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Proprio perchè non tesaurizzabile non posso neanche decidere a chi lasciarla, certo se fossi un Maestro saprei leggere gli animi umani e vedere le potenzialità ma non potrei aver certezze, tant'è che da che mondo è mondo in ogni lignaggio poi si arriva alla discesa, al punto morto in cui nessuno degli eredi designati ha la capacità di portare avanti il messaggio con la stessa forza... e allora nascono altri rami... sempre dalla stessa pianta ma da un punto precedente agli ultimi successori, i quali continueranno in un ramo solo esteriore.
Si il motivo c'era: era l'ultima degli ultimi, secondo la parabola di Gesù e questo le dava qualcosa di diverso. |
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E lo devi fare scegliendo per il meglio.... Citazione:
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Vabbeh... sai che ti dico? Evidentemente non sono un Maestro icon_mrgr:
Innamorata e come... in che senso? Di chi? Dell'uomo o del maestro? |
Citazione:
desidero domandare se la caduta da cavallo di Paolo di Tarso non possa essere simbolica, se il cavallo non possa essere una sua parte dominante che nel momento in cui egli cade da essa si trova improvvisamente illuminato. Chiedo scusa se ho scritto delle sciocchezze. martello.: :C: |
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Però volevo dirti una cosa: tutti gli episodi descritti nella Bibbia, soprattutto quellio del Vecchio Testamento, sono simbolici ed hanno diversi livelli di lettura. Quanto più scendi in profondità nel loro significato, tanto più ti avvicini a profonde verità. Pertanto anche il tuo modo di intendere quell'episodio è certamente corretto. Ma non è l'unico. Secondo il mio modo d'intenderlo, quell'episodio spiega alcuni intimi meccanismi della nostra mente....o meglio, alcuni intimi meccanismi del nostro cervello. Quello che ha subito Paolo con la caduta può ben definirsi un "trauma" a seguito del quale il suo cervello ha iniziato a "funzionare" in modo diverso... la medesima cosa può accadere ogni giorno all'uomo comune. Ma guarda che il "trauma" non è solo un colpo alla testa....il trauma è un lutto, un dolore, una grandissima gioia, un lungo periodo di privazioni, cioè tutto ciò che all'improvviso scompagina gli ordinari schemi mentali. Anche l'odio eccessivo potrebbe "esplodere" in un sentimento diametralmente contrario. Questi "traumi", per coloro che conoscono la fisiologia occulta, sembrano modificare il modo (passamela così) con il quale la sostanza neuronale interagisce con se stessa. Conoscerai certamente molte persone che dopo uno di quei traumi che ti dicevo, ha deciso di cambiare vita, oppure ha mutato le proprie idee o il proprio modo di pensare. E' ovvio, non sempre (anzi molto raramente) ciò conduce ad una "illuminazione" perchè se no diversamente saremmo circondati da Uomini Superiori, però è anche vero che di tutti coloro che seguono una via Iniziatica verso l'Illuminazione, moltissimi hanno subito un trauma di quel genere, in modo più o meno intenso. L'importante è sottolineare questa capacità del cervello di "resettarsi" dopo un trauma ed iniziare ad operare con schemi diversi. Quali schemi?, tu dirai... Ti faccio un esempio e spero ti serva perchè su questo argomento non basterebbe un forum intero per sviscerarlo: sul mio pc (penso anche sul tuo) esiste un programma che quando si attiva dice (passami la metafora, visto che non sono un esperto): "questo file non è più presente nel pc, vuoi associare il collegamento ad un file simile a quello che non c'è più?" Ecco, il Trauma cancella i tuoi vecchi schemi e richiama alla mente altri schemi mentali (presenti nella tua memoria); in buona sostanza, riesuma dalla tua memorizzazione (profonda) altre informazioni, altri schemi mentali. Gli uomini che subiscono un trauma e che hanno in se memorizzata tutta la Verità (su questa affermazione si potrà parlare in un'altra discussione), il trauma stesso porta costoro alla Illuminazione perchè l'ha richiamata alla mente; negli uomini che non hanno questa memorizzazione, il trauma riesumerà altri schemi mentali che sostituiranno quelli vecchi cancellati. Perdona, so di essere stato poco chiaro....ma Uno sa perchè. Spero di esserti stata d'aiuto. |
Ciao Osiride ti sono infinitamente grata!fiori.gif fiori.gif fiori.gif
Le mie supposizioni hanno trovato riscontro nelle tue parole. Però mi sono persa invece ad un certo punto quando parli della Verità memorizzata. Inoltre vorrei domandare se un susseguirsi di traumi possa cancellare troppo e quali le conseguenze? Quest'ultima domanda mi rendo conto essere alquanto confusa ma non riesco ad esporla meglio, chiedo scusa.martello.: :C: |
Sono contento.
