Ermopoli

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Ray 02-10-2008 00.29.22

Penso che l'indifferenza non sia mai una buona cosa. Il che non significa che si debba lasciarsi ciucciare, ovvio. Tuttavia, come hai detto, il vampiro non si attacca alla gente che sta bene e, ovviamente, non sta bene neanche lui. In linea di massima però c'è comuque uno scambio, magari non equo, ma la vittima un certo ritorno ce l'ha... ed è connesso alle debolezza a cui si attacca il vampiro. Possono essere di vario tipo, ma sono sempre legate d un qualche conflitto con se stessi... chessò, un sentirsi a disagio con le antine chiuse. fiori.gif

Se il vampiro riesce a muovermi in modo tale da prendere vuol dire che c'è qualcosa che è possibile muovere in me al di la del mio consapevole... alla fin fine siamo noi che lasciamo entrare i vampiri, nelle leggende si doveva aprire loro le finestre e se le facevano aprire grazie al loro fascino.

Se per quanto riguarda le "finestre" son a posto con me stesso, il vedere il vampiro fuori dovrebbe portarmi, a mio avviso, a dispiacermi per lui nel sentire il suo bisogno e vedere il suo meccanismo e a chiudere meglio con un po' di morte nel cuore... perchè va fatto, perchè non farei del bene ne a me ne a lui. Non a indifferenza.

dafne 02-10-2008 00.43.47

Il problema reale (nel senso di vissuto e non teorizzato) è che il dispiacere, per quanto sarebbe giusto, è già un aprire le finestre.
Per carità ora entro nel mio personale e non so se va bene ma è proprio il dispiacere nel vedere che uno non ce la fà (o così racconta) a fregarmi...solo un pochino dicono i bambini...ecco è proprio quel pochino a incastrarmi.

Capisco che il problema è mio, questa difficoltà a chiudere le azioni che si risolve in buona sostanza nella paura-terrore di fallire, di non aver fatto bene e un pò anche per la pigrizia di non dover rifare.

I vampiri che ho avuto attorno sono proprio personaggi molto forti esteriomente, molto sicuri di sè nel quotidiano e fragili nel personale.
La loro fragilità mi ha allacciato e la loro forza mi ha impedito di slegarmi.

Ma la pietà non me la posso permettere, un pò perchè continuo a pensare che non sempre ci stia bene e un pò perchè tornerei lì, al vetro indecisa se aprire.

Indifferenza forse non stà bene, molto meglio ci sarebbe stato freddezza. Non scadere nella ripicca anche..

E poi forse sono anche furiosa con me stessa perchè, in buona sostanza, si, inconsapevolmente avevo iniziato a farlo pure io e forse lo facevo anche prima...anche se penso di essermi fermata al vittimismo senza esplosioni di rabbia...

....no eh...:bleah:

Grey Owl 02-10-2008 02.52.35

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 59568)
Purtroppo io mi sono resa conto di aver vissuto per molto tempo con un soggetto simile e di aver dormito a tal punto che vedere certi meccanismi oggi riesce a scioccarmi (e schifarmi).
Molto sinceramente non riesco a pensare se lo faccio o meno perchè stò ancora cercando di accettare che sia tutto vero...

Mi ha colpito questa frase, pare che nel tuo ricapitolare hai visto una dafne che non riesci ad accettare. Ci sono passato pure io in questa fase ed il consiglio che posso darti è continuare a ricapitolare cercando di ricordare sempre che in passato hai fatto quello che potevi fare nè più e nè meno, ma ora lo vedi anche se ti schifa (lo schifo è la prima emozione che emerge quando vediamo certe cose del passato).
Continua quindi a ricapitolare e piano piano qualcosa cambia nelle tue emozioni, sciogli energie rimaste ancorate a qui momenti passati e per il vampiro il tuo sangue non sarà così appetibile come prima.
Quote:

Di solito il meccanismo parte dal vittimismo, più o meno sfacciato, la vita crudele, un destino avverso, una solitudine imcolmabile. La "preda" generalmente si trova proprio in un periodo simile. C'è una sorta di identificazione tra i due. O in altri casi comunque credo che inizialmente il vampiro riesca a instaurare una sorta di empatia, di legame.

Si penso che vi sia sempre uno scambio tra vittima e carnefice (tra vampiro e preda). A volte si accettano compromessi, per avere determinate cose serve pagare con moneta sonante. Il dazio da pagare all'inizio pare accettabile (equo) ma poi qualcosa cambia e s'innescano dei meccanismi che trattengono, il vampiro ha già in parte indebolito la vittima che fatica a staccarsi.
Quote:

A volte ci si può quasi sentire fieramente responsabili di aver quietato la rabbia e l'agitazione dell'altro (il falso far del bene di cui si parlava più su credo). Si sente di aver assolto a un compito, a un dovere, mentre in realtà si è solo bloccati in un'esperienza che non si è riusciti ad assorbire pienamente. Penso.

