Ermopoli

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Uno 28-02-2009 13.23.28

Voglio solo ricordarvi una cosa: se è vero come stiamo dicendo qui che l'ambiente (e quindi soprattutto fino ad una certa età la famiglia per la maggior parte) ci forma e condiziona abbiamo anche qualcosa di innato, quel qualcosa che è ben evidente da piccolissimi e che poi viene subito sepolto da quintali di impressioni che il corpo non è ancora in grado di metabolizzare.
Quindi anche per ciò che riguarda il discorso, preferito o spreferito che sia rimarrà colpito da questa condizione fin tanto (e se) che riuscirà a metabolizzare la mole di impressioni ricevute fin dalla nascita e a riscorgere almeno la propria essenza.
Senza queste due minime condizioni sarà come un oggetto nella catena di montaggio di una fabbrica, "seguirà" il rullo, in realtà il rullo lo trasporterà. Guardandosi intorno, non riuscendo a vedere il rullo, crederà di avere un'autonomia, un'individualità etc... in realtà il guardarsi intorno gli impedirà di prendere coscienza di chi è.
Da questo punto di vista preferiti e spreferiti sono uguali, non cambia nulla.

Sole 28-02-2009 13.59.57

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 65524)
Hai analizzato la condizione del favorito e quindi le difficoltà che questa condizione gli prospetta. Ma lo sfavorito?

Cambia il punto di vista ma il disagio sarà lo stesso.

jezebelius 01-03-2009 16.23.36

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65521)
Un fratello favorito in genere non si trova in una situazione di tensione, ottiene, ha i suoi bisogni primari, fisici, mentali materiali ecc ecc. Non si pone nella condizione di farsi domande. E'investito letteralmente di attenzioni condizionanti, di proiezioni condizinanti e poi per sua caratteristica riesce a soddisfare le aspettative di chi si aspetta, questo ancor più non lo mette in condizioni di porsi in discussione. Non ha idea del perchè debba farlo .Insomma viene continuamente addormentato, ovattato nel mondo dei sogni. Lo sfavorito si scontra con qualcosa che gli fa sentire sofferenza lo fa continuamente nel bene e nel male, per questo motivo per me è favorito nella vita se sa sfruttare l'occasione, è favorito perchè si è sempre posto delle domande del tipo: perchè? L'altro non è stato messo nella condizione di farlo perchè la mamma o il papà lo voleva tenere legato. Il suo addormentamento ha fatto si che non vedesse mai queto piano.
Immagina un favorito, perfetto, vincente con i fratelli, sempre in mostra per i genitori, sempre il primo, sempre migliore... ma sai nella vita che botte. Si dovrà difendere tantissimo, si dovrà chiudere al mondo, si dovrà fare l'idea che il mondo è una tana di lupi e che non c'è nessuna speranza e magari poi prendersela con qualche istituzione su cui scaricare il malessere. Il condizionamento del favorito gli impedisce allo stesso modo dello sfavorito di essere capace di avere rapporti paritari con il mondo.

In alcuni si trasformano in patologie vere e proprie.

E' vero quello che dice Ray che ognuno pensa di stare peggio, ma realmente alla fin fine penso che peggio stia il favorito proprio perchè non ha armi per affrontare il mondo, si deve chudere si deve irrigidire, e farà mille volte più fatica per vederlo se mai volesse farlo, altrimenti continuerà per la sua strada con buona pace di tutti. .

Le dinamiche quelle sono, il favorito ha uno sviluppo in un senso e lo sfavorito in un'altro. .

Se ancora non è chiarissimo il mio pensiero ci riprovo anche perchè è una cosa che ho esplorato con questo 3d per cui non ho ancora chiarissmo tutto.

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 65526)
Voglio solo ricordarvi una cosa: se è vero come stiamo dicendo qui che l'ambiente (e quindi soprattutto fino ad una certa età la famiglia per la maggior parte) ci forma e condiziona abbiamo anche qualcosa di innato, quel qualcosa che è ben evidente da piccolissimi e che poi viene subito sepolto da quintali di impressioni che il corpo non è ancora in grado di metabolizzare.
Quindi anche per ciò che riguarda il discorso, preferito o spreferito che sia rimarrà colpito da questa condizione fin tanto (e se) che riuscirà a metabolizzare la mole di impressioni ricevute fin dalla nascita e a riscorgere almeno la propria essenza.
Senza queste due minime condizioni sarà come un oggetto nella catena di montaggio di una fabbrica, "seguirà" il rullo, in realtà il rullo lo trasporterà. Guardandosi intorno, non riuscendo a vedere il rullo, crederà di avere un'autonomia, un'individualità etc... in realtà il guardarsi intorno gli impedirà di prendere coscienza di chi è.
Da questo punto di vista preferiti e spreferiti sono uguali, non cambia nulla.

Devo dire che questa è la condizione " tipo" che è più vicina a me e Sole l'ha descritta benissimo.
Io, preferito, rispetto a mio fratello, non preferito. Anzi io son stato voluto e lui è arrivato a sorpresa.
Aggiungo che è soltanto in questo periodo che riesco a vedere un po meglio, non foss'altro che per una sorta di desiderio di " vedere" o anche, se vogliamo, crescere ma che forse non so se ho definito al meglio ciò che presumo abbia voluto dire anche Uno.
Quel che più noto è che per entrambi ci sono, hanno agito e continuano ad avere influenza, determinate mancanze, sia per me e sia per lui; determinati meccanismi, sia per me e sia per lui etc etc.
Condivido - solo ora poichè qualche anno fa avrei detto " ma che cavolo state dicendo" e non poteva essere altrimenti se in fondo mancavano determinate cose. Il tutto riprendendo il discorso sul limite dal quale in poi ognuno deve uscire fuori di casa ed affrontare quel che ne segue - ciò che ha detto Nike.

Aggiungo però, cercando di rispondere anche a Filo allorquando più su ha detto che si presume ci deve essere una certa collimazione tra età matura " adulta" e, almeno, psicologica, cercando di unire entrabi i pensieri, che non è semplice sia per il genitore ammetere di non essere cresciuto - di norma si intende " crescita" la possibilità/responsabilità di mettere al mondo dei figli - come non è semplice da parte del figlio ammettere che è arrivato il momento di " staccarsi". Ci sarà sempre un gioco perverso da entrambo i lati!
Da un lato sempre chiuso ovattato ma anche no ma comunque " dentro" la famiglia, nella impossbilità di raggiungere una certa coscienza che gli permetta, poi, di prendere determinate decisioni. Dall'altro il peso di una responsabilità - dei genitori verso i figli - di dare ancora, e ancora e ancora convincendosi che non sono pronti, quando invece avrebbero potuto esserlo gia da prima.
Questo ultimo aspetto, a mio avviso, dovrebbe gia verificarsi, ed agire, gia da tenera età ma il genitore, come abbiamo detto, fa quel che può, dando poca attenzione a questo aspetto non meno importante di altri!

nikelise 01-03-2009 19.37.31

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 65526)
Voglio solo ricordarvi una cosa: se è vero come stiamo dicendo qui che l'ambiente (e quindi soprattutto fino ad una certa età la famiglia per la maggior parte) ci forma e condiziona abbiamo anche qualcosa di innato, quel qualcosa che è ben evidente da piccolissimi e che poi viene subito sepolto da quintali di impressioni che il corpo non è ancora in grado di metabolizzare.
Quindi anche per ciò che riguarda il discorso, preferito o spreferito che sia rimarrà colpito da questa condizione fin tanto (e se) che riuscirà a metabolizzare la mole di impressioni ricevute fin dalla nascita e a riscorgere almeno la propria essenza.
Senza queste due minime condizioni sarà come un oggetto nella catena di montaggio di una fabbrica, "seguirà" il rullo, in realtà il rullo lo trasporterà. Guardandosi intorno, non riuscendo a vedere il rullo, crederà di avere un'autonomia, un'individualità etc... in realtà il guardarsi intorno gli impedirà di prendere coscienza di chi è.
Da questo punto di vista preferiti e spreferiti sono uguali, non cambia nulla.

