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eremita 15-04-2008 23.02.08

Salve, ho letto l'articolo e il thread ma mi rimane una curiosità.
Il buddismo è una via della mano destra o sinistra?
Non mi sembra disciplinato come per esempio la religione cattolica, però non mi sembra neanche di poterlo inserire sulle vie della mano sinistra.
Possiamo considerarla una via di mezzo?
Grazie :)

Grey Owl 16-04-2008 02.00.58

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 52129)
l'energia sessuale è quella che ci permette di vivere, quella che ci viene donata (praticamente sempre inconsapevolmente, altrimenti altro che scintille....) dai nostri genitori alla nascita e che dovremmo imparare a gestire, elaborare etc...

Riceviamo in dote dai nostri genitori l'energia che ci permette di vivere, durante la nostra crescita questa energia sessuale dovremmo imparare a gestire.
Innanzitutto Il primo passo è quello di riconoscerla, poi una volta conosciuta sarà possibile gestirla e magari potrà essere aumentata.

Ray 16-04-2008 12.15.35

Citazione:

Originalmente inviato da eremita (Messaggio 52205)
Salve, ho letto l'articolo e il thread ma mi rimane una curiosità.
Il buddismo è una via della mano destra o sinistra?
Non mi sembra disciplinato come per esempio la religione cattolica, però non mi sembra neanche di poterlo inserire sulle vie della mano sinistra.
Possiamo considerarla una via di mezzo?
Grazie :)

Benvenuto/a eremita. Per come la vedo io il buddismo, quando intrapreso come Via, andrebbe annoverato tra quelle della mano destra. In ogni caso quali sono gli elementi che ti hanno fatto pensare ad una via di mezzo?

Ray 16-04-2008 12.17.39

Citazione:

Originalmente inviato da Grey Owl (Messaggio 52214)
Riceviamo in dote dai nostri genitori l'energia che ci permette di vivere, durante la nostra crescita questa energia sessuale dovremmo imparare a gestire.
Innanzitutto Il primo passo è quello di riconoscerla, poi una volta conosciuta sarà possibile gestirla e magari potrà essere aumentata.

Questo è un punto importante... può essere aumentata? Oppure quella è e quella ci giochiamo e quindi ogni quantità piccola o grande che sprechiamo è andata?
Poi, ammettendo che sia rinnovabile, in che senso aumento? Nel senso che possiamo convogliarne di più nell'unità di tempo e/o nel senso di accumulo?

Grey Owl 17-04-2008 00.31.20

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 52236)
Questo è un punto importante... può essere aumentata? Oppure quella è e quella ci giochiamo e quindi ogni quantità piccola o grande che sprechiamo è andata?
Poi, ammettendo che sia rinnovabile, in che senso aumento? Nel senso che possiamo convogliarne di più nell'unità di tempo e/o nel senso di accumulo?

Dire che si, può essere aumentata. Se riceviamo in dote dai nostri genitori l'energia che ci permette di vivere vuol dire che questa dote è una parte dell'energia sessuale dei nostri genitori, vuol dire che non sarà mai uguale (maggiore) di quella in loro possesso sennò nel concepimento ne sarebbero privati del tutto causando la loro morte (estremizzo). Se parte di questa dote a mia volta la "cedo" ai miei figli essa sarà ridotta ulteriormente. Seguendo questo ragionamento nel giro di qualche generazione la dote è finita.

Ritengo che nella vita questa dote possa essere utilizzata ed investita per farla fruttare al meglio ed un domani riceverne gli utili. Se invece la si spreca in mille rivoli si rimane in uno stato di dormiveglia, un sopravvivere col motore al minimo col rischio che s'ingolfi.