E qui nasce la dicotomia, da un lato ci si sente di far del bene, di aiutare una persona che chiede il nostro aiuto e dall'altro il rendesi conto nel tempo che questo modo non aiuta il vampiro ma gli procura solamente la dose successiva di sangue. Non risolve quindi ma alimenta uno stato di fatto che non ti permette di vivere pienamente ma in uno stato di costante tensione in attesa di un'altra richiesta di sangue.
Quote:

Un vampiro fiuta la debolezza allo stesso modo, accettare le proprie debolezze è in effetti la strada migliore, anche se fà male e anche arrendersi all'evidenza che certe macchinazioni esistono eccome e chi le opera si sente pure nel giusto :(

Che ne pensate?
Chiamiamole debolezze, punti di forza, sono parte di noi, in passato abbiamo reagito a situazioni e non potevamo fare altro che quello.
Oggi possiamo ricapitolare quel passato e vedere in quelle "debolezze" una serie di conseguenti passaggi, un filo conduttore che ci porta a quello che siamo ora. Si possono vedere dei piccoli salti, deviazioni, momenti di pausa e momenti di accelerazione.

Indifferenza significa tenere le spalle girate a un qualcosa che temiamo, non serve, anzi, aumenta quel timore che cè tutt'ora. Quello che serve è accettarsi, accettare quelle parti di noi che ci fanno schifo e comprendere che in passato abbiamo fatto quello che potevamo fare. Che oggi siamo in grado di vedere queste cose, questo significa aver messo un pò di spazio tra quella persona del passato e noi stessi.

OT:
Rispondendoti punto per punto ho scritto molto di me stesso. Magari ho scritto cose banali e scontate, una sorta di autincitamento a continuare quello che ho interrotto.
Spero di aver risposto alle tue domande, di certo mi rendo conto che questo tuo post ha aiutato me a vedere cose che sono ancora lì. Grazie

griselda 02-10-2008 09.42.50

Ma il vampiro si attacca alla nostra energia perché noi abbiamo dei buchi da cui attingere?
Mi spiego se io ho paura di qualcosa il vampiro lo sente e fa pressione sulla mia paura?
Oppure se un figlio sa che io mi preoccupo molto per la sua salute lui si ammalerà (inconsciamente) per succhiarmi energie?
Oppure se sa che ci tengo che vada bene a scuola e lui non si sente appagato perché ha delle frustrazioni, andrà incosciamente male a scuola per succhiare? Sono esempi banali lo so ma vorrei capire.
Lasciare ad ognuno le proprie responsabilità pur soffrendo interiormente farà bene a uno e all’altro.
Se io cambio il mio modo di vedere le cose ovvero che ognuno fa quello che può e non pretendo più niente, ma mi affido alla provvidenza e lascio che tutto sia smettendo di avere paura non ci saranno più buchi da cui un vampiro potrà succhiarmi e nemmeno io succhierò ad altri. ( perché secondo me ci dimentichiamo che in qualche modo succhiamo tutti chi più chi meno, poi ok c’è il caso patologico come c’è chi ha imparato a non succhiare più)
( mi da tanto l’idea che siano proprio i genitori vampiri che trasmettono vampirismo)
Se inizio a smettere di pensare che posso aiutare gli altri, smetterò di proiettare le mie paura sull’altro e di conseguenza, smetterò di vederle a mia volta come insormontabili e smetterò di coccolarmele.
Posso dare un consiglio ma poi non posso preoccuparmi in eterno per gli altri e di cosa faranno con quel consiglio.
Amare in questo modo è amare se stessi e gli altri mi sa. Mi viene in mente quando ti buttavano in mare: o imparavi a nuotare o annegavi alla fine la vita è questo o impari o anneghi, , arrancherai in qualche modo ma imparerai a stare a galla, meglio che essere morti da vivi.
Troppo rigida? Mi mancano delle sfumature?
So di esser stata una vampira ma anche di essere stata vampirizzata non mi faccio mai mancare nulla…ora è tempo di imparare.
:C:

Astral 02-10-2008 09.48.24

La differenza tra uno squalo ed un vampiro è che il primo di divora, ti inghiotte. Quindi chi ci fa una violenza esplicita non è un vero e proprio vampiro. In genere il vampiro può essere una persona subdola, può essere una donna che spinge sui nostri punti deboli per ottenere pelliccie e gioielli, un uomo che conosce bene le leggi, e ci minaccia sottilmente di farle appliccare.

se parliamo di Vampiri energetici, è gente molto negativa, che non ha sufficiente energia per lei, e la prende dagli altri.
Sono persone che secondo lo Yoga andrebbero evitate se non si è tipi che sanno contrastarle. Praticamente sono le persone negative, ma non nel senso di cattive necessariamente, persone che sanno fare soltanto del pessimismo, o si nutrono della tua energia.

Un esempio può essere persone che vogliono essere continuamente spronate, incoraggiate, ascoltate, ma non gliene frega molto di prendere i consigli, ma piuttosto si nutrono di quelle parole, e si appoggiano come fanno le sanguisughe.

P.S: Scusate le descrizioni un po' grottesche ma so per rendere l'idea.