Ma allora la mia perplessita' che tutto il male che accade allo spreferito possa essere necessariamente collegato agli errori dei genitori e' legittima .
Tu piu' su parlavi di tara inevitabile , ma forse non e' cosi' forse lo spreferito ci mette del suo .
Come in tutte le cose una difficolta' ti puo ' far crescere o affossare .
Non credo dunque che , salvo casi gravi , quella dei genitori sia una gran colpa .
La vita e' come ''a livella '' di De filippo (non la De Filippi di cui abbiamo piene la...tasche) mette tutti sullo stesso piano preferiti e spreferiti .
Anzi evitare che ''a livella '' cioe' la vita faccia quello che deve e' la vera colpa dei genitori .
Non e' cosi'?

PS a livella era la morte per De Filippo ma anche la vita ha la stessa funzione mi pare e questo ci sta nel vedere il doppio in tutte le cose .........senza aver bevuto!

nikelise 01-03-2009 20.23.55

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65519)
Questo non è vero e ti sorprenderesti moltissimo, il tuo è un normalmente davvero molto generalizzato. Anzi ti dirò che se non inizia prima, dopo è sempre più difficile.



:C:

Ti spiego perche' per me , salvo rare eccezioni ,non e' posibile una trasformazione prima circa dei 40, 45 anni:
perche' cambiare significa mettere in gioco , in discussione quello che sei , quello che hai fatto e quello che sei diventato .
E' un'avversione alla personalita' (alla G.) o alla maschera che ti sei appiccicato addosso o all'adattamento sociale a cui sei stata costretta.
Questo e' trasformarsi , cambiare , e' il morire di qualcosa di te per una nuova rinascita.
Ma per morire devi aver vissuto ,per cambiare devi aver vestito a lungo un certo abito ,devi essere stufo di quello che sei diventato
e questo e' giusto che non ci sia, che non avvenga a 30 quando stai appena costruendo qualcosa .
Che si studi, si legga, si pensi a 30 non vuol dire che si senta il bisogno di morire con tutto quello che comporta in termini di emozioni e di sofferenza .
Solo questa emozione e sofferenza e' la cartina di tornasole di un bisogno di cambiare il proprio essere.

Ray 01-03-2009 20.35.15

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 65555)
Ti spiego perche' per me , salvo rare eccezioni ,non e' posibile una trasformazione prima circa dei 40, 45 anni:
perche' cambiare significa mettere in gioco , in discussione quello che sei , quello che hai fatto e quello che sei diventato .
E' un'avversione alla personalita' (alla G.) o alla maschera che ti sei appiccicato addosso o all'adattamento sociale a cui sei stata costretta.
Questo e' trasformarsi , cambiare , e' il morire di qualcosa di te per una nuova rinascita.
Ma per morire devi aver vissuto ,per cambiare devi aver vestito a lungo un certo abito ,devi essere stufo di quello che sei diventato
e questo e' giusto che non ci sia, che non avvenga a 30 quando stai appena costruendo qualcosa .
Che si studi, si legga, si pensi a 30 non vuol dire che si senta il bisogno di morire con tutto quello che comporta in termini di emozioni e di sofferenza .
Solo questa emozione e sofferenza e' la cartina di tornasole di un bisogno di cambiare il proprio essere.

Mah, mi sa molto di soggettivo. Nelle società tradizionali l'età per l'Iniziazione (quella maiuscola) era 28. Che poi sarebbe anche la migliore per il fisico. Il fatto che adesso, per come abbiamo impostato la società, ci siano sti mostruosi ritardi, fa parte del "piano" per il non risveglio.
Anche se prima dei 28 credo sia impossibile, ma parliamo di arrivo e non di partenza della Ricerca, prima si inizia meglio è. Inoltre credo che prima si inizi più possibilità ci siano.
Poi che la maggior parte dei trentenni ne abbia in realtà 12 è un fatto, e fa parte di quel "piano".

nikelise 01-03-2009 21.36.35

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 65557)
Mah, mi sa molto di soggettivo. Nelle società tradizionali l'età per l'Iniziazione (quella maiuscola) era 28. Che poi sarebbe anche la migliore per il fisico. Il fatto che adesso, per come abbiamo impostato la società, ci siano sti mostruosi ritardi, fa parte del "piano" per il non risveglio.
Anche se prima dei 28 credo sia impossibile, ma parliamo di arrivo e non di partenza della Ricerca, prima si inizia meglio è. Inoltre credo che prima si inizi più possibilità ci siano.
Poi che la maggior parte dei trentenni ne abbia in realtà 12 è un fatto, e fa parte di quel "piano".

Forse sara' soggettivo ma non hai dimostrato perche' dovrebbe essere diverso da come dico io , consideate le motivazioni di un cambiamento.
Prima si inizia meglio e' ?
Non si tratta di prenotarsi per una prima a teatro, potrebbe non arrivare mai questo inizio.

Ray 01-03-2009 21.49.51

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 65560)
Forse sara' soggettivo ma non hai dimostrato perche' dovrebbe essere diverso da come dico io , consideate le motivazioni di un cambiamento.
Prima si inizia meglio e' ?
Non si tratta di prenotarsi per una prima a teatro, potrebbe non arrivare mai questo inizio.

Stai dicendo che è quasi impossibile una Ricerca prima dei 40-50 perchè prima manca l'interesse.
La mia esperienza dice il contrario. Non solo per quanto mi riguarda, ma anche per quanto riguarda la quasi totalità delle persone che conosco e che cercano. Hanno iniziato prima... non solo: forse cercano da sempre. Poi possiamo disquisire su potenziale e effettivo se vuoi, ma l'interesse non si è destato a tarda età. E' questa semmai l'eccezione.

Adesso dimostrami tu perchè dovrebbe essere come dici tu, ossia nessun cambiamento di vita prima dei 40, 50.

filoumenanike 02-03-2009 00.10.14

Citazione:

Originalmente inviato da jezebelius (Messaggio 65545)
Devo dire che questa è la condizione " tipo" che è più vicina a me e Sole l'ha descritta benissimo.
Aggiungo però, cercando di rispondere anche a Filo allorquando più su ha detto che si presume ci deve essere una certa collimazione tra età matura " adulta" e, almeno, psicologica, cercando di unire entrabi i pensieri, che non è semplice sia per il genitore ammetere di non essere cresciuto - di norma si intende " crescita" la possibilità/responsabilità di mettere al mondo dei figli - come non è semplice da parte del figlio ammettere che è arrivato il momento di " staccarsi". Ci sarà sempre un gioco perverso da entrambo i lati!

