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Sole 25-03-2011 11.53.44

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 97771)
Beh il tuo e' un fregarsene molto complesso e che potrebbe avere molti altri nomi ma io sono l'ultimo che vuol perder tempo sulla terminologia.

Invece potremmo ancora approfondire l'altra questione e cioe' che io dico che si passa sempre da un condizionamento ad un altro ma comprendendo anche condizionamenti positivi .


Ok, la cosa importante è che ci siamo capiti sul senso di cui parliamo. Si è molto complesso e potremmo approfondirlo però cercando di ampliare il come che trovo davvero importante visto che Daf ha esposto il problema.

Sulla seconda questione.
Si sono d'accordo che si passa da un condizionamento ad un altro, però io pongo anche qui una differenziazione.
Intanto diciamo che anche l'Uomo più evoluto dipenderà dalla Volontà dell'Universo. Sarà davvero libero però perchè avrà scelto di fare la Sua Volontà.
Detto questo la differenziazione che faccio è che passo da un condizionamento ad un altro adolescenzialmente e posso farlo da adulto. Cioè se traferisco passivamnte una dipendenza non ho fatto niente di meglio che soddisfare bisogni. Se invece ne risolvo davvero una la dipendenza si trasferirà su un altro bisogno ma con valore maggiore, o positivo come forse intendi tu, o sottoposto a leggi meccaniche inferiori.

Non so se sia chiarissimo.

luke 25-03-2011 12.19.02

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 97767)
Vista dal punto di vista in cui lo guardi anche io dissentirei, ma sto esponendo un modo completamente diverso.
Diciamo, anche se non è correttissimo, che possono esserci due aspetti del fregarsene. Il primo è quello che esponi tu, e anche Luke, con una contestazione adolescenziale che altro non fa che mostrare il condizionamento e non altro. Questo è vero, ma quando si attua questo meccanismo non c'è nessunissimo attrito, c'è anzi una enorme dispersione energetica. Niente fuoco, solo rabbia espressa come tale.
Io, e non solo io, invece parlo di altro che genera energia e tensione positiva (anche se non è corretto per niente).
E' un aspetto molto più profondo, che deriva ed è figlio di una osservazione e di tutto quel lavoro che dici deve esserci.
Cioè ammetto, passo fondamentale per accettare, di essere dipendente e non potendo illudermi di risolvere solo così inizio a creare un contromeccanismo per cui faccio ciò che mi piacerebbe davvero. Devo indagare cosa voglio davvero... e farlo, e poi che si pensi di me quello pare: chissenefrega! Solo che mi farà un male boia che si pensi male di me, perchè dipendo da questo aspetto. A quello dovrò resistere e riuscire ad osservare cosa genera, che sentimenti, che emozioni, che pensieri e Lavorare, Lavorare per restare ferma in ciò che io voglio e non i miei piccoli io. . E' un sacrificio. E' assolutamente Attivo.

Ecco, forse questo fa capire meglio la differenza sostanziale, il fregarsene che intendi tu è del tutto passivo e quindi una contestazione che asserve un bisogno meccanicistico. Quello che intendo/iamo è attivo, viene generato allo scopo di riuscire a fare realemtne ciò che si vuole ed è quindi una via per vivere davvero e non essere vissuti.
Quindi per capirci credo proprio che distinguere i due aspetti tra attivo e passivo sia chiarificatore.

Ecco così già mi "suona"meglio, un fregarsene mirato, magari in situazioni specifiche, tutto all'interno di un percorso che comporta anche osservazioni, accettazioni, prese di coscienza di varie cose.
In un punto del cammino , avendo già ben chiare alcune situazioni, si possono fare degli esperimenti, pur in presenza ancora di condizionamenti, ma il tutto può essere utile nel proseguio.
Il "fare" fregandosene e basta, come se per magia dopo 2-3-4-....n volte la questione si risolve , rischia solo di far passare da una dipendenza all'altra, senza modificare realmente le cose.

dafne 25-03-2011 12.42.54

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 97772)
Non so se sia chiarissimo.

Mmmmm

Mica tanto. Andiam per passi.
Io scopro di essere dipendente dagli altri, in tutte le sfumature che ne conseguono.
Inizio a cercar di capire da dove ha origine quella dipendenza
Poniamo che io sia riuscita a vedere il perchè (ambiante familiare d'origine) e poniamo anche che mi renda conto che nonostante l'età permango in uno stato di infantilismo e dipendenza nei confronti sia dei familiari che di altre persone.

Decido di volerne uscire.
Inizio a fare di testa mia, poco alla volta, in piccoli gesti.
Si?
Magari certe cose le faccio senza dirle apertamente ma, e qui casca l'asinodaf icon_mrgr:, nonostante io cerchi di far di testa mia la testa mia è negli altri, ancora.
Un milione di blabla bla in mezzo icon_mrgr: e poi si arriva comunque al punto che ci và un colpo di reni per invertire la tendenza.

Mettiamo che si era già tentato il golpe ma che sia fallito. Dove trovare nuovamente l'incoscienza per fare il salto?

Uhm. Una cosa però la vedo, in diverse occasioni le parole che aspettavo non sono arrivate. l'aiuto che speravo non è arrivato, sono stata beatamente ignorata da chi, secondo me, poteva farmi stare meglio.
Un male cane.
Ma sono sopravvissuta.

Mi arrabbio ancora quando mi sento invisibile, mi sale l'aggressività quando non ottengo attenzione ma cerco di spostare il fuoco e mettermi a fare altro, a pensare ad altro, a cercare qualcun altro. Però quel qualcun altro lo prendo a piccole dosi icon_mrgr: perchè le piccole conquiste sono così fragili... Si torna oindietro in un cips.

La fede mi ha dato senz'ombra di dubbio un aiuto enorme, anche se ancora nonostante tutto cerco di privarmene.
Ecco, questa è una cosa che mi fà impazzire.
Ma se so cosa usare per stare meglio. PERCHE' NO?!

Perdo continuamente la concentrazione, disperdo tantissimo correndo dietro agli altri.

Uff

griselda 25-03-2011 12.45.10

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 97769)
Grii, io non ho mai detto che bisogna fregarsene degli altri. E neppure gli altri lo hanno detto.

In verità, a volerla dire tutta, e dei nostri piccoli meccanismi che ci andiamo a fregare.

