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La Parola
La Parola è una vibrazione; il Pensiero è una vibrazione.
Scrivere una parola pensata è emettere una vibrazione. Negli Ordini Monacali, nella Scuola Pitagorica, negli Ordini Illuministici, il novizio aveva ed ha l'obbligo di tacere, ma non aveva ed ha il divieto di pensare. Questo vuol dire che la Parola è più forte del Pensiero? Dio crea con la Parola (Verbum), dopo averla "pensata"...se così non fosse quel Verbo non sarebbe stato Intelligente. Il Mondo Metafisico (il mondo che sta oltre il mondo fisico, il mondo non apprezzabile dai nostri sensi grossolani) è un Mondo di Pensiero....Il Mondo Fisico è un Mondo di Parola. Dopo qualche anno, al Novizio di quegli Ordini di cui parlavo prima, vengono forniti gli "strumenti" della Parola...quindi può iniziare a Parlare Il Maestro per insegnare usa la Parola; i allievi giovani allievi per imparare devono ascoltare, quelli avanzati per imparare usano la Parola. Esiste un mistero nell'uso delle Parole? Esiste una funzione nascosta nell'emissione delle parole? Dio creando con la Parola l'Universo, non ha anche creato un diverso sè stesso? E noi possiamo fare altrettanto? |
Chissà se posso parlare... icon_mrgr:
A parte gli scherzi bell'argomento, alle quattro retoriche domande non posso far altro che rispondere si, anche se sulla seconda domanda potremmo ulteriormente approfondire discernendo la parola che comunemente conosciamo e la parola senza suono... non credo che però rientrasse nei tuoi piani :H Adesso lascio parlare qualcun'altro, vediamo cosa saprà veicolare, a chi ascolta, accetta, riceve, usando le parole :C: |
la parola....quante ne dico inutilmente!
e più sono "stanca" più parlo.... anche questo è un modo per "nascondere" noto anche il differente modo di pronunciare la stessa parola...che assume così una valenza diversa...dolce...pacata...aggressiva...minacciosa ... quindi non è la parola in se....ma anche "l' intenzione" che gli si da.... ok..ok...non parlo ed ascolto!8-) |
Matteo 15:11
"Non quello che entra nella bocca rende impuro l'uomo, ma quello che esce dalla bocca rende impuro l'uomo!".
Ha attinenza? :C: |
Un bambino, almeno fino a un anno, non usa parole per comunicare, poi comincia a imparare le regole del linguaggio e da quel momento in poi per farsi capire dagli altri crescendo userà una successione di parole per esprimere il suo pensiero. Peggio che mai molte volte si accorgerà che le parole lo limitano, perché non trova quelle adatte a descrivere quello che sente o pensa. Fino a quel momento la mente era libera di spaziare, ora si adegua ad una stuttura come se usasse le parole per construire il pensiero.
E’ vero che Dio ha creato con la Parola, ma è come se adesso ci fosse un abisso rispetto al modo in cui viene usata oggi. Non si è mai sicuri di aver detto quello che si intendeva (come me nelle righe sopra:D) o di aver capito quello che ci è stato detto. E non ci sono solo i malintesi, ma anche la menzogna perché usiamo la parola anche per dire il contrario di ciò che pensiamo. Eccolo qui il nostro mondo figlio di Babele! |
Citazione:
La parola 'accarezza' e 'ferisce', 'vela' e 'ri-vela', 'crea' e 'distrugge'..... perchè a volte è tanto difficile comunicare? più si è 'distanti' e più non ci si capisce sebbene si dicano le stesse cose...oppure il segnale partito quando giunge a destinazione subisce talmente tanto 'rumore' da essere interpretato in tutt'altro modo da quello che era il suo significato originario...oppure da parte di un interlcutore vi è la volontà di imporre il proprio pensiero senza saper 'ascoltare' quello altrui....oppure vi è la semplice volontà di 'polemizzare' ad oltranza per il solo gusto di essere in disaccordo.... O più semplicemente si dimentica che si viene e si va da e nella stessa direzione....o almeno si spera.fiori.gif |
Citazione:
Forse accorgendosi di questa riflessione che fai si potrebbe mettere in moto il meccanismo inverso, senza riconoscimento ed accettazione della funzione della parola in effetti nn può esserci neppure questa riflessione. Con il silenzio della parola, di quegli ordini monacali, il novizio può accostarsi di nuovo ad "ascoltare" il pensiero e nn più adattare la parola filtrata dalla razio ed espressa con emozioni personali sia positive che negative, che rendono l'uomo impuro (per accennare alla risposta di Griselda :) ) ma come dire.. (eh eh) entrare in quel pensiero e lasciar(si) veicolare, lasciando che in qualche modo sia lui -il pensiero- che parli. In questo modo il filtro razionale/sovrastrutture/quotidiano si potrebbe aprire e il fluire tornare quello di un bambino... :C: |
Citazione:
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Ho letto delle interessanti osservazioni che mi hanno spinto a riflettere.
