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quel particolare come permette l'incontro produttivo, se non c'è quel come avviene annichilimento. Da quell'incontro, agevolato da quel come, nascono sia armonia che fobia e terrore che, per quel poco che ho inteso del mito, sono tre aspetti necessari di questo frutto. In qualche modo fobia e terrore permettono l'esistenza di armonia e viceversa. Detta diversamente non può nascere l'una senza gli altri, quell'incontro di bellezza e forza li produce tutti senza possibilità diverse. |
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(poi non so se è questa la sindrome che han chiamato così...) |
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L'Ombra e la Coscienza. |
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Invece, avendo la fortuna (o per qualcuno la sfortuna..) di vivere in questo mondo dove ci è permesso di sperimentare picchi diversi (estrema bellezza, estrema paura) comporta che siamo in continuo movimento fra alti e bassi, ed è questo che genera la vita. Senza movimento, senza moti dell'anima, potremmo anche essere nella bellezza suprema che saremmo morti... |
Purtroppo la bruttezza, la soffenza, la povertà, esistono perchè spesso non si è sufficentemente consapevoli e grati del dono della bellezza, di abbondanza, di salute.
Se invece di accorgerci ( tramite la paura) di quello che abbiamo quando lo stiamo perdendo, l'umanità avesse un grado di consapevolezza superiore all'attuale, riusciremmo a godere anche se tutto fosse bello, invece no. Alla fine non esiste la bellezza, ma le bellezze, e c'è varietà anche nella bellezza stessa. :C: |
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Sia in Bellezza che in Paura mi permetto di citare uno che ha trattato l'argomento e che ci serve a capire e continuare:
Elemire zolla ,Archetipi: Una vita sensata e disciplinata e' un'utopia:crede di poter ignorare gli archetipi. L'uomo ha bisogno di assiomi per la mente e di estasi per la psiche come ha bisogno di cibo per il corpo: estasi ed assiomi possono provenire solo dal mondo degli archetipi. Ne' bastano estasi lievi, brividi modesti:la psiche cerca la pienezza del panico. L'uomo vuole perodicamente smarrirsi nella foresta primigenia degli archetipi. Lo fa quando sogna, ma i sogni non bastano. Deve sparire da sveglio,rapito da un archetipo in pieno giorno....omissis. Quando simbolo ed emozione si congiungono, forma e materia di un plesso solo, un archetipo e' imminente. Soltanto uno spirito meditativo s'accorge di queste congiunzioni,che i piu' subiscono ciecamente''. Afrodite e' l'archetipo della bellezza:armonia ,paura ,terrore i sentimenti che suscita , movimento ma anche paura di smarrirsi ,possibilita' di perdersi serve dunque anche un ''antidoto'',un sistema per venirne fuori,serve un percorso che consenta di ritornare a casa con il bello che si e' intravisto, di non rimanere bloccati. Per far questo jung ha chiesto aiuto ad un altro mito quello di Ermes , il dio che segnala la via ,che sta sui confini delle cose. Entra qui un'altro stato che tutti abbiamo provato : la nostalgia: il ritorno con dolore o il dolore del ritorno (nostos ritorno algia dolore) |
OFF
Scusa ma non riesco proprio a capire perchè fai il copia ed incolla identici dello stesso topic, senza citare troppo i trattati, non riesci un po' a spiegare a parole tue?fiori.gif Le discussioni su paura e bellezza (2 topic) anche se si agganciano partono da due riflessioni diverse. Capisco che è più facile fare un copia ed incolla, però credo che se si sta in un forum per discutere, si dovrebbe cercare di integrare le risposte degli altri utenti? Forse mi sbaglio?leggo.gif |
Ermes è pure l'interprete, svolge il ruolo di messaggero e quindi anche da interprete dei messaggi degli dei presso gli uomini. Rimane quindi una figura al confine tra gli dei e gli uomini. Messaggero e viaggiatore quindi, ma anche oratore e cantastorie, porta i messaggi tramite i sogni.
La nostalgia è un sentimento di tristezza per la lontananza fisica (e non) dalla cosa amata. Fatta un'esperienza di sublime bellezza ecco che inevitabilmente l'allontanarci da essa fà nascere in noi la nostalgia, Ermes crea un ponte tra l'uomo e la sublime bellezza, lenisce coi suoi messaggi la nostalgia. |
Ad Astral : sono pigro!
