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Per piacere evitiamo di ritornare sull'argomento, te lo sto chiedendo per piacere. Se per te è più importante mettere un link che parlare con noi e dirci quello che senti vero... allora caso mai ne riparliamo. :) |
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Love :) |
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Di questa prima resurrezione Gesù dice: Luca 20, 34-36 Gesù rispose: "I figli di questo mondo prendono moglie e prendono marito; ma quelli che sono giudicati degni dell'altro mondo e della risurrezione dai morti, non prendono moglie né marito; e nemmeno possono più morire, perché sono uguali agli angeli e, essendo figli della risurrezione, sono figli di Dio". Citazione:
Apocalisse 20, 11-15 "Vidi poi un grande trono bianco e Colui che sedeva su di esso. Dalla sua presenza erano scomparsi la terra e il cielo senza lasciar traccia di sé. Poi vidi i morti, grandi e piccoli, ritti davanti al trono. Furono aperti dei libri. Fu aperto anche un altro libro, quello della vita. I morti vennero giudicati in base a ciò che era scritto in quei libri, ciascuno secondo le sue opere. Il mare restituì i morti che esso custodiva e la morte e gli inferi resero i morti da loro custoditi e ciascuno venne giudicato secondo le sue opere. Poi la morte e gli inferi furono gettati nello stagno di fuoco. Questa è la seconda morte, lo stagno di fuoco. E chi non era scritto nel libro della vita fu gettato nello stagno di fuoco." Quindi la seconda morte riguarda tutti quelli che non sono scritti nel libro della vita, cioè quelli che hanno adorato Satana anzichè Dio, in pensieri, parole e opere di male. Inoltre, riguardo la risurrezione, c'è questo passo nel Vangelo di Giovanni 5,24-30: In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha la vita eterna e non va incontro al giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. In verità, in verità vi dico: è venuto il momento, ed è questo, in cui i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e quelli che l'avranno ascoltata, vivranno. Come infatti il Padre ha la vita in se stesso, così ha concesso al Figlio di avere la vita in se stesso; e gli ha dato il potere di giudicare, perché è Figlio dell'uomo. Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l'ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo quello che ascolto e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato." Questo conferma il fatto che siamo noi tutti gli artefici del nostro destino, nel fare la volontà di Dio, lavorando sui noi stessi e restando connessi a Gesù Cristo, ed in questo modo si passa dalla morte alla vita già qui in questo mondo, in quanto tanti sembrano vivi ma sono già morti dentro.... |
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credo che la risposta è tra queste righe, dobbiamo evolvere, trasformare ciò che è terreno in spirituale, trasformare un corpo corruttibile che se muore così si decompone in un corpo incorruttibile attraverso il sacrificio della carne che dovrebbe significare rendere sacro il nostro corpo, e questa dovrebbe essere la cottura alchemica, giusto? |
Prendo solo questo pezzo, il resto poi
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Che poi, per certi versi, la morte del corpo può considerarsi la terza, vosto che c'è una specie di morte anche alla fine del nero, ma credo che molti non la considerino tale perchè è una specie di finta morte e quello che torna è quello di prima. Ci piglio, sto fuori, un misto delle due? |
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Sta fuori dal discorso , la carne dev'essere il limite che si deve di continuo superare . Con la morte finalmente ce la togliamo di mezzo questa carne che poi rappresenta il nostro piano , il nostro stato dell'essere. Un'altra cosa , su quanto diceva Stella , molte moltissime delle riesumazioni di Santi intatti sono state spiegate con trattamenti del corpo. Non so se questo dato della trasformazione della carne gia' su questo nostro piano non sia nient'altro che un'altra leggenda. L'alchimia che ne parla , ne parla solo per metafora della trasformazione interiore non della carne in altro. |
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Il termine "carne" non va inteso in senso letterale, ma nel significato attribuitogli dal mondo culturale nel quale è nato. Nella Bibbia la parola "carne" ("basar" in ebraico) non è contrapposta a "spirito" (come avviene nella cultura greco-romana), ma indica l'uomo tutto intero: la sua fragilità, le debolezze, i limiti di creatura, ma anche tutta la ricchezza delle relazioni con gli altri e con il mondo. Quando diciamo di "credere la risurrezione della carne" affermiamo che l'uomo risorge nella sua totalità: con il bene seminato nell'esistenza terrena, le relazioni intrecciate, le esperienze esaltanti sperimentate nella vita vissuta all'insegna dell'amore, di cui il corpo riporta la memoria, come le ferite nel corpo risorto di Cristo. Se è vero che la carne porta la memoria delle nostre azioni. ogni corpo testimonia la vita vissuta. |
Faccio un passo indietro per riprendere ciò che avevo detto avrei preso dopo e che ora è utile prima di proseguire sulle cose tecniche.
