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Il bisogno di essere sicuri dei sentimenti altrui credo che spesso derivi dal bisogno di essere sicuri dei propri. D'altra parte è proprio in queste occasioni di particolare attivazione energetica che sentiamo il generico bisogno di conoscerci meglio, quindi anche dal punto di vista sentimentale. Ma forse la paura è non solo in relazione alla solidità dei suoi di sentimenti... Citazione:
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Quello che intendo è che un certo modo di osservare le situazioni lo potrebbe benissimo mettere in pratica con la persona che ha di fronte o quantomeno provarci. Di fatto potrebbe essere un qualcosa che rafforza la loro conoscenza iniziale e "apre" e che potrebbe servire a lei per fare chiarezza. sul resto io non sto dicendo di "dire perchè l'altro te lo chiede e se non lo fai ahi ahi ahi" stavo parlando di una trasparenza il più possibile ampia frutto di completa fiducia in se stessi e nell'altro e mostrandosi per quello che si è con pregi e difetti con forze e debolezze. se uno è completamente trasparente in ciò che fa e trova nell'altro apertura totale a mio avviso creerà un ambiente di fiducia. se non ci si prova nemmeno si continua a rimanere in un certo senso "a metà strada" a mio parere e di fatto (sempre secondo me) si vive con continua paura. (insomma sempre l'obiettivo cui puntare. che poi non sia facile nessuno lo mette in dubbio) |
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Grazie Ray... Da quando ho scritto il post, ho provato a fare così... Ho scoperto che se non la sfogo passa da sola e proprio come dici tu trasforma (anche se non so bene cosa trasformi), non è facile reggerla ma... Adesso che lo so...diavolo.g: |
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Chiaramente il rischio della repressione è sempre dietro l'angolo... la differenza tra reggere (trattenere) e reprimere è che nella prima non cerchiamo di non sentire. Che invece è lo scopo sia della repressione che dell'espressione (sfogo). |
Niente non ce la faccio, ho questa paura dentro che mi mangia. Ieri sera ho provato a parlargliene ma vedo che la cosa lo intristisce come se ogni mia minima variazione d'umore, ogni demone che mi si agita dentro avesse il potere di provocare degli strappi, delle distanze tra di noi. Non so dove possiamo andare così, ho la sensazione che queste mie correnti interne per lui siano qualcosa di incomprensibile.
La 'bestia nera' salta fuori quando si arriva a certi livelli di intimità fisica, come se per accedere a quella dimensione avessi bisogno di sentire lo 'spirito' (non so come altro scrivere) dell'altro, come se avessi l'esigenza di porre la questione in un piano trascendentale e trovare l'altro sintonizzato sullo stesso canale per sentirmi tranquilla... Cosa che ovviamente invece complica tutto e chissà quale meccanismo nasconde. Ma cos'ho che non va, perchè non riesco a vivere serenamente le cose, perchè ho sempre l'esigenza e la pretesa assurda di sondare l'anima dell'altro in cerca di certezze. Alla fine arrivo sempre alla conclusione che andarmene sia meglio sia per me che per l'altro. Mahnonso.gif |
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non è che forse hai qualche conto in sospeso con la tua infanzia da chiudere? |
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Se tu non riesci a parlare serenamente con lui di ciò che ti agita dentro forse è appunto perchè lui si chiude e si intristisce e quell'argomento diventa come un tabù tra di voi, una cosa di cui si evita di parlare ma ciò inevitabilmente crea una distanza non fisica, ma di anime. Se cerchi le certezze non le troverai perchè non le ha nessuno, ogni storia è un libro aperto da scrivere ogni giorno che si vive. Prova a rovesciare la situazione, se fosse lui a chiedere a te queste certezze, forse anche tu istintivamente ti chiuderesti perchè sinceramente non ne hai, ma dirlo significherebbe negare il sentimento che c'è tra voi mentre questo non è, ma per avere una comunione a livello di anime, essere sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda, è necessario non avere paura di esporre i propri dubbi e se li dovesse avere anche lui ecco che troverete un punto in comune che vi unisce invece di dividervi. Almeno io la vedo così, potrei anche sbagliarmi e se così fosse ti chiedo di non tenere in considerazione queste mie parole.... Tutti hanno paura nelle storie d'amore, paura di perdere la persona amata, paura di sbagliare, paura di esporsi troppo, e così non è possibile avere quelle certezze rassicuranti che vengono col tempo e con il conoscersi sempre meglio. Auguri abbraccio: |
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magari mi sbaglio ma ho questa sensazione |
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Secondo te che succede del fiore? NON basta averlo ,non basta sentirne il profumo , no bisogna essere sicuri che non vada perso. Della serie ....non basta mai nulla ne' fare nulla ma e' proprio del divino non farsi confinare in nessun modo. |
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hai provato a concentrarti su quello che manifesti tu,sul tuo interiore in questo momento piuttosto che su quello che emerge dall'altro?
