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No, cerchi il vento, ciò quello che arriva dal temporale (magari 500km più in là) non il temporale in se. Poi se ci capiti in mezzo (al temporale), e capita, dovrai cercare di fare il meglio che puoi per non finire cibo per pesci. Cercare il vento non significa andare incontro al temporale. |
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Un alcolizzato potrebbe uscirne iniziando a dedicarsi con impegno ad altro, un lavoro, un hobby etc.. Questo non è sufficiente, se poi non completerà il percorso ci ricascherà, ma queste "distrazioni" volontarie permetteranno diverse cosette. Punto primo di non alimentare il vizio, di indebolirlo un pò. O meglio indebolire l'attrattiva che ha per noi. Se uno reprime invece rimane di fronte a quel vizio, a quel magnete e cerca di non farsi attirare. Di fatto se riesce a rimanere un pò staccato deve comunque sprecare energia, magari puntare i piedi facendosi male etc... La concentrazione può essere un bene, ma quando diventa esagerata ed incosciente fa nascere i vizi. Cioè dedichiamo molta attenzione, molte energie etc... a qualcosa, cioè siamo concentrati anche se negativamente su questa cosa, spesso tralasciando le altre anche se non ci accorgiamo della cosa. Nelle grandi dipendenze questo è evidente, ma in piccole cose non è semplice vedere che dedichiamo 7 ad una cosa negativa e 3 ad una positiva (esempio eh) Se noi iniziassimo a dedicare 4 alle cose positive automaticamente ruberemo 1 a quella cosa negativa, che di conseguenza scenderebbe a 6 e via via... A volte è utile usare più cose positive per rubare vari singoli punti etc... Se semplicemente togli 1 alla cosa negativa senza dedicare quell'uno ad altro è repressione e come conseguenza porta piano piano ad avere quell'1 in meno, non lo usiamo, quindi ne iniziamo a non poter più disporre. In pratica la cosa può divenire depressione, mancanza di forze etc.. ------------------------- Non ho dimenticato il discorso del foglio, lo riprendo appena posso |
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Questa e' la domanda . La risposta e' legata alla tua capacita' , al tuo livello . Certo per taluno sara' stata un'esperienza quasi del tutto negativa( mai del tutto ) per altri sara' stata ancora piu' utile perche avrai provato le strutture della barca oltrecche' te stesso . Concordo che non si puo' andar per mare in cerca del brutto ma a volte capita questo : sai che c'e' mare grosso pur se il vento e' in calo e decidi di fare quelle 15 miglia in piu' che ti servono per realizzare i tuoi programmi e scegli di soffrire per un obbiettivo . Questo atteggiamento come lo chiameresti ? E' in qualche modo parte dell'opera al nero ? |
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Se si parla solo di soffrire (tipo avere un vento fastidioso sul viso per esempio) per ottenere qualcosa è un discorso, ma se dalla capitaneria mi dicono che è in arrivo un tifone che potrebbe spazzare via pure mezza costa e mi ci butto dentro sono un suicida. Il punto è come ci si approccia alla faccenda. Se io vedo il temporale lontano e mi ci butto senza sapere a cosa vado incontro perchè comunque spero di trarne una esperienza positiva la cosa non è tanto diversa da chi si droga, chi corre a più non posso in auto etc.... Se invece io sto facendo il mio giro in barca, sfrutto il vento che arriva da un temporale, che magari pure vedo all'orizzonte, per compiere le mie manovre.... è un'altro discorso. Per essere più chiaro, io dovrei fare di tutto per non andare in mezzo al temporale, se succede perchè questo arriva all'improvviso allora dovrò tentare di pararmi il ...... ma la tattica ci vado dentro perchè voglio ancora fare quelle 15 miglia è da in-coscienti e il rischio è sempre più grande del guadagno, perchè anche se ti va bene comunque ti sei trovato in mezzo alla bufera per colpa tua e non perchè inevitabile. Esperienza? In piccola parte si, ma pagherai parecchio in termini di sensi di colpa, anche quando questi saranno ben mascherati e sotterrati. Non dico di scappare appena vedo il lampo all'orizzonte, ma neanche andare incontro ai Tori come a Pamplona (che poi neanche quelli ci vanno incontro, corrono vicino cercando di non farsi prendere, bella metafora/iniziazione eh?) (la stiamo buttando un pò troppo sullo psicologico, comunque se aiuta un pò a chiarire va bene) |
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Insomma per farla breve l'opera al nero impone di aggiungere sia in termini di esperienza a quello che gia' hai provato sia in termini di contenuti o devi lavorare esclusivamente con quello che sei e che hai ? |
E' tutto chiaro, grazie capo. Lo sforzo maggiore è quello di spostare l'attenzione su altro perché infondo a stare lì, vicino al magnete si prova una sorta di piacere anche se si è consapevoli che si sta perdendo la partita. Il che è anche sensato, altrimenti la difficoltà dove sarebbe icon_mrgr: ? A chi si droga o beve lo stato alterato piace tantissimo, semmai il senso di colpa viene una volta finito l'effetto, ma durante ...
