Ermopoli

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Ray 11-12-2007 20.01.00

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 44874)
7. Gesù disse, "Fortunato è il leone che verrà mangiato dall'umano, perché il leone diventerà umano. E disgraziato è l'umano che verrà mangiato dal leone, poiché il leone diventerà comunque umano."

Uno dei modi di vedere la cosa che mi vengono è che se la mia parte umana mangia la mia parte leonina essa verrà trasformata in umana ed è quidi fortunata, in qualche modo si evolve, ma è mangiata, è dentro (integrata) la mia parte umana... viceversa l'altro modo che ha la parte leonina di diventare umana è mangiarsi lei la mia parte umana, a questo punto la mia parte umana è disgraziata perchè è mangiata dalla parte leonina che però ormai è diventata umana e i giochi son fatti...

Era 11-12-2007 20.49.50

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 45266)
la differenza sta nella terza possibilità che Gesù non dice ma mostra: l'offrirsi..

offrirsi...vuoi dire come i martiri? spontaneamente a beneficio di altri
come fece Gesù stesso?

Uno 12-12-2007 09.32.45

Citazione:

Originalmente inviato da Era (Messaggio 45384)
offrirsi...vuoi dire come i martiri? spontaneamente a beneficio di altri
come fece Gesù stesso?

Eh... quella è una versione estrema, comunque si, il concetto è quello

turaz 12-12-2007 10.42.03

alla fine cmq penso che un SE di turno se arriva a manifestarsi appieno in un modo o nell'altro sconquassa lo status quo frutto della coscienza collettiva.
poi su come lo fa è una questione di estremi

stella 12-12-2007 17.04.30

Questo offrirsi è l'amore oblativo, l'amore che dà se stesso, e per questo si perde, ma morendo a se stesso, genera vita.
Perdere-guadagnare, morire-vivere, offrire-tenere, dare-ricevere in questo caso sono la stessa cosa.
La natura animale invece è centrata su se stessa, agisce d'istinto e per lo spirito di conservazione.
L'essere umano invece si caratterizza per essere capace d'amare, per essere capace di uscire da se stesso e offrire la propria vita per amore. L'umanizzazione è proprio in questo "decentramento" da se stessi e corrisponde al comandamento nuovo:
"che vi amiate gli uni e gli altri come io vi ho amato; non c'è amore più grande di chi da la vita"

Uno 20-12-2007 18.47.49

8. E disse, "L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità.
Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"

griselda 20-12-2007 19.46.55

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 46214)
8. E disse, "L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità.
Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"

Qui Gesù parla della capacità di saper scegliere il pesce grosso eliminando il superfluo? Se è così si può rapportare un po' a tutto dall'eliminare tutto ciò che ci distoglie da le cose importanti. Ma anche tra tante vie viette e viuzze saper scegliere la Via?
Puntare sempre alla qualità piuttosto che alla quantità. Riducendo la quantità si evidenzia la qualità. Saper scegliere ed una volta scelto eliminare tutto il resto e dedicarsi a quello.
nonso.gif

RedWitch 20-12-2007 19.58.42

Citazione:

Originalmente inviato da Uno
8. E disse, "L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità.
Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"

Se il pescatore fosse stato avido e avesse voluto tenere per sè tutti i pesci gli sarebbe stato difficile trovare tra quelli il pesce grosso e avrebbe dovuto sfamarsi coi pesci piccoli e magari anche sprecarne poichè erano molti. Rinunciando, svuotando la rete ha potuto sfamarsi e ributtando in mare i pesci piccoli, forse ha anche permesso che quei pesci crescessero, andando poi a sfamare altri..

stella 20-12-2007 20.53.10

Anch'io penso che il bel pesce grosso che trova l'uomo saggio rappresenta l'unica valida Via da seguire (la ricerca del Regno o di se stessi), in questa frase il senso sta nel saper riconoscere la vera Via e nel gettare in mare tutti i pesciolini piccoli che sono le facili illusioni e le perdite di tempo che nascondono e coprono il pesce grosso, si rischia che nella moltitudine di pesci non si arrivi a vederlo, mi fa anche pensare alla ricerca del vero, al non fermarsi alle apparenze, a gettare tutto ciò che intralcia la ricerca, e si troverà quello che veramente conta e nutre....

