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Il tipo estroverso Pensiero
La funzione pensiero che prevale più negli uomini che nelle donne.
Quando prevale questa funzione il soggetto è orientato verso fatti oggettivi o idee in genere valide, in quando è dominato dalla razionalità. E' la formula a cui commisurerà il bene e il male, il bello e il brutto. Tutto ciò che corrisponde a questa formula è giusto, tutto ciò che si discosta dalla formula è sbagliato. La formula che si presenta logica e razonale è accettata dal senso comune, diventa regola, legge generale che va osservata semrpe e in ogni luogo, dal singolo e dalla collettività. Il singolo obbliga ad assoggettarsi alla sua regola l'ambiente che lo circonda, famiglia, lavoro, amicizie... la sua morale gli vieta di tollerare eccezioni. Egli non è guidato dall'amore per il prossimo ma da un superiore criterio di giustizia e verità. Questo tipo accetta l'eccezione in seno al patologico istituendo strutture di restrizione, come carceri, ospizi,campi di lavoro, o studiando piani di salvataggio. Egli promuove soluzioni concrete e razionali al fine di correggere l'imperfeone, ovvero tutto ciò che contrasta con la sua formula. In campo periferico, esteso questo tipo può essere un grande riformatore, pubblico accusatore o innovatore di idee importanti. In campo ristretto diventa un criticone, molto negativo, tiranno, che rende la vita difficile a che gli sta accanto. In questo tipo verranno inibite principalmente tutte le forme di vita che provengono dal sentimento, arte, gusto, il senso estetico, amicizie, religione passioni... Tutto viene ridotto nel ristretto campo della sua ragione. Una rimozione protratta nel tempo delle altre funzioni creerà le nevrosi. Tuttavia, si vengono a creare delle valvole di sicurezza, ovvero attenuazioni della fornula, cioè sentimenti che salgono alla coscienza ma rivestiti di razionalità. Ci sono sentimenti che salgono e rimangono subordinati alla coscienza sotenendo l'intenzione intellettiva; mentre altri non si subordinano e vengono rimossi nell'inconscio, salgono e sorprendono il soggetto. Ad esempio attività generose verso gli altri nascondono un egoismo inaspettato. Salvatori che vogliono essere salvati, che pur di perorare la loro causa razionale commettono atti illeciti per mistificare la realtà. Il loro motto è "il fine giustifica i mezzi". Un altro importante fattore è l'impersonalità dell'atteggiamento conscio al punto da ledere i propri interessi pernsonali, trascurando la salute o la posizione sociale o la famiglia pur di perorare la propria causa. Il suo ambiante strettamente familiare lo ritiene un tiranno senza cuore, all'esterno è un benefattore. I sentimenti inconsci lo rendono sensibile ma all'esterno diventa superstizione, insinuazioni, asprezza, rancore. Tutto il nuovo che non rientra nella sua formula si tramuta in rancoroso odio. Più sono rimossi i suoi sentimenti più diventa tiranno e odioso ed invalida la sua impeccabile capacità logico razionale. La ricerca della verità si tramuta in fanatismo, superstizione. Il pensiero dell'intellettivo estroverso quando prevale come funzione nella coscienza è positivo nel senso che costruisce, distrugge per ricostruire, il giudizio è sintetico e questo viene definito qualificante. Nel pensiero si manifesta la vita, il divenire, è progressivo. Quando non prevale diventa statico, regressivo, ruminate del divenuto. E' dipico di chi si esprime sempre "ho capito" o "posso capire" senza vera elaborazione con le altre funzioni, tutto finisce nel razionale. "nient'altro che" "Cosa ci guadagna tizio da tal cosa" "l'uomo è quel che mangia", frasi che privano l'oggetto del suo significato. Le donne di questo tipo usano la funzione a servizio di un'attività intuizionale. E' interessante come Jung paragona il pensiero teosofico al materialismo, indicandole come due correnti di pensiero riduttive, negative, sterili e sterilizanti, che non spiegano perchè frivi di forza probante a rimorchio di altre funzioni. |
Citazione:
Dovreste averne incontrati parecchi cosi ', donne del forum . Che ne dite ? |
Citazione:
Dimmi Nike, che incontro hai avuto invece tu con questi tipi? Dal tono leggermente ironico sembra tu li "conosca bene" icon_mrgr: Per quel che mi riguarda a questa descrizione potrebbe corrispondere mio padre e ti assicuro che non mi viene da ridere e scherzare se ci penso. E' stata una vita molto pesante... |
Citazione:
Considerate le caratteristiche di quest'ultimo . |
Citazione:
Sarà l'esperienza con mio padre, sarà perchè è il mio opposto rimosso, ma questi tipi non li sopporto, non li reggo proprio, non riesco a seguirli nemmeno nei forum. |
La funzione sensoriale estroversa
La funzione sensoriale è la percezione attraverso i sensi.
