![]() |
Citazione:
Parto da lontano , noi qui in forum abbiamo tante volte parlato di autoconoscenza e di procedimento di individuazione e ci siamo chiesti piu' volte come si fa tanto che questa autoconoscenza di continuo sfuma in una nebulosa dalla quale e' difficile uscire ed i passi avanti sono lenti e ecc. Ora non dico che questo sistema e' una panacea ma ha il pregio di essere un metodo di osservazione con dei criteri che hanno una loro logica . Se infatti ci fosse il tempo di trattare i vari tipi I e E ed i giochi di rimozione ed emersione della funzione rimossa e di individuare la funzione prevalente e quelle ausiliarie sono convinto che su di noi ne sapremmo molto di piu' . Poi credo che si possa anche capire quando si e' prevalentemente estroversi o introversi nel rapporto con l'oggetto e quindi applicare in modo adeguare le varie dinamiche a seconda della circostanza in cui ci si trova . E' vero che non e' facile ma l'ho detto anch'io sin dall'inizio tuttavia siamo nel campo del grigio non del bianco e nero . Quanto al tipo puro inesistente , dunque , credo che si voglia dire che non esiste quello che ha la funzione prevalente chiarissima in opposizione alla funzione antagonista altrettanto chiara e le ausiliarie applicate in modo da essere facilmente isolabili . Non significa che si possa essere un po' di tutto al di fuori dello schema in modo indifferenziato cioe' tutti i tipi , questo soprattutto perche' la rimozione e' una forma di introversione sicche' quando da estroverso a volte sei introverso e' perche in realta' emerge dal'inconscio una funzione rimossa . |
Citazione:
Le funzioni le abbiamo tutte eccome... sia quelle estroverse che introverse (che poi sono parole che indicano direzioni) e ci mancherebbe che non riuscissimo e proiettarci in una delle due direzioni. Infatti il tipo indica la prevalenza non la presenza o l'assenza. Quello che dici alla fine poi, che la rimozione è una forma di introversione, avvalora ciò, essendo presente in tutti. |
sinceramente parlando personalmente non riesco neppure ad entrarci in un siffatto discorso, ovvero capisco che bisogna anche studiarlo, questo si, ma al di la dello studio ci vedo qualcosa di macchinoso. Uno sforzo per riuscire a catalogare la psicologia dell'uomo? Non saprei, è certo che per me la cosa è molto più semplice di quanto si cerchi di complicarla, però mi sta bene lo stesso, alla fine basta accontentarsi e soprattutto capirsi.
|
Citazione:
Un conto e' essere estro e subire l'emersione della funzione rimossa che naturalmente appare introversa perche' da li' proviene , un altro conto e' dire che io sono estroverso e nel contempo introverso cosi' da non capirci piu' nulla . Sull'essere l'uno o l'altro ci puoi fare poco mentre sulla funzione cd. introversa che emerge ci puoi lavorare su . Questo perche' l'atteggiamento intro o estro e' costituzionale nasce con noi , siamo naturalmente portati da un lato o dall'altro . |
Citazione:
Noi , anzi Diam si sta dannando a scrivere...... dicci qualcosa . |
Citazione:
No , io credo che come dicevo bisogna distinguere l'introversione come atteggiamento costituzionale prevalente da quello della funzione rimossa . Io credo che il tuo pensiero emergendo dalla rimozione prima prevalga sulla funzione sent. prevalente inibendola e costringendo a chiuderti e a spaccare il capello in 4 e poi si manifesta appunto in questo modo . |
Citazione:
|
Citazione:
"nient'altro che"... un alzata di pollici! |
Citazione:
|
ehm una domanda, ma che differenza c'è , se c'è , tra timido ed introverso?
tutti i timidi sono introversi e viceversa oppure la timidezza è solo una delle possibili manifestazioni dell'introversione? |
Citazione:
|
Citazione:
Comunque dai, sono sottigliezze inutili. A me sembrava potessero fugare qualche dubbio, mi sbagliavo. Invece ho una domanda: dici che l'estroversione o l'introversione sono innate in quanto tendenza e dici anche che se l'una è prevalente l'altra è rimossa. Le due cose, a primo acchito, non stanno molto bene insieme. Potresti spiegare (secondo il tuo pensiero o quello di jung o entrambi) chiaramente cos'è la rimozione e se è innata? |
Citazione:
:C: |
Vorrei riportare una tesi formulata dallo psichiatra Gross e commentata da Jung sull'origine della funzione primaria intro ed estro.
