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Uno 27-12-2005 23.57.01

Paletti...
 
Per comprendere chi siamo generalmente fissiamo dei paletti intorno a quello che vediamo come nostro territorio... in senso reale o metaforico...
Esempi
Ritengo di essere un tipo che all'esame posso prendere 27
Penso di poter meritare 2000 euro al mese di stipendio
Sono tipo da non poter guidare un auto meno di 1600 di cilindrata....
Mi vedo pesare sui 80 kg
etc etc

Sono esempi assurdi... ma per denotare quanto non siamo coscienti (spesso) ma costretti entro certi... schemi? Limiti?
Non voglio riportare la discussione sui limiti che abbiamo già un pò affrontato da qualche parte... ma sul fatto che siamo noi il più delle volte a fissare dei paletti su basi inconsistenti.. lo facciamo per avere dei riferimenti... il vuoto ci destabilizza... dei paletti ci danno dei punti dove orientarci....

lascio a voi la discussione intanto...

RedWitch 28-12-2005 00.22.03

Riferimento: Paletti...
 
I paletti, i riferimenti, li fissiamo, in base a come vediamo la nostra realtà a mio parere... ma anche in base a schemi che crediamo imposti dalla società...
"Ho un' intelligenza media".. e chi mi dice qual'è la "media" ?... Lo stabilisco io...
"Se dimagrisco, sarò guardabile" (soio.gif ) guardabile per chi, da chi?... lo stabilisco io...
etc etc....

Il tutto, è sempre rapportabile al fatto, che mi do, un "obiettivo" che stabilisco io, in base... al niente... per avere appunto , una "sicurezza", che poi sicurezza non è.. perchè i paletti, alla fine, li modifichiamo in continuazione.... secondo il momento..

Pero'... una volta compreso, che quei riferimenti, in realtà, non sono riferimenti, ma un'illusione .... che l'unico riferimento per me stesso, sono io... i paletti.. si smontano... uno ad uno...

jezebelius 28-12-2005 00.39.30

Riferimento: Paletti...
 
Cedo che sia abbastanza complicato smontare un paletto anche ponendo l'attenzione dovuta. Questo perchè è talmente radicato che è difficile estirparlo; paradossale invece la modificazione del limite, che viene ad essere spostato ogni qual volta, in quel momento, assumiamo altri punti di riferimento che " ci fanno comodo " per quel tratto di esperienza che è la vita.
Ritornando al radicato, naturalmente tutto è improntato sullo " schema" che anche da fonti esterne, abbiamo assunto ovvero impresso come base dalla quale partire ed ovviamente affidarci per potere rimanere saldamente attaccati a quello che definiamo reale, certamente senza vuoto.

RedWitch 28-12-2005 00.59.57

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

ed ovviamente affidarci per potere rimanere saldamente attaccati a quello che definiamo reale, certamente senza vuoto.
Crearsi dei riferimenti (fittizi) ... serve a mio parere proprio a riempire dei vuoti.... che non riusciamo a colmare diversamente... ecco perchè credo che nel momento in cui, riusciamo ad osservarci attentamente... a comprendere che il centro alla fine siamo sempre e solo noi.. non abbiamo piu' bisogno di colmare i vuoti... e a quel punto.. smantellare i paletti, non è piu' così difficile... nemmeno quelli ben radicati..

mizza 28-12-2005 09.55.38

Riferimento: Paletti...
 
Sono giunto da poco alla consapevolezza che i "paletti" non mi servono.
E' stata una liberazione incredibile, consiglio vivamente a tutti di riflettere profondamente sulle parole di Uno.