RedWitch 02-10-2008 12.21.06

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 59568)
................

Un vampiro fiuta la debolezza allo stesso modo, accettare le proprie debolezze è in effetti la strada migliore, anche se fà male e anche arrendersi all'evidenza che certe macchinazioni esistono eccome e chi le opera si sente pure nel giusto :(

Che ne pensate?

Penso anche io che l'indifferenza non sia la strada migliore (soprattutto perche' se si trattasse di indifferenza vera non ci faremmo vampirizzare :D), insomma sarebbe un modo per raccontare a noi stessi che non ci importa.. invece anche se con il tempo di possono trovare strade migliori, penso che inizialmente (anche se brucia un po') , mettere dei paletti, una sorta di difesa possa essere utile. Se fino a ieri tu piangevi e io correvo da te, e mi accorgo che questo mi sfinisce , smetto di correre da te (facendo resistenza a quella parte di me che mi fa correre), soffro un po', ma non ti concedo quello che tu fino a ieri davi per scontato.

Per dirla come Gris, si io credo che abbiamo dei buchi, delle mancanze per cui l'accorrere verso l'altro nell'esempio che facevo sopra e' comunque un modo per riempire il nostro di bisogno (tu piangi, io corro, e mi sento buona, tu sei appagato perche' io ti consolo, io sono appagata perche' ti ho consolato, solo che saro' anche stanca avendo dato piu' di quello che avevo.. etcetc sempre li torniamo :D)
Lo vedo come un circolo che se non spezziamo ci prosciuga (ma nel contempo inconsciamente ci va pure bene cosi'.. ). Se si e' incatenati l'unico modo per liberarsi e' rompere la catena quando la vediamo e uscire dal meccanismo che si innesca..

Se vedo la catena (prima non potevo vederla), la rompo (chiudo i rubinetti), e soffro un po' ma le cose cambiano.. e il vampiro dirige la sua attenzione altrove.. :C:

dafne 02-10-2008 23.28.07

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 59602)
Penso anche io che l'indifferenza non sia la strada migliore (soprattutto perche' se si trattasse di indifferenza vera non ci faremmo vampirizzare :D),

, penso che inizialmente (anche se brucia un po') , mettere dei paletti, una sorta di difesa possa essere utile.

blink.gif

Ecco, curioso, per me mettere dei paletti è sinonimo di indifferenza...

Avevo notano una stonatura in questo anche tempo fà ma adesso mi pare macroscopica.
Soprattutto perchè nessuno di voi fà la stessa associazione per cui deve essere un mio personale parametro sbagliato.
E forse è anche su questo che il vampirozzo ha fatto leva...

grazie per lo spunto fiori.gif

Comunque alle volte vampirizzavo (uso il passato perchè è un pò che noto e argino il meccanismo ma non l'ho risolto) quando voglio ottenere qualcosa e invece di chiederla, specie se devo chiederla a qualcuno più grande, in modo diretto assumo un atteggiamento da bmbi sperduto martello.:
Tipo quello dei cartoni con gli occhioni languidoni, presernte?

Ecco poi , alle volte ho fatto la bambi per attirare l'attenzione di qualcuno ma neanche per un reale interesse ma per un momento di calore, di "potere". Riuscire ad ottenere attenzione in questo modo temo che sia un vampirizzare bello e buono e la cosa che mi sorprende è il modo assolutamente inconscio e assolutamente infallibile con cui scelgo le persone.

E' come se si instaurasse una sorta di attrazione magnetica (sono da curare lo sapete...pazientate) tra me e quella persona e mi parte una parte che viaggia da sola e che, a quanto pare, sa esattamente cosa vuole e come ottenerla..(oh se fossi così su quello che serve!!)

Si crea una sorta di dipendenza, secondo me, tra vampiro e vittima, nei casi più blandi si dà e poi si recupera in giro ma in casi patologici lo scambio di energia è tale che non ne è vittima solo la vittima ma anche e soprattutto il carnefice.

In un film un giorno un super poliziotto parlando di masochismo ha detto qualcosa del tipo "il più forte non è mai quello che domina perchè nel gioco l'altro può sempre dire -fermati- e quindi alla fine è il presunto più debole che ha nelle mani il potere di decisione, di continuare o finire, subisce ma dirige.." o qualcosa del genere.

Oggi inizio a vederla un pò così, nel senso che un vampiro per quanto "cattivo" è molto più dipendente di quanto non lo sia la sua vittima...


spero di non aver ricominciato a fare i miei minestroni.....

dafne 02-10-2008 23.45.05

:o oh miseriaccia

Ocio che quel chiudere di ante e finestre è quel silenzio che ho sfuggito da sempre..
ocio che non chiudermi in me era ansia per cose che volevo buttar fuori ma non potevo e quel "porte aperte a Daf" icon_mrgr: era un invito irresistibile..
ocio che non mettere i paletti era un non guardarmi...
E guarda che magari relazionarsi con gli altri è uno scambio di cui non conosco che istintualmente i meccanismi...

