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In definitiva la sensazione si dovrebbe sentire e si dovrebbe, anche forse, sentirne la differenza sia che ci si trovi nell'una o nell'altra condizione. Se per ipotesi, per indecisione allora Gina ancora ci attrae, può avere il suo motivo anche nel prettamente fisico oppure in " qualche " caratteristica che c'è o ancora in una unione forse legata col passato, che so... o a particolari abitudini? Cerchiamo nel futuro, che intendi? Sempre in quel rapporto? Potrebbe uscire fuori come presa d'atto: " lo so che è così ma non fa nulla", come dire: " lo sapevo ma non volevo vedere"? " fiori.gif |
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Avere delle cose in comune aiutato molto, alla fine coppia non è unione? |
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Ma quando nel mio rapporto non andava bene qualcosa i primi tempi, avevo il vizio di andare con la mente a riprendere momenti del passato vissuti con lui o anche con altri partner e facevo paragoni. Era come se rivolessi quel pezzettino di quella storia, ancora e ancora e la rivivevo. Oppure fantasticavo su quello che avrei potuto avere. Insomma mai che guardassi perchè a me quello che vivevo ora non mi andava bene, dove mi impuntavo e perchè. Senza rendermi conto che anche io ero cambiata. Delegavo, io eh, sempre la colpa all'altro che non mi faceva stare bene e presa da tutte quelle domande non osservavo se io mi spendevo per far stare bene lui. Secondo me doveva essere tutto automatico o niente. martello.: Quello che sto notando è come è stato detto parlando del ballo di due danzatori se l'altro non va dietro ai movimenti si cade. Entambi devono seguire la musica e i passi. Ho notato anche in tanti anni che si cresce diversamente ognuno con i suoi tempi, poi ci sono momenti che ci si riunisce e poi si ritorna a crescere ma a fasi alterne e l'altro quando capita che non è elestico si meraviglia non accetta che ci si possa modificare con l'andare del tempo. Io rivolevo il mio "giocattolo!martello.: Si lo so sono molto dura con le parole non prendermi alla lettera eh, (sono dura con me sempre e anche questo lo devo cambiare) Mica sono diventata ora diversa eh solo che sto notando ciò che prima nemmeno vedevo, credo sia già qualcosa. fiori.gif |
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Per me nel futuro si può sia cercare un domani migliore,quindi una speranza che le cose si equilibrino in quel rapporto,sia proprio un'altra persona con la quale iniziare una nuova esperienza,tutto comunque si riduce ad una scelta,sempre..che però non riusciamo a concretizzare e quindi sbarelliamo nel prima e nel dopo senza prendere vera e piena coscienza dell'oggi,di quello che siamo e ci "serve" per evolvere..se amare significa offrirsi credo che siamo ben lontani dal senso più alto di questo termine..ma considerarlo forse può essere un punto di partenza chissà..Vabbuò aspettiamo Uno..icon_mrgr: |
E sempre difficile prendere la strada nuova perchè non si sa quel che si trova, poi se sono anni che percorri la vecchia e sai come funziona, ne conosci i viottoli, beh la strada nuova fa proprio paura soprattutto perchè potresti non incontrare nessuno o peggio potresti incontrare personaggi brutti e loschi. Però se la strada vecchia non ti dona più l'emozione ma la giudichi e la consideri ormai terra conosciuta e a volte morta... una terra che ti da la consolazione di non dover muovere nemmeno un muscolo di più, la nuova è il rinnovamento. Al contrario se la vecchia invece ti smuove, ti travolge, ti rinnova, ti parla ancora nell'animo allora ci sono ancora strade da percorrere. Questo lo sai tu ma lo sai solo se davvero vuoi anora percorrerla. Non c'è nessun male a cambiare.
L'esistenza e la sopravvivenza della vecchia strada non dipende dal fatto che noi la percorriamo o meno. Esisterà comunque per altri o per se stessa. Noi siamo capaci di accettare questo? Che non sapremo più nulla di quella strada e chi la percorre? Cosa ci tiene legati a quella se non il controllare perfettamente quelle vie.. oppure il consocerle e l'abitudine a non preoccuparsi. Ma questa abitudine e controllo con il tempo logora e pian pianino ogni tanto a momenti alterni arriva il fantisticare su una strada nuova ed avventurosa ed alternativa.... ma le catene sono sulla vecchia e a quel bivio non ci passa mai tanto che stanno costruendo un muro proprio li. Scusa Jez se ho parlato in metafora, ho parlato anche un pò di me.. se può esserti utile... abbraccio: |
e quindi cosa si fa per "sciogliere" quelle catene?
quali sono i "rimedi" a vostro parere? leggendo varie tematiche nel forum sembra quasi vi sia una sorta di "desiderio di Controllo" , dall'altra leggo che si ha paura di cambiare per via del controllo... domanda allora per che motivo si cerca il controllo quando si nota che in certe situazioni impedisce un reale cambiamento? il controllo a mio avviso va abbandonato. non lo si ottiene impedendo a se stessi di esprimersi e manifestarsi pienamente anche se con errori (sempre con il senno di poi) ciò che rende un uomo "Uomo" a mio avviso è il "vivere" e il saper apprendere dalle esperienze. Rimanere invischiati in parole (per quanto giuste possano essere) di fatto impedisce un'esperienza piena a mio parere. |
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Questi presupposti, col passare del tempo, si possono riuscire a definire fino ad arrivare a qualcosa di maturo. Ora se per esempio manca la fiducia - e può mancare per varie ragioni come ad esempio io Tizio non avendo fiducia in me stesso non l'ho neanche nell'altro o viceversa l'altro con " me " - manca allo stesso tempo uno dei presupposti; come anche quando manca il rispetto, alle volte diretta conseguenza del primo. Per farla breve se non ho fiducia nel partner, ed uno dei motivi presumo che quello che ho detto lo sia, aumentando, anche, allo stesso tempo il principio che Uno ha detto in precedenza, ossia: Aspettattive su ciò che si vuole ricevere e limiti su ciò che si è disposti a dare. qualcosa credo che, allora veramente, non va. Non dico che non sia risolvibile ma che questo comunque condiziona sia il modo di stare in coppia e quindi il rapporto e sia il modo, anche, di relazionarsi col mondo. Siccome questo secondo aspetto ci interessa poco, il primo è quello che attrae l'attenzione. Allora, in definitiva, posto che esiste questo squilibrio che fa fatica ad esser visto ma soprattutto compreso - nella coppia ma soprattutto per chi forse nè è anche portatore sano - come si fa ad andare avanti? Il risultato di questa cosa, potrebbe essere, che Tizio/a c'è - bisogna vedere sia in che misura ma anche se c'è sempre ma diciamo, in fin dei conti, che è presente non solo fisicamente - mentre Caia/o latita e quest'ultima/o, oltre ad aspettarsi la presenza di Tizio/a, comunque possiede quel limite che gli/le impedisce di fare un passo verso l'altro/a. A questo punto, pensavo, si prende atto di questa cosa ma fino a che punto si può arrivare/continuare? Nella speranza che si verifichi qualche cambiamento? E se quello che " applica " il Principio che diceva Uno, non vedendolo non è disposto a cambiare/modificare il suo atteggiamento o fa fatica, addirittura a capirlo? Se c'è una metamorfosi da affrontare non la si può fare a senso unico - nel senso uno la fa e l'altro no o manco se ne acorge - che ne pensate? fiori.gif |
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