Ovest 28-12-2005 10.07.08

Riferimento: Paletti...
 
la liberazione non è unica.
ciò che ha compreso mizza è una gran cosa, sono d'accordo, ma non è tutto.
A livello mentale mizza ha compreso che i paletti non servono. Ma molte volte, i paletti mentali sono la conseguenza di traumi subiti. La mente se ne può liberare ma perchè la liberazione sia completa anche il corpo fisico se ne deve liberare.
I traumi, le esperienze di tutta una vita vengono impresse nel corpo fisico.
il corpo mantiene la memoria dell'esperienza in special modo se si tratta di un trauma. Occorre liberare questa memoria, altrimenti qualsiasi altra esperienza che si vive, se in qualche modo è legata alla prima esperienza da cui è nato il trauma, il corpo se ne ricorderà e si comporterà così come si è comportato originariamente. Ciò crea il blocco. il blocco crea convinzioni errate o giri mentali contorti o distorti e ciò originano i paletti.
Ecco che la questione è molto più complessa di come si pensava.
Liberare la mente è il primo passo, liberare il corpo è il secondo.

mizza 28-12-2005 10.21.38

Riferimento: Paletti...
 
Esiste un detto che più o meno recita così:
"Ciò che la mente dimentica ,la mano ricorda"

Ovest 28-12-2005 10.22.26

Riferimento: Paletti...
 
già icon_mrgr:

la mente.. mente, il corpo invece no.

Najat 28-12-2005 11.31.15

Riferimento: Paletti...
 
E' vero, a volte lotto con la mente, per crescere, i paletti servono per i primi passi, dopo ci si può anche liberare di loro (anche se con fatica), in maniera graduale. Ma è vero che c'è una memoria nel corpo che non è facile cancellare. Non so se sbaglio, ma credo che si possa parlare di riflessi condizionati.

Ray 28-12-2005 13.54.04

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Najat
E' vero, a volte lotto con la mente,

Ovviamente intendi che lotti contro la mente... ma con che cosa?
Ovvero... che cosa usi per lottare contro la mente?

Ovest dice che la mente... mente, cioè che mentire è l'azione della mente... ma dice anche che è la prima da liberare... che la liberazione del corpo è seguente...

Ma dopo che la mente è libera non mente più? Cioè fa come il corpo (almeno per quel particolare aspetto) o continua a mentire?
E, ancora una volta, cosa si usa per liberare la mente?

Ovest 28-12-2005 13.59.15

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Ray
Ovviamente intendi che lotti contro la mente... ma con che cosa?
Ovvero... che cosa usi per lottare contro la mente?

Ovest dice che la mente... mente, cioè che mentire è l'azione della mente... ma dice anche che è la prima da liberare... che la liberazione del corpo è seguente...

Ma dopo che la mente è libera non mente più? Cioè fa come il corpo (almeno per quel particolare aspetto) o continua a mentire?
E, ancora una volta, cosa si usa per liberare la mente?

Non ho detto che prima c'è la liberazione della mente e poi del corpo ma che la sola liberazione della mente (se avviene) non è sufficiente.

Ray 28-12-2005 14.12.42

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Ovest
Liberare la mente è il primo passo, liberare il corpo è il secondo.

scusa... avevo letto male... icon_mrgr:

cmq, al di là dell'oziosa questione di cosa prima e cosa dopo, questione del tutto secondaria e non determinante, le domande di prima restano...

Uno 28-12-2005 14.14.16

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Ovest
Non ho detto che prima c'è la liberazione della mente e poi del corpo

e si che lo hai detto.....


x tutti
Dovremmo fare una discussione sulla mente... perchè mi pare che qualcosa non sia chiaro

Ovest 28-12-2005 14.23.36

Riferimento: Paletti...
 
allora specifico.
il mio discorso era legato al post in cui mizza diceva di aver compreso che i paletti non servono a nulla.
il che è una comprensione mentale.

Uno 28-12-2005 14.25.57

Riferimento: Paletti...
 
