Ermopoli

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Ray 22-05-2009 20.24.05

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 69164)
VEdiamo se ho compreso tu dici che provocando un allontamento in qualche modo incontro una sofferenza conosciuta(quindi la gestisco) evitando così di mettermi in gioco e incontrare una sofferenza nuova che non saprei gestire?

Non dico che è così, facevo un esempio e nel farlo ho descritto un meccanismo. Può essere utile chiedersi se in noi agisce o no. E' un possibile aspetto della cosa... il tutto poi alla fin fine per una mia sensazione che mi ha spinto a chiederti se era tutto lì. Non ho alcuna garanzia che la mia sensazione sia corretta... ma se porta a considerare aspetti diversi bon, qualcosa produce.

Il bisogno di essere sicuri dei sentimenti altrui credo che spesso derivi dal bisogno di essere sicuri dei propri. D'altra parte è proprio in queste occasioni di particolare attivazione energetica che sentiamo il generico bisogno di conoscerci meglio, quindi anche dal punto di vista sentimentale.
Ma forse la paura è non solo in relazione alla solidità dei suoi di sentimenti...

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 69172)
Alla fine comunque mi sembra di capire che fare resistenza a questo mio impulso di 'mettere alla prova', sia una strada buona, giusto? Dove la caccio la tensione che esce da questa resistenza, mmm potrei allenarmi per fare la maratona? Spero non diventi repressione..Già osservarla però mi sembra positivo:)

Credo di si, che sia una buona strada quella di trattenere. Dove cacci la tensione? La reggi più che puoi... è trasformante. Poi la maratona o simili va benissimo :)

Shanti 22-05-2009 22.27.07

Citazione:

Originalmente inviato da stefano
che capiti "spesso" non lo so.
ma non capita spesso a tutti.

Citazione:

Originalmente inviato da stella
Volevo dire in generale che se si è innamorati lo si è anche se non corrisposti, qualche volta ancora di più, quante volte succede....

Ecco questa cosa del non essere corrisposti la identifico di più con la 'cotta' di tipo adolescenziale, mentre, nella fase di innamoramento vero e prorprio, secondo me si entra nel momento in cui due persone sentono una reciproca attrazione (quindi farfalle nello stomaco, voglia di stare sempre insieme ecc.) e decidono di viversi. Non credo sia una cosa che in una vita capiti spesso questa, a differenza della 'cotta', potrebbe anche non capitare mai.

stefano 25-05-2009 11.17.57

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 69188)
Ma dai Stefano ma scusa, neanche si conoscono e deve dirgli cosa scrive come quando e con chi?
E lo dice una che era capace di contare i passi che l'altro faceva e vedere se corrispondevano a quello che diceva...diavolo.g:

Se non ha le idee chiare che gli dice?
"Sai tesoro oggi sono entrata in un forum con tantissime persone che leggono e ho raccontato a degli emeriti sconosciuti che non so che cosa mi stà capitando e come prendere quello che sento per te..."
:U

:C:

dire cosa fai, come quando e con chi è esagerato e (forse mi sono spiegato male) non è quello che intendevo.
Quello che intendo è che un certo modo di osservare le situazioni lo potrebbe benissimo mettere in pratica con la persona che ha di fronte o quantomeno provarci.
Di fatto potrebbe essere un qualcosa che rafforza la loro conoscenza iniziale e "apre" e che potrebbe servire a lei per fare chiarezza.

sul resto io non sto dicendo di "dire perchè l'altro te lo chiede e se non lo fai ahi ahi ahi"
stavo parlando di una trasparenza il più possibile ampia frutto di completa fiducia in se stessi e nell'altro e mostrandosi per quello che si è con pregi e difetti con forze e debolezze.
se uno è completamente trasparente in ciò che fa e trova nell'altro apertura totale a mio avviso creerà un ambiente di fiducia.
se non ci si prova nemmeno si continua a rimanere in un certo senso "a metà strada" a mio parere e di fatto (sempre secondo me) si vive con continua paura.
(insomma sempre l'obiettivo cui puntare. che poi non sia facile nessuno lo mette in dubbio)

Edera 25-05-2009 12.04.11

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 69193)
Dove cacci la tensione? La reggi più che puoi... è trasformante. Poi la maratona o simili va benissimo :)


Grazie Ray... Da quando ho scritto il post, ho provato a fare così... Ho scoperto che se non la sfogo passa da sola e proprio come dici tu trasforma (anche se non so bene cosa trasformi), non è facile reggerla ma... Adesso che lo so...diavolo.g:

Ray 25-05-2009 12.11.15

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 69263)
Grazie Ray... Da quando ho scritto il post, ho provato a fare così... Ho scoperto che se non la sfogo passa da sola e proprio come dici tu trasforma (anche se non so bene cosa trasformi), non è facile reggerla ma... Adesso che lo so...diavolo.g:

Trasforma te, nel senso che diventi più capace di reggere, come se fossi un tubo che si alllarga e quindi aumenta la portata. Ciò che prima produce sofferenza poi non la produce più (grossomodo).
Chiaramente il rischio della repressione è sempre dietro l'angolo... la differenza tra reggere (trattenere) e reprimere è che nella prima non cerchiamo di non sentire. Che invece è lo scopo sia della repressione che dell'espressione (sfogo).