La Parola è certamente creativa o distruttiva, a seconda dell'intenzione di chi la emette. Ma secondo me questo aspetto appartiene ad un momento avanzato del percorso del Ricercatore. Certo, chiunque può sperimentare ogni giorno quanto la Parola incida sugli altri e sulla loro psiche, ma nessuno di noi è in grado di controllare la Natura, ad esempio come fa un semplice sciamano che riesce a fare piovere recitando le sue formule (parole) magiche. Ciò che ora a me interesserebbe, invece, approfondire con voi è se in qualche modo il "parlare" abbia o meno una funzione di "apprendimento" e di "cambiamento". Cerco di spiegarmi: se io ho un'idea errata di come si prepara una ricetta culinaria, per poter imparare a preparare la pietanza corretta, posso scegliere due diverse opzioni: provare, sbagliare, riprovare, sbagliare, tentare e poi finalmente riuscire....oppure trasformare l'idea in parole, sciogliere questa idea dalla mia mente che fino a quel momento era ben radicata in me, ed offrirla al giudizio di chi sa più di noi. Se chi sa più di noi, ha la ricetta giusta e non è spinto dalla tentazione di imporre la propria ricetta (sbagliata), le sue informazioni entreranno in noi prendendo il posto di quella informazione che noi avevamo. Se invece ci limitiamo ad ascoltare ciò che gli altri hanno da dire, senza comunicare il nostro pensiero, nella nostra mente non vi sarà lo "spazio" per quella nuova verità. Il Maestro Gesù per insegnare, utilizzava lo stesso metodo. Leggete i Vangeli e noterete che Gesù dice spesso: "Voi dite questo e quest'altro, ma io vi dico che.....". Il Maestro ha sovrapposto la sua ideala sua verità a quella (sbagliata) che i suoi discepoli avevano avuto l'umiltà di comunicargli. Ma la "parola" emessa possiede anche una capacità di trasformare il nostro essere. Ma su questo non mi dilungo, avendovi rubato anche fin troppo tempo. |
Avanzi un caffè :H
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Citazione:
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Considerazioni.
Spero di non essere O.T nel caso sopprimete questo post icon_mrgr:
Quando leggiamo o ascoltiamo siamo sicuri di ascoltare e leggere ciò che l’altro vuol veicolare oppure abbiamo all’interno un traduttore tutto personale che distorce e limita la ricezione? Faccio un esempio, mi è capitato di leggere un libro e di rileggerlo a distanza di anni trovandoci molto di più. Altro esempio: leggere qualcosa di scritto in modo impersonale e viverlo invece in modo personale. Mentre a volte non si ha bisogno di aggiungere molto perché essendo sintonizzati si comunica con pochissimo. Chissà se mi sono fatta comprensibile? Come se noi stessi fossimo il mezzo per ricevere e trasmettere se e quando funzioniamo. nonso.gif :C: |
Abbiamo il "traduttore" ..ordinariamente ascoltiamo/leggiamo secondo la nostra soggettiva interpretazione... leggevo oggi in proposito qualcosa sulla parola.. e sui diversi significati che si danno ad una singola parola, in un discorso quindi, se ognuno attribuisce ad ogni parola un significato diverso ... anche se crediamo di comprenderci, alla fine non lo facciamo mai davvero strabuzza: . Ognuno "prende" quello che puo' in un determinato momento (quindi per esempio come hai detto tu Gris se rileggo un libro a distanza di tempo, vedrò cose diverse, ci sono diversi livelli di comprensione in ogni cosa credo) E da qui, l'importanza che dovrebbe avere un uso corretto dei termini (già è complicato così, se poi usiamo le parole senza attenzione ho idea che ne esca un macello icon_mrgr: ... e ora inizio a capire i pignoleggiamenti di qualcUno sull'uso delle parole :H)
:C: |
Sono d'accordo con te RedW e credo inoltre che le parole possono, come diceva Era mi pare, essere portatrici di più significati in quanto polivalenti (una frase più vche una parola) e di molteplice interpretazione.
