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PREMESSA
Visto che il famigerato reset sembra essere il cavallo di battaglia più gettonato per dimostrare che esiste la possibilità di arrivare a scegliere in libertà dai condizionamenti, vorrei fare un riassunto per capire se ho veramente compreso il vostro ragionamento. Non è possibile infatti che questa soluzione possa veramente soddisfare tutti voi e a me apparire di una banalità sconcertante, per cui devo desumere che sono io (la minoranza) a non capire. ESEMPIO PER VEDERE SE HO COMPRESO L’uomo nel suo stato ordinario di consapevolezza è un uomo meccanico (o quasi) che è soggetto alle leggi di causa ed effetto. La sua libertà è pertanto condizionata dal suo vissuto. Ma in realtà egli ha in sé la possibilità (in potenza) di ricongiungersi con la sua vera essenza e liberarsi dai condizionamenti diventando veramente libero. Per arrivare a ciò è necessario uno shock o evento (spesso traumatico) che gli consente di resettare in parte o in toto i suoi condizionamenti limitanti. Se a causa di questo evento egli riesce a coglierne il messaggio può ampliare la sua coscienza consapevole e attuare in sé dei cambiamenti volontari che lo portano sempre più nella direzione della libertà incondizionata. L’ultimo reset è la morte del veicolo fisico. I reset sono eventi che non avvengono per sua volontà. La possibilità di cogliere l’evento e scegliere il cambiamento dipende dall’uomo. Il risultato finale è un uomo veramente libero, in senso assoluto, ovvero che non avrà alcun condizionamento costrittivo nelle sue scelte. Se ho travisato qualcosa rettificatemi. Se ho dimenticato qualcosa aggiungetela. Voglio essere sicuro di aver ben compreso la vostra ipotesi prima di valutarne la compatibilità o meno con la mia. Perdonatemi se vi dovrò fare ulteriori domande di verifica. Grazie. |
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E' l'uso sproporzionato che se ne fa, specie con interpretazioni arbitrarie in ambito esoterico-spirituale a cui mi riferivo. In effetti mi sono espresso male...chiedo scusa alla meccanica quantistica seria. |
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Non tutti i reset non avvengono per volontà. Certamente il primo e certamente tutti quelli che sono analoghi al primo, ossia tutti quelli che, pur non essendo il primo, agiscono sullo stesso livello perchè il primo non è stato colto. In pratica questa visione delle cose prevede uno stato, come dici tu, di soggezione alla meccanicità ma con una presenza, in potenza, della possibilità di scegliere. Tuttavia questa possibilità non è costante, ma si presenta ad un determinato momento e in determinate circostanze (anch'esse legate alla stessa meccanicità... in pratica c'è un virus in essa). E' stata chiamata reset questa possibilità o l'insieme delle concomitanze. Quando questo evento si presenta l'individuo che lo subisce ha la possibilità, per un breve lasso di tempo, di agire in modo non meccanico. Può cogliere l'attimo o meno, in ogni caso, cogliere l'occasione determina la formazione di un nucleo interno di ulteriori possibilità. In pratica alimenta il virus, innesca un processo di crescita delle possibilità. Quando, anche in seguito ad altri reset non volontari ma comunque qualitativamente superiori innescati dal primo atto, il nucleo è sufficientemente forte è possibile indurre altri reset volontariamente. Insomma si sta parlando della possibile nascita e crescita della capacità di scegliere, o di Fare, all'interno di un individuo che, fino a quel momento, non la possiede anche se è convinto di si. Insomma è grossomodo la visione gurdijeffiana. Provo a produrre un immagine esemplificativa, consapevole dei limiti che potrebbe presentare: viviamo in unn fiume, sott'acqua, e siamo soggetti alle correnti. Sparsi qua e là ci sono degli scogli, alcuni dei quali affiorano. La corrente, ossia le leggi della meccanicità a cui siamo del tutto soggetti, per loro stessa natura, ci portano periodicamente a sbattere contro uno scoglio. Quello è il reset. Se riesco ad aggraparmici modifico qualcosa. Per il tempo che mi ci aggrappo, pur restando soggetto alla corrente, lo sono di meno, posso resistere. Anche se poi torno sott'acqua adrsso so che ci sono gli scogli e che alcuni affiorano... ho dato un'occhiata. Le volte successive potrei essere sempre più pronto e addirittura riuscire ad arrampicarmi su di uno scoglio e uscire momentaneamente dalla corrente. Magari per poi tornare in acqua, magari con la possibilità di nuotare e indirizzarmi verso altri scogli utili che adesso vedo. Quando sono in grado di saltare da uno scoglio all'altro senza cadere sono libero. |
