglia, più dura e ardua forse, ma vinceranno. Ecco io trovo in questo il senso di questa festa.
Far girare l'idea che possono decidere di scegliere come essere.

Poi purtroppo noi siamo cadute nell'opposto e non possiamo più scegleire ma questo è argomento di altra discussione.

cara sole sono proprio d'accordo con te, hai messo per esteso tutte le sofferenze delle donne combattute a volte in silenzio, a volte pubblicamente dovendo affrontare soprattutto la spietata critica delle altre donne che erano le più agguerrite contro il femminismomanata.gif ora il cammino da fare è ancora lungo ma dei valori base del femminismo è rimasto ben poco, solo uno squallido rito spesso neppure consapevole:( certo che la data dell'otto marzo va ricordata...in modo intelligente, ti mando una mimosa, ne ho in giardino una pianta stupenda, è idealmente per tutte le donnefiori.gif peccato che io sia allergica al suo profumo intensoabbraccio:

Sole 07-03-2009 10.44.50

Che siamo d'accordo nel senso del discorso è vero ma mi autocito in questo passaggio

Citazione:

Però devo dire onestamente che la battaglia femminista ha anche ucciso la femminilità, non poteva essere diversamente. Improntata su una libertà sessuale e non di pensiero della persona, ha distorto i toni dimenticandosi di se stessa e diventando un'idea. Io credo di poter dire che la battaglia femminista degradata in questo modo abbia portato alla disgregazione delle famiglie
Io non amo il femminismo perchè ci ha portate ai problemi di identità che ora ha la donna rispetto alla società, però ammetto e accetto che senza di esso non ci saremmo mosse. Tutto purtroppo degenera per poi trovare un equiibrio. Speriamo presto.

filoumenanike 07-03-2009 11.18.56

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65792)
Che siamo d'accordo nel senso del discorso è vero ma mi autocito in questo passaggio



Io non amo il femminismo perchè ci ha portate ai problemi di identità che ora ha la donna rispetto alla società, però ammetto e accetto che senza di esso non ci saremmo mosse. Tutto purtroppo degenera per poi trovare un equiibrio. Speriamo presto.

tutti i passaggi di pensiero tutti i cambiamenti epocali hanno provocato scossoni e sconvolgimenti, anche la rivoluzione francese, anche la rivoluzione russa, anche la rivoluzione femminista, occorre estrapolare quanto di buono è passato, dopo la tempesta;)

Era 07-03-2009 14.16.59

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65792)

Io non amo il femminismo perchè ci ha portate ai problemi di identità che ora ha la donna rispetto alla società, però ammetto e accetto che senza di esso non ci saremmo mosse. Tutto purtroppo degenera per poi trovare un equiibrio. Speriamo presto.

Condivido tutto...ora non resta che trovare quell' equilibrio che porterà la donna a comprendere che se è fisicamente diversa dall' uomo un motivo logico c'è..a comprendere che non è scimiottando l' uomo (e per certi versi lo supera in certe cretinate) che si emancipa..nè a sentirlo inferiore o superiore a se...si è semplicemente diversi e questa diversità dovrebbe arrivare al completarsi...Il resto è stato detto e stradetto per ogni cadenza di queste "feste" che come obiettivo di massa hanno lo scopo di spalancare i pollai una volta l' annodiavolo.g:

Era 07-03-2009 14.32.11

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 65794)
tutti i passaggi di pensiero tutti i cambiamenti epocali hanno provocato scossoni e sconvolgimenti, anche la rivoluzione francese, anche la rivoluzione russa, anche la rivoluzione femminista, occorre estrapolare quanto di buono è passato, dopo la tempesta;)

E si cara Filo...posso testimoniare non la rivoluzione francese (anche se mi piacerebbe assaiicon_mrgr: ) ma la rivoluzione femminista si eccome! Vedendo allora e vedendo ora (niente erbe e niente fasci eh..ci sono sempre eccezioni) le tante che gridavano per le strade: "la 'cosa' è mia"...le tante che sfilavano col bimbo a tracolla...e quelle che bruciavano i reggiseni in piazza..hanno seminato incrinature nei matrimoni(non solo loro eh)..figli senza regole nè ideali...e tante tante veline seni rifatti a 18 anni..tronisti e minkiate...e tanta borghesia...Il guaio sai qual'è? per come la vedo io naturalmente...che le donne devono trovare se stesse..devono ancora capire qual'è il loro ruolo..soprattutto la solidarietà e il sostegno tra di loro..oso affermare che il collante fra donne è ancora purtroppo la competizione (che sarebbe anche sana se utilizzata bene) e l' invidia...siamo messe maluccio..

Buona festa delle donne in coscienza e consapevolezza

fiori.gif

gibbi 07-03-2009 15.28.59

Già , il pendolo si è posizionato sul lato opposto a quello di partenza , ma è giustappunto la partenza che non va dimenticata. L'assenza di equilibrio che è stata ben evidenziato dal Sole e da Era , che non è possibile non riscontrare nel comportamento di parte del mondo femminile di oggi e che ferisce e offende profondamente tante donne , a mio modo di vedere non può essere imputabile al femminismo come movimento di emancipazione improntato su tantissime lotte tra le quali anche quella per la libertà sessuale , componente come altre dell'individuo .
Sul punto di partenza , che a mio avviso non deve essere mai perduto di vista , riporto i "principi" di due illustri pensatori del Risorgimento ( tralascio il prima) , principi esposti in concomitanza del dibattito sui diritti delle donne e che mi si sono stampati in mente .
Per Gioberti :"la donna , insomma , è in un certo qual modo verso l'uomo ciò che è il vegetale verso l'animale , o la pianta parassita verso quella che si regge e si sostenta da sè "
Secondo Rosmini :"Compete al marito , secondo la convenienza della natura , essere capo e signore ; compete alla moglie , e sta bene, essere quasi un'accessione , un compimento del marito , tutta consacrata a lui e dal suo nome dominata "
Questi i pensieri degli illustri e dei colti..... ed è su queste teorie che si sono messe le basi sul diritto di famiglia , diritto riformato solo nel 1975.
E non è da meno la Chiesa posto che nell'enciclica papale Rerum Novarum posteriore a quegli anni si scrive:"Certi lavori non si confanno alle donne , fatte da natura per i lavori domestici , i quali grandemente proteggono l'onesta del debole sesso "
E' contro questo e tanto altro che ha lottato il movimento per i diritti e l'emancipazione femminile .Ora c'è bisogno di agire sulla degenerazione ...ma , a mio avviso , senza attribuzioni di responsabilità .

MaxFuryu 07-03-2009 15.47.19

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 65785)
ora buttiamo all'aria il nostro orgoglio, la nostra dignità con manifestazioni scellerate e senza senso, in qualche pub dove magari si invita un giovane maschio a fare lo spogliarellomanata.gif

Sinceramente Filo, tutto questo orgoglio e dignità non l'ho mai visto, se non a parole (non parlo di casi speciali). Non fraintendermi, quello che voglio dire è che non li vedo neanche nell'uomo, perchèmmai dovrebbero esserci nella donna?
Se ci fosse una festa degli uomini e gli uomini andassero a vedere gli spogliarelli, sarebbe normale, sono dei porci si derebbe, adesso che succede con la donna vengono fuori discorsi che le donne non sono così.
Ci sono stati grandi uomini e io non sono come loro solo per il fatto di essere uomo, e viceversa.
é vero e condivido tutto il discorso sulla posizione di immenso svantaggio che ha avuto la donna nel passato e purtroppo anche adesso in troppi posti e in troppi ambiti, ma il discorso che si fa non mi pare affatto equilibrato, pare si stia parlando della donna e dell'uomo di come due specie di animali diversi (si ok nessuno ha detto questo), andiamo a vedere ad esempio nuove-nuovissime generazioni, queste sono nate praticamente senza differenze con l'uomo, stesse libertà, stesse condizioni e quello che succede è che tutta questa dignità, orgoglio di cui si parlava prima non esiste proprio, anzi! (ripeto l'uomo era già così), ma pensate che le nuove generazioni siano inferiori a quelle precedenti? io penso siano cambiate le possibilità

filoumenanike 07-03-2009 17.04.33

Citazione:

Originalmente inviato da MaxFuryu (Messaggio 65802)
Sinceramente Filo, tutto questo orgoglio e dignità non l'ho mai visto, se non a parole (non parlo di casi speciali). Non fraintendermi, quello che voglio dire è che non li vedo neanche nell'uomo, perchèmmai dovrebbero esserci nella donna?
Se ci fosse una festa degli uomini e gli uomini andassero a vedere gli spogliarelli, sarebbe normale, sono dei porci si derebbe, adesso che succede con la donna vengono fuori discorsi che le donne non sono così.
Ci sono stati grandi uomini e io non sono come loro solo per il fatto di essere uomo, e viceversa.
é vero e condivido tutto il discorso sulla posizione di immenso svantaggio che ha avuto la donna nel passato e purtroppo anche adesso in troppi posti e in troppi ambiti, ma il discorso che si fa non mi pare affatto equilibrato, pare si stia parlando della donna e dell'uomo di come due specie di animali diversi (si ok nessuno ha detto questo), andiamo a vedere ad esempio nuove-nuovissime generazioni, queste sono nate praticamente senza differenze con l'uomo, stesse libertà, stesse condizioni e quello che succede è che tutta questa dignità, orgoglio di cui si parlava prima non esiste proprio, anzi! (ripeto l'uomo era già così), ma pensate che le nuove generazioni siano inferiori a quelle precedenti? io penso siano cambiate le possibilità

non volevo dire che la donna è migliore dell'uomo, è solo diversa, leggevo che anche la sessualità femminile ha dinamiche emotive differenti da quelle dell'uomo, ad esempio per l'uomo è sufficiente vedere una donna che si spoglia per eccitarsi, alla donna generalmente non succede quando vede spogliarsi un uomo, la sua eccitazione nasce da altri elementi scatenanti, e allora perchè scimmiottare gli uomini? per questo parlavo di perdita di dignità di come realmente siamo, rispettiamoci per come la natura ci ha fatto! certo che non penso che le nuove generazioni siano inferiori, tutt'altro! hanno una visione della vita più aperta, sono comunque giovani disorientati e nei ruoli che ricoprono e nei rapporti tra di loro, si è generata una confusione indicibile, proprio perchè non si è puntato sulla parità ma sul somigliarsi a vicenda, appiattendo le differenze!