Ray 20-12-2007 21.55.51

Tra le varie chiavi che possiamo applicare una è quella dei piccoli "io" e del centro di gravità... è solo "gettandoli via" che possiamo scegliere facilmente il nostro centro... adeguatamente grande.

Sole 23-12-2007 22.28.43

Anche a me fa pensare ad una sorta di cernita delle nostre personalità, il pescatore che le ha nella rete, comunque le può osservare e setacciare e senza rimorso gettare via la piccola e non buona e tenere la grossa che nutre e fa per tutti. Buttare via nel mare però, quindi continua a farle vivere.
Mangia del grosso e se nutre diventando il pesce grosso del mare.

Kael 24-12-2007 00.00.17

Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 46226)
Anch'io penso che il bel pesce grosso che trova l'uomo saggio rappresenta l'unica valida Via da seguire (la ricerca del Regno o di se stessi), in questa frase il senso sta nel saper riconoscere la vera Via e nel gettare in mare tutti i pesciolini piccoli che sono le facili illusioni e le perdite di tempo che nascondono e coprono il pesce grosso, si rischia che nella moltitudine di pesci non si arrivi a vederlo, mi fa anche pensare alla ricerca del vero, al non fermarsi alle apparenze, a gettare tutto ciò che intralcia la ricerca, e si troverà quello che veramente conta e nutre....

Sono d'accordo con Stella, mi torna anche in mente il detto "tanto per pochi o poco per tanti". Gesù insegna a tenere il pesce grande e a gettare quelli piccoli, altrimenti questi ostruzionano l'ottenimento del pesce grande. Le mille illusioni, le mille distrazioni che separano l'uomo dal suo grande ideale... per raggiungerlo è necessario sacrificare tutto il resto, consci che in realtà non è una perdita ma un guadagno, altrimenti il pesce grosso si intravede ma fra tutti quei pesci piccoli che ingombrano e distolgono non si riesce mai a raggiungere...

Grey Owl 24-12-2007 00.02.00

L'uomo getta la rete nel mare, questo mare può essere inteso come il suo interiore e ritirandola, essa è piena di piccoli pesci, di poco valore nutritivo. Ma tra quelli (il pescatore saggio) scopre scavando un ottimo pesce grosso con cui può nutrirsi. Gli altri pesci li rigetta nel mare perchè possano tornare nel luogo in cui ha gettato la rete. Ha fatto una pulizia dei pesci, una scelta di qualità del pesce. Il pesce grosso ha potuto nutrirsi nel mare e crescere e diventare forte. Ora l'uomo si nutre di questo pesce grosso e rigetta nel mare il pesce piccolo che non si è ancora sviluppato. Come ha detto Ray pare indicare un centro di gravità permanente mentre i piccoli io tornano nel mare.

Mi domando perchè conclude con la frase: " Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"?
Questa frase mi lascia con pensiero sospeso, non riesco a trovare il messaggio anche se sento che un messaggio cè.

Ray 24-12-2007 00.29.03

Citazione:

Originalmente inviato da Grey Owl (Messaggio 46496)
Mi domando perchè conclude con la frase: " Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"?
Questa frase mi lascia con pensiero sospeso, non riesco a trovare il messaggio anche se sento che un messaggio cè.

Potrebbe riferirsi a due diversi modi di ascoltare... i due emisferi o mente e cuore... non che uno escluda l'altro.

Shanti 24-12-2007 00.53.07

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 46214)
8. E disse, "L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità.
Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"

Quello che mi colpisce di questa parte è la frase "l'uomo è come il pescatore saggio", non come dovrebbe essere, forse intende un Uomo come individuo completo?

dafne 08-01-2008 11.28.37

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 46214)
8. E disse, "L'uomo è come un pescatore saggio che gettò la rete in mare e la ritirò piena di piccoli pesci. Tra quelli il pescatore saggio scoprì un ottimo pesce grosso. Rigettò tutti gli altri pesci in mare, e poté scegliere il pesce grosso con facilità.
Chiunque qui abbia due buone orecchie ascolti!"