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Il reset e' una chance , un'occasione per cambiare , per fare scelte diverse per acquistare una coscienza di quello che sei e di cui hai bisogno . |
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Ray lo spiega ancora ulteriormente bene con gli scogli. Il fatto che sbattendoci contro l'uomo si accorga della loro esistenza e di potercisi aggrappare non cambia la struttura del sistema ma cambia la consapevolezza dell'uomo infatti gli scogli non spariscono. Con la tua visuale l'uomo resta meccanico accentrato in una teoria che non sperimenta, la sperimentazione fa si di arrivare allo stesso risultato consapevole e quindi maggiormente reale. |
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All'ultimo reset ci arrivi con la morte, devi morire come uomo meccanico per diventare un uomo libero Scusa sai, ma devo aver male interpretato.... Con la morte dell'uomo meccanico si diventa uomini liberi, cita UNO. Io la interpretavo come se questo fosse il risultato finale della liberazione dalla legge di causa ed effetto visto che i reset finiscono. Per me libero significa libero dai condizionamenti e dalle cause meccanicistiche... Quindi la mia frase Il risultato finale è un uomo veramente libero, in senso assoluto, ovvero che non avrà alcun condizionamento costrittivo nelle sue scelte in cosa differisce ? PS (assoluto lo intendo come l'ho spiegato con ovvero...) |
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Un reset e' legato ad una vicenda personale , reale e particolare ma che tocca cosi' profondamente il tuo quotidiano modificandolo, da costringerti a rivedere tutti o molti dei valori su cui fino a quel momento hai basato la tua vita . ..devo aver frainteso ancora il tuo post..sorry |
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1 Non tutti i reset non avvengono per volontà. 2 Solo il primo non è volontario o quelli successivi se i precedenti non sono stati colti. 3 La capacità di scegliere è una caratteristica “ in potenza” e quindi non è normalmente manifesta nell’uomo inconsapevole che è assoggettato alla meccanicità. 4 Questa potenzialità si presenta in concomitanza di determinati eventi e quindi non è presente in modo costante. 5 Quando il primo evento si presenta l’uomo normalmente lo subisce. 6 L’evento, seppur subito, gli consente di agire non meccanicamente per un breve periodo. 7 Cogliere l’evento significa costruire nel proprio nucleo i presupposti per ulteriori possibilità di consapevolezza che strada facendo portano alla libertà. 8 Cogliere un evento moltiplica le successive possibilità di riuscita 9 Quando l’individuo, dopo diversi reset non volontari, diventa abbastanza consapevole riesce a costruirsi lui stesso con la sua volontà altri reset volontari. 10 Il risultato finale è quello di arrivare ad ottenere la totale liberazione dalla meccanicità ed essere libero di scegliere Qui mi sorgono le prime domande di verifica: A. L’uomo è responsabile degli eventi (i possibili reset) che gli accadono ? B. Da cosa dipende la capacità o meno dell’uomo di saper cogliere i reset, specie il primo ? C. Ipotizzando che possa esistere un uomo “de coccio” che nella sua vita non coglie i reset che gli si presentano, può definirsi privo di libero arbitrio ? D. L’uomo che si evolve dopo i primi reset non volontari, non è ancora un uomo arrivato e quindi libero dai condizionamenti, la sua volontà a creare dei reset è ancora influenzata dalla legge di causa ed effetto ? Riguardo al tuo esempio, non capisco la differenza con il mio uomo deterministico. La partenza è la stessa, si nuota nell’acqua in balia delle correnti. Entrambi cozzano contro lo scoglio