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Cosa vuoi dire Ray? P.S. Non aggiungo la mia interpretazione perchè non voglio spostare su di me il discorso ma mi interessa molto. |
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A me è accaduto di essere raccolta come bambina. Poco più di 10 anni fa iniziai una relazione con un uomo di 7 anni più grande di me. Sembrava, inizialmente, il mio uomo ideale, solido, separato con due figli, come me, e una buona posizione economica, e mi amava tanto. Cammin facendo, dopo due anni di percorso molto conflittuale in cui mi chiedevo perchè stessi con lui, visto l'enorme differenza, sia culturale che spirituale, nonchè di intenti di vita, una sera mentre ero teneramente accoccolata fra le sue braccia, una vocetta di bambina esordì così: quando ero una bambina avevo fame e freddo, ero abbandonata senza la mamma, e guardavo dalle finestre le famiglie felici mentre nessuno voleva comprare i miei fiammiferi... Fu uno shock! Non credevo proprio che dentro di me ci fosse nascosta la piccola fiammiferaia. E dentro di lui l'orco che nutriva i bambini e poi li ingoiava. Siamo stati insieme altri 7 anni in cui la mia bambina potè esprimersi pienamente nei suoi capricci, desideri, paure, aspirazioni. Una vera catarsi di emozioni e sentimenti nascosti, venuti a galla come una valanga. Una profonda immersione dentro me stessa, e con consapevolezza, coraggio, umiltà ho osservato ed elaborato tutto ciò che la vocetta faceva emergere. Poi resi conto che a lui piaceva accontentare i capricci della bimba se chiedeva il gelato o il dolce, ma non la donna che voleva le scarpe nuove o fare famiglia con lui e i nostri 4 figli! La donna le piaceva di più quando faceva la moglie e la madre, intelligente, forte, generosa, ma non bisognosa... La storia è finita due anni fa, mentre si presentava un pianista più giovane di me. Amore a prima vista, della sua luce e purezza spirituale. Lui notò la mia bimba dentro l'involucro di donna madre matura e rassicurante. Non ero abituata ad un uomo più giovane che mi costringeva ad essere più grande. Mi mancava la protezione, il papà. Troppi anni da bimba mi avevano resa insicura. Stavamo insieme da due mesi. Una sera, io stavo male, pensavo al mio ex ma non sapevo come e perchè. A un certo punto mi venne da piangere, prima sommessamente, poi sempre più forte, con lacrime copiose e singhiozzi convulsi da scuotermi il corpo, e mi asciugavo gli occhi con il dorso della mano, così come solo i bambini sanno fare, senza ritegno nè vergogna. Sentì di nuovo la mia bimba che diceva: ho paura, sono di nuovo abbandonata, come farò ora che non ho più nemmeno fiammiferi da vendere? Era il dramma della bimba abbandonata che veniva ancora fuori, alla mia donna lui non mancava per niente, anzi era rinata. A questo punto il mio giovane compagno mi disse: anche io sono un bimbo solo, lavo i vetri al semaforo, se vuoi vendo anche i tuoi fiammiferi. Non sono ancora grande ma posso essere il tuo compagno di giochi. Ecco, così è iniziata un'altra storia, più completa e costruttiva, dove io sono più grande e mi comporto da donna matura quale io sono, capace di prendermi cura di me stessa ma anche degli altri, di dare e ricevere amore. Quando voglio giocare trovo il mio compagnetto di giochi sempre pronto. E' stato molto bello e rassicurante abbandonarmi alla bambina raccolta ma nascondeva due pericoli che ho visto soltanto dopo. Il primo è che non sai chi e perchè ti raccoglie, e il secondo è la forte dipendenza che si può sviluppare e da cui è molto difficile uscirne. |
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Grazie per la tua esperienza. Nel mio caso però la persona aveva intenti di vita comuni ai miei, anzi fin troppo simili. Ma io volevo le farfalline è quello il punto. Il pericolo più grande che vedevo era la probabilità che quella storia congelasse le mie paure, fosse per loro un nido caldo che mi avrebbe impedito una crescita. |