L'energia sessuale è intesa come l'energia vitale che ci mantene vivi, attraverso il Lavoro è possibile raffinare energie più "basse" oppure assorbire energie vitali direttamente. Per fare questo bisogna che la fabbrica umana non spechi la poca energia che ha a disposizione e che la ottimizzi. Una volta riorganizzata la fabbrica umana, essa potrà produrre e gestire questa energia.
Normalmente la fabbrica umana spreca quasi tutta l'energia, alla fine non gli resta che dormire in attesa di nuova energia da sprecare.
Non credo che si possa accumulare energia sessuale oltre un certo limite ( come se fossimo pile ricaricabili) anche se ho letto che secondo la medicina tradizionale cinese l'energia vitale risiede nei reni.

Ritengo che nell'atto del concepimento s'immette un surplus di energia vitale che avviene mediante l'unione delle energie vitali dei genitori che la trasmetteranno al figlio. Se i genitori concepiscono un figlio con partecipazione (consapevoli dell'atto) ritengo che l'energia vitale data in dote al figlio sarà di maggior qualità.

eremita 17-04-2008 23.14.33

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 52235)
Benvenuto/a eremita. Per come la vedo io il buddismo, quando intrapreso come Via, andrebbe annoverato tra quelle della mano destra. In ogni caso quali sono gli elementi che ti hanno fatto pensare ad una via di mezzo?

Mi sembra che il buddismo sia una filosofia che lascia liberi, quindi non come le vie della mano destra, ma non tanto come le vie della mano sinistra.
Forse ho capito male.

Ray 18-04-2008 00.29.02

Citazione:

Originalmente inviato da eremita (Messaggio 52301)
Mi sembra che il buddismo sia una filosofia che lascia liberi, quindi non come le vie della mano destra, ma non tanto come le vie della mano sinistra.
Forse ho capito male.

Beh, certamente il buddismo è più tollerante per certe cose, soprattutto se lo confrontiamo con religioni quali il cristianesimo o l'islam, però quando parliamo di vie nn credo dovremmo farne tutt'uno con le religioni o le filosofie. Come dire che poso essere cristiano e non seguire alcuna via... seguire una Via è farlo in modo consapevole (o cercare di farlo), è seguire un metodo per ottenere un certo risultato. Il cristianesimo può forse indicarne una, il buddismo anche, ma per come sono impostate le cose modernamente farei delle distinzioni.

Seguire una via, destra o sinistra che sia, prevede in qualche modo di starci dentro, quindi dei limiti nel percorrere. Di fare certi passi e non certi altri che esulerebbero dalla via (proprio come le vie fisiche, le strade)... in qualunque modo siano fatte se sto nella via non è che posso scorazzare per il campo in ogni direzione. Quindi su quel "lasciare liberi" avrei dei dubbi.
Poi credo sia vero che ci sono strade più larghe all'inizio e strade subito strettine, ma penso che prima o poi, di qua o di la, la strettoia tocca.

Uno 18-04-2008 11.49.34

Mah, sul tollerante ci sarebbe da discutere, quello di oggi è tollerante anche perchè non ha altro mezzo per sopravvivere, comunque non è questo che determina l'appartenenza ad una Via o l'altra.
Il Buddismo è una Via della mano destra, non dobbiamo farci "fregare" dal fatto che venga definita la via di mezzo, quello è riferito ad altro.
Stiamo parlando di un Buddismo praticato, non ideologico tanto per dire "io sono buddista", bastano solo i precetti dell'ottuplice sentiero per accorgersi di quanto sia destro il Buddismo, rimanendo nel classico senza vedere le varie forme (per esempio lo Zen), sette e scuole (tutte della mano destra).

stella 18-04-2008 17.14.04

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 52191)
Sembra brutta da dire ma è così, in ogni caso per ognuno durante la vita ci sono svariati punti cruciali di scelta... anche se raramente si vedono la possibilità non è preclusa a nessuno fino alla fine.
Un punto molto importante è che non ci arriverà mai l'occasione che ci aspettavamo, questo "frega" e spiazza quasi tutti.