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Sono nati? Si sono nati, prima di questi corpi che stanno digitando sulla tastiera non esistevano delle identità chiamate Ray, Uno etc... o comunque ammesso che esistessero degli omonimi non erano questi in oggetto (prima che qualcuno sottilizzi icon_mrgr:). Quindi sono nati e così come sono devono morire, perchè ciò che nasce prima o poi muore che sia pure tra 1 milione di anni. Però se Uno fosse un attore su un palcoscenico che recita una commedia ed io in realtà fossi un'altro (esempio Brad Pitt) le cose cambierebbero. Uno nella commedia comunque terminerebbe di esistere alla fine della sua parte (morirebbe trasportando il tutto nella vita) ma in me Brad Pitt esisterebbe anche Uno*... nel ricordo però. Qui c'è un punto in cui dissento rispetto a molte interpretazioni essoteriche moderne e/o comunque a quello che si capisce di solito di esse. Si dice, grosso modo, qualcosa tipo al fatto che Uno deve mettersi da parte, Brad Pitt non più identificato in Uno deve ricordarsi di recitare e a volte addirittura qualcuno afferma che la personalità Uno deve essere sdradicata e cose simili. "Io" dico che Brad Pitt si deve ricordarsi di essere Brad Pitt, ma in quel momento che è sul palco, quel palco è anche Uno, non ha senso, anzi è controproducente non finire quello che deve fare Uno solo perchè mi sono accorto di essere in realtà prima/anche Brad Pitt. La morte iniziatica è quando Uno muore come identificazione totale (che non si ferma solo a ciò che si definisce psicologico, non c'è una divisione così netta tra psiche e fisico) cioè l'individuo Sa di essere Uno ma anche/prima, Brad Pitt. Quel Sa non vuol dire convincersi, suggestionarsi etc... cambia completamente il modo di rapportarsi al mondo (anche fisicamente) anche se tutto sommato il mondo quasi non se ne accorge. Non serve fare cose eclatanti o diventare qualcosa di particolare, tutto sommato anche le figure che si sono rivelate particolari non lo sono diventate in virtù della trasformazione, lo erano già prima, dopo hanno solo continuato. *= un discorso diverso è per gli attori di riserva, si preparano alla parte ma in realtà spesso non entrano mai sul palco, nella rappresentazione, pur essendo presenti. Non pensate ad ingiustizie perchè rimanere in riserva è una scelta personale, non del regista che comunque da a tutti la possibilità di recitare. Arriviamo alla prima morte, quella comune che tutti conosciamo e che è indipendente dalla morte iniziatica, comunque anche il corpo fisico dell'iniziato muore, la differenza c'è subito dopo, se ha completato la preparazione è in grado di affrontare l'impatto dello Spirito e nessun fuoco più lo brucerà ne sarà giudicato mancante (non è un giudizio di qualcuno verso qualcuno ma adesso è inutile approfondire) e messo a disintegrarsi nello stagno di fuoco (seconda morte) perchè le particelle possano, in altre forme andare all'inferno, cioè tornare in questo mondo, attraverso lo stagno (specchio orizzontale). E' anche corretto che all'inferno (come in paradiso) si rimane per l'eternità, ma adesso è troppo lungo scriverlo in una forma comprensibile, quando ci torno (magari oggi pomeriggio) ci provo. Mi fermo conscio di aver messo troppa roba. |
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In realtà i nostri corpi sono vivi secondo il metro di paragone che conosciamo, per esempio rispetto ad un pezzo di legno, ma non sono realmente vivi secondo il siginficato reale di questa parola perchè non riescono ad essere permeati abbastanza dallo Spirito, siamo sempre ad un livello minimo, che da un certo punto di vista si può definire morte. Quindi redenzione delle carne e resurrezione (dalla morte alla vita) sono intesi come processo da compiere qui ancora in vita. --------------------------------- Nike non è una leggenda cambia la luminosità anche se non è percepibile strumentalmente, non dalla scienza oggi almeno, e altre "cosette" |
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Questo però, e anche quello che hai detto prima, non toglie la mia domanda sulle tre morti contate con quell'altro sistema: una alla fine di ogni Opera. Con la precisazione che, se l'Opera al rosso viene completata, la morte corrispondente (quella fisica) può venir attesa ad libitum (o meglio ad necessitatem). Al di là che comunque aspetto ulteriori chiarmenti anche su quello che avevo detto prima, ho l'impressione che ancora qualcosa non mi torni. |
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Difatti non avevo capito neppure cosa intendevi con attori di riserva che non entrano mai in scena non capisco chi sono e perchè non entrano. Help me! Provo a proseguire ma ormai la pellicola si è incastrata il fotogramma si è bruciato e la macchina gira a vuoto. piango.gif Mi sto domandando se devo postare ugualmente o no? nonso.gif |
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lo Spirito dovrebbe essere il regista( facente parte di una compagnia teatrale) che però ha bisogno dei vari attori (Luke, Uno, Griselda) ecc per veder manifestata realmente la storia che aveva in mente. Per gli attori di riserva ho il dubbio se essi siano persone esistenti che però non seguono con consapevolezza la parte che era stata decisa per loro e si limitano a veder scorrere la vita come comparse senza manifestarsi appieno o se siano possibili incarnazioni dello Spirito che però poi scelgono di non entrare per niente in scena, rinunciando all'esperienza della materialità. P.S. Immortalità significa che un determinato attore è entrato talmente in sintonia con quella compagnia teatrale , che può divenire egli stesso regista ed eventualmente tornare a fare l'attore quando lo ritiene opportuno, in questo o in altri teatri? |
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L'attore è lo Spirito, il regista dirige i vari attori, quindi è Dio.
