![]() |
Citazione:
Ciascuno ha il suo metodo in relazione alla propria inclinazione . Il punto d'arrivo dovrebbe essere il medesimo . Se non avessi altro da fare potrei provare a fare diversamente ma non e' cosi' e poi c'e' il rischio di snaturarmi perdendo forza . Per questo devo fare cosi' |
Citazione:
Sono anni che parliamo di Opera al Nero, eppure vedo che nella migliore delle ipotesi parecchi, parecchi, se non quasi tutti, ne hanno detto di tutto e di più secondo l'immagine che se ne sono fatti. E' normale, nessun problema, ma se non dicessi nulla i molti lettori silenti del forum potrebbero credere che questa è l'Opera al Nero e fermarsi qui invece che cercare. Ci sono discorsi in cui vedo delle cose imprecise e non dico nulla, lasciando che poi ognuno si faccia una propria idea ed esplori per proprio conto e ci sono discorsi che porto avanti io e in cui se non puntualizzassi passerebbe il messaggio in cui indirettamente io ho approvato quello che si è scritto. Riguardo al tipo psicologico, era già in programma di aprire il discorso (non per te, non solo almeno) perchè in molti lo usate un pò come scusa. Non parlo di doversi snaturare, questo sarebbe un errore, parlo di non limitarsi. |
Citazione:
|
Citazione:
Come fare per evitare che il nostro foglio sia un guazzabuglio di scritture la cui maggior parte di esse non sono state fatte di nostro pugno? Serve usare la penna di colore diverso, se scrivo io sul mio foglio userò la penna blu, mentre le altre mani useranno penne di altro colore. A questo punto saprò cosa è scritto di mio pugno e cosa no. Altro metodo è quello di fare usare una penna con l'inchiostro simpatico a quelle mani che scrivono sul nostro foglio. Dopo un certo periodo l'inchiostro svanirà dal nostro foglio. Altro metodo potrebbe essere quello di far scrivere sul mio foglio con una matita mentre se scrivo io sul mio foglio userò la penna indelebile. Sarà poi facile cancellare con la gomma le scritture a matita. Alla base di questi metodi vi è comunque il prendere atto di queste altre mani che scrivono sul nostro foglio. |
Le soluzioni che proponi Grey sono certamente valide, ma "temo" che col Nero non siano attuabili, visto che non sappiamo da dove arriva, quindi è impossibile mettergli in mano la penna o la matita che vogliamo noi.
L'idea che mi sono fatto io invece, riguardo al foglio finto, è che possiamo dare al nero un pezzo di nero su cui scrivere. Ossia far scrivere il nero su se stesso. Potremmo farlo scarabocchiando noi di proposito un solo unico foglio, annerendolo totalmente, e di tutto il quaderno lasciare sguarnito solo quel foglio, di modo che sia l'unico punto sul quale il nero possa scrivere. Avendolo però annerito noi per primi, il nero non farà nulla di diverso da ciò che è già stato deciso. Mi vengono in mente anche altri modi, ma per il momento questo è quello che mi batte di più. |
Citazione:
Sta cosa del foglio nero però mi convince solo in parte... un foglio da sovrapporre a quello che ci scriviamo soli ok, ma allora lo metterei trasparente. Comunque sia la mia idea bizzarra verteva sul trascrivere nell'altro foglio, solo quello che mi pare. In un certo senso è la stessa idea, cambia solo la considerazione della gerarchia dei fogli. Ah, ovviamente presuppone l'avere più fogli. |
Citazione:
Posto che dovremmo essere già avanti nella conoscenza del nostro Nero e di quello esterno (grazie Red di aver domandato, nemmeno a me era chiara la cosa) altrimenti immagino che non potremmo nemmeno ipotizzare di trarlo in inganno, dovremmo dedicare una parte della nostra esperienza quotidiana a lasciarlo muovere osservando cosa fa circoscrivendolo solo all'interno della nostra coscienza? Lasciandolo separato dalle nostre vere intenzioni? Se è così, è come se gli concedessimo un angolino della nostra coscienza in cui sviluppa in potenza il suo agire. E non è rischioso? Non potrebbe creare dei buchi? |
Citazione:
Concedere parte al nero in maniera cosciente, potrebbe non creare disequilibri ma se poi non c'è ritorno? mi suona risucchio... leggo.gif |
Citazione:
Citazione:
Comunque, nel concreto, pensavo a una cosa tipo "lasciare che scriva sulla persona, non sul vero Io". Concedergli ogni tanto qualche contentino facendogli credere che non sappiamo che stia agendo. Insomma lui tenta di fregarci e noi dovremmo riuscire a fregare lui, fargli credere che ci sta usando quando in realtà avviene il contrario. A questo proposito mi viene in mente Gurdjieff che aveva detto che bisogna combattere ogni vizio, ma che poi non è necessario farlo per sempre (immagino dopo il vero tuffo). Non so se sia la stessa cosa, ma vincere un vizio e poi riprenderlo (a quel punto senza brama ovviamente) potrebbe essere un modo di fargli scrivere su un foglio finto? |
Citazione:
Citazione:
|
Citazione:
Condivido il discorso di Ray...creare una personalità ad hoc per lasciare sfogare il nero è interessante, però presuppone il saperlo fare, il saperla usare altrimenti si rischia di avere un nuovo ulteriore servo che diventa "padrone". Anche scindere il Se o il vero Io dalla persona , per come la vedo io, è un'operazione che si ottiene alla fine o comunque in corso di opera al nero, difficilmente si potrà essere già scafati in parenza. Comunque mi pare stiano venendo fuori discorsi interessanti, che mi stanno dando da riflettere e da sperimentare :) fiori.gif |
Mi si perdonerà di non rispondere ai post precedenti, ma siete andati avanti molto nel discorso anche senza di me e non avrebbe senso riprendere punto per punto.
Devo dire invece che in questi giorni ho sperimentato parecchio, in modo pragmatico come suggerito da Monsieur Uno, lasciando da parte le molte e probabilmente inutili domande. Ebbene, ho constatato che in definitiva le risposte si trovano più nella pratica che nella teoria. La benzina che cercavo per affrontare il Nero, si trova nel Nero stesso! O meglio, si genera dall'attrito con le forze oscure nel mentre stiamo combattendo. In questi giorni, dicevo, che ho cercato di combattere col Nero, scrivendo io la storia della mia vita, più di una volta lui si è intromesso, tentandomi di fare diversamente, di corrompermi, di desistere. Ogni volta che riuscivo a vincere un round (per restare sul ring con centomila) mi sentivo più carico e più - non saprei definirlo meglio - più sveglio. Ma può essere un'arma a doppio taglio, dalle mie esperienze passate ricordo che se si perde il round, la benzina 'evapora' e quello che resta è il piombo, che pesa sulla coscienza e fa sprofondare in una sorta di oblio, dal quale alla lunga è difficile venirne fuori. Parafrasando il Filosofo, 'Oh buon Dio, in quale cecità ci fate stare finchè non ci reputate degni di contemplare la vostra Gloria!'. Eh si, perchè è davvero grazie a questo Nero che possiamo avere accesso alla migliore delle benzine, ma il sistema deve restare 'pulito' perchè altrimenti ci si soffoca con i gas di scarico! E qui arriva la prima strategia del Nero. E' troppo forte adesso? Ok lo lascio attendere, non ho fretta! Così il Nero si ritira e noi aspettiamo invano, finchè ci dimentichiamo dell'Avversario ed è a quel punto che lui ritorna strisciante come un serpente. Per il momento continuo dunque con le mie sperimentazioni, anche se dopo le mie iniziali 'vittorie' ha latitato, e questo come ho detto non mi sembra un buon segno. Devo restare in guardia per il prossimo attacco che sferrerà, lui aspetta solo che la benzina lentamente finisca e che io torni ad un livello più normale. Oppure, e qui vengo al dunque, secondo voi è talmente meccanico che in un modo o nell'altro agisce sempre, a varie intensità, con la possibilità dunque di sfruttarlo in maniera costante? |
Citazione:
Senza contare che la coscienza in quel momento deve essere non solo vigile ma pronta a recepire il contenuto nuovo quindi l'io non puo' mancare anzi. Io non credo che serva distinguere e dargli solo una parte di noi . Io credo che si debba offrire il noi con atteggiamento diverso , di colui che ricerca e che e' in attesa dell'apparizione del nero e pronto a sottrargli quello che vuole . E' come se ci si offrisse ma con l'intenzione di negarci a quel contenuto divenuto cosciente ed invece darci al contenuto nuovo , il bianco?! |
