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Talento
Visto che questa parola gira parecchio in forum in questo periodo, proviamo a vederne il significato?
Per talento si intende una particolare predisposizione in qualche cosa, arte o lavoro.. si dice ha talento per la musica, la poesia etc.. Essere portati verso, tendere direi. Questo talento pero' è potenziale, va quindi sviluppato anche se vi una naturale predisposizione, se non ci si lavora su rimane potenziale.. mi è tornato in mente l' "aguzzare l'ingegno" di cui parlava Uno.. Mi chiedevo se tutti in potenza abbiamo qualche talento.. a scuola si diceva è portato per la matematica, piuttosto che per l'italiano etc.. ad ognuno il proprio insomma.. per svilupparlo pero' bisognerebbe seguire le proprie inclinazioni.. Talento era anche una unità di misura usata in Grecia ; moneta convenzionale per indicare il peso o il valore di monete reali.. in origine pero' talento significava bilancia e pesare Ho trovato anche un altro significato, che darebbe l'origine di talento come sopportare.. sopportare un peso.. che il talento qualche volta possa diventare un peso?:U |
Ho cercato la parola sul web... ed ho trovato questo...
ta|len|tó|so aggettivo... che dimostra talento e ingegno... desideroso, voglioso Per ingegno s'intende la naturale potenza d'intendere, d'inventare, di disporre, di operare, dello Spirito umano. Pure nel senso di ordigno, macchina. Desiderio... movimento della volonta' verso cosa che ci manca... pure appetito. In sintesi direi... che il talento e' una potenzialita'/volonta' dello Spirito di andare verso una mancanza. |
Citazione:
Ho letto che un talento era qualcosa che andava pesato aveva quindi una contropartita. Da qui l'impiego dei propri talenti dei propri pesi peso come valore da reimpiegare e non sotterrare ovvero non tenere per se come nei Vangeli. Talento unità di misura per lo scambio tanto peso tanto devo dare. Più il mio talento pesa più dovrà pesare la contropartita. Mamma mia mi sono persa manata.gif |
Ho guardato sul dizionario per vedere se trovavo qualcosa in più...ho trovato una parola che non avevo mai sentito: maltalento che significa: rancore malanimo.
Poi ho proseguito ho cercando il contrario di rancore: comprensione perdono indulgenza. |
vorrei vederla da un punto di vista diverso....
talento applicato alle arti mi sta bene..... ma anche come compito/scopo/motivo di vita.... in floriterapia...si dice che alcuni disagi nascono dall' insoddisfazione.... ci sono persone che si barcamenano in un sacco di attività....sempre alla ricerca della soddisfazione.... in mancanza di questa...subentra (ma non solo) il disagio..... un esempio dei miei? ( e lo so che gioite icon_mrgr: )boccaccia: un avvocato prevede per il suo figlioletto...un brillante futuro nel foro...degno successore del padre e magari anche del nonno..... il pargolo però....adora la terra....i fiori...e i semini..... un perfetto...innato....giardiniere provetto..... crescendo seguirà le orme paterne....e non la sua innata passione (talento?) per il giardinaggio.... sarà un avvocato felice? forse si....ma sarà insoddisfatto...? il discorso sui talenti apre infiniti modi di vedere e sentire... p.s. però! sto discorso dei genitori...si ficca proprio ovunquestrabuzza: |
Si tende a vedere i talenti come delle propensioni, delle tendenze in una certa direzione e non in una'altra. Credo sia limitativo.