Edera 12-06-2009 10.23.05

Niente non ce la faccio, ho questa paura dentro che mi mangia. Ieri sera ho provato a parlargliene ma vedo che la cosa lo intristisce come se ogni mia minima variazione d'umore, ogni demone che mi si agita dentro avesse il potere di provocare degli strappi, delle distanze tra di noi. Non so dove possiamo andare così, ho la sensazione che queste mie correnti interne per lui siano qualcosa di incomprensibile.
La 'bestia nera' salta fuori quando si arriva a certi livelli di intimità fisica, come se per accedere a quella dimensione avessi bisogno di sentire lo 'spirito' (non so come altro scrivere) dell'altro, come se avessi l'esigenza di porre la questione in un piano trascendentale e trovare l'altro sintonizzato sullo stesso canale per sentirmi tranquilla... Cosa che ovviamente invece complica tutto e chissà quale meccanismo nasconde.
Ma cos'ho che non va, perchè non riesco a vivere serenamente le cose, perchè ho sempre l'esigenza e la pretesa assurda di sondare l'anima dell'altro in cerca di certezze. Alla fine arrivo sempre alla conclusione che andarmene sia meglio sia per me che per l'altro. Mahnonso.gif

Ray 12-06-2009 11.51.40

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70007)
Ma cos'ho che non va, perchè non riesco a vivere serenamente le cose, perchè ho sempre l'esigenza e la pretesa assurda di sondare l'anima dell'altro in cerca di certezze. Alla fine arrivo sempre alla conclusione che andarmene sia meglio sia per me che per l'altro. Mahnonso.gif

A volte mi sembra che in mancanza di certezze, tocchi fare a meno delle certezze... (segreto di pulcinella per una piccola serenità).

fiori.gif

stefano 12-06-2009 12.19.16

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70007)
Niente non ce la faccio, ho questa paura dentro che mi mangia. Ieri sera ho provato a parlargliene ma vedo che la cosa lo intristisce come se ogni mia minima variazione d'umore, ogni demone che mi si agita dentro avesse il potere di provocare degli strappi, delle distanze tra di noi. Non so dove possiamo andare così, ho la sensazione che queste mie correnti interne per lui siano qualcosa di incomprensibile.
La 'bestia nera' salta fuori quando si arriva a certi livelli di intimità fisica, come se per accedere a quella dimensione avessi bisogno di sentire lo 'spirito' (non so come altro scrivere) dell'altro, come se avessi l'esigenza di porre la questione in un piano trascendentale e trovare l'altro sintonizzato sullo stesso canale per sentirmi tranquilla... Cosa che ovviamente invece complica tutto e chissà quale meccanismo nasconde.
Ma cos'ho che non va, perchè non riesco a vivere serenamente le cose, perchè ho sempre l'esigenza e la pretesa assurda di sondare l'anima dell'altro in cerca di certezze. Alla fine arrivo sempre alla conclusione che andarmene sia meglio sia per me che per l'altro. Mahnonso.gif


non è che forse hai qualche conto in sospeso con la tua infanzia da chiudere?

Edera 12-06-2009 13.42.04

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 70008)
A volte mi sembra che in mancanza di certezze, tocchi fare a meno delle certezze... (segreto di pulcinella per una piccola serenità).

fiori.gif

Grazie Ray. Pagherei oro per riuscirci:)

Edera 12-06-2009 13.42.53

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 70009)
non è che forse hai qualche conto in sospeso con la tua infanzia da chiudere?

Non lo escludo Stefano:) Da cosa ti viene quest'idea?

stella 12-06-2009 18.56.28

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70007)
Niente non ce la faccio, ho questa paura dentro che mi mangia. Ieri sera ho provato a parlargliene ma vedo che la cosa lo intristisce come se ogni mia minima variazione d'umore, ogni demone che mi si agita dentro avesse il potere di provocare degli strappi, delle distanze tra di noi. Non so dove possiamo andare così, ho la sensazione che queste mie correnti interne per lui siano qualcosa di incomprensibile.
La 'bestia nera' salta fuori quando si arriva a certi livelli di intimità fisica, come se per accedere a quella dimensione avessi bisogno di sentire lo 'spirito' (non so come altro scrivere) dell'altro, come se avessi l'esigenza di porre la questione in un piano trascendentale e trovare l'altro sintonizzato sullo stesso canale per sentirmi tranquilla... Cosa che ovviamente invece complica tutto e chissà quale meccanismo nasconde.
Ma cos'ho che non va, perchè non riesco a vivere serenamente le cose, perchè ho sempre l'esigenza e la pretesa assurda di sondare l'anima dell'altro in cerca di certezze. Alla fine arrivo sempre alla conclusione che andarmene sia meglio sia per me che per l'altro. Mahnonso.gif

Prima bisognerebbe mostrare la nostra di anima all'altro senza paura di esporsi e di esporre le proprie paure.
Se tu non riesci a parlare serenamente con lui di ciò che ti agita dentro forse è appunto perchè lui si chiude e si intristisce e quell'argomento diventa come un tabù tra di voi, una cosa di cui si evita di parlare ma ciò inevitabilmente crea una distanza non fisica, ma di anime.
Se cerchi le certezze non le troverai perchè non le ha nessuno, ogni storia è un libro aperto da scrivere ogni giorno che si vive.
Prova a rovesciare la situazione, se fosse lui a chiedere a te queste certezze, forse anche tu istintivamente ti chiuderesti perchè sinceramente non ne hai, ma dirlo significherebbe negare il sentimento che c'è tra voi mentre questo non è, ma per avere una comunione a livello di anime, essere sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda, è necessario non avere paura di esporre i propri dubbi e se li dovesse avere anche lui ecco che troverete un punto in comune che vi unisce invece di dividervi.
Almeno io la vedo così, potrei anche sbagliarmi e se così fosse ti chiedo di non tenere in considerazione queste mie parole....
Tutti hanno paura nelle storie d'amore, paura di perdere la persona amata, paura di sbagliare, paura di esporsi troppo, e così non è possibile avere quelle certezze rassicuranti che vengono col tempo e con il conoscersi sempre meglio.