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Citazione:
Quando dico gatto ho in me l'esperienza dei gatti che ho visto, ma tu che ascolti avrai visto altri gatti che pertanto non saranno quelli che ho visto io. Gli stessi concetti di amore, bene, male, ecc.. sono "visti" (sperimentati) diversamente da ognuno di noi, da qui il problema principale di capirsi alle volte... Comunque sia, la parola è appunto un grande veicolo. La parola gatto, comprende TUTTI i gatti del mondo, e ognuno, a modo suo e con la sua esperienza, mi capirà. Perchè la parola riporta al principio, a quell'archetipo che poi si manifesta in mille modi differenti. Più gatti conosco, più la mia parola gatto sarà potente e pregna di significato... Perchè la parola è vibrazione che scaturisce dal mio essere, e più il mio essere sarà ricco e più ricca sarà la vibrazione che emetterò con la parola. Se "avessi in me" l'intera Creazione, la mia parola sarebbe Divina... |
Sarà l'ora tarda....ma pensavo...e se la parola fosse una punizione? Se prima della torre di Babele citata nella Bibbia si comunicava col pensiero in maniera più esatta e precisa di quanto non si faccia ora con le parole?
Abbiamo perso qualcosa con la parola o lo abbiamo guadagnato? |
Citazione:
Bella questa riflessione Cat....l'ora tarda ti giova;) Tante volte mi capita di ripromettermi di non ricascarci, quando già a priori so dove si va a parare affrontando certi discorsi con certe persone, e poi invecepiango.gif ci ricasco sempre, forse con una persona ho imparato a non cascarci più.....ma con una persona con la quale si hanno delle 'mete' comuni viene quasi spontaneo finire sempre negli stessi discorsi, ma quando dall'altro lato si osserva che non vi è alcuna volontà di confronto ma solo 'far valere' a tutti i costi le proprie idee, senza mai ascoltare, col solo intento di polemizzare ad oltranza....diventa veramente uno stressmanata.gif e mi ridico, basta, devo imparare a tacere; perchè con quella persona, con la quale siamo comunque in ottimi rapporti, ci devo cascare? Lo so, vengo tirata dentro il discorso, (o forse nasce da entrambe le parti), e io abboccomartello.: Ergo: il silenzio è d'oro....la parola è d'argento |
Citazione:
Concordo pienamente con quanto dici Red, e aggiungo che se alla difficoltà di comunicazione frapponiamo pure un monitor, ove non puoi sentire l'intonazione della voce, non puoi vedere la mimica facciale, insomma in assenza di un buon 80%, (o 100%?)del 'significante' che convoglia il 'significato', la difficoltà viene assolutamente decuplicata*, e non che la comunicazione dal vivo sia sempre semplicissima, come ho detto sopra nell'altro post, a seconda delle persone con cui ci si relaziona....ho notato che invece con altre persone, con cui non necessariamente si ha un rapporto stretto, quasi non vi è neppure bisogno di parlare, appena si dice qualcosa si è già capito al volo cosa l'altro intendeva e viceversa....è una sensazione molto bella. *Ps. propongo per ovviare tali inconvenienti l'obbligatorietà all'uso delle Web Cam o comunque di un book fotografico con tutte le espressioni facciali, di ogni partecipante al forum...Uno compreso diavolo.g: Ok faccio da me martello.: |
La tentazione di discutere degli effetti della parola sulla psiche dell'interlocutore è ovviamente grande. Ed è anche giusto che sia così in un mondo dove le relazioni interpersonali sono molteplici e fondamentali. Tuttavia, secondo me, bisognerebbe sforzarsi di affrontare la questione in chiave esoterica.