I talenti della parabola sono delle cose in più... qualcosa da spendere per guadagnare, qualcosa da investire. Non viene detto come... solo di farlo... |
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Poi il fatto di guadagnarsi da vivere facendo un lavoro diverso dipende da tante cose, sono scelte ma credo che l'avvocato anche se soddisfatto per il suo lavoro, se tutto ad un tratto decidesse di sfruttare il talento che ha per dedicarsi completamente a fare il giardiniere realizzarebbe veramente se stesso. |
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Indubbiamente ad ogni talento corrisponde un onere, un dovere... una responsabilità verso se stessi in primo luogo. A chi non ha capacità viene perdonato quello che manca, viene aiutato... ma a chi ha già talento non viene concesso altro, anzi, viene richiesto di più degli altri... E come potrebbe essere diversamente? Chi ha più capitale non può fruttare come gli altri, sarebbe segno di scarsa capacità economica e investimenti sbagliati... |
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Lo so sono contorta diavolo.g: |
La parabola dei talenti punisce quello che aveva sotterrato il suo. Non aveva investito, non aveva speso, non aveva rischiato di perdere.
Investire per guadagnare implica rischio di perdita. Ma per guadagnare qualcosa, devo pagare. Se non pago non otterrò nulla. Inoltre negli investimenti si paga prima, senza sapere se si guadagnerà o meno e senza sapere quanto. Se non si è disposti ad investire non ci si muove di un millimetro. |
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Quando pago ottengo immediatamento un risultato, ad esempio un servizio, un oggetto, una prestazione, ecc ecc. Quando investo non ho proprio niente in cambio, ma come dici sono in attesa di vederne i frutti ma non mi aspetto ne positivo ne negativo, semmai spero.. Possiamo trasportare lo stesso concetto nel dare senza aspettative. Chi mette a frutto il suo talento non lo fa per ottenere un risultato, ma da se stesso. Chi si esercita senza talento aspetta un risultato. |
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Tutti hanno un talento... ognuno di noi ha la possibilità di rischiare... ma non tutti rischiano per la paura di perdere quel poco che si ha (false certezze).... ma non si vive di rendita... Chi ha un talento e rischia può ottenere di più ma non vi è garanzia. |
E' possibile che eventi ed esperienze della vita ci facciano scoprire e intraprendere, vie talentuose diverse.
Al volo mi viene in mente la figura di Giorgio Faletti, partito come cabarettista,trasformatosi in attore e attualmente valido scrittore. Quello che mi chiedo è, i talenti sono già tutti esistenti in noi? Possono svilupparsi durante il cammino? Cosa impedisce di riconoscerlo, costringendoci a girare in tondo alla continua ricerca di qualcosa, che finisce con il distruggerci, senza portarci alla vera comprensione? |
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ma chi non rischia avrà un' insoddisfazione di fondo continua..... o no? |
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In una classe di "artisti" una persona con "poco" talento si puo' sentire da meno... ma pur sempre con un talento.
Il talento e' un centro magnetico che attira risorse verso un lavoro... tutti hanno dei talenti... nessuno escluso. Se ho un talento per la pittura ogni giorno avro' occasione per lavorare sulla pittura... un fiore nel campo, un cartellone pubblicitario, un libro di pittura, un dialogo con amici, tutto converge verso questo centro magnetico... a meno che' non faccio barriera a questa "naturale" attrazione. Il talento e' predisposizione... il talento e' una via verso il Lavoro... perche' in ogni lavoro si trovano elementi per il Lavoro. |
Un giorno venne a casa mia un piastrellista, parlando mi disse che lui non aveva studiato, perchè detestava la scuola non era bravo in niente per cui non terminò neppure le scuole dell'obbligo.
Lo osservai nel suo lavoro, per me era un artista, l'amore e la cura con cui assemblava colori e misure era davvero eccezionale, vedeva il lavoro nella sua mente prima di realizzarlo. Mi raccontò inoltre che a lui piaceva il modellismo e creava da se pezzi frutto della sua fantasia. Ora mi domando questa persona ha messo a frutto pienamente il suo talento oppure avrebbe dovuto cmq studiare forzandosi di applicarlo in altri campi? Divenendo che ne so architetto o altro? Lui però era felice del suo lavoro non avrebbe fatto cambio. Non so se si capisce? |
Perchè avrebbe dovuto laurearsi soffocando un arte innata piuttosto che usarla come meglio sentiva?