Auguri abbraccio:

stefano 12-06-2009 19.09.19

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70012)
Non lo escludo Stefano:) Da cosa ti viene quest'idea?

penso tu possa aver provato da piccola a parlare apertamente con i tuoi genitori ma a volte hai trovato le porte chiuse.
magari mi sbaglio ma ho questa sensazione

nikelise 15-06-2009 15.33.32

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70007)
Niente non ce la faccio, ho questa paura dentro che mi mangia. Ieri sera ho provato a parlargliene ma vedo che la cosa lo intristisce come se ogni mia minima variazione d'umore, ogni demone che mi si agita dentro avesse il potere di provocare degli strappi, delle distanze tra di noi. Non so dove possiamo andare così, ho la sensazione che queste mie correnti interne per lui siano qualcosa di incomprensibile.
La 'bestia nera' salta fuori quando si arriva a certi livelli di intimità fisica, come se per accedere a quella dimensione avessi bisogno di sentire lo 'spirito' (non so come altro scrivere) dell'altro, come se avessi l'esigenza di porre la questione in un piano trascendentale e trovare l'altro sintonizzato sullo stesso canale per sentirmi tranquilla... Cosa che ovviamente invece complica tutto e chissà quale meccanismo nasconde.
Ma cos'ho che non va, perchè non riesco a vivere serenamente le cose, perchè ho sempre l'esigenza e la pretesa assurda di sondare l'anima dell'altro in cerca di certezze. Alla fine arrivo sempre alla conclusione che andarmene sia meglio sia per me che per l'altro. Mahnonso.gif

E' come avere in mano un bellissimo fiore e per paura che cada lo stringo forte nel pugno .
Secondo te che succede del fiore?
NON basta averlo ,non basta sentirne il profumo , no bisogna essere sicuri che non vada perso.
Della serie ....non basta mai nulla ne' fare nulla
ma e' proprio del divino non farsi confinare in nessun modo.

Edera 16-06-2009 15.22.55

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 70092)
E' come avere in mano un bellissimo fiore e per paura che cada lo stringo forte nel pugno .
Secondo te che succede del fiore?
NON basta averlo ,non basta sentirne il profumo , no bisogna essere sicuri che non vada perso.
Della serie ....non basta mai nulla ne' fare nulla
ma e' proprio del divino non farsi confinare in nessun modo.

Graize Nike, se lo stringo lo sciupo e io non voglio rovinarlo il fiore davvero. Solo che a volte salta fuori una parte inquietante che vorrebbe mangiarselo, non mi basta mai niente, lo strato fisico esterno, l'involucro invece di calmarmi fa tutto l'opposto. E' una parte che tento di dominare trovando un equilibrio. Tento...:)

stefano 16-06-2009 17.03.34

hai provato a concentrarti su quello che manifesti tu,sul tuo interiore in questo momento piuttosto che su quello che emerge dall'altro?

Uno 16-06-2009 17.20.35

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 70115)
hai provato a concentrarti su quello che manifesti tu,sul tuo interiore in questo momento piuttosto che su quello che emerge dall'altro?

Ma è ciò che sta facendo, si potrebbe (ma non è che Edera sia sotto esame fiori.gif) in caso discutere sul modo con cui si introietta nell'esperienza, ma non se si concentra sul suo interiore, lo fa pure troppo, ammesso che esista un troppo in tale ambito.

stefano 16-06-2009 17.46.47

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 70116)
Ma è ciò che sta facendo, si potrebbe (ma non è che Edera sia sotto esame fiori.gif) in caso discutere sul modo con cui si introietta nell'esperienza, ma non se si concentra sul suo interiore, lo fa pure troppo, ammesso che esista un troppo in tale ambito.

vediamo provo a dare uno spunto:
quel qualcosa che vuole trattenere, mangiare ecc. ecc. non è che lo fa perchè inconsciamente pensa che in se stesso certe cose non siano presenti e quindi è come se volesse "rubarle" all'altro quando in realtà se magari si approfondisse si scopre che rubare non ha senso dato che seppur a livello potenziale la Luce è anche in te?

non so perchè mi fa venire in mente il comandamento

Edera 16-06-2009 21.54.05

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 70116)
Ma è ciò che sta facendo, si potrebbe (ma non è che Edera sia sotto esame fiori.gif) in caso discutere sul modo con cui si introietta nell'esperienza, ma non se si concentra sul suo interiore, lo fa pure troppo, ammesso che esista un troppo in tale ambito.

