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dicevo che se essere innamorati è essere ubriachi, s decide comunque da ubriachi, sia che si decida per un verso o per l'altro. Inoltre dicevo che anche decidere di aspettare che passi è decidere qualcosa da ubriachi. |
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Come quando ad aprile esci in maniche corte e ti becchi il mal di gola . |
Jung che si innamora della sua paziente non lo vedo come immaturo piuttosto imprudente o presuntuoso ma forse spiega l'immane forza rivoluzionaria con la quale si ha a che fare .
Altro che rose fiori e ciocolatini . |
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Grazie per il chiarimento. :C: |
Prima di tutto valutiamo le parole per quello che sono, senza dargli per forza un aspetto positivo o negativo. In questo caso specifico maturità o immaturità hanno lo stesso senso di un frutto che è buono da essere colto o no, non c'è nessuna intelligenza, saggezza etc diversa nel concetto, anche se poi queste sono conseguenze.
Se metaforizziamo innamoramento e amore in un frutto, usando il processo in cui il frutto assorbe il sole per l'innamoramento e l'essere mangiato per l'amore, possiamo capire facilmente perchè a tutti piace innamorarsi ma a pochi amare. Allo stesso tempo nella metafora è evidente che il frutto una volta colto dalla pianta se messo al sole al massimo può diventare frutta secca (cosa che comunque ha un suo perchè, uso etc..). Nell'innamoramento in rapporto all'esterno riceviamo sempre, poi nel nostro interno ci sono processi che metabolizzano questo ricevere anche in modi apparentemente estroversi (es inappetenza ed atri fenomeni fisici tangibili) ma che a ben vedere sempre introversi rimangono e servono a maturare la nostra psiche. Se abbiamo imparato ad amare non ci serve più innamorarci... lo so che questa che dico è una cosa forte e che razionalmente non sarà accettata da parecchie persone. Sia chiaro che non sto dicendo che non si possano avere delle attività che esteriormente sembrano innamorarsi, ma che sono diverse, molto diverse. LB domanda retoricamente se esiste un amore razionale, io giro la frittata dicendo che non può esiste un amore irrazionale e non può esistere un innamoramento razionale (tranne quelle forme di cui dicevo sopra, che però non possono più essere chiamate innamoramento nel senso comune della parola). |
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Dico perche' ci credo ( anche per il mio vissuto ma soprattutto per il mio elaborato) . Dire che il frutto che raccoglie il sole e' l'innamoramento e' ancora un tingere tutto di rosa , una visione parziale che non rende il fenomeno per quello che e'. Un fenomeno da superare ( super andare sopra) ed estremamente rischioso per la psiche ed anche per la sana prosecuzione del rapporto . Spesso il passaggio all'amore non riesce perche' si resta fermi alla fase precedente che e' la fase dell'inganno della proiezione del nostro ideale sull'altro . Concordo invece sul passaggio necessario all'amore razionale ma questo invece va tinto di rosa perche' non e' solo razionalita' ma anche MEMORIA di quel rosa/sole da cui siamo stati abbagliati prima. |
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E' proprio l'anima che spediamo e se in questo ci vedi un rapporto ancora immaturo con essa concordo in pieno. Ma la fase è necessaria per sviluppare un rapporto maturo. E' il fatto che è l'anima a proiettarsi che, tra l'altro, da il via libera alla struttura archetipale di invadere l'io, che immagino sia ciò che trovi pericoloso (hai parlato in questi termini se non erro). Tornando all'ideale, il contenitore non corrisponde all'ideale mentale che possiamo avere, infatti spesso non ci si innamora di quello che crediamo sia l'ideale, ma di tutt'altro. Ripeto che l'idea non c'entra. Il contenitore di cui ci innamoriamo è adatto a contenere la proiezione (poi non lo sarà mai perfettamente e verranno fuori le discepanze) e quindi davvero ci aiuta a conosere la nostra anima... quindi si che prendiamo come il frutto dal sole. |
