Ermopoli

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Ray 07-03-2008 20.24.11

Citazione:

Originalmente inviato da turaz (Messaggio 50723)
allora vediamo afrodite (amore) incontra Ares (forza)
da essi nascono armonia paura e terrore.
chissà magari sono tre combinazioni differenti.
magari se c'è un determinato "come" (usando parole di ray) nasce armonia.
se tale come non c'è nasce paura... e ancor peggio terrore

Solo per chiarire quello che intendevo, che poi è un ripetere (basterebbe leggere tutte le parole):
quel particolare come permette l'incontro produttivo, se non c'è quel come avviene annichilimento.
Da quell'incontro, agevolato da quel come, nascono sia armonia che fobia e terrore che, per quel poco che ho inteso del mito, sono tre aspetti necessari di questo frutto. In qualche modo fobia e terrore permettono l'esistenza di armonia e viceversa. Detta diversamente non può nascere l'una senza gli altri, quell'incontro di bellezza e forza li produce tutti senza possibilità diverse.

Ray 07-03-2008 20.26.47

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 50726)
Forse chi ha una vaga idea di cosa sia (tra l'altro non tanto spiegata dalla scienza ufficiale) la sindrome di Stendhal comprende quello che sto cercando di dire.

Il terrore che si sviluppa con la percezione del sublime. Va di pari passo alla percezione stessa, come l'altro polo necessario di questa possibilità. Perchè nel sublime si è sempre sul punto di perdersi per sempre...

(poi non so se è questa la sindrome che han chiamato così...)

Sole 08-03-2008 00.45.49

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 50734)
Solo per chiarire quello che intendevo, che poi è un ripetere (basterebbe leggere tutte le parole):
quel particolare come permette l'incontro produttivo, se non c'è quel come avviene annichilimento.
Da quell'incontro, agevolato da quel come, nascono sia armonia che fobia e terrore che, per quel poco che ho inteso del mito, sono tre aspetti necessari di questo frutto. In qualche modo fobia e terrore permettono l'esistenza di armonia e viceversa. Detta diversamente non può nascere l'una senza gli altri, quell'incontro di bellezza e forza li produce tutti senza possibilità diverse.

Ci rivedo il discorso che si faceva dillà sul bene e il male. L'uno attira l'altro vicendevolmente perchè abbiano la possibilità di manifestarsi e quindi esistere.
L'Ombra e la Coscienza.

Kael 08-03-2008 01.00.06

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 50726)
Dire che la bellezza non è accompagnata proporzionalmente dalla paura è come dire sono ubriaco ma ho il completo controllo su di me.
Non è facilmente razionalizzabile la cosa, ma anche fermandosi solo all'inizio di questo arduo compito potremmo dire che nel momento in cui proviamo un sentimento di vero stupore per qualcosa di estremamente bello siamo come all'apice dell'orgasmo sappiamo già che da li possiamo solo "ridiscendere" ed ecco che subentra la paura, paura che in realtà c'era già, come c'è la paura di toccare un bambino piccolo quando non lo si è mai fatto, come c'è la paura di rompere un bell'oggetto di cristallo, cosa che invece non capita se abbiamo in mano una comune lampadina.
Quindi dipende da quando noi percepiamo la bellezza e quindi diamo importanza ad essa e quanto distanti ne siamo... ecco perchè un tramonto non ci da gli stessi problemi.
Questi fatti sono esempi per la ragione, ma la dinamica non è limitata al contatto fisico... se nulla mi tocca, se a nulla do valore non avrò mai questi "problemi".
Certo il lavoro su stessi e quel campo di battaglia a cui accennavamo sopra presuppone che la battaglia si cerchi di vincerla e che si sia in grado di sopportare sempre più la Magnificenza, ma negare il terrore che questa deve provocare per essere tale equivale a non essere ubriachi dell'esempio sopra.
Forse chi ha una vaga idea di cosa sia (tra l'altro non tanto spiegata dalla scienza ufficiale) la sindrome di Stendhal comprende quello che sto cercando di dire.
E' una questione di proporzioni, tanto più una cosa mi affascina tanto più ne ho paura, tanto più passa la paura tanto più quella cosa rimane bella ma non nello stesso modo in cui era prima.

etc etc........

Si, chiarissimo il concetto. Del resto, se fossimo tutti bellissimi e vivessimo nel paradiso terrestre, la bellezza sarebbe una cosa talmente comune che nessuno ci farebbe più caso, e dunque anche la paura si azzererebbe...
Invece, avendo la fortuna (o per qualcuno la sfortuna..) di vivere in questo mondo dove ci è permesso di sperimentare picchi diversi (estrema bellezza, estrema paura) comporta che siamo in continuo movimento fra alti e bassi, ed è questo che genera la vita. Senza movimento, senza moti dell'anima, potremmo anche essere nella bellezza suprema che saremmo morti...

Astral 08-03-2008 17.55.08

Purtroppo la bruttezza, la soffenza, la povertà, esistono perchè spesso non si è sufficentemente consapevoli e grati del dono della bellezza, di abbondanza, di salute.

Se invece di accorgerci ( tramite la paura) di quello che abbiamo quando lo stiamo perdendo, l'umanità avesse un grado di consapevolezza superiore all'attuale, riusciremmo a godere anche se tutto fosse bello, invece no. Alla fine non esiste la bellezza, ma le bellezze, e c'è varietà anche nella bellezza stessa.

:C:

Kael 08-03-2008 19.20.15

Citazione:

Originalmente inviato da Astral (Messaggio 50753)
Se invece di accorgerci ( tramite la paura) di quello che abbiamo quando lo stiamo perdendo, l'umanità avesse un grado di consapevolezza superiore all'attuale, riusciremmo a godere anche se tutto fosse bello, invece no.