Obiettare sul modo con cui mi introietto in questa esperienza potrebbe essere molto utile e interessante:) Probabilmente da fuori si vedono cose che io non riesco a vedere

Edera 16-06-2009 22.02.41

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 70118)
vediamo provo a dare uno spunto:
quel qualcosa che vuole trattenere, mangiare ecc. ecc. non è che lo fa perchè inconsciamente pensa che in se stesso certe cose non siano presenti e quindi è come se volesse "rubarle" all'altro quando in realtà se magari si approfondisse si scopre che rubare non ha senso dato che seppur a livello potenziale la Luce è anche in te?

non so perchè mi fa venire in mente il comandamento

A me la questione sembra un pò diversa, nel senso che alla radice temo ci sia un istinto primordiale di dominio, un'esigenza quasi di inglobare l'altro, qualcosa che ho visto solo nella metà femminile dell'universo perchè in quella maschile non ho mai notato niente di simile...
Discorso diverso invece sono tutte le mie paure e l'esigenza di tenerle a bada, quelle sono soggettive e nascono probabilmente nella mia infanzia.

Edera 16-06-2009 22.08.42

Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 70016)
ma per avere una comunione a livello di anime, essere sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda, è necessario non avere paura di esporre i propri dubbi e se li dovesse avere anche lui ecco che troverete un punto in comune che vi unisce invece di dividervi.
A
Auguri abbraccio:

Questa è la strada che ho pensato di seguire, grazie degli augurifiori.gif
A volte come quando ho scritto il post ho dei momenti in cui vedo nero ma poi piano piano sbroglio la matassa. E' un lavoro da fare con molta calma e rispetto per l'altro tentando di non mettere al centro il proprio essere e considerando che è l'incontro di due individui diversi. Mica facile:)

stella 17-06-2009 22.40.47

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70128)
Questa è la strada che ho pensato di seguire, grazie degli augurifiori.gif
A volte come quando ho scritto il post ho dei momenti in cui vedo nero ma poi piano piano sbroglio la matassa. E' un lavoro da fare con molta calma e rispetto per l'altro tentando di non mettere al centro il proprio essere e considerando che è l'incontro di due individui diversi. Mica facile:)

Due individui diversi si incontrano e si innamorano, questa è la parte "facile" diciamo così, ma poi è necessario rapportarsi con l'altra persona cercando dei punti in comune oltre a quelli che fanno di un individuo un individuo unico e per questo diverso da tutti gli altri, ma se ci pensi è proprio questo che lo fa unico ai nostri occhi, coi suoi pregi e i suoi difetti.
L'istinto di inglobare l'altro, di dominarlo, di "mangiarselo" quasi, significa voler andare a fondo, non mi viene meglio ma quello che vorrei dire è che in questo modo, se il tuo istinto è quello di inglobare il suo essere dentro di te, vuol dire che solo così, facendolo diventare parte di te, pensi di riuscire a controllare la situazione e di conoscerlo veramente, questo può succedere quando in passato si è sofferto e non si vuole soffrire ancora....
Ma lo sai anche tu che questo istinto va tenuto sotto controllo perchè l'amore prima di tutto dovrebbe essere libertà e se eventualmente in passato si è sofferto dobbiamo pensare che la persona con cui ci rapportiamo adesso è una persona diversa da quella che ci ha fatto soffrire, altrimenti si corre il rischio di ripetere inconsciamente errori fatti in passato, in questo caso sto pensando a una storia che è successa a me, e allora ho smesso di cercare il controllo e il dominio su tutto (persino sui pensieri dell'altro...) e lasciar scorrere le cose, poi le situazioni non sono mai le stesse se ci poniamo in esse con uno spirito diverso.
Ai momenti in cui si vede tutto nero si succedono altri momenti in cui si vede tutta la gamma dei colori e così deve essere, il bisogno di sicurezza un po' alla volta si sostituisce se non proprio alla sicurezza a qualcosa che le assomiglia, e senza forzare le cose si arriva a inglobare ed essere inglobati ma lasciando sempre libera l'altra persona quando anche i suoi tempi sono maturi....
Sto parlando un po' a ruota libera perchè anch'io all'inizio di una nuova storia d'amore avevo mille paure, anzi non ne volevo proprio sapere sempre per quella paura di soffrire ancora e anche perchè da soli non si possono avere brutte sorprese o situazioni che sfuggono al controllo, però nello stesso momento si ha bisogno dell'altro, quindi cercavo sicurezze perchè prima avevo sofferto moltissimo, ma queste vengono col tempo, il fiore quando è in bocciolo prima della sua stagione non si apre, poi quando viene il suo tempo mostra tutta la sua bellezza e il suo profumo, poi resta il frutto, e anche quello ha bisogno del suo tempo per maturare, il frutto in questo caso è l'amore che ha trovato le sue certezze e la comunione delle anime, anche se mai, anche dopo tanti anni con una persona, si potrà mai dire di aver inglobato tutto, quell'alone di mistero che ognuno si porta dentro resterà tale per sempre, del resto anche noi stessi teniamo segreta una parte di noi la più intima e la più personale, e non possiamo mai dire di conoscere a fondo tutto il nostro essere e il perchè delle nostre reazioni, figuriamoci di un altro che è diverso da noi....

fiori.gif fiori.gif fiori.gif

Ray 17-06-2009 23.29.05

Adesso dico una roba forse un po' fastidiosa sulla paura di soffire. Ma la dico perchè essa pare addirittura rivaleggiare con l'amore e io, pur conscio di procurarmi un potente nemico, voglio schierarmi decisamente dalla parte dell'amore. Parlo quindi soprattutto per me stesso e andrò un po' a ruota libera.