Io voglio capire!
Se io me ne frego dei miei meccanismi uno alla volta, non è come dare un taglio netto...di cui si parlava? Quindi me ne frego del mio meccanismo e non degli altri.
Si può o non si può?

luke 25-03-2011 13.19.48

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 97775)
Io voglio capire!
Se io me ne frego dei miei meccanismi uno alla volta, non è come dare un taglio netto...di cui si parlava? Quindi me ne frego del mio meccanismo e non degli altri.
Si può o non si può?

Provo a dire la mia...sotto, anzi dietro ai vari meccanismi credo ci sia uno di quei piccoli io di cui parliamo spesso.
Una volta individuato questo e sciolto, risolto in qualche modo, sia con la fase dell'osservazione, dello studio, sia con la coneguente parte più "pratica" del fare, il piccolo io va ad integrarsi con un centro, un io più grande, che si presuppone nel frattempo stiamo formando, io più grande che è quello che dovrebbe seguire una Volontà più grande, la Sua Volontà di cui parlava Sole.

Poi si passa ad un altro piccolo io, con i correlati meccanismi e così via, diventando man mano più forti e meno condizionati, oltre che più esperti.

Sole 25-03-2011 13.26.39

Scusate un piccolo intermezzo che mi è venuto in mente che forse, spero, può aiutare a capire ulteriormente la distinzione.

C'è fregarsene è c'è il men(e)-freghismo.

dafne 25-03-2011 14.12.02

Potremmo paragonare la dipendenza dagli altri a una dipendenza economica?

Se dipendo dai miei genitori non avrò la gestione del denaro nelle mie mani. Esisterà un flusso che nella fase infantile viene totalmente gestita dall'adulto, poi pian piano arriveranno piccole somme di denaro (le mancette) che saranno lasciate in gestione (forsediavolo.g:)

Crescendo le necessità aumentano e i genitori incrementano il flusso al ragazzo cercando però (se sono saggi) di far conoscere anche il costo di tale denaro. Fai questo e quell'altro e io ti dò tot. per esempio.
Poi si arriva alla fase lavoro, dove il flusso arriva non più solo dal genitore ma anche dall'esterno (come prima magari le mance dei nonni, zii, ecc).
Il disastro secondo me avviene quando nella gestione del flusso il ragazzo non ha mai avuto dei paletti, perchè tanto "ci sono" o "non ci sono" ma in modo indipendente dal suo agire.

Se inizia a lavorare ma il denaro se lo tiene (perdendo così di vista le necessità reali del vivere quotidiano), o il denaro va quasi tutto in casa (quindi perdendo comunque il senso delle necessità visto che ci pensano gli altri) l'amministrazione del flusso rimane comunque sempre parziale.
Di fronte a un problema in qualche modo si risolve, anche se a costo di sensi di colpa e recriminazioni a ufo, perchè interviene sempre il genitore, o chi per esso.

Quando l'energia arriva ma è sempre mediata da altri è un pò come una paga che deve andare in casa o che se va in casa non basta e quindi intervengono fattori esterni a colmare il buco.
Se si rimane senza soldi per una gestione del cips, ma davvero senza soldi, senza cibo o senza luce e gas..ah se si impara e di corsa anche. Certo, l'ideale sarebbe passarci per gradi, che forse è il discorso di Sole, ovvero accettare ancora i flussi esterni ma cercando di ridurli man mano in modo da riuscire ad avvicinarsi sempre di più al reale ammontare delle energie/soildi a disposizione.

Quando ci si rende conto che invece di essere benestanti si è poveri in canna prossimi al mendicare è logico che lo spirito di sopravvivenza spinga forte, fortissimo, verso i rubinetti esterni per cullarsi nell'illusione di aver tutto ciò che serve.

Quindi si, bisogna chiudere i rubinetti e rendersi conto di cosa si ha o meno e ancora si, se si è prossimi a morir di fame un rubinetto si può anche aprire, anche se in effetti così si rischia sempre di non chiuderlo mai.

Che fare quindi?
Un giorno un Amico vero mi ha detto, vedi, non sono d'accordo con quello che stai facendo e che fai (gorsh) ma te lo stò dicendo senza smettere un attimo di volerti bene.
L'ho amato tantissimo per questo e ogni volta che si nega (sgrunt) cerco di riportarmi alla mente queste parole. Si apre un rubinetto ma che però è mio, è dentro, non me lo so spiegare ma quando riesco a focalizzarmi su questo in genere tutta l'aggressività si scioglie come neve al sole.

Possibile che alla fine sia davvero solo una questione di presenza, di centratura, di radicamento?

griselda 25-03-2011 14.38.05

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 97729)
Fregare è qualcosa che fa attrito. Anche quando indica rubare... è come grattare.

Io voglio mangiare una bistecca. Tu pensi che non dovrei farlo e mi comunichi che se lo faccio mi disapprovi. Io prendo atto del fatto che pensi non dovrei farlo, me ne frego della tua approvazione (ne faccio a meno) e mi mangio la bistecca lo stesso.
Alla fin fine non mi pare così complicato... il concetto intendo.

Bon ho un io che è rubacchione me ne frego dell'approvazione morale e che c'è la legge e rubo.
Me ne frego che sono sposata ho un io traditore e tradisco.
Ho un io bugiardo me ne frego che la morale... religiosa lo vieta e mento.
E così via....
Questo è fregarsene o essere menefreghisti?
Se io invece ho un io che ruba ma me ne frego di lui e di quello che vuole soffro per quella tensione che mi crea quando mi spinge a rubare ma io non gli do spazio per farlo nn va bene? Devo rubare?

dafne 25-03-2011 15.54.27

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 97779)
Bon ho un io che è rubacchione me ne frego dell'approvazione morale e che c'è la legge e rubo.
Me ne frego che sono sposata ho un io traditore e tradisco.
Ho un io bugiardo me ne frego che la morale... religiosa lo vieta e mento.
E così via....
Questo è fregarsene o essere menefreghisti?
Se io invece ho un io che ruba ma me ne frego di lui e di quello che vuole soffro per quella tensione che mi crea quando mi spinge a rubare ma io non gli do spazio per farlo nn va bene? Devo rubare?