la descrizione di sole è perfetta anche per me, da sempre sonostata considerata la figlia migliore, sono stata la più grande, la più capace, la più svelta, la più sovversiva , la più forte, la più estroversa, senza paure...e mia sorella la piccolina, la timida, incapace di difendersi, più debole...
il ruolo che da sempre mi hanno dato mi è costato fatica, sacrifici, solitudine e incomprensione. ogni volta era necessario mettersi la maschera e a volte occorreva recitare la parte, non potevo confidare le angosce, le paure altrimenti avrei messo in discussione i loro credo incrollabili che li aiutavano a vivere sicuri, nella certezza che gli sarei potuta ritornare utile o quanto meno non avrebbero dovuto preoccuparsi per meicon_mrgr:
solo intorno ai venti anni sono riuscita a parlare di me, a impormi così come sono, mi sono ricostruita, definendo soprattutto a me stessa quali erano i miei punti forti e i miei punti deboli, e ho combattuto contro i miei genitori per farmi accettare ma che sia riuscita nell'intento non posso affermarlo, quella cruda disamina del mio carattere non è stata accettata, mi preferivano come sempre mi avevano immaginata, che poi è un miscuglio di verità e di non veritànonso.gif
ogni giorno ci si mette a confronto, secondo quanto dici jez, mi sembra di capire che non potremmo mai essere pronti a diventare genitori, eppure io sono convinta che le esperienze ci aiutano a migliorare il rapporto con i figli, sbaglieremo ma in altri modi, ce lo diranno poi quando diventeranno grandidiavolo.g:

nikelise 02-03-2009 06.43.56

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 65561)
Stai dicendo che è quasi impossibile una Ricerca prima dei 40-50 perchè prima manca l'interesse.
La mia esperienza dice il contrario. Non solo per quanto mi riguarda, ma anche per quanto riguarda la quasi totalità delle persone che conosco e che cercano. Hanno iniziato prima... non solo: forse cercano da sempre. Poi possiamo disquisire su potenziale e effettivo se vuoi, ma l'interesse non si è destato a tarda età. E' questa semmai l'eccezione.

Adesso dimostrami tu perchè dovrebbe essere come dici tu, ossia nessun cambiamento di vita prima dei 40, 50.

Se leggi con attenzione il mio post io l'ho gia' dimostrato con argomenti.

Tu dici che e' vero perche' che e' capitato a te e a chi ti sta vicino non aggiungi altro argomento .
Poi dipende se stiamo parlando della stessa cosa.

nikelise 02-03-2009 08.30.21

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 65521)
Un fratello favorito in genere non si trova in una situazione di tensione, ottiene, ha i suoi bisogni primari, fisici, mentali materiali ecc ecc. Non si pone nella condizione di farsi domande. E'investito letteralmente di attenzioni condizionanti, di proiezioni condizinanti e poi per sua caratteristica riesce a soddisfare le aspettative di chi si aspetta, questo ancor più non lo mette in condizioni di porsi in discussione. Non ha idea del perchè debba farlo .Insomma viene continuamente addormentato, ovattato nel mondo dei sogni. Lo sfavorito si scontra con qualcosa che gli fa sentire sofferenza lo fa continuamente nel bene e nel male, per questo motivo per me è favorito nella vita se sa sfruttare l'occasione, è favorito perchè si è sempre posto delle domande del tipo: perchè? L'altro non è stato messo nella condizione di farlo perchè la mamma o il papà lo voleva tenere legato. Il suo addormentamento ha fatto si che non vedesse mai queto piano.
Immagina un favorito, perfetto, vincente con i fratelli, sempre in mostra per i genitori, sempre il primo, sempre migliore... ma sai nella vita che botte. Si dovrà difendere tantissimo, si dovrà chiudere al mondo, si dovrà fare l'idea che il mondo è una tana di lupi e che non c'è nessuna speranza e magari poi prendersela con qualche istituzione su cui scaricare il malessere. Il condizionamento del favorito gli impedisce allo stesso modo dello sfavorito di essere capace di avere rapporti paritari con il mondo.

In alcuni si trasformano in patologie vere e proprie.

E' vero quello che dice Ray che ognuno pensa di stare peggio, ma realmente alla fin fine penso che peggio stia il favorito proprio perchè non ha armi per affrontare il mondo, si deve chudere si deve irrigidire, e farà mille volte più fatica per vederlo se mai volesse farlo, altrimenti continuerà per la sua strada con buona pace di tutti. .

Le dinamiche quelle sono, il favorito ha uno sviluppo in un senso e lo sfavorito in un'altro. .

Se ancora non è chiarissimo il mio pensiero ci riprovo anche perchè è una cosa che ho esplorato con questo 3d per cui non ho ancora chiarissmo tutto.

Con argomento contrario a me asserito preferito c'e' chi dice che la mancanza di affetto nell'infanzia porta ad una chiusura nei confronti del mondo .
Chiusura automatica a livello di emozioni , con irrigidimento della struttura corporea quindi immobilita' e depressione ( prima o poi).
Il preferito invece acquista fiducia in famiglia e ce l'ha poi fuori nel mondo di conseguenza .
Queste sono condizioni di partenza , quello che succede dopo dipende da altri fattori.

Ray 02-03-2009 11.31.00

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 65570)
Se leggi con attenzione il mio post io l'ho gia' dimostrato con argomenti.

Tu dici che e' vero perche' che e' capitato a te e a chi ti sta vicino non aggiungi altro argomento .
Poi dipende se stiamo parlando della stessa cosa.

Mi sa che abbiamo concetti diversi di dimostrazione. Argomentare generalizzando opinioni su come vanno le cose, basandosi su chissà che dati (almeno io ho portato qualche dato personale) io non lo chiamo dimostrazione, non lo è neanche la mia se è per questo, infatti volevo solo dimostrare la sostenibilità di una posizione diversa dalla tua.
Può darsi anche che parliamo di cose diverse... in ogni caso mi sa che siamo già troppo OT, forse ci starebbe bene un tread appoosito.

Uno 02-03-2009 12.36.41

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 65573)
in ogni caso mi sa che siamo già troppo OT, forse ci starebbe bene un tread appoosito.

O.T. o no comunque meriterebbe un discorso approfondito a parte, che potrebbe comprendere oltre che l'età, elementi a favore e a sfavore di una crescita etc...

Sole 02-03-2009 12.44.08

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 65573)
Mi sa che abbiamo concetti diversi di dimostrazione. Argomentare generalizzando opinioni su come vanno le cose, basandosi su chissà che dati (almeno io ho portato qualche dato personale) io non lo chiamo dimostrazione, non lo è neanche la mia se è per questo, infatti volevo solo dimostrare la sostenibilità di una posizione diversa dalla tua.
Può darsi anche che parliamo di cose diverse... in ogni caso mi sa che siamo già troppo OT, forse ci starebbe bene un tread appoosito.

Resto OT per confermare quello che dice Ray con la mia esperienza che coincide perfettamente con la sua. Tutte le persone che ho conosciuto e Cercavano e che si mettevano in discussione uccidendo l'immagine di se stesse con fatica e Lavoro e che si struggevano l'anima per riuscire ad arrivare a cononscere se stessi ( la Ricerca) avevano ed hanno iniziato da sempre, molti non sanno dire neppure quando è cominciata. A 40 anni può sicurament einiziare una curiosità verso però la definirei una curiosità intellettuale. Poi non ho mai visto il caso per cui non so davvero.

Sole 02-03-2009 12.48.46

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 65571)
Con argomento contrario a me asserito preferito c'e' chi dice che la mancanza di affetto nell'infanzia porta ad una chiusura nei confronti del mondo .
Chiusura automatica a livello di emozioni , con irrigidimento della struttura corporea quindi immobilita' e depressione ( prima o poi).
Il preferito invece acquista fiducia in famiglia e ce l'ha poi fuori nel mondo di conseguenza .
Queste sono condizioni di partenza , quello che succede dopo dipende da altri fattori.

