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Però c'è una sofferenza su cose concrete e una sofferenza dovuta a problemi esistenziali. Questi ultimi sono superflui per la sopravvivenza. La fiducia in qualcosa e la speranza sono come droghe, non possiamo farne a meno. Chi ne ha di più è solo più anestetizzato. Non so se alla fine si viva meglio. L'erba del vicino è sempre più verde. |
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Dopo questi millenni, le cose in fondo non sono tanto cambiate, nonostante tutti i salvatori dell'umanità. Solo che oggi con tutta la nostra conoscenza abbiamo ridotto il mondo in una polveriera e siamo a rischio di estinzione. Qualcosa nel nostro pensiero non deve aver funzionato. Forse lo abbiamo messo troppo a disposizione delle ideologie, filosofie, religioni..... Forse ci siamo imposti di essere quello che in realtà non siamo. Non so cosa pensino gli animali, lo suppongo. Osservandoli mi sembra non abbiano tutte le nostre nevrosi e paure esistenziali. Forse mi sbaglio, ma è quello che osservo. Riguardo al vivere come un bruto ? Cosa significa essere un bruto ? Gli animali difficilmente uccidono uno della loro specie, gli uomini in nome di Dio hanno massacrato milioni di simili. Chi è il bruto ? Io non aspiro a niente di particolare. Ho detto che non possiamo essere diversi da ciò siamo e diventiamo. Faccio osservazioni, esprimo opinioni, dialogo in questo forum, non voglio convincere nessuno perchè non ne ho alcun potere. Comunque vivere, lavorare , mangiare, passeggiare ecc. non è poi male se togliamo il pensiero inutile che non ha un senso pratico. Come cercare di cancellare la sofferenza fisiologica che è una proprietà della vita (non la sola per fortuna) o cercare un senso. Probabilmente elimineremmo gran parte della sofferenza inutile. |
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In ogni caso rispetto la tua posizione, non posso certo convincerti del contrario. Il fine evolutivo? Secondo me è proprio conoscere se stessi e il proprio posto nell'universo. Credere in un senso della vita potrebbe essere soprattutto un modo anche per smettere di rimandare tutto a domani. Sempre se per senso non intendiamo idee paradisiache di vita eterna concessa indistintamente. |
Prendo alcuni punti dei tuoi ultimi post.
Ti cito, ma non ho la pretesa di risponderti, diciamo che scrivo per chi vuole leggere. Citazione:
A te parrà un dettaglio di poco conto ma non lo è Citazione:
La differenza con gli animali è, quando c'è, solo nell'ambiente i cui siamo immersi. Citazione:
Nel momento in cui non hai problemi a breve termine allarghi la tua visione ed inizi a pensare più in largo, lo fanno pure gli animali seppure a modo loro e con le limitazioni del loro essere. Gli animali domestici hanno la fobia della ciotola vuota anche se hanno la pancia piena e se sanno che non sono mai rimasti senza cibo. Non pensano più all'immediato: adesso-ho-fame->mi-preoccupo-per-il-cibo ma a quello che potrebbe essere. Citazione:
Però bisogna specificare che la tensione è necessaria per vivere, diventa un problema quando è sovradimensionata rispetto a ciò che si vive. E' invece indice evolutivo (individuale) quando si riesce ad affrontare una questione con una tensione minore della media. E' indice di grandissime potenzialità (che non definisco meglio ora) quando si affrontano le cose con una tensione che all'occhio dell'umano medio non esiste per nulla Citazione:
Comunque si, il pensiero sicuramente non può cogliere il mistero della vita, può solo tentare di dare una forma condivisibile con gli altri a ciò che deve essere "colto" in altro modo. Citazione:
La fame di ricerca invece si, l'ho eliminata, quella è necessaria solo fino ad un certo punto. Se continua indefinitamente senza mai mettere in pratica quello che si è trovato, vuol dire che o non si è trovato nulla o qualcosa tipo che invece che amare ci si innamora dell'amore. Citazione:
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Metterli sotto spirito? (anche in senso letterale) Il problema non è bruciarli, il problema è come si usano. E poi potrei raccontarti delle favole sulla rigenerazione anche dei neuroni... ma evitiamo. Citazione:
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Sapevo di alcuni esercizi fisici che abbinati alla respirazione vanno a stimolare le cellule cerebrali aumentando le capacità di apprendimento e attenzione ma non credo c'entri. |
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E invece la gente che si pone il perché del senso della vita cosa fa di diverso ? Le stesse cose ! Mangia lavora dorme fa bambini li cresce e muore... …vivono prigionieri della propria mediocrità, più che mai si lasciano vivere tra beghe condominiali, telenovele ecc… In più hanno l’illusione di essere meno mediocri perchè interessati a cercare un senso della vita. IL punto è che entrambi soffrono e sperano di raggiungere la felicità domani. E se non ci fosse nient’altro fuori di noi ? La vita di cui noi facciamo già parte qui ed ora ti sembra poco ? Serve proiettare fuori da noi stessi qualcos’altro ? Si certo, questo è ciò a cui non possiamo più fare a meno per sfuggire alla nostra paura della morte, paura dell’impermanente, tutto qui. La differenza, non la fa il cercare o meno un senso della vita, ma l’intensità con cui si vive la propria vita. Io affermo che cercare un senso crei più problemi che benefici perché distoglie la nostra attenzione dal presente e dal “vivere “ stesso che è l’unica certezza che possiamo sperimentare. Tutto il resto sono solo chiacchiere. |
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Aggrapparsi ad un significato mistico della vita lo “crediamo” un buon modo per lenire questa sofferenza, ma non funziona , anzi rigenera ulteriore sofferenza, l’uomo è diabolico nel suo persistere in ciò e il risultato è davanti ai nostri occhi. Aggrapparsi ad un potenziale senso della vita è necessario per esorcizzare la paura della morte e del nulla, cose di cui siamo consciamente o inconsciamente terrorizzati. Non accettiamo che la vita possa già avere senso in sé stessa. Accettare la vita per ciò che è, e non per ciò che vorremmo che fosse, è assumersi la responsabilità di sé stessi, non il contrario. IL nostro posto nell’universo, ce l’abbiamo già, è qui, dove siamo. Cosa andiamo a cercare altrove ? perché ? Cercare un senso della vita, significa proprio rimandare a domani, altrimenti non cercheremmo più e penseremmo solo a vivere. |
Cerco di chiarirti meglio le mie opinioni e ti pongo alcune domande.
(p.s. ma come cavolo si fa a far uscire le citazioni frazionate, in modo automatico ???) Originalmente inviato da UNO Eliminarla non è possibile, sono d'accordo, ma puoi usarla o esserne usato. A te parrà un dettaglio di poco conto ma non lo è Usare la sofferenza o esserne usati non significa nulla. E’ solo un inganno per aggirare il problema. Resta sempre la sofferenza. Originalmente inviato da UNO Ti farei parlare 10 minuti con il mio gatto che non ha problemi di sopravvivenza, di cibo etc... La differenza con gli animali è, quando c'è, solo nell'ambiente i cui siamo immersi. Ho avuto 6 gatti nella mia vita. Vorrei proprio parlarci col tuo…. Ti assicuro che il gatto soffre per cose concrete o relative alla sopravvivenza, ma non certo per problemi esistenziali. Originalmente inviato da UNO Come no? Sempre di sopravvivenza si tratta. Nel momento in cui non hai problemi a breve termine allarghi la tua visione ed inizi a pensare più in largo, lo fanno pure gli animali seppure a modo loro e con le limitazioni del loro essere. Gli animali domestici hanno la fobia della ciotola vuota anche se hanno la pancia piena e se sanno che non sono mai rimasti senza cibo. Non pensano più all'immediato: adesso-ho-fame->mi-preoccupo-per-il-cibo ma a quello che potrebbe