Il fatto è che, per avere quel grado di consapevolezza superiore in cui si gode di tutto anche se è tutto bello, è proprio la paura che dovremmo com-prendere, prendere dentro, fare propria... sopportarla come diceva Uno. Invece, allontanando la paura costantemente da noi, dicendo che non abbiamo paura, quella consapevolezza non arriva mai...

nikelise 08-03-2008 22.51.15

Sia in Bellezza che in Paura mi permetto di citare uno che ha trattato l'argomento e che ci serve a capire e continuare:
Elemire zolla ,Archetipi:
Una vita sensata e disciplinata e' un'utopia:crede di poter ignorare gli archetipi.
L'uomo ha bisogno di assiomi per la mente e di estasi per la psiche come ha bisogno di cibo per il corpo: estasi ed assiomi possono provenire solo dal mondo degli archetipi.
Ne' bastano estasi lievi, brividi modesti:la psiche cerca la pienezza del panico.
L'uomo vuole perodicamente smarrirsi nella foresta primigenia degli archetipi.
Lo fa quando sogna, ma i sogni non bastano.
Deve sparire da sveglio,rapito da un archetipo in pieno giorno....omissis.
Quando simbolo ed emozione si congiungono, forma e materia di un plesso solo, un archetipo e' imminente.
Soltanto uno spirito meditativo s'accorge di queste congiunzioni,che i piu' subiscono ciecamente''.

Afrodite e' l'archetipo della bellezza:armonia ,paura ,terrore i sentimenti che suscita ,
movimento ma anche paura di smarrirsi ,possibilita' di perdersi serve dunque anche un ''antidoto'',un sistema per venirne fuori,serve un percorso che consenta di ritornare a casa con il bello che si e' intravisto, di non rimanere bloccati.
Per far questo jung ha chiesto aiuto ad un altro mito quello di Ermes , il dio che segnala la via ,che sta sui confini delle cose.
Entra qui un'altro stato che tutti abbiamo provato :
la nostalgia: il ritorno con dolore o il dolore del ritorno (nostos ritorno algia dolore)

Astral 09-03-2008 09.46.35

OFF

Scusa ma non riesco proprio a capire perchè fai il copia ed incolla identici dello stesso topic, senza citare troppo i trattati, non riesci un po' a spiegare a parole tue?fiori.gif

Le discussioni su paura e bellezza (2 topic) anche se si agganciano partono da due riflessioni diverse. Capisco che è più facile fare un copia ed incolla, però credo che se si sta in un forum per discutere, si dovrebbe cercare di integrare le risposte degli altri utenti?

Forse mi sbaglio?leggo.gif

Grey Owl 09-03-2008 10.15.06

Ermes è pure l'interprete, svolge il ruolo di messaggero e quindi anche da interprete dei messaggi degli dei presso gli uomini. Rimane quindi una figura al confine tra gli dei e gli uomini. Messaggero e viaggiatore quindi, ma anche oratore e cantastorie, porta i messaggi tramite i sogni.

La nostalgia è un sentimento di tristezza per la lontananza fisica (e non) dalla cosa amata. Fatta un'esperienza di sublime bellezza ecco che inevitabilmente l'allontanarci da essa fà nascere in noi la nostalgia,
Ermes crea un ponte tra l'uomo e la sublime bellezza, lenisce coi suoi messaggi la nostalgia.

nikelise 09-03-2008 12.48.14

Ad Astral : sono pigro!

Uno 10-03-2008 12.34.12

Off topic
Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 50775)
Ad Astral : sono pigro!

Mi permetto di dire che non è solo pigrizia, ma non è questa la sede adatta per sviscerare la dinamica, magari in apposito thread che riprenderà alcune cose già almeno in parte detti.
:C:

nikelise 10-03-2008 12.44.39

Concordo e credo che anche questo nuovo thread sara' interessante.

griselda 10-03-2008 19.01.22

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 50726)
.... proviamo un sentimento di vero stupore per qualcosa di estremamente bello siamo come all'apice dell'orgasmo...

... come c'è la paura di toccare un bambino piccolo quando non lo si è mai fatto.....

E' una questione di proporzioni, tanto più una cosa mi affascina tanto più ne ho paura, tanto più passa la paura tanto più quella cosa rimane bella ma non nello stesso modo in cui era prima.

Mi hanno molto colpita le tue parole Uno ed è davvero così, ripensando a quando ho visto per la prima volta mio figlio ... non si può descrivere quello che ho provato e la paura di toccarlo di prenderlo in braccio...come se potessi rompere un incantesimo di tanta bellezza.
Cos'è che ci fa predere la paura che vedo anche come una sorta di rispetto incommensurabile, non credo sia solo l'abitudine, cosa fa si che mi sia dimenticata di tutti quei momenti incommensurabili? piango.gif Perchè non ho saputo trattenerli in me e me li sono persa? piango.gifpiango.gif Ah poterli trattenere Vivi per sempre nel cuore che cosa meravigliosa sarebbe. Rimanere coscienti di tutto questo sarebbe altro che bellezza!
abbraccio:

dafne 11-03-2008 16.34.36

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 50726)
Dire che la bellezza non è accompagnata proporzionalmente dalla paura è come dire sono ubriaco ma ho il completo controllo su di me.
Non è facilmente razionalizzabile la cosa, ma anche fermandosi solo all'inizio di questo arduo compito potremmo dire che nel momento in cui proviamo un sentimento di vero stupore per qualcosa di estremamente bello siamo come all'apice dell'orgasmo sappiamo già che da li possiamo solo "ridiscendere" ed ecco che subentra la paura, paura che in realtà c'era già, come c'è la paura di toccare un bambino piccolo quando non lo si è mai fatto, come c'è la paura di rompere un bell'oggetto di cristallo, cosa che invece non capita se abbiamo in mano una comune lampadina.
Quindi dipende da quando noi percepiamo la bellezza e quindi diamo importanza ad essa e quanto distanti ne siamo... ecco perchè un tramonto non ci da gli stessi problemi.
Questi fatti sono esempi per la ragione, ma la dinamica non è limitata al contatto fisico... se nulla mi tocca, se a nulla do valore non avrò mai questi "problemi".
Certo il lavoro su stessi e quel campo di battaglia a cui accennavamo sopra presuppone che la battaglia si cerchi di vincerla e che si sia in grado di sopportare sempre più la Magnificenza, ma negare il terrore che questa deve provocare per essere tale equivale a non essere ubriachi dell'esempio sopra.
Forse chi ha una vaga idea di cosa sia (tra l'altro non tanto spiegata dalla scienza ufficiale) la sindrome di Stendhal comprende quello che sto cercando di dire.
E' una questione di proporzioni, tanto più una cosa mi affascina tanto più ne ho paura, tanto più passa la paura tanto più quella cosa rimane bella ma non nello stesso modo in cui era prima.

..

Non sono sicura di aver capito, o meglio, razionalmente il ragionamento fila, eccome se fila, ho paura di una cosa bella anche nel senso che ho paura di perderla o di rovinarla si? Eppure c'è qualcosa che non mi suona.
Forse perchè sono abituata a considerare la bellezza in termini fisici, un bell'oggetto, una bella persona una bella macchina. Un bambino piccolo secondo me è più di di bello è emozionante, stupefacente. Però è vero, dopo un pò ci si abitua alla bellezza e ci si stupisce meno. Forse però più che paura lo definirei timore reverenziale (anche qui penso sia un problema di ternmini perchè per me la paura ha sempre una valenza negativa)
Non sò se attinente ma mi è capitato di guardare una persona e di vederla, ai miei occhi, bellissima, anche se in realtà non lo è, mi è capitato di sperimentare una gioia folle e immensa gratitudine, nel preciso momento in cui questa persona si è allontanata un pò ho avuto la sensazione di una luce che si abbassava, come le candele quando cominciano a spegnersi. Avrei voluto tenerla vicina vicina,non volevo se ne andasse, questa può essere la paura di cui si parla? Quello che mi ha aiutato quando se n'è andata davvero (spero di non essere troppo smielosa) è stato il pensiero che in qualche modo io fossi riuscita a vedere, a sentire la sua parte più profonda, più bella e più vera. Sapere che mi basta chiudere gli occhi per rivivere quello stato di lucentezza dissolve un pò la tristezza per non averla più accanto. Anche se non basta. Perchè dimentichiamo tutto così in fretta?
Non so forse stò mescolando troppe cose ma la bellezza fisica una volta mi urtava(sisi ok lo ammetto..invidia..icon_mrgr: ) adesso mi rendo conto che fermarsi alla bellezza esteriore non mi è mai bastato, anche se negarne il fascino è semplicemente sciocco.
però ecco, la paura legata alla bellezza continua ad essere un concetto che mi sfugge, una cosa bella per sua natura, appunto di armonia, non dovrebbe dare gioia? Mi ripeto lo so ma l'unica vera paura che riesco ad individuare è la paura di perdere tale bellezza o di non poterla possedere, allora si passa al passo successivo, il vero bello è qualcosa che trascende il fisico e tale bellezza "semplicemente" non si può possedere. Perchè crucciarsi allora? nonso.gif
martello.: scusate, sò de coccio lo so

nikelise 12-03-2008 11.45.52

Dafne prova ad inserire su google
''eterno femminino'' ,vedrai quante str....e nella storia della letteratura da Circe ad oggi hanno fatto letteralmente a pezzi i loro uomini.
Come vuoi che non ci sia da parte nostra e nell'immaginario collettivo maschile la paura del fascino paralizzante della donna?
Se poi leggi quello che dice piu' Elemire Zolla a proposito della ricerca e del bisogno di panico da parte della psiche umana ....
Piuttosto per quanto riguardo Voi donne ,rispondendo alla Tua domanda sul nesso tra paura e bellezza, forse e' vero quello che dice Carla sulla diversa influenza di Afrodite sulla donna rispetto all'uomo.

dafne 12-03-2008 12.13.16

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 49962)
Si parla della bellezza femminile e si esplorano i limiti delle possibilita' di autocontrollo dell' uomo quando si e' ''toccati' da questa.
Ma io ho letto il libro ed ho avuto tempo di pensarci,
non volevo rovesciare tutto quanto in questa sede.
Per questo mi sono fermato.
Spero di non aver dato altra impressione .
Se e' cosi' mene scuso.