Al di là del paragone con la tossicodipendenza che rende benissimo, la difficoltà è rimanere sempre lucidi perché si sente tutto, mentre negli stati alterati si ha l'illusione di ingannare la vita. Quindi forse l'Opera è momento per momento un atto 'micidiale' verso se stessi, significa alzare lo sguardo al di sopra di tutto ciò che ci accade (sguardo permesso dall'osservatore ) e agire spostandosi di forza dalla corrente magnetica, ovviamente dove si è in grado di vedere e di conseguenza agire. |
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Quel che sei e che hai è anche ciò che hai fatto, che sei stato etc.. |
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In altri termini per '' superare '' veramente un ostacolo devi conscerlo e per conoscerlo veramente devi averlo vissuto . L'opera al nero ha bisogno di un nuovo vissuto o gli basta quello che e' gia' stato sperimentato fino a quel momento per trasformarlo ? |
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Quello che cerco di farti vedere è che siamo già circondati di possibilità pressochè infinite, possibilità che ci sono intorno perchè noi siamo quello che siamo e ci troviamo dove dobbiamo essere. Andare in cerca del "temporale" che non è vicino solo perchè ci affascina non è che sia più vantaggioso, anzi... dobbiamo pure impegnare l'energia per portarci verso quella cosa non a portata di mano. Poi se quella esperienza non ci aiuta neanche o ci è dannosa peggio che peggio. In informatica (l'ho già scritto tempo fa) esiste una cosa chiamata sandbox, cioè in sintesi un ambiente in cui testare programmi senza fare danni. Quello che abbiamo intorno e a portata di mano è una sorta di sandbox, cioè non rischiamo l'irreparabile, possiamo e facciamo errori, ma errori che sono comunque rimediabili. Quando invece andiamo in cerca di qualcosa che non è a portata di mano l'irreparabile non è certo ma possibile sicuramente. Eppure i programmi che testo in sandbox sono gli stessi che poi posso usare in altri ambienti, hanno le stesse funzioni e danno gli stessi risultati. Insomma, il lavoro c'è, ce n'è in abbondanza da fare, non ha senso inventarsene di diverso anzi i rischi sono certi, i guadagni no, neanche quelli che si avrebbero lavorando con quello che già c'è |
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Il discorso dei peccati capitali non lo volevo legare al cristianesimo ma niente esprime meglio il lato "negativo" dell'uomo, racchiude l'essenza dell'eccesso (che non è un "male" Nike, non volevo dire quello:) ) Per salire prima bisogna scendere... fino in fondo. |
Cari amici,
lungi da me l'ambizione di voler mettere ordine in una materia dove, tra le tante cose, non mi pare di eccellere. Vorrei tuttavia invitare (prima di tutti me stesso) a considerare i punti fermi sui quali fare leva. Se è vero (mi pare nessuno l'abbia smentito) che il nero è: Citazione:
Potrebbe dunque essere una indicazione di lavoro se ognuno condivide le situazioni in cui è spinto a fare cose senza cognizione di causa. O le situazioni nelle quali ha cognizione di causa ma non controllo. Anche se, probabilmente, il solo avere cognizione di causa (chiedo scusa per la ripetitività con la quale uso i termini ma così non ci sono fraintendimenti) è già, in qualche modo, avere un briciolo di controllo. |
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Dal superuomo di Nietsche
Credetemi , oggi solo oggi mi pare di aver trovato una corrispondenza di quello che volevo esprimere nei post precedenti .