Come dicevo, i "misteri" legati al fenomeno "parola" sono molteplici, anche se tutti uniti da un minimo comun denominatore. La "Parola" pronunciata correttamente è un "comando" che determina un risultato: (es: Apriti Sesamo. La Parola è un atto di "liberazione" dell'energia che prima era "raccolta" in un'idea che vibrava nella nostra mente. (es.: urlare per sfogare la rabbia; confessare un "peccato"; "confrontare un'idea con gli altri") La Parola è un atto di purificazione, determina un effetto trasformativo del nostro essere (Corpo ed Anima). (es: l'autoconvincimento rafforzato dalle parole pronunciate a voce alta: sono bravo, sono forte, sono tenace). Questi esempi, questi effetti, sembrano operare su distinti livelli, ma in realtà "funzionano" in virtù di una medesima legge "fisica". Ripeto, mi piacerebbe che approfondissimo il modo di "operare" di questa legge fisica nel momento in cui il Vero Ricercatore si pone sulla strada della Conoscenza. Quindi, secondo me, dovremmo capire come la parola-vibrazione-verbo ci aiuta a conoscere e ci aiuta a cambiare la nostra struttura. Quest'ultimo punto meriterebbe un'altra ampia discussione; tuttavia, almeno per ora, basterà sapere che se davvero si vuole "evolvere" spiritualmente e "conoscere" i misteri dell'Universo, la nostra entità (corpo ed anima) deve trasformarsi in modo da rompere l'attuale radicalizzazione. |
Citazione:
Con la torre di Babele c'è stata solo un'ulteriore divisione, una differenziazione che dal Principio si diramava sempre più. Dalla lingua unica si è passati a lingue diverse e gli uomini hanno iniziato a non comprendersi più. Parola e linguaggio sono due cose differenti. La Parola veicola il linguaggio e più si risale verso il Principio più tale linguaggio com-prende gli altri, fino all'Uno Assoluto, in cui la Parola vibra una potenza indescrivibile. Si dice che sia stata una punizione divina quella di Babele, eppure tale ulteriore diramazione nella creazione era necessaria all'evoluzione, gli uomini dovevano "sprofondare" nella materia per poi, volendo, poter risalire nuovamente verso il Principio. In Principio era il Verbo... il Logos... la Parola... |
Faccio il serio 10 minuti....
Anche gli oggetti possono emettere dei suoni, se prendo un legno e lo batto questo emette dei suoni, ma questa non è parola. Un uomo può essere "battuto", solo che avendo una sensibilità diversa rispetto all'oggetto è sufficiente la "battittura" con parole/suoni con gesti o altro anche senza toccarlo, in tal modo egli re-agisce (non agisce) e a sua volta emette quelle che sono definite anche parole ma non hanno la forza della Parola di cui parliamo. Si capisce? No? icon_mrgr: Quali sono i due estremi che rendono debole o forte la parola? Se uno come abbiamo detto è la re-azione agli stimoli di altri strumenti solitari, l'altro estremo è l'accordarsi (non più reazione, c'è una sorta di Volontà anche se non intesa come "io" comune) con una grande orchestra... Non sto parlando di stare con la massa o con i più forti... sto parlando di scelta che mi permette di emettere una Parola di potere. Questo apre molti scenari, devo orientarmi in una direzione, chiudere la risonanza con gli strumenti solitari e scordati, la risonanza mi costringerebbe a suonare disarmonico... e devo quanto più posso accettare la risonanza armonica maggiore, quella che potrebbe pian piano permettermi di diventare da tamburo un violino, da violino un flauto etc etc.... Mi fermo perchè non son mica sicuro che non mi capisco solo da solo icon_mrgr: |
è come se uno strumento (parola) si armonizzasse
con l' intera orchestra e con il direttore d' orchestra? cercando di non ascoltare lo strumento stonato? |
Non sono sicura di aver capito .. provo con un esempio per chiedere chiarimento..
Per esempio, se mi intestardisco a voler comunicare con tutti, se parlo con qualcuno che non si accorda con la mia risonanza, la Parola perde significato.. è come se rimbalzasse e si perdesse, ma intanto io l'ho emessa, ho dato qualcosa , che va perso, quindi ho fatto una cosa per cui nessuno riceve nulla, e nel frattempo disperdo qualcosa.. se tento di accordarmi, con l'orchestra, sia quello che ricevo, che quello che trasmetto, in qualche modo non andrà perso.. tento di accordarmi con chi mi ascolta, e con chi mi parla, e allora, le parole non cadranno nel vuoto.. Puo' starci? |
La parola è l'umano tentativo di definire e imbrigliare la realtà che però è difficilmente definibile, imbrigliabile, perchè nel momento in cui lo fai già non è più quella.La parola è una convenzione sociale senza la quale sarebbe difficile comunicare, ma che da sola non basta per comunicare: c'è bisogno di una particolare accuratezza nella sua scelta, che dipende a sua volta dal sentimento che ti spinge a parlare. C'è bisogno di darle il tono giusto in quel momento e in quel contesto. La parola comunica; il tono, con cui la pronunci, metacomunica. La parola è come la materia; il tono è come lo spirito che la anima e la rende viva, dandole un senso. Parola e tono insieme hanno un grande potere e possono "ferire più che la spada" o viceversa essere fonte di gioia o guarigione. Sono vibrazioni energetiche che possono trasformare la realtà. Ogni parola udita, di fatto ci modifica.