Alla prima domanda io dire menefreghismo Gri.
Il secondo pezzo non l'ho capito bene, cioè non capisco il nesso con la dipendenza dagli altri. Se non gli dai spazio e non rubi fai un'azione di autocontrollo secondo me, ma aspetto che mi chiarisci meglio.

griselda 25-03-2011 15.57.53

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 97776)
Provo a dire la mia...sotto, anzi dietro ai vari meccanismi credo ci sia uno di quei piccoli io di cui parliamo spesso.

Provo a rispondere meglio che posso.
Fino a qui, ci sono, anche per me dietro ad un meccanismo c'è un "io" ribelle, una divisione.
Quote:


Una volta individuato questo e sciolto, risolto in qualche modo, sia con la fase dell'osservazione, dello studio, sia con la coneguente parte più "pratica" del fare, il piccolo io va ad integrarsi con un centro, un io più grande, che si presuppone nel frattempo stiamo formando, io più grande che è quello che dovrebbe seguire una Volontà più grande, la Sua Volontà di cui parlava Sole.

Ecco io qui mi sono già persa
Perchè con la ricapitolazione posso ricordare cosa ha creato quell' "io" , con l'osservazione riesco a non farmi usare da lui, non inciampare sempre nelle stesse buche, ma scioglierlo io non so come si fa l'idea che mi sono fatta ed è personale non frutto di teorie imparate è che un dolore talmente grande quindi una sofferenza grossa è come un fuoco che lo scioglie e pur rimanendo, vivo, non ha più la forza di agire. E magari non è così la spiegazione è altra ma io non la vedo.
Quote:

Poi si passa ad un altro piccolo io, con i correlati meccanismi e così via, diventando man mano più forti e meno condizionati, oltre che più esperti.
Sì questa è la teria che ho imparato (ma che è ancora riamsta tale in me) e che sviluppando la forza di Volontà inizio a comandare io e non più i piccoli "io" che avrò "addomesticato".

Ma alla mia domanda non trovo risposta piango.gif

griselda 25-03-2011 16.00.45

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 97782)
Alla prima domanda io dire menefreghismo Gri.
Il secondo pezzo non l'ho capito bene, cioè non capisco il nesso con la dipendenza dagli altri. Se non gli dai spazio e non rubi fai un'azione di autocontrollo secondo me, ma aspetto che mi chiarisci meglio.

Ecco Daf è proprio questo il punto io non riesco a capire la differenza per cui andrei avanti all'infinito a fare la stessa domanda come evidentemente non si capiscono le mie parole
A me pareva di aver preso l'esempio di Ray e di averne mostrato più versioni, intendo quella della bistecca, invece evidentemente non è così ma io non colgo la differenza, come posso fare per vederla? martello.:
Spetta forse ho capito dove mi inceppavo, dico forse mi incasino con il conflitto interno rispetto invece alla considerazione degli altri, una considerazione è nostra e l'altra invece in questione è degli altri.
Eureka forse ci sono! wow
Se non è così ci ritorno , grazie Daf

luke 25-03-2011 17.11.00

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 97784)
Ecco io qui mi sono già persa
Perchè con la ricapitolazione posso ricordare cosa ha creato quell' "io" , con l'osservazione riesco a non farmi usare da lui, non inciampare sempre nelle stesse buche, ma scioglierlo io non so come si fa l'idea che mi sono fatta ed è personale non frutto di teorie imparate è che un dolore talmente grande quindi una sofferenza grossa è come un fuoco che lo scioglie e pur rimanendo, vivo, non ha più la forza di agire. E magari non è così la spiegazione è altra ma io non la vedo.

Bè con l'osservazione inizi ad individuare qualcuno di questi io, vedere se e quando agiscono, poi non farsi usare dovrebbe essere successiva come cosa.
La sofferenza ci sta, ma ho idea che da sola non basti, si può passare anche tutta una vita a soffrire senza risolvere le cose.
FOrse per sciogliere ci serve un fuoco, che man mano dovremmo esserci creati dentro fino ad un livello sufficente, per quello dicevo post fa che avere un'alternativa abbastanza robusta, sulla via da seguire potrebbe essere una spinta notevole.

Arrivati quel punto allora fare , pur sapendo che ci sarà attrito potrebbe dare risultati, forse perchè si va progressivamente a sottrarre energia al piccolo io, l'attrito man mano lo consuma, perchè cioè che abbiamo creato, scoperto in noi di vero,di essenziale, è diventato più forte, più motivato e quindi non è lui ch eè destinato a soccombere, ma i vari piccoli io con i vari meccanismi che creano.

Sole 25-03-2011 17.16.25

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 97778)

Possibile che alla fine sia davvero solo una questione di presenza, di centratura, di radicamento?

E perchè no? Certe volte sorprende pure me questa cosa.

Se siamo dispersi non possiamo cogliere il momento in cui un meccanismo ci domina, quindi presenza. Se non siamo presenti non saimo centrati e se non siamo centrati non siamo radicati.

Io trovo che ricordarsi di se sia una delle cose più difficili. Per cui "solo" quello è un gran lavoraccio :)

dafne 25-03-2011 20.20.17

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 97789)
Io trovo che ricordarsi di se sia una delle cose più difficili. Per cui "solo" quello è un gran lavoraccio :)

Sisi, sono "solo" 4 anni che ci lavoro..icon_mrgr: ...lavoricchio....diavolo.g: ....penso di lavorarci?
fiori.gif

dafne 26-03-2011 19.56.10

Citazione:

Originalmente inviato da diamantea (Messaggio 97758)
Una piccola domanda: la dipendenza ha che fare con il controllo?

Io direi proprio di si.
La fregatura è che spesso si vede il controllo che si subisce ma quasi mai quello che si perpetra.

Se dipendo da te tu puoi forse muoverti liberamente? (se non te ne freghi ovviamente)

centomila 26-03-2011 20.40.27

Non voglio fare quello che ha la soluzione in tasca senza tra l'altro fare nessuna fatica ma............

...........è così semplice: nessun essere umano può risolvere i veri problemi della nostra vita!

Guai dunque a quell'uomo che ripone la sua fiducia in un altro uomo. Solo Dio può risolvere i nostri problemi...........

In altre parole dipendere dagli altri, in una certa misura, è inevitabile perchè fa parte della nostra umana natura. Parlo anche di dipendenze sottili: come negare che il parere degli altri su di noi non è irrilevante? Mettetela giù come vi pare ma nessuno è impermeabile all'altrui influsso............

