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Colgo l'occasione per dire che considerando che non è analisi, e giustamente tenendo conto dei limiti delle classificazioni, anche perchè ce ne sono diverse, queste, se prese solo come strumenti, anche momentanei, aiutano molto a sbloccare la confusione a la mancanza di direzione verso cui iniziare un altro pezzetto di lavoro su se stessi. Quando feci lavori pratico esperienziali con l'enneagramma, una delle tante classificazioni, rimasi affascinata e subito ripresi con vigore nuovo lavoro e aggiunsi nuova conoscenza di me e degli altri che mi stavano vicini. Successivamente riconsiderai lo schema, me ne distaccai come è giusto che accadesse, ma strumento prezioso fù, e l'unico che in quel momento potei cogliere. Il tipo o traccia caratteriale che sia c'è sempre, anche la più debole. Che ci arrivi in varia misura dalla eredità, dalla educazione, dal contatto con la terra in cui viviamo, traccia indelebile è quasi sempre, anche solo considerando che per decenni abbiamo sempre fatto in quel modo. ((Per Nike: maschilistà!!!!)) |
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Ho messo in conto che in questa vita forse non lo risolvo ma almeno capendo posso evitare di aggravarlo. Ancora non mi hai spiegato cosa intendi con non-problema. Hai avuto un'intuizione ma io non ci arrivo da sola. Uso degli strumenti a mia disposizione e che sono in grado di comprendere per arrivare alla radice ma non è nemmeno detto che lo capisca o che capendolo lo risolva. Ma devo fare tutto quanto mi è possibile per riuscire. Se mi manca una gamba capire il come mi può aiutare ad accettarlo e a non perdere anche l'altra ma di sicuro non mi restituirà quella tolta, ma posso sostituirla con una protesi che non sarà la mia gamba ma come se fosse, mi permetterà di recuperare in tutto o in parte la funzionalità. Detto questo aggiungo per rassicurarti che non intendo inscatolarmi in una definizione nè intendo farlo con altri. So molto bene che siamo molto di più di quel che riusciamo a comprendere. Il lavoro per me è stimolante e da brava estroversa è proprio quel che ci vuole per canalizzare al meglio la mia energia, impegno la funzione pensiero in qualcosa di costruttivo che distoglie l'attenzione dalla distruttività verso la funzione primaria con cui si trova al momento in competizione, non è poco per me. Aggiungo ora una riflessione che può contribuire a chiarire il non-problema: l'idealizzazione. Una cosa a cui non avevo fatto caso consapevolmente ma che ha fatto le sue radici. Ho idealizzato quella figura di uomo come l'unico che è riuscito a tirare fuori da me stimoli e l'unico che è riuscito a farmi soffrire così tanto. La conseguenza si può ben intuire, nessun altro uomo è stato in grado di soddisfarmi come lui e nessun altro a farmi soffrire come lui. Nessun altro in grado di sostuirlo, di prendere il suo posto nel bene e nel male. Adesso non so cosa vuol dire esattamente sta cosa ma ci sto studiando e se avete qualche idea sono qui sempre open. Le intuizioni non condivise non servono a nulla nonso.gif |
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I cinesi a favore delle donne hanno inventato delle speciali bambole con il pilota automatico che le permettono di pensare liberamente e di darle il tempo di calcolare il momento giusto (si-si-si) in cui formulargli la sua richiesta che le nega dal suo "ultimo mal di testa" ma non pretende che lui lo capisca e non ci tiene a spiegarglielo.diavolo.g: Sarebbe interessante farne un tread, che dici? icon_mrgr: Lo potremmo intitolare "All'uomo appare quello che la donna finge"... :@@ Azz mi è scappato di nuovo l'orco! |
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Oppure : l'uomo non capisce quello che la donna non spiega e che lui si rifiuterebbe di capire. Oppure: la donna nega quella che darebbe volentieri ad altri che invece non vogliono . Oppure ancora : parlatene a lungo cosi' deciderete di non farlo mai piu' insieme . Ecco altri buoni spunti icon_mrgr: icon_mrgr: . A parte gli scherzi bisognerebbe insegnare agli uomini come prendere il tempo all'estroversa pensiero piazzando di quando in quando un bel vuoto pneumatico nel rapporto tale da mandare a vuoto il calcio nel sedere con conseguente capriola all'indietro e caduta della medesima estroversa sul terreno di gioco . Metafora calcistica che spero non ti sia ostica . |
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ma ti impedisce di fare qualcosa di veramente veramente ....completo . Vedi un recente 3d. |
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La cosa migliore perche' qualcuno riempia e' metterle uno spazio vuoto a disposizione . Se invece lo spazio e' sempre pieno lei puo' solo svuotare . |