L'indifferenza è la corrazza pesante che poi si fatica a togliere? Mentre ancorarsi è tenere ben puliti i vetri di casa, aprire e chiudere le finestre (cioè il contatto con gli altri?) solo quando va bene e ci fa bene...

miseriaccia

leggo.gif

Ray 03-10-2008 00.52.50

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 59655)
:o oh miseriaccia

Ocio che quel chiudere di ante e finestre è quel silenzio che ho sfuggito da sempre..
ocio che non chiudermi in me era ansia per cose che volevo buttar fuori ma non potevo e quel "porte aperte a Daf" icon_mrgr: era un invito irresistibile..
ocio che non mettere i paletti era un non guardarmi...
E guarda che magari relazionarsi con gli altri è uno scambio di cui non conosco che istintualmente i meccanismi...

L'indifferenza è la corrazza pesante che poi si fatica a togliere? Mentre ancorarsi è tenere ben puliti i vetri di casa, aprire e chiudere le finestre (cioè il contatto con gli altri?) solo quando va bene e ci fa bene...

miseriaccia

leggo.gif

Si concordo. Indifferenza vera è non sentire. Mettere paletti li senti eccome (sennò non avresti bisogno di metterli) ed è proprio fare una differenza.

griselda 08-12-2008 14.20.14

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 39327)
In pratica si, si sfruttano i punti deboli che mancano per essere Individui
Questa è una cosa importante, perchè alla fin fine se si sa far fronte è un buon addestramento trovarsi un vampiro di fronte.
Castaneda li chiamava Pinches Tiranos, quei personaggi che ti "torturano" tutto il giorno in modi e maniere diverse, quando riesci a resistere loro senza doverti difendere sei a cavallo.
Il problema nasce per diverse cose,
primo un conto è essere esperti e mettersi alla prova, un conto è non sapere nulla di queste cose, non aver mai sperimentato e visto come funzionano le cose.
Dall'altro lato un conto è chi è inconsapevole, un conto è chi lo sa, in ogni caso quando si supera un normale limite che a volte può essere quello del vicino rompiscatole, della moglie o del marito rompino, del collega non tanto amorevole, quando si superano questi limiti diventa un tirrano vero e proprio che fa del male, consuma la vittima e rischia la ribellione della stessa.
Per esperienza diretta coloro che credono di farlo a fin di bene sconfinano sempre, dimenticano un minimo di tatto che il vampiro consapevole ha... il vampiro consapevole sa che quando ha consumato completamente la vittima ha finito il gioco, quelli che credono di farlo consapevolmente non si fermano mai, se non schiatti o se tu o qualcun altro non pone un limite continuano finchè non ti ammali... ma sono convinti di farlo a fin di bene.
Del resto basta pensare alle crociate (in termini religiosi) o alle dittature (in termini politici) sono entrambe convinte di fare il tuo bene, tu non glielo hai chiesto oppure lo rifiuti ma loro proseguono.
Ci sono anche quelli che non pensano minimamente al tuo bene (neanche se irreale) ma sono proprio egoisti, stanno bene loro stanno bene tutti.


Sto pensando da giorni a questo post.
Mi sono anche andata a leggere la descrizione che fa Castaneda sul Pinches Tiranos, li suddivide in quattro tipologie:

Una era composta da quelli che tormentavano con brutalità e violenza.
Un'altra da quelli che lo fanno creando un'insopportabile apprensione.
Un'altra ancora da quelli che opprimono con la tristezza.
L'ultima da quelli che tormentano facendo infuriare.

Alla fine racconta come si sbarazzò del suo tiranno grazie ad un benefattore che gli spiegò che questi tiranni si "vincono" tramite l'impeccabilità, per arrivare a questo bisogna eliminare l'importanza personale.

Racconta la sua storia dimostrando che se si ha fiducia nella Provvidenza non dobbiamo fare altro che attendere il momento migliore per agire in modo che il tiranno si "autodistrugga" da se.

Alla fine spiega come i Veggenti di un tempo in sud America durante l'invasione spagnola ebbero l'occasione di sfruttare questi Pinches Tiranos, che al giorno d'oggi non esistono più, per eliminare la loro IP.

Quindi in sostanza asserisce che avere a che fare con uno di questi tiranni per un guerriero è una pacchia. :@@icon_mrgr:

Oggi li abbiamo in versone mignon (in compenso la nostra IP è enorme) ma non per questo danno poco fastidio.

Ora mi domando se è un datore di lavoro, un parente, un amico, e ci si rende conto di questo che fare?
Castaneda dice di sopportare tutto e usare tutto, che poi tanto giustizia sarà fatta e intanto noi beneficiamo dell'eliminazione dell'IP.
A questo punto dobbiamo però non aver più paura, dobbiamo pensare di essere soli al mondo e che solo noi e la nostra volontà di essere guerrieri è quello che conta.