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quel qualcosa che vuole trattenere, mangiare ecc. ecc. non è che lo fa perchè inconsciamente pensa che in se stesso certe cose non siano presenti e quindi è come se volesse "rubarle" all'altro quando in realtà se magari si approfondisse si scopre che rubare non ha senso dato che seppur a livello potenziale la Luce è anche in te? non so perchè mi fa venire in mente il comandamento |
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Discorso diverso invece sono tutte le mie paure e l'esigenza di tenerle a bada, quelle sono soggettive e nascono probabilmente nella mia infanzia. |
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A volte come quando ho scritto il post ho dei momenti in cui vedo nero ma poi piano piano sbroglio la matassa. E' un lavoro da fare con molta calma e rispetto per l'altro tentando di non mettere al centro il proprio essere e considerando che è l'incontro di due individui diversi. Mica facile:) |
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L'istinto di inglobare l'altro, di dominarlo, di "mangiarselo" quasi, significa voler andare a fondo, non mi viene meglio ma quello che vorrei dire è che in questo modo, se il tuo istinto è quello di inglobare il suo essere dentro di te, vuol dire che solo così, facendolo diventare parte di te, pensi di riuscire a controllare la situazione e di conoscerlo veramente, questo può succedere quando in passato si è sofferto e non si vuole soffrire ancora.... Ma lo sai anche tu che questo istinto va tenuto sotto controllo perchè l'amore prima di tutto dovrebbe essere libertà e se eventualmente in passato si è sofferto dobbiamo pensare che la persona con cui ci rapportiamo adesso è una persona diversa da quella che ci ha fatto soffrire, altrimenti si corre il rischio di ripetere inconsciamente errori fatti in passato, in questo caso sto pensando a una storia che è successa a me, e allora ho smesso di cercare il controllo e il dominio su tutto (persino sui pensieri dell'altro...) e lasciar scorrere le cose, poi le situazioni non sono mai le stesse se ci poniamo in esse con uno spirito diverso. Ai momenti in cui si vede tutto nero si succedono altri momenti in cui si vede tutta la gamma dei colori e così deve essere, il bisogno di sicurezza un po' alla volta si sostituisce se non proprio alla sicurezza a qualcosa che le assomiglia, e senza forzare le cose si arriva a inglobare ed essere inglobati ma lasciando sempre libera l'altra persona quando anche i suoi tempi sono maturi.... Sto parlando un po' a ruota libera perchè anch'io all'inizio di una nuova storia d'amore avevo mille paure, anzi non ne volevo proprio sapere sempre per quella paura di soffrire ancora e anche perchè da soli non si possono avere brutte sorprese o situazioni che sfuggono al controllo, però nello stesso momento si ha bisogno dell'altro, quindi cercavo sicurezze perchè prima avevo sofferto moltissimo, ma queste vengono col tempo, il fiore quando è in bocciolo prima della sua stagione non si apre, poi quando viene il suo tempo mostra tutta la sua bellezza e il suo profumo, poi resta il frutto, e anche quello ha bisogno del suo tempo per maturare, il frutto in questo caso è l'amore che ha trovato le sue certezze e la comunione delle anime, anche se mai, anche dopo tanti anni con una persona, si potrà mai dire di aver inglobato tutto, quell'alone di mistero che ognuno si porta dentro resterà tale per sempre, del resto anche noi stessi teniamo segreta una parte di noi la più intima e la più personale, e non possiamo mai dire di conoscere a fondo tutto il nostro essere e il perchè delle nostre reazioni, figuriamoci di un altro che è diverso da noi.... fiori.gif fiori.gif fiori.gif |
Adesso dico una roba forse un po' fastidiosa sulla paura di soffire. Ma la dico perchè essa pare addirittura rivaleggiare con l'amore e io, pur conscio di procurarmi un potente nemico, voglio schierarmi decisamente dalla parte dell'amore. Parlo quindi soprattutto per me stesso e andrò un po' a ruota libera.
