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dafne 10-12-2007 17.28.25

Trasgredire
 
Non mi smbra che sia stata aperta una discussione specifica in merito, se c'è scusa.gif chiedo venia.
Mentre mi arrabattavo con i miei propositi sulle dipendenze mi sono accorta che col passare dei giorni diminuisce la mia attenzione e aumenta anche quello che è, penso, il desiderio di trasgredire. Al di là del caso specifico cos'è questa trasgressione che tante volte ci accende? E' sempre sbagliata? Ho provato a cercare il significato per avere un'indicazione in più e ne è uscito che deriva da trans- al di là, attraverso e grèdi-per gradi (passi). Il che non mi aiuta molto...magari Ray potrà essere più preciso. Il significato è disubbidire, andare oltre ai precetti. Nel mondo di oggi, specie nella pubblicità, si punta molto su questa trasgressione che pare faccia del trasgressore in questione una specie di eroe. Voi cosa ne pensate?

griselda 10-12-2007 17.48.48

Secondo me trasgredire è come quando hai un palloncino pieno d'aria in mano cerchi di schiaccare e farlo diventare piccolissimo ovvero di far sparire l'aria dentro. Ma l'aria che c'è non sparisce per quanto spingi o scoppia, oppure in uno degli interstizi che non tieni sotto controllo si crea un'altro palloncino confiando quella parte che è sfuggita al controllo. Quella è la trasgressione la bolla che fuoriesce e che permette al palloncino di non scoppiare.
Ho un'idea malsana della trasgressione? icon_mrgr:

dafne 10-12-2007 17.51.24

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 45276)
Secondo me trasgredire è come quando hai un palloncino pieno d'aria in mano cerchi di schiaccare e farlo diventare piccolissimo ovvero di far sparire l'aria dentro. Ma l'aria che c'è non sparisce per quanto spingi o scoppia, oppure in uno degli interstizi che non tieni sotto controllo si crea un'altro palloncino confiando quella parte che è sfuggita al controllo. Quella è la trasgressione la bolla che fuoriesce e che permette al palloncino di non scoppiare.
Ho un'idea malsana della trasgressione? icon_mrgr:


:U Gri mi perdoni vero se ti dico che non l'ho proprio capita? abbraccio:

griselda 10-12-2007 18.00.57

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 45278)
:U Gri mi perdoni vero se ti dico che non l'ho proprio capita? abbraccio:

Ma si figurati non mi capisco neppure io diavolo.g:abbraccio:
Intendo che mi pare, non che sono sicura, sia oltre il gradire ovvero il massimo sopportabile come compressione. E' un non sopportare più la tensione che crea quell'imposizione nella metafora lo schiacciare il palloncino. L'aria il desiderio compresso prima o poi esce da qualche parte dove trova la possibilità.

jezebelius 10-12-2007 18.24.38

Secondo me, quando si parla di trasgressione, la si può intendere anche in un significato positivo e non solo, prettamente negativo.
La possibilità che ci diamo intendendo per " trasgredire " l' andare al di la, forse indica la resistenza da un lato e nel contempo, in un certo senso, il rinforzarla, e dall'altro il limite oltre il quale si può o no andare e per conseguenza l'aumento di detta resistenza. Resistenza che, peraltro, individua il grado di sopportazione ( soggettivo ) a determinati stimoli ed oltre a ciò implica l'avere assorbito tutto di quel livello, precedente alla trasgressione.
Insomma una via definita che indica il solco all'interno del quale camminare/stare/comportarsi.
Va da se che se talvolta non trasgredisco un mio comportamento non ne conoscerò mai il limite, nè conoscerò se c'è possibilità di modificarlo. A patto che non mi venga indicato da ci è gia al di sopra. nulla toglie però, per conoscere, il potere fare esperienza.
Direi che la circostanza di assecondare una indicazione, nel senso di seguirla e la trasgressione rappresentino due lati della stessa medaglia in interconnessione.
La negatività e dunque l'attribuzione di questa ad un comportamento inerente un modo di fare, probabilmente, viene fuori dal fatto che un uscire dal seminato ossia, ancora, un andare al di la dai canoni usuali, viene fuori dalla condizione che non si è assorbito del tutto, o per nulla, ciò che invece sarebbe da studiare/valutare/vivere per quel livello. Un pretesa ad avere " sperimentato " quello che c'era da sperimentare e quindi un disubbidire alla regola, in alcuni casi imposta.
La società starborda di questo modo di fare ed anche la pubblicità ne è piena ( come rappresentazione di quella e delle " voglie " che veicola ). Come ne è pieno l'individuo.
Questo perchè, credo, indichi per un verso la frenesia, il cercare di vivere il più possibile lo stimolo che da una trasgressione ( errata ) deriva o anche la mania, la pretesa, di possedere, continuamente, tutti i livelli, anche se non si possiede coscienza di quello precedente. E' anche, in sintesi, un metro che si potrebbe utilizzare per misurare determinati comportamenti.