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Off topic
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:C: |
Concordo e credo che anche questo nuovo thread sara' interessante.
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Cos'è che ci fa predere la paura che vedo anche come una sorta di rispetto incommensurabile, non credo sia solo l'abitudine, cosa fa si che mi sia dimenticata di tutti quei momenti incommensurabili? piango.gif Perchè non ho saputo trattenerli in me e me li sono persa? piango.gifpiango.gif Ah poterli trattenere Vivi per sempre nel cuore che cosa meravigliosa sarebbe. Rimanere coscienti di tutto questo sarebbe altro che bellezza! abbraccio: |
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Forse perchè sono abituata a considerare la bellezza in termini fisici, un bell'oggetto, una bella persona una bella macchina. Un bambino piccolo secondo me è più di di bello è emozionante, stupefacente. Però è vero, dopo un pò ci si abitua alla bellezza e ci si stupisce meno. Forse però più che paura lo definirei timore reverenziale (anche qui penso sia un problema di ternmini perchè per me la paura ha sempre una valenza negativa) Non sò se attinente ma mi è capitato di guardare una persona e di vederla, ai miei occhi, bellissima, anche se in realtà non lo è, mi è capitato di sperimentare una gioia folle e immensa gratitudine, nel preciso momento in cui questa persona si è allontanata un pò ho avuto la sensazione di una luce che si abbassava, come le candele quando cominciano a spegnersi. Avrei voluto tenerla vicina vicina,non volevo se ne andasse, questa può essere la paura di cui si parla? Quello che mi ha aiutato quando se n'è andata davvero (spero di non essere troppo smielosa) è stato il pensiero che in qualche modo io fossi riuscita a vedere, a sentire la sua parte più profonda, più bella e più vera. Sapere che mi basta chiudere gli occhi per rivivere quello stato di lucentezza dissolve un pò la tristezza per non averla più accanto. Anche se non basta. Perchè dimentichiamo tutto così in fretta? Non so forse stò mescolando troppe cose ma la bellezza fisica una volta mi urtava(sisi ok lo ammetto..invidia..icon_mrgr: ) adesso mi rendo conto che fermarsi alla bellezza esteriore non mi è mai bastato, anche se negarne il fascino è semplicemente sciocco. però ecco, la paura legata alla bellezza continua ad essere un concetto che mi sfugge, una cosa bella per sua natura, appunto di armonia, non dovrebbe dare gioia? Mi ripeto lo so ma l'unica vera paura che riesco ad individuare è la paura di perdere tale bellezza o di non poterla possedere, allora si passa al passo successivo, il vero bello è qualcosa che trascende il fisico e tale bellezza "semplicemente" non si può possedere. Perchè crucciarsi allora? nonso.gif martello.: scusate, sò de coccio lo so |
Dafne prova ad inserire su google
''eterno femminino'' ,vedrai quante str....e nella storia della letteratura da Circe ad oggi hanno fatto letteralmente a pezzi i loro uomini. Come vuoi che non ci sia da parte nostra e nell'immaginario collettivo maschile la paura del fascino paralizzante della donna? Se poi leggi quello che dice piu' Elemire Zolla a proposito della ricerca e del bisogno di panico da parte della psiche umana .... Piuttosto per quanto riguardo Voi donne ,rispondendo alla Tua domanda sul nesso tra paura e bellezza, forse e' vero quello che dice Carla sulla diversa influenza di Afrodite sulla donna rispetto all'uomo. |