Aver paura di soffrire è aver paura di vivere. Si rischia di soffrire lasciandosi andare e vivendo l'amore o l'innamoramento? Certo che si. E' molto probabile che prima o poi si soffrirà. E il livello di sofferenza è molto probabile che bilanci l'intensità di ciò che si vive. Io dico che ne vale la pena, sempre. Dico di più: la gioia dell'amore, la connessione col mondo, l'intensità del sentirsi vivi vale la pena anche se la sofferenza fosse certa. Si vorrebbe vivere le cose senza soffrire e si cercano appigli. Si ha paura di quel che potrebbe essere e si cercano (false) certezze. Ma le certezze non esistono. Ogni ricerca in tal senso è un raccontarsela. O si gioca o non si gioca, non si può sapere prima quali carte verranno date e menchemeno pretendere di non perdere neanche una mano. Ma forse è solo la paura di soffrire che frega, più della sofferenza stessa. Si vorrebbe non avere paura. L'unico modo di non avere paura di soffrire è accettare di soffrire. In alternativa, se non si può accettare del tutto, serve coraggio. Coraggio non è non avere paura, è avere paura e fare lo stesso. Alla fin fine tutto si riduce ad una scelta: vivo e godo e soffro oppure non vivo. Se non vivo mi rintano in un comodo rimpianto, in una soffice depressione nella quale mi sembra di soffrire, mi dico che soffro, ma non soffro veramente... mi ripeto che mi devo smuovere ma non mi smuovo mai. E resto lì a guardare le occasioni passare, raccomandandomi per la prossima e non prendendo mai quella che c'è. Fino a quando, consumato, non avrò più la forza di innamorarmi. Di un altro essere umano, di un tramonto, di un lavoro, di un'idea. Se mi innamoro e ho paura il risultato delle due forze è un assurdo tentativo di controllo, un cercare di inglobare l'oggetto del mio amore. Essere umano o idea che sia. Ma la spinta dell'amore è opposta in realtà. La spinta vorrebbe che io entri in quella cosa, che mi ci immerga, non che la faccia entrare in me. Ma lasciarsi andare, anzi l'idea di lasciarsi andare, fa salire la paura di perdersi. Ma perdere che? Cos'è questa cosa che non vogliamo perdere? L'io? Quel che ci pare di essere? L'integrità? Tutte cose che non abbiamo se non amiamo. Cos'è questo io che ci resta, che conserviamo, se non ci lasciamo andare? Solo aridità. Edera, queste cose che ho detto non le ho dette pensando a te, ma cercando in me quello che col tuo discorso mi hai fatto risuonare. E' un post egoistico questo, che mi serve, e ti ringrazio per aver innescato questa opportunità. Tornando un minimo razionale mi vien da dire che la verità forse sta nel mezzo e nell'equilibrio, che si dovrebbe essere abbastanza saldi da vivere le cose senza perdercisi dentro, che ci si può innamorare con serenità. Se potrò un giorno sperimentarlo ne sarò contento, nel frattempo cercherò di rischiare tutte le volte che avrò abbstanza coraggio per farlo. :C: |
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l'inglobare invece a mio sentire ha molto a che vedere con il rubare...l'energia altrui,come una forma non solo di dominio ma anche di vampirismo. due individui che si amano dovrebbero essere come due lanterne la cui luce insieme è più forte della singola. Invece noto spesso nelle coppie due persone inizialmente luminose.... poi pian piano una "sfoca" e l'altra prende più luce come se gliela "rubasse" seppur inconsapevolmente.non so come spiegarlo meglio di così ma è sicuramente una casistica. |