Sento puzza di bruciato.... icon_mrgr:

Ovest 28-12-2005 14.41.25

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Uno
Sento puzza di bruciato.... icon_mrgr:

mi dispiace per te Uno ma cadi male.
mi sono capitati entrambi i casi.
liberazione mentale da una convinzione, di uno stato passato, ovvero io non ero più legata a livello emotivo nè energetico, ma purtroppo il mio corpo invece teneva ancora a livello muscolare il trauma, il ricordo.
per cui il passo successivo doveva coinvolgere il corpo (perchè la liberazione, da quel trauma, fosse totale e completa).
così come una liberazione fisica, un superamento di un trauma non è stato sufficiente perchè la mente si accaniva nei meccanismi conosciuti. Stavolta la mente non voleva, come dire "lasciare andare". ma era solo una questione mentale.
purtroppo le due cose son legate.
da qualsiasi punto si parta.
e su questo, almeno, sarai d'accordo.

Uno 28-12-2005 14.50.27

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Ovest
mi dispiace per te Uno ma cadi male.
mi sono capitati entrambi i casi.
liberazione mentale da una convinzione, di uno stato passato, ovvero io non ero più legata a livello emotivo nè energetico, ma purtroppo il mio corpo invece teneva ancora a livello muscolare il trauma, il ricordo.
per cui il passo successivo doveva coinvolgere il corpo (perchè la liberazione, da quel trauma, fosse totale e completa).
così come una liberazione fisica, un superamento di un trauma non è stato sufficiente perchè la mente si accaniva nei meccanismi conosciuti. Stavolta la mente non voleva, come dire "lasciare andare". ma era solo una questione mentale.
purtroppo le due cose son legate.
da qualsiasi punto si parta.
e su questo, almeno, sarai d'accordo.

Adesso si...

Era 28-12-2005 15.02.46

Riferimento: Paletti...
 
dico la solita scemata ma vorrei capire bene questa discussione...
la mente e il corpo.....

in tempo di guerra ma non solo..era comune l' arto amputato....
sebbene l' arto non esistesse più la persona lo sentiva dolorante...
che tipo di memoria è questa? anche fisica suppongo poichè il dolore
era reale.....chi mentiva?

aspetto lumi grazie ...

Ovest 28-12-2005 15.14.02

Riferimento: Paletti...
 
penso che quello sia un discorso a livello energetico.
a livello energetico c'è ancora la memoria dell'arto...
ma non sono certa..
la memoria che dico io è la memoria del trauma o di un certo comportamento che rimane impressa nei muscoli del corpo.
ovvero il corpo, ad un certo evento, in ricordo di un'esperienza passata e non superata, risponde in una certa maniera che porta disagio alla persona.
C'è una disciplina (non so neppure se si chiama disciplina) che studia questo. è la kinesiologia. studia la risposta muscolare a certi ricordi...

Era 28-12-2005 15.25.41

Riferimento: Paletti...
 
e non è un trauma la perdita di un arto?

scusami Ovest so capocciona fiori.gif

Ovest 28-12-2005 15.30.13

Riferimento: Paletti...
 
si, è un trauma.
ma è un trauma anche qualsiasi altra cosa, anche una parola può essere un trauma, una situazione .. e quella situazione, quell'evento rimane impresso nel corpo fisico.
Ovvero, il semplice rievocare un ricordo (anche se magari pensi sia un semplice ricordo senza nessuna importanza) dalla risposta muscolare può invece risultare che quel ricordo senza importanza in realtà è rimasto impresso nel corpo fisico. E ciò significa che il corpo reagirà nel modo in cui "è stato registrato" a qualsiasi evento, situazione che anche lontamente gli ricordi il primo trauma.
Diciamo che per trauma lo intendo in senso generico, più allargato.
spero di essermi spiegata meglio ora.

Shanti 28-12-2005 21.39.28

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Ovest
Ovvero, il semplice rievocare un ricordo (anche se magari pensi sia un semplice ricordo senza nessuna importanza) dalla risposta muscolare può invece risultare che quel ricordo senza importanza in realtà è rimasto impresso nel corpo fisico. E ciò significa che il corpo reagirà nel modo in cui "è stato registrato" a qualsiasi evento, situazione che anche lontamente gli ricordi il primo trauma.

E le emozioni che parte hanno in tutto questo? Scusate se non c'entra nulla, ma credo che qualunque emozione si provi si senta fisicamente in qualche parte del corpo... E credo che portando alla mente un ricordo succeda comunque di provare un'emozione con relativa risposta fisica...

jezebelius 29-12-2005 00.06.38

Riferimento: Paletti...
 