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L'amore invece non è rosa, è anche rosa, ma è anche blu, rosso, nero etc... L'innamoramento come comunemente è inteso è un azione, l'amore no anche se lo vediamo manifestato come azioni. Ricorda che c'è anche un altro tipo di innamoramento, quello più maturo (non come età). Quello che accade ad un soggetto già in grado di amare con ogni novità che sceglie di conoscere. Parlo di amore per un'altra persona, ma anche per qualsiasi altra cosa, un animale, un'attività, un hobby, una professione etc.... Questo non è dannoso, non corrode perchè c'è ratio e non ratio e a differenza di ciò che comunemente si pensa non è meno intenso di quello completamente irrazionale... anzi è molto più intenso e per questo meno comune e più difficile da vivere. In questo caso il corpo non può cercare di adattarsi (per esempio non mangiando etc...) il corpo deve essere già forte abbastanza. |
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Una quadratura del cerchio. |
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Questo tipo di innamoramento è rosa per la tenerezza che ci si mette con il nuovo oggetto (in senso di bersaglio) da conoscere, è bianco nel senso che ci si mette tutti se stessi o quello che si riesce, è nero nel senso che si assorbe (almeno come percezione, ma anche in altri termini) tutto quello che si può, è rosso per la passione che ci si mette, è blu perchè non si limita la corporeo, è verde perchè ci rende più integri, ci guarisce dandoci questa nuova conoscenza, è viola etc... etc... Invece l'innamoramento come è comunemente inteso, "la cotta" per capirci, parola che dice tutto anche in senso alchemico è quella fase che generalmente avviene in fase giovanile e che dovrebbe forgiarci, renderci capaci di amare realmente. In una cotta ci solviamo per poterci poi ricoagulare, saremo sempre gli stessi ma con una nuova struttura. Per questo non dico che sia male anche l'innamoramento giovanile, non è un male neanche se capita in età più avanzata, potrebbe essere necessario, il male è quando si gode talmente di questo processo da non voler andare oltre. Non è neanche giusto (per rispondere al tema/domanda originale del 3d) sopprimere questo processo razionalizzandolo, bisogna viverlo... se ci si innamora in questa maniera vuol dire che ancora ci serve. Questo non significa mica dover diventare cretini e fare le cosiddette follie per amore, però anche fare delle cose che non in cotta non si farebbero ci sta... è parte del processo di solve et coagula. |
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Il termine cotta a me fa venire in mente anche quello che si fa, se non sbaglio, con alcuni mattoni che prima di poter essere usati, ad esempio come rivestimento di un forno, devono prima per l'appunto essere cotti in un determinato modo, per poter poi reggere le alte e costanti temperature cui verranno sottoposti in seguito. Il problema, a mio personalissimo avviso, è che molte persone non riescono ad andare oltre la fase della cotta, si bloccano lì cementando il tutto ripetendo tutta una sequenza di comportamenti, fasi e consuetudini (parlo anche a livello sociale) tipiche, le quali seguono sempre grossomodo lo stesso schema. Molti individui nella primissima fase di un rapporto sembra stiano lì lì per spaccare il mondo, mentre poi in breve tempo si ritrovano ad essere gli stessi di prima, invece penso che se si è superata bene la fase della cotta, nelle fasi successive si dovrebbe avere anche un deciso e reale miglioramento globale su tanti aspetti, cosa che difficilmente riscontro nella realtà. Anche io sono ancora fermo alla fase delle cotte, le quali finiscono in genere poco dopo aver approfondito la conoscenza della persona in questione, mentre di una cotta avuta tanti anni fà (la prima tra l'altro) , per una ragazza che non sono mai riuscito a conoscere personalmente, ancora conservo un ricordo molto vivo e mi procura ancora emozioni decisamente intense, forse proprio perchè non avendoci mai parlato, litigato ecc continuo a mantenere di lei un'immagine ultra idealizzata. Semmai dovessi riuscire ad entrare nella fase dell'innamoramento,spero che questo voglia dire, tra le altre cose, essere spinti a scegliere una persona con la quale il fuoco continui anche dopo molti anni di rapporto. |