Ma presto decade la dipendenza se si è convinti, veramente convinti che la soluzione alla nostra vita non dipende e non dipenderà mai dagli altri. Scusate il giochino di parole.......diavolo.g: icon_mrgr:

Perdonate se sono intervenuto stile nodo gordiano ma tant'è.

griselda 27-03-2011 00.36.39

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 93448)
La bussola è sempre fare le cose per se.
Esempio
Io non sono gentile perchè chi mi sta di fronte ne sia soddisfatto, sono gentile perchè ritengo che sia giusto esserlo, perchè fa di me una persona migliore e non l'immagine che l'altro ha di me.
Quella sarà una conseguenza e a volte neanche: quante volte chi si comporta bene e fa le cose bene non viene apprezzato in tal senso?
D'altro canto se devo fare bene solo quando l'altro fa bene verso di me, per fare ogni cosa devo sempre aspettare che facciano prima gli altri... o pensare cosa faranno gli altri (con tutti i limiti ed errori della cosa).
Se io faccio la cosa giusta a prescindere non posso sbagliare.

Certo il discorso poi volta sul come fare la cosa giusta... all'inizio bisogna seguire dei valori che ci sembrano buoni, belli, gradevoli, affini a noi etc...

Per qualcuno il valore può essere rubare, anche lui se non segue i suoi valori a prescindere ad chi si trova di fronte non si realizzerà, in questo caso per noi in quanto società sarà un bene, ma per lui come individuo no.
So che questo punto appare contraddittorio eppure osservato più in largo ha un senso.

Devo dire la verità mi sento molto a disagio quando non capisco le cose e ci sto male se poi qualcuno me lo fa rimarcare sarei portata a non scrivere più per non provare questa tensione terribile lo scrivo perchè spero che mi sia da aiuto a tenerla in visuale e non reprimere tutto come di solito faccio. Che poi tutto un tratto all'improvviso doublepuk:

All'inizio dici che basta seguire la bussola e che questa consiste nel fare le cose per se.

Fare le cose per se, mi/ti domando, se può anche essere farle per una terza persona perchè io desidero, voglio, che si realizzi una cosa insieme.
Ricordo che in un thread si diceva di "fare le cose per noi", quando ad esempio si fa una cosa per portare avanti una scelta, ma che se non "fatta per quel noi" diverrebbe carica di aspettative.
Quindi questo "fare per noi" e va bene oppure no, cioè in soldoni è lo stesso che fare per se? Perchè questa cosa mi confonde.

Poi parli di andare controcorrente se questo può salvarci la vita, questo mi porta a pensare visto l'esempio che può valere per idee che non contemplano direttamente l'altro o no?
L'esempio per me sarebbe più chiaro se quella corrente potesse essere anche rappresentata da una persona o da più persone.

Ma la cosa ancora più incomprensibile per me è come fare per trovare ciò su cui basare il giusto.
Anche perchè immettendo in me direttive diverse dal vissuto precedente è chiaro che volendo cambiare e aderire al nuovo, il vecchio diventa obsoleto, perchè se prima veniva veicolato un pensiero oggi invece al suo posto ne ritrovo un altro con consuente cambio di valori, quindi devo tenere conto del presente o del passato?
Capito come faccio a non capirci più niente? Si? piango.gif Ho provato a tirarlo fuori perchè sto a fumarmi l'ultimo neurone manata.gif

dafne 27-03-2011 03.18.36

Citazione:

Devo dire la verità mi sento molto a disagio quando non capisco le cose e ci sto male se poi qualcuno me lo fa rimarcare sarei portata a non scrivere più per non provare questa tensione terribile lo scrivo perchè spero che mi sia da aiuto a tenerla in visuale e non reprimere tutto come di solito faccio. Che poi tutto un tratto all'improvviso doublepuk:
Per come la vedo io Gri ad esempio qui non hai scritto fregandotene degli altri e non hai neanche scritto per te, per spiegare.
Hai scrito per noi, preoccupandoti di quello che abbiamo o avremmo pensato, questo credo che sia spostare in fuori, se te ne fossi fregata degli altri avresti prima scritto il tuo post e poi, semmai, dato questa giustificazione ma anche neanche


Citazione:

Ma la cosa ancora più incomprensibile per me è come fare per trovare ciò su cui basare il giusto.
Anche perchè immettendo in me direttive diverse dal vissuto precedente è chiaro che volendo cambiare e aderire al nuovo, il vecchio diventa obsoleto, perchè se prima veniva veicolato un pensiero oggi invece al suo posto ne ritrovo un altro con consuente cambio di valori, quindi devo tenere conto del presente o del passato?
Capito come faccio a non capirci più niente? Si? piango.gif Ho provato a tirarlo fuori perchè sto a fumarmi l'ultimo neurone
Fondiamo un club? abbraccio: Dai non è così terribile. Il vecchio lo devi superare Gri, non esiste più, non è neanche più una foto è solo...passato.
Non si tratta di cambiare valori o di fare le cose insieme ma forse divisi...stai mescolando.

Prenditi la tua bistecca anche se ti si chiude lo stomaco (che brutta quella faccina che vomita mammamia Griii) tienila, non sei obbligata a mangiarla se non ci riesci, ma prenditela e, soprattutto, nella mia modestissima esperienza se cerchi di fregartene e poi vai a cercar di dare spiegazioni o giustificazioni del perchè fai pure peggio, la gente se ne frega uguale ma una parte in te gode infinitamente per l'ennesimo smacco.
E' quella parte che devi combattere non le persone fuori sulle quali cerchi continuamente di metterla, Griabbraccio:

Ti ho scritto col cuore in mano, in base alla mia esperienza. Datti una possibilità.
:C:

griselda 27-03-2011 04.15.07

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 97835)
Per come la vedo io Gri ad esempio qui non hai scritto fregandotene degli altri e non hai neanche scritto per te, per spiegare.
Hai scrito per noi, preoccupandoti di quello che abbiamo o avremmo pensato, questo credo che sia spostare in fuori, se te ne fossi fregata degli altri avresti prima scritto il tuo post e poi, semmai, dato questa giustificazione ma anche neanche




Fondiamo un club? abbraccio: Dai non è così terribile. Il vecchio lo devi superare Gri, non esiste più, non è neanche più una foto è solo...passato.
Non si tratta di cambiare valori o di fare le cose insieme ma forse divisi...stai mescolando.