Gia è vero Sha...è la medesiam cosa che ho pensato io.
Quindi possiamo dire che la memoria attraverso la quale è stata impressa una certa condizione( trauma ) " all'interno " del fisico, viene richiamata nel momento in cui si rivive quella situazione, con ovviamente, l'emozione annessa, dandoci caso mai la sensazione di fastidio o altro?

Ovest 29-12-2005 07.45.07

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Shanti
E le emozioni che parte hanno in tutto questo? Scusate se non c'entra nulla, ma credo che qualunque emozione si provi si senta fisicamente in qualche parte del corpo... E credo che portando alla mente un ricordo succeda comunque di provare un'emozione con relativa risposta fisica...

quella che appunto viene impressa è l'emozione forte del ricordo (giusta o sbagliata che sia)
se ad un evento-ricordo viene impressa un'emozione di rabbia, il corpo della persona a qualsiasi evento che le ricorda l'evento originale, reagirà con rabbia. in questo modo è imprigionata in un meccanismo di evento-ricordo-rabbia dal quale faticosamente riuscirà a uscire.

Najat 29-12-2005 08.47.17

Riferimento: Paletti...
 
E questa memoria non è appunto quello che comunemente si chiama riflesso condizionato? Quando anche un elemento di un trauma provoca la riemersione di una serie di reazioni a catena...non è facile da rimuovere.
Ray, certo che volevo dire quello che puntualizzi, posso aver usato il termine sbagliato, ma credo sia quello il concetto. Cosa uso per lottare? A questo non ti so dare una risposta. Posso dirti la forza della volontà, che in certi casi diventa quello della disperazione. Quando stai male per via di quel ricordo e ti rischi la pelle con cosa lotti? Se hai una risposta, dimmelo tu, e te lo dico senza toni polemici. Forse, come dice Uno, si dovrebbe aprire a parte un discorso sulla mente, qui il punto di partenza mi sembrava un altro. I paletti, i limiti autoimposti a volte non solo da noi stessi, ma dai parametri esterni e che possono condizionare. Forse non ho la necessaria fluidità di pensiero e scrittura, cerco di farmi capire al di là di un termine, anche se riconosco assoluto valore all'uso delle parole.

Ray 29-12-2005 12.44.28

Riferimento: Paletti...
 
Mah, sai Najat, il discorso "mente" può essere considerato off-topic dal discorso "paletti" tanto quanto la faccenda del trauma.

Tra l'altro questa netta distinzione mente-corpo che sta veleggiando in questa discussione mi pare decisamente arbitraria... sarebbe da ricordarsi che le distinzioni sono prima di tutto distinzioni di percezione... e poi, semmai, effettive.

Dici che quel che usi è forza di volontà... bene, concordo... allora ti domando... quando ti rendi conto che la mente sta mentendo, anche solo su quella questione specifica che se ti va chiama pure riflesso condizionato, con che cosa te ne accorgi?

Cosa usi per sapere quale è la menzogna della mente da combattere? Come fai a dirigere la forza di volontà?

Najat 30-12-2005 14.54.40

Riferimento: Paletti...
 
Mi piacerebbe avere una risposta alle tue domande, si forse ho sviato anch'io la discussione iniziale...avevo letto la tua risposta già da prima e l'unica cosa che posso dirti è che forse cerco di proteggermi in modo istintivo, se me ne accorgo e ammesso che la mente mi stia mentendo...potrei essere io ad avere delle percezioni sbagliate. Ma rischio di allargare il tema, forse dovremmo tornare alla base

Ray 30-12-2005 15.24.59

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Najat
è che forse cerco di proteggermi in modo istintivo,

non credo ci sia da tornare granchè alla base... direi che siamo pienamente in-topic... bacini.gif

:C:

Uno 30-12-2005 18.43.32

Riferimento: Paletti...
 