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Per contro ho anche stimolato a continuare e per due volte - questa è la terza - ho suggerito di guardare anche ai tipi che non sono stati ancora esplorati, magari prima di ritrovarsi del tutto in uno di essi. Poi magari si confermeranno le impressioni attuali, ma scegliere una scatola senza averle davanti tutte può farci fare lavoro inutile. Ho anche velatamente suggerito, come anche altri hanno detto, che è probabile ognuno trovi in se caratteri di più di un tipo... è molto difficile incontrare un tipo puro. Tuttavia questo non toglie nulla alla validità della descrizione di un meccanismo appartenente ad un tipo o all'altro che riconosciamo in noi. Citazione:
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Intanto dico due cose su questo tipo, poi se serve ne possiamo inserire anche altri, tanto ne mancano ancora sei. Innanzitutto a livello caratteriale tendo all'introversione nel senso di essere discretamente chiuso, in molte occasioni taciturno, non particolarmente amante della compagnia, specie di persone nuove verso le quali tendo ad avere un ateggiamento diffidente, magari con chi conosco da più tempo sono molto più aperto. E' vero anche che tendo ad analizzare la realtà esterna ma il tutto più che altro per avere conferme o smentite ai mondi che mi cosruisco internamente, tramite lunghi dialoghi con me stesso che faccio da età pre- adolescenziale. Difficilmente però quese costruzioni poi passano dalla fase del progetto alla fase della realizzazione, i vari intoppi e le varie questioni che escono fuori quando mi accingo a fare qualche passo concreto poi ri-comportano nuove dissertazioni mie interne. E' vero anche che una volta estrinsecati questi pensieri, come dice jung, vorrei avessero la forza per auo affermarsi, forse perchè dopo tutta la fatica che ci ho fatto sopra, vederli liquidare in 5 minuti o vederli mettere a confronto con pensieri altrui che mi danno l'impressione di essere stati partoriti in due secondi , un pò , magari involontariamente scoccia, anche se ovviamente nessuno mi ha costretto a faticarci sopra così tanto. E' interessante il discorso delle altre funzioni che a livello inconscio si fanno strada , maari sotto forma di qualche intuizione o sensazione improvvisa che hanno però l'effetto spesso di comportare tonnellate di altri pensieri per contrastarli, così come l'esistenza dei vari meccanismi difensivi, specie quello citato nell'ultima riga, che un pò mi ha fatto "drizzare le orecchie" quando l'ho letto. Gli altri tipi introversi mi sono sembrati un pò più "fumosi", ad esempio non sono riuscito a mettere a fuoco benissimo le differenze tra sentimento e sensazione, ma questa può essere una conferma che queste funzioni sono presenti in me in modo primitivo e quindi non facilmente decodificabili. |
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Riguardo l'intoversa è una donna tendenzialmente melanconica, fredda, taciturna incapace di grandi slanci e questo non mi rientra come atteggiamento affettivo normale. Sicuramente non sono un tipo puro, e se dall'esterno mi arriva uno stimolo che non mi piace sicuramente la freddezza glaciale diventa una mia virtù ma più come eccezione che come regola. Di norma sono espansiva, solare e capace di manifestare entusiasmo calore e affetto cosa che non fa l'introversa. C'è una mescolanza dei tipi, questo lo dice anche Jung che è difficile trovare il tipo puro. Comunque non do niente per scontato e certo in assoluto. Man mano che scopriremo tutti i tipi aggiusteremo il tiro se necessario. |
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L'idealizzazione è qualcosa che parte da un'idea che non corrisponde alla realtà. Potrei ipotizzare: all'inizio ho visto solo il bello della storia, quello che mi faceva stare bene, ho intravisto il negativo ma volevo vedere solo lo parte che mi interessava di più. Ho idealizzato anche di poter essere immune all'eventuale infognamento sentimentale da cui sarebbe stato difficile uscirne con tutte le penne. Avrò idealizzato il "con me sarà diverso", "io ce la farò là dove altre hanno fallito" e simili... Poi il brusco risveglio in una realtà molto lontana dalla mia idealizzazione, ma certo subodorata ed anche qui idealizzata nel superarla in tempi più brevi. Adesso mi chiedo perchè dopo la presa di coscienza ho mantenuto l'idealizzazione rafforzandola sia nel bene che nel male? Anche qui potrei ipotizzare qualche spiegazione: a) la paura di soffrire ancora mi tiene lontana da situazioni simili e per questo inconsciamente mi creo