Uno 07-03-2009 17.46.22

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 65805)
ad esempio per l'uomo è sufficiente vedere una donna che si spoglia per eccitarsi, alla donna generalmente non succede quando vede spogliarsi un uomo, la sua eccitazione nasce da altri elementi scatenanti, e allora perchè scimmiottare gli uomini?

Non sono così sicuro che scimmiotti l'uomo anche se l'8 marzo è molto facile. Se un certo tipo di donna per predisposizione (che magari 200 anni fa doveva tenere nascosta e ancora oggi tutto sommato) è fatta in un certo modo manifesta quel modo, allo stesso modo per cui un uomo tende (per predisposizione genetica) ad eccitarsi anche solo con la visione, ma se qualcuno arriva quasi a farsi prendere un infarto (o arrivare a violentare), altri potrebbero addirittura fregarsene (rarissimi ma ci sono).
Mi è capitato di ascoltare (tipo autobus dove se non ti tappi le orecchie non puoi evitare di ascoltare) certi discorsi fatti da ragazze, che non hanno nulla da "invidiare" a quelli degli uomini, e parliamo qualche decennio fa, oggi è tutto peggiorato in un certo senso. La principale differenza è che l'uomo generalmente si sente più libero di parlare di certe cose anche in presenza di donne, le donne di meno.
Comunque entrambi se lo fanno troppo liberamente (parlare, esibire etc..) con il sesso opposto perdono molto... ma ognuno ha i suoi punti di vista.

filoumenanike 07-03-2009 18.26.45

Citazione:

Originalmente inviato da gibbi (Messaggio 65801)
Già , il pendolo si è posizionato sul lato opposto a quello di partenza , ma è giustappunto la partenza che non va dimenticata. L'assenza di equilibrio che è stata ben evidenziato dal Sole e da Era , che non è possibile non riscontrare nel comportamento di parte del mondo femminile di oggi e che ferisce e offende profondamente tante donne , a mio modo di vedere non può essere imputabile al femminismo come movimento di emancipazione improntato su tantissime lotte tra le quali anche quella per la libertà sessuale , componente come altre dell'individuo .
Sul punto di partenza , che a mio avviso non deve essere mai perduto di vista , riporto i "principi" di due illustri pensatori del Risorgimento ( tralascio il prima) , principi esposti in concomitanza del dibattito sui diritti delle donne e che mi si sono stampati in mente .
Per Gioberti :"la donna , insomma , è in un certo qual modo verso l'uomo ciò che è il vegetale verso l'animale , o la pianta parassita verso quella che si regge e si sostenta da sè "
Secondo Rosmini :"Compete al marito , secondo la convenienza della natura , essere capo e signore ; compete alla moglie , e sta bene, essere quasi un'accessione , un compimento del marito , tutta consacrata a lui e dal suo nome dominata "
Questi i pensieri degli illustri e dei colti..... ed è su queste teorie che si sono messe le basi sul diritto di famiglia , diritto riformato solo nel 1975.
E non è da meno la Chiesa posto che nell'enciclica papale Rerum Novarum posteriore a quegli anni si scrive:"Certi lavori non si confanno alle donne , fatte da natura per i lavori domestici , i quali grandemente proteggono l'onesta del debole sesso "
E' contro questo e tanto altro che ha lottato il movimento per i diritti e l'emancipazione femminile .Ora c'è bisogno di agire sulla degenerazione ...ma , a mio avviso , senza attribuzioni di responsabilità .

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 65806)
Non sono così sicuro che scimmiotti l'uomo anche se l'8 marzo è molto facile. Se un certo tipo di donna per predisposizione (che magari 200 anni fa doveva tenere nascosta e ancora oggi tutto sommato) è fatta in un certo modo manifesta quel modo, allo stesso modo per cui un uomo tende (per predisposizione genetica) ad eccitarsi anche solo con la visione, ma se qualcuno arriva quasi a farsi prendere un infarto (o arrivare a violentare), altri potrebbero addirittura fregarsene (rarissimi ma ci sono).
Mi è capitato di ascoltare (tipo autobus dove se non ti tappi le orecchie non puoi evitare di ascoltare) certi discorsi fatti da ragazze, che non hanno nulla da "invidiare" a quelli degli uomini, e parliamo qualche decennio fa, oggi è tutto peggiorato in un certo senso. La principale differenza è che l'uomo generalmente si sente più libero di parlare di certe cose anche in presenza di donne, le donne di meno.
Comunque entrambi se lo fanno troppo liberamente (parlare, esibire etc..) con il sesso opposto perdono molto... ma ognuno ha i suoi punti di vista.

il femminismo come movimento epocale non è la causa di tutto il malessere di oggi, c'è stato anche il sessantotto che ha rivoluzionato un certo modo borghese e falso di pensare, le degenerazioni sono sempre inevitabile e su quelle occorre lavorare, sono d'accordo con era quando dice che la donna deve trovare se stessa, sono del resto convinta che anche gli uomini debbano ritrovare un nuovo modo di relazionarsi con la donnafiori.gif

la libertà sessuale la condivido e la comprendo, uomini e donne hanno gli stessi impulsi, volevo solo dire che ho letto su trattati di psicologia della diversa conformazione emotiva che avrebbe la donna rispetto all'uomo, nell'ambito sessuale, forse sono teorie superate, non lo so, comunque il mondo femminile che conosco rispecchia queste teorie, di fatto fare l'amore in sintonia risulta spesso difficile proprio perchè abbiamo tempi e reazioni differenti ;)

Uno 07-03-2009 20.17.21

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 65808)
volevo solo dire che ho letto su trattati di psicologia della diversa conformazione emotiva che avrebbe la donna rispetto all'uomo, nell'ambito sessuale, forse sono teorie superate, non lo so, comunque il mondo femminile che conosco rispecchia queste teorie, di fatto fare l'amore in sintonia risulta spesso difficile proprio perchè abbiamo tempi e reazioni differenti ;)

Più che superate non sono mai state completamente aderenti alla realtà, proprio perchè per pudore le donne salvo rari casi non raccontavano e non raccontato pubblicamente le loro cose riguardo il sesso.
Sia chiaro che non sto dicendo che tutte siate così, come gli uomini non sono tutti uguali, dicevo e dico, che se trovo plausibile che molte donne l'8 marzo scimmiottino gli uomini, ci sono donne che hanno una sessualità simile a quella che di solito si dice dell'uomo.
Prova ne è che gli spogliarellisti maschili non lavorano solo l'8 marzo e tutto il resto dell'anno non lavorano solo per i gay. Inoltre se ci fai caso sempre più nelle pubblicità dedicate alle donne compare il bel modello mezzo nudo.. e le pubblicità studiano la psicologia attentamente e avvalendosi di mezzi che la stessa spesso non ha: studi di mercato e statistiche su grandi numeri.
La stessa pornografia non è cosa solo di uomini sebbene sia tra gli uomini che trova maggior mercato.

gibbi 07-03-2009 23.04.57

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65792)
Io non amo il femminismo perchè ci ha portate ai problemi di identità che ora ha la donna rispetto alla società, però ammetto e accetto che senza di esso non ci saremmo mosse. Tutto purtroppo degenera per poi trovare un equiibrio. Speriamo presto.

Crisi di identità che sembrano inevitabili .
Nonostante il principio di uguaglianza per il quale ha lottato il movimento per l'emancipazione della donna , gli stereotipi del maschile come naturalmente dominante razionale e intelligente e del femminile come naturalmente domestico , materno , secondario e accessorio , non sono mai venuti meno .
Con il femminismo , accanto a questi stereotipi, si sono inseriti alcuni meccanismi che permettono alle donne di entrare nei luoghi del potere e del sapere tradizionalmente riservati al maschio solo che per conquistare questi ruoli la donna deve necessariamente interpretare il ruolo maschile ed ecco che arriva persino a scimmiottare l'uomo .Socialmente si assiste al fenomeno di omologazione della donna all'uomo .
Nella differenza dei ruoli la donna resta inferiore , se tenta l'uguaglianza mette a rischio la propria identità .

filoumenanike 07-03-2009 23.19.44

la donna oggi è come se vivesse due ruoli distinti, quello forte , androgino che le occorre per sopravvivere in mezzo agli uomini nell'ambito del lavoro, e quello femminile che riserva per i figli, il compagno, i genitori. un dualismo lacerante, la donna per poter lavorare alla pari, per non farsi soffiare il posto da qualche giovanotto, spesso rinuncia ad avere figli che costituiscono un problema sia per farli crescere, sia per il tempo di allontanamento dal lavoro. gli uomini non hanno questo problema, i figli sono ancora per lo più un problema di donne, nè abbiamo strutture valide che ci possano aiutare nei primi anni di crescita dei nostri figli. per quanto riguarda l'ultima frase di gippi non sono del tutto d'accordo, quando la donna fa valere la propria uguaglianza mette a rischio solo il lavoro.

