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atomico 10-03-2010 17.27.06

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81803)
Ma non puoi saperlo perche' se non puoi percepire la realta' figurati se puoi percepire e quindi aver coscienza della della tua coscienza cioe' non puoi avere alcuna conoscenza .
Non puoi sapere nulla perche' non percepisci nulla e quindi non hai coscienza di nulla .
Te la racconteresti e basta ....da solo perche' io qua non ci sono .

Non so se ho compreso questo tuo intervento.
Se volevi dire che non si può essere certi che esista solo coscienza e percezione, sono d'accordo.

Ma il punto è un altro, ovvero che sebbene non possiamo avere il 100% di certezza che esista solo percezione e coscienza, è e rimane la conclusione che si ottiene cercando di capire la realtà con il massimo rigore scientifico (principio di identità e non contraddizione, rasoio di ockham nella sua derivazione più stringente).

Quindi se la nostra ragione vale qualcosa, la lezione che esce da questo è che sebbene non sia certo al 100% che la realtà è solo percezione e coscienza, dobbiamo considerarlo decisamente più probabile rispetto all'esistenza ad esempio della materia (materia/energia).

nikelise 10-03-2010 18.06.25

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81812)
Non so se ho compreso questo tuo intervento.
Se volevi dire che non si può essere certi che esista solo coscienza e percezione, sono d'accordo.

Ma il punto è un altro, ovvero che sebbene non possiamo avere il 100% di certezza che esista solo percezione e coscienza, è e rimane la conclusione che si ottiene cercando di capire la realtà con il massimo rigore scientifico (principio di identità e non contraddizione, rasoio di ockham nella sua derivazione più stringente).

Quindi se la nostra ragione vale qualcosa, la lezione che esce da questo è che sebbene non sia certo al 100% che la realtà è solo percezione e coscienza, dobbiamo considerarlo decisamente più probabile rispetto all'esistenza ad esempio della materia (materia/energia).

No adessso cambi registro , la realta' ,abbiamo detto che non esiste o non ne abbiamo prova , punto .
Quindi se non si puo sapere se esiste la realta' non puoi neppure essere sicuro che esista la percezione e la coscienza di te , non puoi conoscere nulla di nulla , non puoi avere coscienza neppure della tua coscienza .
E allora?
Il problema e' stato risolto parecchio tempo fa col
COGITO ERGO SUM
ma anche questo o e' un atto di fede oppure e' vero e allora cominci a percepire qualcosa : te stesso ma allora non vedo perche' non tu possa percepire anche il resto della realta' .
Insomma la tua teoria e' sbagliata perche' se la porti all'estrema conseguenza devi negare anche quello che stai fin dal primo post affermando e cioe' che c'e' solo percezione e coscienza , neppure queste sono conoscibili .
Il discorso sfuma nel nulla e si confuta da solo se correttamente esteso.

atomico 10-03-2010 18.53.58

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81817)
Quindi se non si puo sapere se esiste la realta' non puoi neppure essere sicuro che esista la percezione e la coscienza di te , non puoi conoscere nulla di nulla , non puoi avere coscienza neppure della tua coscienza .

Non capisco ciò che non ti torna.
E' il principio di identità che la nostra mente riconosce con la percezione della conferma a farci considerare esistente sia le percezioni sia la coscienza.

Ad esempio io percepisco un albero, e mi chiedo: "Sto sperimentando la percepezione di un albero?", e ne ottengo una conferma.
Quindi per il principio di identità esiste perlomeno la percezione dell'albero.
Se mi chiedo in termini più generici: "sto forse percependo qualcosa?", ne ottengo anche qui una conferma.
Quindi per il principio della identità esiste perlomeno la percezione.
Uno stesso procedimento porta a concludere che esiste la coscienza.

Pertanto ripeto per la "millesima" volta, che se applichiamo i principi della logica (principio di identità e non contraddizione) e il rasoio di ockham nella sua versione più ristretta possiamo concludere solamente che esiste la PERCEZIONE ed esiste la COSCIENZA.

Ray 10-03-2010 19.19.18

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 81810)
Se tu avessi dato un occhio, avresti scoperto che di un argomento molto simile abbiamo già parlato.

Infatti... qui http://ermopoli.it/portale/showthread.php?t=5265

E quando è iniziato questo tread, che poneva lo stesso problema che ponevo io dillà, solo focalizzando su un punto che mi interessava di meno, sono stato contento perchè c'era l'occasione di mettermi dall'altra parte in quella che sembrava una discussione costruttiva.

Purtroppo non è così... alcuni argomenti di atomico sono parecchio convincenti, anche se per renderli tali è necessario tradurre quello che dice ed essere un po' laschi sui termini. Cosa molto deludente certo, ma almeno qualcosa è stato aggiunto.

Anche io ero partito dalle percezioni, ritenevo ovvio che non si potesse dimostrare l'esistenza della fonte delle stesse e guardavo ad essa come ad un'eventualità non conoscibile... questo nelle premesse. Poi il tread ha preso una piega diversa da questo ed è stato utile.

Qui, oltre a definire percezioni in modo diverso dal canonico occorrerebbe anche definire coscienza, dato che si pretende siano i soli componenti della realtà. Non l'ho chiesto perchè non serviva a me, ma vedo adesso che sarebbe servito al tread.
Amen.

nikelise 10-03-2010 19.58.02

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81824)
Non capisco ciò che non ti torna.
E' il principio di identità che la nostra mente riconosce con la percezione della conferma a farci considerare esistente sia le percezioni sia la coscienza.

Ad esempio io percepisco un albero, e mi chiedo: "Sto sperimentando la percepezione di un albero?", e ne ottengo una conferma.
Quindi per il principio di identità esiste perlomeno la percezione dell'albero.
Se mi chiedo in termini più generici: "sto forse percependo qualcosa?", ne ottengo anche qui una conferma.
Quindi per il principio della identità esiste perlomeno la percezione.
Uno stesso procedimento porta a concludere che esiste la coscienza.

Pertanto ripeto per la "millesima" volta, che se applichiamo i principi della logica (principio di identità e non contraddizione) e il rasoio di ockham nella sua versione più ristretta possiamo concludere solamente che esiste la PERCEZIONE ed esiste la COSCIENZA.


Il principio di identita' non c'entra .
Io sto negando seguendo il tuo ragionamento la possibilita che tu percepisca che percepisci che a e' a .
Rispondi a questo : e' possibile che la conferma della percezione dell'albero potrebbe non esistere in quanto anche per questa percezione serve un salto nel vuoto come dici tu.
La conferma e' anch'essa frutto di percezione e quindi non so se esiste .
La stessa coscienza della coscienza necessita di un salto in avanti di un atto di fede
E cosi' via fino a negare tutto.
Cartesio dovette dire quello che dici tu penso quindi sono , ma lui ammetteva di esserci mentre tu lo neghi .
Da qui la contraddizione del tuo discorso .

atomico 10-03-2010 20.42.56

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 81826)
Infatti... qui http://ermopoli.it/portale/showthread.php?t=5265

E quando è iniziato questo tread, che poneva lo stesso problema che ponevo io dillà, solo focalizzando su un punto che mi interessava di meno, sono stato contento perchè c'era l'occasione di mettermi dall'altra parte in quella che sembrava una discussione costruttiva.

Ho dato un occhiata al link che hai inserito e letto solo il post iniziale, e il discorso è grandemente diverso dal mio.