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Normalmente ad un rapporto con una funzione se ne sostituisce un altro con altra funzione e cosi' via di funzione in funzione senza capirci nulla . Come chiamare l'idraulico quando se ne ha bisogno . Ma questo non e' amore e' trovare un essere col quale vivere una simbiosi . Il concetto di simbiosi e' molto chiaro ed interessante : si trova in campo biologico in varie forme quella piu' adatta al nostro discorso e' il parassitismo in cui un essere si nutre dell'altro fino alla sua morte . Nel nostro caso a morire e' il rapporto del quale ci si e' nutriti ma non e' sbagliato dire che ci si nutre dell'energia dell'altro e viceversa finche' non rimane nulla da succhiare e uno dei due esce dal rapporto del tutto svuotato . In campo psicologico e' lo stesso ma descritto in maniera diversa e le cause della simbiosi sono da ricercare nel rapporto con la madre . Riporto da wikipedia perche' mi pare interessante : Citazione:
Il vero Amore e' incondizionato non deve servire a nulla che a se' stesso non deve dare ne pretendere nulla che non siano atti o pensieri liberi da ogni bisogno o dipendenza come emerge nell'altro 3d ''si puo dare il vero AMORE? '' . E' infatti difficilissimo da realizzare . |
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Bisognerebbe però essere in grado di decidere cosa mettere sul piatto, a cosa si è disposti a rinunciare. Nel mio caso per quanto a volte rimpianga le certezze e le sicurezze dell'idraulico, credo di non avere le spalle abbastanza grosse da reggere una situazione del genere e come dici tu dopo un pò cozzerei contro le sbarre della prigione dorata. Mi alzerei un mattino e darei fuoco alla casa probabilmente. :) Il mio è solo un pensiero. Forse è umano quando ci si sente annegare in mare rimpiangere la casetta sulla battigia. Questo non vuol dire che poi una volta passata la tempesta si remi veramente a riva. In genere si tenta di continuare a remare... Verso cosa a dire la verità devo ancora capirlo anch'io... Verso il Vero Amore? E' un parolone enorme. Verso casa tua quando verrò a chiederti spiegazioni del perchè sono naufragata?icon_mrgr: Dai sto scherzando. |
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Scherzi a parte è molto interessante questo che hai riportato, anni fa quando iniziai a chiedermi perchè mi trovavo in un determinato stato ho incontrato anch'io questi studi. Ma mi chiedo perchè questo sè non si è differenziato dalla madre? Cosa l'ha impedito? Di chi è la responsabilità? |
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Per carità, non voglio dire che in un rapporto di coppia equilibrato dobbiamo fregarcene di cosa prova l'altro. Anzi, una cosa del genere porterebbe in se gravi rischi... ma il mio consiglio, lungi dal voler essere qualcosa di universalmente valido, era basato su quello che emerge da quello che dici tu. Appari concentratissima su quello che l'altro prova, anzi su quello che l'altro potrebbe non provare, come se stessi tutto il tempo a chiederti se lui ti ama abbastanza. Sembra una proiezione no? Per questo ti consiglio di lasciar perdere quello che prova o dovrebbe provare lui, o l'altro che cercheresti, e concentrarti su quello che sei capace di provare tu. Ossia smettere di pensare a quello che un uomo potrebbe offrirti e chiederti cosa puoi offrire tu. Non che non dobbiamo capire i nostri bisogni. Ma l'equazione ho bisogno di questo e allora cerco un uomo che me lo dia è basare i rapporti su questi bisogni, quando forse sarebbe meglio basarli anche su quello che possiamo (abbiamo bisogno) di dare e vedere se all'interno di ciò magari l'altro ci soddisfa parizialmente. Perchè solo in questo caso possiamo diventare capaci di soddisfare i nostri bisogni da soli... condizione indispensabile per costruire un rapporto vero. |
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Le coppie di oggi si basano sui bisogni, senza bisogni niente coppia. Tu mi riempi io ti riempio è quando non ci si riempie a vicenda o si smette di farlo che iniziano i problemi. Quando ci si alza sopra a tutto questo si può parlare di Amore quello dell'altro thread nel frattempo siamo tutti bambini mai cresciuti chi in un modo chi in un altro e pieni di bisogni da riempire. Allora a questo punto parliamo di come riempirci da soli questi bisogni che alla fine è il punto essenziale del discorso. Al di là delle patologie che non mi interessano anche se ne ho una vagonata, vorrei sapere come si fa a salire sopra ai bisogni senza morire. P.S. Possiamo fondare un club delle donne incapaci di amare e di provare amore ma solo farfalle icon_mrgr:diavolo.g: |
Diventare capaci di soddisfare i propri bisogni da soli non significa non avere bisogni. Nè necessariamente farlo sempre. Inoltre l'importante è il viaggio.