Ray 10-12-2007 23.04.11

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 45276)
Secondo me trasgredire è come quando hai un palloncino pieno d'aria in mano cerchi di schiaccare e farlo diventare piccolissimo ovvero di far sparire l'aria dentro. Ma l'aria che c'è non sparisce per quanto spingi o scoppia, oppure in uno degli interstizi che non tieni sotto controllo si crea un'altro palloncino confiando quella parte che è sfuggita al controllo. Quella è la trasgressione la bolla che fuoriesce e che permette al palloncino di non scoppiare.
Ho un'idea malsana della trasgressione? icon_mrgr:

Si icon_mrgr: , secondo me è una scusa. boccaccia:

Trasgredire vuol dire passare oltre. E' piuttosto semplice... si tratta di non ripettare le regole appositamente, sapendo di farlo.

Ovviamente c'è da discutere sulle regole in questione, giuste-sbagliate, imposte o meno, norme sociali decise dalla pubblicità eccetera eccetera...
ma in ogni caso, psicologicamente, trasgredire ha sempre quel certo sapore, quel gusto di oltrepassare un limite, quel brivido... alla ricerca di chissàcosa, di solito sensazioni, spesso vuoti anche se inconsciamente.

A mio modo di vedere l'unica cosa positiva del trasgredire è a livello di esperienza, di auto-conoscenza... non importa in cosa, molti hanno semplicemente la necessità di provare a trasgredire, vedi i vari comportamenti adolescenziali. Poi, anche grazie alla trasgressione ma non solo, si dovrebbe divenire capaci di passare da norme imposte a norme auto-imposte.

Quel che è tragico oggi è che sta viaggiando sempre di più il messaggio che si deve difendere il proprio diritto a trasgredire... ovviamente senza pagare dazio.

Eggià, perchè se trasgredisco, ci sono conseguenze. Che mi becchino o meno. Soprattutto se e quando trasgredisco a regole auto-imposte. Se lo faccio e sono un minimo consapevole so a cosa vado incontro e pago, opure non lo so e sto per scoprirlo e pagherò. Pretendere di trasgredire, pretendere che gli altri me lo permettano (e magari sperare che mi osannino) e pretendere di non pagare dazio è il tipico atteggiamento mentale che sta portando allo sfacelo questa società.

RedWitch 11-12-2007 12.21.48

Anche secondo me il trasgredire, è una ricerca di sensazioni forti, che arrivano nel momento in cui sto trasgredendo alla regola che sto violando (tipo il bambino che mette le mani nella marmellata pur sapendo che la mamma gli ha detto che non si tocca).So che sto facendo qualcosa che va contro alle regole, ma lo faccio lo stesso, sperando di non essere beccato. Se mi beccano, pago le conseguenze del mio gesto, se non mi beccano comuque la sensazione che mi resta è quella di aver fatto qualcosa che non dovevo (senso di colpa per non aver fatto il meglio, ma il peggio), e poi i conti li devo fare con la mia coscienza.. e pago lo stesso.

Autoimporsi delle regole , e poi non seguirle, puo' significare che non ho abbastanza volontà per perseguire l'obiettivo che mi sono imposto, per questo prima di darsi delle regole che poi si sa già di non riuscire a seguire, sarebbe meglio conoscere i propri limiti (ed essere onesti con sè stessi nell'ammetterli) ed in base a quelli stabilire regole, un darsi obiettivi non troppo alti che pero' implichino uno sforzo (un po' come stiamo facendo nel Salone con le dipendenze) e man mano aumentare.. altrimenti se si chiede troppo , tutto e subito è facile che alla prima difficoltà il piccolo io di turno (icon_mrgr:) ci fa deviare dell'obiettivo..

:C:

Astral 11-12-2007 13.20.35

Hai fatto posto al tema del senso di colpa, dovuto alla trasgressione, anche se non è proporzionale.

Mi spiego meglio: io posso aver dei sensi di colpa enormi anche su ciò che in realtà non ho trasgredito ( magari era un mio diritto) ma che una parte di me piuttosto rigida condanna e vede come grave.

( ad esempio sentirmi enormente in colpa per uno strappo alla dieta).

Viceversa, posso trasgredire, fare qualcosa di grave, e non pormi nessun problema.

( Ad esempio un killer che uccide non per odio ma per lavoro).