Nella tua discussione tu poni il problema della rappresentazione, ovvero di quanto una nostra percezione, che cade nell'ambito soggettivo possa rappresentare l'oggetto da cui la percezione proviene.

E' un argomento che non centra niente con il fatto che esistono solo percezioni e coscienza, Anzi tu li presupponevi che esisteva davvero qualcosa oltre la mente.

Ora che i nostri argomenti IN ORIGINE fossero uguali o diversi a me non importa granchè, e qui ne ho parlato visto che sei il secondo che non so per quale ragione ci teneva a dire che l'argomento non fosse originale.

Sembra che in questo ofrum facciate a gara per fare rilievi su cose che per me risultano perfetamente inutili, Si vede che abbiamo una forma mentis completamente diversa.


[quote=Ray;81826]
Purtroppo non è così... alcuni argomenti di atomico sono parecchio convincenti, anche se per renderli tali è necessario tradurre quello che dice ed essere un po' laschi sui termini. Cosa molto deludente certo, ma almeno qualcosa è stato aggiunto.
[/quota]

Questa diatriba che è nata sui termini davvero mi sorprende, perchè è completamente sballata e insensata.
Quello che importa è capire il discrso che uno fa, non stare a fermarsi sul termine che ha usato.
Al limite se il termine in questione risulta essere fuorviante e quindi rendere difficoltosa la comprensione, si propone di utilizzarlo un altro, spiegandone i motivi.

Tu ad esempio che termine avresti utilizzao? Dimmelo e spiegami perchè e percome sarebbe stato più preciso del termine "percezione".
Visto che siete ossesionati da questa cosa delle definizioni, che per me è completamente inutile, allora giochiamo anche questa partita.
Ora ti ripeto, sei pregato di dirmi quale termine dovevo usare al posto di percezione e perchè.


Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 81826)
Qui, oltre a definire percezioni in modo diverso dal canonico occorrerebbe anche definire coscienza, dato che si pretende siano i soli componenti della realtà. Non l'ho chiesto perchè non serviva a me, ma vedo adesso che sarebbe servito al tread.
Amen.

Guarda che ho dato una definizione di coscienza nel mio post iniziale, nel senso che ho spiegato chiaramente che cosa intendevo per coscienza.
Forse nel post iniziale non avevo spiegato altrettanto bene cosa intendevo percezione, perchè per mia ingenuità ho pensato che era sufficiente fare qualche accenno per far capire a cosa mi riferissi.

Ma se anche per il signficato che ho dato al termine coscienza hai qualcosa da ridire, dammi anche per esso un nuovo termine e spiegami perchè lo ritieni migliore del mio.

atomico 10-03-2010 20.53.52

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81830)
Il principio di identita' non c'entra .
Io sto negando seguendo il tuo ragionamento la possibilita che tu percepisca che percepisci che a e' a .
Rispondi a questo : e' possibile che la conferma della percezione dell'albero potrebbe non esistere in quanto anche per questa percezione serve un salto nel vuoto come dici tu.
La conferma e' anch'essa frutto di percezione e quindi non so se esiste .
La stessa coscienza della coscienza necessita di un salto in avanti di un atto di fede
E cosi' via fino a negare tutto.
Cartesio dovette dire quello che dici tu penso quindi sono , ma lui ammetteva di esserci mentre tu lo neghi .
Da qui la contraddizione del tuo discorso .

Il principio di identità centra eccome nel mio discorso, dal momento che ho proprio detto fin dall'inizio che era esso a far sancire l'esistenza delle percezioni e della coscienza.

E' vero che anche la conferma è una percezione, e che se ci fermiamo a questo non è possibile affermare nulla.
Ma questa conclusione oltre a essere ovvia e banale, è proprio inutile, perchè se fai a meno di conferma e contraddizione, annulli le prerogative razionali della mente. Ed è chiaro che se togli alla mente le sue prerogative razionali, non si possa dire nulla di nulla.
E' come dire che per un sasso non esiste nulla. E certo che per un sasso non esiste nulla perchè non ha le capacità razionali della nostra mente.

Il mio discorso invece era diverso, in quanto è improntato nel fatto che facendo propri gli strumenti razionali della mente (conferma e contraddizione) e la metodologia del rasoio di ockhan si arriva alla conclusione che esiste solo percezione e coscienza.

atomico 10-03-2010 21.20.54

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 81826)
E quando è iniziato questo tread, che poneva lo stesso problema che ponevo io dillà, solo focalizzando su un punto che mi interessava di meno, sono stato contento perchè c'era l'occasione di mettermi dall'altra parte in quella che sembrava una discussione costruttiva.

Ho dato un occhiata al link che hai inserito e letto solo il post iniziale, e il discorso è notevolmente diverso dal mio.

Nella tua discussione tu ponevi il problema della rappresentazione, ovvero di quanto una nostra percezione, che cade nell'ambito soggettivo possa rappresentare l'oggetto da cui la percezione proviene.

E' facile constatate come ciò non centri nulla con il fatto che esistono solo percezioni e coscienza. Anzi tu presupponevi che esisteva davvero qualcosa oltre la mente.

Ora che i nostri argomenti IN ORIGINE fossero uguali o diversi a me non importa granchè, e qui ne ho parlato visto che sei il secondo che non so per quale ragione ci teneva a dire che l'argomento non fosse originale.

Sembra che in questo forum facciate a gara per fare rilievi su cose che per me risultano perfetamente inutili. Si vede che abbiamo una forma mentis completamente diversa.



Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 81826)
Purtroppo non è così... alcuni argomenti di atomico sono parecchio convincenti, anche se per renderli tali è necessario tradurre quello che dice ed essere un po' laschi sui termini. Cosa molto deludente certo, ma almeno qualcosa è stato aggiunto.

Qui, oltre a definire percezioni in modo diverso dal canonico occorrerebbe anche definire coscienza, dato che si pretende siano i soli componenti della realtà. Non l'ho chiesto perchè non serviva a me, ma vedo adesso che sarebbe servito al tread.
Amen.

Questa diatriba che è nata sui termini davvero mi sorprende, perchè è completamente sballata e insensata.
Perchè quello che importa è capire il discorso che uno fa, non stare a fermarsi sul termine che ha usato.
Al limite se il termine in questione risulta essere fuorviante e quindi rendere difficoltosa la comprensione, si propone di utilizzarne un altro, spiegandone i motivi.

Ti faccio presente che ho comunque dato una definizione di coscienza nel mio post iniziale, nel senso che ho spiegato chiaramente che cosa intendevo per coscienza.
Forse nel post iniziale non avevo spiegato altrettanto bene cosa intendevo percezione, perchè per mia ingenuità ho pensato che era sufficiente fare qualche accenno per far capire a cosa mi riferissi.

Ma visto che anche tu hai fatto pesare questa cosa delle definizioni, senza avere alcun impulso costruttivo ad argomentare, ti chiedo di dire perché e percome i termini coscienza e percezione da me utilizzati sarebbero scorretti per rappresentare i significati a cui mi sono riferito, e quali termini tu avresti usato, spiegando il perchè e il percome siano migliori.

Questo sulle definizioni rimane un discorso che per me non ha alcun senso, ma che a questo punto deve essere fatto, o meglio tu devi farlo se vuoi dimostrarmi che non dai giudizi negativi ingiustificati ai tuoi interlocutori.

Se non farai tale discorso niente paura, perchè se non altro a differenza di Uno non mi hai accusato anche di incoerenza (lui l'ha fatto senza portare esempi a sostegno).

nikelise 10-03-2010 21.37.19

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81834)
Il principio di identità centra eccome nel mio discorso, dal momento che ho proprio detto fin dall'inizio che era esso a far sancire l'esistenza delle percezioni e della coscienza.