Sulla prima questione (Verità memorizzata) secondo me sarebbe necessario aprire una nuova discussione. Sulla seconda domanda: il trauma che produce l'effetto che ti ho indicato, raramente si verifica più volte nella vita. Non voglio dire che nella lunga vita di un uomo non si possano verificare più eventi traumatici (belli o brutti che siano), dico solo che l'intensità di quel trauma raramente si ripete nello stesso modo (hai presente quando si dice che il primo amore non si scorda mai?). Ora non voglio dire che per porsi sulla via della Conoscenza sia sempre necessario un trauma, dico solo che quella è una possibilità. Ma ce ne sono altre: ad esempio una è la vicinanza con qualcuno che conosce veramente la Scienza Sacra. |
Citazione:
:C: |
Citazione:
Penso che l'odio, essendo un sentimento distruttivo e demolitore della mente e delle connessioni cerebrali, possa anche essere in grado di creare una sorta di "Out of work" del cervello....comunque questa è solo teoria. Ciò che auspico è che si possa procedere sulla Via della Conoscenza solo grazie all'ausilio della Scienza e non di un trauma. |
Se passasse un Maestro di qui ed io fossi talmente bello pieno di me, impegnato in mille mondane faccende, non lo amerei ma neanche lo odierei.....
Se lo odio c'è già "un canale" tra me e lui. Adesso ti sto parlando delle mie osservazioni di questi tempi, non importa il fatto che io sappia esattamente o no quello che è successo la... mi baso solo sull'oggi.... Quindi la "tua" teoria non è poi così strampalata per "me" :C: |
Chissà se c’entra qualcosa…?
Mi vengono in mente due che fanno il tiro alla fune. La fune non è qualcosa di inerme ma quella cosa che tiene insieme le due parti contendenti, anche se non se ne rendono conto. La corda che invece sa, per evitare lo strappo e la caduta delle due forze contrastanti fa scivolare una delle due ed ecco che facendosi male quel qualcuno può rendersi conto sia dell’insieme delle cose sia dell’assurdità della cosa. Oddio mi sa che ho fatto più confusione! martello.: |
Citazione:
Dunque essendo un canale, che unisce le due parti...come dire...spinge una delle due ( quella che cade ) nella direzione del cambiamento?leggo.gif |
Citazione:
Proseguendo...azioni/sentimenti....porta...caduta/trauma/iniziazione...Fuoco Sacro...distruzione o trasformazione e qui mi fermo a seguito di che, fondamenta?Boh scusate... Fila oppure ho errato in qualcosa? booh.gif Grazie :C: |
Citazione:
In tantissime parti del forum si accenna in maniera più o meno chiara ma dirlo qui collega magari i fattori. -Le impurità sono infiammabili.. è dunque il "legno" o il "carbone" il legno fossile diventa carbone se nn sbaglio e il carbone diventa diamante, è un parallelo interessante. Potrebbe sembrare bello il diamante ma è una pietra ed è tra le più dure.. (scusate la divagazione ...mi è venuta in mente ora e l'ho lasciata andare). - La frase che ho evidenziato di Uno mi pare inizi, ma pure condensi alla massima sintesi (per come ho capito), l'accensione. La scintilla è l'attrito creata tra re-azione ed azione. Nella discussione sulla Parola in particolare si specifica che la re-azione è un nn agire (per capire meglio re-azione pensiamo anche alla parola re-spingere, nn spingere verso... ma bloccare). In parole semplici (se riesco), se ci arrabbiamo comunemente ci scagliamo contro qualcuno o qualcosa o un evento scatenando e disperdendo .. re-agiamo all'esterno ma nn agiamo verso l'interno. Mettere in attrito l'istinto alla re-azione con la azione e guardare verso l'interno di noi stessi, volendo allo specchio dell'esterno, si crea e manifesta la Volontà. Credo che il primo Fuoco sia la Volontà. La via Attiva genera quella Volontà. Non so spiegarmi meglio .. nn so nemmeno se sia corretto. Essendo noi su una via Attiva siamo gli artefici della salita verso lo Spirito e la nostra creazione nasce dalla Forza messa tra re-azione e azione che tra di loro si annullano. Incontrandosi positivo e negativo creano il lampo e la scarica che se colpisce il legno si incendia e senza sforzo... il fuoco divampa sulle impurità. Ad aiutarci ad arginarlo sarà sempre presente la re-azione, almeno fin quando nn ci sarà equilibrio. Non credo sia completametne giusto quello che ho detto ma si potrebbe ricominciare da qui. |
Provo a ricapitolare un po' la faccenda.