Uno 08-03-2009 12.26.34

Mah... signore... se parliamo di intelligenza e di uguaglianza nel poter svolgere compiti logistici, non fisici etc... credo che sia palese a tutti, tranne qualche irriducibile maschilista (uomo o donna che sia), che la parità è effettiva a tutti i livelli, purtroppo i sistemi non sono ancora adeguati a riconoscerlo a pieno... ma forse le cose non sono neanche così.
Se parliamo di lavori e compiti meramente fisici ci sono donne che non ne possono svolgere alcuni (ma pure uomini).

Dicevo che le cose non sono forse così, perchè se analizziamo le carriere maschili e femminili non mi pare che ci siano poi grandi differenze... chi vuole arrivare su deve vendersi e sacrificare la propria vita, donna o uomo che sia.
Questi discorsi mi ricordano un pò quelli in cui il sacerdote vuole rimanere nella chiesa e sposarsi. Voglio dire che l'unico modo per cui le donne possono crearsi delle carriere che rispettano il loro modo (femminile) di essere è ricreare da zero delle attività, industrie ma anche sistemi politici. E ci sono bei esempi... anche se poi ancora le nuove creazioni sono troppo influenzate da ciò che già esiste.
E' normale che se si inseriscono in quelli già esistenti, creati e sviluppati da uomini, debbano adattarsi e sacrificare la femminilità, allo stesso modo in cui il sacerdote che voglia stare in determinate confessioni deve rinunciare a sposarsi.
Se ci pensate anche un uomo che volesse fare un lavoro considerato femminile, cioè quindi sviluppato per secoli e secoli da donne, dovrebbe sacrificare la propria mascolinità.
Non so se si capisce a fondo, comunque caso mai sono qui per chiarire meglio.

jezebelius 08-03-2009 14.52.17

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 65818)
Mah... signore... se parliamo di intelligenza e di uguaglianza nel poter svolgere compiti logistici, non fisici etc... credo che sia palese a tutti, tranne qualche irriducibile maschilista (uomo o donna che sia), che la parità è effettiva a tutti i livelli, purtroppo i sistemi non sono ancora adeguati a riconoscerlo a pieno... ma forse le cose non sono neanche così.
Se parliamo di lavori e compiti meramente fisici ci sono donne che non ne possono svolgere alcuni (ma pure uomini).

Dicevo che le cose non sono forse così, perchè se analizziamo le carriere maschili e femminili non mi pare che ci siano poi grandi differenze... chi vuole arrivare su deve vendersi e sacrificare la propria vita, donna o uomo che sia.
Questi discorsi mi ricordano un pò quelli in cui il sacerdote vuole rimanere nella chiesa e sposarsi. Voglio dire che l'unico modo per cui le donne possono crearsi delle carriere che rispettano il loro modo (femminile) di essere è ricreare da zero delle attività, industrie ma anche sistemi politici. E ci sono bei esempi... anche se poi ancora le nuove creazioni sono troppo influenzate da ciò che già esiste.
E' normale che se si inseriscono in quelli già esistenti, creati e sviluppati da uomini, debbano adattarsi e sacrificare la femminilità, allo stesso modo in cui il sacerdote che voglia stare in determinate confessioni deve rinunciare a sposarsi.
Se ci pensate anche un uomo che volesse fare un lavoro considerato femminile, cioè quindi sviluppato per secoli e secoli da donne, dovrebbe sacrificare la propria mascolinità.
Non so se si capisce a fondo, comunque caso mai sono qui per chiarire meglio.

In pratica ti riferisci alla possibilità, e qualche volta necessità, di sacrificare qualcosa per potere raggiungere quel che si è individuato come fine, donna o uomo che sia?
Cioè, una sorta di compromesso, di fatto lo è, ma che non infici l'essere donna o uomo se pur, uno dei due o entrambi, ha preferito sacrificare talune caratteristiche - in generale o la propria femminilità o mascolinità ?

filoumenanike 08-03-2009 22.53.50

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 65818)
Mah... signore... se parliamo di intelligenza e di uguaglianza nel poter svolgere compiti logistici, non fisici etc... credo che sia palese a tutti, tranne qualche irriducibile maschilista (uomo o donna che sia), che la parità è effettiva a tutti i livelli, purtroppo i sistemi non sono ancora adeguati a riconoscerlo a pieno... ma forse le cose non sono neanche così.
Dicevo che le cose non sono forse così, perchè se analizziamo le carriere maschili e femminili non mi pare che ci siano poi grandi differenze... chi vuole arrivare su deve vendersi e sacrificare la propria vita, donna o uomo che sia.
.

si è tutti uguali a parte il fatto che quando si tratta di scegliere chi far avanzare o a chi dare un incarico si preferisce quasi sempre un uomoicon_mrgr: inoltre forse proprio perchè sei un uomo piango.gif ti sfugge quanto la donna, per poter avere un posto importante o migliore, deve essere di gran lunga superiore all'uomo e inoltre deve dimostrare una abnegazione al lavoro extra, deve insomma faticare il doppio!manata.gif

nel secondo caso, mettendo da parte il cinismo, hai ragione perfettamente, per arrivare in alto occorre accettare compromessi, sia uomini che donnepiango.gif

Citazione:

Originalmente inviato da jezebelius (Messaggio 65823)
In pratica ti riferisci alla possibilità, e qualche volta necessità, di sacrificare qualcosa per potere raggiungere quel che si è individuato come fine, donna o uomo che sia?
Cioè, una sorta di compromesso, di fatto lo è, ma che non infici l'essere donna o uomo se pur, uno dei due o entrambi, ha preferito sacrificare talune caratteristiche - in generale o la propria femminilità o mascolinità ?

forse non hai compreso bene, oppure non l'ho compreso ioicon_mrgr: , il concetto di vendersi cui fa riferimento uno, se vuoi fare carriera, soldi, successo, devi per forza corromperti, al di là che tu sia uomo o donna...nel lavoro vince chi si sacrifica di piùdiavolo.g:

Uno 08-03-2009 23.53.05

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 65834)
si è tutti uguali a parte il fatto che quando si tratta di scegliere chi far avanzare o a chi dare un incarico si preferisce quasi sempre un uomoicon_mrgr: inoltre forse proprio perchè sei un uomo piango.gif ti sfugge quanto la donna, per poter avere un posto importante o migliore, deve essere di gran lunga superiore all'uomo e inoltre deve dimostrare una abnegazione al lavoro extra, deve insomma faticare il doppio!manata.gif

Se ti basi (basate, perchè è un discorso che sento spesso) sulle statistiche mi sembra perfettamente normale che in alcuni posti in alto ci siano più uomini, in alcuni casi le donne hanno iniziato quelle carriere solo da qualche anno, prima non ce n'erano.
A tutti i livelli ed in tutte le professioni ci sono (e ci sono state, anche in tempi in cui la donna era realmente discriminata) donne illustri, però se vediamo le loro biografie, spesso hanno rinunciato a farsi una famiglia o quanto meno a fare figli. Cioè quello che dicevo sopra, per superare un certo livello di carriera bisogna vendersi.
La cosa non è diversa però per gli uomini, la differenza è che spesso fanno figli lo stesso tanto c'è una madre, ma se analizziamo poi la vita di questi signori scopriamo che i figli sono solo assegni di mantenimento anche quando in apparenza rimangono in famiglia. Per certe carriere bisogna lavorare anche più di 10 ore al giorno, bisogna rimanere fuori a pranzo e spesso andare a cene di lavoro...
Quei genitori (uomini o donne che siano) i figli li generano fisicamente ma poi li scordano e da loro si fanno scordare.
Però a parità di sacrificio io non vedo che l'uomo sia avvantaggiato. Può essere che ci sia ancora un'idea che per certi lavori sia più adatto, di conseguenza finchè le donne non raggiungeranno un certo numero di rappresentanti in quel lavoro... etc...
Ma questo succede anche inversamente, oggi ho sentito di passaggio un ragazzo che vorrebbe fare l'annunciatore in tv, ma non glielo faranno fare mai perchè è un posto che danno alle ragazze. Idem il babysitter, ce ne sono anche di uomini, però potendo scegliere la donna è avvantaggiata etc... ce ne sono ancora di esempi volendo (segretari, operai nel tessile etc..). Potrai dirmi che quelli sono lavori meno gratificanti (per me tutti i lavori sono onorevoli) però fatto sta che ci sono ragazzi/uomini che vorrebbero farli e o non possono oppure partono indietro rispetto alle donne.
Insomma, per me oggi, sulla carta discriminazioni non ce ne sono, poi potranno anche esserci singoli casi.
Una cosa piuttosto spiacevole nel mondo del lavoro è quando i datori si interessano sui desideri di maternità di chi assumono. Da una parte posso pure capirli, c'è stato un periodo, in cui tante ragazze non facevano figli e aspettavano due mesi dopo essere assunte. Se io assumessi una persona è perchè ne ho bisogno, se dopo due mesi mi trovo ancora senza aiuto e magari impossibilitato ad assumere un'altra persona...
Il "bello" o "brutto" è che se il titolare dell'azienda è una donna il ragionamento non cambia ed è comprensibile. Ultimamente le leggi hanno migliorato qualcosa in tal senso ma forse ancora poco....
Insomma il discorso è complesso e non voglio liquidarlo con un post per quanto sia lunghissimo (scusate) ma allo stesso tempo è superficiale anche dire che l'uomo è sempre avvantaggiato nelle carriere.