Credo di far cosa utile riportare questo brano che descrive quanto volevo dirvi . Spero di non annoiare e soprattutto spero si tratti di opera al nero ammesso sia giusto darle un nome ( come vedrete) . DELLE GIOIE E DELLE PASSIONI Fratello , se hai una virtu', ed e' la tua virtu' allora non l'hai in comune con alcuno . Certo , tu vuoi chiamarla per nome e vezzeggiarla ;vuoi tirarle l'orecchio e scherzare con essa . Ma ecco ora hai il suo nome in comune col popolo e gregge ! Faresti meglio a dire : '' indicibile e senza nome e' cio' che fa il tormento e la dolcezza della mia anima e che e' anche la fame delle mie viscere ''. Sia la virtu' troppo elevata per la familiarita' dei nomi : e se sei costretto a parlarne , allora non vergognarti di balbettarne . Cosi' di' e balbetta : questo e' il mio bene , questo amo io, cosi' mi piace il bene e cosi' solamente lo voglio . Non lo voglio come legge di un dio , non lo voglio come un canone e una stretta necessita' degli uomini : non sia esso per me una guida verso terre sopra terrae paradisi . Una virtu' terrena e' quella che io amo : in essa e' poca intelligenza e , meno di ogni altra cosa , essa alberga la ragione di tutti . Ma questo uccello ha costruito presso di me il suo nido : percio' lo amo e lo stringo al petto e ora cova presso di me le sue uova d'oro . Cosi' devi balbettare e lodare la tua virtu'. Una volta avevi delle passioni e le chiamavi cattive. Ma adesso non hai altro che le tue virtu' : esse sono cresciute dalle tue passioni . Nel cuore di queste passioni ha posto la tua meta piu' alta :cosi' sono diventate le tue virtu' e le tue gioie . Sia che tu fossi della schiatta dei collerici o dei lussuriosi o dei fanatici di una fede o dei vendicativi . Una volta avevi dei cani selvaggi nel tuo sotterraneo : ma alla fine sono diventati amabili uccelli canori . Segue se interessa per non appesantire . Non dice ancora come ma si tratta di una trasformazione e dice da quale condizione e' necessario partire . Ora credo ma ve ne daro' conferma che il superuomo di Nietsche altro non sia che il Re dell'opus alchemico . Ma anche se non fosse cosi' credo ci vada vicino e per il momento esprime quanto volevo dirvi . |
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Più complessivamente, per quello che posso capire io e per quella che è la mia esperienza, funziona così: ho cognizione di causa di una mia debolezza o vizio. Tento di smettere, voglio cessare di esserne schiavo. Dopo vari (moltissimi!) tentativi fallimentari conseguo un successo. Ma di breve durata. Ricado. Rismetto. Ricado. Rismetto. E questa è la parte più amara, più deprimente: lo sconforto e la convinzione di essere incapace di liberarmi dalla schiavitù mi precipita in uno stato decisamente peggiore di quanto partii per l'avventura di farla finita con quel maledetto vizio. Con quella maledetta debolezza. Comprendo che da solo non ce la farò mai. Tuttavia insisto, non posso più andare avanti ma nemmeno tornare indietro, e allora, con la forza della disperazione, insisto. Non è finita finchè non è finita. E mi dico che l'unico insuccesso consiste nello smettere di combattere. E più incasso fallimenti più mi ribello alla mia definitiva sconfitta e insisto. Devo andare avanti per forza: indietro non si torna. Meglio morire che rimanere schiavo. Maledetto vizio, maledetta debolezza! Vedo che però se prima la maggior parte del tempo era occupata dal vizio e le isole di libertà erano pochissime ora sono maggiori i momenti di libertà rispetto a quelli di schiavitù. Piano piano la proporzione si inverte. E anche se le ricadute fanno sempre più male insisto. Insistere, insistere, insistere. A quel punto (per me che sono cristiano) scatta il miracolo: non per merito mio ma per Grazia del Signore VINCO! Il vizio, la debolezza, maledetti loro, sono FUORI dalla mia vita. Ricacciati a casa loro, nell'unico luogo che meritano di abitare: all'inferno! Ciao! P.S. io sono convinto, veramente convinto che sia il Signore che mi libera perchè non si è mai visto uno costruirsi una gabbia e poi spezzare le sbarre da solo. Ma per carità, magari è tutta una mia costruzione psicologica, magari sono tutte fantasie, chissà........... P.P.S. Dimenticavo........avanti il prossimo! Perchè la lista dei vizi e debolezze (almeno nel mio caso) è parecchio lunga.......... |