E' vero che anche la conferma è una percezione, e che se ci fermiamo a questo non è possibile affermare nulla.
Ma questa conclusione oltre a essere ovvia e banale, è proprio inutile, perchè se fai a meno di conferma e contraddizione, annulli le prerogative razionali della mente. Ed è chiaro che se togli alla mente le sue prerogative razionali, non si possa dire nulla di nulla.
E' come dire che per un sasso non esiste nulla. E certo che per un sasso non esiste nulla perchè non ha le capacità razionali della nostra mente.

Il mio discorso invece era diverso, in quanto è improntato nel fatto che facendo propri gli strumenti razionali della mente (conferma e contraddizione) e la metodologia del rasoio di ockhan si arriva alla conclusione che esiste solo percezione e coscienza.

Perche' io non sono stato logico ? Io ho annullato i principi della logica ?
Tu usi dei concetti fin quando ti fa comodo ( la percezione dell'albero non vuol dire che l'albero esiste ) e poi li molli , cambi i principi in corso d'opera per affermare che almeno la coscienza esiste per il principio di identita' .
Ti pare corretto .
Ma e' proprio mantenendo le premesse di partenza fino in fondo che si valuta il valore di un'ipotesi .
Perche' la percezione di un albero dovrebbe essere fasulla mentre la percezione della tua coscienza dovrebbe essere reale ?
boh!


Ripeto che CARTESIO dovette ammettere di esistere in carne ed ossa per il fatto di pensare .
Mentre tu lo neghi .
Allora ripeto o quello di Cartesio fu un atto di fede e allora non vale niente : Cartesio non e' mai esistito
oppure e' esistito e allora la tua teoria e' sbagliata .
Terzium non datur .
Che mi dici?

atomico 10-03-2010 21.56.15

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81836)
Perche' io non sono stato logico ? Io ho annullato i principi della logica ?

Non ho detto che non sei stato logico, ma che hai voluto fare un discorso che prescindeva dai principi della logica (tu stesso l'hai detto che non volevi considerare il principio di conferma).



Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81836)
Ma e' proprio mantenendo le premesse di partenza fino in fondo che si valuta il valore di un'ipotesi .
Perche' la percezione di un albero dovrebbe essere fasulla mentre la percezione della tua coscienza dovrebbe essere reale ?
boh!

Probabilmente tu volevi dire come mai io dico che esiste la percezione dell'albero, e non l'albero, mentre dico che esiste la coscienza.
Ebbene, è semplice, la coscienza a differenza dell'albero non è esterna alle percezioni, ma è una qualità intrinsecamente legata con essa.
Non a caso posso dire: la coscienza è parte di ciò che io sono nel profondo (assieme alle percezioni), ma non posso dire che sono un albero.


Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81836)
Allora ripeto o quello di Cartesio fu un atto di fede e allora non vale niente : Cartesio non e' mai esistito
oppure e' esistito e allora la tua teoria e' sbagliata .
Terzium non datur .
Che mi dici?

Se cartesio intendeva dire che poichè era in grado di pensare, allora esisteva il mondo esterno alla mente, ha detto una cosa che richiede un atto di fede.
E come vedi non c'è contraddizione con quello che ho affermato io.

nikelise 10-03-2010 21.58.55

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81834)
Il principio di identità centra eccome nel mio discorso, dal momento che ho proprio detto fin dall'inizio che era esso a far sancire l'esistenza delle percezioni e della coscienza.

E' vero che anche la conferma è una percezione, e che se ci fermiamo a questo non è possibile affermare nulla.
Ma questa conclusione oltre a essere ovvia e banale, è proprio inutile, perchè se fai a meno di conferma e contraddizione, annulli le prerogative razionali della mente. Ed è chiaro che se togli alla mente le sue prerogative razionali, non si possa dire nulla di nulla.
E' come dire che per un sasso non esiste nulla. E certo che per un sasso non esiste nulla perchè non ha le capacità razionali della nostra mente.

Il mio discorso invece era diverso, in quanto è improntato nel fatto che facendo propri gli strumenti razionali della mente (conferma e contraddizione) e la metodologia del rasoio di ockhan si arriva alla conclusione che esiste solo percezione e coscienza.

Perche' io non ho usato la logica?
Sei tu che affermi un principio : la percezione dell'albero non significa che l'albero esiste e poi lo molli per dire che la percezione che hai della tua coscienza e' reale e solo quella esiste per il principio di identita' .
Il principio di identita' vale solo da un certo punto del discorso in poi , per l'albero non vale ?
Il valore di una teoria si misura sulla coerenza tra premesse e conclusioni mentre tu in corso d'opera le premesse le cambi :
di colpo la percezione che hai di quello che la tua coscienza ti rappresenta significa che la coscienza esiste , e' realta' mentre per l'albero la percezione non serve a niente .
Ti pare corretto anzi logico? Pieghi la logica a tuo piacere .

Ripeto che CARTESIO dovette ammettere di esistere in carne ed ossa per il fatto di pensare :
o questa affermazione e' un atto di fede , e' un salto logico e allora non vale nulla :Cartesio non e' mai esistito per il tuo ragionamento
oppure Cartesio ha ragione per il principio di identita' e aggiungo perche' in quel caso conoscente e conosciuto coincidono e si possono affermare per veri ma allora la tua teoria e' errata .
A partire dalla realta' di CARTESIO la realta' diventa conoscibile .
Terzium non datur .
Che mi dici ?

Scusate ma sembrava di aver cancellato .
Lo lascerei pero ' non sembra del tutto uguale .

atomico 10-03-2010 22.14.08

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81838)
Perche' io non ho usato la logica?
Sei tu che affermi un principio : la percezione dell'albero non significa che l'albero esiste e poi lo molli per dire che la percezione che hai della tua coscienza e' reale e solo quella esiste per il principio di identita' .
Il principio di identita' vale solo da un certo punto del discorso in poi , per l'albero non vale ?

Cerco di spiegarmi meglio.
Supponiamo che davanti a me ho un albero con foglie di colore verde.

Mi chiedo:"Ho la percezione dell'albero?", e ne ottengo la conferma, allora concluso: la percezione dell'albero esiste.

Mi chiedo:"Percepisco il colore verde?", e ne ottengo la conferma, allora concludo: la percezione del colore verde esiste.

Mi chiedo:"La percezione dell'albero mi appare come qualcosa che ha senso in se stessa?", e ne ottengo la conferma, allora concludo: la coscienza (che è ciò che definisce l'aver senso in se stessa di una qualsiasi percezione) esiste.

Mi chiedo: "Esiste un oggetto esterno alla mente a cui corrisponde la mia percezione dell'albero?", e qui non posso ottenere alcuna conferma.

Come vedi con la coscienza ho usato lo stesso criterio che ho usato per l'albero.
Spero di essere stato più chiaro questa volta.


Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81838)
Ripeto che CARTESIO dovette ammettere di esistere in carne ed ossa per il fatto di pensare :
o questa affermazione e' un atto di fede , e' un salto logico e allora non vale nulla :Cartesio non e' mai esistito per il tuo ragionamento
oppure Cartesio ha ragione per il principio di identita' e aggiungo perche' in quel caso conoscente e conosciuto coincidono e si possono affermare per veri ma allora la tua teoria e' errata .
A partire dalla realta' di CARTESIO la realta' diventa conoscibile .
Terzium non datur .
Che mi dici ?