turaz 11-12-2007 14.26.20

beh li mi sa che subentra l'importanza di conoscere i messaggi che giungono dall'anima.. e quelli che giungono da altro...:)))
per quanto riguarda la "trasgressione" idem.
ciò che arriva dall'anima se non completamente espresso può portare a desiderare di "liberarsi" trasgredendo (ossia superando i limiti pre-imposti)
questione di equilibrio.
per esempio...
per uno abituato in casa a dare completamente retta ai genitori senza mai porsi domande magari già l'iniziare a fare qualcosa senza che i genitori sappiano per capire se stesso è trasgressione
e quel qualcosa per esempio può essere semplicemente andare dal vicino di casa...:))

ciauzz

stella 11-12-2007 17.38.53

Anche per conto mio trasgredire significa andare al di là dei limiti imposti o autoimposti, consapevolmente.
Trasgredire può dare un senso di onnipotenza, cioè di poter fare tutto, ma, come dice bene Ray, si paga comunque il dazio, sia che lo si faccia di nascosto (ma si pagherà per la fatica di non venire scoperti) sia che lo si faccia platealmente (e in questo caso si pagheranno le conseguenze).
La trasgressione può essere utile se ci si vuole mettere alla prova, per vedere fin dove si può arrivare, ma c'è sempre un limite autoimposto anche nella trasgressione.
Quindi in ultima analisi si tratta della propria volontà, dopo aver valutato gli eventuali rischi...
Ma quando le regole vanno troppo strette, allora c'è proprio la voglia di trasgredirle, e nella nostra società ne vediamo tanti esempi...
E' importante che le regole e le leggi ci siano, ma altrettanto importante fare in modo che non venga la voglia di trasgredirle perchè ritenute ingiuste, e ancora più importante che chiunque le oltrepassi paghi la giusta penale.
Infatti certe volte si vede qualcuno che trasgredisce restando impunito, e allora il ragionamento potrebbe essere se lo fa quello perchè non fare altrettranto???
Ma qui si verrebbe a creare un'anarchia, ognuno farebbe quello che gli pare e a questo punto non esisterebbe nemmeno la trasgressione.
Perciò la trasgressione impone che ci siano delle regole rispettate da tutti.
Nella trasgressione a regole autoimposte, invece, siamo noi stessi che spostiamo i paletti, ma anche qui, se vogliamo darci delle regole che riteniamo giuste per noi, dobbiamo rispettarle... se trasgrediamo dobbiamo chiederci perchè, visto che quelle regole ce le siamo imposti noi...
In seconda dovremmo stabilire oltre alle regole anche il dazio da pagare in caso di trasgressione, o ammettere che sono strette per noi e allargare un po' i paletti, fino a raggiungere l'obiettivo di non trasgredire più...
perciò, in ultima analisi, conoscere se stessi e fissare bene l'obiettivo da raggiungere.

jezebelius 11-12-2007 18.52.20

Mhm...non sono del tutto d'accordo che chi trasgredisce, chi ad esempio viola una regola, sia auto-imposta o sia imposta dalla società, lo fa con consapevolezza.
Anzi forse farei meglio a scindere le due dimensioni come ha fatto Ray, quindi:
Regola imposta dalla società
Auto-imposizione della regola, dopo averla " assorbita" e fatta propria.
A guardare bene ciò che accade in giro, mi pare di vedere trasgressione generalizzata in quasi tutti i comportamenti, almeno stando nella categoria " regola sociale ".
L'uscita dagli standard imposti da detta "regola", secondo me va analizzata sotto altra luce.
Se è vero quindi che si può andare oltre la regola ( interna ed auto-imposta o sociale ), vale a dire si trasgredisce consapevolmente per auto-conoscenza, nel senso di "test " per i propri limiti, è anche vero, forse di più rispetto al primo caso, che si trasgredisce " solo " per andare controcorrente, rispetto alla massa, infischiandosene sia di questa e sia della probabile utilità, e quindi del fine, che la regola porta con se.
Altra cosa. Mi pare che la trasgressione porti con se un messaggio ovvero ne veicoli la sostanza e che quindi, forse, può essere letta in altra chiave.
Un certo tipo di comportamento - per esempio correre al sabato sera con l'auto oltre i limiti consentiti e per di più ubriachi alla guida - può essere sintomo o funzione di un modo di comunicare, probabilmente, visti i risultati, errato ma che chiede aiuto al contempo. Un " segnale " che ricorre alla trasgressione per palesarsi e manifestare la sofferenza di una condizione, di uno status. Figlia,forse, anche questa di condizionamenti collettivi in cui sguazza, senza saperlo, la società.
La trasgressione insomma è un confine, secondo me, che indica fin dove ci si può spingere ma indica anche che, talvolta, la sua consapevolezza è ben lontana dall'esser raggiunta. Non mi pare che chi corre al sabato sera, tornando all'esempio di prima, sia consapevole del messaggio; anzi forse questo è mascherato da illusoria conformazione ad un "saper fare", per, appunto, essere oltre.

Ray 11-12-2007 21.08.42

Intendevo consapevole di oltrepassare una regola Jez (sennò che trasgressione è?). Certo che uno può non essere consapevole dei veri motivi per cui trasgredisce anzi, nella quasi totalità dei casi è proprio così... sta dando un messaggio a se stesso passando per gli altri. Ho detto quasi totalità perchè può darsi il caso, come anche tu suggerisci, che qualcuno di consapevole "programmi" una trasgressione per lanciare un messaggio (mi vengono in mente i fiori nei cannoni, ma anche altro) ma a quel punto diventa un gesto simbolico e cambia una cosa... quel gusto, quella sensazione di trasgressione in questo caso non c'è.

turaz 12-12-2007 10.32.56

nella nostra società per come è strutturata a livello di coscienza collettiva noi tutti siamo dei "trasgressori" all'occhio dell'uomo comune...