Jung dice che studiando le psicopatologie è come guardare con una lente di ingrandimento i fenomeni psichici che in una certa misura si trovano nel normale, oltre sfocia nelle nevrosi. La funzione primaria dovrebbe corrispondere alla prestazione vera e propria della cellula, un processo psichico positivo di un'idea. Questa prestazione corrisponde a un processo energetico, alla produzione di una tensione chimica, cioè di una dissociazione/scomposizione chimica. Questo è un evento acuto a cui segue la funzione secondaria, la restaurazione tramite alimentazione. Questa funzione richiede un certo tempo,che può essere più o meno lungo in base all'intensità del dispendio di energia precedente. Durante questo tempo lo stato della cellula è modificato, si trova in uno stato di eccitazione che influenza la successiva attività psichica. Si ipotizza che i processi con una marcata componente affettiva comporta un maggior dispendio di energia e richiede una funzione secondaria molto lunga. La funzione secondaria ancora influenza l'attività associativa che segue limitando la scelta al tema rappresentato dalla funzione primaria, cioè "all'idea principale". Un funzione secondaria breve in un dato spazio influenza meno associazioni consecutive di una funzione secondaria lunga. In questo caso la funzione primaria può compiersi più frequentemente dando alla personalità disponibilità d'azione e reazione che si rinnova continuamente, carenza di correlazioni strette e profonde, incoerenza. Coincide con il tipo dell'estroverso. Il contrario avviene nell'introverso, una funzione primaria lunga allunga il tempo della secondaria generando meno associazioni consecutive, approfondendo ampiamente il "tema". Nel primo caso abbiamo risposte immediate agli stimoli, soluzioni estemporanee, ma anche superficialità e impulsività, nel secondo abbiamo meno risposte agli stimoli ma più profonde, riflessive. Il primo è la "capacità pratica" e il secondo è il "pensiero che astrae". L'atteggiamento dell'estroverso è teso, quello dell'estroverso è rilassato. Tuttavia se l'introverso viene posto in un ambiente totalmente sereno e rilassante arriva a raggiungere l'estroversione totale. Se si pone l'estroverso in una stanza solo, in silenzio e al buio, tutte le sue paure saliranno dal'inconscio provocando una tensione. Così tutti gli avvenimenti della giornata possono modificare l'atteggiamento ma solo temporaneamente, nel tempo permane l'atteggiamento abituale della funzione primaria. Jung conclude dicendo che il momento determinante è l'intensità della funzione primaria, la quale dipende dalla tensione psichica generale, cioè da quanto libido accumulata si ha a disposizione. L'accumulo della libido viene condizionata da vari fattori, situazione affettiva, attesa, atmosfera, attenzione... L'introversione è caratterizzata dalla tensione generale, intensa funzione primaria e lunga funzione secondaria corrisondente. L'estroversione da una distensione generale, funzione primaria di intensità debole e breve funzione secondaria corrispondente. |
Citazione:
questi atteggiamenti vengono a manifestarsi attraverso le 4 funzioni della psiche . Bene , delle 4 funzioni una sempre prevale , perche' per agire sul e nel mondo siamo costretti a specializzarci in quella verso la quale siamo piu' portati , questa cioe' si differenzia dalle altre , acquista una sua identita' autonoma ed emerge a livello cosciente . Poiche' l'energia , la libido non e' illimitata non riusciamo a dedicarci alle altre funzioni allo stesso modo e quindi le altre funzioni restano indietro,indifferenziate altrimenti avremmo trovato il segreto del moto perpetuo ( cosi' dice jung) Queste restano indifferenziate cioe' non emergono a livello cosciente con una loro chiara fisionomia ma restano confuse le une accanto alle altre scambiandosi volta a volta i ruoli a livello inconscio . E' , a mio parere quello che per Gudjeff e' l'errato funzionamento dei centri , ad esempio quando guidi la macchina non con il centro motorio , la sensazione , velocissima ad agire e tale da evitare gli ostacoli nel traffico ma con il centro intellettuale molto piu' lento o con il centro emozionale che ti fa superare i limiti di velocita' per arrivare il prima possibile in ospedale ecc. spero di aver reso l'idea . Dunque le 3 funzioni restano indifferenziate a livello inconscio , anzi una delle 3,quella antagonista viene piu' rimossa delle altre , si blocca proprio perche' in quanto antagonista si pone in netto contrasto con la prevalente e quindi deve restare al di sotto del livello cosciente . Non puoi sviluppare la funzione pensiero , per la qual cosa ci vuole molta energia, se durante la giornata quell' energia la sprechi per iniziative ''sentimentali '' , emotive come dedicarti alla passione del golf o del basket ecc . Dunque quando differenzi una funzione devi lasciare necessariamente indifferenziata l'antagonista e sviluppare solo come ausilio della prevalente le altre due . Se fai lo scienziato la funzione sensazione sara' differenziata quel tanto che serve a dare un aspetto pratico al pensiero non potra' svilupparsi per far il gaudente in giro per i ristoranti 3 stelle Michelin . Ecco allora che la rimozione e' questo tralasciare ad un livello non conscio le altre funzioni allo scopo di dedicarmi in assoluto ad una sola di delle 4 quella che mi serve all'adattamento sociale . Cosi' facendo pero' perdo pezzi di me stesso per strada , l'adattamento sociale avviene sempre a scapito dell'individuale del Se . Quando ad un certo punto l'energia che ti serve ad usare la funzione differenziata , per 1000 ragioni viene a mancare ( vedi il reset di cui parlava Uno ) ,ci si arresta si ha un momento di stasi , uno stop di cui parleremo con la funzione trascendente che adesso non anticipo ; aggiungo solo che come perdo qualcosa per strada quando devo differenziare una funzione ,cosi' devo per lo stesso motivo perdere qualcosa della funzione differenziata quando , a scopo di individuazione , riequilibrio , devo dedicarmi alle altre funzioni . Cio' significa che quello che fino a quel momento aveva il 99 per cento della mia attenzione adesso deve averne di meno , per dedicare l'energia , la libido allefunzioni fino a quel momento rimosse . Ecco spero di aver risposto alla tua domanda : cos'e' la rimozione e se e' innata :no non e' innata ma e' un processo naturale per l'impossibilita' di dedicarci a tutte le funzioni contemporaneamente ed a farle emergere tutte a livello conscio . PS Quando la funzione (non l'atteggiamento generale intro o estro ) e'rimossa inevitabilmente diventa introversa perche' non puo' essere influenzata direttamente dall'oggetto trovandosi a livello inconscio , ed e' da questo sia personale che soprattutto collettivo che e' influenzata . Per ribadire che un conto e' essere untipo intro o estro ed un conto e' questa introversione della funzione rimossa , cioe' per ribadire che non puoi essere nel contempo l'uno e l'altro tipo generale . |
Citazione:
Leggendoli tutti, apparte alcuni tipi con i quali non ho proprio niente in comune, ho la sensazione di essere un bel miscuglio. |
Citazione:
Questo però amplia di molto il concetto di rimozione in quanto non è più necessaria la funzione difensiva ma è sufficiente la carenza energetica strutturale. Il tutto non dipenderebbe da un atteggiamento conscio quindi e non dovrebbe produrre nevrosi. Il che è plausibile. Semplicemente, più che rimozione, sembra un alternarsi di attivazioni (con conseguenti disattivazioni o non attivazioni dei complementari) con delle propensioni. E' una questone di parole per cairtà, ma utile a capirsi. |
Citazione:
Quando cioe' la funzione prevalente e' talmente unilaterale da creare una dissociazione tra questa che ha funzione cd. collettiva di adattamento e quella prima rimossa che avanza istanze individuali rimaste nell'oblio . Allora ecco la nevrosi e poi l'arresto , agevolato dall'evento reset . La funzione rimossa cioe' con la forza devastante dell'inconscio rappresentato dalle immagini archetipiche prevale sull'io e crea lo scompiglio , la nevrosi . Ad evitare cio' , a sopportare l'emersione dell'inconscio dovrebbero servire le 2 funzioni ausiliarie che hanno lo scopo di compensare , mediare . Comunque non e' sempre detto che l'antagonista generi sempre una nevrosi , accade solo quando l'inconscio non ha piu' il fine di compensare ma e' una forza soverchiante l'IO a causa dell'unilateralita' eccessiva della funzione prevalente . |
La coscienza è spesso paragonata all'occhio, si parla di campo visivo o punto di vista della coscienza.