riparto da qui
la bellezza della donna in cui l'uomo si perde..in cui si vuole perdere
poi dopo parli di bellezza a 360 gradi e li mi sono persa.
la donna non si perde nella bellezza dell'uomo? secondo me si.
Ho come la sensazione rileggendo tutti i post che si siano toccati argomenti diversi.
Allora, bellezza fisica? Non ne sono indifferente ma non è sufficiente per farmi "perdere", cosa che invece mi sembra accada facilmente ai maschietti. Ma questa è una mia proiezione, è l'aver vissuto l'esperienza del "non sei bella per cui non ti calcolo" e l'averla presa come una regola. Forse questo è stato il mio campo di battaglia, arrendermi all'evidenza che il bello E' BELLO punto, a discapito di tutti i miei ragionamenti e che se un uomo si ferma al bello fuori (vale anche per le signore però eh diavolo.g: ) probabilmente perchè è nel fuori che vive la maggioranza della sua esistenza. Pace.
Poi invece si parla di bellezza a 360°. Oibò, qui sorgerebbe il problema di dire cos'è il bello dentro, ma anche questo è un discorso inutile perchè esiste una bellezza universale e una bellezza personale, soggettiva. Già sviscerato altrove l'argomento Di fronte a questa bellezza si prova paura, timore, dolore anche. Un pò per l'intensità che tale bellezza ci dà nelle sue emanazioni e un pò perchè com'è arrivata può anche sparire e forse qui c'è l'altra grande battaglia, l'altalenare tra il bisogno di allontanarsi per sopportare meglio le vibrazioni e il bisogno di possederle, di integrarle. Questo a mio avviso accade ancora quando si è in fase di battaglia, quando si è lontani dal proprio centro. Quando si è centrati e si è armonici non solo, credo, la bellezza, l'armonia ci saluta da ogni cosa ma quando qualcosa di veramente bello ci colpisce riusciamo ad assorbirlo e a sopportarlo meglio. Forse perchè finalmente siamo belli invece che cercare di diventarlo...
Però sinceramente Nike dopo tanti post non ho ancora capito bene qual'è la domanda che vuoi fare, o il concetto che vuoi sviscerare, è come se volessi dire una cosa ma non lo fai..
perdono, sai com'è, troppi caffè icon_mrgr:
:C:

griselda 12-03-2008 13.06.34

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 50927)
Se poi leggi quello che dice piu' Elemire Zolla a proposito della ricerca e del bisogno di panico da parte della psiche umana ....

Questa frase mi ha colpito Nike potresti gentilmente allargare il concetto?
fiori.gif

nikelise 12-03-2008 13.20.52

Scusa manca un ''sopra'' , ''piu' sopra''cioe' quello che ho riportato nel post dell'8 marzo a proposito di bellezza e paura.

griselda 12-03-2008 13.26.34

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 50935)
Scusa manca un ''sopra'' , ''piu' sopra''cioe' quello che ho riportato nel post dell'8 marzo a proposito di bellezza e paura.

Capisco la tua pigrizia Nike perchè lo sono anche io icon_mrgr:
ma anche così non ci arrivo non riesco ad entrare in quelle parole magari se riuscissi a fare un esempio terra terra io lassù non ci prendo.
:C:

nikelise 12-03-2008 13.51.43

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 50767)
Sia in Bellezza che in Paura mi permetto di citare uno che ha trattato l'argomento e che ci serve a capire e continuare:
Elemire zolla ,Archetipi:
Una vita sensata e disciplinata e' un'utopia:crede di poter ignorare gli archetipi.
L'uomo ha bisogno di assiomi per la mente e di estasi per la psiche come ha bisogno di cibo per il corpo: estasi ed assiomi possono provenire solo dal mondo degli archetipi.
Ne' bastano estasi lievi, brividi modesti:la psiche cerca la pienezza del panico.
L'uomo vuole perodicamente smarrirsi nella foresta primigenia degli archetipi.
Lo fa quando sogna, ma i sogni non bastano.
Deve sparire da sveglio,rapito da un archetipo in pieno giorno....omissis.
Quando simbolo ed emozione si congiungono, forma e materia di un plesso solo, un archetipo e' imminente.
Soltanto uno spirito meditativo s'accorge di queste congiunzioni,che i piu' subiscono ciecamente''.

Afrodite e' l'archetipo della bellezza:armonia ,paura ,terrore i sentimenti che suscita ,
movimento ma anche paura di smarrirsi ,possibilita' di perdersi serve dunque anche un ''antidoto'',un sistema per venirne fuori,serve un percorso che consenta di ritornare a casa con il bello che si e' intravisto, di non rimanere bloccati.
Per far questo jung ha chiesto aiuto ad un altro mito quello di Ermes , il dio che segnala la via ,che sta sui confini delle cose.
Entra qui un'altro stato che tutti abbiamo provato :
la nostalgia: il ritorno con dolore o il dolore del ritorno (nostos ritorno algia dolore)


Una vita sensata e disciplinata e' un'utopia...
La psiche cerca la pienezza del panico....
Afrodite e' un'archetipo della bellezza , nella bellezza ci si perde e per questo fa paura ,terrorizza.

griselda 12-03-2008 14.10.10

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 50940)
Una vita sensata e disciplinata e' un'utopia...
La psiche cerca la pienezza del panico....
Afrodite e' un'archetipo della bellezza , nella bellezza ci si perde e per questo fa paura ,terrorizza.

Allora vediamo se ti seguo :
La nostra psiche ha bisogno di panico per sentirsi piena ( e questo non lo capisco, non capisco il perchè abbia bisogno di ciò a meno che si nutra di quegli ormonii che produce la paura) quindi anche se io mi ci metto d'impegno siccome ne ha bisogno mi ci fa ritrovare dentro lo attira in modo che lei possa sentirsi piena.
Quindi la psiche cerca la bellezza perchè è fonte di panico di cui si nutre.
Per l'archetipo di Afrodite non so come la intendi da uomo, io posso solo pensare nel momento in cui la incarno cosa posso diventare, qualcosa che da potere piacere ma allo stesso tempo paura e terrore di perdere ciò ma anche di ciò che potrei fare.
Booooh
:C:

dafne 12-03-2008 14.26.42

ehm
non sò ma questa cosa che la psiche cerca la bellezza per nutrirsi del panico che produce suona e non suona...forse cerca il panico perchè ha bisogno di quella scossa che la può portare oltre ma allo stesso tempo non mi quadra.Nel senso che non può essere alla sola ricerca del panico.. E se cercassimo la bellezza in quanto riflesso della luce dello spirito? E in quanto tale percependo seppur di riflesso tale luce ci spaventiamo di tale forza, pur non conoscendola? :U
Mai letto un altro splendido mito, quello di Amore e Psiche?
Dove Psiche è tanto bella da diventare la Venere in terra e questa cosa urta talmente Venere che decide di condannarla a un terribile destino. Magari qui è OT ma varrebbe la pena raccontare anche questo
:C:

griselda 12-03-2008 14.43.03

Non lo so Daf giro a vuoto pure io.
Allora cerco di guardare dentro di me vediamo che ne esce.
Mamma mia quando faccio così poi vado OT.
Allora vediamo.
Quando mi innamoro di qualcosa è perchè in essa vengo risucchiata dalla sua bellezza, che possa essere un figlio, un tramonto, un uomo. Sono innamoramenti diversi, ma in tutti c'è una sospensione del pensiero in noi quell'attimo che ti fa mancare il fiato, che ti fa battere il cuore come non mai che ti fa sentire viva e partecipe della vita. Senti dentro un cambiamento in quegli attimi potresti fare cose che in altri momenti non saresti in grado di fare, una specie di esaltazione di carica di forza non saprei come altro dire, niente limiti.
E' come se i tuoi motori andassero al massimo, senza nessun risparmio energetico.
La paura e il terrore sono il dopo? Quando il tutto ridiscende al normale limite comune? Quando si ritorna in basso e si perde la bellezza che in quel momento provavamo? Allora la bellezza in quel momento era la nostra.
Non so altro non mi viene.
fiori.gif

nikelise 12-03-2008 16.16.04

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 50726)
Dire che la bellezza non è accompagnata proporzionalmente dalla paura è come dire sono ubriaco ma ho il completo controllo su di me.
Non è facilmente razionalizzabile la cosa, ma anche fermandosi solo all'inizio di questo arduo compito potremmo dire che nel momento in cui proviamo un sentimento di vero stupore per qualcosa di estremamente bello siamo come all'apice dell'orgasmo sappiamo già che da li possiamo solo "ridiscendere" ed ecco che subentra la paura, paura che in realtà c'era già, come c'è la paura di toccare un bambino piccolo quando non lo si è mai fatto, come c'è la paura di rompere un bell'oggetto di cristallo, cosa che invece non capita se abbiamo in mano una comune lampadina.
Quindi dipende da quando noi percepiamo la bellezza e quindi diamo importanza ad essa e quanto distanti ne siamo... ecco perchè un tramonto non ci da gli stessi problemi.
Questi fatti sono esempi per la ragione, ma la dinamica non è limitata al contatto fisico... se nulla mi tocca, se a nulla do valore non avrò mai questi "problemi".
Certo il lavoro su stessi e quel campo di battaglia a cui accennavamo sopra presuppone che la battaglia si cerchi di vincerla e che si sia in grado di sopportare sempre più la Magnificenza, ma negare il terrore che questa deve provocare per essere tale equivale a non essere ubriachi dell'esempio sopra.
Forse chi ha una vaga idea di cosa sia (tra l'altro non tanto spiegata dalla scienza ufficiale) la sindrome di Stendhal comprende quello che sto cercando di dire.
E' una questione di proporzioni, tanto più una cosa mi affascina tanto più ne ho paura, tanto più passa la paura tanto più quella cosa rimane bella ma non nello stesso modo in cui era prima.

etc etc........

Eppure qui era chiaro .
Panico e paura vanno di pari passo.
Aggiungerei che il panico proviene anche dallo smarrimento (o sradicamento) della propria realta' una volta che ci accostiamo al bello....realta' che poi andra' in qualche modo recuperata attraverso un'' ritorno'' con dolore, da qui in poi ci sara' in noi l'altro stato:quello della nostalgia del divino intravisto.
Mai provato?

griselda 12-03-2008 16.56.55

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 50950)
Eppure qui era chiaro .
Panico e paura vanno di pari passo.
Aggiungerei che il panico proviene anche dallo smarrimento (o sradicamento) della propria realta' una volta che ci accostiamo al bello....realta' che poi andra' in qualche modo recuperata attraverso un'' ritorno'' con dolore, da qui in poi ci sara' in noi l'altro stato:quello della nostalgia del divino intravisto.
Mai provato?

Mamma mia Nike adesso quoti pure Uno? Ho letto sopra non manco anche di rileggere.
Un dialogo strano il tuo, limite mio per carità, ma non posso rispondere alla tua domanda visto che non ho inquadrato il tutto.
:C:

nikelise 12-03-2008 17.05.35

Gia' forse hai ragione, ma questo post ormai ha 5 pagine...e allora siccome sono pigro....

Ray 12-03-2008 22.52.14

Visto che a quanto pare il discorso bellezza-panico legato all'aforisma iniziale sta girando su se stesso, provo a proporre un'altra frase che può ampliare o semplicemente spostare il discorso, anche a seguito di alcune considerazioni di Dafne.

Bello
non è bello
che il tempo di guardarlo.
Nobile
è subito anche bello.

Sono versi di Saffo e per me hanno una duplice valenza: il contenuto e la forma che lo veicola... forma di una bellezza che lascia stupiti (e fa presagire il panico)