Citazione:
Non lo puoi fare attendere . Sara' buona la volta successiva . |
Citazione:
In questi ultimi giorni mi stò e mi stanno obbligando a modificare delle abitudini, profondamente sò che va bene e ho dalla mia una certa forza decisionale, questo mi permette di fare quello che mi viene detto trovandolo giusto anche se sento fortissimo il desiderio di trovare qualche scusa, qualche scorciatoia, qualche modo per non farlo. Nei giorni in cui sono più stanca ho molta meno forza e la tendenza a cercare scorciatoie e non fare diventa più forte. Ho notato anche che nei momenti di stanchezza è di vitale importanza che mi ponga meno domande possibili. Più lascio spazio al dubbio,a cose come "non è giusto (dai capo, ci ho messo solo tre anni a capirlo icon_mrgr:) non ho voglia, lo faccio dopo (questa è feteccchiosa all'ennesima potenza), più è certo che la cosa in questione non verrà fatta. Una volta innescato il meccanismo della pippa, chiamiamola così, è possibile recuperare la cosa non fatta ma maggiore è il tempo che impiego per deciderlo maggiore è lo sforzo per farlo. Anche questo poi diventa una fantastica scusa (dovrei farlo..ma si..tanto ormai...) Condivido con te il senso di vittoria dopo che la cosa è stata fatta, euforia a cui ci si abitua fin troppo presto e che porta inevitabilmente a un successivo scivolone con successiva necessità di surplus di energia. Ho una mia teoria per cui al contrario di quello che pensavo è meglio innescare una serie di vittorie a catena su questo atteggiamento oppositivo di modo che nel momento in cui si è perso interesse ed energia per una prima vittoria e si debba offrire uno nuovo maggiore sforzo vi sia una simultanea altra vittoria a contribuire ad alimentarci di gratificazione. E andare avanti. Citazione:
Inoltre ho come la sensazione che latiti dopo le nostre vittorie perchè così dovrebbe essere e che in qualche modo siamo poi noi a sentirne la mancanza ed andarlo a cercare, magari è un'idiozia totale ma si è detto altrove che ci si affeziona a tutto, anche alla sofferenza e, soprattutto, quella certa sua forza di strafottenza e onnipotenza è allettante...leggo.gif |
Citazione:
Persona è una parola etrusca e significava maschera. L'io, naturalmente, era ciò che stava sotto quella maschera. So che oggi si tende a vederli come sinonimi, nel linguaggio parlato lo fanno tutti me compreso, però la personalità è una cosa che si ha (ad esempio i bambini appena nati non ce l'hanno, se la devono costruire) quindi ciò che riguarda la persona fa parte dell'avere... ciò che riguarda il vero Io, l'essenza, fa parte dell'essere. Un vero Individuo dovrebbe poter cambiare personalità a comando, usandole e poi cambiandole come vestiti, per poter sempre indossare l'abito più adatto ad ogni situazione. C'era un bell'esempio di Uno (non ricordo più dove) su questi vestiti che "prendono vita" e non riusciamo più a cambiarli, anche volendo, loro si muovono e noi dentro costretti a seguirli... quella che in termini psico può definirsi personalità dominante. Detto questo, non credo stiamo dicendo cose diverse, ti offri ma resti cosciente, il chè equivale a quello che intendevo io quando dicevo di lasciargli scrivere sulla persona ma non sul vero Io. Il Nero è tutto ciò che siamo spinti a fare senza averne cognizione di causa, senza sapere se a volerlo siamo noi o l'Altro. Quindi dargli un foglio finto su cui scrivere può significare assecondarlo in piccole cose, ma restando coscienti che a voler agire è lui e non noi. |
Citazione:
Dall'altra però, e anzi per lo stesso motivo, è talmente meccanico da poter essere sfruttato costantemente, o almeno io mi son fatto questa idea. Cosa non semplice però e non fattibile tenendo costante un livello di tensione superiore a ciò cui siamo riusciti ad abituarci... quindi alla fin fine è un continuo saliscendi fin quando, se, lo domini. |
Citazione:
|
Mi sembra di aver capito che per avere questo "contatto" serva una mente vigile esterna, una specie di super parte altrimenti si rischia il... risucchio.