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Al di là di questo tornando a quello che hai scritto, io non so cosa sono anche se mi dicono che sono cattolica per il semplice fatto che mi hanno battezzato. Non so chi, nè cosa sono, attualmente il mio cielo è abbastanza pagano nel senso che mi piace contemplare in esso la presenza di diverse vie e diversi maestri. Sicuramente negli anni stanno emergendo lati di me molto cristiani ma non posso definirmi cristiana altrimenti andrei in chiesa sempre, seguirei i sacramenti ecc ecc. Invece li osservo con la stessa curiosità con cui si osservano le cellule sotto un vetrino del microscopio... Alla fine sono una randagia in cerca di casa, quindi se qualche divinità avesse un rifugio e un pezzo di pane.. In cambio offro trasparenza, impegno e rispetto. icon_mrgr: Parlando del nero, quando faccio forza contro al vizio, nei casi in cui riesco o meglio' riuscicchio' in genere mi aggrappo alla mia coscienza, nel caso in cui non riesco me la prendo sempre con la mia coscienza. Ma credo che il tuo metodo sia più fruttuoso del mio, questo Dio che ti dà forza per vincere è un'immagine molto più potente della mia coscienziucola embrionale. Io non ce l'ho per niente con la religione, anzi l'abbraccerei volentieri ma dovrei sentirmi integra nel farlo (e qui casca il pero) in fin dei conti questo mio vagabondare è assai faticoso, non so nemmeno se mi porterà da qualche parte. |
da: '' cosi' parlo' Zaratustra ''
Riprendo dal post 333 e dopo aver modificato il titolo errato , completo le poche ma importanti righe che mancano e poi lascio in pace Voi ed il 3d.
Continua cosi': '' Dai tuoi veleni ti sei distillato il tuo balsamo ; hai munto la tua vacca melanconia e ora bevi il dolce latte della sua mammella . Da te non puo' piu' crescere alcunche' di cattivo, tranne il male che cresce dalla lotta delle tue virtu', Fratello , se hai fortuna hai una sola virtu' e non piu' :cosi' puoi piu' lievemente attraversare il ponte . Avere molte virtu' e' una distinzione ma anche una sorte difficile ; e certi sono andati nel deserto e si sono uccisi, stanchi di essere la lotta e il campo di battaglia di piu' virtu' . Fratello e' male la guerra e la battaglia ? ma questo male e' necessario , necessaria e' l'invidia e la diffidenza e la calunnia tra le tue virtu' . Guarda come ognuna delle tue virtu brama la vetta suprema : vuole tutto il tuo spirito perche' sia il suo araldo , vuople tutta quanta la tua forza nell'ira , nell'amore e nell'odio . Ogni virtu' e' gelosa dell'altra e la gelosia e' una cosa terribile .Anche le virtu' possono perire di gelosia . Chi e' avvolto dalla fiamma della gelosia , finisce per fare come lo scorpione e rivolgere contro di se' l'aculeo avvelenato . Ahime' fratello non hai mai visto una virtu' calunniare e trafiggere se' stessa ? L'UOMO E' QUALCOSA CHE DEVE ESSERE SUPERATO E PERCIO' DEVI AMARE LE TUE VIRTU' , GIACCHE' DI ESSE PERIRAI . Cosi' parlo' Zaratustra Non so se questo atteggiamento si avvicina a quello necessario all'opera al nero io credo di si , comunque passo e chiudo :C: . |
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Anche io, come te, ho errato in lungo e in largo: partii per questa avventura tanti anni fa. Ora sembra che abbia trovato la mia cornice di riferimento ma, non è detto che duri. Lo sai com'è l'animo umano........un minuto fa desideravo lasciare mia moglie con tutte le mie forze. Trenta secondi dopo capivo che senza mia moglie ero un uomo morto. Adesso sento che........8-) icon_mrgr: che........ A volte mi piacerebbe essere un uomo migliore di quanto non sia per potere, non so come, aiutare gli altri. Ma la verità è che faccio una grandissima fatica ad aiutare me stesso. E Dio solo sa con quali, scarsi, risultati. Una cosa però mi sento di dirla: guardando la legge di gravità, le leggi (in volgare) di azione e reazione, inerzia, le leggi della chimica, dell'elettronica, etc. bè...........se esiste una legge esisterà pure un legislatore? |