Ciò che sale alla coscienza è unilaterale. Solo pochi contenuti riescono a rimanere all'interno della coscienza a raggiungere il massimo grado coscientizzazione, in quanto essa è molto selettiva. La scelta dipende da un orientamento che a sua volta richiede l'asclusione di tutto ciò che non è inerente ad esso. L'orientamento della coscienza è unilaterale e ciò che non è inerente precipita nell'inconscio, facendo da contrappeso all'orientamento cosciente, che aumenta la unilateralità della coscienza fino a sviluppare una notevole tensione. La tensione inizia a disturbare o inibire l'attività cosciente che fino a una certa tensione viene contenuta. Se la tensione aumenta in base all'aumentare dell'unilataralità cosciente, ad es. con l'identificazione alla funzione cosciente, i contenuti inconsci cominciano ad affiorare soprattutto attraverso i sogni o immagini apparentemente casuali. La produzione onirica offre l'opportunità alla coscienza di appropriarsi di contenuti fin ora rimossi capendoli e realizzando un adattamento totale. E' la compensazione automatica inconscia. La nevrosi subentra quando la tensione fra conscio e inconscio arriva al punto tale da creare un conflitto vero e proprio disturbando la compensazione automatica. L'estroversione o l'introversione, immedisimazione e astrazione, sono meccanismi di difesa e di adattamento, servono a proteggere l'uomo dai pericoli esterni consentendogli di adattarsi. Sono funzioni finalizzate che liberano l'uomo dalle pulsioni occasionali attraverso l'autoalienazione. La funzione finalizzata è quella che ha valore, consente l'adattamento sociale e attraverso l'autoalienzione ci si libera delle funzioni meno valide non differenziate e non finalizzate. Per contro alla lunga il soggetto finisce spesso per identificarsi con la funzione finalizzata. Maggiore è questa identificazione, maggiore la caricherà di libido, maggiore sarà la sottrazione di libido alle altre funzioni allontanandosi sempre più dalla coscienza finendo nell'inconscio. Il fenomeno equivale ad una regressione di queste funzioni alla condizione primitiva ed arcaica ancora molto presente nella condizione umana, visto che si è civilizzato da pochi millenni, per cui le funzioni arcaiche sono vitali e facilmente riattivabili. Funzioni arcaiche che non hanno alcun riferimento con il conscio e che se subentrano portano ad una dissociazione della personalità da cui poi le nevrosi. |
Citazione:
Il tema e' sempre quello : come si atteggia il rapporto tra soggetto ed oggetto nel tempo ? Ci sono 4 stadi della vita che sono caratterizzati dal rapporo con l'oggetto o , che e' lo stesso , con i problemi : L'infanzia nella quale conosciamo il mondo esteriore e nella quale dei nostri problemi si fanno carico gli altri o noi siamo un problema per gli altri . La giovinezza nella quale si afferma l'IO e la coscienza in modo unilaterale con la soluzione dei problemi in cio' consiste l'adattamento sociale e lo sviluppo della funzione prevalente . La maturita' che e' l'inizio della parabola discendente in cui il soggetto dovrebbe accorgersi della dualita' che e' insita in lui , dualita' rappresentata dal conscio e dall'inconscio . In questo stadio dovrebbe aversi un ampliamento della coscienza rimasta solo unilaterale nel 2 stadio e compiersi una trasformazione del soggetto . La vecchiaia nella quale nuovamente i nostri problemi devono risolverli gli altri o noi diventiamo un problema per gli altri . La nevrosi non e' altro che un malvivere il secondo stadio e non essere ancora appieno nel terzo . Allo stesso modo tanti disagi dei giovani consistono esclusivamente nella paura di affrontare il passaggio dal primo al secondo stadio cioe' dall'essere un problema per gli altri ad essere coloro che risolvono da soli i proprii problemi . Tuttavia mentre il passaggio dalla giovinezza alla vecchiaia e' naturale ed inevitabile , il passaggio dal 2 al 3 stadio ma anche dal primo al secondo , anche se molto di rado , non sono passagi inevitabili . Fermandoci al passaggio dal 2 al terzo stadio , e' evidente che alla natura ma anche alla societa' ( che anzi ha bisogno di consumatori immaturi ) non interessa affatto che l'individuo consegua un ampliamento della coscienza . Alla natura importa solo la sopravvivenza con la quale pero' si mantiene quello che si e' raggiunto ed il nuovo non viene affrontato . Affrontare il nuovo significa sfruttare le altre possibilita' della psiche che sono state rimosse nella fase di secondo stadio della vita . Affrontare il nuovo nel terzo stadio della vita e' la vera opera d'arte che siamo chiamati a realizzare per dare un senso alla nostra vita . |
Interessante Nike, ci pensavo in spiaggia mentre ripercorrevo mentalmente le tappe della mia vita.