un blocco con l'idealizzazione... b) resto ancorata all'idealizzazione come mia caratteristica, sapendo come in realtà si svolge la cosa e non volendo vedere una realtà che mi mette a contatto con me stessa nella sofferenza mi aggrappo all'idea che la perfezione è una volta sola. c) conoscendo la mia scarsa capacità di controllo sull'oggetto esterno mi proteggo evolvendo in una situazione in cui voglio essere più autonoma rinunciando agli estremi mantenendomi in una situazione di mezzo d) devo prendere per buona anche l'ipotesi della compatibilità sessuale con un uomo che quando raggiunge un livello alto è difficile che accada due volte. L'attrazione è un fatto irrazionale che attinge dalla funzione sensoriale e la mente non può facilmente controllare in quanto il giudizio è neutro su questa funzione. Nike indicami il 3d in questione per favore. Ray non so se ho individuato la tua intuizione di non-problema ma sto cercando di raggiungere la carota icon_mrgr: Citazione:
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Quell'uomo era amplificato dalla condizione precedente in cui vivevi . Oggi sarebbe cosa diversa , nondimeno ti pare inarrivabile perche fremere sembra meglio che soffrire per essere se stessi . Il 3d e' nei modi di dire : chi e' perfetto non e' completo chi e' completo non e' perfetto. |
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Io ho fatto molta terapia, ho lavorato molto su di me per capire, per affrontarmi, ho lavorato sull'autostima, sull'autonomia ma cosa c'è di così profondo da scoprire che non voglio vedere fino a questo punto? Se una delle mie caratteristiche è l'idealizzazione può darsi che io abbia idealizzato anche il modello in cui mi trovo ora e potrei scoprire che non è nemmeno quello. Insomma il ginepraio si fa sempre più fitto. Oppure scoprire di appartenere ad una funzione che non è la mia, nella mia natura, quella per cui sono nata predisposta, che sono stata forzata in un altro senso dalle influenze esterne e non posso realizzarmi... ed ora questa natura spinge e mi crea conflitto, malessere... Mi sembra cruciale capire cosa si nasconde realmente dietro l'idealizzazione che cmq rappresenta una difesa. |
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Non e' una caratteristica tua . Si vede che ancora non e' il momento e che tu debba ancora fare un certo percorso . Piu' di quello che ho detto non so dire , finche' fremere sara' meglio che essere quello che sei sara' difficile accostarti a te stessa . |
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Io di indole sarei solitaria, abbastanza taciturna ad esempio cosa che un'estroversa non dovrebbe essere. |
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Mi pare di trovare attinenze un po' qui e un po' là. Difficile poi aderire quindi ad una sola tipologia mi pare di essere un bel guazzabuglio icon_mrgr: ehm miscuglio di tipologie. E' comunque molto interessante anche grazie a Tea che si è molto prestata e che ringrazio fiori.gif ho colto alcuni spunti dal suo dire, anzi direi tradurre perchè ho delle difficoltà con le parole senza sentimenti ahimè. Grazie anche a Nike di aver introdotto questo argomento che terrò in considerazione per un approfondimento futuro ora sto lavorando su altro. Ho preso nota del libro in questione. fiori.gif Per quanto riguarda l'idealizzazione di sè e degli uomini di cui ci siamo innamorate mi pare cosa non semplice da smontare o da ripercorrere all'indietro sino all'origine. :@@ P.S. Nike toglimi una curiosità ma ce l'hai o ce l'hai avuta con un'estroversa sentimento? diavolo.g:icon_mrgr: abbraccio: |
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Preferiresti non averlo mai incontrato? |
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La difficolta' c'e' ma e' legata alla difficolta' di distinguere tra la funzione prevalente differenziata e le influenze di tutte e tre le altre funzioni rimosse o ausiliarie . Le funzioni rimosse diventano per forza di cose introverse perche' si inabissano nell'inconscio e forse questo non l'abbiamo spiegato bene Se fosse cosi' semplice come una formuletta da applicare il sistema l'avrebbe inventato il macellaio sotto casa miaicon_mrgr: e non renderebbe merito alla complessita' dell'individuo . Poi senza aver letto il libro tante sfumature vi sfuggono perche noi qui possiamo riprodurre solo una parte della complesita'del sistema . Ma gia' l'esposizione del tipo estr. sent. dovrebbe avervi reso l'idea . Come detto ogni funzione influisce su ciascun tipo ma con effetti e modi differenti a seconda che siano differenziate rimosse o ausiliarie . Quindi e' giusto sentirsi un guazzabuglio di tutte le