filoumenanike 09-03-2009 00.06.57

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 65839)
Ma questo succede anche inversamente, oggi ho sentito di passaggio un ragazzo che vorrebbe fare l'annunciatore in tv, ma non glielo faranno fare mai perchè è un posto che danno alle ragazze. Idem il babysitter, ce ne sono anche di uomini, però potendo scegliere la donna è avvantaggiata etc... ce ne sono ancora di esempi volendo (segretari, operai nel tessile etc..). Potrai dirmi che quelli sono lavori meno gratificanti (per me tutti i lavori sono onorevoli) però fatto sta che ci sono ragazzi/uomini che vorrebbero farli e o non possono oppure partono indietro rispetto alle donne.
Insomma, per me oggi, sulla carta discriminazioni non ce ne sono, poi potranno anche esserci singoli casi.
Una cosa piuttosto spiacevole nel mondo del lavoro è quando i datori si interessano sui desideri di maternità di chi assumono. Da una parte posso pure capirli, c'è stato un periodo, in cui tante ragazze non facevano figli e aspettavano due mesi dopo essere assunte.

è superficiale anche dire che l'uomo è sempre avvantaggiato nelle carriere.

scusami uno ma un ragazzo annunciatore non fa audience, vogliono le ragazze, certo, e non tutte, quelle brutte le scartanoicon_mrgr:
sì, si informano sulle intenzioni di fare figli, quasi che i figli appartenessero solo alle donne:wow: discorso vecchio e noiosononono.gif comunque mi hanno chiesto se avessi intenzione di fare figli anche per prendere una casa in affittostrabuzza: diavolo.g:

Sole 09-03-2009 10.37.41

Sono d'accordo con Uno su tutto, vedo tantissime donne che sono agli apici delle industrie ma quelle donne hanno scelto definitivamente di sacrificare altro perchè volevano quel tipo di vita, senza stare a dirsi addosso che in quanto donne non potevano, lo hanno fatto e basta.
La donna che oggi vuole fare carriera ed essere madre fa crescere i figli di questa società, ne più ne meno purtroppo ed è questo l'enorme problema che citavo dell'identità che Gibbi ha sottolineato.
Fare il presidente del consiglio significa abbandonare definitivamente l'idea di famiglia, non tutte le donne riescono a farlo ma quelle che riescono arrivano eccome.
Per arrivare bisogna mettere tutte le proprie energie in una cosa, ma se queste energie si dividono perchè non si è davvero convinti ne di una ne dell'altra, non vengon bene nessuna delle due.

Sole 09-03-2009 10.46.08

Vorrei evitare incomprensione con il mio post precedente dicendo che quelle donne che scelgono o sono costrette di/a lavorare tutto il giorno fuori non sono necessariamente delle cattivi madri, solo che se non fanno carriera, intesa come vertici, perchè poi la fanno comunque, è perchè sono divise tra due vite e due realtà e non sono realmente al pari di un uomo che impegna tutto se stesso.

Per cui mi vien da pensare una cosa che forse ai più stonerà, e forse non è nemmeno vera, ma se c'è tanta rabbia verso il sistema che non vuole la donna potenziale madre, ma si vuole fare carriera si sta comunque scegliendo di voler fare carriere ma gli impegni famigliari lo impediscono, e allora mi chiedo verso chi è la rabbia davvero? Se fosse verso la famiglia che impedisce, ma non potendolo ammettere con loro stesse si rivoltono contro gli uomini che non capiscono..

gibbi 09-03-2009 11.00.05

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 65818)
Mah... signore... se parliamo di intelligenza e di uguaglianza nel poter svolgere compiti logistici, non fisici etc... credo che sia palese a tutti, tranne qualche irriducibile maschilista (uomo o donna che sia), che la parità è effettiva a tutti i livelli, purtroppo i sistemi non sono ancora adeguati a riconoscerlo a pieno... ma forse le cose non sono neanche così.
Se parliamo di lavori e compiti meramente fisici ci sono donne che non ne possono svolgere alcuni (ma pure uomini).

Dicevo che le cose non sono forse così, perchè se analizziamo le carriere maschili e femminili non mi pare che ci siano poi grandi differenze... chi vuole arrivare su deve vendersi e sacrificare la propria vita, donna o uomo che sia.
Questi discorsi mi ricordano un pò quelli in cui il sacerdote vuole rimanere nella chiesa e sposarsi. Voglio dire che l'unico modo per cui le donne possono crearsi delle carriere che rispettano il loro modo (femminile) di essere è ricreare da zero delle attività, industrie ma anche sistemi politici. E ci sono bei esempi... anche se poi ancora le nuove creazioni sono troppo influenzate da ciò che già esiste.
E' normale che se si inseriscono in quelli già esistenti, creati e sviluppati da uomini, debbano adattarsi e sacrificare la femminilità, allo stesso modo in cui il sacerdote che voglia stare in determinate confessioni deve rinunciare a sposarsi.
Se ci pensate anche un uomo che volesse fare un lavoro considerato femminile, cioè quindi sviluppato per secoli e secoli da donne, dovrebbe sacrificare la propria mascolinità.
Non so se si capisce a fondo, comunque caso mai sono qui per chiarire meglio.

Il lavoro femminile non è fatto di sole carriere , anzi.
E a differenza del sacerdote , spessisimo la donna non sceglie e questo sia che lavori per necessità della famiglia , sia che lavori per la sola propria indipendenza economica ( alla base di qualunque altra indipendenza).
Maternità e lavoro cozzano sempre , creano conflitti interiori perchè non sei nè ben l'uno nè ben l'altro e sono questi conflitti che non sono stati presi in considerazione nel processo di emancipazione della donna , è questa a mio avviso la grossa falla nel sistema.

Sole 09-03-2009 11.06.24

Citazione:

Originalmente inviato da gibbi (Messaggio 65846)
Il lavoro femminile non è fatto di sole carriere , anzi.
E a differenza del sacerdote , spessisimo la donna non sceglie e questo sia che lavori per necessità della famiglia , sia che lavori per la sola propria indipendenza economica ( alla base di qualunque altra indipendenza).
Maternità e lavoro cozzano sempre , creano conflitti interiori perchè non sei nè ben l'uno nè ben l'altro e sono questi conflitti che non sono stati presi in considerazione nel processo di emancipazione della donna , è questa a mio avviso la grossa falla nel sistema.

Infatti secondo me sarebbe necessario istituzionalizzare il lavoro femminile come part time per le madri, o almeno favorirlo invece che renderlo impossibile. Ma chiaramente questo comporterebbe uno stipendio dimezzato se un part a 4 ore al giorno. Il mio sospetto (che poi è certezza) è che la società non voglia una famiglia sana perchè significherebbe perdere il controllo.

Uno 09-03-2009 12.43.27

Citazione:

Originalmente inviato da gibbi (Messaggio 65846)
Il lavoro femminile non è fatto di sole carriere , anzi.
E a differenza del sacerdote , spessisimo la donna non sceglie e questo sia che lavori per necessità della famiglia , sia che lavori per la sola propria indipendenza economica ( alla base di qualunque altra indipendenza).
Maternità e lavoro cozzano sempre , creano conflitti interiori perchè non sei nè ben l'uno nè ben l'altro e sono questi conflitti che non sono stati presi in considerazione nel processo di emancipazione della donna , è questa a mio avviso la grossa falla nel sistema.

E se un padre vuole essere un padre presente dici che non cozza questa parte del suo essere con il dover mantenere la famiglia o quanto meno questo figli/i?
Capisco quello che dici, però la "colpa" di un certo stato di cose è proprio del femminismo e di una certa falsa emancipazione.
Torniamo indietro storicamente, l'uomo lavora uscendo di casa (dalla caccia, al contadino, alla fabbrica etc) e la donna lavora in casa o poco fuori (orto, campo vicino) quindi riesce a conciliare il lavoro con i figli.

La situazione potrebbe essere sensata e razionale, lavoro è lavoro, una famiglia si manda avanti in due etc....
Purtroppo non è così splendente per via di un maschilismo degenerato con l'avvento soprattutto del denaro, l'uomo padre-padrone può controllare la richezza della famiglia con facilità tenendo in mano i cordoni della borsa (letteralmente), cosa che precedentemente era impossibile, occorrevano magazzini per conservare beni soprattutto alimentari ma non solo, e spesso nelle famiglie importanti la padrona di casa teneva la chiave della dispensa.