Ho iniziato a rendermi conto della spinta inconscia dai 24 anni circa in poi, quando avevo il mio primogenito già da pochi mesi. Da un lato si manifestarono i problemi con mio marito e dall'altro le mie paure con mio figlio. Sarebbe lungo da raccontare, mi limito a dire che la nascita di mio figlio ha fatto si che risalissero dall'inconscio delle turbe di varia natura che mi facevano paura. Da piccola sono stata troppo stimolata a livello sensoriale da mia madre e da un clima familiare non proprio sano, più la mia precedente traumatica esperienza, fatto sta che improvisamente ciò che era stato nascosto nella cantina iniziò a risalire feroce e prepotente. I sogni e i frequenti incubi erano quelli che più mi tormentavano insieme a delle pulsioni aggressive che turbavano la mia serenità. Avvertivo un certo pericolo di ricadere nel disegno familiare che non mi piaceva e mi aveva recato molto doloroso travaglio interiore. In un certo senso ero consapevole di cosa ci fosse all'origine ma non sapevo come uscirne e intuivo a quali conseguenze avrebbe portato se non vi avessi posto rimedio. Avevo bisogno di comprendere, capire e trovare soluzione. Fu così che iniziai il percorso della terapia per un anno, e poi la intrapresi di nuovo dopo qualche anno dopo la separazione da mio marito per altri 4 anni in cui affrontai anche l'altra più dolorosa separazione che cambiò il corso della mia vita. |
Citazione:
Si potrebbe paragonare ad un processo di riconoscimento di parti diverse ma integranti oppure si avvia un processo di assimilizione per accettazione di ciò che si è escluso? L'orientamento della funzione primaria rimarrà sempre come caratteristica individuale. |
Citazione:
Quello che c'era prima non c'e' piu' ed indietro non si torna .Tutto sara' nuovo e non semplice somma di quello che e' emerso ma molto di piu' , perche' tutto progredisce in modo esponenziale , come insegna il concetto di olismo dove l'unita' vale piu' che non la somma delle parti . La funzione prevalente non sara' piu' efficace come prima , sara' meno perfetta ma la coscienza sara' arricchita , ampliata dai contenuti delle altre funzioni . Credo che si debba necessariamente migliorare anche perche' cambiano i bisogni , le aspettative , le esigenze , tutto adeguato alla nuova persona che sei diventata . OT non e' ovviamente farina del mio sacco e' sempre Lui , jung con qualche connessione ad altro . Ma non nel libro tipi psicologici in un altro libro che non ti cito cosi' li dovrai comprare tutti ed imparare un sacco di altre cose . Ti avrei messo una bella linguaccia ma non trovo gli smile nella funzione edita . |
icon_scra: umh! vediamo, linguaccia come questa? :p
offeso.gifnon è giusto! Sei cattivo. Peccato però, ti avrei dato un altro dei miei baci :@@ Ah! questi uomini incontentabili e dispettosi! nonono.gif |
boccaccia:
Citazione:
|
La funzione intuito nel tipo itroverso
L'intuito introverso è orientato verso gli oggetti interni. E' un termine corretto malgrado l'intuito è un elemento esclusivo dell'inconscio, ma in questa funzione funge da oggetto esterno.
Gli oggetti interni sono immagini soggettive di cose che non risalgono all'esperienza esterna ma provengono dall'inconscio. Il fattore soggettivo diventa determinante. L'intuito introverso guarda alle possibilità che l'esterno gli ha scatenato interiormente. L'intuito I trattiene l'immagine registrando il modo in cui si modifica evolve fino a scomparire del tutto. L'intuito ciò che sta dietro ogni impulso percepito dalla sensazione. Spiega perchè e cosa accade dopo lo stimolo sensoriale. Le immagini appaiono autonome dall'oggetto e dal soggetto. L'intuito cerca immagine dopo immagine tutte le possibilità che il suo inconscio percepisce senza fare connessioni con l'oggetto e il soggetto. L'intuito non è mai morale ma solo percettivo, senza giudizio, senza consapevolezza dell'eggetto prodotto sugli altri. L'intuito I coglie le immagini archetipiche, che contengono tutte le sperienze passate dall'aumanità, punto di partenza di tutte le cose sperimentabili, conferendo capacità profetiche. L'intuito capace di percepire questi processi interni fornisce dati importanti per la concezione dell'evento generale, fornendo a volte previsioni sul futuro. Il tipo intuitivo I può essere il sognatore e il veggente mistico, oppure il fantasioso e l'artista. L'artista si preoccupa di trovare possibilità su come produrre e rappresentare la sua percezione. Il fantasioso invece si accontenta della visione focalizzandosi in essa. Questo tipo si allontana dalla realtà tangibile, per cui risulta difficile capirlo. Se è un'artista produrrà cose geniali ma anche banali, cose straordinarie ma anche bizarre, proprio perchè non ha morale, giudizio sugli oggetti da lui percepiti. Se non è un artista sarà un genio misconosciuto, un sapiente-mezzo-matto. Quando l'intuitivo stabilisce un rapporto con la propria visione si avrà una valutazione morale della sua percezione. Egli capisce che fa parte della sua visione, non è estraneo ad essa. E' il tipo moralmente atteggiato, in quanto il giudizio tuttavia rimarrà unilaterale, cioè conforme al significato interiore ed eterno dell'evento e non inerente alla effettiva realtà. E' il predicatore nel deserto. Le sue argomentazioni mancano della qualità razionale che convince. La funzione rimossa è quella sensoriale in quanto la percezione dell'oggetto non è riconosciuta. La nevrosi tipica di questo tipo è di ossessiva, ipocondriaca e di eccessivo ancoramento a persone o oggetti. |
