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griselda 28-09-2007 11.55.54

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 39757)
Attaccando briga disperdi... e il fuoco va verso la testa senza nessuna radice, in pratica ti disperdi... a seconda di come orienti comunemente il tuo pensiero potresti diventare un'evangelizzatrice da strapazzo (intendo per cercare di soddisfare tuoi bisogni) o peggio una torquemada moderna dell'inquisizione... oppure potresti vivere con la testa tra le nuvole.
Se trattieni senza alba di ciò che fai per evitare il salire verso la testa, perchè inconsciamente sai che ti perdi, blocchi tutto sull'addome, in casi rari arrivi al cuore (e li le illusioni di aver aperto qualcosa si sprecano, il mondo è pieno di gente che con episodi simili pensa di essere un dio in terra ) bloccando sull'addome potresti arrivare con il tempo ad ulcere vere e proprie... o altre cose connesse ad uno stato di infiammazione che da sottile diventa fisico....

Qual'è la giusta via di mezzo? la scrivo perchè sotto sotto me l'hai chiesto, anche se so che qualcuno banalizzerà (non tu) e/o la farà diventare una nuova verità da spacciare o peggio la userà per autoconvincersi, chi se ne...
La giusta via a livello fisico è lasciar fluire verso la testa ma ancorandosi sulle gambe, sui piedi... pochi lo fanno naturalmente, quasi nessuno... ad una visione sottile il mondo sembra una distesa di bottiglie di spumante stappate che rimangono senza vino dentro e senza versarlo nel bicchiere, poi ci sono le bottiglie non stappate che scoppiano.

Il discorso si può approfondire... volendo
(questa ultima frase la scrivo per chi so io... qualcuno che ha avuto bisogno della pappa pronta... prendete esempio da Cassi che si è chiesta come funziona la cosa)


Un conto è far salire la rabbia per avvalorare le proprie tesi (fine a se stesse) e un altro per osservarsi mentre avviene e quindi prendere atto di ciò che ci viene detto senza diventare offendini a vuoto perché quello che ci verrà detto ci potrà servire per rettificare l’eventuale “errore”.
Io faccio fatica a far uscire la rabbia la contengo e la uso per lavori manuali, per non esternare emozioni negative. E dopo lavoro su quello che ho percepito. Ad esempio se mi arrabbio con una persona che mi dice sono così o cosà li per li mi inc…o. Ma poi una volta dissolta la rabbia ci lavoro sempre (per analizzare l’evento) certo non bisogna cadere nel poverina ce l’hanno sempre con me. Io di fuoco ne ho molto ma se lo lasciassi uscire farei terra bruciata ecco che la mia mente sapendo questo si isola e cerca di lavorare in seconda battuta. Ora domando sto sbagliando tutto? :( martello.:

Ray 28-09-2007 22.03.18

Citazione:

Originalmente inviato da jezebelius (Messaggio 39760)
Hai ragione sulla pappa pronta....come sempre..dry.gif

Volevo chiedere sulla giusta via. Una volta attivato il meccanismo, per " ancorarsi sui piedi e sulle gambe" intendi...come dire..." renderli pesanti" in maniera tale che diventino, appunto, un'ancora che permette oltre che di indirizzare consapevolemente l'energia che ne deriva, di scaricare ed allo stesso tempo fare da contrappeso? Cioè si contrappone alla tendenza a salire, rallentandola in qualche modo?

Secondo me si Jez, proprio un'ancora... una specie di zavorra che ci permette di restare attaccati alla "terra" mentre il fuoco sale (il fuoco non la rabbia... diventa rabbia quando arriva in testa e non siamo ancorati). Credo tu abbia ragione anche sul contrappeso, sullo scaricare vorrei maggiori chiarimenti diciò che intendi.

Invece non sono convinto che sta cosa si contrapponga o rallenti la salita. Semplicemente impedisce che saliamo con lei (e ci perdiamo) quindi in qualche modo lo spazio che gli diamo aumenta perchè restiamo collegati giù... quindi invece di partire sparati nella direziona della spinta che subiamo, ci allarghiamo, espandiamo...

più o meno.