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In un rapporto nato da questo slancio iniziale, nei momenti scuri, e credo che prima o poi li passiamo tutti, ci si aggrappa di nuovo a quelle emozioni iniziali e si decide se proseguire insieme oppure no! Leggevo tempo fa Alberoni, mi sembra, che consigliava di innamorarsi di continuo perchè così si vive sempre in uno stato di euforia e si sconfigge il tempo, la depressione...ma mi chiedo come sia possibile poi costruire un futuro, su quali basi, su quali valori! Certamente se succede di innamorarsi di un altro/a è da valutare come è stato detto sopra quanto è coinvolgente il sentimento, se vale la pena lasciare tutto e tutti per vivere una passione che, poi, nel tempo si ritrasformerà in quotidianeità, in più con tanto di rimpianti e recriminazioni. Il fatto che il fuoco con il partner scelto continui dopo molti anni per lo più dipende da noi, dall'importanza che diamo alla coppia, allo stare bene insieme, al condividere affanni e gioie. La noia, il silenzio sono la causa della fine, parlando anche i problemi più gravi si possono risolvere, sempre se pensiamo che ne valga la pena!fiori.gif |
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Mi interessa quello che volevi dire a proposito dell'energia del corpo questo esattamente'' ''In questo caso il corpo non può cercare di adattarsi (per esempio non mangiando etc...) il corpo deve essere già forte abbastanza'' : vuoi dire che in questa fase dobbiamo essere '' attivi'' e quindi che abbiamo bisogno di tutte le nostre energie? Quanto all'innamoramento quello vero e' incontrollabile e quello giovanile non e' diverso . Diverso e' che il giovane che immagina una vita da sogno con la sua bella ha la possibilita' di perpetuare il sogno finche' , una volta corrisposto ,non pensa di averlo realizzato . Se non ti perdi magari perche' hai ricapitolato abbastanza in quel momento della tua vita signica che non di vero innamoramento si tratta . In eta' avanzata spesso e' drammatico perche' metti in gioco tutto il tuo mondo . Un giovane il suo mondo deve ancora crearlo ...ma ricordo di drammi veri anche in giovane eta' portati avanti per anni . E' comunque sempre una fuoriuscita dalla realta' , utile , necessaria ma di questo si tratta ed anche qui c'e' bisogno di fisico per sopportarla . |
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Certo che innamorarsi o avere cotte di continuo penso comporti un dispendio energetico non indifferente e comunque penso sia bello anche avere momenti brutti o di depressione per poi apprezzare meglio la fase dell'innamoramento. Come osservi poi giustamente, la noia, il silenzio possono essere alcuni tra gli aspetti che portano alla fine di un rapporto, anche se spesso ho visto finire rapporti per motivi che erano piuttosto evidenti sin dall'inizio e che le due parti,o una delle due parti, si è auto-imposto di non vedere fino a che poi non sono diventati insostenibili... Certo immaginare persone insieme dopo 10, 20 o più anni ancora veramente innamorate è difficile, non so neanche quello che si potrà provare: certo non pretendo di vedere baci ed abbracci travolgenti però molte coppie di una certa età sembrano tenute insieme solo dalla mancanza di energia per ricominciare storie nuove, o dalla mentalità per cui una volta sposati non ci si separa più in ogni caso ecc. Tra le coppie giovani, che non hanno questa mentalità, i divorzi dopo pochissimi anni di matrimonio sembrano ormai divenuti la regola, mah ... |
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Nell'amore si deve decidere in due, le statische, i luoghi comuni non bisogna ascoltarli, si devono fare le proprie esperienze e su quelle ragionare fiori.gif |