Citazione:
Mi viene più facile immaginare la funzione degli archetipi come punto di partenza di tutte le cose sperimentabili, ma il futuro da cosa è determinato? In altri 3d si è parlato di libera scelta, libero arbitrio, e di futuro già esistente da un disegno di vita preorganizzato. Allora, se esiste la volontà, quindi espressa nel qui e ora come si può a priori prevederne la scelta futura? L'intuitivo è come se viaggiasse nel tempo. Ma viaggia in ciò che è già stato predefinito ed a noi sembra futuro, sembra scelta. L'unica risposta razionale che posso darmi è la seguente: l'intuitivo entra a contatto con l'archetipo che è come paragonabile ad uno stampo da cui escono forme tutte uguali. Queste forme negli anni che si susseguono si sono esplicate in un numero indicativo che non deve essere infinito ma limitato entro una casistica di probailità, anzi di possibilità, termine amato dall'intuitivo. Le possibilità si trovano nell'inconscio collettivo da cui l'I può facilmente pescare. A questo punto dal passato si prevede il futuro su un calcolo probabilistico, fra tutte le cose sperimentabili quello che potrebbe accadere con più possibilità in base alle caratteristiche dell'evento. Insomma se non c'è molta consapevolezza è più facile prevedere il futuro pescando dall'inconscio, rispetto ad una condizione di funzioni inconscie o di limitata coscientizzazione. Man mano che aumenta la consapevolezza, quindi che ci si allontana dagli archetipi dovrebbe essere più improbabile prevedere il futuro. |
Citazione:
Provo a spiegare a me stesso come va intesa la cosa . La questione e' complessa . Vi e' un parallelo tra la fisica moderna e l'analisi della psiche , Pauli e Jung unirono i loro sforzi per spiegare argomenti normalmente separati quello della realta', della materia e quello della psiche . Come la realta' a livello atomico e' sia particelle ,materia , che onde sicche' non esiste solo quello che vediamo , che percepiamo con gli occhi ( materia ) ma , in un continuum spazio temporale , molto di piu', in cui il passato , presente e futuro delle cose sono compresenti , perche' la materia si prolunga in onde che si stendono al di la' dell'istante della percezione ( mi piace immaginare la realta' a livello cosciente come la fetta di un salame mentre la vera realta' sarebbe tutto il salame intero ) , cosi' l'IO e' solo una parte della psiche rispetto al Se' , composto dai ben piu' vasti contenuti dell'inconscio . L'Io sarebbe la fetta di salame , il Se' il salame intero . L'Io inteso nella forma piu' completa pero' , quello cioe' gia' integrato dai contenuti dell'inconscio emersi alla coscienza attraverso le immagini simboliche che rappresentano gli archetipi . In altre parole , l'Io integrato sarebbe solo una parte della psiche cosi' come la realta' che vede il soggetto sarebbe solo una parte delle realta' pluridimensionali . E' come se l'io integrato fosse solo la parte emersa dell'iceberg e la parte immersa fosse l'inconscio . L'intero iceberg sarebbe il Se' comprendente le possibilita' complete , totali di quell'individuo , passate , presenti e future . Ora , l'intuizione quale funzione irrazionale quindi non cosciente va a pescare quei contenuti che stanno sotto il livello della coscienza , li porta alla coscienza e consente di accedere alle possibilita' del soggetto non piu' confinate nello spazio/tempo cosciente ma nello spazio/tempo piu' esteso , proprio del Se' , che e' piu' esteso perche' comprensivo anche del futuro . Da qui le possibilita' di preveder il futuro . Questi contenuti sono portati a livello cosciente e si manifestano attraverso i sincronismi acausali , i deja' vu , la telepatia ecc. Attraverso questo processo di emersione dell'inconscio e soprattutto di integrazione l'Io accede a contenuti piu' ampi ed estesi che lo influenzano in 3 modi : 1) l'io puo' cedere all'idea di potenza e pretende di appropriarsi del Se , di confondersi con le immagini archetipiche identificandosi con quelle , 2) l''IO cede ai contenuti del Se , alle immagini degli archetipi che lo sopraffanno creando le alienazioni di un Io annullato , 3) l'Io e' cosi' forte da non cedere ne' all'ipotesi 1) ne' alla 2) , integra l'inconscio che emerge con funzione compensativa e si trasforma in qualcosa di diverso . L'effetto sara' quello di un Io piu' passivo consapevole di quella realta' moolto piu' ampia di quella che naturalmente vede con gli occhi , la volonta' sara' meno volta alla conquista di quello che vede e piu' consapevole della totalita' piu' ampia di cui e' portatore . Psiche e materia diventano una cosa sola , la psiche si oggettiva grazie ai contenuti eterni provenienti dall'inconscio e la materia si spiritualizza perche' e' piu' che non quello che si vede nel qui e ora . Tutto questo processo e' originato dall'emersione dell'inconscio attraverso immagini simboliche della realta' . Il simbolo come immagine e' determinante nell'innescare il processo . Punto chiave e' rafforzare l' IO . Come si fa' ? Aspetto correzioni integrazioni chiarimenti tanto e' complessa la materia in poche righe sottoposta alla vostra attenzione . |
Stamattina riflettevo sul fatto che l'intuizione dovrebbe funzionare utilizzando un canale energetico.