Ti ripeto se cartesio arriva all'affermazione che esiste in carne ed ossa per il semplice fatto di essere in grado di pensare, fa un atto di fede.
Che lui abbia davvero affermato questo, lo hai detto tu, io non conosco bene cartesio.
Se ricordo bene Cartesio affermava che poichè era in grado di pensare allora esisteva, ma non come esistenza in carne e ossa, ma come quel "COLUI che pensa".
Quindi ha messo in primo piano un'esistenza non materiale (che credo lui identificasse con l'anma) e in subordine quella del corpo (in subordine perchè rispetto all'esistenza dell'anima richiedeva proprio un atto di fede).

Quindi tu che mi citi Cartesio, mi sa che non lo citi bene, ma sia che lo stia citando bene o male, non vedo cosa centri con la validità del mio discorso il fatto che cartesio sia stato un personaggio perfettamente inutile o meno.

nikelise 10-03-2010 22.15.43

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81837)



Ebbene, è semplice, la coscienza a differenza dell'albero non è esterna alle percezioni, ma è una qualità intrinsecamente legata con essa.
Non a caso posso dire: la coscienza è parte di ciò che io sono nel profondo (assieme alle percezioni), ma non posso dire che sono un albero.




E no questa proprio non ci sta :
la percezione e' una cosa e la coscienza e' un'altra viene dopo e' un'elaborazione di quanto ho percepito .
E' una realta' a se' rispetto la percezione e pertanto anch'essa deve fare la fine dell'albero , NON DEVE ESISTERE e se non esiste non puoi dire nulla .
Sai quanti percepiscono ma sono incoscienti di quello che percepiscono .

Cartesio deve dire penso e quindi esisto quale coscienza ( correggo quanto detto piu' sopra )proprio per non fare la fine della tua teoria : negarsi ,secondo logica .
Dalla percezione di se' poi si passa alla percezione di tutta la realta' .

nikelise 10-03-2010 22.23.50

[quote=atomico;81839]Cerco di spiegarmi meglio.
Supponiamo che davanti a me ho un albero con foglie di colore verde.

Mi chiedo:"Ho la percezione dell'albero?", e ne ottengo la conferma, allora concluso: la percezione dell'albero esiste.

Mi chiedo:"Percepisco il colore verde?", e ne ottengo la conferma, allora concludo: la percezione del colore verde esiste.

Mi chiedo:"La percezione dell'albero mi appare come qualcosa che ha senso in se stessa?", e ne ottengo la conferma, allora concludo: la coscienza (che è ciò che definisce l'aver senso in se stessa di una qualsiasi percezione) esiste.

Mi chiedo: "Esiste un oggetto esterno alla mente a cui corrisponde la mia percezione dell'albero?", e qui non posso ottenere alcuna conferma.

Come vedi con la coscienza ho usato lo stesso criterio che ho usato per l'albero.
Spero di essere stato più chiaro questa volta.




quote]

Salti un passaggio :
dalla percezione dell'albero non puoi trarre la conseguenza che hai percepito la tua coscienza , per fare questo devi ammettere che se percepisci una cosa questa esiste .
Non c'e' scampo .

atomico 10-03-2010 22.26.43

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81840)
E no questa proprio non ci sta :
la percezione e' una cosa e la coscienza e' un'altra viene dopo e' un'elaborazione di quanto ho percepito .
E' una realta' a se' rispetto la percezione e pertanto anch'essa deve fare la fine dell'albero , NON DEVE ESISTERE e se non esiste non puoi dire nulla .

Forse tu dai alla coscienza chissà quale significato, io gli ho il significato di essere quella qualità che rende le nostre percezioni come aventi senso in se stesse.
E coerentemente a tale definizione, ho tratto le mie considerazioni.

Citazione:

Sai quanti percepiscono ma sono incoscienti di quello che percepiscono .
Se con questa affermazione vuoi dire che esistono percezioni prive di coscienza, ci sarebbe molto da dire, ma non è il caso di aprire questo discorso.
Mi limito a farti notare che al massimo una tale affermazione non ha alcun impatto sul mio discorso, in quanto ai fini del mio discorso non è necessario dire che la COSCIENZA è qualcosa che deve esistere sempre.

'ayn soph 10-03-2010 22.34.18

Vorrei sapere come possono considerarsi tali (e quindi essere nominati) elementi come interno ed esterno. Cioè ammesso che la coscienza sia un fattore come la percezione (senza entrare ora nel merito temporale, ovvero chi nasce prima) e volendo escludere "tou cour" la realtà del mondo esterno quali parametri avrei per distinguere un ipotetico interno da un esterno?
Si capisce?

nikelise 10-03-2010 22.37.10

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81844)

Mi limito a farti notare che al massimo una tale affermazione non ha alcun impatto sul mio discorso, in quanto ai fini del mio discorso non è necessario dire che la COSCIENZA è qualcosa che deve esistere sempre.

Ma allora percezione e coscienza sono cose diverse e allora vale tutto quanto ti ho detto finora e concludo :
se porti alle estreme conseguenze la tua toria non puoi neppure affermare il tuo punto di partenza e cioe' che esiste solo percezione e coscienza perche'
non puoi pensare che la coscienza percepita in effetti esista , diventa anch'essa un atto di fede .
La tua teoria salta e come utilita' pratica e come possibilita' teorica .

Kael 10-03-2010 22.40.17

Ciao atomico, ci provo ancora una volta, ripartendo dal tuo primo post (visto che al mio ultimo non hai risposto)
Citazione:

Originalmente inviato da atomico
Il rosso è la risposta della mente a quel particolare impulso nervoso

Vedi qui la contraddizione? Oltre a coscienza e percezioni tu stesso ammetti anche l'esistenza di nervi e sensi. Questi sono giocoforza esterni alla mente no? Di cosa vive un nervo, come si nutre? E soprattutto, è reale o no?
Se non lo è però non sono reali nemmeno le tue percezioni...

Citazione:

Se non facciamo altre assunzioni, arriviamo alla conclusione che esistono solo percezioni e coscienze, e non oggetti esterni alla nostra mente.
E' quel solo che ti frega, in questo modo dimostri l'esistenza di percezioni e coscienze, ma non smentisci il resto.

PS: Checchè tu ne pensi, ho letto senza pregiudizi i tuoi post, ma come stanno anche cercando di farti notare gli altri la tesi che proponi fa un pochino d'acqua... Spero che anche tu farai altrettanto col mio, se mi dovessi rispondere dicendo che gli impulsi nervosi esistono ma i nervi no, che gli impulsi nervosi se li autoprovoca la coscienza senza nessuna causa esterna, beh... in tal caso non mi resta che lasciar perdere e augurarti "buone percezioni".

'ayn soph 10-03-2010 22.45.52

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 81847)
Ciao atomico, ci provo ancora una volta, ripartendo dal tuo primo post (visto che al mio ultimo non hai risposto)

Vedi qui la contraddizione? Oltre a coscienza e percezioni tu stesso ammetti anche l'esistenza di nervi e sensi. Questi sono giocoforza esterni alla mente no? Di cosa vive un nervo, come si nutre? E soprattutto, è reale o no?
Se non lo è però non sono reali nemmeno le tue percezioni...


E' quel solo che ti frega, in questo modo dimostri l'esistenza di percezioni e coscienze, ma non smentisci il resto.

