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2 vie
interessante la derivazione del simbolo di Vnere...ma se non erro la materia prima cambia in base alla via scelta dall Alchimista nel procedere verso la Grande Opera. Non ne sono sicuro ma se è cosi gli indizzi che cerchiamo di decifrare a quale via si riferiscono?!?
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se non ho capito male in una via la materia prima sarebbe oro e argento ( dei filosofi) mentre nell altra sta misteriosa terra nera,drago nero ,madonna nera ecc !!!
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Le Opere generalmente sono tre, Nero Bianco e Rosso, ma volendo si possono trovare infinite tappe intermedie, e di conseguenza infinite "materie prime"... |
quindi se non erro l oro e il mercurio( dei filosofi) sono anche il mercurio e lo zolfo (dei filosofi) in quanto tutti e due sono la materia prima in potenza...
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Provo ad inserirmi in questa discussione pur essendo assolutamente profano e all'inizo dello studio alchimistico, anzi al pre-inizio.
Da quel che ho letto e dall'idea che me ne sono fatto, la materia prima non è una sostanza già pronta in natura, ma è essa stessa GIA' il risultato di un'operazione per così dire preliminare che consiste nell'unire alri materiali questi si presenti in natura, alcuni autori parlano infatti di "reazione iniziale di misti imperfetti", questa reazione già dovrebbe avvenire in lab-oratorio e dar vita alla materia prima vera e propria, chiamata in moltissimi modi dagli alchimisti, per esempio piombo, antimonio, saturno, drago nero, vergine nera, vecchia quercia cava ecc ecc, nomi comunque in qualche modo "significativi", e che magari si riferiscono alla stessa cosa, vista in momenti diversi dell'Opera. Questi materiali, dovrebbero essere ricercati nel regno minerale, essendo il regno più semplice, meno specificato e complicato quindi che meglio si presta ad attrarre, a fare da magnete/magnesia allo Spirito Universale, protagonista fondamentale dell'Opera, quello che "il vento l'ha portato nel suo ventre" e che va "corporificato" , il tutto non solo con operazioni fisiche e/o spagiriche ma di carattere alchemico, che quindi richiedono anche qualcosa di "altro" dal semplice aspetto materiale. |
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Da una parte concordano sul fatto che la materia prima (non la Prima Materia... occhio) sia comunissima, si trovi dappertutto, venga scarsamente considerata dalla maggior parte della gente ecc. ecc., dall'altra sembra che "pura" non la si trovi mai, o perlomeno non adatta all'Opera, che abbia bisogno di venir preparata e/o composta, come se i suoi componenti si trovassero sparsi un po' in una cosa un po' in altre. Probabilmente non c'è vera contraddizione... la materia prima, pur essendo una, sembra poter essere di vari tipi per così dire, e sembra presentarsi in molti modi possibili, che si possono chiamare misti e quindi, a seconda di quel che si ha a disposizione, può capiatare che siano necessarie alcune operazioni preliminari. Se spostiamo nell'umano, (saltare da un piano all'altro aiuta spesso a chiarire punti oscuri in uno guardando se sono chiari nell'altro, per via della corrispondenza) la materia prima, pur essendo dappertutto e sempre disponibile, è in effetti spesso mista a varie cose e, a seconda della condizione in cui ci si trova, occorrono una serie di operazioni prima di poterla effettivamente usare. Mi riferisco al "piombo", ossia qualcosa che potremmo forse chiamare "vitalità", almeno rifacendosi ai testi orientali. Citazione:
Sembra proprio, a sentire la maggior parte degli Autori, che si debba ricercare nel regno minerale. Quello che non mi è per nulla chiaro è dove esso confini. Secondo te valgono le distinzioni odierne? Non direi, visto che per gli alchimisti tutto è vivo... Ma se tutto è vivo, cosa distingue un animale da un minerale da un vegetale? E soprattutto come la mettiamo con quei materiali che, per così dire, passano da un regno ad un altro a seconda del cambiamento della loro connessione col tutto? Faccio un esempio così la mia frase si capisce: il carbone (uso questo così siamo grossomodo sicuri che non c'entri nulla con la materia prima) a che regno appartiene? E se un tempo era vegetale e adesso è minerale, in che momento esattamente è passato da uno all'altro? Perchè sarà stato un passaggio graduale... |