Ray 12-12-2007 20.36.18

Citazione:

Originalmente inviato da turaz (Messaggio 45432)
nella nostra società per come è strutturata a livello di coscienza collettiva noi tutti siamo dei "trasgressori" all'occhio dell'uomo comune...

Verissimo. Ma sai che forse non solo all'occhio comune? Come l'adolescente per crescere a quasi bisogno di una certa dose di trasgressione, forse da un certo punto di vista anche chi cerca di crescere spiritualmente per certi versi può averne... era Cioran mi pare che diceva che l'Opera era "contro Dio"...

turaz 13-12-2007 10.03.25

a mio avviso la parabola del figliol prodigo spiega molto bene da un certo punto di vista la cosa.

ciauzz

dafne 13-12-2007 10.32.53

Ci ho pensato un pò su e ho la sensazione che alle volte trasgredire è sia un bisogno di disubbidire,quasi di fare un dispetto (anche se alla fine ci si fa i dispetti solo a se stessi) sia anche una forma di trasgressione necessaria alla crescita, un pò come quel disubbidire dell'adolescente che mette alla prova i suoi genitori si ma anche la sua forza,c'è uno scrittore famoso, Coelho credo, che dice che accettiamo un fatto,un principio, solo dopo che lo abbiamo negato fin nel profondo.
Trasgredire qualche volte serve a capire se siamo disposti a fare quella cosa oppure no, per esempio, ho sempre avuto la certezza che non avrei trasgredito drogandomi ma per quanto riguarda il fumare (di sigaretta) ho dovuto farlo per capire che non m'interessava.
Sarebbe interessante analizzare la similitudine di suono tradire-trasgredire.
:C:

Ray 13-12-2007 13.13.17

Citazione:

Originalmente inviato da turaz (Messaggio 45521)
a mio avviso la parabola del figliol prodigo spiega molto bene da un certo punto di vista la cosa.

ciauzz

Da quale?

turaz 13-12-2007 13.21.26

da QUESTO

Uno 13-12-2007 13.50.06

Forse

Astral 13-12-2007 14.24.28

C'è differenza tra ciò che è veramente trasgressivo, e ciò che invece è considerato trasgressivo?

Ad esempio anche Galileo Galilei per la sua epoca era un trasgressivo, però a volte grazie al coraggio di alcune persone " trasgressive" che si va avanti.

Tuttavia la trasgressione fine a se stessa, a mio avviso, porta all'involuzione.

Fare il trasgressivo per atteggiarsi a qualcuno o per mostrare la propria incoscienza, è diverso che andare contro a convenzioni sociali troppo statiche, da paralizzare il progresso ( di ogni genere).

Inoltre oggi giorno si trasgredisce senza criterio, e senza la conoscenza della tradizione (generale).

Ad esempio nella religione,politica ma anche cultura, se proprio voglio separarmi da certi atteggiamenti, devo prima conoscerli e poi estirpare le radici (al limite).

leggo.gif :er:

turaz 13-12-2007 14.27.09

c'è differenza eccome a mio parere.
molto spesso si giudica "trasgressivo" colui che magari è solo differente da noi...

griselda 13-12-2007 14.45.12

Non ho ancora l'idee chiare. :@@
Mi è venuto in mente: il fine giustifica i mezzi. Ovvero se trasgredisco per un fine cioè esco dalle regole che possono essere state imposte dalla società etc per un fine nobile è solo in quel caso che si può trasgredire? O la trasgressione è out e basta?
fiori.gif

dafne 13-12-2007 15.02.59

Credo che sia anche importante considerare se e chi travolgiamo con la nostra trasgressione...
Oggigiorno si trasgredisce spesso solo perchè va di moda farlo, tra un pò non sarà più trasgressivo neanche quello.
Quella si è una trasgressione fine a se stessa, è un passare oltre senza andare da nessuna parte, è bere un grappino per trasgedire ma invece di aver passato qualcosa ci si ritrova a berlo riberlo riberlo.Come dire. C'è solo il piacere mentale di aver infranto un qualcosa ma senza raccogliere i cocci non sappiamo più nè cosa abbiamo rotto (dopo un pò che si trasgredisce la stessa regola non c'è più gusto no?) nè che cosa ne abbiamo raccolto.
nonso.gif
Galileo ha trasgredito, e ha raccolto.
fiori.gif

turaz 13-12-2007 15.34.04

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 45555)
Non ho ancora l'idee chiare. :@@
Mi è venuto in mente: il fine giustifica i mezzi. Ovvero se trasgredisco per un fine cioè esco dalle regole che possono essere state imposte dalla società etc per un fine nobile è solo in quel caso che si può trasgredire? O la trasgressione è out e basta?
fiori.gif

provo a mettere una pulce...
supponiamo che tutti in nome di un "nobile" fine trasgrediscano insieme.
escano da un preconfezionato concetto e si spingano oltre...
non è ciò che forse da solo ha fatto a suo tempo Gesù ad esempio?