PS: Checchè tu ne pensi, ho letto senza pregiudizi i tuoi post, ma come stanno anche cercando di farti notare gli altri la tesi che proponi fa un pochino d'acqua... Spero che anche tu farai altrettanto col mio, se mi dovessi rispondere dicendo che gli impulsi nervosi esistono ma i nervi no, che gli impulsi nervosi se li autoprovoca la coscienza senza nessuna causa esterna, beh... in tal caso non mi resta che lasciar perdere e augurarti "buone percezioni".


Ora che mi ci hai fatto pensare però potrebbe essere un caso soggettivo, ovvero, adesso non mi vorrei imbrigliare nelle polemiche di "normale" e/o "diversamente normale" e non sto entrando neppure nello specifico dell'utente atomico sto soltanto formulando una ipotesi come del resto fa lui stesso:
e se parlassimo di individui che non possono accedere alla realtà?
Che ne dite ho bevuto troppo stasera?

P.S.: non vuole essere un giudizio tanto meno accusa verso altre realtà ma un discorso per capire una teoria.


Edit: l'ho trovata ora guarda caso, sulla hompage
"Qualunque tipo di mondo può esistere infatti ammettendo l'infinito il resto è automatico."
Anonimo

atomico 10-03-2010 23.02.35

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 81843)

Salti un passaggio :
dalla percezione dell'albero non puoi trarre la conseguenza che hai percepito la tua coscienza , per fare questo devi ammettere che se percepisci una cosa questa esiste .
Non c'e' scampo .

Guarda, ti ringrazio per avere insistito nel tuo discorso, perchè sei riuscito a far emergere una imprecisione nel mio discorso.
E di questo sono felice. Bravo.

Immagino tu volessi dire che: dalla percezione della coscienza (e non dell'albero come hai scritto probabilmente digitando male) non posso dire che esiste la coscienza.
Ed è vero, hai ragione.

Questo significa che se definisco come coscienza la capacità della mente di dare senso a se stante alle percezioni, commetto un errore, perchè nessuno mi dice che quel senso a sé stante sia prodotto da una capacità della mia mente.

Ne consegue che la definizione che ho dato di coscienza deve essere modificata nel seguente modo: La coscienza è quel senso a se stante che fa parte delle percezioni.
In pratica non attribuisco alla coscienza nente di più che essere una particolare forma di percezione, disinteressandomi che sia prodotta dalla mente.

Cosi come posso dire che esiste la percezione dell'albero, o la percezione del colore rosso, posso dire che esiste la percezione del senso a sé (e la percezione del senso a se stante la chiamo coscienza).

Ti ringrazio ancora per le tue obiezioni, che si sono dimostrate fondate, nonostante all'inizio ne fossi fortemente scettico.

'ayn soph 10-03-2010 23.22.52

Quindi siamo da capo, o meglio alle origini forse, un qualcosa di "indefinibile" (forse una mente) con due sensi.









Edit: super_strada o auto_strada?

Uno 10-03-2010 23.27.23

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81850)
Ne consegue che la definizione che ho dato di coscienza deve essere modificata nel seguente modo: La coscienza è quel senso a se stante che fa parte delle percezioni.
In pratica non attribuisco alla coscienza nente di più che essere una particolare forma di percezione, disinteressandomi che sia prodotta dalla mente.

Non posso credere che tu sia veramente convinto di quello che hai scritto.
Ci stai prendendo in giro ammettilo :wow:.... io ammetterò di esserci cascato ed averti preso sul serio icon_mrgr:

-----------------------------------------------

Ayn è vero, ci sono individui che non possono, parzialmente o totalmente, con o senza l'uso di sostanze neurotossiche, accedere alla realtà della collettività. Rimangono confinati in una loro realtà che riconoscono come unica. Non è per nulla facile tentare di entrare in quella loro realtà, direi che è quasi impossibile.
Ovviamente anche io non mi riferisco a nessuno, sto vagliando e confermando la tua ipotesi.

atomico 10-03-2010 23.54.27

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 81847)
Ciao atomico, ci provo ancora una volta, ripartendo dal tuo primo post (visto che al mio ultimo non hai risposto)

Vedi qui la contraddizione? Oltre a coscienza e percezioni tu stesso ammetti anche l'esistenza di nervi e sensi. Questi sono giocoforza esterni alla mente no? Di cosa vive un nervo, come si nutre? E soprattutto, è reale o no?
Se non lo è però non sono reali nemmeno le tue percezioni...

Bravo, hai evidenziato che nel mio primo post do una spiegazione di percezione che discorda con quella che ho assunto in seguito.
Quindi sembra che io sia stato incoerente, e qui rivaluto la corrispondente accusa fattami da Uno.
Solo che tu hai fatto quello che si deve fare in un dialogo costruttivo cioè argomentare, e quindi in questo caso nel mostrarmi la contraddizione.
Così mi dai modo di ribattere o di correggermi.

Ammetto che nel post iniziale la mia descrizione di percezione come qualcosa che si genera per via dei sensi, non è attinende con il resto del discorso.
Nel senso che solo una volta che si fa l'atto di fede di credere in una realtà esterna alla mente, si arriva alla conclusione che le percezioni sono prodotte dal cervello in risposta a impulsi nervosi.
E questo come ho detto non ci azzecca con resto del discorso, il quale si riferisce alla situazione nella quale siamo prima di fare un atto di fede nei confronti di una realtà esterna alla mente.

In definitiva nell'economia del mio discorso la percezione è quel che percepiamo in temrini di immagini, colori, odori, suoni, emozioni ... a prescindere da chi o cosa le produca.
Le percezioni vanno considerate come dato di fatto.


Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 81847)
E' quel solo che ti frega, in questo modo dimostri l'esistenza di percezioni e coscienze, ma non smentisci il resto.

Io intendo che senza fare l'atto di fede di credere in una realtà oltre la mente, ciò che possiamo stabilire servendoci della logica e del rasoio di Ockham è che la realtà è SOLO percezione + coscienza.
Quel SOLO indica quindi che se dovessimo trarre delle conclusioni in base alle suddette premesse, non potremmo assolutamente fare riferimento a una qualsiasi altra forma di esistenza, se non quella tipica dell'essere una percezione.

'ayn soph 11-03-2010 00.01.51

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81853)
Io intendo che senza fare l'atto di fede di credere in una realtà oltre la mente, ciò che possiamo stabilire servendoci della logica e del rasoio di Ockham è che la realtà è SOLO percezione + coscienza.
Quel SOLO indica quindi che se dovessimo trarre delle conclusioni in base alle suddette premesse, non potremmo assolutamente fare riferimento a una qualsiasi altra forma di esistenza, se non quella tipica dell'essere una percezione.

Infatti tu stesso ti sei dato una risposta che in definitiva ti porterebbe a immaginarti come Oggetto e Soggetto al contempo. Senza scomodare gli -ismo, Panteismo ect si direbbe assimilabile all'Unità che in sostanza è il concetto di Uomo elevato alla n. 3+3+3+1=10.
E ancora non ci siamo mossi dal mondo umano.

Ray 11-03-2010 00.11.48

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81835)
Ma visto che anche tu hai fatto pesare questa cosa delle definizioni, senza avere alcun impulso costruttivo ad argomentare, ti chiedo di dire perché e percome i termini coscienza e percezione da me utilizzati sarebbero scorretti per rappresentare i significati a cui mi sono riferito, e quali termini tu avresti usato, spiegando il perchè e il percome siano migliori.

Vorrei che tu mi spiegassi una cosa che proprio non capisco: perchè non dovresti essere tu a definire qualcosa che dici esistere, indipendentemente dal fatto che poi ulteriorimente sostieni essere la sola (o le sole) che esistono. (ok, poi dai delle definizioni, ma la domanda resta).