involontariamente. Per te è un reset, termine più sofisticato, per me è solo un incidente. Alcuni uomini sono de coccio e nella vita ripetono sempre gli stessi errori (cioè non apprendono il reset) e continuano a sbattere la testa contro gli scogli. Altri fanno tesoro degli incidenti e imparano; la volta dopo riescono ad aggrapparsi allo scoglio senza urtarvi violentemente e lo usano a loro vantaggio per tirare il fiato. Più esperienze essi fanno e più imparano e diventano saggi. Io chiamo questo “incidenti” condizionamenti tu li chiami reset, ma il senso non cambia. Cambia l’interpretazione. Per me il condizionamento incidentale è una causa che produce un effetto domino sull’individuo che a seguito di quell’esperienza acquisirà nuove informazioni che lo porteranno ad evolversi in conseguenza di esse. Nel prosieguo del suo navigare acquisirà una maggior abilità nel districarsi tra scogli e correnti, ma sia chiaro, in funzione del suo essere in divenire soggetto a cause ed effetti. Lo stesso innescarsi del primo incidente è causale. Nella tua ipotesi di reset invece, questo sviluppo dell’uomo, viene interpretato come uno sviluppo autonomo dell’individuo. Autonomo o indipendente in quanto non subordinato , anche se momentaneamente , ai suoi condizionamenti, nella scelta successiva al reset. E’ come se in quel mentre dimenticasse sé stesso (la sua identificazione con i pensieri condizionati) e si mettesse ragionare attraverso una coscienza superiore al di là di questa vita, oltre spazio e tempo. Ma in questo caso non sarebbe più la limitata coscienza dell’individuo, quella che pensa, perché essa non si identifica più con i suoi pensieri condizionati vissuti meccanicamente, ma sarebbe la COSCIENZA universale. Quindi usciamo dal contesto di libertà dell’uomo come lo intendiamo, parliamo della libertà di DIO, sempre che abbia senso parlare di libertà in seno a Dio. Noi però, finchè non ci congiungiamo con l’Essere Unico (la coscienza universale) abbandonando la nostra identità fasulla che si crede autonoma e indipendente non possiamo considerarci liberi di scegliere senza che il nostro destino (somma di cause ed effetti) non lo voglia. |
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B: la capacità è intrinseca nel senso che, agendo l'evento da reset, riporta per un attimo l'individuo che lo subisce al suo livello potenziale, completamente o nella misura del reset, quindi attiva di fatto tutte le sue capacità potenziali. C: si. Pur permanendo in potenza. Detta potenzialità non può scomparire del tutto. Anche se poi in pratica può andare talmente riducendosi da tendere a zero. D: la sua volontà di creare ulteriori reset, in quanto volontà vera e non mero risultato meccanico di desideri determinati dalla corrente, risiede nel nucleo formatosi e in sviluppo. E' dunque proporzionale al grado di sviluppo di quel nucleo. Insomma, la capacità di volere, di fare e di scegliere vanno di pari passo. Citazione:
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Chiaramente anche gli eventi innescati dal fatto che ha saputo cogliere il reset andranno a far parte della sua esperienza e lo condizioneranno, solo che avrà delle possibilità in più. Scoprirà di poter influire maggiormente sulla direzione da seguire. La corrente continuerà ad esserci, ma lui in una certa misura potrà muoversi in essa. Non potrà comunque evitare certi scogli e certi altri gli sarannoancora irragiungibili, finchè non sarà davvero libero. Tuttavia non sarà nemmeno in completa balia degli eventi a lui indipendenti. Citazione:
L'uomo, smettendo di essere meccanico, lungi dal liberare l'essere che tu chiami Dio, inizia a costruire un Io che, una volta sviluppato completamente, potrà forse farlo. E' vero che l'identità dell'uomo meccanico è fasulla. Ma l'unico modo per abbandonarla è costruirne una vera. Con essa poi si può agire. La tua visione la trovo un po' troppo ottimistica: l'uomo meccanico potrebbe abbandonare la sua fasulla identità per liberare la coscienza universale? E come potrebbe se è meccanico? Sia chiaro che io non nego un concetto assimilabile a quello che tu chiami coscienza universale. Ritengo però possibile, auspicabile e necessaria una coscienza individuale. |