RedWitch 13-12-2007 17.15.18

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 45555)
Mi è venuto in mente: il fine giustifica i mezzi. Ovvero se trasgredisco per un fine cioè esco dalle regole che possono essere state imposte dalla società etc per un fine nobile è solo in quel caso che si può trasgredire? O la trasgressione è out e basta?

Io credo che questa non sia trasgressione. Se sono cosciente, e mi comporto in un modo che gli altri non comprendono, scelgo quello che dal mio punto di vista è il bene maggiore in un certo momento non sto trasgredendo per trarne un piacere momentaneo personale (a volte trasgredire a certe regole fa soffrire, sembra più comodo seguirle).

Poi come diceva sopra Ray, sarebbe da vedere che tipo di regole (se a 30 anni mia madre mi impone cose assurde per tenermi legata a sè, cerco di fare in modo di liberarmi, dai suoi condizionamenti pur trasgredendo ai suoi occhi. Se a 30 anni vivo ancora sotto il tetto dei miei genitori e loro cenano alle 19,30, io devo fare in modo di essere a tavola a quell'ora e di seguire le regole della casa in cui vivo, se ogni sera mi faccio gli affari miei rincaso quando capita e poi voglio anche la cena calda.. non va bene).

Se mi impongo di non mangiare la pasta alla sera, e poi la mangio, trasgredisco ad una regola che mi sono data io stessa, nel momento in cui mangio voracemente ho un appagamento momentaneo e dopo mi sento in colpa , mi arrabbio con me stessa, e alla lunga sto male fisicamente.. pago.

La vedo così.. fiori.gif


Citazione:

Originalmente inviato da turaz
provo a mettere una pulce...
supponiamo che tutti in nome di un "nobile" fine trasgrediscano insieme.
escano da un preconfezionato concetto e si spingano oltre...
non è ciò che forse da solo ha fatto a suo tempo Gesù ad esempio?

sì.. bisognerebbe essere Svegli e anche in questo caso, non la vedo come trasgressione.

:C:

jezebelius 13-12-2007 18.42.08

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 45387)
Intendevo consapevole di oltrepassare una regola Jez (sennò che trasgressione è?).

Mi rendo conto che sono andato al di la o meglio ho allargato troppo. La questione della ( mancanza di ) consapevolezza, forse non centra il problema e quindi, ancora, lo prende alla larga.
Dando per certo che chi trasgredisce, sicuramente lo fa per altri motivi ma non lo sa, anzi è convinto che lo fa per essere " al di la " da una conformazione standard, volevo collegarmi un attimo a quel che avete detto più su, riprendendo anche il discorso resistenza.
Chi trasgredisce, talvolta, va oltre sia ad una regola imposta dalla società e sia ad una regola " sua " interna.
Nel caso di Galileo, se, forse, non avesse trasgredito andando contro tutti ed il pensiero di questi, forse il risultato oggi sarebbe diverso.
E' anche attraverso la trasgressione, insomma, che si fa una società ossia si rompono gli schemi quando per quelli fino ad allora adottati, ci si rende conto che è arrivato il momento di cambiarli, ovviamente non in questi termini " consapevoli ". Qui allora c'è costruzione sicuramente. Si sposta un limite, si aumenta la resistenza oserei dire.
Nel caso invece di trasgressione fine a se stessa, forse, si ha l'illusione di " aumentare " la resistenza, vivendo nella stessa illusione di " andare contro tutto" ma è anche vero che chi trasgredisce ovvero, per altro verso, adotta un comportamento che comunque, se pure con modalità interiori, individua un limite massimo entro cui manovra un certo comportamento, comunque, si presume, potrebbe spostare un paletto, aumentando anche in questo caso, la resistenza.
Per trasgressione fine a se stessa credo che si possa intendere qualsiasi "tipo " di trasgressione.
Solo dopo, con l'esperienza, si può arrivare a capire di aver messo in campo qualcosa che nel passato, per certi versi, era errato ma che comunque ha portato frutto nel futuro. Che ne dite? :C:

Ray 13-12-2007 23.24.46

Citazione:

Originalmente inviato da turaz (Messaggio 45533)
da QUESTO

Sai, da un certo punto di vista icon_mrgr: sono contento di questa tua re-azione per il fatto che è più palese e quindi meno repressa delle solite. Sei stato bravo, hai trasgredito. icon_mrgr:

Tuttavia, dato che stiamo parlando del topic e tu hai fatto un post che dice

"a mio avviso la parabola del figliol prodigo spiega molto bene da un certo punto di vista la cosa."

e non dice null'altro, vorrei davvero sapere da che punto di vista la trasgressione è legata alla parabola del figliol prodigo, non è una provocazione la mia, vorrei che spiegassi. Qualcosa ad intuito intravedo ma molte cose di questa tua connessione non mi tornano quindi ti esorto a spiegare il tuo pensiero, se hai piacere/voglia. Grazie.