specialmente quando si è più deboli, quando si pensa di essere "al sicuro"... Ma non è affatto cosa facile:U |
Citazione:
Poi è inevitabile che se la maggiorparte di noi anela continuamente al bianco, questo nero si manifesti per lo più come forza malvagia e diabolica, ma non lo è di per se, cambia in funzione di chi si trova davanti. Quindi concordo anch'io che all'inizio un certo livello di pericolo lo si corre, ma ricordiamoci che siamo "risucchiati" fin dall'inizio e che mal che vada continueremo a farci risucchiare, ma se va bene... |
Per non continuare a ragionare sulla strada sbagliata domando: i fogli sono la coscienza?
|
Citazione:
|
Ma se dobbiamo ingannarlo, dobbiamo usare qualcosa che non conosce.
|
A me quel che viene in mente è la dissimulazione, ovvero far finta di fare o essere come sempre ma in verità la nostra attenzione è diretta altrove.
|
A volte si dice che dobbiamo sfruttare l'energia prodota dal nero, usarlo a nostro favore, l'immagine che mi viene in mente è quella della carota tenuta davanti alla bocca del cavallo che, cercando di raggiungerla, continua a correre.L'importante sarebbe decidere noi la direzione da fargli prendere....sarebbe una bella soddisfazione dopo anni passati a recitare noi la parte del cavallo ed il nero quella del padrone icon_mrgr:
|
Citazione:
Alla fine del primo film invece, cosa più interessante per il nostro discorso, è Neo che entra dentro Smith. E lo fa con un vero e proprio tuffo.... Lo fa dopo esser morto, il vero tuffo avviene in seguito alla piccola morte... (ed a quel punto cominciano a combattere quasi ad armi pari, anzi, è Neo ad avere un certo vantaggio) |
Citazione:
|
Citazione:
E' vero che prima di tuffarsi, dopo essere "morto" Neo vedeva SMith decodificato, come parte di Matrix, prima , negli scontri precedenti, aveva preso parecchie sberle, però è anche vero che se non avesse continuato a provarci non sarebbe mai giunto a quel punto, al punto di capirlo e battersi con lui ormai consapevole di se stesso. Mi servirebbe il bacio di Trinity .....icon_mrgr: |
Citazione:
Sto preparando qualcosa che spero possa chiarire un pò, almeno a determinati tipi di persone. |
Ma se dico che il nero è comprensivo dei sette peccati capitali che sostanzialmente raccolgono tutti i vizi dell'uomo sono fuori strada o centro il bersaglio?
E' un esempio per capire... :@@ |
Citazione:
|
Citazione:
Nell'opera al nero si sta su un altro piano non su un piano etico bensi ''gnostico '' o senza far confusione di termini su un piano di conoscenza di se che deve escludere il giudizio etico . Giudizio etico che limita ed impedisce l'opera al nero . Sono categorie quelle del bene e male che non sono incluse nell'opus alchemico . Per questo io non la vedo in un contesto cattolico cristiano . Ma su questo punto chiedo a Uno una veloce spiegazione . |
Citazione:
Male bene e peccato c'entrano nell'opera al nero, anche se, soprattutto all'inizio, in modo più pragmatico di come grossolanamente si intende l'etica al giorno d'oggi: mera teoria. E' bene ciò che mi aiuta nell'opera, è male ciò che mi contrasta. Quelli che il cristianesimo chiama peccati capitali mi contrastano. Ergo sono male, è comportamento non conveniente. Che poi ci si debba venire a patti è altro discorso e certamente non si tratta di morale. |
Citazione:
|
Citazione:
Anche se qualcuno avrà voglia di tirarmi le banane diavolo.g: ma non è per nulla facile. |
Citazione:
Bisogna distinguere quello che e' il c.d. foro interiore , dai comportamenti che mettono in relazione con l'altro , in queste relazioni con l'altro l'etica e' necessaria ed assume diversi contenuti : qui la mia liberta' e' costituita e limitata dalla liberta' altrui e le regole di convivenza ne sono l'espressione . Ma nell'opera al nero si parla di foro interiore nel quale la liberta' deve essere in linea teorica assoluta ed ognuno si pone i limiti che ritiene in relazione al suo stato dell'essere o alle proprie adesioni ad un credo . Allora nell'opera al nero , credo ma sicuro nel processo di individuazione ove il concetto di ombra ne e' un pilastro ,avere un' etica che rigidamente ed a prescindere condiziona il comportamento , il c.d. peccato e' un limite perche' impedisce di esperire ed esperire e' l'unico modo per conoscersi . Il punto d'arrivo dovra' essere lo stesso ma il percorso e' diverso . Esistono dei c.d. peccati che agiscono nel foro interiore che sono invece necessari alla crescita e alla comprensione di se' e spessissimo anche alla crescita dell'altro in modo indiretto . Non e' vero allora che i c.d. peccati che agiscono nel foro interiore sono sempre e solo male . E' come uscire per mare con previsioni meteo negative , non si fa ma deve capitare se vuoi capire cos'e' il mare ed il vento e cosa sei tu in quelle circostanze , qual'e' la tua capacita' di reazione e la capacita' di scelta sotto stress. Se esci solo con la bonaccia e' come stare in poltrona a casa . Devi benedire talvolta un'esperienza negativa vissuta al momento giusto . |
Prendiamo uno qualsiasi dei peccati della Chiesa, che so. l'ingordigia.