PS: anche se con la rabbia è piuttosto evidente la cosa credo che valga con qualsiasi "fuoco" che salga dalla terra, in primis l'originale, la paura. Restare ancorati, mantenere un nucleo di coscienza e lasciare salire potrebbe forse dare delle sorprese a chi ha qualche difficoltà con paura che sale rischiando di diventare panico...

dafne 29-09-2007 09.39.17

ancore
 
Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 39817)
PS: anche se con la rabbia è piuttosto evidente la cosa credo che valga con qualsiasi "fuoco" che salga dalla terra, in primis l'originale, la paura. Restare ancorati, mantenere un nucleo di coscienza e lasciare salire potrebbe forse dare delle sorprese a chi ha qualche difficoltà con paura che sale rischiando di diventare panico...

ecco forse esco dal seminato ma questo ancorarsi devo comprenderlo..ti porto un esempio .. tempo fà ho sperimentato mio malgrado la "paura che sale" come la chiami tu che effettivamente si trasformava in panico.
oggi posso dire che era "curioso" sentire gambe e poi braccia e poi stomaco diventare di pietra mentre la mente era ancora libera e..aimè...in trappola (questa è la sensazione che mi è rimasta) esiste un culmine dove se respiri troppo forte o ti muovi di un millimetro pensi di morire....il pensiero curioso che mi è venuto è che se all'inizio sentivo vero e proprio gelo diffondersi nel mio corpo fino a paralizzare tutto, quando mi sono arresa e non ho opposto resistenza "aspettando" che il malessere passasse (sapevo esattamente come stavo ma non ho, come mi spiego, permesso al panico di entrare in testa e buttar per aria tutto...un pò come quando si hanno le coliche, bisogna avere pazienza e concentrarsi sul pensiero che passano, agitarsi aumenta la contrattura dello stomaco..)sentendolo senza oppormi si è effettivamente "trasformato" in calore...decisamente meno paralizzante...le crisi sono passate, la situazione che generava il panico ci ho messo un pò a gestirla ma ecco, non mi paralizzava più perchè "sapevo" che non ne sarei morta...forse perchè non aveva mandato in tilt il cervello?
mi sono ancorata in questo caso?
..certo che a dire che vedi arrivare la paura e ti fermi a guardarla mi sento un pò imbecille...ma se senti di non avere scampo o svieni o la guardi dritta negli occhi e le chiedi cosa vuole

jezebelius 02-10-2007 17.51.36

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 39817)
Secondo me si Jez[..............]
Credo tu abbia ragione anche sul contrappeso, sullo scaricare vorrei maggiori chiarimenti diciò che intendi.

Invece non sono convinto che sta cosa si contrapponga o rallenti la salita. Semplicemente impedisce che saliamo con lei (e ci perdiamo) quindi in qualche modo lo spazio che gli diamo aumenta perchè restiamo collegati giù... quindi invece di partire sparati nella direziona della spinta che subiamo, ci allarghiamo, espandiamo...

più o meno.


Restare ancorati, mantenere un nucleo di coscienza e lasciare salire potrebbe forse dare delle sorprese a chi ha qualche difficoltà con paura che sale rischiando di diventare panico...

Credo che si potrebbero, forse, avere delle sorprese anche con altri tipi di " fuoco". Però una cosa non ho capito: quando si tratta di mantenere un nucleo, anche se piccolo, di coscienza si intende nel senso di osservare che il fuoco sta salendo o si tratta invece di "ancorarsi" ad emozioni per esempio? martello.:
Quando su ho accennato allo "scaricare" intendevo fare riferimento appunto al contrappeso. Cioè se immaginiamo una mongolfiera che tenta di salire a causa del gas che gongia, la corda che mi tiene ancorato a terra allo stesso tempo, mi pare, contrappone e scarica la tensione che si crea...Si contrappone, appunto, alla salita del pallone. Però...a guardar bene non soltanto si oppone alla salita ma, come dici te, fa in modo che la forza derivata da questa trazione si espanda.
Quindi oltre che scaricare a terra potrebbe, in quella che individui come espansione e sicuramente lo è ma faccio fatica a visualizzarlo almeno concettualmente, creare un rimbombo( non so come altro dire ) all'interno. Ecco come ad esempio la paura che vien rappresentata come un martello il quale una volta battuto ci sveglia per quell'istante.