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Evidentemente non sipuò affrontare il discorso solo dal punto di vista chimico/metallurgico, ma osservando , alcuni dicono con meraviglia, la natura all'opera e cercare di venirne a capo , grazie alla fase pratica, senza la quale molte problematiche resterebbero lettera morta. Anche perchè altrimenti si potrebbe riuscire a realizzare la stessa operazione in un moderno laboratorio nucleare, per esempio, però esistono degli accadimenti "metafisici", eventuali, grazie ai quali il procedimento si compie davvero. Ho letto in giro che alcuni parlano di antimonio, altri di bismuto o stibina, ammesso e non concesso che siano nel giusto bisogna vedere perchè questi e non altri materiali, che cosa si va a cercare e quindi cosa è più utile e funzionale allo scopo. "RInchiudere" lo Spirito Universale durante il suo irradiamento si dice è possibile solo in presenza di una Grazia, di un Donum Dei, al momento ciò che mi risulta più facile intuire è che questa cattura sia, per quanto possiamo fare di nostro, sia più probabile con materiali non so come dire...in formazione ma non del tutto formati,strutturati, presi in un momento non troppo in là del loro naturale porcesso di evoluzione, quando sono pregni di Spirito ma ancora grezzi. Le idee che avevo riguardavano qualcosa facilmente reperibile , tipo argilla, creta, qualche tipo di roccia o cristallo, forse il carbone o magari l'ambra, però mi sembra di sparare cose a casaccio, la logica vale fino ad un certo punto in questo ambito. leggo.gif |
Dicono che sia molto importante, dal punto di vista alchemico, osservare la Natura, specie ora, con l'inizio della primavera che dovrebbe essere un momento particolare.
Oggi la giornata permetteva e sono andato in campagna, ed ho provato ad osservare e trarre qualche spunto. Ho cominciato a vedere gli alberi, i fiori e le gemme che stanno aprendosi, ho visto la terra, ancora bagnata per l'umidità della notte, il verde che spunta dappertutto..il sole basso al tramonto con i raggi che sembrano inondare tutto, però non ho visto niente di diverso dalle altre volte dry.gif Sarebbe utile andarci di notte forse, o al primo mattino che , come si sa "ha l'oro in bocca", ma di solito a quell'ora dormo e chi dorme...icon_mrgr: Magari dovrei entrare in qualche cava o miniera sotterranea, o forse entrare in un bosco di sera... |
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Di solito l'inizio della primavera è un bel periodo, l'aria dolce, il sole caldo ma non torrido, la luce dei pomeriggi di aprile, maggio, una bottarella di contentezza la mandano sempre. |
Luke, l'alchimia è anche chiamata agricoltura celeste (farò un articolo a breve) forse dovresti più guardare come lavora un contadino, o ancora meglio farlo tu stesso se hai un piccolo pezzo di terreno...
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Grazie del consiglio, cercherò di attuarlo appena possibile, visto che tra l'altro mi piace parecchio il contatto con la terra.:) |
Si davvero interessante, anche perchè mi è preso da poco il desiderio di un piccolissimo orto coltivato da me.
Oggi pomeriggio ho piantato le lattughe e il basilico ma voglio piantare altri ortaggi. C'è l'uomo che chiamiamo per questo ma mi sono messa in testa di volermi fare la mia coltivazione, piccola perchè rassodare la terra è una fatica che non posso permettermi ma lo ha fatto per me il mio compagno, non troppo felice veramente, certo non è l'ideale per le sue mani, ma giusto due solchi per ora, due metri quadrati non sono tanti. Non ho mai avuto grande passione per la coltivazione in genere nemmeno dei fiori ma è da qualche settimana che mi sono fissata sulla terra. Aspetterò questo articolo Kael, voglio saperne di più. |
In modo del tutto casuale sono incappato
in uno scritto di Pietro Negri (gruppo di UR). Ve lo riporto in estrema sintesi.