Prenditi la tua bistecca anche se ti si chiude lo stomaco (che brutta quella faccina che vomita mammamia Griii) tienila, non sei obbligata a mangiarla se non ci riesci, ma prenditela e, soprattutto, nella mia modestissima esperienza se cerchi di fregartene e poi vai a cercar di dare spiegazioni o giustificazioni del perchè fai pure peggio, la gente se ne frega uguale ma una parte in te gode infinitamente per l'ennesimo smacco.
E' quella parte che devi combattere non le persone fuori sulle quali cerchi continuamente di metterla, Griabbraccio:

Ti ho scritto col cuore in mano, in base alla mia esperienza. Datti una possibilità.
:C:

Bene ho capito, che tu hai capito ma anche di non aver ricapito niente, di non riuscire a capire e adesso che faccio a capire?

Bon prendo atto che hai scritto con il cuore in mano perchè non l'ho percepito. Prendo per buono sicuramente il tuo intento.
Ti ringrazio anche dello sprone a darmi una possibilità che se capissi cosa vuoi dire ne sarei maggiormente entusiasta a me è sembrato mostrassi che tu almeno hai imparato bene.

Questa è la prima versione che non se ne frega di quelle che le viene detto ma che se ne frega dell'altro

Seconda versione:
Ah si? Grazie cara quindi non è così che ce ne si frega?
Grazie di avermi spiegato come fare, lo leggerò e rileggerò all'infinito sperando di capirlo prima o poi fregandomene se non ci riesco.
Bacioni

qui me ne frego di me e di riuscire a capire e quindi anche del lavoro

La terza me ne frego di tutto e di tutti pure del rispetto che porto al sito e a chi lo mantiene in vita e offendo a destra a manca perchè mi sono sentita incompresa e calpestata

Quale sarà la via ?

Uno 27-03-2011 13.32.01

Fare per un noi e per se stessi è la stessa cosa ed è diversa da fare per gli altri Grii.

Quando faccio una cosa per me per bene, la sto comunque facendo per tutto ciò che mi circonda in prima battuta e poi il tutto si espande al tutto.

Prova ad immaginare di essere una pozza di acqua circondata da altre pozze di acqua che sono gli altri. Se prendi un sasso (grande o piccolo che sia) e lo lasci cadere nella tua pozza degli schizzi di acqua si riverseranno sulle altre pozze circostanti, se fai cadere un sasso sulle pozze vicine degli schizzi si riverseranno nelle altre pozze compresa la tua etc...
Ma se prendi un sasso e lo lanci come quando si fa al lago facendolo rimbalzare sul pelo dell'acqua (hai presente?), cerchi di muovere le altre pozze senza toccarti.

In sostanza se fai qualcosa per te e per un noi, muovi per forza qualcosa anche in te ed in tutti, se fai le cose per gli altri non muovi nulla in te ed in altre parole tenti di manipolare l'altro perchè percepisca di te quello che ti par bene.
Non ti muovi, ma vuoi che l'altro ti veda come se ti fossi mossa o come se tu fossi in quel modo. In realtà hai si lanciato il sasso, ma stando ben attenta che non schizzi nella tua pozza.

Parlo verso di te, ma la cosa vale per tutti, me compreso.


P.s. ti avrei risposto appena possibile, ma la prossima volta non mi tirare in mezzo per costringermi, non funziona così se non voglio. :)
Sono certo anche che Daf ha capito, per la prossima volta, che volevi la risposta solo da me o quasi. Quindi qualsiasi cosa ti avesse detto....

dafne 27-03-2011 16.46.19

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 97842)
Sono certo anche che Daf ha capito, per la prossima volta, che volevi la risposta solo da me o quasi. Quindi qualsiasi cosa ti avesse detto....

In realtà lo sapevo perchè anch'io funziono così, tranne qualche sfumatura logicamente.
Ho risposto a Gri proprio perchè penso di conoscere il tormento bruciante che la pervade e ho provato a rispondere perchè se riesci a spiegare una cosa l'hai assimilata altrimenti ciccia..e ciccia è a quanto pare visto la risposta di Griselda icon_mrgr:

Mi concentro, uscirà meglio la prossima volta.fiori.gif

Ray 27-03-2011 22.57.03

Sono mancato un paio di giorni quindi riprendo un po' il tema su cui sono rimasto indietro cercando di rispondere un po' a tutti. Anche se il post di Uno alla fin fine chiarisce tutto mi va di puntualizzare alcuni concetti.

Si passa sempre da un condizionamento all'altro NIke? Ma certo... lo stato in-condizionato è affar divino. Solo che i condizionamenti non sono sempre uguali, ci sono diversi livelli, gradi se vuoi, di condizionamento.
Prendiamo l'esempio di Daf del denaro. Se tuo figlio riceve soldi da te dipende da te per i soldi. Tu invece, sempre per i soldi (ambito di dipendenza) dipendi dal lavoro che fai. Siete su diversi gradini di una scala e tu stai un gradino sopra tuo figlio, ossia lui è più dipendente di te, più condizionato, e tu meno. Poi tuo figlio va a lavorare, come fai tu. Adesso lui non dipende più da te per i soldi, ma dal lavoro che fa, come te. E' al tuo stesso gradino. Forse tuo figlio non potrà diventare totalmente indipendente da tutto e tutti, ma certamente da te per il denaro si, e anzi tu, se non sei un padre degenere (e so che non lo sei, era un esempio) ti auguri che accada. Questa riduzione di dipendenza e acquisizione di indipendenza si chiama crescita.
Veniamo all'opinione che l'altro ha di me... che poi, come per altro dici, non è che proiezione delle mie paure/desideri eccetera. Roba mia messa nell'altro... roba che mi condiziona. Se mi condiziona significa che, assieme a mille altre cose, determinerà le mie scelte. Se ne divento indipendente, l'opinione che l'altro ha di me non condizonerà più le mie scelte, che pure restranno condizionate da molto altro. Ma raggiungere questo stato, quel fare per se di cui parla Uno, è possibilissimo e, aggiungo, doveroso.