Ray 02-10-2007 23.10.57

Citazione:

Originalmente inviato da jezebelius (Messaggio 40110)
Però una cosa non ho capito: quando si tratta di mantenere un nucleo, anche se piccolo, di coscienza si intende

Si intende non dimenticarti di te... almeno mentre fai sta cosa. Se ti dimentichi ti identifichi con quel che sale, diventi quel che sale (paura, rabbia o quel che è) e parti con essa e ti ci fai dominare.

Kael 28-09-2008 12.21.23

E' passato più di un anno dall'ultimo post, sia mai che che ora capiamo qualcosina di più icon_mrgr:
Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 18335)
Direi che si potrebbe iniziare, tanto per quanto lo si possa descrivere chiaramente solo chi deve comprendere, comprenderà.
Intanto direi anche di chiarire meglio il discorso purificazione, in certi rami di alcune tradizioni si parla di due fuochi, uno interno prodotto dalle nostre azioni e reazioni, dai nostri attriti.. che "scintillando" s'infiamma e brucia.. brucia tutto ciò che è impuro ed il "guscio", come dicevamo nell'altra discussione se dico oro puro per esempio significa che tutto ciò che è estraneo all'oro è impuro... quindi il nostro impuro è tutto ciò che è estraneo a noi, poi c'è il fuoco esterno quello con cui entriamo in contatto quando siamo "aperti" cioè quando il fuoco ha bruciato il "guscio"... se non siamo però puri come dicevi sopra si rischia di... bruciarsi appunto... le impurità sono troppo infiammabili per il fuoco esterno dell'universo o dello Spirito Santo se vogliamo.

icon_mrgr: ho già un pò accennato a come si accende... ma possiamo renderlo un pelo più comprensibile

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 39757)
Attaccando briga disperdi... e il fuoco va verso la testa senza nessuna radice, in pratica ti disperdi... a seconda di come orienti comunemente il tuo pensiero potresti diventare un'evangelizzatrice da strapazzo (intendo per cercare di soddisfare tuoi bisogni) o peggio una torquemada moderna dell'inquisizione... oppure potresti vivere con la testa tra le nuvole.
Se trattieni senza alba di ciò che fai per evitare il salire verso la testa, perchè inconsciamente sai che ti perdi, blocchi tutto sull'addome, in casi rari arrivi al cuore (e li le illusioni di aver aperto qualcosa si sprecano, il mondo è pieno di gente che con episodi simili pensa di essere un dio in terra ) bloccando sull'addome potresti arrivare con il tempo ad ulcere vere e proprie... o altre cose connesse ad uno stato di infiammazione che da sottile diventa fisico....

Qual'è la giusta via di mezzo? la scrivo perchè sotto sotto me l'hai chiesto, anche se so che qualcuno banalizzerà (non tu) e/o la farà diventare una nuova verità da spacciare o peggio la userà per autoconvincersi, chi se ne...
La giusta via a livello fisico è lasciar fluire verso la testa ma ancorandosi sulle gambe, sui piedi... pochi lo fanno naturalmente, quasi nessuno... ad una visione sottile il mondo sembra una distesa di bottiglie di spumante stappate che rimangono senza vino dentro e senza versarlo nel bicchiere, poi ci sono le bottiglie non stappate che scoppiano.

Il discorso si può approfondire... volendo

Il discorso purificazione... fino ad un anno fa associavo questa parola ad un'immagine bianca, eterea. Ora mi rendo conto che essere puri significa essere se stessi, quindi composti per metà di bianco e per metà di nero, per metà di etere e per metà di terra. Significa quindi osservarsi e bruciare tutte le sovrastrutture che ci siamo creati nel corso degli anni, significa raggiungere il "Conosci te stesso", significa sapersi mostrare per quello che si è realmente. Significa quindi anche prendere coscienza dei propri demoni sotterranei e non bloccarli nell'addome o peggio nel cuore, ma farli salire fino alla testa dolcemente, spontaneamente, tenendosi al contempo ben radicati a terra. Nella metafora dello spumante, le bottiglie sono vuote perchè hanno "spruzzato" tutto di fuori senza restare radicate a terra oppure perchè hanno bloccato internamente fino a scoppiare, in entrambi i casi non hanno fatto quello che dovevano fare, e cioè semplicemente versare il vino nel bicchiere.