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Citazione:
Però possiamo evitare di entrare in risonanza, in termini esemplificativi una scena estrema potrebbe essere quella del branco che spacca tutto, certi si trovano dentro e anche se da soli non spaccherebbero nulla risonando con gli altri lo fanno, noi possiamo decidere con chi vogliamo essere in accordo, accordati, armonici e per riportare il discorso sulle intenzioni del post originante thread di Osiride: anche quando emettiamo una parola noi possiamo non ri-suonare ma suonare, la vibrazione ci trasforma allo stesso modo di quando ascoltiamo le parole altrui come giustamente ha scritto Coccinella.... anzi dato che l'origine (materiale) siamo noi è ben più potente l'effetto su noi stessi. La Scienza dei mantra, delle frasi assertive, invocazioni e quant'altro è la codificazione di esperienze fatte... Potrei citarvi esperienze con materiali che "fanno presa" che si solidificano, per esempio, un gesso... un cemento e tutto quello che si soldifica accelera questo processo in varie maniere ma quello che adesso ci interessa nel discorso è la vibrazione, se vibriamo uno di questi materiali oltre che divenire più resistente fa presa prima. E se noi potessimo con la Parola e la sua vibrazione (che possa rendere mobile tutto il nostro organismo cellulare) accelerare un processo di solidificazione di qualcosa che non è nel nostro fisico? :sornione: |
Citazione:
Pensiamo in questo contesto alla separazione, ai limiti che l'uomo pare creare...tipo bianco e nero, dritto e rovescio...in realtà sono una realtà parziale e soggettiva, ma infine tutto è Uno...dunque provo a pensare senza i limiti e gli egoismi del mio io e mi domando "e se in tutto il mondo eliminassimo i diferenti linguaggi x crearne UNO solo? dry.gif |
Citazione:
Ma dentro di me qualcosa ha risposto ricorda...: Giovanni 15:9 9 Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore... Ha attinenza? Grazie! :C: |
"e se noi potessimo con la Parola e la sua vibrazione (che possa rendere mobile tutto il nostro organismo cellulare) accelerare un processo di solidificazione di qualcosa che non è nel nostro fisico? :sornione:"
intendi trovare un collegamento tra pensiero, logos, coscienza e..dna?la sostanza del DNA reagisce alle onde elettromagnetiche, se utilizzate alle giuste frequenze, ..quindi, immagino, anche al linguaggio....una sorta di riprogrammazione? |
La mia impressoine è che Uno, più che di riprogrammazione, parli di Costruzione... anche se a volte la seconda può comprendere la prima.