Ray 13-12-2007 23.30.29

Citazione:

Originalmente inviato da jezebelius (Messaggio 45587)
Mi rendo conto che sono andato al di la o meglio ho allargato troppo. La questione della ( mancanza di ) consapevolezza, forse non centra il problema e quindi, ancora, lo prende alla larga.
Dando per certo che chi trasgredisce, sicuramente lo fa per altri motivi ma non lo sa, anzi è convinto che lo fa per essere " al di la " da una conformazione standard, volevo collegarmi un attimo a quel che avete detto più su, riprendendo anche il discorso resistenza.
Chi trasgredisce, talvolta, va oltre sia ad una regola imposta dalla società e sia ad una regola " sua " interna.
Nel caso di Galileo, se, forse, non avesse trasgredito andando contro tutti ed il pensiero di questi, forse il risultato oggi sarebbe diverso.
E' anche attraverso la trasgressione, insomma, che si fa una società ossia si rompono gli schemi quando per quelli fino ad allora adottati, ci si rende conto che è arrivato il momento di cambiarli, ovviamente non in questi termini " consapevoli ". Qui allora c'è costruzione sicuramente. Si sposta un limite, si aumenta la resistenza oserei dire.
Nel caso invece di trasgressione fine a se stessa, forse, si ha l'illusione di " aumentare " la resistenza, vivendo nella stessa illusione di " andare contro tutto" ma è anche vero che chi trasgredisce ovvero, per altro verso, adotta un comportamento che comunque, se pure con modalità interiori, individua un limite massimo entro cui manovra un certo comportamento, comunque, si presume, potrebbe spostare un paletto, aumentando anche in questo caso, la resistenza.
Per trasgressione fine a se stessa credo che si possa intendere qualsiasi "tipo " di trasgressione.
Solo dopo, con l'esperienza, si può arrivare a capire di aver messo in campo qualcosa che nel passato, per certi versi, era errato ma che comunque ha portato frutto nel futuro. Che ne dite? :C:

In qualche modo in effetti trasgrediamo sempre a regole interne. Altrimenti non è trasgredire. Ovvero, anche se consapevolmente andiamo contro una regola che troviamo ingiusta e pensiamo sia necessaria una trasgressione, se viviamo la cosa come trasgressione e non come semplice opzione, vuol dire che volenti o nolenti quella regola seppur ingiusta l'abbiamo introiettata... e stiamo trasgredendo in primis per liberarci di essa, cosa che non ci riesce con la semplice decisione. In secundis poi vogliamo mandare un messaggio eccetera.

Quindi il desiderio di trasgressione, giudicato "sano" dalla nostra nalisi consapevole, nasce dal bisogno di liberarci da qualcosa che ci è stato in qualche modo inculcato (o ci siamo inculcati da soli) e compiamo con la trasgressione un'azione dirompente sulla sovrastruttura che vogliamo abbattere... da li il brivido.

Come ogni cosa "sana" viene spesso usata anche come moda o altre degenerazioni, come giustamente dici sul trasgredire fine a se stesso, che ricordo essere corrispondente a "senza scopo". Purtroppo è quasi sempre così... come sempre per via della consapevolezza.

turaz 14-12-2007 10.07.07

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 45610)
Sai, da un certo punto di vista icon_mrgr: sono contento di questa tua re-azione per il fatto che è più palese e quindi meno repressa delle solite. Sei stato bravo, hai trasgredito. icon_mrgr:

Tuttavia, dato che stiamo parlando del topic e tu hai fatto un post che dice

"a mio avviso la parabola del figliol prodigo spiega molto bene da un certo punto di vista la cosa."

e non dice null'altro, vorrei davvero sapere da che punto di vista la trasgressione è legata alla parabola del figliol prodigo, non è una provocazione la mia, vorrei che spiegassi. Qualcosa ad intuito intravedo ma molte cose di questa tua connessione non mi tornano quindi ti esorto a spiegare il tuo pensiero, se hai piacere/voglia. Grazie.


tempo fa ricordo un quadro che rappresentava bene ciò che intendo dire (forse era di Leonardo ma non ricordo)
il "figlio" che sceglie di allontanarsi dal "padre" e seguire la via della conoscenza personale rappresenta quel "momento" di ciascuno di noi ove qualcosa ci dice di cercare la nostra via. A quel punto il figlio sbatte contro gli estremi della sua I.P. e comprende qualcosa in più.
torna dal padre con una nuova consapevolezza.
non è più figlio ma FIGLIO e il padre lo accoglie a braccia aperte e gli fa festa grande.
il FIGLIO è consapevole.
mentre l'altro figlio che è rimasto con lui da sempre non lo è.
IL figlio inizialmente ha trasgredito, ha pagato pegno dell'estremo, ha compreso ed è rientrato nell'equilibrio con una nuova consapevolezza che prima non aveva.

Astral 14-12-2007 10.35.18

Carina come interpretazione: tra esoteristi e cattolici questa è una delle parabole con le più svariate intepretazioni.