funzioni ( non di tutti i tipi )ma seguendo la regola sulla loro dinamica si dovrebbe capirne di piu' e sbrogliare la matassa . In effetti la spiegazione di questa dinamica da' idea ad un tempo dell'esistente e ad un tempo da' una direzione sul suo sviluppo nevrotico o compensativo cioe' equilibrato . I tipi sono 8 e sono identificati con il riconoscimento della funzione prevalente differenziata che ciascuno di noi ha , non si puo' essere un po' di tutti i tipi ma l'atteggiarsi delle funzioni per intensita' e ruolo rende le possibilita' infinite all'interno di ciascun tipo . Ma all'interno del metodo vedo chiarezza nella spiegazione della loro dinamica. Forse spiegati tutti i tipi andra' meglio , gia' potreste provare ad anticipare le dinamiche del tipo IP DI Luke o faremo noi . Il punto d'arrivo e' la funzione trascendente cioe' una complessa funzione che ci dovrebbe porre un equilibrio tra soggetto ed oggetto all'interno di ciascun tipo . Proveremo a sforzarci di piu' specie nelloa spiegazione dello svolgersi della funzione ausiliaria cui con Diam abbiamo in effetti appena accennato . |
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Per un disincato utilissimo che subentra e che e' importante per le scelte successive . |
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Voglio pure precisare che non fu la fiaba come si potrebbe pensare, erano anni difficili per me in cui stavo affrontando il duro percorso della separazione da mio marito. Camminavo sui carboni ardenti, ma me ne assumevo ogni responsabilità affrontando tutto giorno per giorno, una storia può anche finire ma è il modo che mi ha fatto più male. E' il ricordo di quella immane sofferenza. Quella mi ha scioccata, traumatizzata. Lui ha cercato di distruggere tutto dentro di me, anche il ricordo di ciò che lui era stato con me, nemmeno una foto delle centinaia di foto che mi ha fatto, mi ha detto che gliele avevano rubate mentre me li stava portando, era come un volersi riprendere le sue cose, il non volere le sue responsabiltà, il non aver voluto provare sentimenti, il non avermi mai detto "non sei una donna che si fa dimenticare, io ti amo e non ti voglio perdere", così alla fine mi disse "tu bussavi alla mia porta ed io ero gentile ad aprirti". E' stata una violenza psichica la sua cavillosa opera di distruzione dall'interno. Mi ha snaturata. Non ero pronta ad affrontare tutto ciò, io sono un tipo sentimento mai negherei ad una persona di aver provato il mio sentimento anche se non lo provassi più. E' come avermi voluto privare della mia identità ecco. Non so spiegarti meglio ma è così che mi sentivo senza identità, senza centro, scavata dall'interno, vuotata del mio significato. Tre anni di terapia per uscirne ma anche molti scontri chiarificatori con lui in cui ne uscivo sempre più sconfitta. Dovevo ricostruire me stessa dalle sue macerie ma a lui non è andata bene come pensava. Qualcosa ho perduto sono certa, non ho mai potuto elaborare bene del tutto, lui si è negato ogni più piccola responsabiltà su tutto anche sul fatto che mi desiderava, tutto, è stato un rapace, un depredatore di anima, non tollerava che in qualche modo avessi un'influenza su di lui. Si è auto convinto che io non significassi nulla oltre ad una profonda amicizia. Oggi è un uomo solo come aveva sempre predicato di voler essere. L'ho incontrato per caso quest'estate in campeggio dopo 8 anni che non lo vedevo. Ho visto solo l'involucro di ciò che è stato. Lui mi ha ricordato del mio vestito bianco a fiorellini che io amavo molto e avevo dimenticato con tutto il suo significato come tante altre cose che lui aveva ancora davanti. Voleva riprendere i contatti, non mi ha mai dimenticata nè mai gli sarà possibile farlo mi ha detto, ma io non provo più nulla, nemmeno il desiderio della rivalsa... La colpa dentro di lui ha forse lavorato in segreto. |
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Lo so che allora non lo era . |
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Del tipo introverso occorre dire una peculiarità importante per meglio capire la natura dell'intro. L'importanza del soggetto. Jung descrive come la società da molta importanza più all'oggetto che al soggetto, intendendo per soggettivo egoismo ed egocentrismo, come se tutto ciò che proviene dal soggetto provenga dall'ego. E' questo il pregiudizio che l'introverso riceve dall'estroverso. Per soggetto si indica la struttura della persona come grandezza inerente al soggetto ma parliamo della struttura della psiche che precede l'Io, ovvero il Sè che comprende anche l'inconscio oltre l'Io, l'Io è il punto centrale della coscienza. Cosa succede nell'introverso: da un lato segue la propria inclinazione in introiezione e dall'altro subisce il pregiudizio che ciò che proviene dal suo interno è ego, scambia il proprio Io con il proprio Sè, eleva l'Io alla dignità di soggetto del processo psichico, cioè soggettivizza in modo abnorme la propria coscienza e quindi si estrania dall'oggetto. Tutto ciò che a questo punto arriva dall'esterno viene percepito come condizionato dall'oggetto, invece proviene dalla struttura inconscia della psiche che l'azione dell'oggetto libera. L'introverso non è più consapevole della provenienza degli stimoli inconsci e crede provengano dalla sua coscienza cioè dall'io, generando un forte egocentrismo se troppo accentuato. A questa punto si innesca una lotta di potere fra ciò che viene ritenuto di valore cioè il fattore soggettivo e ciò che viene privato del valore cioè l'oggetto. L'oggetto assume un ruolo troppo piccolo rispetto l'attività soggettiva nell'intro, mentre nell'estro l'oggeto ha un ruolo molto più grande. In sostanza il confronto nei due tipi è sempre fra il soggetto e l'oggetto. Jung dice che solo lo sviluppo delle due tipi permettono l'esatta conoscenza di conscio e inconscio ma questo nell'uomo normale non avviene praticamente mai, per cui si distinguono questi due tipi in antitesi fra loro. Nell'intro l'oggetto viene recepito come compensatorio attraverso l'inconscio per smorzare un abnorme senso di forza e superiorità della coscienza. L'oggetto acquista così un potere enorme che la coscienza si accanirà a distruggere attuando sistemi difensivi. Queste difese costano molte energie per cui il sintomo tipico degli intro è la psicoastenia, eccessiva sensibilità ma esauribiltà e stanchezza. Visto che la coscienza sviluppa fantasie di potenza per rimarcare la propria superiorità sull'oggetto manifesta anche la paura degli oggetti, l'esterno viene visto come un mondo carico di pericoli, di insidie in quando ha il potere di invalidare il soggetto, da cui la vigliaccheria nell'affrontarli per non far valere se stesso. La vigliaccheria proviene dalla paura dal fatto che non sa argomentare contro il pregiudizio dell'oggetto in quanto non riesce a capire e a distinguere la provenienza del suo inconscio mescolato con la coscienza. Teme il coinvolgimento sentimentale anche con l'altro sesso e non riesce a vincere la paura dell'influsso estraneo. Per ora mi fermo qua. |
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Forse anzi taciturna e solitaria sei proprio per questo stravolgimento della tua vera natura che comprimi per paura , come se la tua natura si ribellasse a questa inibizione e ti costringesse a fermarti ed a riflettere . |
Provo ora a descrivere il tipo IP.
Jung descrive l'estroverso come energia che si espande e l'introverso come energia che approfondisce. L'IP in apparenza sembra essere limitato nel suo sentire ma in effetti egli coltiva in profondità i suoi sentimenti anche se non riesce ad esternarli. L'estro invece espande i sentimenti per cui si notano di più, tuttavia spesso non riescono a scendere molto in profondità restando più superficiali. Il rapporto con l'oggetto è sempre in negativo quindi non riesce a radicarsi con esso, va dall'indifferenza al rifiuto. Il suo giudizio è freddo, rigido e inflessibile, poichè non riconosce valore all'oggetto dandone solo al soggetto che sente come superiore. Il suo atteggiamento è spesso cortese, educato ma sottilmente nervoso e pronto a difendersi, l'oggetto è sempre pericoloso per il suo valore. L'IP produce i pensieri e poi li abbandona, essi devono trovare la strada da soli. Manca spesso di senso pratico e respinge ogni forma di pubblicità. Non sa conquistare la simpatia altrui pur volendo che gli altri riconoscono il valore delle sue idee, che persegue con ostinazione, caparbietà. Questi tipi sono facili da colpire alle spalle proprio perchè non sanno valutare il valore dell'oggetto, non sanno riconoscerne la vera pericolosità. Potrebbe esere vittima di donne senza scrupoli, motivo per cui hanno paura della relazione. E' un tipo scrupoloso che lavora con fatica, per cui poi stanca. E' taciturno e spesso non capito dagli altri anche perchè non spreca energia per farsi capire, un concetto chiaro per lui chiaro per tutti. Da qui i malintesi, lui pensa che la gente sia stupida perchè non lo capisce, la genta pensa che lui sia troppo intelligente quando lo capisce. Si rimarca ancora una volta la difficoltà di interazione tra soggetto e oggetto. Per apprezzarne le doti di questi tipi bisogna conoscerli bene, frequentarli a lungo. Sono i tipi che sviluppano una buona intimità, profonda e personale e un raro candore affettivo. Non sono bravi insegnanti per i motivi già ampiamente descritti. Egli scambia la propria verità soggettiva con la propria persona, non tenterà mai di convincere gli altri delle proprie idee ma si opporrà con forza alle altre. Sono produttori di idee ma non di fatti come gli estroversi. Mi sembra ormai chiaro che mancano di praticità in quanto non dando valore all'oggetto ritengono che la relizzazione delle idee, quindi la trasformazione oggettiva del soggettivo non sia mai di pari valore all'idea. L'oggetto non rende onore all'idea, non può apprezzare nemmeno il prodotto del suo soggettivo in quanto alienato da sè, ormai oggetto. |