Ora da piccola mortale quale sono icon_mrgr: mi domando come fare a tenere testa ad una persona che quando ti sale la rabbia e stai facendo di tutto per non farla uscire, lavorando tutta intenta a non disperdere: ecco ora sei anche arrabbiata! arrabbiat:
Un sorta di: se non me la dai di tua spontanea volontà l'energia te la faccio saltar fuori in ogni modo io. :bleah:
A quel punto che si fa?piango.gif

griselda 08-12-2008 14.24.27

Mi è venuto anche un altro dubbio, possibile che chi incontri un Pinches Tiranos lo sia anche lui potenzialmente?
E lo so è una domanda strana delle mie. icon_mrgr:
fiori.gif

stella 08-12-2008 17.41.23

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 62681)
Mi è venuto anche un altro dubbio, possibile che chi incontri un Pinches Tiranos lo sia anche lui potenzialmente?
E lo so è una domanda strana delle mie. icon_mrgr:
fiori.gif

Potrebbe essere... siamo tutti un po' vampiretti diavolo.g:
Il nocciolo sta nello sconfiggere la nostra Importanza Personale che ci risucchia tanta energia fino al punto di dover attaccarci a qualcun altro per assorbirne un po' della sua...
Quando abbiamo risparmiato tutta questa energia che va a gonfiare l'I.P. non avremo bisogno di succhiarla a qualcuno.
Di fronte a un Pinches Tiranos bisignerebbe essere abbastanza forti da non far scattare la nostra I.P. offendendoci o arrabbiandoci, questo dovrebbe spiazzare il tiranno di turno che non trovandoci più gusto non essendo stimolata la sua I.P. andrà a tiranneggiare qualcun altro.
Una specie di "porgi l'altra guancia"....

abbraccio:

griselda 08-12-2008 18.07.55

Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 62689)
Potrebbe essere... siamo tutti un po' vampiretti diavolo.g:
Il nocciolo sta nello sconfiggere la nostra Importanza Personale che ci risucchia tanta energia fino al punto di dover attaccarci a qualcun altro per assorbirne un po' della sua...
Quando abbiamo risparmiato tutta questa energia che va a gonfiare l'I.P. non avremo bisogno di succhiarla a qualcuno.
Di fronte a un Pinches Tiranos bisignerebbe essere abbastanza forti da non far scattare la nostra I.P. offendendoci o arrabbiandoci, questo dovrebbe spiazzare il tiranno di turno che non trovandoci più gusto non essendo stimolata la sua I.P. andrà a tiranneggiare qualcun altro.
Una specie di "porgi l'altra guancia"....

abbraccio:

Infatti Don Juan racconta a Castaneda cosa ha dovuto sopportare per liberarsi dal suo torturatore, uomo senza scrupoli che arriva addirittura a sparagli fortunatamente senza ucciderlo. Poi lui torna da lui per vincere la sua importanza personale e ce la fa. Si insomma una robetta da niente eh. icon_mrgr:
Mi sono tornati in mente anche due film "V come vendetta" e
"Wanted" ci vuole un bell'allenamento e niente più da perdere.
:C:

stella 08-12-2008 18.27.47

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 62692)
Infatti Don Juan racconta a Castaneda cosa ha dovuto sopportare per liberarsi dal suo torturatore, uomo senza scrupoli che arriva addirittura a sparagli fortunatamente senza ucciderlo. Poi lui torna da lui per vincere la sua importanza personale e ce la fa. Si insomma una robetta da niente eh. icon_mrgr:
Mi sono tornati in mente anche due film "V come vendetta" e
"Wanted" ci vuole un bell'allenamento e niente più da perdere.
:C:

Già. Ma quando non si ha nulla da perdere nessuno può toglierci nulla, quindi si è liberi e potenzialmente inattacabili.
Mi viene in mente quanto siamo attaccati al possedere (non solo materialmente ma anche su cose come orgoglio, pienezza di sè, ecc.) e su quello misuriamo la nostra Importanza Personale...
Questo in teoria, in pratica c'è da fare molto lavoro su se stessi, ma penso che poi gli altri si abituino al nostro nuovo modo di essere e ci rispettino di più vedendo che non ci lasciamo manipolare....

abbraccio:

griselda 08-12-2008 18.44.01

Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 62695)
Già. Ma quando non si ha nulla da perdere nessuno può toglierci nulla, quindi si è liberi e potenzialmente inattacabili.
Mi viene in mente quanto siamo attaccati al possedere (non solo materialmente ma anche su cose come orgoglio, pienezza di sè, ecc.) e su quello misuriamo la nostra Importanza Personale...
Questo in teoria, in pratica c'è da fare molto lavoro su se stessi, ma penso che poi gli altri si abituino al nostro nuovo modo di essere e ci rispettino di più vedendo che non ci lasciamo manipolare....

abbraccio:

Mi è venuta in mente questa frase di Gesù:
Matteo 10.16
"Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe."
:C:

stella 08-12-2008 19.08.02

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 62697)
Mi è venuta in mente questa frase di Gesù:
Matteo 10.16
"Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe."
:C:

bacini.gif

Uno 08-12-2008 19.11.34

Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 62695)
Già. Ma quando non si ha nulla da perdere nessuno può toglierci nulla, quindi si è liberi e potenzialmente inattacabili.