Se tu inizi un discorso sostenendo che tutto ciò che esiste sono pere e banane dovresti ben defiire sia pere che banane no? Altrimenti arrivo io che ti dico che a me invece risultano esistere anche i lamponi e non parliamo più.
Quando mi dici - e devo ripetere ciò che ho detto post fa - che solo coscienza e percezione esistono, esse devono racchiudere tutto ciò che io posso dire esistente oppure tu mi devi mostrare che ciò che io dico esistente invece non esiste.
Ad esempio io posso dire che esiste il pensiero e definirlo in un modo qualsiasi, come: la capacità che ho di produrre immagini che percepisco (penso una banana e riesco a "vederla" mentalmente). Due son le cose: o questo pensiero da me definito me lo infili in una delle due cose che per te esistono, quindi trattasi di percezione e/o di coscienza, oppure mi devi dire che quello che ho definito come pensiero non esiste.

Chiaramente se avessi le tu definizioni precise di percezione e coscienza potrei fare questa operazione da me, ossia prendere una cosa che credo esistere, definirla, e vedere se in base alla tua teoria caschi sotto una delle due categorie oppure non esista.

Kael 11-03-2010 00.18.48

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81853)
In definitiva nell'economia del mio discorso la percezione è quel che percepiamo in temrini di immagini, colori, odori, suoni, emozioni ... a prescindere da chi o cosa le produca.
Le percezioni vanno considerate come dato di fatto.

Eh no, è fondamentale stabilire invece chi o cosa le produca. Te ne spiego anche il motivo: se le percezioni sono prodotte dall'esterno, ciò implica l'esistenza di una realtà oggettiva (cioè che esula da te). Se invece le percezioni se le autoproduce la tua coscienza, perdonami ma, proprio in quanto interne, tu ne sei già in possesso, non potrebbero comparire così all'improvviso. Se le hai già in coscienza tu SARESTI quelle percezioni, le controlleresti... (in soldoni non potresti scoprire o conoscere nulla di nuovo dal momento che fin dalla nascita lo avresti avuto dentro di te)

Citazione:

Io intendo che senza fare l'atto di fede di credere in una realtà oltre la mente, ciò che possiamo stabilire servendoci della logica e del rasoio di Ockham è che la realtà è SOLO percezione + coscienza.
Quel SOLO indica quindi che se dovessimo trarre delle conclusioni in base alle suddette premesse, non potremmo assolutamente fare riferimento a una qualsiasi altra forma di esistenza, se non quella tipica dell'essere una percezione.
Metti "la NOSTRA realtà è solo percezione + coscienza" e mi troverai assolutamente d'accordo, dove per "nostra" intendo la realtà percepita dalla coscienza in questione. Ma come ho cercato di mostrarti sopra, oltre ad una realtà soggettiva ne esiste anche una oggettiva, altrimenti non avrebbe nessun senso autoprodursi delle percezioni dal momento che le avremmo già in coscienza e saremmo assolutamente onnipotenti e potremmo controllare tutto. Non essendo così (non stabilisci tu quando arrivano i tsunami o i terremoti), queste percezioni devono per forza venire da "fuori"...

Pensaci e poi dimmi che ne pensi...

webetina 11-03-2010 00.50.40

Ciao Atomico, capisco che si sta parlando dell'assunto di ockham, ma non mi è chiaro se se ne discute in modo accademico, oppure se tu stesso sei convinto che tale legge spieghi il tuo stesso esistere.E se fosse così mi verrebbe da pensare che allora si potrebbe evitare di assecondare la percezione della sete o della fame, poichè non ci sarebbe materia che possa deperire in mancanza di cibo materiale. Spero non sia stupida la domanda, se lo fosse accetto che sia ignorata.

Uno 11-03-2010 09.34.31

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 81856)

Chiaramente se avessi le tu definizioni precise di percezione e coscienza potrei fare questa operazione da me, ossia prendere una cosa che credo esistere, definirla, e vedere se in base alla tua teoria caschi sotto una delle due categorie oppure non esista.

Ma no, devi fidarti di quello che dice e se non ti fidi devi dire perchè tu non ti fidi, però a questa cosa si vorrebbe dare una parvenza filosofica.

O.t.
In merito all'altro 3d, hai detto che ha preso un'altra piega, nell'ultimo post non ero certo di aver capito cosa stavi dicendo e/o chiedendo, poi è morta lì. Se non era la piega che desideravi potevi rimetterlo in carreggiata :)
Fine O.t.

Uno 11-03-2010 09.35.45

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 81857)
Eh no, è fondamentale stabilire invece chi o cosa le produca. Te ne spiego anche il motivo: se le percezioni sono prodotte dall'esterno, ciò implica l'esistenza di una realtà oggettiva (cioè che esula da te). Se invece le percezioni se le autoproduce la tua coscienza, perdonami ma, proprio in quanto interne, tu ne sei già in possesso, non potrebbero comparire così all'improvviso. Se le hai già in coscienza tu SARESTI quelle percezioni, le controlleresti... (in soldoni non potresti scoprire o conoscere nulla di nuovo dal momento che fin dalla nascita lo avresti avuto dentro di te)

Se riesci a fargli capire quello che ho scritto in almeno 10 modi diversi... mi toccherà farti un regalo....

filoumenanike 11-03-2010 09.48.18

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81628)
In altre parole devi ipotizzare che esista davvero qualcosa all'esterno della tua mente, e che quindi c'è qualcosa che possa esistere in un modo a te sconosciuto (perchè noi sperimentiamo l'esistenza solo attraverso percezioni e coscienza).

Detto in soldoni, per chi conosce Kant, lui sostiene che le cose in se sono inconoscibili, in questa tesi che ho riportato e che condivido, viene affermato che le cose in se non solo potrebbero non esistere, ma che di fatto seguendo un approccio rigorosamente scientifico siamo tenuti proprio a considerare come inesistenti.
Perchè di fatto non abbiamo la più pallida idea di cosa possa voler dire esistere al di fuori dell'essere una percezione o una consapevolezza

Ho ripreso il post dall'inizio, proprio per capirci qualcosa,
se da una parte può considerarsi giusto che conosciamo il mondo attraverso i nostri sensi, le nostre percezioni fisiche e dunque anche mentali, non possiamo certo negare l'esistenza di quanto percepiamo, convalidata dalla stessa percezione di mille altri individui, percezione che diventa comune agli esseri pensanti tanto da diventare scienza.
In soldoni quando ho fame e percepisco un piatto di pasta, ne assorbo il profumo, la mangio fisicamente, l'azione che produco è un'esperienza non percettiva ma reale e così tutto quanto mi circonda, nel momento in cui entro in contatto fisico con l'esterno esso mi diventa reale.
Del resto la scienza si basa proprio sull'esame di queste realtà oggettive e che si dimostrano tali per un gran numero di individui sì da assurgere a concetti non più astrati ma concreti.