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Grazie Uno. Pensando a quello che hai scritto, credo mi serva, forse è una cosa che devo affrontare... In realtà mi era successo da giovanissima, finì male e soffrii tantissimo, forse troppo per quell'età, da lì decisi di vivere sempre col freno a mano tirato, infatti tutte le storie seguenti furono storie in cui in un modo o nell'altro io avevo 'il controllo'. Quindi non ho mai imparato ad amare, l'ho evitato come la peste. Poi la vita mi mise davanti a un bivio scegliere di vivere o continuare a fare finta quindi ho mollato la presa, accettando il dolore, accettando la responsabilità di scegliere, accettando di rischiare tutto per tentare di trovare una mia integrità originale. Ed è arrivata questa cosa, mi è esplosa dentro così d'improvviso (io e questa persona ci conosciamo in realtà da 10 anni) Non so cosa sia successo, non so perchè, non so come ma non mi resta che viverla anche perchè ormai sono bella che spacciataicon_mrgr: Quindi che arrivi ciò che deve arrivare, sono qui. Grazie a tutti, mi siete stati di grande aiuto. |
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Se si: quanto tempo fa era quel "giovanissima"?... ossia, quando hai deciso di vivere col freno a mano tirato? |
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Ma non solo in amore anche in altri settori c'è questa tendenza...Ma gli sto facendo guerra, non ho altre scelte. |
Comunque altro che droga, a me sembra molto peggioicon_mrgr: Questa settimana tutte le sere avrò l'occasione di fare un tipo di meditazione cristiana con un prete che abita in India, ogni anno viene qui per un pò.
L'anno scorso non sono andata, sono curiosa di vedere di cosa si tratta poi magari rompo le scatole a voi per ulteriori delucidazioni. Meditiamoci sopra magari aiuta..icon_mrgr: icon_mrgr: Urlerei robe a caso dalla finestra.:) |
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domanda ne avevi 14 o 13 e mezzo?
così perchè secondo un amico la stessa esperienza non compresa la rivivi allo stesso modo al raddoppio esatto degli anni (quindi come nel tuo caso a 27-28) non serve a molto cmq può essere uno spunto |
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Se fosse così per un umano terrestre medio non avrebbe più senso vivere dopo i cinquanta anni, da un certo punto di vista. |
Ecco mi sfati un'idea che mi ero fatta anche per me le ripetizioni avvenivano ogni tot anni, non il doppio del numero degli anni come dice Stefano ma ogni tot anni, (stesso numero di anni) allora vuol dire che è invece legato ad altro. nonso.gif
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l'ho messa così come me l'hanno passata. in sostanza la stessa identica esperienza interiore (se non compresa) la rivivi al raddoppio dell'età in cui l'hai vissuta (esempio se l'hai vissuta a 7 poi a 14 poi ai 28 ecc. ecc.) un'esperienza più leggera agli stessi anni (come dice Griselda) quindi 7-14- più leggera ai 21- identica ai 28 e così via. la persona cmq mi ha specificato che quasi tutto si origina nei primi 7 anni di vita. quindi in teoria è li da andare a pescare con la ricapitolazione. poi dirti se è corretto o meno non so. applicato ad eventi della mia vita su certe cose ci prende dimenticavo l'amico in questione studia psico-biologia (si chiama così la materia da cui ha tratto queste informazioni) e ha vagliato tali cose su un numero abbastanza alto di casi trovandone conferma |
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Proprio a voler quantificare innanzitutto bisogna vedere di che tipo di evento si sta parlando, in base all'evento ci sono dei cicli precisi in cui la spirale si riavvolge e ripassa... ma non è possibile calcolarli solo razionalmente ed attraverso formulette empiriche. |
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buono a sapersi. c'è da ammettere però che nel caso di edera quasi quasi ci beccava:) sarà l'eccezione che conferma la regola |
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Adesso spero che tutto il 3d non giri verso i cicli, perchè non ha ancora esaurito il potenziale. |
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Solo per specificare. |