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Dico cosa ha rimandato a me, poi se vuoi puoi chiarire il tuo punto di vista. Fremere e soffrire mi sembrano la manifestazione del corpo la prima e dell'interiorità la seconda. La prima è diretta verso l'esterno, la seconda verso l'interno. La prima va in espansione la seconda in profondità. La prima va verso l'oggetto la seconda verso il soggetto. La pirma estroversa la seconda introversa. Il fremere-corpo maschile, la soffrenza-interiorità femminile. Se è vero che sono estroversa è logico che mi trovo meglio nell'espansione verso l'oggetto, ma poi entro in contatto con il soggetto che soffre. In entrambi i casi c'è una identificazione dell'Io con il fremere del corpo e con il soffrire dell'anima. Alla luce delle recenti mie descrizioni dei tipi forse avrò fuso oggetto e soggetto, per cui se godo c'è subito l'opposto che soffro, viceversa se soffro poi meriterò il godimento. Godo per soffrire, soffro per godere. E' nell'inconscio collettivo tipico della cristianità cattolica. In qualche modo l'esperienza mi ha portato a conoscere le due parti di me inerenti il lato affettivo, il dentro e fuori, coesistono insieme, l'uno contiene l'altra nella stessa misura e intensità in cui l'altra contiene l'uno. Da qui la ricerca inversa di cui ho parlato in altro 3d. E' il momento di attiva passività. Il fremere-corpo-maschile va dentro e il soffrire-interiorità-femminile va fuori. Come? Nei momenti di scontro tra soggetto e oggetto, in cui viene fuori l'orco, se lo scontro è abbastanza forte da andare in profondità tanto quanto si espande all'esterno il conflitto viene annullato dalle due forze uguali, quel che resta momentaneamente è il vuoto, il silenzio, forse il reset di cui parla Uno ma non ne sono sicura. Il momento è quello giusto del miracolo. Il femminile fuori passivo, il fremere maschile dentro attivo. Il mare calmo ha nella sua profondità molte correnti che non si vedono all'esterno. E' il perfetto equilibrio dell'energia che ha un tempo limitato e non dipende da me. Il guaio è che questa situazione è difficile da riprodurre volontariamente, essa accade, non ho ancora capito a fondo il meccanismo. |
Grazie a Diamantea per l'aiuto sull'introverso pensiero fiori.gif
In effetti mi riconosco anche in buona parte delle cose postate da Diam, specie sulla lotta tutta interna tra coscienza ed inconscio , lotta in cui si rischia di perdere entrambi senza un vincitore. Molte volte, infatti, la sensazione che ho avuto è di essere tipo una montagna che partorisce un topolino, tanti sforzi, elucubrazioni più o meno astratte, ma di cambiamenti veri pochi e molto lenti, forse proprio perchè le fatiche fatte a livello pensiero vengono subito contrastate dalla parte inconscia che sforna subito nuovi timori, nuove problematiche emotive e si ricomincia da capo. Non ho ancora capito, e mi sembra non vengano dati molti accenni a tal proposito neanche nel libro, come riequilibrare il tutto, se partendo , ad esempio , dal lato cosciente o cercando di osservare e poi comprendere meglio le dinamiche intuitive, sentimentali ecc, di provenienza inconscia. SI accennava anche al problema del sesso opposto ed in effetti per un tipo come il mio , è un argomento un tantinello problematico, perchè arrivano bordate emotive , idealizzazioni spinte , tragedia paventate , timori di farsi del male (o far del male all'altra parte , ancora non mi è chiaro ) che comportano sfinimenti "mentali" abnormi, i quali però finiscono per rinfocolare ancora di più quello che cercavano di contrastare, comecercare di spegnere il fuoco con la benzina nonso.gif |
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La prima ausiliaria ti serve per bloccare il pensiero con una tastata all'oggetto , la seconda per dare al rapporto con l'oggetto una direzione , una prospettiva futura . |