E veniamo al fregarsene... termine che non ti piace (questo ci può stare) ma che continui ad usare a modo tuo, nonostante io abbia spiegato bene come lo intendo. Non è vero che se me ne frego sono già indipendente. Se sono indipendente dall'opinione altrui la considero senza problemi e poi, comunque, faccio come mi pare. Se sono ancora condizionato invece non posso non considerare, ma lo faccio con molti problemi e per poter fare come mi pare, devo fregarmene. Di qui il mio consiglio per restare centrati, per fare per se e non per quello che dagli altri speriamo di ottenere senza pagare dazio.... perchè a tutti piace l'approvazione altrui, ma chi non ne è condizionato è disposto a non ottenerla esprimendo quello che è. Chi ne è condizionato mette da parte questa espressione (col comunicare, con l'agire ecc.) pur di ottenerla (o credere di ottenerla). Ma attenzone, questo vale solo se so di essere condizionato, quindi ad osservazione effettuata. Perchè se non lo so non ho alcun conflitto in merito. Faccio come vuole l'altro credendo di fare come mi pare e stop. Non ho bisogno di fregarmene.

Ma fregarsene dell'altrui opinoine, Grii, oltre a non coincidere con il fregarsene degli altri come è stato già detto, è anche una cosa che scelgo io, quando voglio e su cosa voglio. Mica per forza su tutto. Se mi programmo per fregarmene di tutto sempre sono ancora più condizionato di prima. Se ho voglia di tradire ma penso che per me sia male perchè devo fregarmene e tradire lo stesso? Sarebbe una scelta, diciamo, infelice. No, intendevo che quando ho stabilito che fare ics per me è positivo e però Tizio pensa/dice che io debba fare ipsilon e mi rendo conto che fare ics per questo mi è difficile allora si che posso fregarmente positivamente e sfruttare di ocnseguenza l'attrito che deriva dallo sfregamento. Farò ics, me ne fregherò dell'opinone di Tizio e cercherò di ascoltare il calore derivante dall'attito e sopportarlo.

Astral 27-03-2011 23.27.50

Bella spiegazione Ray, io mi domando sempre quanto dipendiamo dall'importanza degli altri... forse in apparenza diciamo che non ce ne frega nulla del giudizio degli altri, ma non è sempre cosi. Ho notato che magari in tanti campi della vita, uno è libero ed incondizionato per poi cadere in certi tranelli in altri campi...
Un po' dipende anche dall'educazione dei genitori, se per ogni cosa ci si sentiva giudicati, sarà un lavoro più certosino essere indipendenti.

Io per esempio se una persona a cui tengo so di averla delusa, un po' ci sto male, non so se è dipendenza o sensibilità.

griselda 27-03-2011 23.33.22

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 97866)
Ma fregarsene dell'altrui opinoine, Grii, oltre a non coincidere con il fregarsene degli altri come è stato già detto, è anche una cosa che scelgo io, quando voglio e su cosa voglio. Mica per forza su tutto. Se mi programmo per fregarmene di tutto sempre sono ancora più condizionato di prima. Se ho voglia di tradire ma penso che per me sia male perchè devo fregarmene e tradire lo stesso? Sarebbe una scelta, diciamo, infelice. No, intendevo che quando ho stabilito che fare ics per me è positivo e però Tizio pensa/dice che io debba fare ipsilon e mi rendo conto che fare ics per questo mi è difficile allora si che posso fregarmente positivamente e sfruttare di ocnseguenza l'attrito che deriva dallo sfregamento. Farò ics, me ne fregherò dell'opinone di Tizio e cercherò di ascoltare il calore derivante dall'attito e sopportarlo.

Mi sto rendendo conto che sono troppo legata a ciò che è bene e ciò che è male in modo fallace. Ancora mi porto dietro il condizionamento morale o educativo a che pro?
Penso nullo se non da sfruttare per la tensione.
Cosa che non ho mai fatto in vita mia devo imparare a razionalizzare.
Cosa mi serve, perchè, e per come e poi non badare se questo a qualcuno da fastidio io devo pensare a me, senza farmi condizionare. Tanto alla fine se sabglio pago sempre io tanto vale....
Quindi obiettivo sempre in primo piano. Niente di effimero o non ragionato ma solo ciò che mi serve sfruttando eventulamente la tensione se vado contro il volere di qualcun altro.
Se solo riuscissi ad essere sempre determinata come mi sento in questo momento sarei a cavallo.
I sensi di colpa che si possono generare saranno solo la dimenticanza dell'obiettivo che ci si è prefissati e quindi nessuna considerazione.
Spero di non afflosciarmi domani boxe.gif

Ray 27-03-2011 23.34.32

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 97874)
Io per esempio se una persona a cui tengo so di averla delusa, un po' ci sto male, non so se è dipendenza o sensibilità.

Beh, direi un po' di dipendenza o meglio, come direbbe Nike, proiezione.

Se qualcuno resta deluso è un problema suo... se a me dispiace averlo deluso significa che colludevo con le sue aspettative... insomma ce n'erano di mie in lui. Un po' di confusione insomma...

nikelise 28-03-2011 09.58.44

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 97866)
E veniamo al fregarsene... termine che non ti piace (questo ci può stare) ma che continui ad usare a modo tuo, nonostante io abbia spiegato bene come lo intendo.

Su una questione di metodo :
Non vedo il piacere o meno di usare un termine ...... stiamo parlando di concetti e non di una partita di calcetto .
Poi non sapevo che su un termine usato da altri per la prima volta nel 3d (vedi post 10 di Astral ) tu avessi il monopolio dell'interpretazione.
Nulla vieta certo che tu dia la tua interppretazione ma spero che consenta a me di darne una mia di interpretazione ( a modo mio ) e che questo non ti urti troppo .
Poi se e' una mera questione terminologica ho gia' detto con Sole che non vale proprio soffermarsi .

Uno 28-03-2011 15.29.44

Approfondire i termini non è mai sbagliato o inutile Nike.
E' un termine perchè dietro c'è tutto un mondo, tutto un mondo che porta la nostra possibile (almeno del momento) elaborazione a terminare così.

Certo sono d'accordo che non è il caso di farsi delle guerre, ma non solo sul termine, anche su tutto il percorso che ci porta individualmente a quel termine.
Siamo tutti diversi e quindi sebbene esista una oggettività di un termine è molto facile che ognuno vi tenda (sempre se non va completamente fuori) secondo un proprio percorso.
L'importante in un discorso sano è esporre i propri percorsi cognitivi che alla fine danno come risultato quel termine. Questo è l'unico modo per arricchirsi tutti.

nikelise 28-03-2011 15.46.31

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 97915)
Approfondire i termini non è mai sbagliato o inutile Nike.
E' un termine perchè dietro c'è tutto un mondo, tutto un mondo che porta la nostra possibile (almeno del momento) elaborazione a terminare così.