essere. L’organismo sopravvive benissimo anche senza il pensiero astratto. L’organismo si preoccupa solo di sopravvivere e riprodursi, tutto il resto sono esigenze della mente. Gli animali domestici non hanno la fobia della ciotola vuota. Semplicemente rispondono all’istinto di sopravvivenza. Non possono sapere finchè ce ne sarà (di cibo) e anche se hanno la pancia piena è normale che si preoccupino se la ciotola è vuota, ma è un problema pratico e di sopravvivenza, non è un problema astratto o mistico…. Originalmente inviato da UNO Questa sarà la tua condizione, non è la mia anche se non posso dimostrartelo e neanche mi interessa farlo. Però bisogna specificare che la tensione è necessaria per vivere, diventa un problema quando è sovradimensionata rispetto a ciò che si vive. E' invece indice evolutivo (individuale) quando si riesce ad affrontare una questione con una tensione minore della media. E' indice di grandissime potenzialità (che non definisco meglio ora) quando si affrontano le cose con una tensione che all'occhio dell'umano medio non esiste per nulla La tensione è sovradimensionata perché il problema mistico-esistenziale non è inerente a ciò che è la vita, è uno spreco di energia inutile. Per me è indice evolutivo superare la necessità di trovare un senso alla vita, non il suo contrario. Originalmente inviato da UNO Non credere che sia una cosa solo mentale, il corpo ha la sua parte, ovvio che potremmo parlare di mente corporea. Comunque si, il pensiero sicuramente non può cogliere il mistero della vita, può solo tentare di dare una forma condivisibile con gli altri a ciò che deve essere "colto" in altro modo. La mente corporea è solo un’immagine poetica. L’intelligenza del corpo è l’intelligenza stessa della vita. La vita è inafferrabile, la mente si crea i suoi bei dilemmi esistenziali e si crea un senso della vita, perché la mente teme l’impermanenza. IL corpo, no. Il corpo non muore mai, al massimo si trasforma in qualcos’altro. Originalmente inviato da UNO Continui a fondare assolutismi sulla tua persona. Non potrei affermare di aver eliminato in me la sofferenza, sarei un falso, ma c'è una notevole differenza tra esserne posseduti e ridurla al necessario per il movimento. In molte circostanze si riesce anche a farne a meno, a volte invece è necessaria. La fame di ricerca invece si, l'ho eliminata, quella è necessaria solo fino ad un certo punto. Se continua indefinitamente senza mai mettere in pratica quello che si è trovato, vuol dire che o non si è trovato nulla o qualcosa tipo che invece che amare ci si innamora dell'amore. Come fai mettere in pratica quello che cerchi se lo stai ancora cercando ? Se l’hai trovato, cosa hai trovato ? Hai forse trovato il senso della vita ? Se invece non cerchi il senso della vita e ti basta la vita come fine a sé stesso, certo che puoi farne un atto pratico Originalmente inviato da UNO nonono.gif, per tanti, non per tutti. Per tutti…ognuno si tiene le sue opinioni e le sue …illusioni E’ impossibile cessare il pensiero e se ti ricordi di averlo cessato per un certo tempo è perché il pensiero era presente, altrimenti non te lo ricorderesti affatto. Originalmente inviato da UNO E che ci vorresti fare con i neuroni? Metterli sotto spirito? (anche in senso letterale) Il problema non è bruciarli, il problema è come si usano. E poi potrei raccontarti delle favole sulla rigenerazione anche dei neuroni... ma evitiamo. Tu, e non è la prima volta, ci mostri sempre lo zuccherino, ma non ce lo fai mai assaggiare. Se non vuoi raccontare la favola sui neuroni perché l’hai citata ? Perché alludi se poi non dimostri ? Se ti spieghi, va bene, altrimenti è solo sfoggio di conoscenza occulta… Originalmente inviato da UNO Lo è per chi pensa che la meditazione si cerca, si medita non si cerca la meditazione, non si fa la meditazione... si medita E’ ovvio che intendessi questo. MI riferisco a quelli che meditano. Ma chi fa meditazione e la fa da anni e continua a farla, perché insiste ? Una volta guariti non si prende più la medicina… Forse la meditazione ha solo un beneficio temporaneo? Dopo la meditazione si trova la pace poi torna la tensione ? Certo, dopo aver speso energia per far tacere il pensiero, si è esausti e più che la pace arriva la stanchezza….e noi la scambiamo per pace… Andare in palestra fa più o meno lo stesso effetto…. Comunque ci sono anche quelli che l’ abbandonano perché non ne trovano beneficio… Non meditano in modo giusto o sono più pratici ? |