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Un azzeramento momentaneo di tutto, di condizionamenti, di pensieri, etc.. Un attimo di Nulla che se ne intravedi la profondità può diventare un attimo di Tutto. Se cogli il reset riparti da zero, quello che in oriente chiamano vuotare la propria tazza (per poterla riempire di altro), se non lo cogli in pochi istanti il sistema riprende a funzionare come prima e i programmi si riassestano dopo il momento di black out. Il problema è che il reset dura talmente poco che se non si è particolarmente attenti non ci si accorge nemmeno di averlo avuto. Prova a leggere anche tu l'esercizio della ballerina (e soprattutto a farlo) se vuoi capire davvero di cosa si tratta (se non lo trovi te lo linko) |
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Non è che io debba sempre spiegare ogni mia singola opinione solo perchè può essere facilmente strumentalizzata. Volevo solo dire che anche chi ammette di sapere poco o niente di fisica quantistica la usa spesso a sproposito per affermare le proprie tesi solo per semplice sentito dire. Quando ne avrò tempo, magari ti creerò un nuovo thread su tutto quello che io penso sulla fisica quantistica , ok ? Io non evito mai nulla, se ritieni che le mie frasi siano d'effetto, grazie del complimento. |
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L'incidente è in primis una causa che crea un effetto. A seconda della nostra natura, in un individuo crea un reset in un altro no. Comunque l'incidente rimane un condizionamento per definizione. Specie nella sua prima manifestazione dove l'uomo ancora meccanico non ha nessuna possibilità di scegliere se resettare o meno. Egli può solo riceverlo passivamente e sperare che la sua natura sia in grado di coglierlo. Se potesse scegliere di coglierlo volontariamente senza condizionamenti sarebbe già libero. Il reset, che rende possibile tutto il resto che viene dopo è un fatto che semplicemente accade. Quindi se l'uomo potesse diventare veramente libero lo potrebbe solamente a partire da una causa esterna (l'incidente) a lui indipendente. Ne consegue che l'uomo potrebbe diventare libero solo se predestinato a ciò. Quindi l'uomo non può scegliere a priori se diventare libero o meno. Lo potrebbe solo una volta libero. Quindi è lecito pensare che tutto accade. Se la mente si azzera e si svuota come una tazza cosa determina una scelta visto che ho già dimostrato logicamente che per scegliere ci vogliono almeno due alternative e delle motivazioni ? Nel nulla non ci sono motivazioni e se la tazza ne pesca da un'altra fonte, questa fonte non può che essere la COSCIENZA. Secondo il rasoio di Ockham qual'è la soluzione più semplice ? Causa ed effetto sono di una linearità disarmante, mentre il reset che si autoinescasse come libera scelta in un uomo meccanico mi sembra un pò artificiosa.... Nella Quarta Via di Ouspensky (insegnamenti di Gurdjieff) si afferma che un uomo che è meccanico in tutto non può diventare consapevole solo in una cosa. Se tutto accade, una cosa non può non accadere, deve accadere anch'essa. E l'uomo di partenza è meccanico in tutto. PS conosco da tempo il test della ballerina, ma in questo contesto non mi spiega nulla |
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'' da consentire di '' . |
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Non volevo farti un complimento per le frasi ad effetto, comunque se a te va bene... OK!:C: |
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Quello che non ti è chiaro (ho parlato di Grazia ma evidentemente hai dato poco peso..) è che l'incidente è solo un veicolo per qualcos'altro, tant'è che alcuni reset sono possibili senza nessun incidente o trauma scatenante. E' solo un piccolo cortocircuito che per alcuni istanti manda tutto il sistema in tilt (un po' come capita a winzozz che ogni tanto si riavvia da solo....) ma anche questa è solo una conseguenza del reset. Il reset di cui stiamo parlando è un dono, una possibilità, che viene concessa a tutti, poi poco importa se a uno si manifesta in seguito a una botta in testa e ad un altro perchè gli muore un parente etc... Questo reset non è un fatto accidentale, è frutto di una Volontà più grande perchè altrimenti non tutti avrebbero la possiblità di sperimentarlo. E' nella nostra imperfezione che sta nascosta la nostra possibilità di salvezza. Se il sistema non avesse questa "falla", messa evidentemente a proposito, le speranze di evoluzione per l'uomo sarebbero come dici tu pari a zero, perchè il sistema non sarebbe attaccabile e funzionerebbe così com'è all'infinito. Citazione:
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Devo dare il merito a questa discussione per aver portato Uno e gli altri a parlare di reset, concetto a me nuovo che considero un grosso appliglio su cui poggiare la pazienza verso se stessi e verso la vita ogni volta che incontriamo uno stop e rimbalziamo al punto di partenza. |
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Comunque io espongo solo un mio ragionamento che parte dall'osservazione, non devo dimostrare niente a nessuno, tanto meno imporre. Se hai frainteso la mia determinazione/passione per l'argomento , mi spiace per te.:C: |
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Io noto che tutti gli esempi sono il susseguirsi di semplici cause ed effetti. Come l'incidente o reset che genera una conseguenza. Come i doni e le concessioni. La volontà che si innesca a seguito di un evento. I Corto circuiti che sono l'effetto di cause magari a noi sconosciute. Le falle messe di proposito nel sistema. Ma non vedo come il significato che viene dato al reset possa essere dedotto logicamente e affermato a prescindere da un atto di fede. Io almeno non lo vedo (sarà un mio limite ?) Comprendo che il reset possa cambiare lo stato di consapevolezza, ma le scelte sono comunque un effetto condizionato del nuovo stato. Ouspenski diceva anche che una cosa è vedere una cosa è fare, una cosa è sapere e una cosa è alterare. Possiamo vedere delle contraddizioni, ma ciò nonostante esse rimangono. |
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Ramana Maharshi affermava che finchè c’è un io individuale non può esserci libertà dalla legge di causa ed effetto. Forse l’equivoco sta nelle diverse interpretazioni di scelta libera. Cerco di spiegare quindi come la definisco io: Per me la scelta per essere libera deve potersi svincolare da qualsiasi prevedibilità. Una scelta che sia veramente libera deve poter essere impossibile da pronosticare. Io affermo invece che qualunque scelta dell’uomo è un risultato prevedibile e scontato in quanto risultato unico dei fattori (condizionamenti) che la determinano. Nella scelta scontata 4 + 4 = 8 Nella scelta libera il risultato è imprevedibile. Se noi potessimo essere onniscenti come Dio e conoscere tutte le informazioni in gioco in un determinato contesto potremmo prevedere il suo esisto senza alcuna possibilità di errore e allora potremo affermare con certezza che tutto è collegato con tutto e che il caso non esiste. Faccio un ultimo esempio: se noi osserviamo una goccia scorrere su un vetro non possiamo calcolarne l’esatta traiettoria, gli arresti, le ripartenze ecc . e possiamo considerare il suo movimento imprevedibile. Ma se noi conoscessimo tutte le informazioni del contesto nei minimi dettagli (inclinazione del vetro, forza gravitazionale, attrito, spostamenti d’aria, influenze esterne, composizione della goccia d’acqua, peso specifico, elementi e impurità sulla superficie, ecc.) noi potremmo calcolarne l’esatta traiettoria nei minimi particolari e tutto apparirebbe scontato e privo di mistero. Ecco per me quella goccia è l’uomo che in apparenza sembra libero di andare a destra e sinistra, di fermarsi e ripartire, ecc, ma in realtà ogni suo movimento è dettato da tutte le condizioni che riassumono quel contesto (i condizionamenti). Se la goccia avesse la pur minima libertà dal contesto non potremmo mai prevederne i movimenti. Ma questa imprevedibilità porterebbe a giustificare in quel contesto l’esistenza del caso. Se ho ragione io, e potessimo per magia ritornare a ieri e ripetere la giornata daccapo, rimanendo invariate tutte le condizioni, non potremmo che ripetere ogni nostro minimo gesto nello stesso identico modo. Se mi sbaglio