Sempre per mia impressone... "processo di solidificazione" = fase della corporeizzazione (il coagula precisamente)... "qualcosa che non è nel fisico" = materia sottile (precedentemente "raggruppata" o "concentrata")... un po' come prendere del fango e alitarci sopra icon_mrgr: PS: per Costruzione intendo quanto esposto in "costruire"... la collaborazione alla Struttura |
Citazione:
Nella Via Iniziatica le tappe del progredire sono diverse, ma vi sono due passaggi assolutamente obbligati. Il primo è quello che può essere definito di "purificazione" del corpo, il secondo è quello che possiamo chiamare "purificazione" della coscienza. Entrambi possono sintetizzarsi nel termine "Catarsi". Se la Catarsi è una purificazione, è altresì vero che essa comporta una "trasformazione" dell'individuo. L'uomo-animale non può ovviamente giungere ad diventare un Vero Uomo, con il "bagaglio" inutile che grava sulla propria materia; simbolicamente questo "bagaglio" è il fagotto che il Matto dei tarocchi, il quale si sta approsimando ad uno strapiombo, molestato da un animale, porta con se. Ma va da sè che se ci vogliamo liberare da questo "pesante fardello" dobbiamo per neccesità di cose intervenire sulla struttura intima della materia, sul suo "programma", in altre parole sul suo DNA. Il Dna, infatti, non è solo la sede del "programma" Uomo, ma è anche il luogo in cui ristagnano tutte le memorizzazioni ed i moduli comportamentali del singolo individuo (e non solo di quest'unità singola, ma anche di tutti i suoi ascendenti). Ogni qualvolta noi adottiamo un modulo comportamentale in modo assiduo e ripetuto nel tempo, memorizzaziamo nel nostro DNA questa nuova "caratteristica" che inizierà a vibrare ed a vivere in noi, ma anche nel patrimonio genetico dei nostri futuri discedenti. Questa nuova memorizzazione, se vissuta con Fede, s'imporrà sul vecchio schema memorizzato nel Dna e lo sostituirà. Ma attenzione, la sostituzione non è definitiva...diciamo che è come una riverniciata di fresco sulla vecchia vernice....ed la possibilità che questa nuova "vernice" si scrosti facendo riemergere ciò che sotto nasconde è sempre possibile. Allora come fare per rendere duraturo questo cambiamento? Ci vuole la "fissazione mediante cottura", ma questo è un altro discorso che ci porterebbe ad affrontare la c.d. Opera al Rosso. Ciò che mi interessa ora dire che quel processo di sovrapposizione può essere accelerato con la "parola", non si tratta però a questo punto, di emettere semplicemente un'onda fonica, ma un'onda elettromagnetica "interiore"....questa "vibrazione", se resa intelligente, può intervenire sul Dna dell'individuo in modo da modificarlo stabilmente, almeno fino a quando non si arriva alla "cottura finale". La domanda che ci si può porre è questa: ma come è possibile che una vibrazione elettromagnetica interiore alteri, modifichi, destrutturi e ristrutturi una macromolecola come quella del Dna? Non esiste il pericolo che, ammesso che ciò sia possibile, anche il patromonio genetico di base (quello che riguarda il corpo, le sue caratterisctiche morfologiche, il suo funzionamento, etc etc) possa venire alterato? Ed ancora: ammesso che tutto ciò sia vero, come si fa ad emettere una vibrazione "interiore" intelligente? Ehi, quante domande! La vibrazione elettromagnetica ha si il potere di accelerare il processo di destrutturazione-ristrutturazione del Dna, ma questo solo in parte. In realtà la "parola interiore" svolge la sua funzione restituendo al Dna la sua giusta misura e proporzione. Quella giusta misura e proporzione che trasforma l'uomo squilibrato (cioè non in equilibrio, in disarmonia con l'intero Creato) in Uomo ordinato, armonico, in equilibrio. Il dna è una macromolecola a forma di spirale; ciò che la caratterizza non è solo la combinazione delle "basi", ma anche il suo maggior o minor, come dire, "schiacciamento". Pensate ad una molla a forma di spirale...con le dita possiamo più o meno comprimerla......se il DNA perde la giusta misura del suo "schiacciamento", emette vibrazioni molto corte o troppo lunghe...in ogni caso disarmoniche con quelle della Creazione con le cui vibrazioni è necessario entrare in sintonia per realizzare quella perfetta identità Macrocosmo-Microcosmo. Quindi, in conclusione, la vibrazione-interiore non solo "incide", anche se limitatamente, sulla struttura portante del Dna, ma soprattutto è in grado di modificare la sua elasticità. Il Segreto è trovare la Vibrazione giusta, armonica, nonchè trovare il modo corretto per emetterla. |
Grosso modo è la stessa che ho scritto io con parole diverse, anche se con meno parole ero arrivato anche al processo dopo la ristrutturazione del dna icon_mrgr:
Comunque hai fatto bene, sono troppo sintetico a volte :H la maggior parte del "segreto" è nella parola senza suono che nominavo all'inizio... ok ok anche qui vado troppo avanti, prima è meglio imparare a conoscere la parte più densa, imparare a conoscere il corpo. |
la lettura congiunta dei vostri illuminanti interventi mi porta allora al rapporto tra Creazione di Dio e realizzazione dell'opera nell'Uomo ed al ruolo della parola.."come in cielo come in terra" , quindi l'universo è trasformazione di Dio, più che creazione, e noi dobbiamo trasformarci, la parola, il logos è stata la manifestazione di Dio, nello spazio e nel tempo..per cui..per cui..