A me questa frase sembra quasi un monito, un fare attenzione a non farsi distrarre dalle piccole cose e, forse, non accontentarsi ma cercare con cura e trovare ciò che è davvero grande, una sola cosa sufficiente invece di tante piccole.E' importante anche che il pescatore saggio ributta a mare i pesci piccoli, un invito a non prestare attenzione a ciò che non serve? Quello che mi stride un pò è la sequenza temporale, il pescatore ritira la rete piena di piccoli pesci, ci trova il grosso pesce e ributta i piccoli e poi aggiunge che, buttandoli, potè scegliere il pesce grosso con facilità..ma non l'aveva già scelto? :U forse è un cavillo letterale dovuto alla traduzione ma mi è suonato strano.
Ma...Che cosa rappresenta il pesce?
Agli albori della cristianità era il simbolo del Cristo (magari apriamo una discussioni in simboli perchè quando ho provato a cercarlo in rete ho trovato un sacco di informazioni) e della Conoscenza, quindi un pescatore saggio saprà trovare la vera Conoscenz, il vero Cristo e terrà con sè solo quello lasciando andare tutto il resto?

turaz 08-01-2008 12.18.15

butta la rete in mare (interiorità di se stesso) e tramite la rete tira "fuori" (fa emergere) e osserva tutte le sue personalità (piccoli io).
A quel punto gli appare l'IO e lo sceglie mettendolo al centro del proprio essere e quindi scartando i piccoli io.

Ciauzz

Uno 15-04-2008 13.34.52

Ci stanno più o meno tutte le vostre chiavi di lettura, ma avete dimenticato quella originale (originante), se al posto di uomo mettiamo Dio e al posto dei pesci mettiamo l'umanità.....
Non c'è discriminante in questo, i pesci piccoli ritornano a mare per crescere, ma senza essere grandi non si può esser scelti.
Resta il simbolismo del pesce Cristo.

Attenzione al due di orecchie, sarebbe bastato "chi ha buone orecchie"

Poi continuiamo con il versetto 9

turaz 15-04-2008 13.39.45

forse intende con 2 due possibili interpretazioni.
ossia sia quella più "umana" sia quella "Umana/divina"?
oppure potrebbe avere un riferimento ai due emisferi per elevare l'interpretazione da "umana" a "Umana".
se ascolto solo con un orecchio... non comprendo appieno... ma solo per una parte.
se utilizzo entrambe le orecchie al meglio (ecco il perchè di "buone") integro l'insegnamento e elevo l'interpretazione da umana a Umana/divina
ci sta?

griselda 16-04-2008 13.51.51

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 35280)
Questi sono i detti segreti pronunciati da Gesù, il Vivente e scritti da Didimo Giuda Tomaso.

(1) Egli disse: "Colui che scopre l'interpretazione di queste parole non gusterà la morte".

Scusa Uno sono tornata indietro, ma gli ultimi argomenti in forum sull'energia sessuale e quanto rispondi tu qui in questi post mi ha fatto sorgere una riflessione, la metto se no continuo a pensarci.:H

Continuo a cercare di capire cosa ha a che vedere questa energia sessuale con la consapevolezza.
Forse è il massimo che possiamo fare?
Essere consapevoli di ciò che possiamo fare con quell'energia e non oltre? Arrivare ad eliminare gli sprechi.. in modo consapevole per poterne usufruire al massimo? Riuscire ad usare il massimo di noi stessi di questa energia che abbiamo a disposizione in ogni cosa che facciamo ogni giorno della nostra vita in modo che non resti nulla da succhiar via al momento della morte?booh.gif

turaz 16-04-2008 14.06.26

non sono uno e scusa se intervengo ma volevo tentare di esprimere ciò che mi hai ispirato con le tua domanda.
io penso che "il massimo di noi stessi" lo raggiungiamo quando siamo "pieni" in ogni cosa che facciamo ogni giorno, completamente centrati in noi stessi e concentrati su quello che stiamo facendo con un' attenzione massima.
a questo serve tutto quanto dici, eliminare gli sprechi e incanalare l'energia nell'azione

un abbraccio

griselda 16-04-2008 17.00.04

Citazione:

Originalmente inviato da turaz (Messaggio 52243)
non sono uno e scusa se intervengo ma volevo tentare di esprimere ciò che mi hai ispirato con le tua domanda.
io penso che "il massimo di noi stessi" lo raggiungiamo quando siamo "pieni" in ogni cosa che facciamo ogni giorno, completamente centrati in noi stessi e concentrati su quello che stiamo facendo con un' attenzione massima.
a questo serve tutto quanto dici, eliminare gli sprechi e incanalare l'energia nell'azione

un abbraccio

No problem la domanda era rivolta a tutti domandavo scusa a Uno perchè tornavo indietro.fiori.gif
Adesso però (OT) bisognerebbe comprendere bene cosa vuol dire quella pienezza e centrati mica semplice da comprendere e da mettere in atto.

cassandra 18-04-2008 14.00.42

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 44874)
7. Gesù disse, "Fortunato è il leone che verrà mangiato dall'umano, perché il leone diventerà umano. E disgraziato è l'umano che verrà mangiato dal leone, poiché il leone diventerà comunque umano."

Se io entro a far parte di un'importante università, vengo "mangiato" da essa, divento un'universitario, sono una persona, ma anche uno studioso, allargo le mie prospettive.

Se l'università viene assorbita (mangiata) da beghe politiche di qualche partito, lei cade in disgrazia perchè perde le sue qualità, quel partito ottiene lustro intellettuale per quanto misero.

Due esempi al volo... vediamo se ve ne vengono in mente altri.




C'è anche la terza possibilità che Gesù non nomina, comunque fa

Torno al comandamento precedente..scusate il ritardoicon_mrgr:
Quello che ci ho visto è che se l'istinto viene compreso e controllato dall'intelletto è un bene per l'istinto perchè comunque fa parte dell'intelletto anche se non lo governa...al contrario,se è l'istinto a dominare l'intelletto è un male perchè l'istinto si manifesterà vestito da intelletto,ma sarà comunque istinto...La terza ipotesi è quella di offrirsi..quindi di metterci il cuore,come fece Gesù,il quale pur donando tutto se stesso non ci ha rimesso nulla di ciò che conta d'avvero,ha nutrito gli altri non perdendo nulla,ha agito seguendo la parte migliore di sè e questo è l'unico modo per non farsi mangiare da niente e da nessuno...
ci sta?

turaz 18-04-2008 14.07.12

per me è perfetto:)))
un abbraccio

Uno 03-06-2008 11.19.16

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 52241)
Scusa Uno sono tornata indietro, ma gli ultimi argomenti in forum sull'energia sessuale e quanto rispondi tu qui in questi post mi ha fatto sorgere una riflessione, la metto se no continuo a pensarci.:H

Continuo a cercare di capire cosa ha a che vedere questa energia sessuale con la consapevolezza.
Forse è il massimo che possiamo fare?
Essere consapevoli di ciò che possiamo fare con quell'energia e non oltre? Arrivare ad eliminare gli sprechi.. in modo consapevole per poterne usufruire al massimo? Riuscire ad usare il massimo di noi stessi di questa energia che abbiamo a disposizione in ogni cosa che facciamo ogni giorno della nostra vita in modo che non resti nulla da succhiar via al momento della morte?booh.gif

No Grii al contrario, fare in modo che alla morte tu abbia potuto crearti un altro veicolo per veicolare, appunto, i ricordi... in questo modo la memoria viene riassorbita dall'Universo come è normale che sia, non si potrebbe impedirlo, anche L'Universo ha diritto di avere le sue esperienze, ma un Io può continuare ad esistere e sperimentare senza ricominciare.
Ora siamo O.T. e non è il caso di soffermarsi su quell'Io, sulla differenza tra quello che consideriamo io normalmente etc.. come al solito prima o poi in qualche 3d riprenderemo la cosa.


9.Gesù disse, "Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il
centoventi per uno."

Qui si parla proprio della selezione che avviene durante la vita, ci sono diversi livelli di selezione se leggete attentamente, e ci sono anche diverse chiavi di lettura.
A voi cosa ispira?

turaz 03-06-2008 11.26.33

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 54384)

9.Gesù disse, "Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il
centoventi per uno."



Qui si parla proprio della selezione che avviene durante la vita, ci sono diversi livelli di selezione se leggete attentamente, e ci sono anche diverse chiavi di lettura.
A voi cosa ispira?


a una prima lettura mi fa pensare alla "parola".
c'è la persona che la sente ma non la ascolta (terreno secco) chi la ascolta ci prova ma dopo poco perde consapevolezza (spine) e c'è chi riesce a fare un buon lavoro perchè sa ascoltare (terreno fertile) ma sa anche produrre.
e penso si colleghi anche al discorso sull'Io
chi di questo Io riesce ad avere consapevolezza porta quel frutto oltre la morte e termina il suo ciclo d'esperienza.
ci sta?