Infatti dobbiamo sapere noi se siamo nella via oppure di quanto ci siamo scostati...
I punti cruciali di scelta ci sono, certe volte non si vedono o non si vogliono vedere...
da un vicolo cieco si può uscire soltanto ripercorrendo a ritroso quel tratto di strada fino a che ci si ritrova sulla via principale, ma deve essere una scelta personale...
Aspettare l'occasione vuol dire non fare nulla per poi poter dire non ho avuto l'occasione...
Ma seguire una via è una questione di scelta e di rinunce, per questo di solito ci si accontenta dei compromessi o ci si illude di essere ancora sulla via maestra....

cassandra 26-04-2008 13.25.54

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 29511)
Proviamo uno sforzo di immaginazione:
Immaginiamo un binario che gira in tondo come i trenini giocattolo dei bambini e una galleria che incenerisce e fonde ricreando su nuovi stampi.
Sul trenino ci siamo noi dentro dei palloncini di adeguata misura incollati al vagone, attraverso una cannuccia possiamo inspirare aria che possiamo espirare all'interno del palloncino o ancora fuori, la cannuccia non può essere chiusa, se non ad una certa pressione tramite valvola.
Ci siamo?
Ogni volta che aspiriamo aria se decidiamo di soffiarla dentro gonfiamo il palloncino, se la soffiamo fuori (cioè la usiamo nel mondo) il palloncino non si gonfia ma dato che la cannuccia è sempre aperta tra una boccata e l'altra il palloncino si sgonfia potrebbe quasi soffocarci se arriviamo al minimo (ed quello che succede a chi rivolge troppo e solo fuori l'attenzione) o a non riuscire più a prendere in bocca la cannuccia.
Se invece continuiamo a prendere aria da fuori ed immetterla dentro arriviamo ad un punto in cui la valvola si chiude... e con l'ultima aria che abbiamo nei polmoni possiamo far scoppiare il palloncino prima di finire sotto la galleria.

Si capiscono le sostituzioni no?
la ferrovia è la vita
la galleria è la morte
l'aria e la cannuccia sono le vie e le energie...
il palloncino è il non essere liberi, e scoppiarlo è diventare liberi, liberati (e c'è un perchè a questa forma passiva... senza l'aria....)
se che sia via umida o secca ci fermiamo sempre a mezza via, quel tanto che non scoppia e quel tanto che non soffochiamo... rimaniamo dentro il palloncino.

Spero che sia chiaro, modestamente come metafora prende molte cose interessanti oltre quelle che ho scritto.

Torno indietro per vedere se mi avvicino al succo..in sostanza quello che ho capito sulla base anche di alcune esperienze fatte ultimamente,è che se reagisco ad uno stimolo,usando l'energia all'esterno,anche se avevo iniziato a gonfiarlo da mesi (per dire..)si sgonfia di nuovo e devo ricominciare..faccio un esempio,una situazione mi fa paura (anche se inconsciamente),non la trattengo,non la reggo e la scarico urlando magari,o dicendo cose che mi alleggeriscono in quel momento..se avessi mantenuto il punto,se fossi riuscita a non reagire avrei mosso qualcosa,avrei fatto un passo avanti verso l'obbiettivo di riempire il palloncino, per liberarmi (anche dai soliti schemi..), che invece torna sgonfio perchè non ho compiuto lo sforzo nella giusta direzione...cioè mettendo l'aria dentro di me,usando la pressione per gonfiarmi, anzichè gonfiare il mondo con l'energia che potrei impiegare per perfezionarmi..Quindi dico bene se penso che nel secco dovremo imparare a non reagire sprecando..e nell'umido bisognerebbe andare fino in fondo,come toccare.. anzicchè sfiorare soltanto?
si capisce?
:C:

Uno 28-04-2008 02.12.04

Citazione:

Originalmente inviato da cassandra (Messaggio 52570)
Quindi dico bene se penso che nel secco dovremo imparare a non reagire sprecando..e nell'umido bisognerebbe andare fino in fondo,come toccare.. anzicchè sfiorare soltanto?
si capisce?