L'Evoluzione naturale dell'uomo arriva fino a quello che oggi l'uomo è, nè più nè meno. La Natura non ha nessun interesse a far progredire ulteriormente l'uomo, perchè quello che egli oggi rappresenta (insieme a tutto il resto della massa organica presente sulla Terra), è esattamente ciò di cui la Natura ha bisogno. Si è visto nella discussione sui Centri umani, e un po' su tutto il forum, che l'uomo ordinario è una macchina che reagisce a determinati stimoli... Azione, reazione... causa, effetto... etc... e tutto ciò che l'uomo vive quotidianamente sono la risultanza di stimoli esterni, accidentali. L'uomo non è cosciente e si trova costretto a subire e seguire gli stimoli che le cause accidentali della vita gli impongono, nonché i desideri che i suoi piccoli "io" gli impongono. A questo punto occorre tener presente questo: l' Evoluzione dell'uomo consiste nell'evoluzione della sua coscienza. E la Coscienza non può evolversi inconsciamente. L'Evoluzione dell'uomo consiste nell'evoluzione della sua volontà. E la volontà non può evolversi involontariamente. L'Evoluzione dell'uomo consiste nell'evoluzione del suo potere di "fare". E il "fare" non può evolversi se le cose "accadono" per stimoli esterni... Ecco dunque la frizione che accende il Sacro Fuoco. Il Fuoco che rinnoverà la Natura... quella natura meccanica in cui l'uomo vive e nella quale ad ogni causa corrisponde un effetto... Se l'uomo continua non solo a seguire, ma anche ad incoraggiare e ad abbandonarsi a tutti gli stimoli e i tutti i "desideri" che la sua natura meccanica gli producono, quale rinnovamento potrà conseguire? L'uomo sa che per conseguire qualcosa ci vuole uno sforzo. Sa che per imparare a guidare una macchina o un'aereo ci vogliono mesi, sa che per imparare la medicina ci vogliono almeno 5 anni di università, sa che per imparare il cinese ne servono forse anche 10... Ma quando si tratta di se stesso, non vede più... Pensa di conoscersi, di non avere il minimo bisogno di fare uno sforzo, come se la sua natura istintiva fosse sufficiente... Certo, per una vita meccanica, la sua natura meccanica basta e avanza... |
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Invece spesso sfogavo,avvertivo questo calore ma non sapendo cosa potesse essere, attaccavo briga per poco o nulla...martello.: Adesso cerco di controllare,vedo che se sono in attenzione lascio fluire altrove,dove non lo so,probabilmente sposto l'attenzione...ma non casco nel meccanismo,almeno non come prima. Mi chiedevo come e dove dirigere il calore per far si che ci accompagni in modo armonico?(A volte nel controllare le reazioni ho l'impressione di disperdere...magari se fossi consapevole potrei trasferire altrove.nonso.gif ) E cosa intendi per controllo del corpo? :C: |
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Se trattieni senza alba di ciò che fai per evitare il salire verso la testa, perchè inconsciamente sai che ti perdi, blocchi tutto sull'addome, in casi rari arrivi al cuore (e li le illusioni di aver aperto qualcosa si sprecano, il mondo è pieno di gente che con episodi simili pensa di essere un dio in terra ) bloccando sull'addome potresti arrivare con il tempo ad ulcere vere e proprie... o altre cose connesse ad uno stato di infiammazione che da sottile diventa fisico.... Qual'è la giusta via di mezzo? la scrivo perchè sotto sotto me l'hai chiesto, anche se so che qualcuno banalizzerà (non tu) e/o la farà diventare una nuova verità da spacciare o peggio la userà per autoconvincersi, chi se ne... La giusta via a livello fisico è lasciar fluire verso la testa ma ancorandosi sulle gambe, sui piedi... pochi lo fanno naturalmente, quasi nessuno... ad una visione sottile il mondo sembra una distesa di bottiglie di spumante stappate che rimangono senza vino dentro e senza versarlo nel bicchiere, poi ci sono le bottiglie non stappate che scoppiano. Il discorso si può approfondire... volendo (questa ultima frase la scrivo per chi so io... qualcuno che ha avuto bisogno della pappa pronta... prendete esempio da Cassi che si è chiesta come funziona la cosa) |
ti amo quando fai così :)))
ciauzz (scusate l'.O.T. sincero) |