Uno 13-03-2008 09.55.08

Ci riprovo usando altre forme.
Facciamo l'esempio di un aspirapolvere, poniamo che noi siamo l'aspirapolvere che ingurgita il mondo, il mondo delle impressioni, tra queste c'è la bellezza.
La Magnificenza della Bellezza è quella che ci lascia senza fiato (lo diminuisce), nell'esempio la possiamo immaginare come un oggetto talmente grande (non rigido però, avete presente quando aspirate un tessuto che si mette di traverso?) che non passa per la bocchetta dell'aspiratore, se la cosa finisse così non potremmo assorbire questa bellezza.
Ecco che subentra il panico (che se ci pensate ti toglie il respiro, cioè nell'esempio spegne un momento il motore dell'aspirapolvere) che di pari passo lavora con la paura di non saper accogliere quella Magnificenza.
Una volta spenta l'aspirazione (a che aspiri? Le parole sono tutte "magicamente" collegate, è affascinante ed illuminante studiarle) ecco che che si riesce (non sempre dipende da molti altri fattori) a trovare il modo perchè il tessuto (trama, ordito, dell'universo, continuo a giocare con le parole) possa essere assorbito.
Ecco anche perchè sopra dicevo che se una cosa è Magnifica, se la Bellezza è tale non può essere assorbita senza questi processi, in tal caso o noi abbiamo la bocchetta talmente grande da non percepire più quella cosa come bellezza o almeno non tanto magnifica, oppure è la bellezza non abbastanza grande da abbagliarci, o lontana da arrivare potente ma diluita (l'esempio del tramonto).

o.t.
Il discorso non è chiuso e neanche sta girando su se stesso finchè tutti non hanno compreso avendone la voglia.... e finchè essendoci questi che ne hanno la voglia quelli che hanno compreso (o almeno credono) non sono in grado di agevolare gli altri alla comprensione. Può darsi che sia il caso di lasciar sedimentare, ma liquidare la faccenda perchè se ne è parlato tanto è il fallimento di una prova con se stessi.

stella 13-03-2008 10.42.49

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 50974)
La Magnificenza della Bellezza è quella che ci lascia senza fiato (lo diminuisce), nell'esempio la possiamo immaginare come un oggetto talmente grande (non rigido però, avete presente quando aspirate un tessuto che si mette di traverso?) che non passa per la bocchetta dell'aspiratore, se la cosa finisse così non potremmo assorbire questa bellezza.
Ecco che subentra il panico (che se ci pensate ti toglie il respiro, cioè nell'esempio spegne un momento il motore dell'aspirapolvere) che di pari passo lavora con la paura di non saper accogliere quella Magnificenza.

La bellezza è l'armonia a cui tutti aspiriamo, la mancanza di respiro che ci dà la bellezza è anche quella inadeguatezza a contenerla tutta dentro di noi, e il panico di non essere all'altezza di poterla reggere...
A me fa questo effetto: quando vedo la bellezza in un'opera d'arte o in una persona o nella natura, è tanto perfetta che non mi sembra reale, sembra un miracolo che va oltre l'umano, si prova come una vertigine e nello stesso tempo si vorrebbe fermare il tempo...

nikelise 13-03-2008 10.43.33

Ok, pero prima di intervenire bisogna leggere quello che precede, anche se si tratta di 5 pag. o no?

griselda 13-03-2008 11.21.47

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 50974)
Ci riprovo usando altre forme.
Facciamo l'esempio di un aspirapolvere, poniamo che noi siamo l'aspirapolvere che ingurgita il mondo, il mondo delle impressioni, tra queste c'è la bellezza.
La Magnificenza della Bellezza è quella che ci lascia senza fiato (lo diminuisce), nell'esempio la possiamo immaginare come un oggetto talmente grande (non rigido però, avete presente quando aspirate un tessuto che si mette di traverso?) che non passa per la bocchetta dell'aspiratore, se la cosa finisse così non potremmo assorbire questa bellezza.
Ecco che subentra il panico (che se ci pensate ti toglie il respiro, cioè nell'esempio spegne un momento il motore dell'aspirapolvere) che di pari passo lavora con la paura di non saper accogliere quella Magnificenza.
Una volta spenta l'aspirazione (a che aspiri? Le parole sono tutte "magicamente" collegate, è affascinante ed illuminante studiarle) ecco che che si riesce (non sempre dipende da molti altri fattori) a trovare il modo perchè il tessuto (trama, ordito, dell'universo, continuo a giocare con le parole) possa essere assorbito.
Ecco anche perchè sopra dicevo che se una cosa è Magnifica, se la Bellezza è tale non può essere assorbita senza questi processi, in tal caso o noi abbiamo la bocchetta talmente grande da non percepire più quella cosa come bellezza o almeno non tanto magnifica, oppure è la bellezza non abbastanza grande da abbagliarci, o lontana da arrivare potente ma diluita (l'esempio del tramonto).

o.t.
Il discorso non è chiuso e neanche sta girando su se stesso finchè tutti non hanno compreso avendone la voglia.... e finchè essendoci questi che ne hanno la voglia quelli che hanno compreso (o almeno credono) non sono in grado di agevolare gli altri alla comprensione. Può darsi che sia il caso di lasciar sedimentare, ma liquidare la faccenda perchè se ne è parlato tanto è il fallimento di una prova con se stessi.

Ci riprovo.
Quindi, Uno, si potrebbe anche dire che se ho paura a rispondere a questo thread, ma per me sento che è importante, la bellezza sta nel farlo?
Grazie Uno per la pazienza. abbraccio:

Uno 13-03-2008 12.02.46

Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 50976)
Ok, pero prima di intervenire bisogna leggere quello che precede, anche se si tratta di 5 pag. o no?

Certo, ma non era questo il caso, 5 pagine non sono poi tante su una cosa su cui ci si potrebbero scrivere libri... oppure bastare 10 parole, possiamo parlare solo con quelli a cui bastano 10 parole, oppure scrivere libri che la gente ama possedere senza esserne padrona. Io tento di prendere il meglio dalle due cose, non sempre riesco, ma non deve dipendere da me.