'ayn soph 11-03-2010 10.04.59

Le pieghe come dice Uno ci sono e non è una, nel senso che faccio un esempio: l'individuo X può trovarsi in piani diversi di percezioni e pur avendo "mezzi" per "sondare" o se vogliamo approcciare la realtà (o quello che con questo termine si vuole indicare) non si trova in sintonia o peggio nega a priori ogni possibile contatto. A cosa potrebbe essere dovuto questo stato o risultante? Prima ipotesi, come dicevo in altro post, è che l'individuo non ha possibilità fisiche ovvero ha tutte le caratteristiche interne ma gli manca un collegamento verso l'esterno e qui saremmo in uno stato diciamo di "caduta adamitica" primo stadio. Seconda ipotesi, l'individuo avendo superato la fase prima descritta e trovandosi in altri "stadi" non riesce a valutarne gli oggetti o altri soggetti in quanto appena "arrivato" nel senso di essere arrivato ma non ancora acclimatato. Certamente la casistica non si ferma qui, ho fatto soltanto due esempi. Ma più in definitiva è lo stesso individuo a cercare di capire dove si trova e come.

atomico 11-03-2010 11.31.48

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 81857)
Eh no, è fondamentale stabilire invece chi o cosa le produca. Te ne spiego anche il motivo: se le percezioni sono prodotte dall'esterno, ciò implica l'esistenza di una realtà oggettiva (cioè che esula da te). Se invece le percezioni se le autoproduce la tua coscienza, perdonami ma, proprio in quanto interne, tu ne sei già in possesso, non potrebbero comparire così all'improvviso. Se le hai già in coscienza tu SARESTI quelle percezioni, le controlleresti... (in soldoni non potresti scoprire o conoscere nulla di nuovo dal momento che fin dalla nascita lo avresti avuto dentro di te)

Tu ipotizzi che le percezioni o sono prodotte dall'interno o sono prodotte dall'esterno.
Io ipotizzo invece che le percezioni o sono prodotte dall'interno, o sono prodotte dall'esterno, o sono sempre state, nel senso che nessuno le ha prodotte.
Io lascio aperte tutte queste possibilità, tu invece scarti la possibilità che le percezioni siano sempre state, ovvero che ci sia sempre stato un flusso di percezioni senza origine e senza fine, capaci di susseguirsi come dato di fatto.
Allora dovresti anche spiegarmi su quali bqasi arrivi ad escludere questa possibilità.

atomico 11-03-2010 11.41.13

Citazione:

Originalmente inviato da webetina (Messaggio 81860)
Ciao Atomico, capisco che si sta parlando dell'assunto di ockham, ma non mi è chiaro se se ne discute in modo accademico, oppure se tu stesso sei convinto che tale legge spieghi il tuo stesso esistere.

Non so se interpreto bene il tuo pensiero.
Diciamo che il rasoio di ockhan non è una legge fisica, nel senso che niente esclude che la speigazione corretta di un fenomeno sia quella più complicata, e non invece quella più semplice.
Tuttavia dietro il rasoio di ockham c'è una considerazione che io ritengo piuttosto valida e da prendere in considerazione.
Ovvero se per comprendere delle cose dobbiamo fare degli atti di fede, allora è più probabile commettere un errore maggiormente quell'atto di fede corrisponde a un salto nel buio.
E chiaramente ricorrere ad una spiegazione complicata e avvulsa dalla nostra esperienza risulta essere un salto nel buio maggiore che ricorrere ad una spiegazione più semplice e in linea con cose che hanno corrispondenza con la nostra esperienza.


Citazione:

Originalmente inviato da webetina (Messaggio 81860)
E se fosse così mi verrebbe da pensare che allora si potrebbe evitare di assecondare la percezione della sete o della fame, poichè non ci sarebbe materia che possa deperire in mancanza di cibo materiale. Spero non sia stupida la domanda, se lo fosse accetto che sia ignorata.

Guarda, qui parliamo in senso ipotetico, nel senso che a scanso di equivoci intendo dissuardere chiunque ad attuare pratiche di suicidio.

Secondo il mio discorso credere all'esistenza della materia è un atto di fede, nel senso che la realtà stando ad un'analisi puramente scientifica può essere considerata solo fatta da percezioni.
Se tu evitassi di mangiare e bere, sperimenteressi percezioni di estrema sete e fame, e poi sperimenteresti la percezione della morte.
Dopo aver sprimentato la percezione della morte, potresti sperimentare altre percezioni, ma io non sono in grado di dire quali.
Se ad esempio fosse vera la dottrina cristiana, sperimenteresti le percezioni tipiche di chi è all'inferno (i suicidi mi pare che vadano all'inferno per la chiesa).

Uno 11-03-2010 11.44.39

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81832)
[...]

Questo post è saltato per via dei filtri antilink, io non me ne sono accorto. Quindi ritengo giusto evidenziarlo

atomico 11-03-2010 11.46.34

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 81866)
Ho ripreso il post dall'inizio, proprio per capirci qualcosa,
se da una parte può considerarsi giusto che conosciamo il mondo attraverso i nostri sensi, le nostre percezioni fisiche e dunque anche mentali, non possiamo certo negare l'esistenza di quanto percepiamo, convalidata dalla stessa percezione di mille altri individui, percezione che diventa comune agli esseri pensanti tanto da diventare scienza.
In soldoni quando ho fame e percepisco un piatto di pasta, ne assorbo il profumo, la mangio fisicamente, l'azione che produco è un'esperienza non percettiva ma reale e così tutto quanto mi circonda, nel momento in cui entro in contatto fisico con l'esterno esso mi diventa reale.
Del resto la scienza si basa proprio sull'esame di queste realtà oggettive e che si dimostrano tali per un gran numero di individui sì da assurgere a concetti non più astrati ma concreti.

Alla domanda: "Di cosa è fatta la realtà?", la risposta più rigorosa che deve dare la scienza è che la realtà è fatta solo di percezioni (percezioni consapevoli).

Ma alla domanda: "Perchè percepiamo quel che percepiano e non una qualsiasi altra cosa?", siamo costretti a fare ipotesi supplementari, come quella assunta convenzionalmente dalla scienza che alle nostre percezioni corrisponda davvero un mondo esterno.
Non si tratta però dell'unica assunzione che può essere fatta, perchè se ne potrebbero fare altre, ma uscirei dal tema di questo thread.

Kael 11-03-2010 12.13.32

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81870)
Tu ipotizzi che le percezioni o sono prodotte dall'interno o sono prodotte dall'esterno.
Io ipotizzo invece che le percezioni o sono prodotte dall'interno, o sono prodotte dall'esterno, o sono sempre state, nel senso che nessuno le ha prodotte.
Io lascio aperte tutte queste possibilità, tu invece scarti la possibilità che le percezioni siano sempre state, ovvero che ci sia sempre stato un flusso di percezioni senza origine e senza fine, capaci di susseguirsi come dato di fatto.
Allora dovresti anche spiegarmi su quali bqasi arrivi ad escludere questa possibilità.

L'avevo giusto spiegato sopra. Se le percezioni sono sempre state e le avessi fin dall'inizio dentro di te, se non avessero principio nè fine, tu le conosceresti da sempre, saresti quelle percezioni e non potresti imparare nulla di nuovo. Invece il fatto che vivendo impariamo, scopriamo, etc.. implica per forza che quelle percezioni ci arrivano da "fuori". Se non altro fuori dalla nostra coscienza, il chè dovrebbe comunque portarti a dire che le percezioni sono un mondo esterno rispetto alla nostra coscienza.

atomico 11-03-2010 13.58.15

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 81879)
L'avevo giusto spiegato sopra. Se le percezioni sono sempre state e le avessi fin dall'inizio dentro di te, se non avessero principio nè fine, tu le conosceresti da sempre, saresti quelle percezioni e non potresti imparare nulla di nuovo. Invece il fatto che vivendo impariamo, scopriamo, etc.. implica per forza che quelle percezioni ci arrivano da "fuori". Se non altro fuori dalla nostra coscienza, il chè dovrebbe comunque portarti a dire che le percezioni sono un mondo esterno rispetto alla nostra coscienza.