Certo sono d'accordo che non è il caso di farsi delle guerre, ma non solo sul termine, anche su tutto il percorso che ci porta individualmente a quel termine.
Siamo tutti diversi e quindi sebbene esista una oggettività di un termine è molto facile che ognuno vi tenda (sempre se non va completamente fuori) secondo un proprio percorso.
L'importante in un discorso sano è esporre i propri percorsi cognitivi che alla fine danno come risultato quel termine. Questo è l'unico modo per arricchirsi tutti.

Sono assolutamente concorde ma dire come ha detto Ray che voglio intendere un termine '' a modo mio '' non e' quello che si dice l'apertura ad ogni suo significato di cui giustamente tu parli .
Io non voglio fare discorsi inutili e non li faro' quando diciamo le stesse cose o cose molto simili ma le vogliamo per forza chiamare in modo diverso
Cosi' come del resto ho chiarito con Sole .
Tutto qua .

Uno 28-03-2011 16.52.38

Non sono questi i discorsi inutili, comunque scornatevi come vi pare basta che non alzate troppo i toni :)

nikelise 28-03-2011 17.06.54

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 97922)
Non sono questi i discorsi inutili, comunque scornatevi come vi pare basta che non alzate troppo i toni :)

Ok abbraccio:

griselda 28-03-2011 18.41.53

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 97842)

P.s. ti avrei risposto appena possibile, ma la prossima volta non mi tirare in mezzo per costringermi, non funziona così se non voglio. :)
Sono certo anche che Daf ha capito, per la prossima volta, che volevi la risposta solo da me o quasi. Quindi qualsiasi cosa ti avesse detto....

Elloso ho avuto un comportamento infantile ma tanto sono martello.:
Appena ho visto la risposta di Daf l'ho vissuta come una preclusione alal tua risposta e mi è salito il mostro e in quelle condizioni non dovevo rispondere, ci ho anche provato e tu lo sai ho provato anche a scrivere sei o sette post ma non smaltivo....volevo cercare di leggere ugualmente, di capire quello che voleva passarmi, volevo prendere ugualmente ma ciccia non ci riesco quando sono così dovrei tenerlo a mente ..per potermi concentrare doveano togliermi quella corrente che mi girava dentro.
C'è anche un altra cosa leggendo la prima parte l'ho vissuta come se non fosse lei...
Le ho domandato scusa e lei intelligentemente mi ha dato una lezione che spero di prendere ad esempio per un problema che non riesco io invece a risolvere con un'altra persona, mi ha detto che questo è il modo in cui io e lei ci rapportiamo (mi spiace e vorrei di meglio per noi, ma tant'è che questo faccio e poi mi lamento degli altri martello.:
Sì mi sono accorta oltre che saperlo già che rispondi solo quando lo ritieni opportuno e che nessuno ti può condizionare non avevo dubbi, non dico neppure quale lo stato d'animo che mi ha spinto tanto lo sai e in quel momento in cui ho scritto il post il mio unico pensiero sensazione e desiderio era poter capire quella cosa che non avevo scritto tanto chiaramente perchè volevo dire senza essere chiara perchè so che tu capisci ugualmente.
Ora ho tagliato la testa al toro ho smesso di nascondere ciò che penso, provo e faccio ho fatto in forum così penso di poter parlare più liberamente d'ora in poi senza nascondermi spero di riuscirci

Ray 28-03-2011 22.44.36

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 97892)
ma spero che consenta a me di darne una mia di interpretazione ( a modo mio ) e che questo non ti urti troppo .

No, non ti consento. icon_mrgr: (e mi urta zero).


Dai Nike, vediamo di smetterla di giocare a quale bambino ha l'automobilina pitturata meglio... non mi interessa proprio scornarmi, anche perchè le mie corna intendo conservarle più integre possibile.



In ogni caso non intendevo certo che si deve per forza seguire l'interpretazione dei termini che do io (dico però che se si riesce a stabilire un'interpretazione più oggettiva di un'altra la prima andrebbe adottata)... infatti alla mia frase che hai estrapolato seguiva una spiegazione, dalla quale si capiva che intendevo che dopo aver spiegato cosa intendo con un termine non mi si può dire che sto dicendo cose altre, dovute a diverse interpretazioni dello stesso termine.

Ci sarebbe anche da considerare che, a volte, questi piccoli scornamenti smuovono meccanismi che ci fanno sputare contenuti che altrimenti Sua Maestà la Pigrizia terrebbe in saccoccia... mah, questo dimostra che siamo proprio bambini (direi che parlo per me, ma la realtà è che parlo per entrambi diavolo.g:)


:C:

Astral 28-03-2011 23.13.40

Sta a vedere che sto casino l'ho creato con la parola fregarseneicon_mrgr:


Possiamo usare pure un'altra terminologia ma il sunto è quello. Come mi ha fatto notare Red, il distacco non significa che i problemi degli altri non ci riguardano.
Però ho notato che in alcuni casi il giudizio degli altri ci pesa, ad esempio quando succede qualcosa veniamo trascinati dentro: devo aiutare qualcuno lo si fa perchè è un dovere etico, oppure perchè ho una dipendenza dal mio senso di colpa, che se poi non aiuto quello, sto male?

Pure questa è una dipendenza? Oppure questo è un segnale interiore che ci spinge a fare la cosa giusta.

La dipendenza io la vedo come qualcosa che non ci lascia scelta. Ma tutte le dipendenze sono negative?
Il cuore batte sempre e dipendiamo da lui, non possiamo scegliere e forse è meglio cosi.
Ad esempio alcune persone dicono che non riescono a fare del male o non riescono ad essere bugiarde. Sono dipendenti dalla bontà e dalla verità, perchè non possono scegliere quando e come essere crudeli e bugiarde?

(è un esempio, vale pure il contrario)

:C:

dafne 29-03-2011 01.55.53

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 97927)
C'è anche un altra cosa leggendo la prima parte l'ho vissuta come se non fosse lei...



Grazie Griii, mi hai appena dato conferma (conferma positiva e utile) di una cosa che avevo intravisto e che mi han fatto notare poi.

Grazie abbraccio:

:C:

Uno 29-03-2011 03.38.16

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 97939)
S

La dipendenza io la vedo come qualcosa che non ci lascia scelta.