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Volevo chiedere sulla giusta via. Una volta attivato il meccanismo, per " ancorarsi sui piedi e sulle gambe" intendi...come dire..." renderli pesanti" in maniera tale che diventino, appunto, un'ancora che permette oltre che di indirizzare consapevolemente l'energia che ne deriva, di scaricare ed allo stesso tempo fare da contrappeso? Cioè si contrappone alla tendenza a salire, rallentandola in qualche modo? |
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Un conto è far salire la rabbia per avvalorare le proprie tesi (fine a se stesse) e un altro per osservarsi mentre avviene e quindi prendere atto di ciò che ci viene detto senza diventare offendini a vuoto perché quello che ci verrà detto ci potrà servire per rettificare l’eventuale “errore”. Io faccio fatica a far uscire la rabbia la contengo e la uso per lavori manuali, per non esternare emozioni negative. E dopo lavoro su quello che ho percepito. Ad esempio se mi arrabbio con una persona che mi dice sono così o cosà li per li mi inc…o. Ma poi una volta dissolta la rabbia ci lavoro sempre (per analizzare l’evento) certo non bisogna cadere nel poverina ce l’hanno sempre con me. Io di fuoco ne ho molto ma se lo lasciassi uscire farei terra bruciata ecco che la mia mente sapendo questo si isola e cerca di lavorare in seconda battuta. Ora domando sto sbagliando tutto? :( martello.: |
Citazione:
Invece non sono convinto che sta cosa si contrapponga o rallenti la salita. Semplicemente impedisce che saliamo con lei (e ci perdiamo) quindi in qualche modo lo spazio che gli diamo aumenta perchè restiamo collegati giù... quindi invece di partire sparati nella direziona della spinta che subiamo, ci allarghiamo, espandiamo... più o meno. PS: anche se con la rabbia è piuttosto evidente la cosa credo che valga con qualsiasi "fuoco" che salga dalla terra, in primis l'originale, la paura. Restare ancorati, mantenere un nucleo di coscienza e lasciare salire potrebbe forse dare delle sorprese a chi ha qualche difficoltà con paura che sale rischiando di diventare panico... |
ancore
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oggi posso dire che era "curioso" sentire gambe e poi braccia e poi stomaco diventare di pietra mentre la mente era ancora libera e..aimè...in trappola (questa è la sensazione che mi è rimasta) esiste un culmine dove se respiri troppo forte o ti muovi di un millimetro pensi di morire....il pensiero curioso che mi è venuto è che se all'inizio sentivo vero e proprio gelo diffondersi nel mio corpo fino a paralizzare tutto, quando mi sono arresa e non ho opposto resistenza "aspettando" che il malessere passasse (sapevo esattamente come stavo ma non ho, come mi spiego, permesso al panico di entrare in testa e buttar per aria tutto...un pò come quando si hanno le coliche, bisogna avere pazienza e concentrarsi sul pensiero che passano, agitarsi aumenta la contrattura dello stomaco..)sentendolo senza oppormi si è effettivamente "trasformato" in calore...decisamente meno paralizzante...le crisi sono passate, la situazione che generava il panico ci ho messo un pò a gestirla ma ecco, non mi paralizzava più perchè "sapevo" che non ne sarei morta...forse perchè non aveva mandato in tilt il cervello? mi sono ancorata in questo caso? ..certo che a dire che vedi arrivare la paura e ti fermi a guardarla mi sento un pò imbecille...ma se senti di non avere scampo o svieni o la guardi dritta negli occhi e le chiedi cosa vuole |
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Quando su ho accennato allo "scaricare" intendevo fare riferimento appunto al contrappeso. Cioè se immaginiamo una mongolfiera che tenta di salire a causa del gas che gongia, la corda che mi tiene ancorato a terra allo stesso tempo, mi pare, contrappone e scarica la tensione che si crea...Si contrappone, appunto, alla salita del pallone. Però...a guardar bene non soltanto si oppone alla salita ma, come dici te, fa in modo che la forza derivata da questa trazione si espanda. Quindi oltre che scaricare a terra potrebbe, in quella che individui come espansione e sicuramente lo è ma faccio fatica a visualizzarlo almeno concettualmente, creare un rimbombo( non so come altro dire ) all'interno. Ecco come ad esempio la paura che vien rappresentata come un martello il quale una volta battuto ci sveglia per quell'istante. |
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