L'utostima e non stima di se sono la stessa cosa, non è comunque un equilibrio reale. Se ho sicurezza e fiducia falsata, cioè che mi è stata costruita con proiezioni di cui sopra, ho visione falsata di come il mondo reagisce a me. In parole povere, me la racconto ma me la faccio comunque sotto davanti al mondo così come chi non ha fiducia, solo che reagisco diversamente. Ma è sempre una reazione, non son mai io che vivo ma continuo a lasciarmi vivere.

lupo grigio 25-03-2009 16.38.38

fratelli coltelli
 
Continuando sempre a parlare del rapporto tra figli e genitori e viceversa e del rapporto a volte molto difficile tra fratelli(indifferentemente se maschi o femmine)anche dove non ci sia "il preferito" e il" non preferito",però guardando questa volta il rapporto con occhi da genitore!
Premettendo che per quanto i genitori cerchino di essere il più possibile imparziali e quindi non fare preferenze verso nessuno dei propri figli e cercando di trattarli in maniera uguale senza preferire nessuno in particolare,i figli riusciranno SEMPRE a trovare qualche piccola sbavatura per accusare i genitori di non imparzialità.A mio modesto avviso questo scaturisce dal fatto che i figli sono molto egoisti e di conseguenza riusciranno sempre a trovare qualche cavillo per avvalorare la loro tesi della non imparzialità dei genitori.
Ciò premesso se due fratelli decidono di farsi la guerra e invece che crescere con serenità cercando di diventare persone consapevoli,cominciano a regredire facendosi i dispetti come i bambini e quindi cercando sempre di denigrare l'altro con i genitori(tipo:mamma mi ha fatto questo...papà mi ha fatto quest'altro),concentrando quasi tutte le loro energie nella ricerca del famoso"pelo nell'uovo" per potersi criticare a vicenda,QUALE DOVREBBE ESSERE L'ATTEGIAMENTO PIU' CONSONO DA PARTE DEI GENITORI PER AIUTARLI AD AMARSI COME FRATELLI?
Chiaramente questo comportamento non si verifica saltuariamente,ma giorno dopo giorno,ora dopo ora...
Provate ad immedesimarvi in questa situazione di genitori,vi assicuro che a volte si viene colti da una sensazione così triste,ma così triste che viene da piangere: Per fortuna non tutti i giorni sono uguali e così si sopravvive al dolore che si prova nel vedere due fratelli che si odiano(anche se sono sicuro che si vogliono bene,ma per il momento hanno deciso di tenerlo nascosto!)
A volte si prova un grande sentimento di rabbia(viene voglia di prenderli a calci),a volte si cerca di sdramatizzare buttando il discorso "in walzer",a volte si cerca di essere più saggi possibile e si cerca di spiegare con calma di venirsi incontro l'un l'altro e di aprire il proprio cuore verso l'altro.Però a volte(non tutti i giorni sono uguali,a volte si è più stanchi,più esausti) si prova una sensazione tremenda di impotenza e nullità!
Non puoi imparare da nessuno a fare il genitore,devi costruire durante il cammino della vita,giorno dopo giorno,questo ruolo così delicato ed importante,cercando di usare sempre il buon senso ma a volte non è sufficiente.
E' incredibile come a volte l'essere umano riesca a rovinarsi e complicarsi la vita da solo,con le sue mani,invece che cercare di godere appieno delle cose belle che la vita può donarci!:C:

lupo grigio 25-03-2009 16.42.18

fratelli coltelli
 
Non ho la più pallida idea di come sia venuta fuori quella pecorella con la scimmia!?!?:(

griselda 25-03-2009 16.48.55

Citazione:

Originalmente inviato da lupo grigio (Messaggio 66373)
Non ho la più pallida idea di come sia venuta fuori quella pecorella con la scimmia!?!?:(

icon_mrgr: con due punti : e la P

Uno 25-03-2009 16.57.54

Citazione:

Originalmente inviato da lupo grigio (Messaggio 66373)
Non ho la più pallida idea di come sia venuta fuori quella pecorella con la scimmia!?!?:(

l'ho corretta io

griselda 25-03-2009 17.17.09

Citazione:

Originalmente inviato da lupo grigio (Messaggio 66372)
Continuando sempre a parlare del rapporto tra figli e genitori e viceversa e del rapporto a volte molto difficile tra fratelli(indifferentemente se maschi o femmine)anche dove non ci sia "il preferito" e il" non preferito",però guardando questa volta il rapporto con occhi da genitore!
Premettendo che per quanto i genitori cerchino di essere il più possibile imparziali e quindi non fare preferenze verso nessuno dei propri figli e cercando di trattarli in maniera uguale senza preferire nessuno in particolare,i figli riusciranno SEMPRE a trovare qualche piccola sbavatura per accusare i genitori di non imparzialità.A mio modesto avviso questo scaturisce dal fatto che i figli sono molto egoisti e di conseguenza riusciranno sempre a trovare qualche cavillo per avvalorare la loro tesi della non imparzialità dei genitori.
Ciò premesso se due fratelli decidono di farsi la guerra e invece che crescere con serenità cercando di diventare persone consapevoli,cominciano a regredire facendosi i dispetti come i bambini e quindi cercando sempre di denigrare l'altro con i genitori(tipo:mamma mi ha fatto questo...papà mi ha fatto quest'altro),concentrando quasi tutte le loro energie nella ricerca del famoso"pelo nell'uovo" per potersi criticare a vicenda,QUALE DOVREBBE ESSERE L'ATTEGIAMENTO PIU' CONSONO DA PARTE DEI GENITORI PER AIUTARLI AD AMARSI COME FRATELLI?
Chiaramente questo comportamento non si verifica saltuariamente,ma giorno dopo giorno,ora dopo ora...
Provate ad immedesimarvi in questa situazione di genitori,vi assicuro che a volte si viene colti da una sensazione così triste,ma così triste che viene da piangere: Per fortuna non tutti i giorni sono uguali e così si sopravvive al dolore che si prova nel vedere due fratelli che si odiano(anche se sono sicuro che si vogliono bene,ma per il momento hanno deciso di tenerlo nascosto!)
A volte si prova un grande sentimento di rabbia(viene voglia di prenderli a calci),a volte si cerca di sdramatizzare buttando il discorso "in walzer",a volte si cerca di essere più saggi possibile e si cerca di spiegare con calma di venirsi incontro l'un l'altro e di aprire il proprio cuore verso l'altro.Però a volte(non tutti i giorni sono uguali,a volte si è più stanchi,più esausti) si prova una sensazione tremenda di impotenza e nullità!
Non puoi imparare da nessuno a fare il genitore,devi costruire durante il cammino della vita,giorno dopo giorno,questo ruolo così delicato ed importante,cercando di usare sempre il buon senso ma a volte non è sufficiente.
E' incredibile come a volte l'essere umano riesca a rovinarsi e complicarsi la vita da solo,con le sue mani,invece che cercare di godere appieno delle cose belle che la vita può donarci!:C:

Mi pare una bellissima analisi la tua Lupo Grigio e mi piace anche quando tra parentesi scrivi che si amano e che tu lo sai anche se loro se lo nascondono. Mi domando se tutto questo ti possa far sentire responsabile e non credo tu abbia potuto fare di più di quello che hai fatto da come ti leggo. Per cui avranno bisogno di tempo per comprendere ciò che in questo momento non vedono... o vedono male o comunque serve a loro. Penso che potrebbe essere utile non farsi coinvolgere e lasciare che se la cavino da soli visto che sono grandi e tutto quello che potevi fare per loro lo hai fatto.
Alla fine dici anche che l'essere umano si complica la vita...già...ma credo che tu lo abbia compreso da solo e con il tempo no? Dagli il tempo di impararlo di farne esperienza.
Noi possiamo solo dare consigli ma non possiamo obbligare a seguirli però possiamo continuare ad amare i nostri figli così come sono, entrambi nello stesso modo, e senza parteggiare per nessuno di loro.

fiori.gif

Uno 26-03-2009 00.08.31

Citazione:

Originalmente inviato da lupo grigio (Messaggio 66372)
Continuando sempre a parlare del rapporto tra figli e genitori e viceversa e del rapporto a volte molto difficile tra fratelli(indifferentemente se maschi o femmine)anche dove non ci sia "il preferito" e il" non preferito",però guardando questa volta il rapporto con occhi da genitore!
Premettendo che per quanto i genitori cerchino di essere il più possibile imparziali e quindi non fare preferenze verso nessuno dei propri figli e cercando di trattarli in maniera uguale senza preferire nessuno in particolare,i figli riusciranno SEMPRE a trovare qualche piccola sbavatura per accusare i genitori di non imparzialità.A mio modesto avviso questo scaturisce dal fatto che i figli sono molto egoisti e di conseguenza riusciranno sempre a trovare qualche cavillo per avvalorare la loro tesi della non imparzialità dei genitori.