La scuola era un suo punto debole, semmai doveva comprendere cosa lo frenava, ma la sua arte si è manifestata in ogni caso. Ad esempio prendo mio padre che avendo la 5° elementare ha comunque portato avanti la sua passione per certi studi. Allo stesso tempo ha messo tutto se stesso nel manifestare il suo talento prendendo dall'esperienza la sua università e il suo talento è diventato il suo lavoro quotidiano. Se avesse studiato avrebbe fatto il medico invece che l'artigiano e non sarebbe stato felice... Ho l'impressione che se un talento vuole essere chiuso in regole applicative è come soffocarlo e uccidere un Essere... |
Grazie Sole sempre molto chirificatrice. Allora si potrebbe dire che il talento è qualcosa che ti realizza a prescindere, qualcosa che ti rende felice che ti appaga.
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Noto da quello che dite che si continua a vadere i talenti come qualcosa di mirato a... delle predisposizioni. Uno ha talento in una cosa, un altro in un altra. Poi si ammette che una persona può averne in più o in meno di un'altra, ma si resta ancorati al modo in cui si manifesta... come dire che si ritiene il talento per dipingere diverso da quello per fare il falegname, due talenti diversi, due "cose" diverse.
Eppure ci sono molti esempi di persone "di talento" che prima fanno una cosa, poi dirigono il loro talento altrove e fanno l'altra cosa altrettanto bene se non meglio. Nella parabola poi non si fa distinzioni di qualità. L'unica differenza è in quantità. Questo per quanto riguarda la dotazione personale. Io credo che il talento sia una quantità spendibile che va distinta dal come la si spende. La propensione personale verso un'attività piuttosto che un'altra credo dipenda da altri fattori, altre influenze. Sono fattori che indicano in che direzione una persona tenderà ad investire meglio il suo talento... a volte può anche essere la direzione dalla quale può trarre il maggior guadagno, ma credo che questo sia un'eccezione piuttosto che la regola. Il fatto che la maggior parte delle persone riesca ad esprimere il suo talento in un numero limitato di settori credo dipenda dal fatto che non sa come fare... ed è qui che a mio avviso meriterebbe ricercare... |
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ma limitato da chi lo possiede.... se si lasciasse esprimere si estenderebbe ad altro... se faccio del talento una forma di orgoglio: dipingo..."ma che brava che sono! azz lo vedi che comperano anche i miei quadri?" e giu a dipingere e a mettere tutte le energie lì.... se...diversamente...lascio libera la mente? la creatività? l' istinto creativo?....non so cosa ma non pongo limiti... il talento mi fa scoprire altre attitudini...... manata.gif cavolo sto diventando contorta martello.: |
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UNa cosa è il talento, un'altra è imparare a fare qualcosa. Per la seconda ci vuole impegno e un pizzichino di umiltà, almeno all'inizio. E la pazienza di aspettare che il talento trovi un modo di fluire in questa nuova cosa e dare i guadagni desiderati. Poi questi guadagni/risultati possono essere inferiori di livello rispetto agli ambiti in cui si è predisposti se li si valuta con gli occhi degli altri o comunque con occhi profani, che valutano in base a possibile fama, ricchezza, successo ecc.... il modo in cui ci insegnano che il talento va sfruttato... |
Ecco il ravviveur di discussioni icon_mrgr: sono come la diavolina diavolo.g: (diavolino) dei caminetti e barbecue icon_mrgr:
Invece di pensare a come si possono esprimere i talenti (che come detto da Ray non sono talenti= un talento di pittura, un talento di sportività etc... ma talenti in senso di quantità spendibile in attitudini... quest'ultime generalmente confondiamo con la parola talento) proviamo a pensare come li soffochiamo... come facciamo a non farli rendere? Dico questo perchè dato che pochi li mettono a frutto, tutti gli altri li sprecano, quindi questo meccanismo è più facilmente conosciuto... quindi si può tentare (anche se non è così matematico per via di alcune variabili) l'opposto per arrivare a farli rendere.... |