Ad esempio, se l'intuitivo è un artista, un pittore, il suo canale dovrebbe essere il quinto chakra, la creatività. Se l'intuitivo è un uomo d'affari con un particolare fiuto, il suo canale dovrebbe essere il terzo chakra. Insomma sto a fare delle ipotesi per rendere amalgamabile tutte le funzioni dell'uomo. La capacità di sviluppare l'intuito dovrebbe anche dipendere dal livello spirituale del soggetto. Visto che non tutti i creativi diventano artisti, ritengo che l'artista ha un quid in più che non necessariamente dipende dall'ambiente esterno. A questo proposito mi ricordo di un post in cui Kael parlava di orbite, il nostro essere vede il mondo attraverso ciò a cui orbita, e condiziona la visione a che gli orbita intorno. Cioè la capacità di prevedere è limitata a ciò che gli ruota intorno. L'importanza del Maestro per un intuitivo immagino sia questa. Cambia la sua orbita, entra in contatto con altre possibilità prima oscure a lui. Visto che l'oggetto dà l'imput all'intuito, cambiando l'oggetto cambia, in meglio o in peggio, l'intuizione. Immagino che l'iceberg contenga anche il bene e male contenendo tutte le possibilità, conoscere quello che chiamiamo limite fra bene e male ci dovrebbere dare un'assaggio di libertà di scelta. |
Citazione:
L'ombra o quello che e' chiamato male del soggetto , sta nelle ipotesi 1) e 2) , quando l'Io debole o crede di sostituirsi al Se' e cede alla tentazione dell'onnipotenza o cede all'inconscio che lo sopraffa' determinando le sue azioni in mdo primitivo animalesco arcaico . La presa di coscienza dell'ombra e la sua attenuazione attraverso le funzioni ausiliarie consentono di arrivare alla fase 3) cioe' all'integrazione dell'inconscio da parte dell'Io . Il passaggio alla fase 3) avviene con il governo della potenza dei simboli che rappresentano l'inconscio . Questa potenza dei simboli viene direzionata con l'immaginazione attiva verso una trasformazione del soggetto che diventa quello che realmente e' , cioe' realizza tutte le sue potenzionalita' . Da qui l'importanza della creativita' , della fantasia che dipende dal talemto innato di ciascuno . Ciascuno ha il suo talento di cui servirsi . L'artista e' solo piu' dotato nell'uso della fantasia attraverso l'espressione artistica espressiva o musicale ma tutti in un modo o nell'altro trovano il modo di sprimersi . C'e' chi va in barca avela chi gioca a basket chi corre ad occhi chiusi ecc. |
Citazione:
Dunque si parla di aereo, di volo da un luogo all'altro. Questo mi fa pensare alla funzione intuitiva che va da un luogo all'altro senza soffermarsi molto nel momento reale. L'aereo è un mezzo per sorvolare la città, accorciare la distanza fra se stessi e la meta, è un'accelerazione verso la possibilità percepita. L'intuitivo ha un problema con il tempo, il viaggiare con la fantasia, il vedere le cose già realizzate nel futuro annullano le barriere della materia vedendo già concretizzato qualcosa che nella realtà di fatto ancora non esiste. Il contatto con la realtà ci da la tempisca o la concreta fattibilità di realizzare ciò che si è intuito. Ma l'intuitivo fugge dal momento concreto per andare in un'altra visione e inseguire un'altra possibilità. La noia è spesso il sentimento più comune all'intuitivo, ma anche la pigrizia verso lo sforzo per realizzare un percorso a piedi dopo averlo fatto in aereo. Il progetto per essere realizzato necessita di molta energia, energia che in genere nell'intuitivo è assorbita per le possibilità. La visione infatti può anche essere un modo per allontanarsi dal reale se è troppo faticoso da vivere e realizzare. Anche la Fiammiferaia si abbandona alle visione che la sollevano di una realtà dura da sopportare preferendo la morte risolutiva. L'aereo è un mezzo veloce che elimina il traffico cittadino, la burocrazia, i semafori, i traghetti, molta fatica fisica del viaggio, insomma tutti gli ostacoli legati all'uomo o alla mente se vogliamo estenderlo in un'analogia. L'attività onirica è il tentativo della risalita dell'inconscio per essere coscientizzato attraverso il simbolismo. Ad esempio, un attaccamento agli animali o alle piante, indica nell'introverso una personalità bloccata inibita o distratta, assorta nei pensieri e distaccata dall'oggetto o che si vuole distaccare, a causa della compattezza dei complessi isolati, così la simbologia degli animali e della vegetazione in genere si estende nei sogni per indicare gli istinti o bisogni sopiti dall'impossibilità di trovare realizzazione nel conscio. Ogni funzione si serve dei suoi simboli per assolvere la sua funzione compensativa. Ed è sempre nel simbolo che Jung trova la soluzione, ma di questo ne parlerà Nike quando sarà tempo. Citazione:
Si scopre la punta dell'iceberg un pò di più. Mi piace questa tua ritrovata funzione intuitiva fiori.gif |
Citazione:
Io rischio sempre di vivere in modo frammentario ma essendo estro ho un forte attaccamento all'oggetto , solo che mi arresto nel quotidiano , nel normale , non sopporto le situazioni prive di nuove possibilita' . Affronto i problemi ''per campagne '' come si suol dire per singolo impegni prendedoli di petto come se si fosse in guerra per poi prendere lunghe pause di riposo . |
la funzione trascendente o immaginazione attiva
Forse e' ora di parlarne .