Nell'umido bisognerebbe sprecare tutto fino a rimanere senza energia in modo che al vuoto totale, per effetto della de-pressione sia risucchiata la nostra parte più vera per prima, a quel punto una volta vista la sappiamo riconoscere (più precisamente non la perderemo di vista, salvo una ri-caduta) anche quando si riformerà sopra il vestito necessario a vivere.
Nel secco è la stessa cosa, solo accumuliamo, risparmiamo etc... fino allo scoppio che poi porta al vuoto che è lo stesso della Via di sinistra.

Kael 15-08-2009 16.28.35

Un interessante allegoria su quale Via intraprendere è il Cammino di Santiago de Compostela, meta di pellegrini per visitare la tomba di Giacomo il Maggiore fin dal Medioevo.

Il Cammino nasce come rappresentazione fisica di un percorso interiore. Il Sentiero di San Giacomo è il percorso simbolico che ognuno dovrebbe fare in se stesso, una strada lunga e faticosa, piena di insidie e pericoli, che però alla fine nasconde un prezioso tesoro.

Nel Medioevo le strade erano due, la via terrestre (secca) la più lunga e faticosa, che però ognuno poteva anche percorrere da solo, e la via marittima (umida) per la quale era necessario affidarsi ad un Saggio marinaio per resistere alle tempeste e alle difficoltà che il mare poteva scatenare....

Molti Saggi, assicura Fulcanelli, sono giunti a Compostela senza essere mai usciti dal loro laboratorio....

Kael 16-08-2009 15.57.59

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 52652)
Nell'umido bisognerebbe sprecare tutto fino a rimanere senza energia in modo che al vuoto totale, per effetto della de-pressione sia risucchiata la nostra parte più vera per prima, a quel punto una volta vista la sappiamo riconoscere (più precisamente non la perderemo di vista, salvo una ri-caduta) anche quando si riformerà sopra il vestito necessario a vivere.
Nel secco è la stessa cosa, solo accumuliamo, risparmiamo etc... fino allo scoppio che poi porta al vuoto che è lo stesso della Via di sinistra.

Riflettevo su questo e mi chiedevo perchè non possa avvenire il contrario (che forse apparentemente sembrerebbe anche più logico), cioè che quello che di energia ne ha poca (il "deserto") sprecasse quella poca che ne ha per giungere subito a questo "vuoto", mentre la palude risparmiasse per scoppiare subito, avendone già tanta.
Forse dipende dalle strutture per cui una palude è più incline ad usare e un deserto a risparmiare?

Uno 01-09-2009 17.04.41

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 72451)
Riflettevo su questo e mi chiedevo perchè non possa avvenire il contrario (che forse apparentemente sembrerebbe anche più logico), cioè che quello che di energia ne ha poca (il "deserto") sprecasse quella poca che ne ha per giungere subito a questo "vuoto", mentre la palude risparmiasse per scoppiare subito, avendone già tanta.
Forse dipende dalle strutture per cui una palude è più incline ad usare e un deserto a risparmiare?

Tra un povero ed un ricco chi farebbe più fatica (o per meglio dire, dovrebbe rompere un meccanismo) per andare sul lastrico?

Kael 05-09-2009 13.24.20

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 73265)
Tra un povero ed un ricco chi farebbe più fatica (o per meglio dire, dovrebbe rompere un meccanismo) per andare sul lastrico?

Beh sicuramente un ricco, ma se alla fine è il cappello di Harry Potter a scegliere, a noi interessa poco conoscere i suoi parametri... L'importante è aver fede, e fare.