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 50978)
Ci riprovo.
Quindi, Uno, si potrebbe anche dire che se ho paura a rispondere a questo thread, ma per me sento che è importante, la bellezza sta nel farlo?
Grazie Uno per la pazienza. abbraccio:

No così stai facendo il contrario, la paura già c'è e vuoi cercare la bellezza, una motivazione (che un vecchio cantautore suonerebbe con "Pè fà la vita meno amara"). Diverso se questo 3d ti affascina e di pari passo hai paura di quello che ti fa capire.
Lo so che sembra la stessa cosa di quello che hai scritto tu o che potresti non esserti espressa come volevi, invece quello che hai scritto è ciò che vedi.

RedWitch 13-03-2008 12.06.30

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 50974)
.............
Una volta spenta l'aspirazione (a che aspiri? Le parole sono tutte "magicamente" collegate, è affascinante ed illuminante studiarle) ecco che che si riesce (non sempre dipende da molti altri fattori) a trovare il modo perchè il tessuto (trama, ordito, dell'universo, continuo a giocare con le parole) possa essere assorbito.
Ecco anche perchè sopra dicevo che se una cosa è Magnifica, se la Bellezza è tale non può essere assorbita senza questi processi, in tal caso o noi abbiamo la bocchetta talmente grande da non percepire più quella cosa come bellezza o almeno non tanto magnifica, oppure è la bellezza non abbastanza grande da abbagliarci, o lontana da arrivare potente ma diluita (l'esempio del tramonto).


Il panico quindi lavora in un certo senso da "filtro"? Permette fermando la macchina di poter assorbire l'assorbibile poichè quel qualcosa di troppo grande non puo' passare completamente non potendolo reggere?
Non mi è ben chiaro se "una volta fermata l'aspirazione" si riferisce all'azione immediata del panico sulla macchina (nell'esempio) o se "una volta fermata la macchina", si intende a lavoro finito (nell'esempio finisco di pulire il pavimento e spengo la macchina) .

Quello che diceva Daf, sul possedere la bellezza qualche post sopra, e quando Stella dice "si vorrebbe fermare il tempo", è in un certo senso brama, il voler fermare , possedere qualcosa che non posso possedere.. (se così fosse anche se è Ot, mi sarebbero anche un po' più chiari i motivi che possono scatenare gli attacchi di panico, basta sostituire bellezza con vita, paura di vivere, che genera il panico, il non voler lasciare scorrere a causa di un eccessivo attaccamento...). e se si riuscisse a non voler possedere la bellezza, a quel punto cosa cambierebbe?

Provo con un esempio.. incontro per la prima volta delle persone, un incontro a cui tengo tanto, il momento dell'incontro è bellissimo, forte e al tempo stesso spaventoso, tanto che poi ricordando (quel poco che mi è rimasto impresso di quei momenti), riesco a ritrovare anche se diluite le stesse emozioni. Significa che qualcosa (il tessuto) è passato e che il panico ha filtrato quel momento troppo bello ed intenso per me?
La volta successiva che incontro le stesse persone, seppur l'incontro è molto bello ed emozionante proporzionalmente ho meno paura ..

Grey Owl 14-03-2008 00.07.56

Si è vero panico e paura vanno di pari passo, insorge il panico nel momento di smarrimento, di perdita di "riferimenti" consueti. Quando ci si sente sradicati dalla propria realtà quando viviamo quell'intensa emozione di fronte al Bello, al Magnifico. Pare il tempo fermarsi come in quel brevissimo istante tra inspirazione e l'espirazione.

Il panico è perdita di riferimenti, di ragione, in quel momento ogni certezza cade e si rimane sospesi. Il desiderio di possedere la bellezza porta ad avvicinarsi ad essa, ma poi accade che la Bellezza sia troppa, si cerca di accettarla (farla a pezzetti) per possederla ma essa sfugge. La Bellezza fà paura perchè annulla. Ci si allontana quindi dalla bellezza ed insorge la nostalgia, il dolore dell'allontanamento perchè il seppur minimo ricordo di lei ci strazia per non averla vissuta totalmente, il non aver superato la paura di morire in Lei, di fonderci nella Bellezza.

cassandra 06-04-2008 21.09.44

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 50974)
Ci riprovo usando altre forme.
Facciamo l'esempio di un aspirapolvere, poniamo che noi siamo l'aspirapolvere che ingurgita il mondo, il mondo delle impressioni, tra queste c'è la bellezza.
La Magnificenza della Bellezza è quella che ci lascia senza fiato (lo diminuisce), nell'esempio la possiamo immaginare come un oggetto talmente grande (non rigido però, avete presente quando aspirate un tessuto che si mette di traverso?) che non passa per la bocchetta dell'aspiratore, se la cosa finisse così non potremmo assorbire questa bellezza.
Ecco che subentra il panico (che se ci pensate ti toglie il respiro, cioè nell'esempio spegne un momento il motore dell'aspirapolvere) che di pari passo lavora con la paura di non saper accogliere quella Magnificenza.
Una volta spenta l'aspirazione (a che aspiri? Le parole sono tutte "magicamente" collegate, è affascinante ed illuminante studiarle) ecco che che si riesce (non sempre dipende da molti altri fattori) a trovare il modo perchè il tessuto (trama, ordito, dell'universo, continuo a giocare con le parole) possa essere assorbito.
Ecco anche perchè sopra dicevo che se una cosa è Magnifica, se la Bellezza è tale non può essere assorbita senza questi processi, in tal caso o noi abbiamo la bocchetta talmente grande da non percepire più quella cosa come bellezza o almeno non tanto magnifica, oppure è la bellezza non abbastanza grande da abbagliarci, o lontana da arrivare potente ma diluita (l'esempio del tramonto).

o.t.
Il discorso non è chiuso e neanche sta girando su se stesso finchè tutti non hanno compreso avendone la voglia.... e finchè essendoci questi che ne hanno la voglia quelli che hanno compreso (o almeno credono) non sono in grado di agevolare gli altri alla comprensione. Può darsi che sia il caso di lasciar sedimentare, ma liquidare la faccenda perchè se ne è parlato tanto è il fallimento di una prova con se stessi.