RedWitch 03-06-2008 11.57.11

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 54384)

9.Gesù disse, "Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il
centoventi per uno."


Qui si parla proprio della selezione che avviene durante la vita, ci sono diversi livelli di selezione se leggete attentamente, e ci sono anche diverse chiavi di lettura.
A voi cosa ispira?

A me sembra che la prima selezione non possa dipendere in alcun modo da noi, c'e' chi cade sulla strada e la sua utilita' sara' quella di "nutrire" gli uccelli, c'e' chi cade sulla pietra e non puo' mettere radici etc.. come dire un destino segnato alla nascita, a cui nessuno puo' fuggire, ognuno con la propria utilita' ma senza nessun potere sulla cosa.

Chi cade sulla terra buona, avra' la possibilita' di mettere a frutto, e da seme, mettere radici, germogliare, produrre frutti... forse qui in una piccolissima parte si ha la possibilita' di contribuire al raccolto?

Sole 03-06-2008 12.26.55

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 54384)

9.Gesù disse, "Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il
centoventi per uno."


Quando si cerca di far crescere la Vita si può dare indirettamente e qualcuno magari per vie traverse (gli uccellini) potranno godere da parte di chi non ha saputo/potuto farlo. Questo accade tanto anche in forum, o nella vita quando si parla in un gruppo, quando ad esempio chi legge solamente può trovare parole Vive rispetto a chi partecipa ma non riesce a trovarle (è solo un esempio a supporto di ciò che intendo).
Poi si semina vita dove vita non c'è e viene ridata all'Universo sotto forma di elementi che poi si trasformeranno in altro nutrimento per la terra, in polvere, in aria, in gas ma non in frutti, però non andrò lo stesso perduto come nel primo caso.
Quel che cade su ciò che già si pensa di sapere (le altre spighe) non permette al nuovo di entrare. Quel che è da germogliare ancora non può a sua volta fare spazio nella memoria e nella coscienza a quel che deve di nuovo entrare, ma anche qui ha nutrito in ogni caso altro ed è entrato nel ciclo di vita dell'universo. Alla fine quelli che cadono sulla buona terra fertile e pronta, lavorata a suo tempo e nei tempoi giusti può dare il frutto. Può accogliere come principio femminile. Laddove il principio femminile non è pronto non c'è spazio per il nuovo.

Non capisco il 60 cosa indica. La base sessanta è la nostra base di calcolo ed indica lo scandire del tempo.. che qui si raddoppia, ma lasciando perdere questo aspetto forse vuole indicare il rappoddio delgli interessi.. un buon terreno riesce a fruttare il doppio di ciò che che concima.

E' bello perchè ci vedo come niente viene sprecato nell'economia dell'universo e come tutto viene rinvestito e funge da nutrimento per ogni cosa, anche fosse l'aria.. e come ogni cosa serve a tutti.

griselda 03-06-2008 13.03.56

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 54384)

9.Gesù disse, "Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il
centoventi per uno."

Qui si parla proprio della selezione che avviene durante la vita, ci sono diversi livelli di selezione se leggete attentamente, e ci sono anche diverse chiavi di lettura.
A voi cosa ispira?

Mi pare che dica che il Seminatore non fa distinzione seminando, ma tutto dipende dal terreno, la femminilità accogliente della terra e la sua fertilità come capacità di traformare il seme in raccolto.
La sola accoglienza non basta ci vuole anche la fertilità trasformatrice.
Non capisco i numeri, 12 x 5 fa 60 e 120 è il doppio di 60 ma anche 12x10. Chissà se questi numeri fanno riferimento alla Kabbalah ebraica.
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turaz 03-06-2008 13.16.25

penso abbia collegamenti con tutto ciò che osserviamo intorno a noi.
con la vita in genere. noi in un certo senso siamo nello stesso tempo "terreno" e seminatori

Ray 03-06-2008 20.17.51

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 54384)
9.Gesù disse, "Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il
centoventi per uno."
Qui si parla proprio della selezione che avviene durante la vita, ci sono diversi livelli di selezione se leggete attentamente, e ci sono anche diverse chiavi di lettura.
A voi cosa ispira?