A volte ci sono delle parzialità che chiunque osservi una determinata famiglia riesce a cogliere, forse non subito dal di fuori, ma entrando nel vissuto di questa famiglia saltano all'occhio.
Comunque questo è naturale (l'ho anche scritto qua o altrove), ognuno di noi ha gusti preferenze etc... in qualsiasi campo e per qualsiasi persona o cosa, l'importante è non nascondersele e fare di tutto perchè non incidano nel vivere.
Questo non toglie che comunque altre volte possa accadere quello che descrivi qui sotto

Quote:

Ciò premesso se due fratelli decidono di farsi la guerra e invece che crescere con serenità cercando di diventare persone consapevoli,cominciano a regredire facendosi i dispetti come i bambini e quindi cercando sempre di denigrare l'altro con i genitori(tipo:mamma mi ha fatto questo...papà mi ha fatto quest'altro),concentrando quasi tutte le loro energie nella ricerca del famoso"pelo nell'uovo" per potersi criticare a vicenda,QUALE DOVREBBE ESSERE L'ATTEGIAMENTO PIU' CONSONO DA PARTE DEI GENITORI PER AIUTARLI AD AMARSI COME FRATELLI?
Chiaramente questo comportamento non si verifica saltuariamente,ma giorno dopo giorno,ora dopo ora...
Provate ad immedesimarvi in questa situazione di genitori,vi assicuro che a volte si viene colti da una sensazione così triste,ma così triste che viene da piangere: Per fortuna non tutti i giorni sono uguali e così si sopravvive al dolore che si prova nel vedere due fratelli che si odiano(anche se sono sicuro che si vogliono bene,ma per il momento hanno deciso di tenerlo nascosto!)
A volte si prova un grande sentimento di rabbia(viene voglia di prenderli a calci),a volte si cerca di sdramatizzare buttando il discorso "in walzer",a volte si cerca di essere più saggi possibile e si cerca di spiegare con calma di venirsi incontro l'un l'altro e di aprire il proprio cuore verso l'altro.Però a volte(non tutti i giorni sono uguali,a volte si è più stanchi,più esausti) si prova una sensazione tremenda di impotenza e nullità!
Non puoi imparare da nessuno a fare il genitore,devi costruire durante il cammino della vita,giorno dopo giorno,questo ruolo così delicato ed importante,cercando di usare sempre il buon senso ma a volte non è sufficiente.
E' incredibile come a volte l'essere umano riesca a rovinarsi e complicarsi la vita da solo,con le sue mani,invece che cercare di godere appieno delle cose belle che la vita può donarci!:C:
Ora scrivo una banalità: l'importante è non negare che un problema, per quanto stupido esiste. Va bene la giornata che si gira il discorso in valzer, ma vedo alcune famiglie che negano ad oltranza con se stesse prima e poi con l'esterno alla famiglia.
Quindi è già bene che un genitore seppur soffrendo abbia a cuore di voler vedere l'armonia tra i fratelli, cosa che non è poi così scontata se mi credi.
Dopo di questo il secondo passo è studiare perchè questi fratelli entrano in competizione, se è vero, e qui posso darti ragione, che essi hanno una forma di egoismo, cioè vogliono qualcosa, può essere che di questa cosa non ne abbiano una quantità sufficiente e quindi cerchino di rubarsela un con l'altro, altrimenti la belva pasciuta e sazia non sbrana per hobby... certo noi umani a volte siamo peggio degli animali... però abbiamo il dovere di cercar di vedere le cose da più punti di vista.

dafne 26-03-2009 00.19.43

Citazione:

Originalmente inviato da lupo grigio (Messaggio 66372)
Continuando sempre a parlare del rapporto tra figli e genitori e viceversa e del rapporto a volte molto difficile tra fratelli(indifferentemente se maschi o femmine)anche dove non ci sia "il preferito" e il" non preferito",però guardando questa volta il rapporto con occhi da genitore!
Premettendo che per quanto i genitori cerchino di essere il più possibile imparziali e quindi non fare preferenze verso nessuno dei propri figli e cercando di trattarli in maniera uguale senza preferire nessuno in particolare,i figli riusciranno SEMPRE a trovare qualche piccola sbavatura per accusare i genitori di non imparzialità.A mio modesto avviso questo scaturisce dal fatto che i figli sono molto egoisti e di conseguenza riusciranno sempre a trovare qualche cavillo per avvalorare la loro tesi della non imparzialità dei genitori.
Ciò premesso se due fratelli decidono di farsi la guerra e invece che crescere con serenità cercando di diventare persone consapevoli,cominciano a regredire facendosi i dispetti come i bambini e quindi cercando sempre di denigrare l'altro con i genitori(tipo:mamma mi ha fatto questo...papà mi ha fatto quest'altro),concentrando quasi tutte le loro energie nella ricerca del famoso"pelo nell'uovo" per potersi criticare a vicenda,QUALE DOVREBBE ESSERE L'ATTEGIAMENTO PIU' CONSONO DA PARTE DEI GENITORI PER AIUTARLI AD AMARSI COME FRATELLI?
Chiaramente questo comportamento non si verifica saltuariamente,ma giorno dopo giorno,ora dopo ora...
Provate ad immedesimarvi in questa situazione di genitori,vi assicuro che a volte si viene colti da una sensazione così triste,ma così triste che viene da piangere: Per fortuna non tutti i giorni sono uguali e così si sopravvive al dolore che si prova nel vedere due fratelli che si odiano(anche se sono sicuro che si vogliono bene,ma per il momento hanno deciso di tenerlo nascosto!)
A volte si prova un grande sentimento di rabbia(viene voglia di prenderli a calci),a volte si cerca di sdramatizzare buttando il discorso "in walzer",a volte si cerca di essere più saggi possibile e si cerca di spiegare con calma di venirsi incontro l'un l'altro e di aprire il proprio cuore verso l'altro.Però a volte(non tutti i giorni sono uguali,a volte si è più stanchi,più esausti) si prova una sensazione tremenda di impotenza e nullità!
Non puoi imparare da nessuno a fare il genitore,devi costruire durante il cammino della vita,giorno dopo giorno,questo ruolo così delicato ed importante,cercando di usare sempre il buon senso ma a volte non è sufficiente.
E' incredibile come a volte l'essere umano riesca a rovinarsi e complicarsi la vita da solo,con le sue mani,invece che cercare di godere appieno delle cose belle che la vita può donarci!:C:


I miei figli non posso dire che si odiano ma c'è una profondissima rivalità mossa da gelosia fra loro, costantemente e quando litigano, si, capisco benissimo la sensazione che descrivi, la delusione il dispiacere la rabbia...
Poi si adorano e giocano assieme e tutto pare una meraviglia..finchè a uno dei due non rispunta l'istinto da Nightmare e via! icon_mrgr:

Non so se si può estendere ma nel mio caso i miei figli stavano sono manifestando un disagio, una mancanza che avvertivano da parte mia e che stò cercando di colmare con un'attenzione diversa, più profonda.