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Non certo io che credo che tutto ciò che esiste è inevitabile. L'esistenza della domanda significa solo che siamo ancora prigionieri della paura, senza permanenza la vita per noi perde di significato e così ne cerchiamo disperatamente il senso. Altro che scopo, esiste solo la vita. Poi puoi costruire tutte le frasi retoriche sui nostri limiti, sull'Universo che ci contiene e sull'uva, ma sono solo parole vecchie, superate, morte. Resta il fatto che nessuno ne è mai venuto a capo in questa ricerca, altrimenti non se ne parlerebbe nemmeno, mentre è evidente che l'umanità è sempre più nella morsa di problemi esistenziali..... Ci sarà un motivo non credi ? |
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Non è la stessa cosa, se ti usa lei ti usa a più non posso, se la usi tu usi la misura necessaria. Citazione:
Scherzi a parte... primo sempre sofferenza è, secondo è pure esistenziale più di quella nostra perchè è convinto che anche con la panza piena se la ciotola è vuota morirà di fame. Sempre paura della morte, esistere, vivere etc... i problemi sono gli stessi anche se visti da prospettive diverse etc.. Alla fine anche quelli che dicono che vivono alla giornata, che non pensano a certe cose etc... Citazione:
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No Certo, potevi anche non andarci (obbligatorietà legge italiana a parte) e vivere analfabeta pacifico e tranquillo. Sono scelte.. anche se fino ad un certo punto. Citazione:
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La risposta appena più articolata è che fino ad un certo punto la meditazione è una cosa esterna da se, qualcosa che si fa... non c'è altro modo per iniziare. Se si passa quel momento vivi e basta non c'è più differenza tra meditare e non meditare, ma allo stesso tempo mediti e non mediti. Non è un koan... lo scrivo per evitare equivoci a qualcuno. In ogni caso, in quanto umani tutto è perfettibile, anche quando fai/sei già bene. Citazione:
L'energia la spendi, ed è necessaria, all'inizio, nelle prime esperienze, per rimanere cosciente quando non hai da aggrapparti a nulla... sempre se uno ci riesce. Se mediti veramente l'energia spesa frutta e non sei stanco, anzi.... |
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Lo sai che più della metà di quelli che crediamo fatti sono solo supposizioni ? E che per questo i testimoni sono spesso inattendibili ? |
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E non sei presuntuosa. Solo hai la memoria corta icon_mrgr: Ho sempre detto che è impossibile eliminare la sofferenza, fa parte della vita. Soffro come tutti per le cose concrete. Sto lavorando per ridurre al minimo quelle causata da cose astratte. Ma non esistono tecniche, mantra , meditazioni ecc. Non dipende solo da noi. La domanda è un pò che non me la pongo, per il momento non mi interessa. In futuro chissà, ma pensare a questo sarebbe solo astrazione... |
Visto che non mi fai assaggiare lo zuccherino delle citazioni, continuo col blu...icon_mrgr:
La risposta secca sarebbe: "se a te pare", ma non posso fare a meno di aggiungere qualcosa. Non è la stessa cosa, se ti usa lei ti usa a più non posso, se la usi tu usi la misura necessaria. Sembra uno spot: Per dipingere una grande parete non ci vuole un pennello grande , ma un grande pennello... Mi piacciono questi giochini....icon_mrgr: Ti farebbe bene parlare un pò con il mio gatto, ha visto cose... icon_mrgr: Scherzi a parte... primo sempre sofferenza è, secondo è pure esistenziale più di quella nostra perchè è convinto che anche con la panza piena se la ciotola è vuota morirà di fame. Sempre paura della morte, esistere, vivere etc... i problemi sono gli stessi anche se visti da prospettive diverse etc.. Alla fine anche quelli che dicono che vivono alla giornata, che non pensano a certe cose etc... Il problema del gatto è pratico, deriva dalla sua natura (istinto) e da esigenze di sopravvivenza. Lui non soffre perchè non trova un senso alla sua vita e non si tormenta per sapere se esiste la reincarnazione o meno....o se è giusto Dio a permettere che lui sta per strada a cercare nei rifiuti e un altro gatto se ne sta al caldo davanti al caminetto a mangiare Kitekat Anche per questo non ha bisogno di guide spirituali. Guarda, sono d'accordo, una volta che l'hai trovato, non hai più la necessità di cercarlo Oppure quando capisci che non c'è niente da cercare... Tu hai fatto 5 anni di scuola elementari in stato semivegetativo e solo dopo finito hai iniziato a scrivere, fare i conti etc? No.... Quando cerchi una cosa e la trovi, non la cerchi più, al limite ne cerchi un'altra utilizzando ciò che hai trovato. Se cerchi gli occhiali come fai mettere in pratica l'uso degli occhiali se prima non li trovi ? Quando li trovi certo non li usi per cercare gli occhiali. Pensiero e ricordi non sono la stessa cosa Sofismi.. Io non te lo mostro neanche lo zuccherino, qualche volta dico che c'è, poi se a qualcuno interessa che se lo cerchi.... Lo immaginavo....ma non mi interessano le favole....icon_mrgr: La riposta più semplice sarebbe: perchè stai ancora respirando dopo il primo vagito seguito alla pacca sul sederino? La risposta appena più articolata è che fino ad un certo punto la meditazione è una cosa esterna da se, qualcosa che si fa... non c'è altro modo per iniziare. Se si passa quel momento vivi e basta non c'è più differenza tra meditare e non meditare, ma allo stesso tempo mediti e non mediti. Non è un koan... lo scrivo per evitare equivoci a qualcuno. Respirare è un meccanismo del corpo e serve alla sua sopravvivenza è una cosa pratica e utile, necessaria. Meditare è un'invenzione della mente per cercare artificiosamente una condizione che è uno stato naturale del corpo. La mente causa il problema (interrompere questo stato naturale del corpo con le sue astrazioni) e poi cerca di risolverlo meditando. Come dire faccio la guerra per trovare la pace. Un cane che si morde la coda di continuo. L'energia non la spendi per far tacere il pensiero, chi prova questo sistema fa finta di meditare, crede di meditare. L'energia la spendi, ed è necessaria, all'inizio, nelle prime esperienze, per rimanere cosciente quando non hai da aggrapparti a nulla... sempre se uno ci riesce. Se mediti veramente l'energia spesa frutta e non sei stanco, anzi... Tutto ciò che non è spontaneo costa energia anche meditare. Per la legge dell'entropia quello sforzo lo paghi eccome. E' la mente che trova tutte le possibili giustificazioni al suo inutile sforzo, altrimenti che ci sta a fà ? Meditare senza meditare è uno stato di non mente, uno stato naturale, ma non lo puoi raggiungere volontariamente attraverso tecniche come la meditazione, al massimo accade nonostante tutti i tuoi sforzi P.S. Per citare Battisti: tu chiamale se vuoi, opinioni.... |
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Dai infondo scherzo... ma anche noicon_mrgr::C: |