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la bellezza della donna in cui l'uomo si perde..in cui si vuole perdere poi dopo parli di bellezza a 360 gradi e li mi sono persa. la donna non si perde nella bellezza dell'uomo? secondo me si. Ho come la sensazione rileggendo tutti i post che si siano toccati argomenti diversi. Allora, bellezza fisica? Non ne sono indifferente ma non è sufficiente per farmi "perdere", cosa che invece mi sembra accada facilmente ai maschietti. Ma questa è una mia proiezione, è l'aver vissuto l'esperienza del "non sei bella per cui non ti calcolo" e l'averla presa come una regola. Forse questo è stato il mio campo di battaglia, arrendermi all'evidenza che il bello E' BELLO punto, a discapito di tutti i miei ragionamenti e che se un uomo si ferma al bello fuori (vale anche per le signore però eh diavolo.g: ) probabilmente perchè è nel fuori che vive la maggioranza della sua esistenza. Pace. Poi invece si parla di bellezza a 360°. Oibò, qui sorgerebbe il problema di dire cos'è il bello dentro, ma anche questo è un discorso inutile perchè esiste una bellezza universale e una bellezza personale, soggettiva. Già sviscerato altrove l'argomento Di fronte a questa bellezza si prova paura, timore, dolore anche. Un pò per l'intensità che tale bellezza ci dà nelle sue emanazioni e un pò perchè com'è arrivata può anche sparire e forse qui c'è l'altra grande battaglia, l'altalenare tra il bisogno di allontanarsi per sopportare meglio le vibrazioni e il bisogno di possederle, di integrarle. Questo a mio avviso accade ancora quando si è in fase di battaglia, quando si è lontani dal proprio centro. Quando si è centrati e si è armonici non solo, credo, la bellezza, l'armonia ci saluta da ogni cosa ma quando qualcosa di veramente bello ci colpisce riusciamo ad assorbirlo e a sopportarlo meglio. Forse perchè finalmente siamo belli invece che cercare di diventarlo... Però sinceramente Nike dopo tanti post non ho ancora capito bene qual'è la domanda che vuoi fare, o il concetto che vuoi sviscerare, è come se volessi dire una cosa ma non lo fai.. perdono, sai com'è, troppi caffè icon_mrgr: :C: |
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fiori.gif |
Scusa manca un ''sopra'' , ''piu' sopra''cioe' quello che ho riportato nel post dell'8 marzo a proposito di bellezza e paura.
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ma anche così non ci arrivo non riesco ad entrare in quelle parole magari se riuscissi a fare un esempio terra terra io lassù non ci prendo. :C: |
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Una vita sensata e disciplinata e' un'utopia... La psiche cerca la pienezza del panico.... Afrodite e' un'archetipo della bellezza , nella bellezza ci si perde e per questo fa paura ,terrorizza. |
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La nostra psiche ha bisogno di panico per sentirsi piena ( e questo non lo capisco, non capisco il perchè abbia bisogno di ciò a meno che si nutra di quegli ormonii che produce la paura) quindi anche se io mi ci metto d'impegno siccome ne ha bisogno mi ci fa ritrovare dentro lo attira in modo che lei possa sentirsi piena. Quindi la psiche cerca la bellezza perchè è fonte di panico di cui si nutre. Per l'archetipo di Afrodite non so come la intendi da uomo, io posso solo pensare nel momento in cui la incarno cosa posso diventare, qualcosa che da potere piacere ma allo stesso tempo paura e terrore di perdere ciò ma anche di ciò che potrei fare. Booooh :C: |
ehm
non sò ma questa cosa che la psiche cerca la bellezza per nutrirsi del panico che produce suona e non suona...forse cerca il panico perchè ha bisogno di quella scossa che la può portare oltre ma allo stesso tempo non mi quadra.Nel senso che non può essere alla sola ricerca del panico.. E se cercassimo la bellezza in quanto riflesso della luce dello spirito? E in quanto tale percependo seppur di riflesso tale luce ci spaventiamo di tale forza, pur non conoscendola? :U Mai letto un altro splendido mito, quello di Amore e Psiche? Dove Psiche è tanto bella da diventare la Venere in terra e questa cosa urta talmente Venere che decide di condannarla a un terribile destino. Magari qui è OT ma varrebbe la pena raccontare anche questo :C: |
Non lo so Daf giro a vuoto pure io.