Quella non è una dipendenza, è una costrizione.
La dipendenza è ciò che ci fa essere conseguenza di qualcosa.

A prima vista ho detto la stessa cosa in due frasi diverse, in realtà sono due cose diverse.

Se uno con una pistola mi costringe a fare una cosa io rimango me stesso e per convenienza (voglio vivere) faccio quello per cui sono costretto.
Se invece dipendo dal vino, tutto il mio corpo (tanto per rimanere sul materiale, ma carattere e molto altro ne rimane influenzato) è predisposto o si trasforma in base a questa dipendenza. Parlando nello specifico di dipendenza da altri sebbene ci siano anche segnali corporei rende di più parlare di adattamento mentale alla dipendenza

nikelise 29-03-2011 09.32.02

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 97936)
No, non ti consento. icon_mrgr: (e mi urta zero).


Dai Nike, vediamo di smetterla di giocare a quale bambino ha l'automobilina pitturata meglio... non mi interessa proprio scornarmi, anche perchè le mie corna intendo conservarle più integre possibile.



In ogni caso non intendevo certo che si deve per forza seguire l'interpretazione dei termini che do io (dico però che se si riesce a stabilire un'interpretazione più oggettiva di un'altra la prima andrebbe adottata)... infatti alla mia frase che hai estrapolato seguiva una spiegazione, dalla quale si capiva che intendevo che dopo aver spiegato cosa intendo con un termine non mi si può dire che sto dicendo cose altre, dovute a diverse interpretazioni dello stesso termine.

Ci sarebbe anche da considerare che, a volte, questi piccoli scornamenti smuovono meccanismi che ci fanno sputare contenuti che altrimenti Sua Maestà la Pigrizia terrebbe in saccoccia... mah, questo dimostra che siamo proprio bambini (direi che parlo per me, ma la realtà è che parlo per entrambi diavolo.g:)


:C:

Accetto tutto , va bene tutto e mi sta bene tutto il buonismo a posteriori .
Rilevo solo che non e' la prima volta e spero sia l'ultima che io e te si debba parlare di quello che scrive l'altro al di la' dei contenuti .
Mi permetto di dire che io faro' pure altre cose , avro' modi inurbani quello che vuoi ma non queste .
Mi ci metto anch'io dunque in mezzo ma non tralascio niente perche' altrimenti ci si incazza veramente per nulla....... almeno che serva a qualcosa .

Astral 29-03-2011 10.36.02

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 97946)
Quella non è una dipendenza, è una costrizione.
La dipendenza è ciò che ci fa essere conseguenza di qualcosa.

A prima vista ho detto la stessa cosa in due frasi diverse, in realtà sono due cose diverse.

Se uno con una pistola mi costringe a fare una cosa io rimango me stesso e per convenienza (voglio vivere) faccio quello per cui sono costretto.
Se invece dipendo dal vino, tutto il mio corpo (tanto per rimanere sul materiale, ma carattere e molto altro ne rimane influenzato) è predisposto o si trasforma in base a questa dipendenza. Parlando nello specifico di dipendenza da altri sebbene ci siano anche segnali corporei rende di più parlare di adattamento mentale alla dipendenza

Ah ecco c'è una differenza, nella dipendenza possiamo allora sempre scegliere se dipendere o meno...ma cosa ci fa decidere di dipendere? Sono le nostre debolezza caratteriali, le nostre mancanze...o anche la paura e la pigrizia di non voler cambiare.

dafne 29-03-2011 22.46.07

Citazione:

Originalmente inviato da centomila (Messaggio 97831)

In altre parole dipendere dagli altri, in una certa misura, è inevitabile perchè fa parte della nostra umana natura. Parlo anche di dipendenze sottili: come negare che il parere degli altri su di noi non è irrilevante? Mettetela giù come vi pare ma nessuno è impermeabile all'altrui influsso............

Ma presto decade la dipendenza se si è convinti, veramente convinti che la soluzione alla nostra vita non dipende e non dipenderà mai dagli altri
.

Ma veramente veramente convinti. Si, è vero. La potenza superiore aiuta.

E mi posiziono come Ray, dopo visto e rivisto e stravisto bisogna provare a forzare un pò altrimenti si rimane impegoleti nel provare, perlomeno a me capita così, provo provo ma non risolvo mai.

Come dice il saggio (e la saggia icon_mrgr: ) non esiste provare. O fare o non fare.

luke 04-04-2011 22.10.16

Metto qui un'esperienza capitatami oggi.
Di fronte ad una critica sarcastica di una persona, si è "scatenato l'inferno" dentro di me, essendo una critica su di una cosa sulla quale soffro particolarmente , evidentemente perchè una parte di me in qualche modo collegata alla siffatta cosa sbraita dentro.

Un pò dopo ,quando ero solo ho avuto un violento litigio con questa parte, parlando tra me e me , ma dandomi del tu...però è come se davvero stesis parlando con una persona che avevo di fronte, tipo un figlio o un fratello e credo di essermi mostrato molto autorevole, le ho fatto capire che le cose andranno fatte comunque come dico io, e che se smette di fare i capricci e mi da una mano senza remare contro è meglio per tutti.

So che sembra una cosa da scemo icon_mrgr:, però ho davvero percepito quasi un si da questa parte e subito dopo averlo percepito il nervoso che avevo è sceso di botto a zero , ho avuto un brivido e poi la calma....anche ripensare all'episodio capitatomi non mi riscatenava niente.
E' come se questa parte si fosse messa finalmente di fianco a me e non più davanti a farmi sceneggiate ad ogni spunto fornitole da altri.

Magari è solo suggestione, però una sensazione di integrazione così, di alleanza con me stesso, non m'era mai capitata, sono ancora adesso sereno, quasi sorridente.

dafne 04-04-2011 22.30.30

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 98224)

So che sembra una cosa da scemo icon_mrgr:, però ho davvero percepito quasi un si da questa parte e subito dopo averlo percepito il nervoso che avevo è sceso di botto a zero , ho avuto un brivido e poi la calma....anche ripensare all'episodio capitatomi non mi riscatenava niente.
.


Bello, davvero bella come esperienza Luke.. sciolta, cotta, mangiata e digerita..icon_mrgr: complimenti e grazie per averlo raccontato fiori.gif se fare gli scemi significasse questo credo che avremmo in giro decisamente mooolta gente più stabile ;)


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