Secondo lui la questione della materia prima è posta in questi termini: essa va ricercata nel vaso (corpo umano) dopo averlo ermeticamente chiuso. La ricerca va eseguita secondo la celebre massima Visita interiora terrae, rectificando invenies occultum lapidem. La pietra che si trova è la materia prima dell'opera. Riassumendo: 1) chiudere ermeticamente il corpo umano (entrare in trance? E come? Calmando le attività ordinarie sino a perderne coscienza ma rimanendo coscienti di sè?) 2) sprofondare dentro di sè giungendo al posto dove si trova la pietra (cuore, san graal, sangue reale) paragonato anche alla discesa all 'inferno dove si trova il nero più nero del nero. 3) rettifica e qui non dice nulla! 4) si trova la pietra denunciata dalla senzazione di pietrificazione che si prova. Si trova dunque la materia prima e si può dare inizio alle successive fasi dell'opera. Secondo Negri il ritrovamento della materia prima è dunque l'opera al nero. |
Cento non ho ancora gli occhiali, sei in tempo ad ingrandire le scritte piccole che faccio fatica a leggerle 8-)
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L'alchimia propriamente detta non può svolgersi prendendo come soggetto solo l'essere umano, ma è pressochè obbligatorio ad un certo punto, abbastanza in là nel lavoro, agire su corpi esterni di origine minerale tenuti dentro il forno. Naturalmente è necessario che vi sia corrispondenza tra le operazioni eseguite al forno e quelle eseguite su di sè, altrimenti non si procede. E' ovvio quindi che anche su di sè si debba operare, anche se questa parte viene tenuta , per quel che posso vedere, un pò più occulta nell'alchimia rispetto ad altre vie che parlano più esplicitamente di meditazioni, esercizie tecniche su di sè ecc, anche se poi è sempre possibile stabilire delle analogie. Forse in campo alchemico la cosa funziona in modo meno "plateale", ma è più una coseguenza della predisposizione d'animo che si deve avere nel corso dei lavori, con lo studionecessario, la reazione verso i fallimenti cui si andrà incontro inevitabilmente, oppure il reale e pieno rispetto di alcune "massime " tipo ORA, LEGE LEGE LEGE RELEGE LABORA ET INVENIES, oppure La pazienza è la scala dei Filosofi e l'umiltà la porta loro giardino, perchè a chi persevererà senza invidia e senza orgoglio DIo farà misericordia. Sul rettificare non sò molto, ma azzardo che possa paragonarsi a quanto fatto da Dante che "scalava"Lucifero per uscire dall'inferno, cioè una sorta di capovolgimento completo di prospettiva, oppure qualcosa simile a quanto indicato dalla statua di San Daniele a Satiago de Compostela (campus stellae), il quale ha una mano ed un piede girati , capovolti rispetto agli altri arti, però sono solo spunti da prendere con molto beneficio di inventario. L'opera al nero, a mio avviso, è già qualcosa di più del semplice ritrovamento della materia prima, è già un agire su di essa, un inizio di separazione del puro dall'impuro. Infine ,per quanto riguarda il VITRIOL, un possibile gioco cabalistico lo trasforma nella frase francese L'or y vit. |
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Ma se per "vaso di natura" intendiamo tutta una serie di operazioni atte ad ottenerlo (opera al nero - fatiche di Ercole), ecco che trovare la pietra che c'è dentro fa parte già della seconda opera... (un'operazione simile a quella con cui gli spagiristi medievali ottenevano un "bottone di ritorno" in alcuni procedimenti metallurgici) Citazione:
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La sensazione di pietrificazione può dire molto ad alcuni... che ad essa consegua direttamente l'ottenimento della pietra occulta non mi suona benissimo... e infatti prima si deve rettificare. In effetti più che altro non concordo sul fatto che la rettificazione dia la materia prima. Per come la vedo io la materia prima è già disponibile anche prima della rettificazione in un certo qual modo. Vedrei più sensato, a vitriol eseguito, l'ottenimento del mercurio filosofale. |
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Dovrebbe servire a non fare entrare ne' uscire nulla . E' un ambito fisico /psichico da preservare per evitare le tentazioni esterne ed evitare l'influenza verso l'esterno , entrambe ritarderebbero l'opera. |
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La bolla dici che non è il vaso... anche qui mi interessa la tua opinione. E' il tappo? O secondo te non c'entrano nulla? |
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------------------------------------ Per le differenze vi ci lascerei ragionare da soli |