Quindi ci troviamo nella situazione in cui l'uomo può ricattare la donna: "se non fai così.....","allora io mi trovo un'altra, me ne vado e mi porto via tutto...." oppure "ti caccio perchè ho tutto io in mano etc..."
La donna resiste per secoli e poi giustamente si ribella, però secondo me nel modo sbagliato. Identifica la sua emancipazione nel lavoro fuori dalla casa: " se io ho il mio stipendio, qualsiasi cosa succeda sono a posto" e "Se ho il mio stipendio non può ricattarmi" e "così sono uguale" etc....
Infatti siamo arrivati al punto che se a molte piace lavorare fuori, molte che non ne hanno bisogno (ce ne sono, basta vedere tra i cosiddetti vip) comunque si inventano una sorta di lavoro (a livello più popolare le varie multilevel ci hanno campato e ci campano da una vita) per affermare l'uguaglianza e comunque se non fanno almeno finta di lavorare stanno male psicologicamente, ne abbiamo già parlato tempo fa.

Che faccio continuo o riesci/riuscite già a vedere dove andrebbe a finire la riflessione?

griselda 09-03-2009 13.27.58

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 65848)
La donna resiste per secoli e poi giustamente si ribella, però secondo me nel modo sbagliato. Identifica la sua emancipazione nel lavoro fuori dalla casa: " se io ho il mio stipendio, qualsiasi cosa succeda sono a posto" e "Se ho il mio stipendio non può ricattarmi" e "così sono uguale" etc....

Sono d'accordo con tutto quanto hai scritto sopra, ma non mi viene in mente cosa avrebbe potuto fare in alternativa, lo potresti spiegare? :U

Ray 09-03-2009 13.40.01

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 65840)
sì, si informano sulle intenzioni di fare figli, quasi che i figli appartenessero solo alle donne:wow: discorso vecchio e noiosononono.gif

Beh, i figli apparterranno anche ad entrambi i genitori (non i figli, ma i doveri che essi comportano), ma la gravidanza se la fanno le donne.
Io dirigo una piccola azienda e quando devo assumere qualcuno mi informo eccome sull'intenzione di far figli. Sia che sia uomo sia che sia donna. Il motivo è che il lavoro che faccciamo è considerato tra i cosidetti "a rischio" e quindi la maternità obbligatoria dura 18 mesi. Quando assumo qualcuno so già che lo devo formare, che diventerà realmente capace di svolgere le sue funzioni per intero solo dopo vari mesi. Inoltre siamo, seppur piccoli, in espansione, quindi investiamo molto nelle persone che vengono a lavorare, ci interessa soprattutto la voglia e la capacità di crescere professionalmente e "quanto hanno intenzione di metterci" (cosa che viene ripagata sia in termini economici che di condizioni lavorative generali che di soddisfazione).
Quindi se assummo una donna, la formo, le affido situazioni di una certa responsabilità, le faccio gestire delle cose o magari dei settori e poi questa resta incinta, e va via lo stesso giorno che lo scopre, io e tutti ci troviamo in una situazione estremamente difficile.

Chiaro che non è che se unna mi dicee che farà figli non l'assumo. Se è valida la assumo lo stesso. Se poi mi dice qualcosa tipo pensiamo di far figli tra un paio d'anni lo so prima e la cosa è più gestibile.
Discriminazione? Può darsi. Ma anche onestà che do e richiedo. Sapresti darmi alternative al chiedere? (che non sia prendere solo uomini e stop, dato che anche le donne, per il lavoro che facciamo, sono un valore non sostituibile).

Bon, forse è OT e ci vorrebbe un tread apposito, inoltre non ho fatto unn discorso generale ma mi son limitato alla situazione mia, però forse si arriva lo stesso al discorso generale che voleva fare Uno e cioè che sarebbe meglio trovare un sistema più adatto alla realtà di tutelare i diritti della famiglia (e dellle donne... perchè questi diritti ricordiamoci che devrebbero essere pensati soprattutto per i bambini).

Sole 09-03-2009 14.43.57

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 65850)
Sono d'accordo con tutto quanto hai scritto sopra, ma non mi viene in mente cosa avrebbe potuto fare in alternativa, lo potresti spiegare? :U

All'inizio le donne hanno cominciato denunciando i sopprusi e le violenze, tenendo un figlio illegittimo che era quasi un crimine e cercando con fatica di andare contro una certa mentalità. Nascevano i primi avvocati donna che le difendevano. Continuare in quella maniera sarebbe stata molto più lunga ma avrebbe tutelato la famiglia che come abbiamo visto con il senso del femminismo attuale è andata persa. Come dice Ray, non sono stati tutelati i bambini.
Sinceramente mi dispiace dire queste cose perchè ci sono donne che soffrono molto del fatto di non potersi occupare dei figli però è proprio per quelle donne che è necessario ritrovare equilibrio e ora non c'è. Cambiare questo modo di vedersi donna. Io non ci credo che è l'uomo il "nemico" ma un certo tipo di donne.

dafne 09-03-2009 14.58.06

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 65850)
Sono d'accordo con tutto quanto hai scritto sopra, ma non mi viene in mente cosa avrebbe potuto fare in alternativa, lo potresti spiegare? :U

Mi accodo alla domanda anche se penso che Uno volesse dire che era giusto scrollarsi di dosso un certo sistema ma ne siamo rimaste invischiate all'oppos...contrar..ehm..abbiamo estremizzato l'altro modo di essere (non c'è uno smile che suda? icon_mrgr: )

Se ho capito dovremmo essere arrivate oggi ad affermare il nostro essere donne sia stando a casa sia lavorando mentre in effetti oggi se dici "faccio la casalinga" all'80% le donne che ti ascoltano ti prendono per una sfig..ops...sfortunata, da commiserare, specie se sono donne che hanno ottenuto un posto di un certo rilievo. (ma i maaschietti non son da meno..solo che invece di commiserarti ti dicono "oh brava, almeno una che pensa alla casa diavolo.g: ")

La Gruber ad esempio un mesetto fà ha usato toni piuttosto coloriti affermando che in Italia sono ancora poche le donne che lavorano rispetto ad altri stati e che spesso sono donne a cui lavorare non interessa.

Personalmente comunque continuo a pensare che il concetto di eguglianza tra sessi sia ancora lontano, mi spiace, colpa di chi e in che misura non lo sò ma la stessa discussione sulle violenze sessuali ci dice che non c'è tutta quest'uguaglianza che si vuol far passare, presenti esclusi sicuramente e probabilmente di amici e conoscenti dei presenti ma si stava facendo un discorso più generale mi pare...

E non mi si dica che quello "è solo un aspetto" come mi ha risposto qualche bischero tempo fà perchè il rispetto non và a spicchi, o c'è o non c'è, punto.
Ecco ho pontificato manata.gif attendo lumi che mi servono.

:C:

griselda 09-03-2009 15.15.12

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65852)
All'inizio le donne hanno cominciato denunciando i sopprusi e le violenze, tenendo un figlio illegittimo che era quasi un crimine e cercando con fatica di andare contro una certa mentalità. Nascevano i primi avvocati donna che le difendevano. Continuare in quella maniera sarebbe stata molto più lunga ma avrebbe tutelato la famiglia che come abbiamo visto con il senso del femminismo attuale è andata persa. Come dice Ray, non sono stati tutelati i bambini.
Sinceramente mi dispiace dire queste cose perchè ci sono donne che soffrono molto del fatto di non potersi occupare dei figli però è proprio per quelle donne che è necessario ritrovare equilibrio e ora non c'è. Cambiare questo modo di vedersi donna. Io non ci credo che è l'uomo il "nemico" ma un certo tipo di donne.

Forse quello che vuoi dire tu è che vuol dire Uno è che si è voluto precorrere i tempi senza soffrire ulteriormente?

Io vorrei dire, sempre in accordo con Sole, che parla di un certo tipo di donne...,(anche se non l'ha detto lei) che chi alleva i cari maschietti siamo noi donne sempre, non è che si crescono e pasciono da soli, quindi non darei la colpa a tutta a loro.
E sono sempre le donne che tradiscono loro stesse andando con il marito di un'altra donna. ( Non voglio apparire bachettona eh ma manca il rispetto)
Ed è sempre la donna che non potendo stare a casa o non volendo perchè non le piace che sminuisce chi a casa a fare la mamma e la moglie ci sta bene e ci starebbe volentieri, se questa società glielo permettesse.
Da un estremo di sottomissione abbiamo fatto un salto senza passare probabilmente dall'aver preso coscienza di cosa sia essere donna e questo ha portato le donne a fare gli stessi sbagli degli uomini, uomini lo ribadisco allevati sempre da donne. Donne che in passato avevano come unica rivendicazione identificarsi con un figlio maschio.

La famiglia...
per esperienza personale ho sempre pensato che come figli, avere accanto mamma e papà durante la giornata aiuti ad avere una crescita diversa rispetto a chi il padre lo vede al fine settimana o la sera tardi stanco e negli ultimi tempi magari anche avvilito. Una volta c'era la possibilità di lavorare in proprio o nel commercio o nell'artigianato oggi li hanno fatti sparire, sarà un caso? mah!

dafne 09-03-2009 15.29.48

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 65854)
Forse quello che vuoi dire tu è che vuol dire Uno è che si è voluto precorrere i tempi senza soffrire ulteriormente?

