Ermopoli

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Lion 10-05-2009 13.05.19

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 68465)
Se tu mentre ricapitoli sei condizionato dalla tua situazione emotiva di ora, ancora non stai ricapitolando, cioè non vivi (rivivi) la situazione in maniera pulita come dovrebbe essere.
Un piccolo parametro potrebbe essere che nelle vicende passate (come quelle presenti) non può esserci sempre tristezza o sempre gioia, se è così vuol dire che qualcosa non va, che abbiamo creato intorno a noi una cappa che ci filtra tutti gli avvenimenti ma non ce li fa vivere realmente (ciò che con la ricapitolazione tenteremmo di fare con quelli passati).

Quindi per riuscire a ricapitolare veramente bisogna in un certo senso essere "liberi" dalle emozioni del momento? Ma se io in tutto e per tutto di quello che faccio sono condizionato dal mio passato, e quindi come dici anche tu si è venuta a creare una cappa che filtra tutti gli avvenimenti presenti, come posso esser "libero" per poter ricapitolare?nonso.gif Iniziando a ricapitolare? Che chiaramente all'inizio sarò condizionato da questa cappa.., però poi con il tempo e la ricapitolazione, si scioglieranno delle cose che man mano mi faranno esser più "libero", e quindi in grado di ricapitolare bene veramente.

Uno 10-05-2009 13.13.54

Citazione:

Originalmente inviato da Lion (Messaggio 68466)
Che chiaramente all'inizio sarò condizionato da questa cappa.., però poi con il tempo e la ricapitolazione, si scioglieranno delle cose che man mano mi faranno esser più "libero", e quindi in grado di ricapitolare bene veramente.

Esatto, nessuno inizia perfettamente, sullo stesso episodio di norma ci si deve tornare più volte, volte che generalmente sono proporzionali alla nostra pratica della ricapitolazione e più importante da quanto man mano ci liberiamo dalla "cappa".
D'altro canto ci liberiamo dalla "cappa" sempre più quanto sempre più riusciamo a ricapitolare.

Ovviamente anche nel quotidiano bisognerebbe cercare di vivere in maniera tale da non aver bisogno di ricapitolare... ma anche questo è utopico all'inizio di un percorso interiore.

Lion 10-05-2009 13.32.30

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 68468)
Esatto, nessuno inizia perfettamente, sullo stesso episodio di norma ci si deve tornare più volte, volte che generalmente sono proporzionali alla nostra pratica della ricapitolazione e più importante da quanto man mano ci liberiamo dalla "cappa".
D'altro canto ci liberiamo dalla "cappa" sempre più quanto sempre più riusciamo a ricapitolare.

Ovviamente anche nel quotidiano bisognerebbe cercare di vivere in maniera tale da non aver bisogno di ricapitolare... ma anche questo è utopico all'inizio di un percorso interiore.

Quindi mi sa che bisogna solo iniziare a ricapitolare..
Ma una domanda, che magari può essere stupida, si può aver paura di ricapitolare?? O più precisamente, si può aver paura di ricapitolare certi eventi? Chiaramente non tutti. Quindi come fare?

jezebelius 10-05-2009 15.09.47

Citazione:

Originalmente inviato da Lion (Messaggio 68469)
Quindi mi sa che bisogna solo iniziare a ricapitolare..
Ma una domanda, che magari può essere stupida, si può aver paura di ricapitolare?? O più precisamente, si può aver paura di ricapitolare certi eventi? Chiaramente non tutti. Quindi come fare?

Mi unisco alla domanda, cercando comunque di dare una risposta per quanto ci ho capito.
In effetti una sorta di paura c'è, si pone come un muro che non vorrebbe farci entrare in una zona dove risiedono particolari emozioni, talvolta anche di notevole intensità e con un carico non indifferente.
Per questo, forse, la quantità posta, lasciata, in un settore, quel settore, allo stesso tempo fa anche da ostacolo, visto che la " ricapitolazione" è, secondo me, un forzare per accedere.
Da ciò potrebbe venire una la paura di " rivivere" un episodio che abbiamo appositamente sepolto.


Volevo anche chiedere una cosa, cercando di fare una riflessione.
Insomma, quando procedo al recupero di quel che ho lasciato sotto il fango, mi riferisco a qualsiasi situazione, alludendo per esempio ad una " ripassata" alla giornata anche se non riesco a farla totalmente, ed arrivo ad un punto, un episodio particolare, ossia dove probabilmente ho lasciato qualcosa, avverto una specie di " movimento interiore" ( non so come spiegare ),all'altezza del torace approssimativamente; mi pare di localizzarlo tra il torace e lo stomaco
Da ciò, è possibile che si tratti in quel caso di un segnale che il recupero è avvenuto o è soltanto una immaginazione dalla quale allontanarsi?
Aggiungo, nel momento del ricapitolare cerco di " essere nuovamente in quel momento" dove, sono conscio di aver lasciato qualcosa di me.
E' esatto procedere in questo - secondo modo e per questo ricollegandomi al primo - oppure va modificato; o anche si modificherà col passare del tempo, definendolo sempre di più attraverso la ricapitolazione? nonso.gif

filoumenanike 10-05-2009 19.51.25

Posso fare una semplice domanda da profana? da dove comincio a ricapitolare, da quale episodio, visto che io me li porto tutti dietro con quasi le stesse emozioni di prima, è come se portassi sempre l'ombrello aperto anche se non piove...