Non sono più intervenuto sul tema perchè volevo lasciarvi parlare, ma visto che in effetti un pò fuori ci state andando ma non avete toccato alcuni punti che sono importanti....

Mizza ha portato un contributo buono ma non completo con
Citazione:

Sono giunto da poco alla consapevolezza che i "paletti" non mi servono.
E' stata una liberazione incredibile, consiglio vivamente a tutti di riflettere profondamente sulle parole di Uno.
Il lato negativo dei paletti è che ci limitano... però prendendo l'esempio di paletti reali... avete mai visto in montagna quei paletti alti che delimitano la strada asfaltata quando c'è neve? Caspita se sono utili... senza di quelli andiamo fuori strada... e quelli sono paletti oggettivi, non li mettiamo noi... li mette un adetto ma sul bordo della strada in maniera funzionale.. senza di quelli ci facciamo male... poi ci sono paletti che mettiamo noi e per questi torno sul concettuale.. esempio un mio paletto è che non uso violenza a nessuno... è sbagliato? Ok per qualcuno potrà anche esserlo... ma per quello che voglio essere io no... poi ci sono paletti messi dalla società, per esempio se a 35 anni non sono sposato ho qualche difetto... o sono brutto o sfigato o stupido etc etc... magari io sto bene da solo
quindi se mi sposo per accontentare la società è un paletto (i 35 anni per esempio) che mi arriva dall'esterno, non è indispensabile ma lo subisco....
Questa ultima parola è il punto focale subire o accettare/scegliere i primi sono da eliminare sempre e comunque i secondi sono da tenere sempre in osservazione (che non si tramutino nei primi).
Potremmo parlare (anche se non è un discorso universale o facile) su come accorgersi della differenza tra i due e come "eliminare" i primi.

Sole 01-01-2006 20.02.49

Riferimento: Paletti...
 
Citazione:

Originalmente inviato da Uno
Il lato negativo dei paletti è che ci limitano... però prendendo l'esempio di paletti reali... avete mai visto in montagna quei paletti alti che delimitano la strada asfaltata quando c'è neve? Caspita se sono utili... senza di quelli andiamo fuori strada...

Potremmo parlare (anche se non è un discorso universale o facile) su come accorgersi della differenza tra i due e come "eliminare" i primi.


Volevo fare proprio questa distinzione (sempre che non abbia letto troppo di corsa ...) .. i paletti che creano in noi una 'regola" da seguire per non "sbagliare" o non limitare la nostra liberta', e quelli che invece ci limitano una liberta' di azione o di pensiero addirittura.

Imparare a riconoscerli e' un po' come dire imparare a conoscere se stessi. Imparare a ri-conoscere cosa ci fa' Bene (rispetto ad una liberazione) e cosa no. Senza considerare mai cosa sia giusto o sbagliato per il comune modo di vivere nella societa', ma cosa per coscienza e' corretto per se stessi e poi per la comunita'.

I paletti che creano regole per una crescita sono secondo me successivi a quelli che ci limitano. Allora Uno chiede come riconoscere i negativi... sembra fin troppo banale dire ... osservando i nostri comportamenti e cosa Davvero Vogliamo fare, dire, pensare, essere ed Essere.
Dico che sembra banale perche' lo si ripete spesso ... eppure io non trovo molte altre vie per riconoscere in noi un comportamente, meccanismo "sballato" che ci crea blocchi e limiti alla nostra individuale, inalienabile Liberta' di Essere.

...

Era 02-01-2006 20.27.51

Riferimento: Paletti...
 
mettiamola così....vediamo se ho capito...

metto i paletti per avere riferimenti....regole...difese...
ma quando sti paletti diventano alibi....non sono più
riferimento ma limiti...quindi prima mi sveglioooooo ...
e comprendo quali sono gli uni e gli altri...meglio è!!!!

martello.: si?

Kael 02-01-2006 21.31.04

Riferimento: Paletti...
 
Lasciare aperte tutte le porte, pur mantenendo il controllo...