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Se mi dedico solo ed esclusivamente al lavoro, diventerò un professionista, sarò ineccepibile, lavorerò 12 ore al giorno, trascurando pero' tutto il resto. Oltre al lavoro potrei imparare a cucinare, ma se non riesco a dedicargli del tempo, non imparerò .. stesso discorso se mi dedico a 50 cose senza portarne a termine nessuna.. perdo tempo e basta. Saper gestire il proprio tempo quindi potrebbe essere un modo per seguire più cose senza trascurarne altre... |
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come spreco i miei talenti? credo facendo quello che è più proficuo e più comodo, o più accettabile, relegando magari il presunto talento a qualche momento che mi concedo magari disegnando, magari facendo una torta o una sciarpa al mio fidanzato (che non metterà mai ma pazienza..icon_mrgr: )..che dite? |
molto spesso nell'analizzare un talento (soprattutto "di nascita" e "personali" )rimaniamo in "superficie".
questo perchè in un certo senso non sappiamo come mai lo abbiamo e cosa ci ha portato ad averlo. diciamo che non lo abbiamo "vissuto" da zero ma siamo già in una fase dove lo esprimiamo a livello pratico... ecco perchè può essere utile cimentarsi in qualcosa di nuovo partendo da zero... per capirne diciamo così le "dinamiche". occorrerebbe a mio avviso sempre ricordare che un'idea prima nasce nel pensiero... poi passa alla parola... e infine all'azione... ma sia chiaro un genio musicale ad esempio... se andasse a "ritroso" nell'analisi di se stesso probabilmente finirebbe per perdersi se prima non ha sviluppato altro |
Bella qsta discussione, anche se mi fa complessare molto. E' da tutta una vita che cerco di scovare in me qlche talento, anche uno scarsamente utile, ma proprio non trovo niente... Avere talento vuol dire saper fare qlcsa? Vuol dire curare qllo che si sa fare? Chi è dotato di un talento non può non usarlo, sarebbe innaturale. Io ho sempre fatto il massimo di qllo che ho potuto fare, ma sempre senza talento. Ho ottenuto buoni risultati, ma nessuno mai è rimasto estasiato dalle mie cose. Ormai non mi si dice neanche che "posso fare di più"...piango.gif
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il seminatore gettò il seme... parte di esso cadde nel terreno fertile e diede frutto ...:
chi 10 , chi 100, chi 1000. ciauzz |
Citazione:
la differenza sta nel fatto che l'attitudine è ciò che ci spinge verso una cosa piuttosto che verso un'altra per esempio a scuola puo' piacere di più l'italiano, rispetto alla matematica ma questo non è sufficiente a farci conoscere la materia, per conoscerla, bisogna comunque studiare e qui c'entra il talento, la quantità spendibile che ho a disposizione, per cui nell'esempio potrò arrivare ad un certo grado di conoscenza, ma devo metterci impegno.. Citazione:
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c'è chi a cuor leggero fa cose e opera in un modo che per un altro rappresenterebbero un peso insopportabile da tenere quantomeno all'inizio (e qui sarebbe da dire tra le due quale da il massimo...:))))?magari entrambe ma una la vive molto meglio dell'altra a mio avviso)
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Mo ci provo :H