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le passioni sono in realta' le virtu' che divengono tali per trasformazione ( vedi il primo pezzo ''nel cuore delle passioni ....) . Ma poi dice in genere delle virtu' che come tali sono un impedimento . La vera virtu' e' dunque una ed e' quella che consente la trasformazione di ogni passione . Tutto il brano (ed anche gli altri) e' ermetico e spiegato per simboli . Quindi l'errore e' possibile ma a me sembra cosi' . |
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Fine Ot |
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Dice che la trasformazione avviene 'ponendo la meta più alta nel cuore delle passioni', mi sono chiesta cosa voglia dire... Ho pensato sia viverle col giusto atteggiamento, facendosi attraversare da esse ma tenendo ben ferma la meta che si vuole raggiungere, cioè la loro 'sublimazione', non mi viene altro termine. Parla di un uomo che chiama le sue passioni 'cattive' quindi ne ha in parte cognizione di causa e sente il bisogno di andare oltre i suoi stessi istinti. Credo che per iniziare il lavoro la volontà di staccarsi dalle pulsioni ci debba essere altrimenti si è completamente identificati con esse e la scintilla non può scattare, non esiste nemmeno il pensiero e se esiste è solo un condizionamento religioso che con la virtù ha poco a che fare. La virtù è uno stato a cui tende l'uomo al di là delle imposizioni morali e sociali è qualcosa che si coltiva dentro e trasforma, i cani selvaggi si tramutano in usignoli attraverso il lavoro alchemico, niente cani selvaggi, niente usignoli. Questo per ora è quello che sono riuscita a cogliere nel brano ma c'è molto e appunto è ermetico |
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la passione e' la materia su cui lavorare , in termini alchemici per eseguire la trasformazione . Poi il testo dice : Nel cuore di queste passioni ha posto la tua meta piu' alta : cosi' sono diventate le tue virtu' e le tue gioie . Significa che nel cuore di queste passioni TROVA POSTO ( HA POSTO ) la tua meta piu' alta : cosi' ( le passioni ) sono diventate le tue virtu' e le tue gioie . |
Occhio che Nietzsche è morto pazzo... pare si sia perso nell'eterno ritorno, cioè in uno dei culdesac del nero, semprechè abbia avuto a che fare con L'Opus, cosa di cui non sono per nulla sicuro, anzi.
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ripeto non voglio insistere e fare una crociata su questo scritto che a me dice molto dalla prima riga all'ultima nel descrivere un atteggiamento . Se a qualcuno interessa chiarire sono qui e se Uno non lo ritiene fuori tema se no possiamo mollare . |
Lo sai già come lo ritengo Nike icon_mrgr:, sono un paio di volte che te lo dico, ma se lo vuoi infilare qui per forza .... boccaccia:
Battuta a parte, potevi/potresti aprire l'argomento in filosofia descrivendo comunque ciò che a te risulta collegare l'argomento all'Opera al Nero e/o allo stesso tempo espandendolo senza problemi di sconfinamento. |
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Ma mi pare non interessi granche' e questa e' una condizione essenziale per continuare , non mi va di parlarmi addosso . |
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Posso dirti una cosa senza che ti arrabbi? Rifletti sul perchè lo volevi infilare qui. Perchè qua c'è già un argomento che traina, che attira interesse, quindi in un certo senso si può vivere di luce riflessa se la condizione necessaria è che interessi a qualcuno. Ricordi la pubblicità "ti piace vincere facile?", se lo infili qua non rischi che non lo legga nessuno. Non preoccuparti, questo capita a tutti, anzi almeno tu comunque portavi qualcosa di interessante, a volte capita chi si infila e devia il discorso solo per accentrare l'attenzione su di se. D'altro canto non bisogna neanche farsi paranoie, se non si parla non si comunica, non si riceve, non si da.... e ci chiudiamo ognuno