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Citazione:
Per essere in armonia con l'Universo, è necessario tornare bambini, cogliere il ritmo giusto ed iniziare a saltare con esso, cioè a vibrare sintonicamente con esso. Come si fa? Si deve trovare la frequenza giusta e mutare il proprio campo elettromagnetico iniziando a farlo vibrare su quella frequenza. Il campo elettromagnetico vibra in modo diverso quando inizieranno a vibrare in modo diverso le diverse componenti che costituiscono la nostra materia. Quando siamo in armonia con il Creato, nulla può più toccarci. E' come l'elica di un aereo; se diventiamo parte di quell'elica che ruota vorticosamente, tutto ciò che si scaglia contro di essa non scalfisce, non danneggia, ma viene scagliato lontano. |
e allora xchè non discutere di come fare "tecnicamente" x arrivare a vibrare allo stesso tono dell'univeverso?
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Uff, finalmente, sgrunt e bisgrunt...
insomma, il capo non c'è, è Sabato, giù in bilbio c'è gente pesante e fastidiosa che pretende silenzio mentre ricerca inutilmente informazioni bislacche nei libri sbagliati e io ho voglia di chiacchierare.... sisi e quale posto migliore di questo? parole, son parole... firulì firulà Il fatto è che quando lavoro canticchio. Canticchio piano, canticchio forte... canticchiando mi parlo a ritmo no? Eh che volete, Spolvera qua, Pulisci la, trova quel libro, metti via quell'altro... se non canticchiassi finirei per impolverarmi anch'io... D'altra parte canticchiare mentre si Lavora è Operazione canonica no? hehehehe Voi canticchiate mentre Lavorate?... conosco una certa topolina che ha una voce d'angelo... vabbeh dai torno a Sentire cosa vogliono quegli altri giù, che stanno sempre zitti... bleah :C: |
Citazione:
Facendo l'esempio dei Conventi all'interno dei quali quando si lavora si " canta " per uniformare i propri movimenti, ma soprattutto la propria essenza, al " ritmo " vibratorio ( se si fa attenzione la maggior parte dei canti cosidetti canonici sono simili a dei Mantra ) cosi si puo pensare al " comportamento " di apertura o chiusura che ognuno assume e che si rende più palese nel momento in cui si avanza sulla Via ma soprattutto nel possibilità di aprire collegamenti con le stesse persone che si pongono ad una stessa frequenza e chiuderli con coloro che non hanno tale capacità ( all'interno di un convento hanno tutti lo stesso intento ). Questo immaginare le cose, puo forse sembare ostico però mi sembra che fondamentalmente non lo sia. In altre parole ognuno " racchiude " in Se la Parola. La miriade di trasformazioni, interiori ed esteriori, alle quali si va incontro non sono altro che il risultato della Uniformazione che il singolo sta ottenendo con lo Studio. Fermandomi su questo concetto anche se non so se è posto correttamente, continuo dicendo che l'aprirsi o il chiudersi denota anche la Capacità di Sapere Ascoltare la Parola ossia la Vibrazione; ciò che probabilmente puo essere definito Silenzio ( non lo so mi sto buttando..icon_mrgr: ) Insomma l'armonizzazione, come ad esempio "cantando ", elimina il superfluo e lascia " candida " la vibrazione.... |
Ovvero.....il Silenzio è d'oro, la parola è d'argento
......perdonatemi se mi ripeto Parole.....parole....parole In tanti galli a cantar non si fece mai giorno.... Un thread dedicato alle parole...uhmm... perchè una parola non vibrata è più potente? come diceva Uno?..... può essere perchè il pensiero vien prima della parola.....però , però perchè esso sia potente dobbiamo prima renderlo 'fisico', corporeizzarlo, solo dopo averlo realmente acquisito, potrà esservi la ripetizione senza suono.... ovvero la velocità del pensiero, che non ha eguali a quella fisica...può giungere ovunque, ovvero il pensiero crea.....il Mantra più potente non sarà infatti quello vibrato a voce alta, ma quello vibrato senza suono, solo che per giungere a vibrarlo senza suono lo si dovrà prima saper vibrare a viva voce....e tutto il corpo dovrà entrare in risonanza con esso..quando si giungerà a tal punto con la ripetizione