E' questo versare la purificazione, come l'acqua sorgiva per essere pura ha bisogno di scorrere incessantemente, se la chiudiamo in un contenitore col tempo va a male e inizia a riempirsi di batteri. La purificazione è dunque un lasciare fluire dolcemente, cioè far salire verso la testa ma restando ancorati ai piedi, un versare continuo che alla lunga ci fa scoprire realmente chi siamo...

Astral 28-09-2008 12.28.29

Un materiale è puro, quando è totalmente quel materiale, non quando è un po' quello e un po' quell'altro. Quindi finchè uno è sia bene e sia male, non è cosi puro.

Purificare significa pulire, estirpare. L'acqua è pura soltanto quando bolle, o si sono eliminate le scorie, quindi la purificazione è il bianco comunque, significa aver eliminato il male o le imperfezioni.

Accettare e vedere il male dentro di noi, significa soltanto renderci conto che non siamo puri, non siamo bianchi e che andremmo sbiancati.
Se vedi i tuoi demoni e li accetti sei realista, non sei puro.

Sono daccordo sul farlo salire dolcemente, perchè se i capi si lavano con troppa forza, oltre alla purezza, li avremmo anche sbiaditi, e le imperfezioni non si possono di certo trattare con tanta superficialità.

Ovviamente sta riflessione viene dalla parola stessa.

:C:

Kael 28-09-2008 12.47.24

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 59296)
Un materiale è puro, quando è totalmente quel materiale, non quando è un po' quello e un po' quell'altro. Quindi finchè uno è sia bene e sia male, non è cosi puro.

Purificare significa pulire, estirpare. L'acqua è pura soltanto quando bolle, o si sono eliminate le scorie, quindi la purificazione è il bianco comunque, significa aver eliminato il male o le imperfezioni.

Accettare e vedere il male dentro di noi, significa soltanto renderci conto che non siamo puri, non siamo bianchi e che andremmo sbiancati.
Se vedi i tuoi demoni e li accetti sei realista, non sei puro.

Sono daccordo sul farlo salire dolcemente, perchè se i capi si lavano con troppa forza, oltre alla purezza, li avremmo anche sbiaditi, e le imperfezioni non si possono di certo trattare con tanta superficialità.

Ovviamente sta riflessione viene dalla parola stessa.

:C:

Torniamo al discorso sulla dualità Astral, quello su bene e male.
In questa realtà è necessario il male, così come è necessaria la terra su cui poggiare i piedi, altrimenti l'Equilibrio Universale verrebbe a rompersi.
I demoni sotterranei fanno parte di noi, non possiamo cancellarli. Perfino Gesù ha visto il Diavolo in persona.... che dici, non era puro lui?

Astral 28-09-2008 12.56.31

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 59302)
Torniamo al discorso sulla dualità Astral, quello su bene e male.
In questa realtà è necessario il male, così come è necessaria la terra su cui poggiare i piedi, altrimenti l'Equilibrio Universale verrebbe a rompersi.
I demoni sotterranei fanno parte di noi, non possiamo cancellarli. Perfino Gesù ha visto il Diavolo in persona.... che dici, non era puro lui?

Si ma su questo sono daccordo, è che non calzava l'esempio con la purezza, ho visto sull'etimologia ed un metallo è puro quando è incontaminato, la purezza significa che le impurità sono tolte.

Noi esseri umani infatti non siamo puri, abbiamo il bene ed il male, il problema è se vederli come opposti o come contrari, o come forze complementari.
Io non le vedo affatto complementari come per esempio vedo complementare materia e spirito.

Kael 28-09-2008 13.05.00

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 59304)
Si ma su questo sono daccordo, è che non calzava l'esempio con la purezza, ho visto sull'etimologia ed un metallo è puro quando è incontaminato, la purezza significa che le impurità sono tolte.

Noi esseri umani infatti non siamo puri, abbiamo il bene ed il male, il problema è se vederli come opposti o come contrari, o come forze complementari.
Io non le vedo affatto complementari come per esempio vedo complementare materia e spirito.