Aver paura di soffrire è aver paura di vivere. Si rischia di soffrire lasciandosi andare e vivendo l'amore o l'innamoramento? Certo che si. E' molto probabile che prima o poi si soffrirà. E il livello di sofferenza è molto probabile che bilanci l'intensità di ciò che si vive. Io dico che ne vale la pena, sempre. Dico di più: la gioia dell'amore, la connessione col mondo, l'intensità del sentirsi vivi vale la pena anche se la sofferenza fosse certa.
Si vorrebbe vivere le cose senza soffrire e si cercano appigli. Si ha paura di quel che potrebbe essere e si cercano (false) certezze. Ma le certezze non esistono. Ogni ricerca in tal senso è un raccontarsela. O si gioca o non si gioca, non si può sapere prima quali carte verranno date e menchemeno pretendere di non perdere neanche una mano.

Ma forse è solo la paura di soffrire che frega, più della sofferenza stessa. Si vorrebbe non avere paura. L'unico modo di non avere paura di soffrire è accettare di soffrire. In alternativa, se non si può accettare del tutto, serve coraggio. Coraggio non è non avere paura, è avere paura e fare lo stesso.

Alla fin fine tutto si riduce ad una scelta: vivo e godo e soffro oppure non vivo. Se non vivo mi rintano in un comodo rimpianto, in una soffice depressione nella quale mi sembra di soffrire, mi dico che soffro, ma non soffro veramente... mi ripeto che mi devo smuovere ma non mi smuovo mai. E resto lì a guardare le occasioni passare, raccomandandomi per la prossima e non prendendo mai quella che c'è. Fino a quando, consumato, non avrò più la forza di innamorarmi. Di un altro essere umano, di un tramonto, di un lavoro, di un'idea.

Se mi innamoro e ho paura il risultato delle due forze è un assurdo tentativo di controllo, un cercare di inglobare l'oggetto del mio amore. Essere umano o idea che sia. Ma la spinta dell'amore è opposta in realtà. La spinta vorrebbe che io entri in quella cosa, che mi ci immerga, non che la faccia entrare in me. Ma lasciarsi andare, anzi l'idea di lasciarsi andare, fa salire la paura di perdersi. Ma perdere che? Cos'è questa cosa che non vogliamo perdere? L'io? Quel che ci pare di essere? L'integrità? Tutte cose che non abbiamo se non amiamo. Cos'è questo io che ci resta, che conserviamo, se non ci lasciamo andare? Solo aridità.

Edera, queste cose che ho detto non le ho dette pensando a te, ma cercando in me quello che col tuo discorso mi hai fatto risuonare. E' un post egoistico questo, che mi serve, e ti ringrazio per aver innescato questa opportunità.
Tornando un minimo razionale mi vien da dire che la verità forse sta nel mezzo e nell'equilibrio, che si dovrebbe essere abbastanza saldi da vivere le cose senza perdercisi dentro, che ci si può innamorare con serenità. Se potrò un giorno sperimentarlo ne sarò contento, nel frattempo cercherò di rischiare tutte le volte che avrò abbstanza coraggio per farlo.

:C:

stefano 18-06-2009 00.36.20

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70127)
A me la questione sembra un pò diversa, nel senso che alla radice temo ci sia un istinto primordiale di dominio, un'esigenza quasi di inglobare l'altro, qualcosa che ho visto solo nella metà femminile dell'universo perchè in quella maschile non ho mai notato niente di simile...
Discorso diverso invece sono tutte le mie paure e l'esigenza di tenerle a bada, quelle sono soggettive e nascono probabilmente nella mia infanzia.

forse la tendenza al dominio o controllo si lega a tutto ciò che ha scritto Ray forse è semplicemente "paura di soffrire" e quindi meglio crogiolarsi in una paura conosciuta che muoversi.
l'inglobare invece a mio sentire ha molto a che vedere con il rubare...l'energia altrui,come una forma non solo di dominio ma anche di vampirismo.
due individui che si amano dovrebbero essere come due lanterne la cui luce insieme è più forte della singola.
Invece noto spesso nelle coppie due persone inizialmente luminose.... poi pian piano una "sfoca" e l'altra prende più luce come se gliela "rubasse" seppur inconsapevolmente.non so come spiegarlo meglio di così ma è sicuramente una casistica.

luke 18-06-2009 01.03.45

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 70165)
Adesso dico una roba forse un po' fastidiosa sulla paura di soffire. Ma la dico perchè essa pare addirittura rivaleggiare con l'amore e io, pur conscio di procurarmi un potente nemico, voglio schierarmi decisamente dalla parte dell'amore. Parlo quindi soprattutto per me stesso e andrò un po' a ruota libera.

Aver paura di soffrire è aver paura di vivere. Si rischia di soffrire lasciandosi andare e vivendo l'amore o l'innamoramento? Certo che si. E' molto probabile che prima o poi si soffrirà. E il livello di sofferenza è molto probabile che bilanci l'intensità di ciò che si vive. Io dico che ne vale la pena, sempre. Dico di più: la gioia dell'amore, la connessione col mondo, l'intensità del sentirsi vivi vale la pena anche se la sofferenza fosse certa.
Si vorrebbe vivere le cose senza soffrire e si cercano appigli. Si ha paura di quel che potrebbe essere e si cercano (false) certezze. Ma le certezze non esistono. Ogni ricerca in tal senso è un raccontarsela. O si gioca o non si gioca, non si può sapere prima quali carte verranno date e menchemeno pretendere di non perdere neanche una mano.

Ma forse è solo la paura di soffrire che frega, più della sofferenza stessa. Si vorrebbe non avere paura. L'unico modo di non avere paura di soffrire è accettare di soffrire. In alternativa, se non si può accettare del tutto, serve coraggio. Coraggio non è non avere paura, è avere paura e fare lo stesso.