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Nella prima cotta impariamo ad innamorarci di qualcuno poi si espande ad altro che può essere la filatelia, lo studio, la ginnastica, il nuoto, la matematica... Se si è avuto un'ottima esperienza con il primo innamoramento e seguito d'amore si riuscirà ad applicarlo a tutto il resto, è questo che volevi dire. (Abbi pazienza Uno ormai penso che anche i sassi hanno capito che spesso prendo lucciole per lanterne. Così io l'ho capita) Altrimenti si passa la vita ad essere "voglini" ci si innamora in continuazione ma non si porta a termine mai nulla, non si riesce ad andare oltre all'innamoramento senza del quale ci si annoia ma poi con il quale e oltre il quale non si riesce ad andare. Tipo: mi innamoro della filosofia me non divento un filosofo, non arrivo mai a concludere qualcosa, che poi è non riuscire ad amare fino alla fine ciò di cui ci siamo innamorati. Non so bene se è questo ma in ogni caso è molto triste. |
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Diciamo che sono stata costretta perchè mi stavo spegnendo, possiamo dire così, sei sette mesi fa sono arrivata a un punto di rottura in cui ho dovuto accettare l'idea che il mio modo di operare andava rivisto, ogni sera mi addormentavo con la sensazione di dover rompere gli schemi in cui mi ero auto-ingrovigliata. Per arrivare ad accettare questo però ci ho messo un paio di anni e mezzo, d'altra parte i nodi non erano e non sono di piccola portata (per me). Credo che la ricerca spirituale mi abbia aiutato molto, la chiamo ricerca spirituale ma senza pretese, non saprei come altro chiamarla, ricerca di un'unità, di un'integrità boh.. Quindi ho lasciato che gli schemi collassassero e in alcuni momenti me la sono vista davvero brutta, però nonostante la sofferenza e il dolore (ho scoperto che il dolore può farti pulsare le tempie quasi a scoppiare($)) dentro c'era qualcosa che si rianimava, una scintilla che diceva che ero nella strada buona verso me. E ora quest'esplosione, inaspettata e in un momento in cui credevo impossibile avvenisse. Ho letto anch'io la teoria dei cicli, non so che dire, spero solo che ora con qualche mezzo in più, la cosa porti i frutti che deve. Magari soffrirò di nuovo, sono disposta ad accettarlo, al limite rimetterò apposto i cocci ma con la coscienza di aver vissuto e di non essere scappata. |
Mi stavo domandando se il primo rapporto con la mamma può esser e considerato come il primo innamoramento. :@@ booh.gif
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La mamma e' il primo grande contenitore nel quale abbandonarsi ,. Quest'esigenza significa ''fare anima '' per l'uomo . La bambina invece e' anima per natura , in quanto donna e sviluppa animus , ratio cioe' il maschile ed e' quello che ricerchera' per tutta la sua vita : il maschile che la protegga e che la conquisti...... per contenerlo , il maschile ,a sua volta . |
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Ciao Nike cosa significa è anima per natura? |
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Animus elemento maschile ratio. Vedi nel forum con questa voce ( ELEMENTO MASCHILE E FEMMINILE). |
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ma sai non ne sarei così convinto in assoluto. i caratteri archetipici maschile e femminile si mescolano in infiniti modi anche indipendenti dal sesso. puoi trovare una donna che sviluppa ratio e ricerca animus nell'uomo e viceversa. le donne "mascoline" tanto per intenderci o gli uomini che molti amano chiamare "effeminati"possono dare vagamente un'idea. vero che tali casi possano derivare da forzature nell'infanzia ma non solo a mio parere. ci sono uomini il cui carattere predominante è l'animus (lo chiamiamo femminile) e donne il cui carattere predominante è ratio |
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non c'entra il trans:)
potrei anche dirti che l'amore passa sia dall'animus che dalla ratio come tu intendi. e sino a che uomo e donna non li hanno integrati in se... succederà che si innamoreranno...ma non che ameranno. |
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