Sono convinti entrambi che io voglio più bene all'altro, ho cercato in mille modi di spiegare che voglio bene a tutti e due ugualmente, che l'affetto non è una torta da porzionare ma che li adoro entrambi..nisba...vuoi più bene a lui..a lui compri questo..a lui dici quello...un giorno si sono persino contati quanti pistacchi avevo dato loro nella tazza strabuzza:

Poi un giorno ho realizzato che effettivamente NON POSSO amarli entrambi nello stesso modo, con la stessa intensità si ma non nella stessa maniera perchè sono due persone diverse.

Questa cosa cerco di dirgliela il più spesso possibile, soprattutto al più grande che è il più coriaceo sull'argomento, facendogli degli esempi pratici su cui lasciarlo ragionare (un'ora di pc per premio a lui è una festa per il piccolo no, lui preferisce un'ora al parco, allo stesso modo uscire a prendere il pane per il piccolo è divertente per lui una faticata per cui se esco col piccolo non è per lasciare lui da solo ma per non obbligarlo a fare una cosa che non gli và di fare..)

Questo non solo mi dà agio di comportarmi in modo più naturale (eddai, pesare ogni parola, ogni gesto, sempre in ogni secondo...non è fattibile) ma è anche un modo per permettere ad ognuno di loro..pardon..ad ognuno di noi tre di ritagliarsi un proprio spazio, un proprio modo di essere.

La mia speranza è che superata la fase dell'attaccamento in modo positivo, e cioè senza aver bisogno come me di ricevere continue conferme dall'esterno, riescano anche a comprendere che lo stesso gesto nella stessa situazione per quanta buona volontà ci si metta viene letto diversamente da due persone diverse, anche se fratelli e che questo li aiuterà a perdonarmi per le volte in cui non sono stata abbastanza attenta a leggere le loro necessità piuttosto che quelle del fratello (o delle mie martello.: ).

Questo dovrebbe credo anche aiutarli a capire cosa vogliono per loro, proprio per loro, e non per me o per il fratello credendo di essere loro a volerlo.
Ci sono molte cose che io ho rinnegato perchè le faceva mia sorella e potevano riuscire bene solo a lei o perchè piacevano a mio padre e quindi non facevano per me per stare in linea con le idee femminili di casa...:bleah:

Duro lavoro ... :C:

Carlotta 27-03-2009 19.38.57

fratelli coltelli
 
E’ altamente probabile che le differenze caratteriali tra fratelli li portino a rapporti di antagonismo e non accettazione dell’altro, anche perché nella loro fascia d’età è facile giudicare e criticare senza cercare di comprendere il perché di certi comportamenti. Molte volte si tende a prendersela per delle brutte parole dette, a portare rancore, quando basterebbe un piccolo complimento per allentare la tensione. Questo può anche essere dovuto all’educazione dei genitori, forse troppo rigida. In ogni caso quando si avverte che il rapporto tra fratelli è teso, ma, anche se affermano il contrario, trapela che la mancanza di comunicazione non li fa stare bene, si può cercare di fare qualcosa per migliorare la situazione o è meglio aspettare?

lupo grigio 28-03-2009 15.53.28

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 66397)
Ora scrivo una banalità: l'importante è non negare che un problema, per quanto stupido esiste. Va bene la giornata che si gira il discorso in valzer, ma vedo alcune famiglie che negano ad oltranza con se stesse prima e poi con l'esterno alla famiglia.
Quindi è già bene che un genitore seppur soffrendo abbia a cuore di voler vedere l'armonia tra i fratelli, cosa che non è poi così scontata se mi credi.
Dopo di questo il secondo passo è studiare perchè questi fratelli entrano in competizione, se è vero, e qui posso darti ragione, che essi hanno una forma di egoismo, cioè vogliono qualcosa, può essere che di questa cosa non ne abbiano una quantità sufficiente e quindi cerchino di rubarsela un con l'altro, altrimenti la belva pasciuta e sazia non sbrana per hobby... certo noi umani a volte siamo peggio degli animali... però abbiamo il dovere di cercar di vedere le cose da più punti di vista.

Indubbiamente oltre all'egoismo c'è l'invidia reciproca di non possedere una certa dote che l'altro ha e viceversa!
E qui non capisco...come faccio a rubare all'altro e quindi saziarmi..
avendo sempre un atteggiamento ostile e belligerante nei suoi confronti?booh.gif

Ray 28-03-2009 18.42.38

Citazione:

Originalmente inviato da lupo grigio (Messaggio 66498)
Indubbiamente oltre all'egoismo c'è l'invidia reciproca di non possedere una certa dote che l'altro ha e viceversa!
E qui non capisco...come faccio a rubare all'altro e quindi saziarmi..
avendo sempre un atteggiamento ostile e belligerante nei suoi confronti?booh.gif

Beh, scusa ma questo non sta in piedi. Nessuno invidia le doti dell'altro di per se stesse, ma invidia ciò che quelle doti comportano... e questo qualcosa, per qualunque modo la si giri, è apprezzamento.

L'apprezzamento conta tanto più quanto più viene da chi è nostro riferimento... apprezzamento e conferme. Conferme che, nell'età in cui se ne ha bisogno, vanno date... senza aspettare che il bisogno passi, perchè non passa da solo.

Quindi scusami se sono crudo, ma queste invidie non nascono dal nulla, questi sentimenti sono stati provocati da uno stato di bisogno non soddisfatto. Soprattutto se raggiungono una certa dimensione, non si tratta di momentanee invidie passeggere che spariscono perchè vengono compensate da altro (tipo lui è bravo e stimato per ciò, vabbeh, io sono sufficientemente stimato per altro), ma si tratta di qualcosa che è stato alimentato nel tempo, che è stato coltivato e che, se è cresciuto, ha trovato terreno fertile.

Certo, esistono le caratteristiche individuali dei figli, ma i genitori farebbero assai bene a chiedersi perchè mai esse si sono sviluppate, magari fino a raggiungere dimensioni preoccupanti.

Aggiungo che l'atteggiamento ostile di no nei confronti dell'altro ha lo scopo inconscio di sminuire l'altro agli occhi di chi deve apprezzare, dato che non si riesce a farsi apprezzare per quello che si è (invece che per quello che chi apprezza vorrebbe che sia).

Uno 01-04-2009 18.10.53

Citazione:

Originalmente inviato da Carlotta (Messaggio 66445)
si può cercare di fare qualcosa per migliorare la situazione o è meglio aspettare?

L'importante è almeno non peggiorare la situazione, a volte non volendo (a volte volendo, ma non è questo il caso) piccole cose apparentemente insignificanti fanno precipitare una situazione che invece, almeno in parte si risolve con la maturazione dei ragazzi.

Bisogna ricordare una cosa importante, se è vero che non si nasce genitori imparati, non c'è mai un limite oltre il quale si deve smettere di crescere come genitori. Un figlio a 10 anni è diverso da un figlio a 20 anni, a 30 etc... un figlio è diverso dall'altro quindi non è detto che quello che si è imparato con uno vada bene con l'altro, anzi... secondo logica la natura differenzia sempre per aver maggiori possibilità evolutive. Quindi bisogna avere un pò di umiltà e continuare a voler imparare ad essere genitori, anche a 90 anni. Questo poi sarebbe una grandissima opportunità di crescita personale e un modo per evitare di invecchiare oltre quello che è naturale che sia.