Fa parte del tratto irrazionale della personalità. Nell'estroverso la funzione è condizionata prevalentemente dall'oggetto, quindi dal fattore esterno. Esiste anche la sensorialità soggettiva che nell'estroverso viene rimossa o inibita. Per la psicologia dell'individuo estroverso con questa funzione prevalente sono determinanti gli oggetti che provocano le sensazioni più forti. Nasce un ancoramento sensoriale agli oggetti. Più che le qualità oggettive è importante l'intensità della sensazione che l'oggetto rimanda. Sensazioni del tutto concrete, quindi eventi o oggetti tangibili, reali e concreti. Il tipo SE è la persona più realista al mondo. Ha un forte senso della realtà oggettiva. Accumula esperienze reali sull'oggetto concreto. Più la funzione è pronunciata meno farà uso della propria esperienza, in quanto ogni esperienza diventa solo indicatore di altre percezioni/sensazioni, non parte della coscienza. Il nuovo viene acquisito sotto forma di sensazioni e serve ad acquisire altre sensazioni. Questo li rende spesso sprovveduti. Questi tipi sono considerati come razionali, in realtà non lo sono in quanto sono soggetti alla percezione del caso irrazionale che all'evento razionale. Il tipo non elevato è l'uomo della realtà, concreto, fattivo, non riflessivo, non ha intenti prevaricatori, non è sgradevole ma anzi è il compagnone che rallegra la comitiva, è allegro e pieno di vita. Può essere compagno di bagordi oppure un esteta; il primo bada ad un buon pasto, il secondo al buon gusto. Ad ogni livello cmq la sua intenzione punta al godimento, all'appagamento dei sensi tramite la percezione che proviene dall'oggetto. Il suo ideale è la concretezza, non si pone problemi esistenziali. A casa sua si mangia bene, si vive comodi, si veste bene, ed ha uno stile adeguato se raffinato. In questo metterà molto amore, energia e dedizione. Se la funzione sensazione prende il sopravvento fino a far scomparire il soggetto percepente questo tipo diventa sgradevole, si manifesterà o come un rozzo crapulone o un raffinato esteta che non conosce scrupoli. Quando l'incoscio assume il ruolo compensatorio si manifesteranno le intuizioni rimosse. Qui nascono le congettute, le fobie fino a sfociare nella nevrosi. Se si tratta di un oggetto sessuale, si manifesterà la gelosia e gli stati d'angoscia. Se l'oggetto è di natura morale o religiosa la nevrosi sfocerà con una forte impronta di irrealtà, moralità intransigente e religiosità primitiva, con riti di magia e superstizione. L'intera cultura del sentire e del pensare si manifesta in modo primitivo fino alla inumana meschinità. In questi casi ogni tentativo di far ragionare il soggetto è vano e controproducente. L'unica alternativa è la pressione affettiva. |
Citazione:
Tuttavia anche questa funzione ha la sua importanza come abbiamo visto per l'introverso pensiero (luke ). Se la funzione prevalente per costituzione e' la sensazione allora sara' rimossa nell'inconscio l'intuizione che come abbiamo visto e' la proiezione nel tempo e nello spazio del rapporto con l'oggetto. Dunque la sensazione estroversa e' attaccamento fisico all'oggetto sul quale il soggetto si ferma oppure e' la funzione che vene appicata ad altro oggetto per la sola voglia di sperimentare un'altra sensazione . E' una funzione irrazionale perche' con l'esercizio di questa funzione non si attiva alcun giudizio alcuna valutazione . Anche per questo tipo saranno importanti le funzioni ausiliarie che se non potranno svilupparsi a livello della funzione primaria (che altrimenti non sarebbe tale) , potranno pero' dare al comportamento di questo tipo una direzione un po' meno unilaterale che non un rapporto materiale con l'oggetto . A questo proposito il pensiero o il sentimento potranno attenuare le caratteristiche del tipo . E' facile immaginare che elevate a livello cosciente le 3 funzioni di sensazione pensiero e sentimento , ciascuna con la sua importanza, questo tipo potra' senz'altro confondersi nelle sue manifestazioni ,con altri tipi in cui pervalgono altri atteggiamenti rispetto all'oggetto . Tuttavia la completezza che deriva dall'integrazione di tutte e 4 le funzioni si avra' solo con l'emersione a livello cosciente dell'intuizione . |
Nike aspetta di leggere il tipo intuitivo poi decidi quale non vuoi essere dei due icon_mrgr:
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Citazione:
Penso di essere un sensoriale estroverso (SE) e non lo nego.icon_mrgr: Quote:
E' la visione edonista per eccellenza, godere del piacere e rifuggere il dolore. Quote:
Il grande limite dell'SE è quella di perdersi nel limbo delle senzazioni, come un giunco nella tempesta delle sensazioni. Non portando mai giudizio e valutazione esso non conosce il limite tra il bene ed il male, anzi nulla è male se funzionale alla ricerca delle sensazioni. Quote:
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Oh ma solo io ci sto di introverso? icon_mrgr: icon_mrgr: icon_mrgr:
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Citazione:
Certo poi ci dobbiamo mettere vicino il resto ma come accade con tutti i tipi . |
Citazione:
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Citazione:
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Credo che la funzione sensoriale sia la prima a manifestarsi nell'essere umano e che molto prima dell'evoluzione della specie l'uomo sia stato governato prevalentemente da questa. Credo che l'uomo abbia prima sviluppato le funzioni irrazionali.