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Io sono sposata, fidanzata, ho un compagno etc lui non mi riempie perchè vuole essere riempito a sua volta io come mi soddisfo i miei bisogni? Mi sto facendo l'idea che sia un segreto che non si può dire, è così? |
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In una parola crescere. Come soddisfo i miei bisogni da solo? Provando, sbagliando e riprovando. Finchè imparo. Pensa, chessò, al bambino che impara a lavarsi da solo o andare in bagno da solo. O a me che crescendo ho imparato a farmi la spesa e cucinare, il che non significa che mi devo per forza cucinare sempre da solo, sono ben contento quando mia moglie cucina per tutti. Ma se devo lo so fare... quindi non dipendo da lei. |
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il bisogno di fusione è forte se è rimasto dentro di noi. E se questo è, va soddisfatto secondo me comunque nella relazione, sperimentandone altre che non siano amorose.Altre strade, hobby , lavoro ok, ma la relazione con altre persone fisiche è importante perchè energeticamente forte. L'altro ti educa, ecco perchè la terapia psicologica diventa la risorsa a cui molti si rivolgono. E che cosa guarisce di più in tale situazione? proprio la relazione. Ray è vero per me ciò che tu dici, ma bisogna tenere conto più marcatamente che le risorse per soddisfare i bisogni da soli se non sono adeguatamente sviluppati, non ce la fai, qualcuno te lo deve insegnare. Comunque parto esclusivamente dalla mia esperienza personale. |
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Vedo che questi discorsi mordono più di qualcuno. Ma questo è dovuto non hai bisogni, ma al rapporto che abbiamo con essi... ossia al fatto che siamo più o meno convinti che non dovremmo averli. Insomma siamo in conflitto. |
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Ma quando si parla di amore, di attenzioni, queste come me le do da sola? Mi parlo e mi ascolto? icon_mrgr: Ho bisogno di calore umano che faccio mi abbraccio? icon_mrgr: Ho bisogno di condividere he faccio vado davanti allo specchio e mi parlo?icon_mrgr: Ho desiderio di fare l'amore faccio da sola? icon_mrgr: Beh a questo punto ho ragione sto da sola no? Nel frattempo va bene chiunque mi stia vicino tanto devo fare da me! E' così? |
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parecchio tempo fa le ragazze carine che la pensavano cosi' le chiamavamo '' le mine vaganti'' o '' le trappole per topi'' perche' andavano in giro a far danni enormi senza che fosse possibile fermarle in qualche modo . Avevamo un pochino cominciato a capire che ce le andavamo a cercare noi quelle difficili e ne ridevamo finche' non ci ricadevamo di nuovo anche se pian piano era sempre piu' difficile ricaderci . Erano bravissime a eporre la merce o le esche sia a livello fisico che a livello intellettuale/psicologico che attiravano i topi o le mosche: sembravano promettere moltissimo (ed in questo consisteva la trappola ) e poi dopo aver preso quello che serviva ritiravano tutto e restavi come uno scemo traumatizzato e/o leso per molto tempo a domandarti perche' e come mai . Era un gioco pericoloso e ricordo che qualcuno di noi ci ha lasciato molto , tantissimo in storie cosi' . No, Edera non credo che ci sia ci sia Consapevolezza nel dare qualcosa per prendere quello che serve : c'e' un bisogno , una mancanza ben occultati quello si e c'e' il calcolo su come riempire provvisoriamente quei bisogni e quelle mancanze . Vero e proprio parassitismo . Cosi' come dall'altra parte c'e' un inseguire un sogno attraverso l'effimero ( dicesi ,se si puo', tette e culo ) per lo stesso motivo . Un bel gioco al massacro che non porta da nessuna parte . |
[quote=Ray;83131]Infatti. Siamo tutti attenti a cosa possiamo prendere, e ci dimentichiamo il dare. ...........