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Spesso egli pensa a come dovrebbe sentirsi più che a come realmente si sente rispetto l'oggetto. Ho notato che ultimamente tu ti sia un pò più aperto e ti stia esprimendo in come "mi sento", questo è molto importante, è un'apertura verso il forum in quanto oggetto. Una delle funzioni primarie dei gruppi in genere è che ascoltando gli esempi degli altri hai un riferimento, un termine di paragone esterno con cui confrontarti e da cui trovare anche quel coraggio che ti manca nell'esternazione di te stesso. Sai, la qualità che più ho apprezzato del tipo IP è l'intimità, una qualità che conquista molto le donne abbraccio: |
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Eh si ci metto sempre un pò ad aprirmi, anche se qui è stato piuttosto facile, mi sono trovato subito bene ed a mio agio. Ultimamente sto cercando di aumentare il grado di apertura anche in contesti meno "tranquilli", senza che questo comporti poi tempi biblici per digerire ed elaborare le varie dinamiche che si vengono a creare, cosa che spesso mi ha fatto optare, in modo più o meno consapevole, per chiusure e prese di distanza di sicurezza, diciamo. La qualità dell'intimità conquista le donne? Buono a sapersi :), sono i passi prima che mi fregano icon_mrgr:, magari ritardo troppo l'arrivo su quello che dovrebbe essere invece il terreno più adatto per un introverso, l'intimità, la complicità molto stretta ecc, e questo forse contribuisce a far presumere all'altra parte che i tentennamenti e le incertezze nelle fasi precedenti si ritroveranno pari pari anche in una eventuale fase seguente,cosa che magari, invece, non sarebbe . CI vorrebbe una specie di "credito pre-pagato", ma non tutte al giorno d'oggi sono dispose a concederlo, vedrò cosa posso fare per rimediare. Grazie dello spunto bacini.gif |
Continuo la descrizione dei tipi con la funzione affettiva nell'introverso.
L'affettività introversa come per quella estroversa prevale più nelle donne. Capire l'affettività introversa è compito assai arduo, per il principio della introversione anche l'affettività è rivolta verso l'interno ritenendo negativo l'oggetto. Essa non mira a conformarsi all'oggetto ma sopraordinarsi ad esso, cercando di realizzare le immagini affettive interiori sulle quali si fonda. Non esisterà quindi un oggetto capace di incarnare il suo ideale interiore. La negativizzazione e l'indifferenza mostrata è solo una difesa dall'oggetto e dalla sua incapacità a comunicare ciò che sente. Le immagini primordiali rappresentano sia l'idea che il sentimento, per cui hanno un valore sia intellettivo che affettivo esteso a tutto ciò che riguarda le idee fondamentali di Dio, libertà e immortalità. L'affettività è più difficile da esternare rispetto il pensiero, per cui queste persone diventano taciturne, inaccessibili, incomprensibili. Sviluppato in eccesso essa porta all'affettività narcisistica, in cui il soggetto sente solo se stesso e tutto diventa in esclusivo riferimento a se stesso. Le donne IA sono poco appariscenti, spesso si celano dietro un atteggiamento di banalità e puerilità, con temperamento melanconico. All'esterno appaiono tranquille, garbate, armoniose, in equilibrio come di chi non vuol sconvolgere nè impressionare o cambiare il prossimo. All'estremo diventa freddezza o indifferenza per le sorti degli altri. Qusta armonia esiste fin quanto che l'oggetto si mantiene ad una certa distanza. Il soggetto anche davanti una situazione entusiasmante si mostra quanto più neutrale possibile, con tono di leggera superiorità e di critica che raggela e demolisce l'oggetto qualora si tratti di un tipo sensibile. Potrebbero sembrare soggetti incapaci di provare sentimenti, in quanto non si espandono, tuttavia vanno in profondità. In genere i soggeti IA nascondono i loro sentimenti dentro di loro custodendoli gelosamente, essi si manifestano nella religiosità, nella poesia e se hanno figli nella loro totale dedizione.Questa introversione attira l'interesse dell'uomo estroverso il quale entra in contatto con il proprio inconscio. E' il potere misterioso della donna introversa che può sfociare nella tirannia affettiva o nella fredda ambizione arrivista senza scrupoli. Esasperare l'affettività introversa porta alla nevrastenia, in quanto fa innescare una serie di rivalità con l'oggetto che acquista sempre più la connotazione di nemico e respingerlo comporta un notevole dispendio di energie che svuotano dall'interno. Il tipo introverso viene meno compreso rispetto l'estroverso in quanto il principio e lo stile del tempo in cui viviamo ci porta a considerare maggiormente l'oggetto. L'introverso si trova in minoranza in quanto oggi si prilegia il visibile il tangibile esattamente ciò che egli nega. Si trova a sopravvalutare l'oggetto e svalutare il fattore soggettivo perchè non tangibile. Tuttavia non valuta nemmeno il fattore soggettivo come dovrebbe. I tipi razionali introversi sono catalizzatori di pregiudizi in quanto la società si proietta soprattutto verso l'esterno, l'oggetto vede l'introverso come egoista, freddo. Egli non riesce ad aderire fedelmente con dedizione al fattore soggettivo come l'estroverso invece fa con l'oggetto. Mi sembra un invito a rivalutare il fattore soggettivo sede di profondi valori e il contatto con il Sè. |