E' la funzione che dovrebbe servire a integrare le funzioni tra loro , quelle conscie in tutto ( prevalente ) o in parte ( le ausiliarie ) o le rimosse ( l'antagonista ) . E' la funzione che dovrebbe ricostituire l'unita' dell'indivuduo frammentato . Vorrei partire , sperando di attirare l'attenzione di qualcuno , su di un effetto che io ho provato e considero reale e faclmente si puo' far proprio , comunque assai utile . Uso le parole di jung: '' Finche' riuscivo a tradurre le emozioni in immagini e cioe' a trovare le immagini che in esse si nascondevano , mi sentivo interiormente calmo e rassicurato . Se mi fossi fermato alle emozioni , allora sarei stato distrutto dai contenuti dell'inconscio . Forse avrei potuto scrollarmele di dosso ma in tal caso sarei caduto inevitabilmente in una nevrosi e alla fine i contenuti mi avrebbero distrutto ugualmente . Il mio esperimento mi insegno' quanto possa essere d'aiuto - da un punto di vista terapeutico -scoprire le particolari immagini che si nascondono dietro le emozioni .'' Io mi fermerei qui per il momento e chiedeerei se vi e' mai capitato di ottenere un simile beneficio dalle immagini che emergono da dentro di voi . |
Nike se non sbaglio l'immaginazione è propria della funzione intuitiva. Quindi al tipo intuito dovrebbe venire più facile immaginare.
E' quella che una volta hai chiamato immaginazione attiva. Ogni pensiero, ogni emozione sono accompagnati da un'immagine, una visione, la vista e lo spazio dove posare gli occhi fuori e dentro di se è importante. Tutto viene descritto nei particolari di ciò che si vede, con quel che si vede si spiega quel che si sente. Ma immagino che in questa funzione il tutto viene fatto con osservazione consapevole di ciò che emerge come immagine. |
Citazione:
Mah forse c'e' piu' portato ? Credo di aver detto che l'intuizione pesca le immagini dall'inconscio per prevedere cioe' per collocare l'oggetto nel tempo e spazio futuri . In realta' tutte le funzioni se attingono dall'inconscio , vi attingono facendo emergere delle immagini . Quello che e' importante a mio avviso e' che l'immagine di un'emozione consente di affrancarci , di liberarci dalla presa che l'emozione ha su di noi , crea un distaccio tra noi e l'oggetto e tra noi e l'emozione . Da li viene quel senso di sollievo di cui parla Jung . L'oggetto ci prende e magicamente ci condiziona con delle emozioni ,se queste emozioni diventano immagini interiori ecco che la magia dell'oggetto cala di intensita' . Questo e' quello che ho chiesto di condividere se vi e' mai capitato . L'immaginazione attiva e' sinonimo di funzione trascendente sono la stessa cosa per Jung . Si dice funzione trascendente perche' attraverso l'integrazione tra le funzioni si cambia , si passa dsa un'atteggiamento psichico ad un altro . |
Citazione:
Al contrario potrebbe essere di intralcio distaccarsi dalle immagini archetipiche in cui pesca soprattutto l'introverso. Ma credo che poi tutti i tipi abbiano potenzialmente la facoltà di svilupparla consapevolmente. |
Citazione:
Ti prendo come esempio e tu valuti se può calzarti la mia ipotesi. Nel post n° 174 ho parlato di come nasce la funzione introversa e la successiva funzione secondaria. Nell'introverso l'intervallo tra funzione secondaria e le successive è ampio dato che la prestazione della cellula è più ampia intensa e prolungata. Il contenuto scende più in profondità, per cui la libido viene impiegata in misura maggiore per minore produzione di contenuti o complessi. "Effetto contrattivo" viene definito la scelta associativa che riporta sempre all'idea di partenza. L'idea ha un effetto persistente, durevole nel tempo e va in profondità. Il pensiero in profondità è meno variato, più limitato, meno ricco, ma in positivo viene favorita la sintesi del pensiero in quanto gli elementi del pensiero rimangono più a lungo e non vengono disturbati da troppi stimoli esterni che ne rallenterebbero il processo. Qui il concetto si fa difficile. L'introverso produce una serie di idee che non si amalgamano insieme dando vita a gruppi di idee isolate fra loro,"complessi isolati" che non si influenzano fra di loro. Tutto ciò determina la chiusura verso l'esterno e tutto ciò che caratterizza l'introverso. Egli ha bisogno di tempo per vedere separatamente i complessi di idee che vanno tutte elaborati ed approfonditi. Ogni tanto i gruppi di idee si scontrano dando una funzione secondaria prolungata ed amalgamante i complessi isolati, producendo unitarietà e compattezza dei contenuti psichici. Non è spiegato però il meccanismo per cui avviene questo scontro, se è casuale o causale. Potrei con molta immaginazione arbitraria pensare che una probabile causa sia la scadenza di un termine :o. Quello che viene spiegato è che per ottenere questi scontri in modo continuativo l'introverso avrebbe bisogno di fermare il normale scorrere del tempo, con le vicende quotidiane esterne che nel frattempo si accavallano, si succedono continuamente, con funzioni secondarie che intralciano le linee interne. Da qui il bisogno di isolarsi dall'esterno finchè non ha completato tutte le sue fusioni interne. E' stata una premessa lunga ma necessaria altrimenti è molto difficile capire il nesso che ci ho visto. In sintesi, l'introverso deve andare in profondità in quanto non riesce facilmente a collegare le proprie idee, ha bisogno di tempo per elaborarle tutte. Così dà priorità a ciò che preme maggiormente ma tarda a dare una sintesi in quanto pur isolandosi dall'esterno non lo può fare totalmente, quindi comunque subisce gli stimoli estrerni a cui deve dare risposta. Suppongo che la scadenza metta in funzione quel meccanismo per cui i complessi si unificano dando in una volta quel che non si è riusciti a dare in molto tempo senza scadenza. Mi fermo, magari commentiamo insieme. |
Citazione:
Un complesso particolarmente forte, quindi chiuso e non influenzabile, diventa "idea supervalida", idea dominante che sopravvive a qualsiasi critica. Da questa dipende la forma mentis, cioè l'orientamento dell'intera mentalità. Nel caso patologico diventa idea coatta o paranoica. Jung ribadisce l'importanza di osservare il caso patologico come lente di ingrandimento, sugli atteggiamenti in questo caso di tendenza paranoica per spiegare poi i comportamenti automatici degli individui sani. L'idea tendenzialmente paranoica si risolve associando all'idea coatta altri gruppi di idee con le stessa ferrea logica ma separata dalla prima. Il problema sta proprio nel "timore associativo" che rende difficile appunto l'accostarsi di altri gruppi di idee. La chiusura verso l'esterno, la distrazione o il blocco sono atteggiamenti tipici, in quanto la libido resta bloccata all'interno per alimentare l'idea dominante. Il soggetto colpito da uno stimolo esterno può reagire o con forti reazioni emotive esterne, con esplosioni reattive, o con implosioni affettive, cioè all'esterno l'indifferenza ma all'interno scava tutto in profondità, dando luogo a meccanismi di difesa, che se diventano continui sfociano nella mania di persecuzione. Spesso l'alternanza di isolamento a stati di esternazione affettiva euforica rendi i tipi poco comprensibili. Incomprensioni che accentuano il ripetersi di esperienze negative con gli oggetti, facendo ricadere su di se la colpa di non sapere gestire un rapporto. Il soggetto ha paura di esternare le proprie opinioni e le proprie manifestazioni affettive negandole per paura di non saperle gestire a livello emotivo. Questi tipi hanno una certa profondità di pensiero capaci di caricare un oggetto di valore, ma nel contempo sfociare in una "supervalutazione affettiva" dell'oggetto, cioè caricare l'oggetto di un valore superiore a quello che realmente merita. Mi fermo qui, il discorso è molto più lungo e complesso. |
Bel lavoro Diam fiori.gif, grazie degli spunti :), adesso vediamo cosa sono riuscito a capire, sui concetti di complessi ecc mi sono un pò perso.
Sul bisgono di isolamento mi riconosco, ho la necessità di sviscerare e analizzare a fondo le varie idee e quindi gli eventi esterni creano nuova situazioni da analizzare mentre già è in corso l'analisi di quelle pregresse, andando ad ingolfare il tutto che rischierebbe di proseguire indefinitamente, senza soluzione di continuità, se non ci fossero come dici anche tu scadenze fisse che arrestano il processo o comunque costringono a "quagliare" magari il rush finale è proprio il mezzo più efficace per riportare in superficie il tutto. Nei casi in cui queste scadenze non ci siano rischio ,infatti, di rimanere bloccato nelle fase elaborativa, anche se apparentemente la voglia di agire la sentirei, però evidentemente è troppo debole rispetto all'intensità della funzione primaria all'opera. Mi ritrovo anche sulla difficoltà a manifestare le reazioni affettive, (con la probabile supervalutazione cui facevi cenno)con il timore di non saper gestire le relative emozioni, venendone travolto, e mi chiedevo se questo aspetto è particolarmente evidente nell'introverso pensiero: le emozioni forti che può dare, ad esempio, una storia d'amore, una relazione forte con un'altra persona, come posso pensare di elaborarle col pensiero, ci vorrebbero secoli ed intanto ne arrivano altre e poi altre ancora, so che dovrei trovare una soluzione ma ancora non mi viene nonso.gif. Ridirigere all'esterno almeno parte della libido è un processo che ancora trovo inattuabile, ed allora aspetto qualcosa o qualcuna che me la aspiri fuori quasi "brutalmente" solo che evidetemente c'è qualche "guardiano interno" che chiude ancora di più le uscite in previsione di questa eventualità. |
Citazione:
In effetti le immagini sono recepite secondo le inclinazioni di ciascuno sicche' possono essere visive , uditive o legate a sensazioni corporee , da qui l'importanza di tutte le attivita' artistiche figurative o espressive che vanno dalla pittura alla musica alla danza ecc . Comunque questo ruolo importantissimo delle immagini ci porta lontano o meglio ci consente di comprendere l'energia che l'uomo trova nel comporre o rappresentare la realta' nel modo piu' bello possibile . Ci porta insomma a capire il perche' delle opere d'arte da quelle dell'antica grecia a quelle piu' recenti rinascimentali ed anche come oggi con la perdita del bello in ogni campo , l'uomo stia attraversando uno dei periodi piu' bui dal punto di vista della sua integrazione con la realta' che lo circonda . E cosi' e' possibile capire la frase che finora non avevo compreso di un Nietsche che in modo estremo giunge a dire '' giacche' solo come fenomeni estetici l'esistenza ed il mondo sono eternamente giustificati '' o perche' un altro grande, Shopenhauer scriva un libro dal titolo : '' il mondo come volonta' e rappresentazione '' cioe' il mondo come agire cosciente per l'adattamento sociale o come immagine estetica , questa quale unico modo per dare un senso alle cose o per guarirci dalle dissociazioni per tornare al nostro tema . Ecco quello che potremo approfondire , unire e comprendere nel corso dell'esposizione dell'immaginazione attiva e del suo ruolo all'interno della psiche ...... tempo permettendo ma con calma e col contributo di tutti 8-) , ce la faremo . |
| Tutti gli orari sono GMT +2. Adesso sono le 10.33.57. |
Powered by vBulletin Copyright ©2000 - 2026, Jelsoft Enterprises Ltd.
Questo sito non è, nè può ritenersi assimilabile ad una testata giornalistica, viene aggiornato senza alcuna periodicità, esclusivamente sulla base della disponibilità del materiale. Pertanto, non è un prodotto editoriale sottoposto alla disciplina della l. n. 62 del 2001. Il materiale pubblicato è sotto la responsabilità dei rispettivi autori, tutti i diritti sono di Ermopoli.it che incoraggia la diffusione dei contenuti, purchè siano rispettati i seguenti principi: sia citata la fonte, non sia alterato il contenuto e non siano usati a scopo di lucro. P.iva 02268700271