La prima parte della frase è vera, ma anche se si è potenzialmente inattaccabili (c'è ancora un tipo di attacco possibile) non si è liberi.

Allo stesso modo il vero, potente e quindi vantaggioso Pinches Tiranos è quello a cui e da cui non si può scappare, gli altri sono aggirabili volendo e quindi poco seppur comunque istruttivi.

Ray 08-12-2008 22.55.36

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 62699)
La prima parte della frase è vera, ma anche se si è potenzialmente inattaccabili (c'è ancora un tipo di attacco possibile) non si è liberi.

Allo stesso modo il vero, potente e quindi vantaggioso Pinches Tiranos è quello a cui e da cui non si può scappare, gli altri sono aggirabili volendo e quindi poco seppur comunque istruttivi.

A questo proposito, facendo ovviamente le debite proporzioni (ma mica sempre), mi vien da dire che al giorno d'oggi credo siano ben pochi coloro che non hanno conosciuto almeno uno di questi vampiri nei genitori... d'altra parte, in effetti, è sempre più difficile liberarsene.

Grey Owl 09-12-2008 22.49.49

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 62717)
A questo proposito, facendo ovviamente le debite proporzioni (ma mica sempre), mi vien da dire che al giorno d'oggi credo siano ben pochi coloro che non hanno conosciuto almeno uno di questi vampiri nei genitori... d'altra parte, in effetti, è sempre più difficile liberarsene.

E' anche vero che i figli lo sono per i genitori. Vampirizzare il genitore da parte del figlio è cosa quasi scontata, naturale. In famiglia le dinamiche si intersecano.

Un Pinches Tiranos esterno alla famiglia potrebbe essere un professore a scuola, oppure un direttore o un capo ufficio. Il mio Pinches Tiranos è il direttore nell'ufficio tecnico in cui lavoro che nel tempo mi ha dato molte soddisfazioni, ho potuto vedere cose che senza di lui non avrei visto (o ci avrei messo molto tempo a vederle).

Il Pinches Tiranos è in assoluto un tiranno o lo è in riferimento alla sua vittima? Quanta responsabilità ha la vittima nei confronti del suo tiranno? Il rapporto tra tiranno(vampiro) e vittima è esclusivo? E' un rapporto chiuso quello che si crea tra carnefica(vampiro) e vittima?
E' possibile per un vampiro succhiare più vittime contemporaneamente?

griselda 09-12-2008 23.07.29

Citazione:

Originalmente inviato da Grey Owl (Messaggio 62773)
E' anche vero che i figli lo sono per i genitori. Vampirizzare il genitore da parte del figlio è cosa quasi scontata, naturale. In famiglia le dinamiche si intersecano.

Un Pinches Tiranos esterno alla famiglia potrebbe essere un professore a scuola, oppure un direttore o un capo ufficio. Il mio Pinches Tiranos è il direttore nell'ufficio tecnico in cui lavoro che nel tempo mi ha dato molte soddisfazioni, ho potuto vedere cose che senza di lui non avrei visto (o ci avrei messo molto tempo a vederle).

Il Pinches Tiranos è in assoluto un tiranno o lo è in riferimento alla sua vittima? Quanta responsabilità ha la vittima nei confronti del suo tiranno? Il rapporto tra tiranno(vampiro) e vittima è esclusivo? E' un rapporto chiuso quello che si crea tra carnefica(vampiro) e vittima?
E' possibile per un vampiro succhiare più vittime contemporaneamente?

Per l'ultima secondo me si, succhia tutto e tutti quelli che però glielo permettono. E glielo si permette quando si ha qualcosa da perdere o lo si crede.
Purtroppo nessuno se ne rende conto, forse il piches tiranno gode di questo, (ha un animo sadico secondo mequalcosa si incrinato a tal punto da farlo diventare insensibile vede solo il sangue di cui si nutre) ma gli altri no, pensano sia il modo giusto di fare, il loro modo insomma. La vittima uguale è il suo modo.
Questi schemi li abbiamo imparati nell'infanzia senza rendercene conto e poi andiamo avanti così, sempre che non ci si rende conto. A quel punto è nostra responsabilità impedire volontariamente questa cosa a noi stessi, sia che siamo vampiri o vampirizzati.
fiori.gif

MaxFuryu 10-12-2008 02.13.49

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 62699)
Allo stesso modo il vero, potente e quindi vantaggioso Pinches Tiranos è quello a cui e da cui non si può scappare, gli altri sono aggirabili volendo e quindi poco seppur comunque istruttivi.