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Penso che chi si trova a vivere in queste condizioni lo faccia da sempre, può essere una questione caratteriale innata, un porblema di tipo di educazione ricevuta nell'infanzia, fattosta che si vorrebbe cambiare,ci sembra di sforzarsi enormemente invece ci si trova sempre nello stesso punto, solo con più anni sulle spalle. A volte penso che una causa possa essere una emotività fuori controllo, quasi "starata" rispetto alla maggior parte delle persone, il che comporta il vivere con distacco le cose proprio per paura che un coinvolgimento forte possa comportare uno s-convolgimento totale, in seguito a tempeste emotive enormi. Il lasciarsi andare rischia di farci perdere le abitudini accumulate in tanti anni (abitudini intese anche come stati d'animo con i quali conviviamo) e rappresenta una specie di salto nel buio,allora si preferisce restare come si è , anche se è una situazione poco piacevole e per nulla serena: si fanno tanti bei discorsi e ragionamenti con noi stessi, con i quali ci si potrebbero riempire migliaia di pagine, però alla fine le vere prove di coraggio, che sia provarci con una ragazza che ci piace o cambiare lavoro o posto in cui si vive, non si fanno mai e si rimandano con varie scuse sempre a chissà quando, nella speranza che una mattina ci svegliamo con una testa ed una personalità diversa ed il freno a mano si sia tolto da solo. E' un peccato non riuscire a venirne fuori anche perchè così facendo spesso si sprecano o non si utilizzano proprio qualità più che buone che probabilmente abbiamo. |
Vorrei sottolineare come , partiti con accenni romantici alla bellezza dell'innamoramento , molto presto questo sta rivelando il suo aspetto scuro ed oscuro .
Io piu' su definii l'innamoramento uno stato '' quasi se non del tutto patologico '' per lo squilibrio tra io e se che porta inevitabilmente . Uno gli ha dato una giustificazione ''biologica '' come espediente della natura per accettare l'altro che altrimenti resterebbe un estraneo . Io ricordo che nel mito amore e' figlio di penia : poverta' e fobos :espediente . In effetti l'innamoramento e' il mezzo , l'espediente ,il daimon , che ci porta vicino ad un divino che non siamo ingrado di reggere e cio' si manifesta con la follia della psiche in questo stato nascente ma folle. L'innamoramento evidenzia la nostra poverta' e ci rende ancor piu' miserabili cioe' rapiti da penia ma molto piu' vivi ed in un certo senso piu' ricchi . Per questo non ci sara' mai un innamoramento equilibrato ma questo esprimera' sempre in un certo qual modo una patologia , una follia attraverso la quale pero' vi e' la possibilita' di accedere a conoscenze superiori , impossibili altrimenti . Ricordiamo anche che nella favola di Apuleio Venere all'inizio e' estremamente arrabbiata con psiche perche' questa le insidia il primato nel processo d'amore diventando quasi piu' importante della divinita' e per questo l'assogggetta alle prove di cui abbiamo gia' parlato in quel 3d da completare. La colpa maggiore di psiche infatti fu quella di aver voluto conoscere il ( vero ) volto di eros per questo psiche sara' punita e costretta ad un percorso iniziatico verso la conoscenza. |
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