Io vorrei dire, sempre in accordo con Sole, che parla di un certo tipo di donne...,(anche se non l'ha detto lei) che chi alleva i cari maschietti siamo noi donne sempre, non è che si crescono e pasciono da soli, quindi non darei la colpa a tutta a loro.
E sono sempre le donne che tradiscono loro stesse andando con il marito di un'altra donna. ( Non voglio apparire bachettona eh ma manca il rispetto)
Ed è sempre la donna che non potendo stare a casa o non volendo perchè non le piace che sminuisce chi a casa a fare la mamma e la moglie ci sta bene e ci starebbe volentieri, se questa società glielo permettesse.
Da un estremo di sottomissione abbiamo fatto un salto senza passare probabilmente dall'aver preso coscienza di cosa sia essere donna e questo ha portato le donne a fare gli stessi sbagli degli uomini, uomini lo ribadisco allevati sempre da donne. Donne che in passato avevano come unica rivendicazione identificarsi con un figlio maschio.

La famiglia...
per esperienza personale ho sempre pensato che come figli, avere accanto mamma e papà durante la giornata aiuti ad avere una crescita diversa rispetto a chi il padre lo vede al fine settimana o la sera tardi stanco e negli ultimi tempi magari anche avvilito. Una volta c'era la possibilità di lavorare in proprio o nel commercio o nell'artigianato oggi li hanno fatti sparire, sarà un caso? mah!


Ehm Gri..lo sai che ti adoro ma..ecco..non è un discorso un pò troppo maschilista il tuo? :@@ icon_mrgr:

Siamo noi donne che cresciamo i figli, siamo noi donne che ce la tiriamo, siamo noi che ci autoflagelliamo...e tra i due litiganti il terzo gode..come sempre diavolo.g:

O parliamo solo dell'uomo o solo della donna ma non è che stà benedetta colpa di dovrebbe un pò spartire equamente?

Eppoi i figli, tutto vero, concordo, tranne su un dettaglio, alle volte avere accanto tutto il giorno mamma o papà non è così meraviglioso, come sempre dipende da che genere di mamma e papà sono.

Una mia conoscente, super mamma, ho provato anche un pò di invidia lo ammetto perchè ha due figli, una alle elementari e uno alle medie e li segue lei a casa con tutti i compiti..situazione idilliaca..poi ho conosciuto meglio mamma e figli e il ragazzo ti assicuro che avrebbe molti meno problemi se non avesse appiccicata wondermamma tutto il giorno...

Non lo so scusa, forse risponde un pò la parte di me che si è frantumata le cocotte a sentirsi dire che è sempre tutta colpa della mamma icon_mrgr: e che anche in un rapporto di coppia la donna è "l'angelo del focolare"...ma glielo vogliamo lasciar fare uno sforzetto anche ai nostri meravigliosi uomini?
Io ogni tanto sospetto di averli pensati così fantastici proprio perchè diversi dalle donne che mi han deluso nella vita...ma stò andando troppo OT mi sà scusa.gif

Sole 09-03-2009 15.55.53

Con la frase "un certo tipo di donne" intendevo quelle che strumentalizzano e hanno strumentalizzato il femminismo con cartelloni sessofobici e che con rabbia e rancore continuano a portare avanti un'ideologia che fa male alla società e che non trova equillibrio tra la famigllia che è la base di ogni cosa e la società in cui vivono.

Non vedo colpe e non vedo che tutto dipenda da una donna perchè anche questo vuol dire colpevolizzare tutte senza trovare equilibrio, anche qui ci vedo un pochettino di rabbia :H

Io sono per una famiglia tradizionalista ma ci sono i limiti che ha elencato Uno sia qui che in altra discussione. I limiti della mentalità, è quella che va cambiata con battaglie rivoluzioni ed esempi, ma non nelle piazze con cartelloni, non nella carriera a portare i pantaloni, ma cambiando profondamente noi stesse, togliendoci quel senso di sottomissione che ci fa agire con rabbia...

Non do colpe, dico solo che è tempo di sbocciare. Ognuno fa quello che riesce nel momento in cui lo fa e le madri sono prima donne per cui pensiamo alla donna e lasciamo stare la madre, quella verrà in seguito alla Donna.

griselda 09-03-2009 15.58.55

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 65855)
Ehm Gri..lo sai che ti adoro ma..ecco..non è un discorso un pò troppo maschilista il tuo? :@@ icon_mrgr:

Siamo noi donne che cresciamo i figli, siamo noi donne che ce la tiriamo, siamo noi che ci autoflagelliamo...e tra i due litiganti il terzo gode..come sempre diavolo.g:

O parliamo solo dell'uomo o solo della donna ma non è che stà benedetta colpa di dovrebbe un pò spartire equamente?

Eppoi i figli, tutto vero, concordo, tranne su un dettaglio, alle volte avere accanto tutto il giorno mamma o papà non è così meraviglioso, come sempre dipende da che genere di mamma e papà sono.

Una mia conoscente, super mamma, ho provato anche un pò di invidia lo ammetto perchè ha due figli, una alle elementari e uno alle medie e li segue lei a casa con tutti i compiti..situazione idilliaca..poi ho conosciuto meglio mamma e figli e il ragazzo ti assicuro che avrebbe molti meno problemi se non avesse appiccicata wondermamma tutto il giorno...

Non lo so scusa, forse risponde un pò la parte di me che si è frantumata le cocotte a sentirsi dire che è sempre tutta colpa della mamma icon_mrgr: e che anche in un rapporto di coppia la donna è "l'angelo del focolare"...ma glielo vogliamo lasciar fare uno sforzetto anche ai nostri meravigliosi uomini?
Io ogni tanto sospetto di averli pensati così fantastici proprio perchè diversi dalle donne che mi han deluso nella vita...ma stò andando troppo OT mi sà scusa.gif

Aspe da dove parto?
Dal mezzo, allora se padre e madre litigano dalla mattina alla sera invece di fare figlio dovrebbero andare a zappare l'orto tutti e due. icon_mrgr: Io istituirei la patente non solo per portare i cani ma sopratutto per fare figli.
Per quanto rigurda le donne madri mogli farei fare un bel corso pure a loro icon_mrgr:
In tutte le cose esiste la via di mezzo che è la via migliore. Il fatto è che siamo bravi tutti a parole ma a fatti molto meno.
E a sta donna una tiratina di orecchie gliela darei anzi gliela do, poi la posso comprendere e perdonare ma, un po' di colpe le ha secondo me, che poi vogliamo fare ciò che più ci piace e poi non pagare dazio è un altro paio di maniche.

filoumenanike 09-03-2009 22.13.44

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 65851)
Beh, i figli apparterranno anche ad entrambi i genitori (non i figli, ma i doveri che essi comportano), ma la gravidanza se la fanno le donne.
Io dirigo una piccola azienda e quando devo assumere qualcuno mi informo eccome sull'intenzione di far figli. Sia che sia uomo sia che sia donna. Il motivo è che il lavoro che faccciamo è considerato tra i cosidetti "a rischio" e quindi la maternità obbligatoria dura 18 mesi. Quando assumo qualcuno so già che lo devo formare, che diventerà realmente capace di svolgere le sue funzioni per intero solo dopo vari mesi. Inoltre siamo, seppur piccoli, in espansione, quindi investiamo molto nelle persone che vengono a lavorare, ci interessa soprattutto la voglia e la capacità di crescere professionalmente e "quanto hanno intenzione di metterci" (cosa che viene ripagata sia in termini economici che di condizioni lavorative generali che di soddisfazione).
Quindi se assummo una donna, la formo, le affido situazioni di una certa responsabilità, le faccio gestire delle cose o magari dei settori e poi questa resta incinta, e va via lo stesso giorno che lo scopre, io e tutti ci troviamo in una situazione estremamente difficile.

Chiaro che non è che se unna mi dicee che farà figli non l'assumo. Se è valida la assumo lo stesso. Se poi mi dice qualcosa tipo pensiamo di far figli tra un paio d'anni lo so prima e la cosa è più gestibile.
Discriminazione? Può darsi. Ma anche onestà che do e richiedo. Sapresti darmi alternative al chiedere? (che non sia prendere solo uomini e stop, dato che anche le donne, per il lavoro che facciamo, sono un valore non sostituibile).