Mi impegno di vedere la cosa in termini pratici. Se ho capito bene, eliminando dalla propria vita un Tiranos non si può dire di aver risolto la cosa, ma magari si è riusciti ad avere una risoluzione parziale, ovvero come spesso accade, solo una semplice riduzione della dipendenza dalla persona.
Dicevamo che ci sono alcuni soggetti che dobbiamo tenerceli per forza, ed è li la vera sfida. Mi domandavo quand'è che si può definire concluso il lavoro con queste persone. Nel caso in cui non si è più influenzati dai meccanismi di vampirismo da parte di questa persona, si può dire di aver finito con quest'ultima?

griselda 10-12-2008 12.48.31

A me invece interesserebbe bene capire il movimento da mettere in atto.
Nel libro Castanda racconta che D.J. iniziò a comportarsi in questo modo: assecondando in tutto il tiranno, anzi facendo tutto quello che doveva, che gli veniva chiesto, con tutto se stesso metteva la sua anima in tutto e ringraziava la padrona che lo aveva assunto chiamandola santa. ( penso io che il suo atteggiamento era di ringraziamento vero a Dio per avergli permesso di lavorare su di se in quel modo) (?)
Ogni richiesta che gli veniva fatta la evadeva con gioia almeno questo era ciò che manifestava. Non entrava più in contraddizione con il tiranno, per accettazione, di quello che "doveva" fare.
E mentre il tiranno non capendo cercava di infierire ancora di più D.J. aveva una specie di liberazione interiore dalla sua vera schiavitù che era la sua Ip.
Io ci vedo un lavoro volontario vero e proprio, ma quello che non è chiaro nel racconto, se dentro si era messo veramente l'anima in pace. Ovvero se aveva accettato di vivere al meglio non solo fuori ma anche dentro. Insomma non mi è chiaro questo.
Un conto è non manifestare le emozioni negative un contro è abbracciare la sofferenza e viverla con spirito di adattabilità, non so se si capisce cosa voglio dire, creare con quello che si ha una sorta di bellezza.
Mi fermo perchè le parole non rendono ma spero che si capisca.
fiori.gif

Ray 10-12-2008 19.21.33

Citazione:

Originalmente inviato da Grey Owl (Messaggio 62773)
E' anche vero che i figli lo sono per i genitori. Vampirizzare il genitore da parte del figlio è cosa quasi scontata, naturale. In famiglia le dinamiche si intersecano.

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 62775)
Questi schemi li abbiamo imparati nell'infanzia senza rendercene conto e poi andiamo avanti così, sempre che non ci si rende conto. A quel punto è nostra responsabilità impedire volontariamente questa cosa a noi stessi, sia che siamo vampiri o vampirizzati.
fiori.gif

Concordo con Gris, questi schemi li abbiamo imparati da bambini e, se si ripresentano in qualche modo in qualche altro aspetto o ambiente della nostra vita è perchè stiamo riproducendo meccanismi che abbiamo sviluppato nell'infanzia dal rapporto coi genitori.
Quindi, rispondendo a Max, credo che no, non risolviamo la cosa semplicemente liberandosi del tiranno di turno, riprodurremmo il meccanismo altrove. La risolviamo solo quando risolviamo la cosa relativa ai genitori. Sempre se la risolviamo, bon questo dipende da cosa intendiamo con risolvere, ma questo è un altro discorso (che però si può fare direi).

I genitori sono stati i primi nostri vampiri e se abbiamo la tendenza a farci vampirizzare (e quindi anche a vampirizzare) da li dipende sta cosa. Poi può essere che riproduciamo esattamente o che modifichiamo a seconda delle nostre esperienze e caratteristiche, ma sempre li si finisce per come la vedo io. Quindi quello il lavoro da fare.

Astral 26-05-2011 21.10.58

Sopratutto in passato mi è capitato: gente che mi accolava i problemi e mi sentivo svuotato, non è come quando un amico vero si sfoga, e ne condividi il peso, senti come se a questa persona in realtà non gliene frega nulla e riesce a prendere...

Mi sono anche accorto che ero troppo aperto io, un po' come faceva il discorso Uno, nel primo topic, a portare sempre l'acqua dalla fonte, pure a chi poteva prendersela da solo.

Edera 27-05-2011 09.28.46

Anche a me è capitato per anni di farmi vampirizzare ma anch'io vampirizzavo, in maniera più sottile. La tendenza mi è rimasta perchè lo schema è molto antico ma sto cercando di liberarmene. Infatti la persona abituata a prendere ha iniziato a covare grossi risentimenti nei miei confronti.
Per rompere la catena secondo me bisogna rendersi conto della propria tendenza a succhiare e iniziare a rinunciarvi un po' alla volta.. Quando si riesce a stare senza quell'energia che preleviamo, riusciamo anche a non farci vampirizzare dagli altri. Nel volontariato questo meccanismo si riesce a vedere bene

Astral 27-05-2011 10.11.45

Probabilmente chi è vampirizzato, almeno nel mio caso, lo fa anche perchè aiutare qualcun'altro appaga il suo ego, o nel caso di una religione, lo fa sentire fare la volontà di Dio.
Io ho dovuto chiudere bruscamente amicizie, lasciandole attonite.