Ah.. ho sentito parlare anche di un'altra via, la via del povero la chiamano, o via breve, tanto che sembrerebbe bastino solo 4 giorni per percorrerla... E' una via pericolosissima comunque perchè si procede totalmente alla "cieca", non ci sono indicazioni, solo alla fine del quarto giorno si può aprire il vaso e scoprire com'è andata la cottura... E' assimilabile ad una delle tre via precedentemente descritte o è una via totalmente a sè?

Falketta 01-01-2010 19.13.35

Citazione:

Originalmente inviato da falco (Messaggio 47634)
Qualche anno fa' facevo parte(o frequentavo)di una Scuola di Crescita personale,ora abbastanza conosciuta..
....
Ho fatto diversi Seminari,ed ero contenta di quello che facevo,ogni giorno svolgevo i miai "esercizi" e m'impratichivo...
....
Anche perche' quando ci ho pensato,e' vero che ogni allievo ha il Maestro (diciamo) che si merita,ma il conto in banca continuava a calare,con la scusa di Dare per Avere,Eheheheh!(Ho dato un calcio al secchio)
Faccio notare che ho fatto delle bellissime esperienze e che mi hanno fatto conoscere molte cose,quindi dico che sono stata contenta di aver fatto parte di quella Scuola..
....
Da' un'eccesso all'altro....
direi che sto' dormendo...sonno.gif

Ecco, potrei averle scritte io queste cose. Sono uscita da una Scuola di Crescita Personale dopo anni, più si andava avanti più la faccenda era costosa... in più stavo osservando nel gruppo dinamiche, condizionamenti, dipendenza psicologica dalla maestra.
Sono uscita senza particolari rimorsi e rimpianti a ottobre 2008. Ho vissuto un periodo di repulsione e rifiuto per tutto. Ero molto sfiduciata.
Ho poi provato ad andare avanti da sola con letture e meditazioni, ma, come ho trovato scritto anche da altri, tutto così va molto lentamente... anzi, ho vissuto per mesi completamente fuori dal mio centro e proiettata verso l'esterno.
Ora mi trovo alle prese con uno strato di me spesso e doloroso che ho contattato recentemente. Sto lavorando con un supporto a livello psicologico. Ma la pulsione a cercare altro c'è... controbilanciata da una certa sfiducia. Vedo altre persone inserite in scuole o gruppi... e mi sembra di rivedere dai loro racconti lo stesso film da cui sono uscita un anno fa. Mah... nonso.gif

dafne 02-01-2010 01.35.44

Ci riprovo...questa discussione mi risulta ostica come quella su opposti e contrari...piango.gif

Allora, via secca e via umida.
Non riesco a cogliere le cartteristiche perchè se alla via secca associo la rimuncia e il contenere e si citano eremiti e tibetani ci sono..poi però trovo che la via umida è quella degli eccessi..anche in negativo..tipo i digiuni... e allora mi perdo.

Provo a fare qualche domanda, si tratta di caratteristiche che riguardano l'energia? Quindi se la persona è "umida " tenderà ad arrabbiarsi molto o a disperarsi tanto o a cadere facilmente e frequentemente, ad esempio, nell'entusiasmo? Posso associarla a una persona estroversa ad esempio? (un esempio di Via umida?)

Nel caso di persona "secca" invece si tratta di persona sempre molto contenuta? che non cade in grandi furori e nemmeno in grandi gioie? Un introverso?
Una via avete detto che è il buddismo, lo sono anche le altri grandi religioni considerando il fatto che hanno precisi dogmi e precetti? (mi stò incasinando con quel "arrivare all'eccesso" della via umida che stò leggendo un pò come un faiciòchevuoi...)

E' qiualcos'altro vero?
Perchè a me capita di cadere spesso negli eccessi ma so anche trattenere se decido di farlo, che sia un digiuno o un limitare certe necessità, mi è capitato di riuscirci e credo che riesca a molti quindo non riesco proprio a definire le caratteristiche delle due correnti...ufff...mi aiutate?