invece, noi potremmo invece fare scelte diverse in virtù di questa imprevedibilità del nostro arbitrio, svincolato dal contesto. Il famoso reset non è che uno dei tanti accadimenti e il suo svilupparsi è diverso a seconda del contesto. Sembra che azzeri o che amplifichi le nostre potenzialità, ma in realtà aumenta solo la nostra consapevolezza non la nostra libertà d’azione che sono due cose diverse. Se noi fossimo Dio e conoscessimo tutte le variabili in gioco potremmo tranquillamente constatare come esso non è che parte delle cause ed effetto che ci condizionano e come i suoi esisti siano scontati. Per me libertà assoluta non è poter fare tutto quello che si vuole, ma essere svincolati da cause ed effetto e poter decidere in modo non pronosticabile neppure da Dio. Nella mia ipotesi, l’uomo non può essere quindi responsabile delle sue scelte perché non può decidere diversamente da come decide. Questo è ciò che penso noi siamo, mentre viviamo in questa dimensione umana individuale. Io non posso sapere cosa accadrà dopo la morte, se ci siano altre dimensioni dove rinasce un uomo più libero, perché già è difficile interpretare questa e posso osservare concretamente solo su questo piano. Io mi limito a definire l’uomo privo di libero arbitrio in questa esistenza terrena e tutte le posizioni intermedie di uomini più o meno consapevoli sono solo diversificazioni indotte comunque sempre e solo da avvenimenti prevedibili. Non so se ho chiarito meglio il contesto del mio ragionamento. |
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Mi piace l'ultima risposta di Sole ma volevo aggiungere qualcosa.
Intanto il reset è una cosa e il ripristino è un'altra. Qui mi è sembrato che si trattasse più di ripristino ma non vorrei farne un problema per me qualsiasi termine va bene basta capirsi. Però il ripristino, se fatto come da programma orginale mi riporta allo stato "vergine" di un Sistema di Cose uscito dalla fabbrica come nuovo. E solo pensando a questo a me si accenderebbero delle lampadine. Poi ci sarebbero ancora 3 mila termini ma se non erro non siamo in esoterismo. |
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Riguardo al "fare esperienza diretta" io posso osservare che questa manifestazione è sempre soggetta a causa ed effetto. Non è solo un ragionamento, ma un'esperienza diretta, la logica è solo un ulteriore conferma. Alla verità si può arrivare solo attraverso cose semplici. E' anche una delle conclusioni del rasoio di Ockam. Non mi sembra che il ragionamento sui reset sia tanto semplice e lineare, semmai appare come una forzatura artificiosa per giustificare in qualche modo la possibilità di essere liberi, mentre è molto più semplice afferrare come tutto semplicemente accade. Io poi continuo a chiedere COME una certa cosa sia possibile, ma mi si risponde sempre come se io chiedessi il PERCHE'. Chiedere perchè è la cosa più facile e meccanica che ci sia, ci siamo abituati, la chiediamo senza pensarci tanto su. Chiedere "COME" richiede invece pensiero. Non so se il concetto possa essere valido anche per le risposte... |
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sei tu che avevi scritto "da costringerti" ... io avevo solo postato le tue stesse parole....icon_mrgr: |
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A. OK confermi che all’inizio l’uomo non è responsabile di ciò che gli accade. Ma in che senso diventa responsabile man mano che acquisisce consapevolezza ? Ti riferisci agli incidenti non volontari (allora non ti capisco) o ti riferisci a quelli volontari (più comprensibile) ? B. Con la sua capacità intrinseca intendi la sua natura e costituzione ? In questo caso la nostra capacità o meno di afferrare il reset è dovuto a una dote innata ? C. OK Aggiungo alle definizioni di partenza che l’uomo che non coglie il reset, pur mantenendo il suo potenziale , rimane un uomo senza libero arbitrio D. Non ho richiesto dove risiede la volontà e avevo già compreso che questa cresce col crescere del nucleo. Avevo chiesto se questa, dopo i primi reset non volontari è ancora, seppur in parte, condizionata, puoi essere più preciso ? E. Significa che gli eventi sono comunque soggetti alla legge di causa ed effetto e che il suo acquisire delle possibilità in più è il risultato dell’esperienza stessa ? Grazie, ciao. |