Se uno è ingordo, mettiamo del mangiare, quando vede un tavolo non riesce a trattenersi, è costretto a mangiare. Costretto da chi? E questo vale per qualsiasi altro peccato, dai maggiori ai minori. Fare il bene realmente invece non è mai cosa automatica, per fare del bene, per amare ci deve comunque essere una nostra volontà per quanto latente o poco visibile. Non dobbiamo (Nike?) confondere il vivere in mezzo al peccato con il vivere peccando. Io spesso faccio un esempio, dico che può essere abbastanza facile per un monaco essere casto finchè sta in monastero, ma poi essere preda degli istinti appena esce. In quel modo non ri-solve nulla. Se esco in mare con il mare mosso e mi lascio travolgere dalle onde soccomberò alla forza del mare allo stesso modo in cui se mi tuffo nel Nero e mi lascio andare ad ogni sensazione senza discernimento soccomberò nel Nero. Se ci si ragiona, non stiamo parlando di morali bigotte, stiamo parlando di morale tesa a renderci liberi nelle scelte per quanto a prima vista possa sembrare di essere costretti da una morale fine a se stessa. L'energia non ci viene dal tuffo nel Nero, ci viene dall'attrito che scaturisce tra noi ed il Nero quando ci tuffiamo in esso. Se ci lasciamo sommergere e trasportare dal Nero consumiamo la nostra energia. Se metto un chiodo di fronte ad una calamita, la calamita attira il chiodo, l'energia (magnetica in questo caso) si annulla nell'azione di tenere il chiodo attaccato alla calamita e finisce ogni possibilità di scelta e azione. Se invece il chiodo avesse una volontà e usasse quel magnetismo solo per spostarsi un pò come gli occorre, ma poi prima di farsi catturare dal magnete ne usasse un'altro etc..... Questo appena scritto non significa andare a cercare i magneti, di quelli il mondo è strapieno... andare a cercarli significa camuffare l'istinto dandogli una parvenza di qualità più elevata. Se vado in mare sfrutto il vento, non creo il vento e se tiro su una vela sbagliata il vento potrebbe anche staccarmi un albero se sono in punto il vento dove tira forte. |
Citazione:
|
Citazione:
Come per l'esempio dell'uscire con previsioni meteo avverse , come nel detto : non tutto il mal vien per nuocere , come lo spieghi questo risvolto positivo dell'errore commesso ? E' giusto quello che dici ma a fine corsa mentre io parlo di quando ormai sei uscito per mare e vedi il temporale da nord/ovest che arriva veloce , non puoi evitarlo non hai tempo di rientrare devi aspettarlo e devi subirlo . C'e' dell'opera al nero in questa situazione descritta . |
Citazione:
|
| Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 12.22.22. |
Powered by vBulletin Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Questo sito non è, nè può ritenersi assimilabile ad una testata giornalistica, viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità del materiale. Pertanto, non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina della l. n. 62 del 2001. Il materiale pubblicato è sotto la responsabilità dei rispettivi autori, tutti i diritti sono di Ermopoli.it che incoraggia la diffusione dei contenuti, purchè siano rispettati i seguenti principi: sia citata la fonte, non sia alterato il contenuto e non siano usati a scopo di lucro. P.iva 02268700271