Tuttavia di quello che hai scritto condivido il fatto, che purtroppo a volte molte genitori sono protettivi, e per questo modo di fare, non ci permettono di fare da soli le giuste esperienze.stosvegli:


:C:

stella 14-12-2007 13.31.35

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 45635)
Carina come interpretazione: tra esoteristi e cattolici questa è una delle parabole con le più svariate intepretazioni.

Tuttavia di quello che hai scritto condivido il fatto, che purtroppo a volte molte genitori sono protettivi, e per questo modo di fare, non ci permettono di fare da soli le giuste esperienze.stosvegli:

:C:

Il padre della parabola ha permesso che il figlio facesse tutte le sue esperienze, non lo ha certamente obbligato a stare a casa vicino a lui.
Casomai è il padre che trasgredisce al concetto che di solito ci si fa di un padre, e cioè che dovrebbe punire il figlio per aver sperperato la sua parte di eredità, invece, contro ogni logica, soprattutto agli occhi del fratello maggiore, gli fa festa e lo accoglie a braccia aperte, cosa che viene vissuta come ingiusta dall'altra fratello.
Per Dio non esiste la trasgressione, esiste l'esperienza che ci si può fare, e in base a questa esperienza l'acquisto una nuova consapevolezza.
Per questo si dice anche che le vie del Signore sono infinite...

cassandra 14-12-2007 14.02.54

Infatti anch'io penso che ci sono trasgressioni e trasgressioni,anche una bugia è un esempio secondo me...in pratica si trasgredisce più spesso di quanto si pensa.
A 17 anni non avevo mai preso l'aereo,da sola mi sono organizzata e son partita per Milano,lì sono rimasta per 4/5 ore e poi sono tornata a casa...questa è solo una delle 1000 volte che ho trascurato le regole imposte per sentirmi libera,grande,capace...e devo dire che a parte gli imprevisti è stato bello fare,anche se capisco oggi che mi è andata anche troppo bene all'epoca.La trasgressione è un rischio,un brivido,qualcosa che lascia comunque un segno su chi la compie e nasce in ognuno per motivi diversi...quella voglia di fare qualcosa,di spingersi oltre anche per poter determinare cosa ti piace e cosa no,un modo per conoscere il mondo e se stessi più profondamente.
E'chiaro che non tutte le trasgressioni hanno un lieto fine,un senso,ad esempio quelle sessuali possono portare chi le compie molto giù,anche in questo campo avevo un tarlo,una fantasia e averla vissuta mi ha fatto rendere conto che non era per me,che a volte l'idea è più atrente della pratica,ma se non avessi provato non avrei mai potuto saperlo...per non parlare di vita notturna,locali particolari,ho girato mezza Italia e non solo ed ho conosciuto persone,visto di tutto e di più, ma la mia trasgressività era abbastanza controllata,diciamo che avevo la capacità di far esperienza senza incorrere in problemi,o situazioni spiacevoli o eccessive.Penso che anche quel che facciamo dipende molto da come ci sentiamo,da che fase della vita è,nel senso che se sei positiva,più o meno stabile, difficilmente diventi autolesionista seppur trasgressiva,mentre mi è capitato in una fase nera di compiere azioni forti,perchè non c'ero proprio con la testa,anzi la mia testa diceva "chi se ne frega..qua tutti fanno ciò che vogliono,perchè tu no?".dry.gif Fatto sta che se hai dei principi radicati alcune cose non le fai,dipende molto dalle persone,dal carattere e dalle predisposizioni (ad esempio ho bevuto alcolici per divertimento,ma non ho mai guardato un uomo impegnato anche quando questi si avvicinavano con fare suadente,ho sempre pensato non fare ad altri quel che non vorresti fosse fatto a te),questo solo per dire che tutto parte da dentro,se non vuoi,non senti, certe cose non le fai e basta,trasgredire si ma sulla propria pelle,non coinvolgendo altre persone è già un piccolo atto di coscienza.Poi si sa il percorso della vita ti porta a scegliere e la cosa importante è quella di capire bene perchè certi stimoli ti prendono,mentre altri no...appunto come diceva Ray cosa ci stiamo dicendo quando siamo in procinto di agire...che messaggio ci stiamo mandando,di sicuro la consapevolezza facilita le cose seppur blanda,ma quando questa arriva nel frattempo abbiamo già fatto alcune esperienze,ricapitolarle può essere uno dei modi per riacchiappare i soliti pezzi dispersi...
Concludo dicendo che se tornassi indietro molte cose le rifarei perchè a dirla tutta certe trasgressioni mi sono state utili e non le rinnegherei mai.
:C:

turaz 14-12-2007 14.08.49

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 45635)
Carina come interpretazione: tra esoteristi e cattolici questa è una delle parabole con le più svariate intepretazioni.