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Quantomeno questo fatto cioe' l'estensione della psiche al di la' della coscienza dovrebbe aprire la mente verso altre verifiche , verso un'altra altra sensibilita' peraltro la stessa di cui ti servi quando chiedi di crederti quando parli di realta' come un sogno ....quelli che tu chiami atto di fede per altri sono esperienze concrete di sprazzi sempre piu' importanti di liberta' . |
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Ma poi l'accorgermi ci potrebbe "fregare" infatti li non è detto che il treno che ci passa sotto gli occhi (mi riferisco a quelli a sospensione pneumatica ammesso che esistano :sornione:) mentre noi magari conversiamo con un amico possa essere un parametro universale. Personalmente sono sempre dell'idea di "inseguire" ciò che veramente conta e non aspettare e/o cmq stare molto svegli. |
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Inoltre, ma è un aspetto che seppur correlato rischia l'OT, esiste anche la sincronicità, ovvero il manifstarsi di più eventi non collegati causalmente tra loro all'interno del sistema di manifestazione e che, però, possono fungere da reset o da opportunnità a coglierlo o produrlo. |
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Attenzione alla questione del rasoio... tanto semplice e lineare quanto basta a racchiudere tutto, se per semplificare tolgo perchè sarebbe più semplice anche se non è così sono fuori dal rasoio. Il reset, o una qualcunque altra teoria che spieghi il formarsi di una coscienza individuale, fino a quando non è sperimentato, mantiene comunque la funzion di spiegare la presenza di coscienze individuali. Questa presenza è una possibile spiegazione di individui che mostrano capacità superiori alla mera meccanicità. Quindi, finchè non è dimostrata l'illusorietà di queste presenze una teoria di tal fatta è necessaria. Inoltre, una coscienza omnicomprensiva a totalmente incondizionata e una manifestazione meramente meccanica e completamente condizionata non escludono la possibilità di stati intermedi, anzi la suggeriscono. Per eliminarli si dovrebbe dimostrare la loro ridondanza. In ogni caso basta l'esperienza diretta di una scelta anche parzialmente libera agita da un solo individuo per rendere necessaria la teoria. In riguardo al come avere esperienza del reset, è estremamente probabile che chiunque ne abbia avute, conscio o meno che ne sia. Fattore importante: potrebbe esserne non consapevole anche se l'ha colto, almeno temporaneamente. Il che significa che ogni evento della nostra vita andrebbe indagato in tal senso. Un lavoro di rivalutazione del proprio passato in quest'ottica potrebbe fornire dati interessanti anche solo a livello ipotetico. |
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Mostrano nel senso che hanno effettivamente oppure possiedono in potenza? E' sottile la differenza ma mi sembra sostanziale. |
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Qualunque cosa io faccio, posso mostrare di non aver agito in modo meccanico ? Da cosa è desumibile ? L'affermazione di partenza non è dimostrabile di per sè. |
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D'altra parte si dovrebbe ribaltare il discorso e dimostrarlo per assurdo. E' possibile dimostare che un'azione come il sacrificio sia meccanica? La stessa nozione di sacrifcio lo escluderebbe... d'altra parte molte azioni che sembrano sacrifici potrebbero non esserlo. |
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Sai la storia dei 12 Discepoli e la natura delle loro menti? E' quello a cui mi riferivo, anche Tommaso o Giuda erano discepoli con delle menti analitiche? Oppure c'erano menti molto materiali, eppure? Eppure tutti sono entrati in quel Regno, tranne ovviamente chi non ha voluto. |
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Inoltre qui si apre tutto un altro scenario su quale deve essere la prima domanda ma eviterei di mandare il thread ancora più lontano. |
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