Bon, forse è OT e ci vorrebbe un tread apposito, inoltre non ho fatto unn discorso generale ma mi son limitato alla situazione mia, però forse si arriva lo stesso al discorso generale che voleva fare Uno e cioè che sarebbe meglio trovare un sistema più adatto alla realtà di tutelare i diritti della famiglia (e dellle donne... perchè questi diritti ricordiamoci che devrebbero essere pensati soprattutto per i bambini).

ho anch'io un piccola azienda da gestire e se assumo una donna, la esamino dal punto di vista professionale, se ha esperienza nel nostro campo non ha bisogno di un periodo di apprendimento, bado alla sua onestà, al suo curriculum e se è giovane non le chiedo dei figli, chiedo se è fidanzata e quali programmi ha per il futuro. mi è capitato di avere una impiegata rimasta incinta per due volte, a differenza di tre anni, è stato un periodo difficile ma lei non si è approfittata del suo stato , ha smesso di lavorare al quarto mese e ha ripreso dopo i tre mesi dalla nascita. non vessata da noi ha dato sempre il meglio nel suo lavoro, non nascondo che mio marito strillava che non avrebbe più voluto impiegate donne ma era solo il disagio momentaneo, chi la vora in proprio deve considerare certi aspetti. discriminazione? e me lo chiedi, certo la gravidanza appartiene a noi donne ma i figli sono anche del padre e soprattutto saranno il futuro della società, e pertanto, mi sembra plausibile pensare che lo stato dovrebbe sostenere le piccole aziende, dare la possibilità a chi è madre di ususfruire di supporti quali asili funzionali e dislocati in posizioni strategiche della città, permettere anche al genitore di subentrare nella cura del figlio, per lo meno fino ad un anno di età, con periodi o orari variabili a seconda delle esigenze del nucleo familiare e del posto di lavoro. e certo le donne non lavorano solo per fare carriera, o per sentirsi realizzate, la cui cosa approvo pienamente, le donne lavorano anche e soprattutto per mandare avanti la famiglia, oggi con un solo stipendio da operaio, non credo che si possa fare molto!

filoumenanike 09-03-2009 22.33.33

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65843)
Sono d'accordo con Uno su tutto, vedo tantissime donne che sono agli apici delle industrie ma quelle donne hanno scelto definitivamente di sacrificare altro perchè volevano quel tipo di vita, senza stare a dirsi addosso che in quanto donne non potevano, lo hanno fatto e basta.

Fare il presidente del consiglio significa abbandonare definitivamente l'idea di famiglia, non tutte le donne riescono a farlo ma quelle che riescono arrivano eccome.
Per arrivare bisogna mettere tutte le proprie energie in una cosa, ma se queste energie si dividono perchè non si è davvero convinti ne di una ne dell'altra, non vengon bene nessuna delle due.

la donna che sceglie di fare carriera ha già operato una scelta drastica, sicuramente quella di non fare figli, sullo stesso piano l'uomo non deve scegliere, sarà un padre a metà, ma potrà essere sempre un padre e sul lungo periodo potrà essere riconosciuto come un padre che è stato capace, abile, di cui magari vantarsi...e la donna rimarrà sola, con desideri materni repressi, sperando di non provare pentimento per le scelte cui è stata obbligataicon_mrgr: per arrivare dove l'uomo arriva con dispendio 100 la donna, con le stesse capacità, dovrà avere un dispendio di 1000

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Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65845)
Vorrei evitare incomprensione con il mio post precedente dicendo che quelle donne che scelgono o sono costrette di/a lavorare tutto il giorno fuori non sono necessariamente delle cattivi madri, solo che se non fanno carriera, intesa come vertici, perchè poi la fanno comunque, è perchè sono divise tra due vite e due realtà e non sono realmente al pari di un uomo che impegna tutto se stesso.

Per cui mi vien da pensare una cosa che forse ai più stonerà, e forse non è nemmeno vera, ma se c'è tanta rabbia verso il sistema che non vuole la donna potenziale madre, ma si vuole fare carriera si sta comunque scegliendo di voler fare carriere ma gli impegni famigliari lo impediscono, e allora mi chiedo verso chi è la rabbia davvero? Se fosse verso la famiglia che impedisce, ma non potendolo ammettere con loro stesse si rivoltono contro gli uomini che non capiscono...

sinceramente sole, con tutta la buona volontà non ho capito cosa tu voglia dire...dobbiamo rimanere a casa e fare solo i figli oppure lavorare e non fare figli?


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Originalmente inviato da gibbi (Messaggio 65846)
Il lavoro femminile non è fatto di sole carriere , anzi.
E a differenza del sacerdote , spessisimo la donna non sceglie e questo sia che lavori per necessità della famiglia , sia che lavori per la sola propria indipendenza economica ( alla base di qualunque altra indipendenza).
Maternità e lavoro cozzano sempre , creano conflitti interiori perchè non sei nè ben l'uno nè ben l'altro e sono questi conflitti che non sono stati presi in considerazione nel processo di emancipazione della donna , è questa a mio avviso la grossa falla nel sistema.

una madre che lavorasse serena, indipendente, aiutata dal compagno e dalla società potrebbe essere una madre più valida di quella costretta a casa, frustrata nei sogni, angosciata dalla crescita dei figli che spesso la relegano al ruolo di colf, di badante, di cuoca...icon_mrgr: il mondo cambia, dobbiamo anche noi adeguarci a nuove figure femminili, a madri diverse da quelle che soffiavano il naso ai figli fino a quando si sposavano, perchè era l'unica cosa che sapessero fare, poverette! occorre che cambi la mentalità della collettività, quando ci sentiremo meno sole, non avremo più bisogno di rispondere che non vogliamo figli per essere assunte8-)

Ray 09-03-2009 22.47.40

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Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 65860)
ho anch'io un piccola azienda da gestire e se assumo una donna, la esamino dal punto di vista professionale, se ha esperienza nel nostro campo non ha bisogno di un periodo di apprendimento, bado alla sua onestà, al suo curriculum e se è giovane non le chiedo dei figli, chiedo se è fidanzata e quali programmi ha per il futuro. mi è capitato di avere una impiegata rimasta incinta per due volte, a differenza di tre anni, è stato un periodo difficile ma lei non si è approfittata del suo stato , ha smesso di lavorare al quarto mese e ha ripreso dopo i tre mesi dalla nascita. non vessata da noi ha dato sempre il meglio nel suo lavoro, non nascondo che mio marito strillava che non avrebbe più voluto impiegate donne ma era solo il disagio momentaneo, chi la vora in proprio deve considerare certi aspetti. discriminazione? e me lo chiedi, certo la gravidanza appartiene a noi donne ma i figli sono anche del padre e soprattutto saranno il futuro della società, e pertanto, mi sembra plausibile pensare che lo stato dovrebbe sostenere le piccole aziende, dare la possibilità a chi è madre di ususfruire di supporti quali asili funzionali e dislocati in posizioni strategiche della città, permettere anche al genitore di subentrare nella cura del figlio, per lo meno fino ad un anno di età, con periodi o orari variabili a seconda delle esigenze del nucleo familiare e del posto di lavoro. e certo le donne non lavorano solo per fare carriera, o per sentirsi realizzate, la cui cosa approvo pienamente, le donne lavorano anche e soprattutto per mandare avanti la famiglia, oggi con un solo stipendio da operaio, non credo che si possa fare molto!

Non so se ci siamo capiti, infatti non riesco a capire bene il tono della tua risposta.
Anche io se le vedo giovani chiedo che programmi hanno, è un modo indiretto per chiederle dei figli però e in teoria non si dovrebbe.
Tu sei fortunata, se hanno esperienza già lavorano bene e possono andare in maternità dal quarto mese. Da me devono andarci subito per legge e, sempre per legge, non possono tornare che dopo nove mesi dal parto. Inoltre anche quelle che hanno un buon curriculum minimo minimo tre quattro mesi serve loro per gestirsi bene. Anche solo così la persona che assumo è un investimento... se poi ci mettiamo che siamo piccoli e in crescita e che la nostra crescita dipende quasi esclusivamente dalla costanza della qualità che forniamo capirai il disastro di una che resta incinta sei mesi dopo assunta. Inoltre sottolineo che non possiamo fare a meno di donne (anche se qualcuno da noi vorrebbe) sempre per un discorso qualità (neanche degli uomini, sempre per lo stesso discorso).

Detto questo va da se che sono del tutto insoddisfatto dell'attuale sistema. Ti dico come mi piacerebbe che fosse... mi lascio andare ad un sogno utopico, poi se è OT verrò fermato, se invece avremo voglia di continuare a migliorare il mio sogno, vuoi mai che da queste pagine esca un'idea interessante, se non proprio una proposta fattibile.

Quello che mi piacerebbe è assumere una famiglia. Dove mi lavora solo uno dei due... ovvero che assumo il lui o la lei non fa niente, vorrei passare loro uno stipendio che permetta a tutta la famiglia di vivere dignitosamente con solo quello. Ma lo vorrei per contratto... ossia io pago entrambi ma uno solo lavora e l'altro sta a casa.
Questo permetterebbe loro di fare figli e a me di avere il lavoratore. Non solo, avrei la garanzia che quello che mi lavora (che sia lui o lei) metta davvero su famiglia e ci si dedichi. Inoltre egli o ella avrebbe alle spalle un partner che lo sostiene nella sua attività, che magari gli da una mano nelle cose che può, ma soprattutto che lo agevola nella vita, perchè anche l'altro sarebbe responsabile del buon andamento della cosa. Specifico subito che la tipologia del lavoro fa si che la salute soprattutto pischica del lavoratore incide in modo determinante sulla qualità del lavoro. Inoltre se ha una famiglia e ha esperienza diretta delle sua dinamiche metà della cose che per un verso o per l'altro trova sul lavoro le capisce al volo.
Quindi io voglio che abbia una famiglia e voglio che la famiglia prosperi bene. Anzi, a questo proposito sarei disponibile a far rientrare nel contratto tutta una serie di bonus, e non parlo solo economici, a favore dei familiari... chessò contratti con dentisti, con scuole private, servizi vari che solo a pensarci me ne vengono in mente decine e che se volete elenco.
In cambio metteri una clausola: se si separano il lavoratore ha tot tempo per trovare un altro partner e aggiustare il contratto, se non lo fa lo penalizzo, perchè il lavoratore con famiglia alle spalle che funziona è molto più solido del single (o del farfallone/a).
Viceversa, per i giovani single che magari inziano ci sarebbero tutta una serie di convenienze per metter su famiglia... insomma tutta sta roba aiuterebbe anche Nike a buttar fuori i figli di casa della mamma.
Il problema che vedo è uno solo: i soldi. Ma se si volesse, non al mio livello ovviamente, si potrebbe fare. Anche domani.