A me ispira, come molti han già detto, una selezione naturale in base al tipo di "terreno", dove il terreno sono gli uomini e i semi le possibilità di sviluppo.
Gli uomini strada sono forse troppo aperti (non mi viene termine migliore, ma non è ciò che intendo veramente), nel senso che non trattengono, sono piatti, diritti... e le loro possibilità vengono disperse per aria (uccelli) e migreranno altrove, oltre a nutrire altri livelli di vita, come negli altri casi.
Gli uomini pietra sono duri, chiusi e nulla attecchisce... tutto rimbalza via. Interessante la resistenza a radicarsi, non permette al seme possibilità di scendere abbastanza da diventare altro, da svilupparsi.
Gli uomini spine li vedo arrabbiati, peccatori, difesi e pungenti... e infatti le loro possibilità vengono divorate dai vermi che li possiedono. Non prima di soffocare...

Gli uomini terra buona sono ricettivi, disponibili ad accogliere e cedere "l'humus" che nutrirà il seme... alcuni daranno raccolti da 60 (alberi/veicoli di un certo tipo?) altri da 120 (due alberi/veicoli?)

stella 03-06-2008 20.50.12

Il seme è la parola di Dio che a seconda del terreno in cui cade, può mettere radici, oppure marcire o andare in cibo agli uccelli.
A prescindere dal fatto che nulla va sprecato, perchè se non va a buon fine funge da nutrimento ad altri livelli...
Il terreno fertile è l'uomo in cui la parola mette radice e frutta il sessanta per uno e il centoventi per uno. Il sessanta è simbolo di abbondanza, il centoventi potrebbe indicare che ogni buon raccolto è destinato a raddoppiare...

Un'altra chiave di lettura del tutto azzardata, potrebbe essere che l'uomo tante volte getta via il suo seme non badando in che terreno cade.... ed è un peccato, visto quanto potrebbe fruttare un piccolo seme seminato nel terreno pronto ad accoglierlo...

Grey Owl 04-06-2008 01.42.09

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 54384)
9.Gesù disse, "Vedete, il seminatore uscì, prese una manciata e seminò. Alcuni semi caddero sulla strada, e gli uccelli vennero a raccoglierli. Altri caddero sulla pietra, e non misero radici e non produssero spighe. Altri caddero sulle spine, e i semi soffocarono e furono mangiati dai vermi. E altri caddero sulla terra buona, e produssero un buon raccolto, che diede il sessanta per uno e il centoventi per uno."

La spiga è simbolo di vita, anzi è seme e nutrimento quindi si parla del seminatore come colui che dispensa la vita ed il nutrimento. Leggendo le parole di Gesù penso a come la coscienza viene data comunque dal seminatore anche se i semi non raggiungono tutti la terra buona. Non vi è selezione nè calcolo per ottenere un lancio preciso di tutti i semi sulla terra buona, infatti si dice che il seminatore prese una manciata e seminò. La coscienza dell'uomo è quindi il seme che cade sulla terra buona e produce un buon raccolto (genera altri frutti, maggiore coscienza). Quando cade lungo la strada (l'uomo muore) gli uccelli vengono a raccoglierli (la coscienza torna all'Origine). Sulla pietra (rigidità) la coscienza non mette radici e non produce spighe (non genera maggior coscienza). Altri caddero sulle spine (dolore e sofferenza) in questo caso la coscienza è soffocata dal dolore del corpo (vermi e parassiti).
La coscienza (seme della spiga) che cadde nella terra buona (scuola, Tradizione) diede 60 x 1 e il 120 x 1. Nella kabbalah il numero 60 indica libertà (nei 72 nomi di dio) e quindi forse fà riferimento alla liberazione della coscienza imprigionata nell'identificazione del corpo. Il doppio di 60 indicherebbe una libertà doppia?

turaz 04-06-2008 09.49.58

quel nutrimento è il nutrimento spirituale.
quel nutrimento che è indicato anche nel padre nostro a mio modo di vedere e che è legato alla connessione con quello che molti chiamano "sorgente".
solo quella "sorgente" sfama davvero.
Il resto è "materiale" trasposizione di quello.
il cibo di cui ci nutriamo è trasposizione del cibo spirituale cui aneliamo.


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