E ricordando che spesso non è l’ignoranza a bloccarci, ma la “conoscenza” stessa.
In che modo?
Innanzitutto specificando che ho virgolettato appositamente conoscenza proprio perché spesso la nostra non è una conoscenza totale, ma piuttosto una conoscenza parziale, se non addirittura errata.
Capita così che dopo aver guardato dentro una porta, la richiudiamo applicandoci sopra un bell’adesivo con la scritta “GIA’ VISTA”, che ci impedirà in futuro di andare a darci ancora un’occhiata perché sicuri di aver già visto tutto quello che c’era da vedere….
Questo sistema è indubbiamente utile per non perdere tempo andando a vedere sempre le stesse stanze, sempre purchè si rimanga nello stesso stato di coscienza con la quale le abbiamo viste. Se dovessimo svegliarci ad un nuovo stato di coscienza, ecco fondamentale l’operazione del solve: togliere tutte le targhette applicate, perché ora, anche rivedendo una stanza, saremo in grado di cogliervi nuove cose che prima ci erano sfuggite.

Se non lo facessimo, e la stanza restasse chiusa con l’adesivo “GIA’ VISTA”, sarebbe un paletto insormontabile che ci precluderebbe per sempre la possibilità di nuove scoperte.

Ecco perché l’ignoranza non rappresenta un ostacolo ma anzi, uno stimolo.
Il bambino vuole conoscere.
Sa di non sapere, e questo gli permette di non trovare chiusa nessuna porta.
E’ così che nei primi anni di vita l’apprendimento è così veloce e profondamente radicato.
Poi, col tempo, il bambino inizia a sapere, e in questo modo l’ignoranza viene meno e la sua capacità di apprendere cala, perchè si illude di sapere.
L’unico modo per poter continuare ad apprendere in modo così rapido dunque è il saper essere umili.
L’umile sa, ma sa anche di non sapere tutto.
Sa che, seppur difficilmente, esiste comunque una possibilità anche per l’impossibile, senza per questo dover credere ciecamente a qualsiasi cosa, e in qualche modo quindi lascia sempre aperte le porte delle stanze già viste… uno spiraglio appena, ma aperte e pronte ad essere visitate qualora se ne presentasse l’occasione.

Invece, vuoi per orgoglio, vuoi per meccanismi inconsci che non controlliamo, troppo spesso ci sbarriamo la strada verso la Conoscenza, con i paletti della conoscenza stessa.



Leggere un libro per la seconda volta, e scoprire fra le righe cose che prima ci erano sfuggite, o dare per scontate certe cose, e poi fortunatamente vedere che un giorno si sgretolano miseramente…. queste possono essere grandi illuminazioni che possono realmente farci comprendere ciò che io ho tentato di esprimere in questo post.


Il discorso poi non si ferma qui, esistono altre centinaia di tipi di paletti… ma lascio a qualcun altro la parola. Spunti potrebbero essere la paura (sento strani rumori provenire da quella stanza quindi non voglio entrarci), il dis-agio (in quella stanza non sono a mio agio e quindi non sono “un tipo da quella stanza"), il rancore (la persona che c’è in quella stanza mi ha fatto un torto e non voglio piu vederla), la dipendenza (quella stanza mi piace troppo, se ci entro non ne vengo più fuori)… tutti paletti che ci impediscono di entrare in stanze nuove o già viste…
Anche se c’è da dire che, il più delle volte, non siamo così coscienti come nei miei esempi… ci troviamo a dire “io sono così” e “io sono colà” senza esserne ben consapevoli…
Iniziare a capire PERCHE’ io sono cosi e io sono colà, è già un bel passo avanti…

Perchè io, potenzialmente, dovrei poter essere ciò che voglio.
Altro che storie...