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L'oggetto cioe' il mondo esterno ha una grande potenza nell'influenzare la coscienza del soggetto . Quello che dice Telemaco e che nessuno nega . La lotta contro questa forza e' alla base del pensiero orientale . Come diceva Uno nell'altro 3d ''pensare e' talmente difficile ...'' una delle soluzioni proposte e' di diventare il nulla ,( anche l'amore e' da eliminare perche' portatore di sofferenza ) in modo da ecludere il condizionamento dell'oggetto . Il tipo intr. pensiero nel porre come contenuto del pensiero non i fatti ma la propria idea soggettiva dei fatti , realizza una svalutazione dell'oggetto , l'oggetto visto e valutato solo a conferma delle proprie interpretazioni dei fatti . Spesso anche forzando i contenuti dei fatti pur di far prevalere le sue idee . Questo tipo , inoltre, neppure riconosce la provenienza interiore del suo pensiero , la provenienza dal regno degli archetipi che costituiscono il contenuto del suo Se ma al contrario attribuisce prevalenza assoluta ai contenuti della coscienza cioe' all'Io . Dall'unione di questi due aspetti : la svalutazione dell'oggetto e la prevalenza dell'Io ne deriva una sostituzione dell'Io al Se che si esprime nella sensazione di onnipotenza cioe' di comprensione assoluta del mondo invece solo interiormente e quindi imperfettamente rappresentato dalla coscienza . Questa sensazione di onnipotenza e' una delle tappe da superare del processo di individuazione , quando la coscienza si accorge di se stessa ed inflaziona la psiche . La dinamica dell'inconscio pero' inesorabile continua : il mondo , l'oggetto , rimosso nell'inconscio per la paura dell'Io di essere smentito e sottomesso , riemerge con la forza che gli imprime l'archetipo di turno e terrorizza il tipo intr pensiero assumendo potenza demoniaca e magica cioe' una forma primitiva ed arcaica che e' anche quella della funzione rimossa del sentimento che anch'essa emerge dall'incoscio . E' la rivincita della forza del Se e dell'oggetto . Diverso dice jung sarebbe stato se all'oggetto si fosse opposto il Se anzicche' l'Io . In questo caso due forze di pari valore fronteggiandosi si sarebbero compensate : pensino gli uomini se alla bellezza femminile reale si opponesse la forza dell'immagine che del bello e' dentro l'uomo , del bello rappresentato e vissuto attraverso le proprie immagini inconsce , in questo caso la magia della bellezza femminile sarebbe ridimensionata dal fatto che questa forza magica e' gia' in possesso dell'uomo . Non so se ho reso l'idea . Invece il nostro tipo all'oggetto oppone solo il suo Io gonfiato , il suo pensiero che e' insufficente a sperimentare la fascinazione dell'oggetto , a comprenderlo e per questo soccombe . Dice Jung : la volonta' di dominio diventa implorazione d'amore !!!! il sentimento rimosso si trova a ipervalorizzare proprio quell'oggetto che il nostro tipo aveva prima svalutato . Ecco perche' le funzioni ausiliari irrazionali costituite dalla sensazione fisica dell'oggetto e dell'intuizione cioe' della possibilita' o meno di un rapporto con quell'oggetto possono essere d'aiuto . Con la sensazione si ristabilisce un contatto fisico con l'oggetto che costituisce una prima piu' vera conoscenza di quello , con l'intuizione si decide se accettarlo o meno come vero valore per il proprio destino ( parola chiave dell'intuizione ...il destino cioe' il futuro inserito nel proprio passato ) . |
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Anzi perche' non provate ad immaginare voi donne che dinamiche presenta l'estroverso pensiero ? |
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Molto interessante Nike, grazie. Intanto che ci rifletto sopra e vedo poi di postare qualche altro tipo, mi chiedevo se un corretto uso delle funzioni comportasse l'abbandono della modalità introverso o meno. Cioè migliorare, evolversi ecc non ci fa essere più introversi, lo saremo in misura minore, diventeremo estroversi o una cosa che le trascende entrambe? |
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Un modo nuovo e sempre originalissimo , unico , ognuno avra' il suo . |
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