Il bambino alla nascita ha già innata questa funzione, legata alla sopravvivenza. Bambini che hanno questa funzione poco sviluppata hanno difficoltà a crescere. Poi cosa succede dopo è un pò un mistero per me malgrado abbia studiato lo sviluppo della personalità. Jung, ma non solo lui, dice che la funzione che sviluppiamo di più dipende già da una predisposizione, abbiamo una valigia, un bagaglio alla nascita che ci porterà in quella direzione, che può essere snaturata da modelli coartivi ma la persona svilupperà nevrosi, psicosi, e la si può aiutare solo a trovare la sua naturale funzione per cui è stato predisposto. Insomma è una specie di destino. Posso anche accettarlo pensando ad una differenziazione delle personalità che devono svilupparsi tutte nella dimensione umana, un pò come i mestieri sono tutti necessari, non possiamo essere tutti dottori o avvocati, serve anche l'infermiere o il netturbino. Poi nel passo successivo, nel processo di crescita, con la consapevolezza si svilupperanno anche le altre funzioni, per raggiungere la piena conoscenza di Sè. Mi riconosco parecchio nella funzione sensoriale malgrado non è la mia principale in quanto governata dal sentimento e dal giudizio, eppure la funzione sensazione la sento forte, concorre nel perdermi nell'oggetto, rafforza la mia propensione verso l'oggetto. E' ciò che mi rende sensibile verso la sensualità e mi permette di suscitare emozioni e sensazioni nell'altro. Sentimento, sensazioni e intuizioni si basano tutte sul sentire, ma a livelli diversi, per cui è facile confondersi senza la funzione pensiero che discerne, separa, colloca. Il limite è il punto in cui si rischia di perdere se stesso nell'oggetto. Io questo limite l'ho visto, l'ho quasi toccato. Credo sia questa questa l'origine del mio conflitto. Conosco il limite e non voglio oltrepassarlo, per cui la funzione pensiero è diventata come una sentinella, raffredda il mio sentire per controllare la situazione. Dentro di me è chiara una cosa: non voglio perdere me stessa nell'oggetto, per questo sacrifico molto del mio sentire se mi avvicino troppo al punto limite, riducendo tutto a "nient'altro che". Se la mia è una funzione estroversa sarò sempre condizionata dall'oggetto, eppure sento che una soluzione deve pur trovarsi senza porsi limiti repressivi con la propria energia. |
Citazione:
Sono le argomentazioni con cui rifiutiamo il debole tentativo della funzione pensiero quando ci dice che stiamo esagerando. Questi soggetti mal sopportano i disagi che la vita a volte offre, le malattie è il dolore fisico e morale. In genere hanno una buona resistenza fisica, un buono stato di salute, grande energia e la capacità di sdrammatizzare sempre, troppo forse anche quando non si dovrebbe. Sono persone di cui si sente il vuoto dopo la loro scomparsa, è il lato piacevole della vita ma può creare molto conflitto ad una moglie che ha anche il bisogno di essere guardata dentro e non solo fuori. Doveva essere un tipo ES il mio amico che è morto lo scorso anno durante il diluvio a Scaletta. Una montagna che uccide una montagna. E' morto felice mentre andava ad una mangiata con i colleghi, per questo sottovalutò il pericolo della sciagura che si sarebbe abbattuta su di lui di lì a breve. Chiamò la moglie e le disse ridendo: sta venendò giù il mondo, fra 20 minuti sono a casa, lei lo supplicò di tornare indietro, di fermarsi ma lui disse che aveva un appuntamento e non voleva arrivare in ritardo. Ha lasciato un vuoto enorme in famiglia e nel paese intero, una moglie incontenibilmente arrabbiata e non capisce il motivo, e si sente pure in colpa per averlo sempre sgridato come un bambino, eppure lui era un uomo buono. Egli era l'amico di tutti ma non era capace di sopportare un disagio, un dolorino, così pregava sempre di morire nel suo momento senza soffrire mai e Dio lo ha accontentato. Perdonami Grey, ma la tua frase mi ha suscitato questa riflessione senza volerlo, scrivendo mi è venuta in mente questa cosa che ho condiviso forse nel post sbagliato ma è stato di getto, il primo ottobre farà un anno, andrò alla Messa e voglio trovare un modo per consolare la mia amica, aiutarla a trovare una spiegazione che possa darle un pò di pace, è un anno che mi guarda negli occhi cercando una spiegazione, ed io non ho saputo ancora dare. |
Citazione:
Il sentimento non e' legato al sentire ma al valore che per noi ha l'oggetto . E' strano e va contro un comune modo di vedere il sentimento ma questa e' una funzione razionale non irrazionale . Sicche' come il pensiero cosi' anche il sentimento hanno un ruolo di contenimento della sensazione o dell'intuizione quali funzioni irrazionali privi di alcun giudizio o valutazione . Ancora qualcosa sul tipo estroverso sensazione . Tutti noi percepiamo con i sensi ma di cio' che percepiamo solo una parte emerge alla coscienza . Quando invece la funzione estroversa sensazione diventa prevalente ed unilaterale allora tutto quello che e' percepito emerge alla coscienza viene come si dice appercepito cioe' aggregato agli altri contenuti della psiche e da' una direzione al soggetto . Per questo per tale tipo la sensazione e' vita , vitalita' anzi l'intensita' della sensazione e' l'unico valore di riferimento . Del tutto rimossa e' l'intuizione cioe' la percezione inconscia del destino che ci lega all'oggetto che dunque spesso andra' e ripartira' dalla vita del soggetto . Per questo se non corretta dalle altre funzioni la sensazione diventa l'unico metro di giudizio e ci si annulla nell'oggetto senza alcun discernimento logico o sentimentale anzi tali funzioni a livello primitivo e indifferenziato lo legano sempre piu' all'oggetto con conseguenze nefaste . La logica ed il sentimento quali funzioni deboli perche' indifferenziate si piegano all'impulso irrazionale della sensazione con conseguenze facili da immaginare al livello di comportamento . L'intuizione poi emergendo con forza dall'inconscio e dirigendosi verso l'oggetto diventa di natura strana sviluppando paure ed ossessioni . Un'ultima cosa . questo tipo non e' detto sia un grossolano materialista se affina la parte superiore della sensazione puo' essere un raffinatissimo esteta che valorizza in ogni modo l'oggetto . |
Bene facciamo il punto .
Abbiamo trattato i tipi : estroverso sentimento detto o detta : finta alternativa , conformista ,in amore rompicobip . L'introverso pensiero anche detto : la so lunga ma mi fregano tutti e non ci metto le mani.... perche' me le taglio . L'estroverso pensiero: so tutto io , faccio io , mettiti li e fammi da cuscino . L'introversa sentimento : ce l'ho d'oro , se mi invitate a casa chiudete le gioie a chiave che me le prendo , mi piaci ma stammi a distanza . L'estroverso sensazione : mi chiamano il polipo ma alla fine vengono tutte qui , voglio morire la' dentro , mi e' piu' che sufficente per dare un senso alla vita . Abbiamo trattato poco l'introversa sentimento la vera trappola per topi , l'ho conosciuta e ve la posso descrivere bene se interessa anzi , possibile che in forum non ne abbiamo un'esponente che mi sfogo ? Restano da trattare con la dovuta attenzione l'introverso sensazione e l'estroverso e introverso intutizione . Quindi faremo il punto concludendo con il tema piu' importante , la funzione trascendente , quella cosa che ha inventato jung che mette a posto tutto .....ben descritta ma che forse non l'ha capita neppure Lui come funziona icon_mrgr: . Scherzo scusami jung . Ah sapete che jung e' morto nell'anno in cui sono nato io ? Chissa se e' uno dei sincronismi di cui parla , vista la passione che ho per lui e che fu il caso che me lo fece incontrare . Sto leggendo in contemporanea 5 suoi libri molto scorrevoli , trascrizioni di sue conferenze . Si, accadde alle 6 circa di mattina di ormai 4 anni fa circa , quando Gabriele la Porta tratto' una trasmissione dal nome ''anima '' e illustro' un bellissimo libro di una junghiana di nome Carla Stroppa che intitola ''la luce oltre la porta '' . Lo consiglio vivamente . Da li' comincio' la mia passione per Lui e per l'inconscio . |
Citazione:
Razionale è poi l'uso che ne facciamo del sentire sentimento, di rapportarsi all'oggetto. La difficoltà della provenienza del sentire è che tutto viene confuso con la percezione dei sensi, per cui sentirsi innamorati può non corrispondere all'essere veramente innamorati. La funzione principale si appropria di tutte le percezioni. Citazione:
Tuttavia anche l'esteta che valorizza l'oggetto lo fa sempre per se stesso, per le sensazioni di piacere che l'oggetto gli rimanda. Può diventare privo di scrupoli nell'usare l'oggetto come fonte del proprio piacere. A questo livello alto la sensazione diventa la pienezza della sua vita reale. Il godimento diventa la sua moralità, con leggi proprie e relativa devozione. Egli resta fedele al suo principio della sensazione oggettiva raggiungendo la massima purezza del sentire, ma svuotando totalmente l'oggetto di significato. |
Citazione:
Si sentono , si provano sentimenti cioe' emozioni che consentono di esprimere giudizi di valore . No di certo non si pensano i sentimenti . Diverso e' percepire con i sensi o intuire l'ignoto che proviene dall'inconscio , qui non ci sono giudizi . |
la funzione intuitiva estroversa
L'intuizione è un processo prevalentemente inconscio, quindi comprenderne la natura è impresa ardua.