RedWitch 03-01-2006 17.17.52

Citazione:

Spunti potrebbero essere la paura (sento strani rumori provenire da quella stanza quindi non voglio entrarci), il dis-agio (in quella stanza non sono a mio agio e quindi non sono “un tipo da quella stanza"), il rancore (la persona che c’è in quella stanza mi ha fatto un torto e non voglio piu vederla), la dipendenza (quella stanza mi piace troppo, se ci entro non ne vengo più fuori)… tutti paletti che ci impediscono di entrare in stanze nuove o già viste…
Anche se c’è da dire che, il più delle volte, non siamo così coscienti come nei miei esempi… ci troviamo a dire “io sono così” e “io sono colà” senza esserne ben consapevoli…
Iniziare a capire PERCHE’ io sono cosi e io sono colà, è già un bel passo avanti…
I tuoi esempi Kael, sono tutti di paletti che ci costruiamo noi stessi... che, a mio avviso, riportano tutti, alla risposta che ha dato Sole.. osservandosi, si possono iniziare a vedere i "perchè", di tanti, quasi tutti direi , i nostri comportamenti.

Ad esempio: se io evito una persona perchè mi ha fatto del male e non voglio rivederla, è perchè temo di soffrire ancora per via di questa, perchè ho rabbia,... odio... paura... magari tutti insieme (ma intanto il "legame" con questa persona, resta..)
Smantellare questo paletto, significa, prendere uno ad uno tutti questi sentimenti (dopo averli individuati, perchè a volte, nemmeno ci rendiamo conto di provarli verso qualcuno), e osservarli... osservarci... questo permette, di capire, soprattutto che questi paletti siamo noi a metterli (siamo noi che generiamo la rabbia, l'odio, la paura)... e li smantelliamo , uno ad uno.
A questo punto , posso scegliere, cosa è bene per me, senza che qualcosa che non sono io mi blocchi... se decido di non vedere comunque piu' quella persona, è perchè non voglio,in quel momento non perchè ne ho paura o altro (e questo diventa il bene per me)... e, in questo caso, la porta aperta mi servirà eventualmente in un altro momento... affinchè non diventi di nuovo una limitazione (paletto da smantellare)....

jezebelius 07-01-2006 15.34.43

Ragazzi io sono daccordo con Voi; mi pare di capire che tutto, almeno per vie generiche , si riduca ( ovviamente si fa per dire ) alla Osservazione di se stessi, dei propri comportamenti, delle proprie azioni e reazioni.
Credo che forse il modo di Osservarsi - ovvero saper riconoscere cosa va bene e cosa no per se stessi - sia da approfondire.
Va da se che il Paletto è la via - quella che ci hanno costruito affinche non si esca fuori da essa - mentre quel Paletto posto successivamente - per rispondere ad uno standard sociale ad esempio - è la limitazione; va da se che il Paletto oggettivo ci indica come procedere mentre subire ciò che gli altri, nello specifico la società, hanno scelto è una limitazione.
Riassumo il tutto ( o cerco di farlo ) arrivando all conclusione che bisogna scindere chi subisce passivamente senza accorgersene ( divenendo cosi parte di chi ha preconfezionato per lui ) da chi ha dissolto la limitazione cercando di non farsi sopraffare al fine di reipadronirsi di se e vivere la sua individyalità all'interno della collettività, anche se malsana.
Anche in questo caso Osservazione quindi.
Come si fa a capire piuttosto, come dice UNO, quelli che ci rendono - in qualche maniera - schiavi per i quali accettiamo ciò che, forse indirettamente, ci vien fatto passare per " Reale desiderio " standardizzando il raggiungimento, soddisfando parametri che assumono la connotazione di " personali ", da quelli che effettivamente al contrario dovrebbero fornirci il mezzo di scelta, raggiungendo Realmente ciò che si Vuole Essere.
In questa epoca dove tutto è posto semplicemente, dove tutto e tutti sono stanchi ( passivi ) alle insormontabili limitazioni che vengono poste anche come traguardi.
E' un discorso che mi affascina questo ma come Sole non riesco a vedere ( forse anche oper mia limitazione ) altro modo che quello di Osservarsi.
Ma una volta che tale osservazione diviene giornaliera come facciamo ad essere certi di essere ri -tornati sulla strada " oggettiva " di cui UNO ha parlato?
Domanda da niente forse......!
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