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Scusa se ho incasinato ancora di piu fiori.gif P.s. Ho letto ora la risposta di Ray, credo sia chiarificatrice della metafora di Uno |
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«Prima di formarti nel grembo materno, ti conoscevo, prima che tu uscissi alla luce, ti avevo consacrato; ti ho stabilito profeta delle nazioni». Come se il regista sapesse già la parte che ciascuno farà, senza nulla togliere alla libertà di scelta individuale. Citazione:
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attori di riserva... potrebbero essere le esperienze delle vite passate ma non torna con la seconda parte del discorso o forse le vite future se questa non va a buon fine... non so, non mi viene nullanonso.gif Citazione:
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Alla fine di tutto sto scervellamento filosofico... Tralascio platone e Sartre, se no rischio di impantanare di più.
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Love :) |
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Che poi per essere chiaro, il dna è importante, lo è anche esotericamente etc... ma non metterei solo quello al centro di tutto :) |
San Paolo, nella sua Lettera ai Galati, afferma: "Non sono più io che vivo, ma Cristo che vive in me"(Gal 2,20).
Questo significa che l'attore è Cristo che con il suo Spirito compenetra le persone e le trasforma facendole diventare nuovi individui, infatti non si mette il vino nuovo nelle botti vecchie, quindi in Paolo c'è un "io" nuovo che lo fa uscire dal suo isolamento facendolo partecipare a qualcosa di più grande, inoltre in questo modo viene a far parte del suo corpo (quello di Cristo) e partecipa della sua resurrezione. Perchè è un Cristo vivo che vive attraverso ogni individuo che accoglie il suo Spirito, e chi ha questa esperienza diventa una persona nuova perchè non potrà più fare le azioni di prima, ma finalmente agisce in conformità con quella che è la volontà di Dio, e il suo nome sarà nel libro della vita. Citazione:
E anche ammettendo che ciò possa accadere, cioè far nacere una coscienza positiva che lo porterebbe all'immortalità, con quale criterio il regista deciderebbe chi ne è degno, se prima nessun essere aveva la possibilità di redimersi e di risvegliarsi... |
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Dunque: la morte iniziatica. Ci si può arrivare oppure no, ma se ci si arriva avviene in vita, ossia prima della morte del corpo fisico. Se ci si arriva inizia il processo di redenzione della carne, il quale deve concludersi sempre in vita... per forza di cose: se la carne muore prima di essere redenta, non è redenta. Se il processo arriva a termine, quando interviene la morte del corpo "tutto si compie", ossia nasce l'immortale... ovvero viene evitata la seconda morte, quella che disfa per riutilizzare. Si? Se si, da quando il processo di redenzione è compiuto alla morte del corpo si pone un intervallo a piacere? Ossia il Redento può decidere quando lasciare la carne? Se così fosse sarebbe una specie di immortalità... Aspetto... poi a seconda della risposta torno con le tre morti e cosa muore nei vari passaggi. |
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" Poi vidi scendere dal cielo un angelo con la chiave dell'abisso e una grande catena in mano. Egli afferrò il dragone, il serpente antico, cioè il diavolo, Satana, lo legò per mille anni, e lo gettò nell'abisso che chiuse e sigillò sopra di lui perché non seducesse più le nazioni finché fossero compiuti i mille anni; dopo i quali dovrà essere sciolto per un po' di tempo. Poi vidi dei troni. A quelli che vi si misero seduti fu dato di giudicare. E vidi le anime di quelli che erano stati decapitati per la testimonianza di Gesù e per la parola di Dio, e di quelli che non avevano adorato la bestia né la sua immagine e non avevano ricevuto il suo marchio sulla loro fronte e sulla loro mano. Essi tornarono in vita e regnarono con Cristo per mille anni. Gli altri morti non tornarono in vita prima che i mille anni fossero trascorsi. Questa è la prima risurrezione. Beato e santo è colui che partecipa alla prima risurrezione. Su di loro non ha potere la morte seconda, ma saranno sacerdoti di Dio e di Cristo e regneranno con lui quei mille anni." Da questi versetti mi sembra di capire che la prima resurrezione appartiene a quelli che si sono redenti nella carne quando erano in vita, loro non sono più soggetti alla morte quindi sono immortali. La seconda resurrezione e la morte seconda invece appartiene a tutti gli altri, a seconda delle loro opere. |
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