Citazione:

Originalmente inviato da lupo grigio (Messaggio 66498)
Indubbiamente oltre all'egoismo c'è l'invidia reciproca di non possedere una certa dote che l'altro ha e viceversa!
E qui non capisco...come faccio a rubare all'altro e quindi saziarmi..
avendo sempre un atteggiamento ostile e belligerante nei suoi confronti?booh.gif

Io invece intendevo la mancanza di qualcosa da parte dei genitori, scusa se queste mie parole possono farti male, offenderti etc... le dico solo per cercare di andare avanti nel discorso.
Tu puoi aver dato tutto l'amore di questo mondo, ma se si comportano in un certo modo qualcosa gli manca, quindi nessuno dice che tu non abbia fatto quello che potevi, ma che questo potrebbe per loro non essere sufficiente ed anche se non lo sanno razionalmente nemmeno loro, lo manifestano in mille modi diversi.
Bisogna riuscire ad inquadrare dove sta il limite tra amore dato, e azioni che nella nostra intenzione sono amore ma nella realtà percepita non lo sono. Per farti un esempio terra terra, immagina quel genitore che lavora, lavora e non fa mancare nulla ai figli, li veste e li manda a scuola come principini, tutto sommato sta anche parecchie ore a casa ma è assente etc....
Quel genitore è convinto di aver fatto il massimo, gli ha dato materialmente tutto, ed invece magari quei figli avrebbero preferito (magari da adulti) un gioco in meno, uno scappellotto in più, ma anche un abbraccio in più e un gioco fatto con il papà in più.

Questo è un estremo per farti capire cosa intendo, in mezzo ci sono infinite sfumature della cosa, fatto sta che in ogni rapporto tra due persone ci sono di mezzo due percezioni, le percezioni che hanno di quel rapporto le due persone coinvolte, sono poche le persone che riescono a comprendere esattamente la percezione altrui e se è il caso adattarcisi, nella migliore delle ipotesi c'è un compromesso tra le percezioni dei due coinvolti, nella peggiore ognuno si tiene la sua.

Mi fermo ma possiamo continuare il discorso che trovo sia molto utile non solo a voi

stella 01-04-2009 22.47.29

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 66838)

Tu puoi aver dato tutto l'amore di questo mondo, ma se si comportano in un certo modo qualcosa gli manca, quindi nessuno dice che tu non abbia fatto quello che potevi, ma che questo potrebbe per loro non essere sufficiente ed anche se non lo sanno razionalmente nemmeno loro, lo manifestano in mille modi diversi.
Bisogna riuscire ad inquadrare dove sta il limite tra amore dato, e azioni che nella nostra intenzione sono amore ma nella realtà percepita non lo sono. Per farti un esempio terra terra, immagina quel genitore che lavora, lavora e non fa mancare nulla ai figli, li veste e li manda a scuola come principini, tutto sommato sta anche parecchie ore a casa ma è assente etc....
Quel genitore è convinto di aver fatto il massimo, gli ha dato materialmente tutto, ed invece magari quei figli avrebbero preferito (magari da adulti) un gioco in meno, uno scappellotto in più, ma anche un abbraccio in più e un gioco fatto con il papà in più.

Questo è un estremo per farti capire cosa intendo, in mezzo ci sono infinite sfumature della cosa, fatto sta che in ogni rapporto tra due persone ci sono di mezzo due percezioni, le percezioni che hanno di quel rapporto le due persone coinvolte, sono poche le persone che riescono a comprendere esattamente la percezione altrui e se è il caso adattarcisi, nella migliore delle ipotesi c'è un compromesso tra le percezioni dei due coinvolti, nella peggiore ognuno si tiene la sua.

Mi fermo ma possiamo continuare il discorso che trovo sia molto utile non solo a voi

Questo è vero, un genitore vive i figli dal suo punto di vista, mentre i figli dal loro....
Ed è anche vero che quello che fa un figlio e che al genitore può sembrare inutile o privo di importanza può sembrare come una mancanza di attenzione da parte del figlio, o della giusta considerazione, sempre relativamente alla mentalità e all'età del figlio. Se poi tra fratelli c'è rivalità è proprio per questa ricerca di essere presi in considerazione, se questo non accade può darsi che cerchino altre figure al di fuori della famiglia, e che la loro rivalità non sia tanto da imputarsi ai genitori quanto a queste figure che trovano al di fuori...
La prima cosa dovrebbe essere sempre il dialogo aperto e quando si individuano dei problemi di comunicazione o di altro tipo non fare finta che non ci siano ma cercare di affrontarli parlandone...
Difficilmente un fratello o una sorella ammetteranno di essere gelosi o invidiosi del fratello o sorella perchè è scontato che i genitori vorrebbero che si amassero fra di loro e se non hanno dialogo con i genitori o almeno uno dei due se lo terranno per sè, se c'è armonia in famiglia questo dovrebbe emergere a un occhio esperto, ma spesso le tensioni si covano nel silenzio e poi esplodono tutto in un colpo, a monte sicuramente c'è carenza di dialogo e il pensare ognuno per sè....

Uno 01-04-2009 23.51.33

Citazione:

Originalmente inviato da stella (Messaggio 66856)
perchè è scontato che i genitori vorrebbero che si amassero fra di loro

Non è così scontato purtroppo, senza riferimenti ai presenti.

gibbi 02-04-2009 00.09.03

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 66861)
Non è così scontato purtroppo, senza riferimenti ai presenti.

Ti riferisci a quanto hai detto all'inizio sul fatto che talvolta i genitori ( le madri di più) creano intenzionalmente conflitti tra i figli per mantenere il dominio sulla famiglia ?

gibbi 02-04-2009 00.30.50

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 66838)

Bisogna ricordare una cosa importante, se è vero che non si nasce genitori imparati, non c'è mai un limite oltre il quale si deve smettere di crescere come genitori. Un figlio a 10 anni è diverso da un figlio a 20 anni, a 30 etc... un figlio è diverso dall'altro quindi non è detto che quello che si è imparato con uno vada bene con l'altro, anzi... secondo logica la natura differenzia sempre per aver maggiori possibilità evolutive.
Talvolta però anche il diverso atteggiamento/comportamento che la differente natura dei figli richiede al genitore crea grandi recriminazioni " a lui questo a me no , a me così a lui no ......"
Quote:
Quindi bisogna avere un pò di umiltà e continuare a voler imparare ad essere genitori, anche a 90 anni. Questo poi sarebbe una grandissima opportunità di crescita personale e un modo per evitare di invecchiare oltre quello che è naturale che sia.
Questo è un estremo per farti capire cosa intendo, in mezzo ci sono infinite sfumature della cosa, fatto sta che in ogni rapporto tra due persone ci sono di mezzo due percezioni, le percezioni che hanno di quel rapporto le due persone coinvolte, sono poche le persone che riescono a comprendere esattamente la percezione altrui e se è il caso adattarcisi, nella migliore delle ipotesi c'è un compromesso tra le percezioni dei due coinvolti, nella peggiore ognuno si tiene la sua.
Mi vien da dire che sono pochissime le persone che hanno chiare le proprie di percezioni e quell'eventuale poca attenzione , quando c'è , viene letteralmente assorbita nel tentativo di comprendere le proprie quindi poco o niente resta per le percezioni dell'altro.

Uno 02-04-2009 00.39.44

Citazione:

Originalmente inviato da gibbi (Messaggio 66864)
Ti riferisci a quanto hai detto all'inizio sul fatto che talvolta i genitori ( le madri di più) creano intenzionalmente conflitti tra i figli per mantenere il dominio sulla famiglia ?

Si ma anche a divisioni non volute consapevolmente

Citazione:

Originalmente inviato da gibbi (Messaggio 66871)
Talvolta però anche il diverso atteggiamento/comportamento che la differente natura dei figli richiede al genitore crea grandi recriminazioni " a lui questo a me no , a me così a lui no ......"