Allora cerco di guardare dentro di me vediamo che ne esce. Mamma mia quando faccio così poi vado OT. Allora vediamo. Quando mi innamoro di qualcosa è perchè in essa vengo risucchiata dalla sua bellezza, che possa essere un figlio, un tramonto, un uomo. Sono innamoramenti diversi, ma in tutti c'è una sospensione del pensiero in noi quell'attimo che ti fa mancare il fiato, che ti fa battere il cuore come non mai che ti fa sentire viva e partecipe della vita. Senti dentro un cambiamento in quegli attimi potresti fare cose che in altri momenti non saresti in grado di fare, una specie di esaltazione di carica di forza non saprei come altro dire, niente limiti. E' come se i tuoi motori andassero al massimo, senza nessun risparmio energetico. La paura e il terrore sono il dopo? Quando il tutto ridiscende al normale limite comune? Quando si ritorna in basso e si perde la bellezza che in quel momento provavamo? Allora la bellezza in quel momento era la nostra. Non so altro non mi viene. fiori.gif |
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Panico e paura vanno di pari passo. Aggiungerei che il panico proviene anche dallo smarrimento (o sradicamento) della propria realta' una volta che ci accostiamo al bello....realta' che poi andra' in qualche modo recuperata attraverso un'' ritorno'' con dolore, da qui in poi ci sara' in noi l'altro stato:quello della nostalgia del divino intravisto. Mai provato? |
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Un dialogo strano il tuo, limite mio per carità, ma non posso rispondere alla tua domanda visto che non ho inquadrato il tutto. :C: |
Gia' forse hai ragione, ma questo post ormai ha 5 pagine...e allora siccome sono pigro....
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Visto che a quanto pare il discorso bellezza-panico legato all'aforisma iniziale sta girando su se stesso, provo a proporre un'altra frase che può ampliare o semplicemente spostare il discorso, anche a seguito di alcune considerazioni di Dafne.
Bello non è bello che il tempo di guardarlo. Nobile è subito anche bello. Sono versi di Saffo e per me hanno una duplice valenza: il contenuto e la forma che lo veicola... forma di una bellezza che lascia stupiti (e fa presagire il panico) |
Ci riprovo usando altre forme.
Facciamo l'esempio di un aspirapolvere, poniamo che noi siamo l'aspirapolvere che ingurgita il mondo, il mondo delle impressioni, tra queste c'è la bellezza. La Magnificenza della Bellezza è quella che ci lascia senza fiato (lo diminuisce), nell'esempio la possiamo immaginare come un oggetto talmente grande (non rigido però, avete presente quando aspirate un tessuto che si mette di traverso?) che non passa per la bocchetta dell'aspiratore, se la cosa finisse così non potremmo assorbire questa bellezza. Ecco che subentra il panico (che se ci pensate ti toglie il respiro, cioè nell'esempio spegne un momento il motore dell'aspirapolvere) che di pari passo lavora con la paura di non saper accogliere quella Magnificenza. Una volta spenta l'aspirazione (a che aspiri? Le parole sono tutte "magicamente" collegate, è affascinante ed illuminante studiarle) ecco che che si riesce (non sempre dipende da molti altri fattori) a trovare il modo perchè il tessuto (trama, ordito, dell'universo, continuo a giocare con le parole) possa essere assorbito. Ecco anche perchè sopra dicevo che se una cosa è Magnifica, se la Bellezza è tale non può essere assorbita senza questi processi, in tal caso o noi abbiamo la bocchetta talmente grande da non percepire più quella cosa come bellezza o almeno non tanto magnifica, oppure è la bellezza non abbastanza grande da abbagliarci, o lontana da arrivare potente ma diluita (l'esempio del tramonto). o.t. Il discorso non è chiuso e neanche sta girando su se stesso finchè tutti non hanno compreso avendone la voglia.... e finchè essendoci questi che ne hanno la voglia quelli che hanno compreso (o almeno credono) non sono in grado di agevolare gli altri alla comprensione. Può darsi che sia il caso di lasciar sedimentare, ma liquidare la faccenda perchè se ne è parlato tanto è il fallimento di una prova con se stessi. |
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A me fa questo effetto: quando vedo la bellezza in un'opera d'arte o in una persona o nella natura, è tanto perfetta che non mi sembra reale, sembra un miracolo che va oltre l'umano, si prova come una vertigine e nello stesso tempo si vorrebbe fermare il tempo... |
Ok, pero prima di intervenire bisogna leggere quello che precede, anche se si tratta di 5 pag. o no?