Attitudine è la predisposizione al/nel fare determinate cose. Talento è la "possibilità graduata", la potenza nel poter fare tale cosa. Facciamo l'esempino va... mettiamo che uno nasca con una determinata struttura fisica, un certo tipo di muscolatura, avrà l'attitudine a far sport, ma in base all'allenamento potrà essere in grado di correre per 20 km in un certo modo, oppure potrà essere capace giocando a calcio di attraversare tutto il campo e arrivare davanti alla porta tanto lucido da poter fare un tiro fatto bene e non a caso. Questi sono talenti acquisiti, invece ci sono talenti innati (ma l'innato è inteso rispetto a questa nostra misera vita). Da questo che ho scritto ad una prima lettura superficiale può sembrare che accomuni talento e resistenza, non è così, la resistenza è una qualità del talento ma senza la precisione, l'intuito e altre cosine non è sufficiente. Comunque come detto sopra è la quantità di capacità spendibile per compiere una determinata azione. Io potrei essere un corretto scrittore nel senso di poter scrivere libri interi senza fare un errore ortografico, potrei mettere tutti i periodi in ordine etc etc, ma il mio libro rimanere freddo (questa è cosa carina da prendere a parte), incapace di suscitare emozioni, riflessioni o stati d'animo... in questo caso avrei l'attitudine a scrivere ma non avrei il talento o non lo impiegherei in tale situazione. Il talento come scrittore potrebbe (esempi eh) manifestarsi con il medesimo che una volta immerso nella scrittura è capace di andare avanti una giornata senza guardarsi intorno, ma anche ha bisogno che lo scrittore sia capace di mettere sulla carta qualcosa che il lettore può riconoscere, c'è bisogno che lo scrittore intuisca la forma che possa coinvolgere più lettori possibili etc etc... con queste cose lo scrittore utilizza il suo talento... che per certi versi possiamo anche definire potenziale seppur non completamente corretto. Aria non preoccuparti se ora non vedi i tuoi talenti e le tue attitudini, possono uscire da un momento all'altro... certo non nego che possano uscire a 60 anni o per niente, entrambi (attitudini e talenti) vanno alimentati, coltivati, metti che le prime (attitudini) siano un terrreno ricco di minerali ma pieno di erbacce, da pulire, innaffiare, seminare con le piante che gradiamo, e i seccondi (talenti) siano il sole, le stagioni etc... per quanto non controllabili si può per esempio mettere una serra per riparare dal brutto tempo e aprire tutto perchè il giardino prenda sole etc etc... Turi... si a prima vista è così, sembra che ci sia chi si fa un mazzo per fare una cosa e chi la faccia senza fatica, in realtà l'energia per fare una determinata cosa è sempre la stessa, possiamo averne in abbondanza o scarsa, possiamo utilizzare il giusto metodo o quello sbagliato... ma spesso la differenza che si vede in giro è nella profondità con cui si fanno le cose. |
Uno, la tua spiegazione mi fa venire un dubbio. In musica si sente spesso parlare di "orecchio assoluto" che è ben diverso dal normale "avere orecchio". In qsto caso l'orecchio assoluto è un dono di natura, qndi un talento, non un'attitudine come nel caso delle strutture fisiche. Invece avere un buon orecchio (che però non è assoluto) è un'attitudine, che può diventare talento con impegno e costanza... Pensi che sia un'eccezione alle differenze che avevi fatto?
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In quel caso passiamo di categoria, non è più un individuo di talento, è un genio almeno in un campo. Se prendi un Beethoven, un Mozart o simili (ma anche di altri campi) puoi renderli sordi, muti, senza mani... non potranno al limite esprimere e quindi far sapere a noi chi sono ma la musica (in questo esempio) l'hanno dentro, in un certo senso sono la musica. Sintetizzando al massimo direi che l'attitudine è la forma adatta, la struttura, il talento è la capacità e la volontà di usare quella forma (che significa che uno meno dotato fisicamente in partenza può andare anche oltre quello più dotato), il genio va oltre, non ha più bisogno di niente, è l'incarnazione di quella cosa... poi ci sono altri livelli, ma andiamo fuori tema. |
Ok, ho capito qllo che vuoi dire. In effetti pensavo proprio ai geni mentre scrivevo...
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