Hai bacchettato forse un pò drasticamente le persone che ci sentiamo mordere dal discorso. Magari era una battuta che andava nel generale, ma penso che lo stesso si sia capaci di preoccuparsi di dare ciò che si ha a disposizione, e spesso con sollecitudine e generosità, se non lo credi per prima dovrei prendere le distanze. Forse a volte è un dare finalizzato al ricevere ciò che ci manca, il rispetto, il posto esclusivo, le attenzioni amorose. E' come se ci fosse una strettoia che mette alla prova il nostro dare, e spesso diventa sbarramento. Citazione:
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Parassitismo anche nel caso si sia disposti a condividere l'intera esistenza con quella persona? Non saprei. Dopo un pò di anni l'aspetto fisico sia di uno che dell'altro va a farsi benedire e rimangono delle istanze interne che possono mandare avanti il rapporto dignitosamente anche se il rapporto è fondato su dei bisogni, ma non ne ho esperienza è un pensiero che mi sono fatta guardandomi in giro. Voglio dire meglio una cosa così che appunto continuare a saltare da palo in frasca mossi dall'effimero no? Non sto parlando delle trappole per topi che prendono e lasciano (al femminile come descrivi tu e al maschile quelli che finché hai la carrozzeria in forma vai bene e dopo si orientano su una con vent'anni di meno). Non parlavo di questo, magari fossi una trappola per i topi, avrei pagato sicuramente meno nella mia esperienza. So che tu non mi hai dato della trappola per topi ma volevi portarmi sul tuo ragionamento e comunque mi piace un sacco scherzare .icon_mrgr: Infatti adesso vado a mettere l'emmenthal perchè quello di prima è finito. Detto questo il vero non è fondato sui bisogni, sono completamente d'accordo con voi, a livello teorico non fa una piega. |
[quote=webetina;83189]
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Mah , forse cambiare di continuo e rimanere sempre li' con lo stesso idraulico alla fine sono esperienze dal contenuto analogo che si equivalgono. In modo diverso ma c'e' poco in entrambe le esperienze se il rapporto non evolve e si resta insieme per bisogno . |
Pensavo una cosa, a livello teorico perchè poi in pratica magari non esiste, il punto ideale cui arrivare, magari dopo esperienze varie, dovrebbe essere quello in cui si è arrivati a stare in un certo modo, si trova un particolare tipo di persona, ci si può innamorare ma poi finita questa fase, non si ha più necessità o voglia di innamorarsi altre volte con altre persone o ci si accontanta di stare con la persona con cui siamo per mancanza di alternative energia ecc, ma si vuole vivere una fase , magari diversa, ma sempre con quella persona.
Al ristorante se siamo affamati, dopo aver mangiato e gustato al meglio antipasto, primo e secondo, non si ha più voglia di ricominciare o di cambiare ristorante, si vuole il dolce, la frutta caffè e ammazzacaffè. La fase iniziale di un rapporto, una fase "fuoco e fiamme" diciamo, dovrebbe (parlo sempre di una situazione molto ipotetica) modificarci talmente in profondità da non farci avere più i desideri o le necessità di prima e quindi nuova voglia di fuoco e fiamme, ma necessità di altro, di altre fasi;se ci sono molte "impurità" presenti, allora c'è necessità sempre di nuove cotture. |
Tina, io non ho detto quelle cose nel post 302, le hai dette tu. Come hai fatto a mettermele in bocca (letteralmente)? icon_mrgr:
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o forse opera del mio inconscio,rifiuta di sbagliare! Scusami:) |
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E ora con questa nuova esperienza adesso che la chimica sta rientrando nella norma vedo che anche se in termini diversi sto rischiando di calcare lo stesso ruolo anche se questa la persona non ha nessuno dei problemi dell'altro (per fortuna). E' un vizio che ho con tutti i miei rapporti affettivi, persino di mia mamma ho fatto la mamma e a volte la faccio ancora. Ma Edera ha bisogno di altro, voglio crescere per questo mi chiedo se sia meglio seguire la pancia e finire nel solito copione o usare la razionalità e scegliere il mio compagno in modo diverso, non basandomi sull'innamoramento, cosa che può venire vista come una mossa calcolatrice fondata sullo soddisfare i miei bisogni. E allo stesso tempo mi chiedo anche perchè se seguo le farfalline mi portano sempre lì? Le farfalline dell'innamoramento sono o non sono gli strumenti che l'universo usa per portarmi dove posso imparare di più? Cos'è che non riesco a sciogliere? |
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Ma davvero siamo in grado di sceglierci il/la compagno/a? E in che misura? |