Premetto ironicamente di aver letto le 5 pagine icon_mrgr:
Molta roba devo metabolizzarla meglio,ma una domanda nasce spontanea..con tutto quello che hai descritto su c'entra la messa a fuoco?l'incapacità di mantenere la concentrazione su noi e contemporaneamente sull'oggetto bellissimo?da qui il panico e quell' effetto potente che la bellezza procura..
:C:

Uno 06-04-2008 23.54.05

Citazione:

Originalmente inviato da RedWitch (Messaggio 50980)
Il panico quindi lavora in un certo senso da "filtro"? Permette fermando la macchina di poter assorbire l'assorbibile poichè quel qualcosa di troppo grande non puo' passare completamente non potendolo reggere?

proprio filtro non mi sembra preciso, fermi l'assorbimento perhcè non può passare tutto, fermandolo riesci ad avvolgere meglio il tessuto in modo che possa passare, semmai il filtro è il diametro del tuo "tubo"
Quote:

Non mi è ben chiaro se "una volta fermata l'aspirazione" si riferisce all'azione immediata del panico sulla macchina (nell'esempio) o se "una volta fermata la macchina", si intende a lavoro finito (nell'esempio finisco di pulire il pavimento e spengo la macchina) .
no, non è finito il lavoro così, se ti fermi subito dopo il panico al prossimo giro sei da capo.
Quote:


Quello che diceva Daf, sul possedere la bellezza qualche post sopra, e quando Stella dice "si vorrebbe fermare il tempo", è in un certo senso brama, il voler fermare , possedere qualcosa che non posso possedere.. (se così fosse anche se è Ot, mi sarebbero anche un po' più chiari i motivi che possono scatenare gli attacchi di panico, basta sostituire bellezza con vita, paura di vivere, che genera il panico, il non voler lasciare scorrere a causa di un eccessivo attaccamento...). e se si riuscisse a non voler possedere la bellezza, a quel punto cosa cambierebbe?
In questo caso anche se la sensazione è di dover fermare il tempo in realtà dovremmo noi accelerarci, in tal modo tutto il resto rallenta
Quote:

Provo con un esempio.. incontro per la prima volta delle persone, un incontro a cui tengo tanto, il momento dell'incontro è bellissimo, forte e al tempo stesso spaventoso, tanto che poi ricordando (quel poco che mi è rimasto impresso di quei momenti), riesco a ritrovare anche se diluite le stesse emozioni. Significa che qualcosa (il tessuto) è passato e che il panico ha filtrato quel momento troppo bello ed intenso per me?
La volta successiva che incontro le stesse persone, seppur l'incontro è molto bello ed emozionante proporzionalmente ho meno paura ..
esatto, perdi un pò la bellezza dell'impatto del nuovo, ma vivi di più la cosa

Citazione:

Originalmente inviato da cassandra (Messaggio 51827)
Premetto ironicamente di aver letto le 5 pagine icon_mrgr:
Molta roba devo metabolizzarla meglio,ma una domanda nasce spontanea..con tutto quello che hai descritto su c'entra la messa a fuoco?l'incapacità di mantenere la concentrazione su noi e contemporaneamente sull'oggetto bellissimo?da qui il panico e quell' effetto potente che la bellezza procura..
:C:

No con il focalizzare parliamo di trovarci noi una posizione favorevole scegliendola se siamo in grado, qua invece non ci è possibile scegliere in tal senso (se non anestetizzandoci, possiamo per esempio rifiutare la bellezza o le brutture) la bellezza, la magnificenza ci impatta e noi possiamo solo sopportarla più o meno.

cassandra 08-04-2008 13.11.11

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 51834)

No con il focalizzare parliamo di trovarci noi una posizione favorevole scegliendola se siamo in grado, qua invece non ci è possibile scegliere in tal senso (se non anestetizzandoci, possiamo per esempio rifiutare la bellezza o le brutture) la bellezza, la magnificenza ci impatta e noi possiamo solo sopportarla più o meno.

Grazie Uno,quindi per riuscire a sopportarla,come dici tu, ci vuole essenzialmente tanta energia,aumentando questa,aumenta anche la velocità e quindi mano mano anche il grado di sopportazione.. booh.gif

cassandra 08-04-2008 13.27.59

:H
Citazione:

Originalmente inviato da nikelise (Messaggio 50609)
Allora una provocazione :siamo sicuri che '' il principe azzurro'' corrisponda per le donne ad un'esigenza di bellezza ?
Io credo di no.
Per tornare alla mitologia, Afrodite sposa Efesto, il fabbro brutto e storpio ma ha come amante Ares il dio della guerra ,il piu' antipatico tra gli dei, il meno amato, l'attaccabrighe.......dalla loro unione pero' nasce una bambina che si chiama Armonia.



Scusate se non ho multicitato..Io la vedo così,Afrodite sceglie Efeso perchè razionalmente (principio maschile)vuole delle qualità che lui ha,in più sicurezza,fiducia,stabilità..ma non essendo il suo opposto,avverte che qualcosa manca e lì entra in gioco la parte emotivo-istintiva (non sono sicura se entrambe ma se non lo scrivo,non posso essere corretta:H ),(principio femminile),che sceglie Ares,lo accoglie..cosa che non è successa con Efeso (probabilmente complementare)e dalla loro unione di opposti nasce la piccola Armonia..
Io Armonia la traduco con equilibrio,l'unione degli opposti la genera,qui come in ogni cosa..riuscire a conoscere,sopportare ed amare al tempo stesso ciò che percepiamo come non nostro,come staccato,come contrario anche se in realtà non lo è..genera armonia.
:C:


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