in un'isola. Dico queste cose solo perchè pur essendo O.T. nella teoria possono descriverci bene alcune dinamiche del Nero nella realtà, soprattutto se non ci fermiamo allo psicologico e pensiamo anche alle conseguenze psicofisiche. Per cercare di infilarci in qualcosa che già esiste, che ha già una certa forma, dobbiamo farci cuneo (o almeno dobbiamo dare questa forma a ciò che vogliamo infilare). Se l'oggetto del nostro desiderio ha abbastanza massa, densità (nel caso di un oggetto giovane, viceversa meno densità in caso di grande volume) e coesione non succede più di tanto, il cuneo può trapassare il tutto e uscire dall'altro lato, oppure al massimo può morire dentro, inglobato ma non integrato. Invece quando cerchiamo l'integrazione, la comunicazione etc... ciò che emettiamo verso l'oggetto è di sostanza simile o più sottile, non diamo una forma penetrante ma irraggiamo a pioggia. Immagina una doccetta su un tessuto, al posto di una forbice del caso sopra. Con la doccetta possiamo, una volta bagnato il tessuto, anche inserire del sapone tra una fibra ed un altra, quindi collaborare con il tessitore a tenere pulito il tessuto. Perchè il Nero ci spingerebbe invece ad usare la forbice, un cuneo, insomma qualcosa che entra comunque dividendo ? Perchè lui attacca meglio su elementi meno organizzati, meno coesi. Un soldato solo lo metti in difficoltà facilmente, 10 soldati presi ad uno ad uno idem... ma dieci soldati in squadra possono diventare un problema anche per altri dieci soldati. Il Nero è come un atomo vagante che non può legarsi a molecole sature, non ha potere su una forma compiuta ed è per questo che cerca di spezzare i legami di quella forma. D'altro canto, e questo è ciò che in qualche modo intuisci e cerchi dire, noi quando abbiamo esaurito il compito di una nostra forma compiuta, dobbiamo solverla, "aprirla", per poter andare verso altre forme e qui l'uso del Nero è fondamentale, quando stiamo bene in una forma non abbiamo abbastanza forza per romperla. Chi ha compiuto l'Opera (tutte le tre, e qui lo accenno solo per cronaca, poi ci arriveremo) ha una Forma che è la risultante di un continuo passaggio da una all'altra di quelle che normalmente percepiamo come forme. In pratica dal nostro punto di vista (e come detto e tramandato da alcune Tradizioni essoteriche) non ha forma, ma allo stesso tempo ha una forma che noi normalmente possiamo solo intuire. Una forma senza forma, alfa e omega, Uroboro etc.... Devo tornare sulla cosa dei fogli, ma non trovo il tempo per preparare il materiale visivo. |
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Non ti do' ragione , ma non e' il fulcro del discorso , sul perche' ho scritto li'. Ho la fattura ( non dirlo in giro ) dello Zaratustra che risale a venerdi' scorso ,acquistato perche nel libro rosso di j se ne parla di continuo . Voglio dire che quel brano cosi' intenso che si trova nelle prime 15 pag. del libro e' caduto giusto giusto col discorso del temporale che andrei a cercare e con certe rigidita' che ho letto ( non tue eh ) nel 3d inutili e negative alla nuova forma , come l'hai chiamata tu , che bisogna cercare e , mi confermi , per raggiungere la quale il nero e' necessario . Allora il discorso l'ho inserito a sostegno della mia tesi sull'utilita' dell'uscita in mare con mare mosso e anche stimolato dalle rigidita' di cui sopra . Mi sono subito accorto pero' che il discorso coinvolge molti aspetti e che avrei incontrato resistenze , come sempre accade con le cose un po' nuove . Questo e' il motivo dell'inserimento e poi come sai costa fatica affrontare certi temi per i quali bisogna avere un po' di macerie addosso di quello in cui s'e' sempre creduto e non so se e' giusto anche solo farle vedere agli altri , le macerie . Per questo mi tirerei volentieri indietro se non fosse che sicuramente ne avrei da perdere nel non affrontarlo ma e' anche vero che esistono partiti presi contro i quali solo tu puoi , qui , lottare efficacemente . |
A me personalmente Nietzsche piace, ho letto diverse sue opere in passato, tra cui quella citata da Nike.