Questa funzione nella coscienza si manifesta come un atteggiamento di attesa che fiuta e subodora. L'intuito non è soltanto una percezione ma è un processo attivo, creativo, che immette nell'oggetto quanto da esso prende, cioè carica l'oggetto del concetto che inconsciamente ne ricava. All'inizio l'intuito comunica solo immagini, le quali equivalgono a nozioni , conoscenze che influenzano e determinano l'azione. Le altre tre funzioni sono relativamente rimosse, ma la sensoriale è quella in antitesi; in quanto conscia disturba la visione inconscia pura, esente da giudizi, che accentra l'attenzione su aspetti fisici su cui l'intuitivo vuole arrivare. Una sorta di rivalità dunque con la funzione sensoriale, soprattutto nell'estroverso in quanto osservano l'oggetto, quindi l'intuito è vicinissimo alla percezione che può somigliare alla sensazione. L'intuitivo usa il termine sensazione che tuttavia non intende quella fisica percettiva, ma quella inconscia che esula la fisicità attraverso i sensi. L'intuizione mira a raccogliere il massino numero di possibilità, in quanto l'intuitivo è attratto e appagato dal numero di possibilità del dato oggettivo. Per l'intuitivo ogni situazione della vita diventa in pochissimo tempo una prigione soffocante a cui deve trovare soluzione. L'intuitivo non si trova mai dove esistono valori reali generalmente riconosciuti, ma sempre dove esistono possibilità. Possiede un particolare fiuto per situazioni in corso di sviluppo. Non si trova mai in situazioni stabili, solidamente fondate, esistenti da tempo e il cui valore è generalmente riconosciuto, egli si troverà in quelle meno datate e di valore limitato. Egli è alla ricerca di nuovi oggetti e nuove vie di sviluppo a cui si dedica con grande amore ed energia, per poi abbandonarle miseramente non appena ne ha rilevato il valore e non servono più al suo intuito. Egli pecca di volubilità, intesa come cambio di interesse e di valore per un oggetto più appetibile, e non sentirà ragioni nel fermarsi se l'oggetto non suscita più il suo interesse in termini di possibilità. Solo le funzioni sentimento e pensiero sono in grado di compensare efficacemente il dominio dell'intuito, fornendogli il giudizio che in lui manca totalmente. La morale dell'intuitivo è rimanere fedele al suo principio. Ha poco interesse verso il benessere di chi gli sta accanto ma anche del proprio. Spesso è considerato immorale e spregiudicato. A questo tipo appartengono commercianti, imprenditori, speculatori, spie, politici. Questo tipo sembra essere più frequente nelle donne, le quali risultano essere arriviste prive di scrupoli, capaci di allacciare rapporti anche sentimentali con uomini solo per sfruttarli ed abbandonarli quando non servono più. Ad un livello elevato il tipo EI diventa un promotore di cultura, di ogni genere di imprese, è un difensore di tutte le minoranze promettenti, che hanno un futuro. Sanno infondere coraggio ed entusiasmo per una nuova causa anche se egli stesso la abbandonerà presto. L'intuitivo è un dispersivo di energia, si comporta con leggerezza trascurando la propria vita per promuovere attività da cui si prenderanno i benefici gli altri quando egli lascerà il campo senza aver prima raccolto i frutti delsuo impegno. Quando le funzioni sentimento e pensiero emergono dall'inconscio sono arcaiche e infantili, generano nevrosi e pensieri ossessivi, l'intuitivo si potrà perdere in situazioni prive di prospettive, come il partner sbagliato. |
Citazione:
Grazie comunque .abbraccio: Questo e' il mio tipo , ammesso sia vero . |
Citazione:
Metti entusiasmo in un lavoro e poi lo lasci fare agli altri :( Se aspetto te che commenti tutti i tipi farò le ragnatele boccaccia: Tranquillo, il lavoro mi piace e mi intrippa pure tanto, ci sto mettendo tanta passione, magari la prenderò dalla funzione intuito chissà...nonso.gif Cmq ti avverto che la conclusione con la funzione trascendente con cui mi hai incuriosita toccherà a te in tempi decenti, o ti tormenterò con la funzione sensoriale, a te avversa, di cui sono abbastanza padrona diavolo.g: Per ora un bacio di tregua bacini.gif |
Citazione:
Tutto e' vissuto come si trattasse non di scelte non di sensazioni da vivere ma di una coazione che viene da forze piu' grandi di lui , dalle quali si sente attratto come si trattasse di predestinazione . Questo vale per se' e per gli altri e non gli interessa se e' per il bene degli altri o per il proprio , no, il particolare e' irrilevante : e' cosi' e cosi deve essere perche' cosi ' e' deciso da qualche parte . Quello che conta e' la possibilita' che da' ogni circostanza , la sua proiezione futura , la sua possibilita' di sviluppo, dunque conta soprattutto il movimento . Per questo la funzione sensazione e' in antitesi , perche' la sensazione blocca il soggetto sull'oggetto , arresta il suo percorso mentre per l'estroverso intuizione l'oggetto e' lo spunto per una nuova intuizione , una nuova possibilita' . Il rovescio della medaglia e' che non riesce a sopportare le situazioni stabili anche positive ma prive di prospettive , di possibilita' . Ora siccome la vita e' fatta di situazioni per lo piu' ferme e stabili , questo tipo risulta essere spesso angosciato senza motivo , specie quando e' costretto a vivere senza grandi piani o prospettive o avventure da intraprendere fossero anche solo intellettuali o solo psicologiche . Insomma come dice mia moglie un tipo assai faticoso da sopportare . Ecco perche' le funzioni ausiliarie del pensiero e del sentimento hanno la capacita' di contenerlo di frenarlo e alla fine di consentirgli di fermarsi . Questo , cosi', di getto , adesso rileggo ,verifico e approfondisco |
Citazione:
Ok tregua anzi unaltro bacini.gif . Ok la funzione trascendente e' mia ed intempi ragionevoli SPERO . |
Citazione:
Mi preoccupa quel anche... non oso chiederti dove altro ho rotto i maronglace'... booh.gif ... o forse dovrei chiederti dove non li ho rotti? manata.gif Rimaniamo nel mistero è meglio8-) Ribacio di ritregua bacini.gif |
Mi dispiace per la tua amica, per la tragedia che ha colpito Scaletta ed i suoi abitanti nell'ottobre scorso.
Difficile darne una spiegazione, un motivo perchè lei possa trovare pace.Mi ha colpito enormemente la frase:"Una montagna che uccide una montagna." Riflettevo sul fatto che in questo periodo noto i limiti e le caratteristiche che fanno di me un sensoriale estroverso (SE). Non esagero nel dire che mi sento (anzi sono) un SE quasi al 100% Son pure io fisicamente una montagna, allegro e spensierato. Non mi si può prendere sul serio, e quando in alcuni momenti sono serio, le persone che mi conoscono rimangono rapite o sorprese dalle mie parole. In quanto SE ricerco l'aspetto sensoriale nell'oggetto in modo irrazionale ed in modo intenso. La ragione come la dedizione sono elementi a cui mi sottraggo cercando pretesti e scuse. Eppure non ricordo di essere sempre stato così, questa mia forte caratteristica SE si è palesata in tutta la sua forza all'età dei 18 anni. Penso sia coincisa con la morte di mio padre, ricordo che prima ero una persona fondamentalmente pura, ingenua ed immatura. Bravo a scuola, oserei dire un secchione ma non avevo un buon rapporto col mio corpo, introverso e sentimentale. Non avevo l'affetto manifesto dei miei genitori, sopratutto è mancata la figura del padre, poco presente e senza le caratteristiche di maschio (tasciturno ed introverso ma con un gran cuore). Dopo la morte di mio padre sono cambiato ed è coinciso col militare nel quale ho conosciuto il peccato e la perdizione ad ogni livello e grado d'intensità arrivando a limiti oltre la morale comune. Per anni ho ricercato sensazioni sempre più forti e ad ogni esperienza piombavo nel giudizio personale. Mi sono sentito dannato e perduto nel delirio delle passioni per molto tempo. Meglio bruciare subito che spegnersi lentamente, ma a quali tormenti mi sono dovuto confrontare perchè non sono folle fino in fondo. Arrivo infine alla domanda, è possibile che uno shock emotivo abbia modificato il mio tipo da sentimentale introverso a sensoriale estroverso? Il fulcro di questa mutazione è la figura di mio padre, molto controversa. Odio mio padre per quello che non ha detto, non l'ho ancora perdonato per quelle volte che avrei voluto un ceffone da lui e che non mi ha mai dato perchè lui non c'era mai. |
Citazione:
Abbiamo anche il padre in comune (non nel senso che siamo fratelli) ovvero credo che la causa sia dovuta (se non principalmente ma in maniera rilevante) a lui. |
Intanto grazie Grey per la tua condivisione abbraccio:.