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Perchè le farfalle le sentiamo quando avviene la proiezione, quell'alchimia che non controlliamo. Inoltre se non ci conosciamo perfettamente come possiamo scegliere? Altra cosa è che la natura che molto più furba di noi per via dell'esperienza accumulata in millenni si comporta come un pc che tutto in un attimo analizza e le è chiara e quindi ecco che avviene la proiezione. Boh credo che anche in un appuntamento al buio ci sarebbe comunque dentro quello che ci serve perchè lo attiriamo anche al buio. La proiezione servirebbe per lavorarci poi, prima per accoglierla poi per imparare ad amarla per riuscire infine ad amarci Quindi qualunque compagno io scelga se riuscissi a seguire la prassi andrebbe bene mi pare |
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Penso di no, che scegliamo una persona perchè in quel momento quel tipo di persona collima con determinati bisogni interni da compensare o perchè assomiglia a quella prima famosa (sgrunt) esperienza, o perchè è come dovrebbe essere nelle nostre aspettative..quindi ci facciamo prendere più che scegliere. Anche se scegliere qualcuno significa anche rinunciare agli altri..uhm Forse man mano che scopriamo le nostre carte siamo in grado di decifrare con più precisione se un rapporto nasce con maggiori risvolti compensatori o se invece è un rapporto più "sano"... Già qui però mi sorge immediato un dubbio. Quand'è che sarebbe "sano"? E' stato scritto che "quando impariamo ad amere smettiamo di innamorarci", quindi forse è semplicemente inutile star lì a cerebralizzare il tutto, nello stesso momento però "svestire" un'innamoramento dalle sue valenze diciamo consolatrici può permetterci di arginare determinati errori nonso.gif |
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Comprendo che un istinto ci porta anche al buio verso una persona anzichè verso un altra. Non comprendo bene però cosa intendi per proiezione in questo caso. Immagino la proiezione di qualcosa che ci appartiene , in un altro, ma mi sfugge qualcosa, il meccanismo che sembra l'unico per te. Citazione:
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Ciao a te :) intendevo proprio con quel ci a noi, ovvero se parlo in prima persona a me quindi mi. Aahahah ho complicato peggio vah spe che lo riscrivo: "mi conosco" ecco :) Quote:
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La prima impressione che abbiamo con l'altro sesso è quella che avviene con il padre per noi femminucce, poi c'è l'imprinting del primo amore, che si dice che non si scorda mai no? Ecco Mi fermo Che ti viene ora? |
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Tu eri single e c'erano delle persone che conoscevano dei ragazzi o delle ragazze e a seconda della loro esperienza riuscivano a conoscendo entrambi di stabilire a priori quale partner fosse il migliore. Lì la proiezione non poteva essere messa in atto e l'altro era un qualcosa da scoprire giorno per giorno, non c'era proprio nulla di scontato. Per il discorso che fai tu non saprei non mi è mai successo, li valeva mi sa la resistenza la proiezione c'era ma poi non so se avrebbe potuto affievolirsi senza consumare l'eros, non credo, però dopo ci sarà stato un dopo e lì che cade tutto con la convivenza, almeno credo. |
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Forse si, un tempo spesso bisognava imparare ad amare il marito, non c'era altra scelta. Per la seconda cosa confermo, la convivenza è un'altra cosa. Tutto cambia, specialmente se cambiano certi equilibri. Finchè entrambi avevamo una vita intensa ognuno con i propri traguardi da raggiungere tutto fu ok, per tanto tempo, quando insieme scegliemmo che io facessi solo la mamma, tutto andò a rotoli. Pultroppo si aprirebbe un altro capitolo, siamo veramente i grado di capire se siamo fatti per fare i genitori? o proiettiamo anche su quelo come dici tu griselda a proprosito di proiezioni. Ma qui stiamo parlando di innamoramento nella coppia. |
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Io scelgo un maglione quando si verificano una serie di circostanze: 1 - sono in cerca di un maglione 2 - vado in un posto dove so o presuppongo che si possano trovare del maglioni 3 - ho un'idea precisa, oppure vaga (questa alternativa va considerata attentamente) di come deve essere il mio maglione 4 - so esattamente, oppure mi riservo di deciderlo (altra alternativa come quella sopra) quanto voglio/posso spendere 5 - ci sono una serie di maglioni a mia disposizione A questo punto, in base ai maglioni che trovo e al livello del bisogno e la fretta che ho, si genera il tipo di compromesso che sono disposto a fare pur di uscire dal negozio con un maglione. A questo si dovrebbe aggiungere che fuori di metafora anche il maglione può dire la sua... (quasi quasi con la cosa del maglione si potrebbe fare un test... proprio per capire la propensione di accoppiamento) |
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