Non ci siamo capiti... L'oro puro è puro quando è solo oro, così l'uomo è puro quando è solo uomo. Ora, visto che l'uomo è composto da bene e male, da materia e Spirito (un po di fango modellato da Dio su cui poi ci ha alitato sopra) per essere puro deve essere solo materia e Spirito, e nient'altro in aggiunta.
Se l'uomo fosse solo bene e male, sarebbe già tanto.. sarebbe puro, il problema è che molti rifiutano questo male che hanno dentro e lo nascondono sotto ad una serie di "sovrastrutture" che inquinano così la purezza dell'uomo e lo rendono un miscuglio indecifrabile...

Astral 28-09-2008 13.48.14

ah ho capito, più che altro è stabilire cos'è l'uomo, io non credo sia un discorso fossilizzato, l'uomo dell'antico testamento forse era più male che bene, o aveva percentuali diversi, ma dato che l'uomo si evolve, credo che le percentuali un po' cambino, e credo che poi subentra un discorso individuale.

Non penso che è soltanto un rifiuto penso che è soltanto un evoluzione, proprio come quelli animali che hanno rifiutato una parte della loro animalità e nel tempo sono diventati essere umani, si sono evoluti.

Nell'uomo c'è il male perchè ciò è un retaggio antico, ma bisogna dire che non è per tutti uguali. Tanto è vero che se guardiamo bene non tutti abbiamo gli stessi demoni.

Credo che un Santo, è santo perchè ha purificato quella parte di male che lo condizionava, questo non significa che non è stato mai malvagio, ma semplicemente l'ha trasformata, altrimenti avrebbe detto: oh vabbè so fatto pure de carne!

Diciamo che è questo che non mi torna, ma ho capito senz'altro il tuo discorso, una parte di materialità deve rimanere sempre, altrimenti saremmo angeli, ed anche una parte di spiritualità ( altrimenti non so che saremo).

Kael 28-09-2008 13.56.17

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 59313)
Credo che un Santo, è santo perchè ha purificato quella parte di male che lo condizionava

Io direi che ha purificato se stesso, non solo la parte di male, in questo modo ha imparato a dominarla ma non l'ha eliminata, perchè anche i Santi sono preda della tentazione... Anzi, in quanto Santi forse il loro grado di tentazione è pure superiore al nostro.

Se serve comunque possiamo benissimo continuare nel thread su bene e male, qui rischiamo di andare OT.

:C:

Astral 28-09-2008 14.09.27

Ok Kael, in ogni caso comunque adesso come l'hai spiegata mi è più cara, e sono senz'altro daccordo con te ;)

Kael 26-08-2009 15.54.19

Il Fuoco è quello che brucia lo zolfo arsenicale di cui è rivestita la nostra Pietra (scatenando maleodoranti colate nere, i tre corvi...) e che permette finalmente all'acqua viva, al Mercurio, di uscire?

E' praticamente quello che fece Mosè nel deserto, battendo col bastone (simbolo maschile, igneo) tre volte la roccia ne fece sgorgare acqua viva..

Sono ancora i "lavaggi" di Flamel, o levigazioni, lavaggi che ricorda essere puramente ignei, ai quali la Pietra cede le sue parti impure e finalmente libera la sua "anima metallica", o bianchissima acqua mercuriale...

Kael 14-09-2009 14.37.25

Riporto un passo dell'abate Montfaucon de Villars che può essere parecchio utile al discorso:
"Si deve purificare ed esaltare l'elemento del fuoco, che è in noi, e aumentare il tono di questa corda allentata. Non si deve far altro che concentrare il fuoco del mondo, per mezzo di specchi concavi, dentro un globo di vetro. Si forma in questo globo una polvere solare, che poichè si è purificata da sé medesima, ed essendo preparata secondo l'arte, diventa, in poco tempo, superlativamente adatta ad esaltare il fuoco che è in noi. Ed a farci diventare, per modo di dire, di natura ignea."

Concentrare il fuoco del mondo per mezzo di specchi concavi... E' esattamente quello che fa una comune lente, che ha la proprietà di concentrare o divergere i raggi di luce. L'immagine del ricercatore alla Sherlock Holmes che con la sua lente d'ingrandimento tutto osserva e non si lascia sfuggire niente mi pare una bella metafora per quel che riguarda il modo di accendere e alimentare questo fuoco.