Alla fin fine tutto si riduce ad una scelta: vivo e godo e soffro oppure non vivo. Se non vivo mi rintano in un comodo rimpianto, in una soffice depressione nella quale mi sembra di soffrire, mi dico che soffro, ma non soffro veramente... mi ripeto che mi devo smuovere ma non mi smuovo mai. E resto lì a guardare le occasioni passare, raccomandandomi per la prossima e non prendendo mai quella che c'è. Fino a quando, consumato, non avrò più la forza di innamorarmi. Di un altro essere umano, di un tramonto, di un lavoro, di un'idea.

Se mi innamoro e ho paura il risultato delle due forze è un assurdo tentativo di controllo, un cercare di inglobare l'oggetto del mio amore. Essere umano o idea che sia. Ma la spinta dell'amore è opposta in realtà. La spinta vorrebbe che io entri in quella cosa, che mi ci immerga, non che la faccia entrare in me. Ma lasciarsi andare, anzi l'idea di lasciarsi andare, fa salire la paura di perdersi. Ma perdere che? Cos'è questa cosa che non vogliamo perdere? L'io? Quel che ci pare di essere? L'integrità? Tutte cose che non abbiamo se non amiamo. Cos'è questo io che ci resta, che conserviamo, se non ci lasciamo andare? Solo aridità.

Edera, queste cose che ho detto non le ho dette pensando a te, ma cercando in me quello che col tuo discorso mi hai fatto risuonare. E' un post egoistico questo, che mi serve, e ti ringrazio per aver innescato questa opportunità.
Tornando un minimo razionale mi vien da dire che la verità forse sta nel mezzo e nell'equilibrio, che si dovrebbe essere abbastanza saldi da vivere le cose senza perdercisi dentro, che ci si può innamorare con serenità. Se potrò un giorno sperimentarlo ne sarò contento, nel frattempo cercherò di rischiare tutte le volte che avrò abbstanza coraggio per farlo.

:C:

Mi trovo d'accordo con molte cose che hai detto; purtroppo non è facile vivere con il freno a mano tirato, sia in amore sia in tanti altri settori.
Penso che chi si trova a vivere in queste condizioni lo faccia da sempre, può essere una questione caratteriale innata, un porblema di tipo di educazione ricevuta nell'infanzia, fattosta che si vorrebbe cambiare,ci sembra di sforzarsi enormemente invece ci si trova sempre nello stesso punto, solo con più anni sulle spalle.
A volte penso che una causa possa essere una emotività fuori controllo, quasi "starata" rispetto alla maggior parte delle persone, il che comporta il vivere con distacco le cose proprio per paura che un coinvolgimento forte possa comportare uno s-convolgimento totale, in seguito a tempeste emotive enormi.
Il lasciarsi andare rischia di farci perdere le abitudini accumulate in tanti anni (abitudini intese anche come stati d'animo con i quali conviviamo) e rappresenta una specie di salto nel buio,allora si preferisce restare come si è , anche se è una situazione poco piacevole e per nulla serena:

si fanno tanti bei discorsi e ragionamenti con noi stessi, con i quali ci si potrebbero riempire migliaia di pagine, però alla fine le vere prove di coraggio, che sia provarci con una ragazza che ci piace o cambiare lavoro o posto in cui si vive, non si fanno mai e si rimandano con varie scuse sempre a chissà quando, nella speranza che una mattina ci svegliamo con una testa ed una personalità diversa ed il freno a mano si sia tolto da solo.

E' un peccato non riuscire a venirne fuori anche perchè così facendo spesso si sprecano o non si utilizzano proprio qualità più che buone che probabilmente abbiamo.

nikelise 18-06-2009 06.25.03

Vorrei sottolineare come , partiti con accenni romantici alla bellezza dell'innamoramento , molto presto questo sta rivelando il suo aspetto scuro ed oscuro .
Io piu' su definii l'innamoramento uno stato '' quasi se non del tutto patologico '' per lo squilibrio tra io e se che porta inevitabilmente .
Uno gli ha dato una giustificazione ''biologica '' come espediente della natura per accettare l'altro che altrimenti resterebbe un estraneo .
Io ricordo che nel mito amore e' figlio di penia : poverta' e fobos :espediente .
In effetti l'innamoramento e' il mezzo , l'espediente ,il daimon , che ci porta vicino ad un divino che non siamo ingrado di reggere e cio' si manifesta con la follia della psiche in questo stato nascente ma folle.
L'innamoramento evidenzia la nostra poverta' e ci rende ancor piu' miserabili cioe' rapiti da penia ma molto piu' vivi ed in un certo senso piu' ricchi .
Per questo non ci sara' mai un innamoramento equilibrato ma questo esprimera' sempre in un certo qual modo una patologia , una follia attraverso la quale pero' vi e' la possibilita' di accedere a conoscenze superiori , impossibili altrimenti .
Ricordiamo anche che nella favola di Apuleio Venere all'inizio e' estremamente arrabbiata con psiche perche' questa le insidia il primato nel processo d'amore diventando quasi piu' importante della divinita' e per questo l'assogggetta alle prove di cui abbiamo gia' parlato in quel 3d da completare.
La colpa maggiore di psiche infatti fu quella di aver voluto conoscere il ( vero ) volto di eros per questo psiche sara' punita e costretta ad un percorso iniziatico verso la conoscenza.