mentale il corpo riuscirà a entrare in risonanza poichè la memoria del corpo ha già acquisito tale facoltà....uff non so se mi sono spiegata....penso Uno si riferisse a questo quando parlava di parola senza suono....se non era esattamente questo...attendo conferma. Ma chissà dove avrò raccattato tali informazioni...qualche libercolo da bancarella....icon_mrgr: leggo.gif Interessante anche questa cosa della de-ristrutturazione del DNA, avevo già sentito qualcosa in giro.... Riguardo al canto se si è tonati...mi tocca concordar con Messer Topo manata.gif c'è un gattaccio che s'aggira per i meandri della biblio.....per quanto siano loquaci e dotti i topini, a sti gattacci gliene importa.... |
Citazione:
Come può essere una manifestazione vibratoria come la parola senza suono? Ci riflettevo giusto l'altro giorno.. Se pensiamo alle scale musicali potremmo in qualche modo trovare la risposta. Una vibrazione più diventa alta e più diventa sottile, più si scavallano le scale e più è alta la vibrazione, sottile, potente, forte ed inudibile. Allora pensavo: come fà a diventare inudibile? Perchè la sua vibrazione sfonda la barriera materica del suono, mi par la risposta... Ho visto delle foto di aerei che raggiunta la velocità del suono creano un boato e un effetto visivo fisico come se davvero sfondassero un muro ... ergo: tali vibrazioni sono talmente veloci, potenti e sottili da traforare la violentemente la materia più grezza e da permettere di raggiungere livelli sottili di materia tanto da creare... ma sappiamo che il pensiero nn viene creato dal basso (per cui l'uomo "semplice" nn ha potere di creare) ma il pensiero è già creato e noi vi attingiamo, se siamo bravi in maniera cosciente. Quindi mi vien da pensare (...) che con la parola (a questo livello di densità) non creiamo nulla ma attingiamo .. vivifichiamo, forse, movimenti vibratori utili allo scopo. |
Premetto che non sto rispondendo a nessuno in particolare ma sto cercando di farmi un'idea di quel che state trattando. martello.:
Ho la macchinetta del caffè accanto ad una bottiglia d’acqua. Preparo il caffè e poi premo il bottone che fa scendere l’acqua mi distraggo e dirigo lo sguardo verso la bottiglia dell’acqua che oggi è mezza vuota. Nell’acqua si formano dei disegni bellissimi sembrano dei mandala. Ecco che mi si formula una domanda nella testa. Se le parole sono vibrazioni invisibili e noi siamo composti da acqua per una percentuale altissima, cosa succede quando vengono emesse? Inoltre le parole sono veicoli comprendenti una serie di pensieri, come i frutti di un albero sono intrisi dalla linfa della pianta? Se noi emettiamo parole di rabbia queste staranno vibrando in noi trasformandosi in parole che andranno a far vibrare qualcuno nello stesso modo in cui fanno vibrare noi? Allora alla base l’energia che muove tutto sono le sensazioni/emozioni dalle quali nascono i pensieri che creano la parola estratto della vibrazione iniziale. Una trasformazione di energia primaria che si trasforma e ritrasforma per poter uscire nel mondo in cui diviene parola. Ecco che noi diventiamo la parola stessa? Se la parola ci fa vibrare sulla stessa vibrazione che l’ha emessa noi se l’accogliamo diventiamo quella parola? Originariamente noi nasciamo parola? Il nostro nome è una parola che ci condiziona? Ma allo stesso modo in esso vi è racchiuso qualcosa che ci chiude in un cerchio dal quale possiamo uscire lavorando sulla base di quello che ci condiziona in quel nome? Lavorando sulle emozioni-pensiero-parola ovvero parola-pensiero-emozioni possiamo cambiare la nostra struttura condizionante? Se sì,in questo modo la parola potrebbe diventare silenziosa? :C: |
Le tue domande-riflessioni sono stupende ed hanno in sé la risposta.
La "parola", le "vibrazioni sottili", quelle vibrazioni che "disegnano" forme e "creano" sostanza nella "acqua" della tua anima e della tua coscienza, diventa silenzio quando la vibrazione stessa giunge ad una frequenza tale che sembra scomparire all' "udito" di un ipotetico osservatore. ciao |
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