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Quindi, Uno, si potrebbe anche dire che se ho paura a rispondere a questo thread, ma per me sento che è importante, la bellezza sta nel farlo? Grazie Uno per la pazienza. abbraccio: |
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Lo so che sembra la stessa cosa di quello che hai scritto tu o che potresti non esserti espressa come volevi, invece quello che hai scritto è ciò che vedi. |
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Il panico quindi lavora in un certo senso da "filtro"? Permette fermando la macchina di poter assorbire l'assorbibile poichè quel qualcosa di troppo grande non puo' passare completamente non potendolo reggere? Non mi è ben chiaro se "una volta fermata l'aspirazione" si riferisce all'azione immediata del panico sulla macchina (nell'esempio) o se "una volta fermata la macchina", si intende a lavoro finito (nell'esempio finisco di pulire il pavimento e spengo la macchina) . Quello che diceva Daf, sul possedere la bellezza qualche post sopra, e quando Stella dice "si vorrebbe fermare il tempo", è in un certo senso brama, il voler fermare , possedere qualcosa che non posso possedere.. (se così fosse anche se è Ot, mi sarebbero anche un po' più chiari i motivi che possono scatenare gli attacchi di panico, basta sostituire bellezza con vita, paura di vivere, che genera il panico, il non voler lasciare scorrere a causa di un eccessivo attaccamento...). e se si riuscisse a non voler possedere la bellezza, a quel punto cosa cambierebbe? Provo con un esempio.. incontro per la prima volta delle persone, un incontro a cui tengo tanto, il momento dell'incontro è bellissimo, forte e al tempo stesso spaventoso, tanto che poi ricordando (quel poco che mi è rimasto impresso di quei momenti), riesco a ritrovare anche se diluite le stesse emozioni. Significa che qualcosa (il tessuto) è passato e che il panico ha filtrato quel momento troppo bello ed intenso per me? La volta successiva che incontro le stesse persone, seppur l'incontro è molto bello ed emozionante proporzionalmente ho meno paura .. |
Si è vero panico e paura vanno di pari passo, insorge il panico nel momento di smarrimento, di perdita di "riferimenti" consueti. Quando ci si sente sradicati dalla propria realtà quando viviamo quell'intensa emozione di fronte al Bello, al Magnifico. Pare il tempo fermarsi come in quel brevissimo istante tra inspirazione e l'espirazione.
Il panico è perdita di riferimenti, di ragione, in quel momento ogni certezza cade e si rimane sospesi. Il desiderio di possedere la bellezza porta ad avvicinarsi ad essa, ma poi accade che la Bellezza sia troppa, si cerca di accettarla (farla a pezzetti) per possederla ma essa sfugge. La Bellezza fà paura perchè annulla. Ci si allontana quindi dalla bellezza ed insorge la nostalgia, il dolore dell'allontanamento perchè il seppur minimo ricordo di lei ci strazia per non averla vissuta totalmente, il non aver superato la paura di morire in Lei, di fonderci nella Bellezza. |
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Molta roba devo metabolizzarla meglio,ma una domanda nasce spontanea..con tutto quello che hai descritto su c'entra la messa a fuoco?l'incapacità di mantenere la concentrazione su noi e contemporaneamente sull'oggetto bellissimo?da qui il panico e quell' effetto potente che la bellezza procura.. :C: |
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:H
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Scusate se non ho multicitato..Io la vedo così,Afrodite sceglie Efeso perchè razionalmente (principio maschile)vuole delle qualità che lui ha,in più sicurezza,fiducia,stabilità..ma non essendo il suo opposto,avverte che qualcosa manca e lì entra in gioco la parte emotivo-istintiva (non sono sicura se entrambe ma se non lo scrivo,non posso essere corretta:H ),(principio femminile),che sceglie Ares,lo accoglie..cosa che non è successa con Efeso (probabilmente complementare)e dalla loro unione di opposti nasce la piccola Armonia.. Io Armonia la traduco con equilibrio,l'unione degli opposti la genera,qui come in ogni cosa..riuscire a conoscere,sopportare ed amare al tempo stesso ciò che percepiamo come non nostro,come staccato,come contrario anche se in realtà non lo è..genera armonia. :C: |
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