Uno 02-01-2010 11.48.43

Daf non è una questione di persone o comunque non è il giusto modo di vedere la cosa, ma di metodo.
Mettiamo che dobbiamo applicare questa cosa del secco e dell'umido per imparare a mangiare il giusto mentre ora mangiamo troppo, cioè scoprire la giusta percezione del rapporto tra noi ed il cibo.
Se seguissimo una ia secca ci metteremmo a dieta stretta finchè il nostro corpo non si abituasse a ridurre l'esigenza emotiva di cibo. Dopo un certo periodo il corpo si abituerà a mangiare il giusto anche siamo di fronte ad un pasto luculliano. L'altro approccio, il metodo, la via umida, invece prevede il contrario, in sostanza dovremmo abbuffarci in maniera tale da star praticamente male in modo che comunque nel corpo rimane impressa tale memoria e nei prossimi pasti si ascolta.

Questo è un esempio impreciso della faccenda, ho parlato di corpo e di memoria del corpo, nelle Vie secche ed umide si cerca un risultato che pur potendo comprendere anche risultati corporei va oltre.... comunque l'esempio dovrebbe rendere l'idea.

Falketta 02-01-2010 12.06.38

Perdona Uno, ma sinceramente la cosa risulta un pò difficile da comprendersi anche per me: il contenere della via della mano destra non significa repremere, giusto?
E l'eccedere della via della mano sinistra è uno sperimentare all'estremo?
Poche idee e anche confuse piango.gif

Uno 02-01-2010 12.21.34

Citazione:

Originalmente inviato da Falketta (Messaggio 79007)
Perdona Uno, ma sinceramente la cosa risulta un pò difficile da comprendersi anche per me: il contenere della via della mano destra non significa repremere, giusto?
E l'eccedere della via della mano sinistra è uno sperimentare all'estremo?
Poche idee e anche confuse piango.gif

No, certo, non è reprimere. Questo è il problema per cui molti cercando di seguire una Via della mano destra in realtà non ci riescono e si creano molti problemi, poi c'è il discorso di tutte le manifestazioni di dissenso verso queste Vie da parte di chi le ha comprese male appunto.

Se decidi di metterti a dieta e seguendo le indicazioni di un dietologo, mangi quelle "miserie" che ti dice in due secondi con voracità, quando le hai finite rimani con la fame e reprimi. Diverso se ti metti a tavola con calma, assapori i cibi con calma, cerchi di sentirne di più il gusto, l'odore etc... quando avrai finito ciò che "ti spetta" per quel pasto sarai sicuramente sazia e non hai represso.

Anche l'altro lato, le Vie della mano sinistra lavorano in modo simile, l'eccesso senza consapevolezza non serve a nulla, può dare risultato per due giorni, fino al bisogno del prossimo eccesso. Tra l'altro le Vie della mano sinistra sono più difficili da seguire, occorre maggiore autocontrollo.
Per capirci, l'abbuffata "fatale" dovresti farla nella stessa maniera in cui fai il pasto che ti sazia perfettamente.

In entrambi i casi, basterebbe una sola volta compiere l'azione corretta e giusta per non averne più bisogno, in realtà siccome è impossibile riuscirci al primo colpo (parlo dell'Opera, in piccole cose in cui si è portati ci si può riuscire) bisogna provare più volte, ma una sola è quella che conta alla fine.

'ayn soph 12-04-2010 10.57.45

Non so se è stato già detto (sinceramente non mi sono riletto tutto e non sapevo dove postare) ma lo ritengo importante per vederci più chiaro.
Nella via Secca tutto il materiale o Fuoco è già disponibile diciamo come lascito o eredità (sono esempi) e quindi non ci rimarrebbe che prenderne visione e interagire. Nella via umida contrariamente si dovrebbe attingere all'elemento terra onde estrarvi l'elemento acqua quindi attraverso la volontà concentrare lo stesso al punto di fare accendere la fiammella dell'elemento fuoco. Lo dico in questi termini dato la mia comprensione passa per questi significati e vi trova un riscontro diversamente non identificabile.