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Una bella discussione, ma non posso intervenire senza essermi letto cos'è l'Alchimia, l'opera in bianco e l'opera in nero, per tanto mi rimane difficile poter intervenire :(
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Da questo deduco che il corpo non può essere il vaso, dato che non è dal corpo che è nata la vita ma casomai il contrario, il corpo semmai è la bolla, che sufficientemente allenato è in grado di aumentare la sua resistenza e non lasciar "evaporare" niente del suo prezioso contenuto.. A tal proposito sappiamo che il materiale più impermeabile è il vetro, e il vitriol o vitri-olum (dove le ultime due lettere in dizione latina, VM, completano l'acronimo con Veram Medicinam) cioè olio di vetro, garantisce una bolla a tenuta stagna dove iniziare le operazioni. |
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Comunque, per quello che dici dopo, d'accordo o meno che posso essere non lo vedo risolutivo, dato che il corpo è quesi tutto acqua. Tornando alla bolla invece, corpo o non corpo (molto dipende direi dall'estensione che si da a questo termine) mi pare possiamo concordare che si tratta di qualcosa di costruito ad hoc e di cui non disponiamo in partenza, che serve per poter aprire "il vaso" e che in seguito non servirà più. Si? |
Nella prospettiva....come dire.....mercuriale lo spirito individuale è dentro il corpo fisico (vaso) e proprio per il fatto che è lì (di fatto prigioniero) è individuale.
L'opera consisterebbe appunto nel farlo uscire dal vaso facendogli perdere, di fatto, l'individuazione. Una volta riportato allo stato universale l'Arte dovrebbe essere in grado di farlo ritornare, coscientemente e non più come in prigione, nel vaso. Reintegrando lo stato originario. E' intuitivo cogliere la pericolosità dell'operazione che, se non ben condotta (avvalersi di una bolla ermeticamente chiusa) rischia di far "scappar via" lo spirito non più individuato e portare quindi alla morte. Così come un rientro nel vaso eseguito non perfettamente rischia di portare la conseguenza di una o più minorate capacità nell'individuo che ha tentato l'opera. Concludendo e tentando di rispondere alla domanda del thread azzarderei l'ipotesi che la materia prima è lo spirito individuato mentre la prima materia è lo spirito universale. |
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Questo mi fa pensare che quando si dice chiudere ermeticamente il vaso, ovvero il corpo, la chiusura dal basso il primo chakra avviene attraverso il pavimento pelvico per impedire la fuoriuscita dell'energia dal basso. Per chiudere ermeticamente poi si deve agire sulla parte alta... qui posso pensare alla tecnica di meditazione in cui si crea un circolo fra il primo e il settimo, dove l'energia parte dal basso risale lungo la colonna e gira sulla sommità della testa per ridiscendere al primo attraverso il circolo del respiro. Ma il XV arcano mi fa pensare che il diavolo indica l'aspetto materiale nella vita dell'uomo, quindi si potrebbe fermare al terzo chakra, ovvero nella sede dei diaframmi che abbassandosi chiudono la fuoriscita dell'energia dall'alto creando un palloncino di aria fra il pavimento pelvico e la barriera diaframmatica. Tra l'altro i diaframmi sono molto difficili da individuare come muscoli, ci vuole molta consapevolezza del corpo per trovarli anche se si attivano automaticamente con il respiro, e questo potrebbe c'entrare con la discesa nell'inferno descritto nel punto 2 della tua citazione che sarebbe il VIT prima del rettifica che avverrebbe con l'acqua...ma qui non so ipotizzare nulla. Se sono fuori strada ditelo. |
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(poi che fai? Ti tappi con le mani bocca e naso per impedire che esca l'aria? boccaccia:) |
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Con il pavimento pelvico si evita la dispersione verso il basso. Lo so che il respiro non si può impedire e i chakra non si possono chiudere (però l'ho scritto così!) tranne con la morte ed anzi si devono rimuovere i blocchi energetici . Però se dice chiusura ermetica in qualche modo dovrà pur avvenire, per ora non riesco ad immaginare altro modo oltre quello che ha imparato la scimmia mentre canta. A meno che ora tu non voglia togliermi la curiosità? :@@ |
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Comunque della bolla, a questo punto, forse sarebbe bene tornare a parlare nel tread con le immagini classiche... sia perchè qui si parlava di materia prima, sia soprattutto per via dell'immagine. Ricordo che nel disegno la bolla era si esterna al "corpo", ma anche che fuoco e aria erano fuori... |
Vi lascerei bollare un pò nel vostro brodo, ma sarà meglio aggiungere un pò di sale, così la bollatura si velocizza.