Il problema , a mio avviso, è che non essendo inserito in una VIa, ma essendo più che altro un ricercatore solitario, ha sicuramente ben descritto alcune cose, è utile per far "fibrillare" il proprio nero, farlo uscire ancora più allo scoperto, solo che poi non mi sembra riesca a proporre soluzoni concrete per venirne fuori, ci sono dei barlumi magari, però sono rimasti, a partire del suo caso personale, su carta, cosa che lo accomuna (sempre secondo me) ad altri grandi pensatori, che sono validi in alcune fasi di un persorso, molto meno in altre. A mio avviso, quando ci si tuffa nel nero, o comunque si decide di non ignorarlo più, ed in alcune situazioni è una scelta abbastanza obbligata , in altre forse è più facile far finta che non esista, è ovvio che il nero inizia, come dicevo prima , a fibrillare, aumenta di intensità. A quel punto è assai concreto il rischio di esserne travolto, se non si hanno indicazioni precise (che ovviamente andranno poi applicate), oserei dire quasi in sequenza, sui vari modi e le varie "tecniche "per affrontarlo, i vari strumenti fisici, psicologici, e di altro tipo su cui contare, almeno questa mi sembra la strada alchimistica, pur nel suo linguaggio necessariamente criptato. |
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Ho solo fatto notare che, se anche N. si fosse effettivamente tuffato nel Nero non si può dire che abbia concluso l'Opera (quella al Nero) o perlomeno non finchè ha scritto (chissà, magari morendo... glielo auguro). Quindi non vedrei nelle sue parole indicazioni sicuramente utili alla questione, forse invece l'opposto (nel qual caso, tenendo conto delle premesse diventano anche utili). |
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Cioè, se si sta bene inn una forma è necessario star male per romperla? E star male non è già romperla? Rischia di essere un grosso guaio... |
Volevo fare una domanda magari apparirà anche stupida ma mi domandavo se prima di iniziare l'Opera al Nero se non bisogna aver già imparato a ricordarsi di sè e aver imparato bene l'osservazione, aver attivato il Testimone silezioso?
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Anche in un esempio sopra sul cibo... è vero che quando si è spinti a mangiare lo si è senza cognizione di causa e quindi è altro che scrive sul foglio e così è per tantissime altre cose, se non tutte, quando vengono fatte senza coscienza. Una vita ordinaria puo' essere esaurita dal Nero? chiedo questo perchè ho l'impressione che se non lo si conosce e gli si va contro come si puo' ne siamo completamente in balia e questo genera ulteriori divisioni interne, e il nero puo' insinuarsi sempre di più , fino ad imbrattare completamente il foglio... Ho un sacco di altre cose da chiedere..ci torno appena riesco a mettere insieme le idee e le domande :C: |
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Il nero è necessario per rompere la forma, ma non è necessario lasciarlo infiltrare in ciò che è solto, quello è ciò che succede normalmente, naturalmente a tutti. Se stiamo cercando di accelerare rispetto ai tempi naturali dobbiamo attuare delle strategie |
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'' Nel cuore di queste passioni ha posto la tua meta piu' alta :cosi' sono diventate le tue virtu' e le tue gioie . '' Avevo capito che il nero serve e' una leva e non e' un fine ne' una scusa per viverlo . Pero' lo devi usare : ti va bene se dico che lo devi usare a livello intellettuale ,non come un giudizio sul bene e male ( che spetta all'emozione ) ma con la facolta' della cognizione , del pensiero , per scardinare l'io arroccato su posizioni ormai prive di energia rinnovativa ? |
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Fortunatamente, quello star bene è relativo, a parer mio, ad un certo grado di sonnolenza, e meditando seriamente sulla nostra vita le possibilità di creare attrito e percepire insoddisfazione sono pressochè infinite (almeno finchè si è nel nero immagino) Star male comunque non è già romperla, secondo me, quello è l'inizio ma poi quante volte stiamo male e ci riaddormentiamo subito dopo per non sentirlo più... Bisognerebbe avere il coraggio di andare incontro alla morte (di quella forma). |
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