Tuttavia di quello che hai scritto condivido il fatto, che purtroppo a volte molte genitori sono protettivi, e per questo modo di fare, non ci permettono di fare da soli le giuste esperienze.stosvegli:


:C:

anche se la trovavi "disgustosa" a me non cambia nulla :))))
cmq pensa al povero fratello che rimane con il padre :)))

dafne 12-02-2008 11.28.11

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 45576)
Io credo che questa non sia trasgressione. Se sono cosciente, e mi comporto in un modo che gli altri non comprendono, scelgo quello che dal mio punto di vista è il bene maggiore in un certo momento non sto trasgredendo per trarne un piacere momentaneo personale (a volte trasgredire a certe regole fa soffrire, sembra più comodo seguirle).



Se mi impongo di non mangiare la pasta alla sera, e poi la mangio, trasgredisco ad una regola che mi sono data io stessa, nel momento in cui mangio voracemente ho un appagamento momentaneo e dopo mi sento in colpa , mi arrabbio con me stessa, e alla lunga sto male fisicamente.. pago.

La vedo così.. fiori.gif


:C:


Può essere che qualche volta la trasgressione diventi una vera e propria dipendenza? Voglio dire, tralasciando le grandi menti che trasgrediscono al pensiero comune per un'idea in cui credono al punto di sacrificare la comprensione delgli altri pur di portarla avanti,trasgredire può essere un tentativo che mettiamo noi stessa in opera per darci una specie di sveglia? E se poi quella sveglia non funziona continuiamo a suonarla e suonarla perchè dipendenti dall'adrenalina scatenata? Questo per esempio lo vedo nelle persone che hanno bisogno di sport estremi..però non c'è solo quel tipo di trasgressione
dry.gif per seguire l'esempio di Red m'impongo di non mangiare dolci la sera, poi una sera trasgredisco, allora ci sono due possibili strade, il senso di colpa per aver trasgredito e il piacere procurato dall'averlo fatto. Insomma dai, dico e sento dire spesso che il dolce mangiato quando non si può ha più gusto.
E se il trasgredire alla regola in questo caso, quello del dolce, fosse un modo un pò subdolo per perpetuare la dipendenza? Mi spiego, decido di non mangiare dolci, per un pò ce la faccio, quando arrivo al picco della dipendenza (il momento in cui gli alcolisti vedono gli omini verdi e vanno in astinenza più o meno) invece di sforzare cedo e trasgredisco e li ricomincia il tutto..
blink.gif

RedWitch 12-02-2008 18.05.38

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 49349)
Può essere che qualche volta la trasgressione diventi una vera e propria dipendenza? Voglio dire, tralasciando le grandi menti che trasgrediscono al pensiero comune per un'idea in cui credono al punto di sacrificare la comprensione delgli altri pur di portarla avanti,trasgredire può essere un tentativo che mettiamo noi stessa in opera per darci una specie di sveglia? E se poi quella sveglia non funziona continuiamo a suonarla e suonarla perchè dipendenti dall'adrenalina scatenata? Questo per esempio lo vedo nelle persone che hanno bisogno di sport estremi..però non c'è solo quel tipo di trasgressione

Credo di sì Daf, mi sono fatta l'idea che più si dorme e più in qualche modo inconsciamente cerchiamo una scossa che ci svegli. Solo che dura poco ..e il problema diventa quando quella scossa non basta più perchè il corpo si abitua, e allora per riprovare le stesse sensazioni aumentiamo "la dose" (che siano sostanze o ricerca di emozioni forti attraverso sport estremi o altro) e ne perdiamo il controllo...
Credo che inconsciamente cerchiamo un modo per svegliarci, e se non lo sappiamo fare diversamente incappiamo in questo tipo di esperienze..

Citazione:

dry.gif per seguire l'esempio di Red m'impongo di non mangiare dolci la sera, poi una sera trasgredisco, allora ci sono due possibili strade, il senso di colpa per aver trasgredito e il piacere procurato dall'averlo fatto. Insomma dai, dico e sento dire spesso che il dolce mangiato quando non si può ha più gusto.
E se il trasgredire alla regola in questo caso, quello del dolce, fosse un modo un pò subdolo per perpetuare la dipendenza? Mi spiego, decido di non mangiare dolci, per un pò ce la faccio, quando arrivo al picco della dipendenza (il momento in cui gli alcolisti vedono gli omini verdi e vanno in astinenza più o meno) invece di sforzare cedo e trasgredisco e li ricomincia il tutto..
Questo pero' credo che dipenda da noi .. se una sera cedo e trasgredisco, toccherà a me scegliere se la sera dopo raccontarmi che "tanto non ce la faccio" o fare un piccolo sforzo.. dipende se quello che voglio veramente è non mangiarlo quel dolce..
In quello che hai scritto sugli alcolisti ci vedo anche il fatto che spesso smettiamo di colpo di fare una cosa che invece siamo abituati a fare da anni... credo sia importante (dove si puo') non esagerare con il pretendere tutto e subito e andare per gradi progressivi.. perchè altrimenti è inevitabile ricaderci e tornare daccapo oppure spostare quella stessa dipendenza su altro..


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