nikelise 18-06-2009 06.33.28

Edera per me quello che stai vivendo vale 100 anzi 1000 corsi di ... non ricordo cosa .
Approfittane!

stefano 18-06-2009 09.35.17

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 70168)
Mi trovo d'accordo con molte cose che hai detto; purtroppo non è facile vivere con il freno a mano tirato, sia in amore sia in tanti altri settori.
Penso che chi si trova a vivere in queste condizioni lo faccia da sempre, può essere una questione caratteriale innata, un porblema di tipo di educazione ricevuta nell'infanzia, fattosta che si vorrebbe cambiare,ci sembra di sforzarsi enormemente invece ci si trova sempre nello stesso punto, solo con più anni sulle spalle.
A volte penso che una causa possa essere una emotività fuori controllo, quasi "starata" rispetto alla maggior parte delle persone, il che comporta il vivere con distacco le cose proprio per paura che un coinvolgimento forte possa comportare uno s-convolgimento totale, in seguito a tempeste emotive enormi.
Il lasciarsi andare rischia di farci perdere le abitudini accumulate in tanti anni (abitudini intese anche come stati d'animo con i quali conviviamo) e rappresenta una specie di salto nel buio,allora si preferisce restare come si è , anche se è una situazione poco piacevole e per nulla serena:

si fanno tanti bei discorsi e ragionamenti con noi stessi, con i quali ci si potrebbero riempire migliaia di pagine, però alla fine le vere prove di coraggio, che sia provarci con una ragazza che ci piace o cambiare lavoro o posto in cui si vive, non si fanno mai e si rimandano con varie scuse sempre a chissà quando, nella speranza che una mattina ci svegliamo con una testa ed una personalità diversa ed il freno a mano si sia tolto da solo.

E' un peccato non riuscire a venirne fuori anche perchè così facendo spesso si sprecano o non si utilizzano proprio qualità più che buone che probabilmente abbiamo.

arriviamo allora alla conclusione che l'esperienza, il vivere sia molto meglio dello stare a discuterne?
non è che forse il freno a mano tirato deriva anche dall'abitudine di ragionare troppo prima di muoversi?

Edera 18-06-2009 09.57.12

Ho letto tutte le vostre risposte e voglio ringraziarvi tutti di cuore. Potrei sembrarvi esagerata ma senza di voi probabilmente avrei già tagliato la corda a gambe levate.
Quando ho aperto questo post ho esordito come mi fosse capitata quasi una sfortuna... In realtà sapevo che era una fortuna per la possibilità che mi si presentava di crescere ma sapevo anche a che piccolo inferno andavo incontro perchè certi meccanismi personali interni li conoscevo.
Mi sono chiesta più volte prima di aprire questo topic se parlarne con delle persone in un forum fosse l'approccio giusto a quello che mi stava capitando. Ora sono certa che è stata la mossa corretta perchè mi state aiutando a camminare in una terra che ho sempre rifiutato di calpestare, senza i vostri punti di vista, come ho scritto sopra avrei ricalcato il solito copione.
Non so cosa ne uscirà ma in ogni caso sarà buono solo per il fatto che sto tentando di combattere delle ombre che mi porto dentro in modo nuovo. Non so se ce la farò, non so chi vincerà, non dipende solo da me, in gioco c'è un'altra persona.
E' la necessità di controllare tutto, la necessità di vivere al riparo quella che mi ha sempre fregato e la madre del mio istinto di inglobare l'altro.
Probabilmente solo quando riuscirò ad accettare l'esistenza nella mia vita dell'incontrollabile (in tutti i settori), solo quando lascerò che la vita col suo carico di gioia e di dolori mi attraversi avrò vinto la mia guerra.
Una cosa è certa, non mollerò facilmente, non questa voltafiori.gif

Edera 18-06-2009 10.01.19

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 70168)
A volte penso che una causa possa essere una emotività fuori controllo, quasi "starata" rispetto alla maggior parte delle persone, il che comporta il vivere con distacco le cose proprio per paura che un coinvolgimento forte possa comportare uno s-convolgimento totale, in seguito a tempeste emotive enormi.

Nel mio caso è così, diciamo che in corredo ho un'emotività davvero fuori da ogni grazia. C'è chi la chiama sensibilità, chi mi dice che incanalandola in qualche forma espressiva può diventare un punto di forza e non di debolezza. Fatto sta che mi causa non pochi problemi:)

Uno 18-06-2009 10.35.37

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70126)
Obiettare sul modo con cui mi introietto in questa esperienza potrebbe essere molto utile e interessante:) Probabilmente da fuori si vedono cose che io non riesco a vedere

Facciamo un "gioco".
Facciamo finta che Edera sia il tuo nome reale e Fico il nome reale del ragazzo con cui stai avendo la storia.
Come chiameresti la coppia che si forma con voi due?