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Nel mondo ci sono come gradazioni diverse di sensibilità, e per sensibilità intendo quella capacità di penetrare più in profondo la vita, di cogliere lo strato più sottile e meno percepibile ai più. La pietra nella sua durezza viene scalfita pochissimo poi man mano nel mondo vegetale si trovano forme di maggiore percezione, di più tra gli animali e infine massima interazione con la natura nell'uomo. Tuttavia tra gli uomini ci sono tanti gradi diversi di partecipazione, di sensibilità e, secondo me, più si diventa sensibili più si va alla ricerca di quel quid ignoto che sta intorno e dentro di noi, non mi avventurei con tanta superficialità a parlare di "solo chiacchiere", tutto quanto non conosciamo non è che non esiste, ci è solo sconosciuto e misterioso. |
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Come si fa a vivere una vita intensa senza momenti meno intensi ? E come si fa a passare dai momenti meno intensi a quelli piu' intensi o meglio cos 'e' che caratterizza il momento intenso se non il significato che assume rispetto ad altri momenti della nostra vita meno intensi . Allora vivere la vita senza darle in certi istanti un senso , al contrario di quello che e' stato sostenuto non e' viverla piu' intensamente ma e' morire , vuol dire non usufruire di quel passaggio dal meno intenso al piu' intenso che e' la vitalita' . Tutto e' un passaggio da un verso al suo opposto . Anche chi in oriente e' nello stato di non mente e' perche' gli opposti li ha tutti in se' non perche' per lui non esistono . |
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Chi è che muore ? La vita non muore mai. Il corpo non muore mai. Tutto si trasforma. Solo il pensiero a un certo punto si dissolve. E' solo il pensiero che deve trovare un senso a vivere. E' il pensiero che deve aggrapparsi ad un'anima, a una soluzione di continuità. Solo il pensiero ha bisogno di dare intensità alla sua esistenza. IL corpo, la natura, la vita stessa non ne hanno alcun bisogno e nessun interesse. Non darei molta importanza a un sottoprodotto come la mente...:@@ |
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Il tuo vivere e' un morire L'intensita' di vita , la vitalita' ha solo in parte a che fare col pensiero che registra solo quello che e' gia dato/formato da altro, noi siamo solo in parte pensiero o coscienza . Tutto il tuo argomento si basa invece solo sull'effetto negativo del pensare . Ti manca un bel pezzo di analisi dello stato dell'individuo . Domanda a chi e' depresso se e' solo una questione di pensiero negativo o se e' e' depresso solo perche' pensa male e vedi cosa ti risponde . Non hai colto la verita' del vecchio Eraclito sulla corsa continua verso l'opposto di tutte le cose di questo mondo ed i suoi risvolti a tutti i livelli . |
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Tutto il nostro pensare arriva dal conosciuto, da tutto ciò che in millenni l'umanità ha prodotto. Questo pensiero è il risultato del passato, è questo pensare che è un pensare morto. Ci hanno sempre raccontato come dobbiamo essere rincorrendo un ideale di bontà, altruismo e amore, mentre noi siamo perfetti così come siamo. Questo ha creato una corsa illusoria verso un'illusione, creando conflitti e nevrosi. Il depresso è la massima espressione del risultato di questo pensare dissennato, lontano dal nostro stato naturale di pace ed equilibrio. L'equilibrio intelligente del nostro organismo e della natura. E tu vorresti raggiungere questa pace con l'analisi e il medesimo pensiero che ha creato tutto ciò ? Vorresti spegnere l'incendio con il lanciafiamme ? Non puoi afferrare la vita col tuo pensiero neanche se campi 1000 anni e tu la vuoi sezionare in vitalità intensità e chissà cos'altro ? Sai cosa ti dico di Eraclito ? Chi se ne frega !? Di lui e di tutti i filosofi, psicologi e guru, nonchè quella cozzaglia di nuovi ciarlatani... hanno forse mai risolto il problema di fondo dell'umanità ? L'unica possibilità sarebbe quella di liberarci dall'idea stessa di essere liberi e che ci sia un senso della vita sempre ancorato a un ipotetico domani e mai adesso. |
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