Uno 12-04-2010 12.04.26

Ma si che ti sei letto tutto Ayn... icon_mrgr: non c'è mica nulla di disonorevole a dirlo :H

Comprendo ciò che vuoi dire e da un certo punto di vista è anche giusto eppure non è proprio preciso al 100%.
Se così fosse la Via Secca non potrebbe aver tradizione, cioè ognuno che vi si incamminasse sarebbe un ramo morto non potendo lasciare in eredità tutto o parte del fuoco consumato.

Come giustamente hai detto, l'umido si ricava da basso allo stesso modo come il fuoco ereditato si può con molta pazienza e piccoli risultati ravvivare dall'alto.

'ayn soph 12-04-2010 12.16.26

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 83757)
Ma si che ti sei letto tutto Ayn... icon_mrgr: non c'è mica nulla di disonorevole a dirlo :H

Comprendo ciò che vuoi dire e da un certo punto di vista è anche giusto eppure non è proprio preciso al 100%.
Se così fosse la Via Secca non potrebbe aver tradizione, cioè ognuno che vi si incamminasse sarebbe un ramo morto non potendo lasciare in eredità tutto o parte del fuoco consumato.

Come giustamente hai detto, l'umido si ricava da basso allo stesso modo come il fuoco ereditato si può con molta pazienza e piccoli risultati ravvivare dall'alto.

A parte la lettura o meno non è questo che mi interessa ma il 100% che tu affermi potrebbe essere falsato, qui si parla di vie che si intraprendono ma forse sarebbe più corretto dire della via in cui si nasce. Poi forse si può cambiare (non credo) ma se vi si nasce significa che la dobbiamo scoprire e fare nostra non intraprenderla nel senso di sceglierla dato che si anche detto che è lei che sceglie noi (questo me lo ricordo a mente icon_mrgr: ).
Quindi la tua affermazione se permetti non è corretta ovvero la via è il fiume noi i natanti, quando il natante arriva al mare è arrivato, l'altro che procede dopo è un'altra storia ma il fiume o la via rimane. :@@

Uno 12-04-2010 12.46.43

Citazione:

Originalmente inviato da 'ayn soph (Messaggio 83758)
ma il 100% che tu affermi potrebbe essere falsato

Certamente, ognuno può valutare con la propria mente e le proprie esperienze....
Citazione:

qui si parla di vie che si intraprendono ma forse sarebbe più corretto dire della via in cui si nasce. Poi forse si può cambiare (non credo) ma se vi si nasce significa che la dobbiamo scoprire e fare nostra non intraprenderla nel senso di sceglierla dato che si anche detto che è lei che sceglie noi (questo me lo ricordo a mente icon_mrgr: ).
Quindi la tua affermazione se permetti non è corretta ovvero la via è il fiume noi i natanti, quando il natante arriva al mare è arrivato, l'altro che procede dopo è un'altra storia ma il fiume o la via rimane. :@@
Il fatto che si intraprenda o ci si nasca è ininfluente, una predisposizione non è sinonimo di limite.

'ayn soph 12-04-2010 21.29.17

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 83761)
Certamente, ognuno può valutare con la propria mente e le proprie esperienze....


Il fatto che si intraprenda o ci si nasca è ininfluente, una predisposizione non è sinonimo di limite.

Anche se non c'entra direttamente vorrei chiederti cosa ne pensi del fatto che si dice o circola che non tutti avrebbero un anima e che io traduco con non tutti sono attratti dalla spiritualità e quindi non riescono a completare un anima. (non so se si capisce), cmq come si diceva o dicevo c'è chi intraprende la via umida e chi la secca ora tra i primi sembra che vi prendano parte coloro di cui parlavo sopra ovvero di chi come si dice, non è nato con la camicia, ma che con opportuni procedimenti ci riesca. Non so se ho spiegato.


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