Più che una risposta voglio riportarti quanto detto da Jung riguardo la tua domanda. Citazione:
Le modificazioni creano l'adattamento, quindi il soggetto adotta una serie di atteggiamenti nei confronti dell'oggetto capaci di produrre processi di adattamento. Jung menziona soprattutto la figura materna quale fonte di maggiori influssi capaci di condizionare l'atteggiamento del bambino. Poi a parità di condizioni emotive ed educative esiste una disposizione biologica, individuale, con cui il soggetto si trova meglio nella manifestazione di sè, ha una maggiore facilità o capacità ad adattarsi a un modo di essere o più utile invece che a un altro. In situazioni anormali, cioè atteggiamenti estremi da parte delle madri (non padre o genitori) che sui figli provoca un'inversione di atteggiamento creando nevrosi o esaurimento, in quanto pure compromette il benessere fisiologico dell'organismo. Citazione:
Quel che voglio dire è che magari era già la tua predisposizione quella sensoriale, delusa dalle aspettattive di un contatto con il padre hai esasperato questa ricerca del contatto, della fisicità da un lato, e dall'altro è stato un modo per allontanarti dal dolore provocato da questa mancanza. Più era la pulsione del dolore e più cercavi appagamento quasi stordente nei sensi. Hai superato i limiti ma non c'era nessuno che ti dava un ceffone, o ti tirava le orecchie. Andare fuori, espanderti in orizzontale ti evita di andare dentro; perderti nell'oggetto, nell'oblio dei sensi, sdrammatizzare, sono tutti modi per allontanarti dal dolore, dalla delusione, ma alla base ci dovrebbe essere una predisposizione verso la sensorialità. Ognuno di noi abbiamo un modo o un atteggiamento tipico per manifestare noi stessi nei confonti dell'oggetto. |
Citazione:
In ogni caso durante l'adolescenza molti fattori della personalità (nel senso di modalità di rapportarsi con l'esterno) non sono ancora formati. |
Citazione:
Però si in effetti non è detto che la quello che tu chiami personalità (io carattere) sia pienamente formato in età adolescenziale. |
Citazione:
Il carattere, insieme di appunto caratteristiche, è intrinseco del soggetto, più interno della personalità. Non che non sia modificabile, ma è molto più difficile... è l'insieme di caratteristiche che caratterizzano il singolo nella sua specificità. La personalità è qualcosa di più esterno e facilmente modificabile e comprende anche tutte le modalità comportamentali. Inoltre non è che non è detto che in adolescenza non sia ancora formata del tutto, non lo è e non lo può essere. Se lo è non si è più adolescenti (indipendentemente dall'età)... quindi se non lo è si è ancora adolescenti (sempre indipendentemente dall'età). |
Citazione:
In effetti è la figura materna la fonte degli influssi che hanno condizionato la mia vita. Senza entrare in merito al mio rapporto con mia madre posso dire che il conflitto è ancora presente. Mia madre è una sensoriale estroversa mentre mio padre era un'introverso sentimento... a questo punto tutta la mia analisi verso i miei genitori prende un'altra piega. Ma allora, io dovrei essere un'estroverso sentimento? Scusate se uso (ed abuso) del post, nel caso apro da un'altra parte, ad esempio in esperienze.... |
Non avere fretta di ricoscerti in un tipo, rileggili con calma e aspetta che vengano descritte anche le introveso sensoriali e intuitive... stosvegli:
Intanto è già un bel passo andare più a fondo qualunque sia il tuo tipo. fiori.gif |
Citazione:
Grey ricorda che la funzione prevalente e' quella che emerge alla coscienza e serve all'adattamento sociale . Ora o le tue funzioni sono tutte indifferenziate sicche' dal gran casino indifferenziato emerge la sensazione , cosa che non credo oppure tu non sei un estroverso sensazione perche' quello che hai realizzato (famiglia lavoro amici ecc)lo hai fatto con altre funzioni e la sensazione invece emerge in modo primitivo dall'inconscio ed allora tu sei un altro tipo . |
Citazione:
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Citazione:
Per cui sto rivalutando la cosa andando a ricercare i miei precedenti post e sottolineare alcune parole chiavi. Citazione:
L'astrazione e l'estraneazione è tipico degli introversi. Citazione:
propenderei più per l'intuitivo in quanto dico più spesso: intuisco, immagino, vedo ecc. Però anche la funzione sensoriale è stata protagonista nei 4 anni di quella storia d'amore. Infine ribadisco la mia funzione sentimento che è preponderante e condiziona le mie scelte, la mia solarità contrasta con l'introverso ma se sono una II traspare l'entusiasmo tipico dell'intuitivo che può essere scambiato per estroversione. Mi fermo qui, continuerò con la descrizione dei tipi e nel frattempo avrei piacere di sapere voi cosa ne pensate, se vi sembra più verosimile questa possibilità (anche possibilità è la parola chiave dell'intuitivo!). |
La funzione introversa sensazione
La funzione sensoriale per sua natura dipende dall'oggetto e dallo stimolo oggettivo, nell'atteggiamente introverso esiste anche un soggetto che percepisce e allo stimolo oggettivo aggiunge la propria disposizione soggettiva.