Pensaci 2 minuti prima di rispondere :H

stefano 18-06-2009 10.47.26

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70172)
Ho letto tutte le vostre risposte e voglio ringraziarvi tutti di cuore. Potrei sembrarvi esagerata ma senza di voi probabilmente avrei già tagliato la corda a gambe levate.
Quando ho aperto questo post ho esordito come mi fosse capitata quasi una sfortuna... In realtà sapevo che era una fortuna per la possibilità che mi si presentava di crescere ma sapevo anche a che piccolo inferno andavo incontro perchè certi meccanismi personali interni li conoscevo.
Mi sono chiesta più volte prima di aprire questo topic se parlarne con delle persone in un forum fosse l'approccio giusto a quello che mi stava capitando. Ora sono certa che è stata la mossa corretta perchè mi state aiutando a camminare in una terra che ho sempre rifiutato di calpestare, senza i vostri punti di vista, come ho scritto sopra avrei ricalcato il solito copione.
Non so cosa ne uscirà ma in ogni caso sarà buono solo per il fatto che sto tentando di combattere delle ombre che mi porto dentro in modo nuovo. Non so se ce la farò, non so chi vincerà, non dipende solo da me, in gioco c'è un'altra persona.
E' la necessità di controllare tutto, la necessità di vivere al riparo quella che mi ha sempre fregato e la madre del mio istinto di inglobare l'altro.
Probabilmente solo quando riuscirò ad accettare l'esistenza nella mia vita dell'incontrollabile (in tutti i settori), solo quando lascerò che la vita col suo carico di gioia e di dolori mi attraversi avrò vinto la mia guerra.
Una cosa è certa, non mollerò facilmente, non questa voltafiori.gif


ritengo tu abbia fatto davvero un'ottima analisi di te stessa.

poi scatta la proiezione, io ho paura di vivere...allora inglobo l'altro e la sua energia che dopo un pò piano piano svanisce...e mi lascia con l'amaro in bocca

Edera 18-06-2009 10.56.49

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 70178)
Facciamo un "gioco".
Facciamo finta che Edera sia il tuo nome reale e Fico il nome reale del ragazzo con cui stai avendo la storia.
Come chiameresti la coppia che si forma con voi due?

Pensaci 2 minuti prima di rispondere :H


Sìì un giocooo...:)

Ederfico o Ficederaicon_mrgr:

stefano 18-06-2009 10.58.31

o magari.. edifico (positivo) o federico

Edera 18-06-2009 11.10.19

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 70183)
o magari.. edifico (positivo)

Questa è carina. Io mi ero più orientata su una nuova specie.

Uno 18-06-2009 11.33.18

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70182)
Sìì un giocooo...:)

Ederfico o Ficederaicon_mrgr:

Devo cambiare il gioco perchè qualcuno diavolo.g: ha dato un'imbeccata che potrebbe condizionarti, quindi non posso continuarlo così.

Se la vostra coppia fosse un cane che cane sarebbe?

Edera 18-06-2009 11.52.43

Un cane?
Un incrocio tra un dolcissimo labrador, un bastardino, un pitbull e un san bernardo addestrato a salvare i feriti icon_mrgr:

Uno 18-06-2009 12.09.26

La vedi come una cosa ben definita questa coppia eh? icon_mrgr:

Ecco il primo punto del gioco: che cosa ti aspetti dal rapporto di coppia?
O se preferisci, idealizzando il rapporto di coppia, cioè parlando per adesso in via filosofica, di come è la tua idea perfetta del rapporto, come lo vedi?

Edera 19-06-2009 14.50.48

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 70191)
Ecco il primo punto del gioco: che cosa ti aspetti dal rapporto di coppia?
O se preferisci, idealizzando il rapporto di coppia, cioè parlando per adesso in via filosofica, di come è la tua idea perfetta del rapporto, come lo vedi?

Il mio rapporto ideale è quello in cui si riesce a conoscersi completamente e amarsi per quello che si è... Mi piacerebbe arrivare ad una specie di fusione di anime in comunione di intenti per costruire il futuro di coppia. Ho anche un'idea romantica e forse un pò assurda, quella di una specie di appartenenza spirituale alla stessa famiglia, forme gemelle direi più che anime.
Ma è un'idea un pò fantasiosa.
Poi sento l'esigenza di aprire un canale di comunicazione e di dialogo che vada oltre il raccontarsi la giornata e dove passino informazioni che servono alla nostra crescita, un pò come quello che avviene qui.
Spero di essere riuscita a rendere un pochino l'idea, sono reduce dal concerto dei Depeche e sono un pò stordita..:-D

nikelise 19-06-2009 16.31.24

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 70229)
Il mio rapporto ideale è quello in cui si riesce a conoscersi completamente e amarsi per quello che si è... Mi piacerebbe arrivare ad una specie di fusione di anime in comunione di intenti per costruire il futuro di coppia. Ho anche un'idea romantica e forse un pò assurda, quella di una specie di appartenenza spirituale alla stessa famiglia, forme gemelle direi più che anime.
Ma è un'idea un pò fantasiosa.
Poi sento l'esigenza di aprire un canale di comunicazione e di dialogo che vada oltre il raccontarsi la giornata e dove passino informazioni che servono alla nostra crescita, un pò come quello che avviene qui.
Spero di essere riuscita a rendere un pochino l'idea, sono reduce dal concerto dei Depeche e sono un pò stordita..:-D

Caspita, ma il tuo non deve essere un uomo ma uno yoghi ,un frate cappuccino , un monaco ma non di Monza ,
poi questo POVER'UOMO dovrebbe anche lavorare e mantenere la famiglia? E come fa icon_mrgr: icon_mrgr: icon_mrgr: ?

stefano 19-06-2009 17.18.59

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 70234)
Caspita, ma il tuo non deve essere un uomo ma uno yoghi ,un frate cappuccino , un monaco ma non di Monza ,
poi questo POVER'UOMO dovrebbe anche lavorare e mantenere la famiglia? E come fa icon_mrgr: icon_mrgr: icon_mrgr: ?

beh in alcuni tratti credo che quanto scritto da Edera dovrebbe essere quello cui tendere...

quantomeno a mio sentire.


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