C'è un altra cosa che mi capita poi, ma per questo apro un'altro topic ;)

Faltea 27-05-2011 12.52.48

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 100283)
Anche a me è capitato per anni di farmi vampirizzare ma anch'io vampirizzavo, in maniera più sottile. La tendenza mi è rimasta perchè lo schema è molto antico ma sto cercando di liberarmene. Infatti la persona abituata a prendere ha iniziato a covare grossi risentimenti nei miei confronti.
Per rompere la catena secondo me bisogna rendersi conto della propria tendenza a succhiare e iniziare a rinunciarvi un po' alla volta.. Quando si riesce a stare senza quell'energia che preleviamo, riusciamo anche a non farci vampirizzare dagli altri. Nel volontariato questo meccanismo si riesce a vedere bene

Questo mi accade solo con mia sorella, lei si sfoga, parla, parla, parla e non conclude nulla. E' l'unica che riesca ancora a vampirizzarmi e da cui non riesco a proteggermi forse perché ci sono dei meccanismi dietro che non risco bene a capire....
C'è come un senso di colpa latente, come se io dovessi accettare il suo vampirismo...
Bè è un'altra storia...

Comunque capito il processo (ne ho uno bello grosso in casaicon_mrgr: ) riesco a tenermi fuori portata.diavolo.g:

Astral 27-05-2011 14.16.40

Non vorrei psicanalizzarti Faltea, diciamo che prendere il rapporto con una familiare cosi stretto, è sempre un contesto difficile, quando si tratta di famiglia ci sentiamo sempre debitori, in un certo senso.

Io per esempio lo sono un po' nella mia, è più facile che mi sfoghi io e vampirizzi, piuttosto che loro. E' anche vero che la maggior parte dei pesi me li procurano loro, quindi io è come se poi è come se presentassi il conto da pagare...

Faltea 30-05-2011 12.15.50

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 100338)
Non vorrei psicanalizzarti Faltea, diciamo che prendere il rapporto con una familiare cosi stretto, è sempre un contesto difficile, quando si tratta di famiglia ci sentiamo sempre debitori, in un certo senso.

psicanalizza, psicanalizza... con quello che costa averlo gratis non è maleicon_mrgr:

Astral 20-09-2011 13.20.42

Bella domanda, c'è un amica di mia sorella che la tiene un ora al telefono al giorno, raccontando tutto di lei, e non chiedendo a mia sorella nemmeno come sta, mia sorella dice che si sente svuotata, ed io gli ho consigliato di non permetterglielo, perchè questo non è aiutare.

Poi gli ho detto se tante volte anche da parte sua c'è una sorta di gratificazione nell'aiutare l'altro.
Il vampiro in genere è il vittimista, e il vampirizzato il salvatore (sto parlando di figure che esistono in psicologia).

Faltea 20-09-2011 13.31.27

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 103913)
Bella domanda, c'è un amica di mia sorella che la tiene un ora al telefono al giorno, raccontando tutto di lei, e non chiedendo a mia sorella nemmeno come sta, mia sorella dice che si sente svuotata, ed io gli ho consigliato di non permetterglielo, perchè questo non è aiutare.

Poi gli ho detto se tante volte anche da parte sua c'è una sorta di gratificazione nell'aiutare l'altro.
Il vampiro in genere è il vittimista, e il vampirizzato il salvatore (sto parlando di figure che esistono in psicologia).

Se è solo da un verso è vampirizzare, vero.
Io generalmente sono quella che ascolta, ascolta.. ma quando ne ho bisogno vengo ascoltata, pertanto non mi sento vampirizzata, dalla mia amica.
Da mia sorella che parla, parla, parla, ti parla sopra mentre provi a dirgli baf.. bé lì mi prosciuga letteralmente
Vampiraccia della malora!icon_mrgr:

Concordo: I vampiri sono vittimisti.

griselda 20-09-2011 14.26.29

Secondo me i vittimisti sono i vampiri minori, perchè è tutto un giro essi sono vampirizzati dai carnefici-/sti?) E questi sono i peggiori per le vittime che poi si rifanno piangendo/raccontando sugli altri.
In pratica lo vedo come un giro che si può interrompere se la vittima smette di essere tale.

Faltea 20-09-2011 14.54.32

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 103919)
In pratica lo vedo come un giro che si può interrompere se la vittima smette di essere tale.

Su questo mi trovi concorde..

Astral 20-09-2011 15.52.03

Ma il vampiro in genere è carnefice verso il salvatore, facendo proprio la vittima, ma non è detto che faccia solo la vittima. Il meccanismo è come quello di un vampiro, che ti attira col magnetismo e poi succhia.
Queste persone poi scelgono chi ha la sindrome del crocerossino, e non prendono di mira per esempio i menefreghisti o chi non gli da spago.

Comunque c'è differenza, nell'esporre un problema ad un amico, ed essere un vampiro. Al vampiro non gliene frega nulla dell'altro, deve solo sfogarsi, succhiare, e scaricare la negatività addosso agli altri. Altrimenti non sarebbe un vampiro sarebbe una persona in difficoltà.

Si Griselda sono daccordo che è colpo dei carnefici, infatti tutto ciò che buttano fuori, è quello che non riescono ad affrontare coi propri carnefici, quindi il ciclo si ripete: carnefice, vampiro vittima, salvatore che poi si sente svuotato e a suo volta può diventare vampiro.
Mi sembra il circolo vizioso di un energia negativa.


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