Fulcanelli di qui, Fulcanelli di la, ma poi non traete profitto dal più grande insegnamento che ha lasciato: osservare le analogie, analogia che è poi il fulcro di tutte le Opere. Che differenze ci sono tra il vaso e la bolla? Fondamentalmente che uno si tappa dall'esterno e l'altra si forma dall'interno, poi che uno è più materiale e rivolto alla materia più densa, mentre l'altra etc... Hanno però moltissimi punti in comune (come in alto così in basso...) tra cui i principali sono filtrare quello che entra, a seconda di come sono costruiti, e non lasciar uscire nulla. Se uso un vaso di vetro può entrare luce e calore, se uso un vaso di terracotta può entrare il calore (in sintesi) ma come entrano queste cose? Entrano pure su oggetti lasciati all'aperto. Perchè usare dei contenitori? Solo per aumentare la pressione, la densità? (che è anche un motivo) No... per separare il grano dal loglio. Se osservo un qualsiasi corpo, che sia un oggetto, un composto chimico, un gas etc questo riceve della luce diretta ed indiretta da altre sostanze che inevitabilmente sono attaccate a questo corpo. Se invece ho un oggetto che sta dentro un vaso di vetro, ed in qualche maniera i corpi estranei vengono eliminati o più esattamente integrati, ecco che dal vetro passa solo luce che arriva senza "sbattere" (riflettere) prima altrove, non importa se fuori dal vetro ha passato infiniti corpi, ma dentro il vaso passa solo quella, non c'è più il "flipper" cosmico. Idem con il calore e con mille altre cose. Questa è in sostanza l'induzione concetto che più volte in passato ho cercato di mostrare. Passare dai vasi alla bolla, per analogia dovrebbe essere facile, poi basta pensare a quello che oggi, fantasiosamente, è rimasto dei cerchi magici (bolla disegnata su 2 dimensioni) e sul presunto scopo che gli si da quando si vorrebbe interagire con demoni e simili. E' rimasto poco e nulla, praticamente superstizioni scimmiottate, però c'è una reminescenza di una Scienza antica molto evoluta. Il concetto del "flipper" è molto importante e complesso, ma per ora lo lascio così. |
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. EDIT: non ho visto il post di Uno |
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Il post di Uno sul "flipper", mi ha fatto pensare ad una immagine descritta da FUlcanelli che si trova a Notre Dame, nella quale si vede una specie di cavaliere davanti ad un forno che sembra scagliarsi, con una picca, contro alcuni raggi provenienti dall'alto.
Fulcanelli infatti descrive il bassorilievo dicendo grossomodo "l'alchimista protegge l'athanor dalle influenze esteriori".(magari posso postare nel 3d sulle immagini classiche per espandere il discorso). Sapendo che in alchimia sono possibili molte interpretazioni oltre la prima e più immediata, potrebbe anche, azzardo, essere un'immagine che in qualche emodo si riferisce a questo "filtraggio" che si compie in qualche modo, ad esempio con la scelta di un particolare vaso piuttosto che di un altro o con la creazione di una bolla che lasci passare solo quel che serve realmente , con un certo controllo sul lavoro ecc. |
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Il verbo filtrare anche se rende abbastanza l'idea è impreciso perchè non parliamo proprio di un filtro tipo una retina. In sostanza dobbiamo pensare che se prendi una qualsiasi energia, forza etc... essa sarà pura a meno che qualcosa non la influenzi. Influenza che se non è continua tende a decadere. Ci sei? Accesa la lampadina? |
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