Si è vero, li dovrebbe inserirsi la capacità compensativa dei genitori, ma non è semplice.. comunque se uno da il massimo (mi scusi chi potrà aver dolore da questo mio dire) se non a breve termine, sui lunghi periodi riesca ad equilibrare, non bisogna dar per scontato, appunto, che si sta facendo il meglio.
Ma questo varrebbe per tutte le cose della vita, non solo per i figli

Carlotta 09-04-2009 18.30.07

Non solo i figli ma anche noi cambiamo nel corso della vita; personalmente mi sento molto diversa da com’ero venti o trent’anni fa. Di conseguenza è cambiato anche il rapporto tra noi, un po’ per tali motivi,un po’ perché essendo cresciuti evidentemente non sono più ragazzini ma stanno diventando degli uomini. Ho molto riflettuto su quanto ho letto e devo dire che in casa sono spesso rimproverata dai figli di non essere imparziale ma di parte. Devo dire che se il rapporto tra loro due fosse sereno non ci sarebbero problemi, ma purtroppo quando uno dei due offende anche pesantemente l’altro cerco di “compensare” in qualche modo cercando di stare dalla parte dell’offeso. E’ sbagliato?:o
L’altro giorno è successo un episodio sconcertante: il figlio mediano chiama il papà per mostrargli che su due belle piante di suoi bonsai è stato versato del kerosene (entrambi i fratelli minori sono appassionati di bonsai). Viene convocata tutta la famiglia e tutti concordano sul fatto che tale liquido deve essere stato versato da qualcuno della famiglia ( in cantina abbiamo una tanica di kerosene e si osservava che sulla parete interna era rimasta una striscia gialla, segno che il .liquido era stato versato da poco).Tutti negano di averlo fatto almeno coscientemente e ad un certo punto il fratello mediano si alza e va ad abbracciare il più piccolo che, non riuscendo a trattenere la commozione si mette a piangere ( io compresa mi sono messa a piangere).Da quel momento i rapporti tra i due fratelli sono notevolmente migliorati!abbraccio:
Ancora una domanda: il più piccolo ci ha chiesto, non avendo ancora l’automobile, se lo portiamo sabato in montagna a raccogliere i sabina ( sono dei ginepri). Poiché vengo spesso rimproverata di esaudire le sue richieste gli ho detto di chiedere a suo fratello se volesse venire anche lui e mi ha risposto che il fratello non viene. Ora , come devo comportarmi per evitare di creare degli attriti, dal momento che ho il dubbio che non gli abbia chiesto di venire, nel qual caso l’altro ci rimarrebbe sicuramente male?martello.:

Ray 09-04-2009 18.55.42

Citazione:

Originalmente inviato da Carlotta (Messaggio 67304)
Non solo i figli ma anche noi cambiamo nel corso della vita; personalmente mi sento molto diversa da com’ero venti o trent’anni fa. Di conseguenza è cambiato anche il rapporto tra noi, un po’ per tali motivi,un po’ perché essendo cresciuti evidentemente non sono più ragazzini ma stanno diventando degli uomini. Ho molto riflettuto su quanto ho letto e devo dire che in casa sono spesso rimproverata dai figli di non essere imparziale ma di parte. Devo dire che se il rapporto tra loro due fosse sereno non ci sarebbero problemi, ma purtroppo quando uno dei due offende anche pesantemente l’altro cerco di “compensare” in qualche modo cercando di stare dalla parte dell’offeso. E’ sbagliato?:o
L’altro giorno è successo un episodio sconcertante: il figlio mediano chiama il papà per mostrargli che su due belle piante di suoi bonsai è stato versato del kerosene (entrambi i fratelli minori sono appassionati di bonsai). Viene convocata tutta la famiglia e tutti concordano sul fatto che tale liquido deve essere stato versato da qualcuno della famiglia ( in cantina abbiamo una tanica di kerosene e si osservava che sulla parete interna era rimasta una striscia gialla, segno che il .liquido era stato versato da poco).Tutti negano di averlo fatto almeno coscientemente e ad un certo punto il fratello mediano si alza e va ad abbracciare il più piccolo che, non riuscendo a trattenere la commozione si mette a piangere ( io compresa mi sono messa a piangere).Da quel momento i rapporti tra i due fratelli sono notevolmente migliorati!abbraccio:
Ancora una domanda: il più piccolo ci ha chiesto, non avendo ancora l’automobile, se lo portiamo sabato in montagna a raccogliere i sabina ( sono dei ginepri). Poiché vengo spesso rimproverata di esaudire le sue richieste gli ho detto di chiedere a suo fratello se volesse venire anche lui e mi ha risposto che il fratello non viene. Ora , come devo comportarmi per evitare di creare degli attriti, dal momento che ho il dubbio che non gli abbia chiesto di venire, nel qual caso l’altro ci rimarrebbe sicuramente male?martello.:

Scusami Carlotta, ma non posso fare a meno di notare una cosa, a proposito del tuo chiedere se è giusto parteggiare per l'offeso.

Dal post si arguisce che i figli in questione sono grandicelli... addirittura il più piccolo "non ha ancora l'auto", il che mi fa pensare che potrebbe quasi averla e che quindi se non è in età per guidare poco ci manca.

La mia opinione è che non vanno difesi proprio, ma che si arrangino. Non si muore di offese. Se alla loro età non son buoni di sbrogliarsi un litigio, poco combinerano nel mondo no?
Il che significa... non ha senso intervenire fino a che le offese o la litigata in qualche modo implichino te stessa direttamente... e in questo caso, si interviene per proteggere se stessi e non uno di loro (tipo: la piantate? andate a litigare fuori che non sopporto sto rumore), ma impedendo loro di correre da mammina alla loro età.

Questo andrebbe fatto, sempre a mio avviso, anche con bimbi più piccoli, e l'intervento serve a comunicare quale è il limite di tolleranza di un litigio, superato il quale si interviene ma senza prendere parte, in quanto, se litigano, hanno entrambi responsabilità. Questo in generale... poi ci possono essere casi particolari, ma non all'età di cui parli.

Per il secondo dubbio, non vedo nulla di male nel dire di si alla richiesta, se anche a te va bene di andare.
Se però temi qualche doppio gioco io farei così: mi accerterei che l'abbia chiesto all'altro. Se è tutto vero bon, se invece non l'ha chiesto allora ti ha mentito per ottenere qualcosa che lui crede un vantaggio. In questo caso non va portato per nessun motivo.

Quel che mi chiedo però è: non ti era venuta l'idea di chiedere all'altro se davvero glielo ha chiesto, dato che hai il dubbio?

Forse sono stato un po' crudo in alcuni punti... in caso, sorry.

Carlotta 26-04-2009 15.00.43

Finalmente credo di aver capito il grosso sbaglio che continuavo a fare mettendomi sempre, o quasi sempre, in mezzo alle discussioni dei figli. Mi spiego meglio; mi sono abbastanza imparata a non intervenire quando loro stanno parlando, ma poi succedeva che uno dei due, indifferentemente l'uno o l'altro a seconda del caso, mi raccontava quello che dalla discussione l'aveva ferito.Ho sempre interpretato tale fatto come una richiesta non esplicita di aiuto con la speranza che se io avessi parlato con l'altro le cose si sarebbero sistemate. Ieri sera il fratello maggiore è riuscito a farmi vedere il fatto da un altro punto di vista, mi ha spiegato, e i fratelli presenti l'hanno confermato, che tali confessioni venivano fatte per un bisogno personale di condivisione, senza nessun altro motivo.Per me è stato veramente importante riuscire a capire tale punto di vista, in quanto prima non lo avevo mai preso in considerazione.martello.:
Speriamo che ciò mi aiuti ad essere più acuta, e pensare che asserisco sempre che bisogna riuscire a vedere le cose da più punti di vista!!!martello.:


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