Bon, ho solo abbozzato, potrei continuare... voi che ne pensate?

gibbi 09-03-2009 23.01.25

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Originalmente inviato da Uno (Messaggio 65848)
E se un padre vuole essere un padre presente dici che non cozza questa parte del suo essere con il dover mantenere la famiglia o quanto meno questo figli/i?
Capisco quello che dici, però la "colpa" di un certo stato di cose è proprio del femminismo e di una certa falsa emancipazione.
Torniamo indietro storicamente, l'uomo lavora uscendo di casa (dalla caccia, al contadino, alla fabbrica etc) e la donna lavora in casa o poco fuori (orto, campo vicino) quindi riesce a conciliare il lavoro con i figli.

La situazione potrebbe essere sensata e razionale, lavoro è lavoro, una famiglia si manda avanti in due etc....
Purtroppo non è così splendente per via di un maschilismo degenerato con l'avvento soprattutto del denaro, l'uomo padre-padrone può controllare la richezza della famiglia con facilità tenendo in mano i cordoni della borsa (letteralmente), cosa che precedentemente era impossibile, occorrevano magazzini per conservare beni soprattutto alimentari ma non solo, e spesso nelle famiglie importanti la padrona di casa teneva la chiave della dispensa.

Quindi ci troviamo nella situazione in cui l'uomo può ricattare la donna: "se non fai così.....","allora io mi trovo un'altra, me ne vado e mi porto via tutto...." oppure "ti caccio perchè ho tutto io in mano etc..."
La donna resiste per secoli e poi giustamente si ribella, però secondo me nel modo sbagliato. Identifica la sua emancipazione nel lavoro fuori dalla casa: " se io ho il mio stipendio, qualsiasi cosa succeda sono a posto" e "Se ho il mio stipendio non può ricattarmi" e "così sono uguale" etc....
Infatti siamo arrivati al punto che se a molte piace lavorare fuori, molte che non ne hanno bisogno (ce ne sono, basta vedere tra i cosiddetti vip) comunque si inventano una sorta di lavoro (a livello più popolare le varie multilevel ci hanno campato e ci campano da una vita) per affermare l'uguaglianza e comunque se non fanno almeno finta di lavorare stanno male psicologicamente, ne abbiamo già parlato tempo fa.

Che faccio continuo o riesci/riuscite già a vedere dove andrebbe a finire la riflessione?

Condivido tutto e mi soffermo un attimo sulla frase nerettata perchè trovo che quanto espresso sia una delle cause dei "guai" di cui stiamo parlando .
La società contadina intanto è caratterizzata dalla grande famiglia ( venti e più persone, nonna e tante zie cugine .... la mamma può lavorare nei campi anche un po' più in la') ed è verissimo che le chiavi della dispensa le teneva la Donna della famiglia .
Con l'arrivo del denaro/stipendio intanto la famiglia rimpiccolisce e per una notevole percentuale di uomini ( "molto" notevole ) la casa e i figli , l'impegno della donna in famiglia non è considerato lavoro perchè non è produttivo di reddito . La donna in casa svolge un suo ruolo naturale che proprio perchè "naturale" non ha da costarle fatica , la fatica è tutta dell'uomo che è l'unico che procura il cibo , l'unico che lavora e si stanca "giustamente" , l'unico che guadagna.
Le frasi con il "mantenere , mantenuta , io mantengo , si fa / ti fai mantenere........." abbondano e sono quasi immancabili ad ogni piccola crisi / litigio , l'aspetto economico è fonte di ricatto (l' uso dei verbi al presente non è errore grammaticale ) ed è venuto naturale per la donna cercare l'indipendenza economica attraverso l'unica fonte possibile, il lavoro fuori casa .
Io sono certa che se il lavoro della donna in casa avesse avuto il giusto riconoscimento e fosse stato seriamente valutato come in realtà è e cioè altrettanto produttivo di reddito di quello svolto fuori casa svolto dall'uomo ( a tacer d'altro , quanto meno sotto l'aspetto del risparmio che questo lavoro porta all'economia della famiglia ) , il movimento per l'emancipazione ,forse, si sarebbe limitato alle lotte per la conquista dei diritti dai quali le donne erano totalmente escluse ( siamo state ammesse al voto nel 1946 !!!!!!!!!).
Ma non ne sono certa; i problemi sono molto più complessi perchè la scarsa considerazione della figura femminile e la sua atavica "inferiorità" rispetto all'uomo sussisteva ( e sussiste ) indipendentemente dall'aspetto economico.
Come hai ben rilevato non è bastato guadagnare , ma per esperienza sul campo posso confermare che stante la situazione in cui purtroppo versa la famiglia oggi , guai se la donna non guadagnasse e non sto parlando dal punto di vista del bilancio familiare.

gibbi 09-03-2009 23.12.38

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 65862)
Non so se ci siamo capiti, infatti non riesco a capire bene il tono della tua risposta.
Anche io se le vedo giovani chiedo che programmi hanno, è un modo indiretto per chiederle dei figli però e in teoria non si dovrebbe.
Tu sei fortunata, se hanno esperienza già lavorano bene e possono andare in maternità dal quarto mese. Da me devono andarci subito per legge e, sempre per legge, non possono tornare che dopo nove mesi dal parto. Inoltre anche quelle che hanno un buon curriculum minimo minimo tre quattro mesi serve loro per gestirsi bene. Anche solo così la persona che assumo è un investimento... se poi ci mettiamo che siamo piccoli e in crescita e che la nostra crescita dipende quasi esclusivamente dalla costanza della qualità che forniamo capirai il disastro di una che resta incinta sei mesi dopo assunta. Inoltre sottolineo che non possiamo fare a meno di donne (anche se qualcuno da noi vorrebbe) sempre per un discorso qualità (neanche degli uomini, sempre per lo stesso discorso).

Detto questo va da se che sono del tutto insoddisfatto dell'attuale sistema. Ti dico come mi piacerebbe che fosse... mi lascio andare ad un sogno utopico, poi se è OT verrò fermato, se invece avremo voglia di continuare a migliorare il mio sogno, vuoi mai che da queste pagine esca un'idea interessante, se non proprio una proposta fattibile.

Quello che mi piacerebbe è assumere una famiglia. Dove mi lavora solo uno dei due... ovvero che assumo il lui o la lei non fa niente, vorrei passare loro uno stipendio che permetta a tutta la famiglia di vivere dignitosamente con solo quello. Ma lo vorrei per contratto... ossia io pago entrambi ma uno solo lavora e l'altro sta a casa.
Questo permetterebbe loro di fare figli e a me di avere il lavoratore. Non solo, avrei la garanzia che quello che mi lavora (che sia lui o lei) metta davvero su famiglia e ci si dedichi. Inoltre egli o ella avrebbe alle spalle un partner che lo sostiene nella sua attività, che magari gli da una mano nelle cose che può, ma soprattutto che lo agevola nella vita, perchè anche l'altro sarebbe responsabile del buon andamento della cosa. Specifico subito che la tipologia del lavoro fa si che la salute soprattutto pischica del lavoratore incide in modo determinante sulla qualità del lavoro. Inoltre se ha una famiglia e ha esperienza diretta delle sua dinamiche metà della cose che per un verso o per l'altro trova sul lavoro le capisce al volo.
Quindi io voglio che abbia una famiglia e voglio che la famiglia prosperi bene. Anzi, a questo proposito sarei disponibile a far rientrare nel contratto tutta una serie di bonus, e non parlo solo economici, a favore dei familiari... chessò contratti con dentisti, con scuole private, servizi vari che solo a pensarci me ne vengono in mente decine e che se volete elenco.
In cambio metteri una clausola: se si separano il lavoratore ha tot tempo per trovare un altro partner e aggiustare il contratto, se non lo fa lo penalizzo, perchè il lavoratore con famiglia alle spalle che funziona è molto più solido del single (o del farfallone/a).
Viceversa, per i giovani single che magari inziano ci sarebbero tutta una serie di convenienze per metter su famiglia... insomma tutta sta roba aiuterebbe anche Nike a buttar fuori i figli di casa della mamma.
Il problema che vedo è uno solo: i soldi. Ma se si volesse, non al mio livello ovviamente, si potrebbe fare. Anche domani.

Bon, ho solo abbozzato, potrei continuare... voi che ne pensate?

Io penso che ......Ray , formalmente chiedo di essere assunta subitoooooooooo , garantisco che mi impegnerò al massimo .......e preciso ( per quel che serve icon_mrgr: ) che ci sta anche mio marito. Quanto guadagno ???? :@@


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