Del resto, si sa, per accendere un fuoco campestre basta un po' di paglia, sole, e una lente d'ingrandimento...

Kael 14-09-2009 15.31.14

Ah, cercando anche "specchi ustori" (quelli usati nell'antichità per affondare le navi nemiche, dirigendo per mezzo di molti specchi, o di uno solo a forma di parabola, i raggi solari in un unico punto fino a incendiare gli scafi di legno) ho scoperto che uno specchio parabolico è proprio quello che viene usato, ancora oggi, per accendere il "sacro fuoco" della staffetta olimpica, cerimonia che si tiene ad ogni edizione nella piana del tempio di Hera ad Olimpia...

Astral 30-03-2011 22.40.00

Non ricordavo di aver risposto a questa discussione, ma vedendo la data forse era troppo presto... o forse è troppo presto anche adesso, però mi interessa questa cosa del fuoco.

Ogni tanto mi accendo troppo, quando questo non succede spesso mi sento spesso e depresso, c'era un periodo invece che mi sentivo ispirato e tutto ciò che faceva prendeva forma, forse in questo periodo il fuoco era più dosato.

Il fatto che uno c'ha sempre caldo non centra invece vero?

centomila 26-04-2011 23.51.32

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 18335)
Direi che si potrebbe iniziare, tanto per quanto lo si possa descrivere chiaramente solo chi deve comprendere, comprenderà.
Intanto direi anche di chiarire meglio il discorso purificazione, in certi rami di alcune tradizioni si parla di due fuochi, uno interno prodotto dalle nostre azioni e reazioni, dai nostri attriti.. che "scintillando" s'infiamma e brucia.. brucia tutto ciò che è impuro ed il "guscio", come dicevamo nell'altra discussione se dico oro puro per esempio significa che tutto ciò che è estraneo all'oro è impuro... quindi il nostro impuro è tutto ciò che è estraneo a noi, poi c'è il fuoco esterno quello con cui entriamo in contatto quando siamo "aperti" cioè quando il fuoco ha bruciato il "guscio"... se non siamo però puri come dicevi sopra si rischia di... bruciarsi appunto... le impurità sono troppo infiammabili per il fuoco esterno dell'universo o dello Spirito Santo se vogliamo.

icon_mrgr: ho già un pò accennato a come si accende... ma possiamo renderlo un pelo più comprensibile

Rendiamolo più comprensibile.:)

Provo a dare una mano con un paio di domande:

possiamo dire che il fuoco si accende (per attrito) ogni qualvolta cerchiamo di dominare (diciamo governare) una nostra reazione ad un impulso (sia esterno che esterno)?

Puoi precisare meglio la frase che ho grassettato?

Ray 27-04-2011 00.43.05

Citazione:

Originalmente inviato da centomila (Messaggio 98973)
possiamo dire che il fuoco si accende (per attrito) ogni qualvolta cerchiamo di dominare (diciamo governare) una nostra reazione ad un impulso (sia esterno che esterno)?

Secondo me, grossomodo si. Forse alcune precisazioni starebbero bene... ad esempio tutti gli impulsi sono interni, noi reagiamo sempre ad essi anche se vengono da vissuti di eventi esterni.
L'attrito si crea se ci sono due parti che sfregano, quindi ci vuole un "noi" che fa attrito con la reazione (e uno che osserva)... se la reazione è "in linea" con ciò che siamo/vogliamo essere non fa attrito e quindi non brucia. Questo forse in parte risponde anche alla seconda domanda... banalmente non è "noi" tutto ciò che, in noi, ci fa attrito.

Uno 27-04-2011 09.47.57

Citazione:

Originalmente inviato da centomila (Messaggio 98973)
Puoi precisare meglio la frase che ho grassettato?

In pratica ti ho risposto nel post di stamattina http://ermopoli.it/portale/showpost....&postcount=116. L'impuro da eliminare è in sostanza (nel concreto) eliminare gli influssi del "flipper", pur non eliminando il flipper, un errore che non è possibile fare concretamente. L'idea influisce comunque in alcuni soggetti che, traviati da alcune interpretazioni, pensano sia la soluzione.


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