Lo si può notare bene nei quadri in cui lo stesso paesaggio viene ritratto in modo diverso dall'artista, in quanto egli ha un modo diverso di percepire lo stesso oggetto. Addirittura può manifestarsi una diversità psichica, segno di una più o meno marcata partecipazione soggettiva. L'arte diventa la massima dimostrazione della potenza del fattore soggettivo. Quando prevale il fattore soggettivo, pur rimanendo la percezione tale e lagata all'oggetto, esso viene ridotto a fatto eccitante, essendo privato del suo influsso. Malgrado la percezione resta pura si ha l'impressione che il soggetto veda cose che gli altri non vedono. La percezione soggettiva è importante in quanto dice di più della mera immagine dell'oggetto, cosgliendone i retroscena. Sono determinanti le immagini arcaiche di una coscienza antichissima, che vedrebbe il divenire e il passare delle cose e il loro essere prensente i immediato, compreso ciò che esistito prima e che esisterà dopo. Sub specie aeternitatis. La percezione introversa comunica un'immagine caricata di esperienza, soggettiva lontana e futura, con l'aiuto dell'intuito, mentre quella estroversa coglie il momentaneo tangibile. |
Il tipo sensoriale estroverso
E' un tipo irrazionale, determanato dall'intensità della componente soggettiva della percezione scatenata dall'oggetto, quindi la correlazione è arbitraria e inadeguata.
Si tratta di un soggetto imprevedibile su cosa possa o non possa impressionarlo. Ha difficoltà ad esprimersi. Può manifestare atteggiamenti di calma, passività e autocontrollo razionale che posso far pensare si tratti di un tipo razionale. L'effetto dell'oggetto viene subito rimpiazzato da una reazione soggettiva, non più in relazione con la realtà dell'oggetto. La percezione non può prescindere dall'oggetto, ma l'IS lo valuta diversamente da come è la realtà oggettiva. Fra l'oggetto e il soggetto si intromette il contenuto soggettivo proveniente dall'inconscio che intercetta l'influsso proveniente dall'oggetto. Al percettivo l'oggetto o suscita una reazione soggettiva, distante quindi dalla sua realtà, o suscita indifferenza se l'oggetto non riesce a penetrare il soggetto. Per ridurre l'effetto dell'oggetto, il soggetto smorza ciò che entuasiasma, e riduce il tutto alla formula "giusta". Questo tipo viene giudicato oppressivo in quanto non viene creduto nella sua innocuità, e se fosse candido verrebbe sicuramente reso vittima della prepotenza altrui. Quando il il soggetto non è un artista, egli ha molta difficoltà ad esprimere le proprie sensazioni, percezioni soggettive, diventa difficile capirlo, e capire se stesso. Egli si allontana dalla realtà dell'oggetto rimandandogli alla coscienza una realtà arcaica di cui non è consapevole in quanto mancante di giudizio comparativo. Si muove nel mondo mitologico in cui le immagini appaiono ora benevole ora malevoli, agendo sul suo giudizio. Egli spesso si rinchiude in se stesso considerando la realtà banale. Rimuove la funzione intuito, in quanto l'intuito introverso tende a scavare in profondità, guardando i restroscena oscuri e pericolosi della realtà, stridendo con il contrasto della benevola innocuità della coscienza inconsapevole. Quando l'inconscio entra in opposizione con la coscienza si sviluppano le nevrosi con idee ossessive negative sugli oggetti portando ad un esaurimento più marcato dell'isteria. |
Citazione:
E' stato detto che il tipo puro è rarissimo e io direi addirittura che è teorico. Questo però cosa significa? Io sono estroverso o introverso? Se non sono un tipo puro allora sarò un tipo "mescolato"... ossia in me saranno prsenti sia caratteristiche dell'introverso che dell'estroverso. Poi, se per esempio sono estroverso all'80% questo significherà che nell'80% dei casi l'estroversione sarà la mia modalità prescelta, pur non facendo per questo sparire l'introversione. Se magari, invece dell'80% sono al 55% le cose si fanno ancora meno chiare (ovviamente sto semplificando per parlarne). Quindi, per un verso o per un altro, mi riconoscerò in tutti i tipi, anche se in diverse misure. Sarà pressochè impossibile riscontrare in me tutte le caratteristiche di un tipo e solo quelle. Certo che per comodità posso considerarmi di un tipo piuttosto che di un altro se quelle caratteristiche, in linea di massima, tendono a prevalere, ma può ben darsi che in un certo periodo della mia vita siano state altre a prevalere. Alla fin fine, per essere sicuro, dovrei valutare due secondi prima di morire, ma spero a quel punto di non rientrare in nessun tipo. Concludendo la domanda non è sono estroverso o introverso, ma semmai sono più estroverso o più introverso? (per saperlo unisci le mani incrociando le dita e dimmi quale pollice sta sopra icon_mrgr: ) |
Citazione:
Il comportamento sociale dovrebbe però essere solo uno degli aspetti da tenere in considerazione, la modalità estro o intro si dovrebbe poter desumere da molte altre situazioni, analizzando le quali potrebbero venire alla luce aspetti meno consueti, "abbozzi" di utilizzo di funzioni primitive ecc; onestamente non so fino a che punto possa aversi il ribaltamento da intro a estro o viceversa, forse è più facile per chi è vicino al confine tra le due modalità, ammesso che esista un confine netto. Non molto tempo fa ricordo di aver fatto dei test che si trovano su internet nei quali il range partiva da -50 (massima introversione) per arrivare a + 50 (massima estroversione) e 0 rappresentava l'equilibrio, però non so quanto fossero probanti realmente questi test . |
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