Mi stai dicendo che ritieni impossibili fenomeni come, tanto per fare un esempio, quello in cui si perde la memoria?
Mi spiego meglio, quando uno perde la memoria, vive una vita in cui continua a sperimentare percezioni, ma non è "al corrente" delle percezioni che ebbe prima di perdere la memoria. Ma non per questo tali percezioni non sono esistite.

Quello della perdita della memoria è solo un esempio indicativo, e non pertinente al 100%, ma è giusto per farti capire il concetto.

Più precisamente noi possiamo immaginare un flusso continuo di percezioni, che è sempre esistito e sempre esisterà, e dove è possibile sperimentare delle percezioni che fanno credere "al colui che percepisce" di avere avuto un unizio in un certo momento, ma questo non significa che prima ancora non ci possano essere state altre percezioni.

Benchè siano concetti banali, non sono sicuro di riuscire a spiegarli bene, quindi mi auguro di essermi fatto capire.

webetina 11-03-2010 14.44.27

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81873)
Diciamo che il rasoio di ockhan non è una legge fisica, nel senso che niente esclude che la speigazione corretta di un fenomeno sia quella più complicata, e non invece quella più semplice.

Mah, pensarei che le percezioni sensoriali, anche solo i pensieri sono "movimenti" regolati comunque da leggi fisico-chimiche, anche se non spostano la materia visibilmente, in ogni caso è vero che mi è stato insegnato che le cose più probabili sono quelle più semplici, ma non è per questo che escluderei l'idea di ockhan.

Per la questione della sete e della la fame, sono sicura che tanto per quanto mi riguarda, non avrei assolutamente la volontà per resistere ,scusa , volontariamente, avendo davanti acqua e cibo, all'istinto di conservazione, non è così facile. E' un discorso terra terra non ho molti strumenti filosofici.

atomico 11-03-2010 15.00.52

Citazione:

Originalmente inviato da webetina (Messaggio 81891)
Mah, pensarei che le percezioni sensoriali, anche solo i pensieri sono "movimenti" regolati comunque da leggi fisico-chimiche, anche se non spostano la materia visibilmente, in ogni caso è vero che mi è stato insegnato che le cose più probabili sono quelle più semplici, ma non è per questo che escluderei l'idea di ockhan.

Per la questione della sete e della la fame, sono sicura che tanto per quanto mi riguarda, non avrei assolutamente la volontà per resistere ,scusa , volontariamente, avendo davanti acqua e cibo, all'istinto di conservazione, non è così facile. E' un discorso terra terra non ho molti strumenti filosofici.

LE cose che ci vengono insegnate hanno valore solo se le mettiamo in discussione, perchè la cosa più importante da imparare non sono le nozioni che hanno conseguito altre persone, ma imparare a pensare con la propria testa.

Quindi fregatene se non hai gli strumenti filosofici, perchè la filosofia è una vera perdita di tempo.
Ed è una perdita di tempo sia perchè non insegna granchè del funzionamento del mondo (per fortuna a quello di pensa la scienza), sia perchè non insegna granché a pensare con la propria testa.
Niente di più facile quando ti imbatti in un filosofo, di incontrare in realtà un pappagallo che ti ripete una serie innumerevoli di pensieri che ha dovuto studiare e capire, e che senza neppure rendersene conto non ha la più pallida idea di quello che significa pensare con la propria testa.

Il senso di tutto questo è che ti basta imparare a ragionare con la tua testa, non ti serve altro, e questo nessuno può insegnartelo ma lo puoi imparare avendo il coraggio e la fiducia in te necessaria a mettere in discussione tutto, a cominciare dalle tue più grandi certezze.

nikelise 11-03-2010 16.31.10

Citazione:

Originalmente inviato da atomico (Messaggio 81605)
Vi espongo in questa discussione ciò che afferma una scienziati ancora sconosciuto al grande pubblico.

In pratica se ci atteniamo a una procedimento scientifico altamente restrittivo e rigoroso, arriviamo a concludere che la realtà è costituita solo da coscienza e percezione.

In quest'ottica non esisterebbero le cose, intese come oggetti materiali.
Vediamo come si arriva a questa conclusione.

Per prima cosa bisogna interdere per coscienza la capacità di dare senso in se stesse alle percezione. In pratica la coscienza è ciò che ci acconpagna le nostre percezioni dandoci la consapevolezza di stare percependo qualcosa di esistente.

La coscienza così definita è confermata dalla nostra esperienza, e quindi fa tatti osserbabili e ripetibili, e si connota quindi come qualcosa di esistente e innegabile.

Le percezioni sono invece il contenuto delle cos edi cui siamo coscienti. Ad esempio il colore rosso e quello blu, sono due entità di cui possiamo essere coscienti, ma hanno un differente contenuto informativo, nel preciso senso che li identifichiamo come entità distinte tra loro.

Le percezioni nascono dalla mente (anche se questo assunto è superfluo agli scopi della presente discussione), in quanto ad esempio il colore rosso non viene ne dalle onde elettromagnetiche che impattano sul nostro occhio, ne nell'impulso nervoso che si produce a seguito di tale stimolazione e che giunge nella parte del cervello dedicata alla percezione visiva.
Il rosso è la risposta della mente a quel particolare impulso nervoso (l'impulso nervoso del colore rosso è identico a quello del colore blu, e a tutti gli altri impulsi nervosi dei sensi, quindi non è nell'impulso in se la proprietà di essere rosso).

Anche l'esistenza delle percezioni la possiamo ocnfermare in base alla nsotra esperienza, e quindi può essere ritenuta un fatto innegabile.

Ora applichiamo il rasoio di Accoma, il quale dice che la spiegazione di un fenomeno tende a essere corretta quando poggia sul minor numero possibile di assunti.

Se non facciamo altre assunzioni, arriviamo alla conclusione che esistono solo percezioni e coscienze, e non oggetti esterni alla nostra mente.
Infatti tutto ciò che sappiamo del mondo lo apprendiamo solo attraverso percezioni, e non non sappiamo neppure che senso potrebbe avere l'esistenza di un qualcosa che non sia percezione o coscienza.

N.B.
Procedendo in questa ottica non si è obbligati a ipotizzare che esista una mente che dirige tutto facendo in modo che i nostri singoli punti di osservazione siano compatibili tra loro, come se effettivamente esistensse un'unica realtà esterna a tutti noi.
Infatti anche l'esistenza di punti di vista differenti dal nostro richiede delle assunzioni non necessari (anche se utili per una più completa comprensione del tutto). Detto altrimenti, potremmo esisrtere solo noi, e nessun altro che osserva la realtà da altri punti di vista.

Ma poi sei sicuro che in questo modo si applichi correttamente il rasoio di occam cioe' che dire la realta' non esiste semplifichi cioe' eviti altri assunti a me pare che complichi e imponga altri 1000 assunti spiegare cosa accade fuori dal fenomeno empiricamente percepito?
Riporto la legge di Occam:
(LA) « Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem. »
(IT) « Non moltiplicare gli elementi più del necessario. »

oppure
(LA) « Pluralitas non est ponenda sine necessitate. »
(IT) « Non considerare la pluralità se non è necessario. »

oppure ancora
(LA) « Frustra fit per plura quod fieri potest per pauciora. »
(IT) « È inutile fare con più ciò che si può fare con meno


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