La ricapitolazione, da quello che ho percepito, non dovrebbe essere un processo naturale di rielaborazione di fatti belli o brutti che siano avvenuti nel corso del tempo? e una volta avvenuta, ammesso che ci si riesca, si dovrebbe guardare al passato con distacco, senza particolari emozioni coinvolgenti, liberi di pensare al solo presente, scevri dalle cicatrici e dall'impronta positiva della vita?

Ray 10-05-2009 23.42.37

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 68473)
Posso fare una semplice domanda da profana? da dove comincio a ricapitolare, da quale episodio, visto che io me li porto tutti dietro con quasi le stesse emozioni di prima, è come se portassi sempre l'ombrello aperto anche se non piove...

Alla fine fine secondo me uno vale l'altro, dato che comunque per di qua o per di là sono tutti collegati.
Però è anche vero che ci sono degli episodi chiave o cardine che in qualche modo fanno da nodo e che si portano dietro una moltitudine di altri (di solito lo stesso episodio su cui abbiamo risbattuto mille volte in modi diversi solo in apparenza). Questi episodi, soprattutto dopo che si è presa un minimo di dimestichezza, in qualche modo spingono per venire lavorati, attirano... ma anche spaventano e a volte si nascondono.
Il mio consiglio tuttavia, che non è detto vada bene per tutti però, è quello di iniziare da qualcosa di relativamente semplice, che non sia stato così determinante ma che comunque abbia lasciato un certo segno... chessò un brutto voto a scuola, uno scivolone per le scale senza gravi conseguenze... cose così. Questo per prendere dimestichezza e per avere un facile riscontro. sono episodi che ricordiamo (non abbiamo rimosso), che hanno un impatto emotivo (e quindi possono, ripassandoli, mostrare se e quanto abbiamo recuperato) ma non sono così "carichi" da causare difficoltà particolari.

Citazione:

Originalmente inviato da filoumenanike (Messaggio 68473)
La ricapitolazione, da quello che ho percepito, non dovrebbe essere un processo naturale di rielaborazione di fatti belli o brutti che siano avvenuti nel corso del tempo? e una volta avvenuta, ammesso che ci si riesca, si dovrebbe guardare al passato con distacco, senza particolari emozioni coinvolgenti, liberi di pensare al solo presente, scevri dalle cicatrici e dall'impronta positiva della vita?

Più che rielaborare si tratta di rivivere. Anzi, a dirla tutta si tratta di viverli, dato che se abbiamo lasciato qualcosa, li abbiamo vissuti solo in parte (a volte scarsissima). La rielaborazione è una cosa che può essere utile in certi casi, soprattutto dopo che si è ricapitolato. Si capiscono un sacco di cose.
Mi rendo conto che detta così si capisce quel che si capisce, ma dopo che a furia di provare si riesce almeno un po', diventa assai più chiaro.

Lion 11-05-2009 00.49.47

Ma può essere che la ricapitolazione avvenga anche in maniera naturale, nel senso che viene spontanea senza che uno si metta lì a pensare?
Mi spiego meglio.. Mi capita spesso, soprattutto in primavera quando ci sono in giro odori di tutte le piante in fiore, che sentendo un determinato profumo provi una sensazione che nella maggior parte dei casi non riesco a ricollegare da dove viene e quindi non capisco perchè mi fa provare quell'emozione, altre volte invece sì e riesco a sapere da dove arriva quel ricordo. E' come se l'odore mi ricolleghi ad una situazione, in cui probabilmente ho lasciato una parte di me, e perciò deve esser ricapitolata. Quindi per associazione ed in maniera spontanea, una parte di me mi dice che devo ricapitolare su questa cosa, per risolverla.
A me sembra come che qualcosa dentro, mi dica che devo ricapitolare su quell'evento e quindi poter esser "libero" da esso.

Ray 11-05-2009 11.51.30

Citazione:

Originalmente inviato da Lion (Messaggio 68480)
Ma può essere che la ricapitolazione avvenga anche in maniera naturale, nel senso che viene spontanea senza che uno si metta lì a pensare?
Mi spiego meglio.. Mi capita spesso, soprattutto in primavera quando ci sono in giro odori di tutte le piante in fiore, che sentendo un determinato profumo provi una sensazione che nella maggior parte dei casi non riesco a ricollegare da dove viene e quindi non capisco perchè mi fa provare quell'emozione, altre volte invece sì e riesco a sapere da dove arriva quel ricordo. E' come se l'odore mi ricolleghi ad una situazione, in cui probabilmente ho lasciato una parte di me, e perciò deve esser ricapitolata. Quindi per associazione ed in maniera spontanea, una parte di me mi dice che devo ricapitolare su questa cosa, per risolverla.
A me sembra come che qualcosa dentro, mi dica che devo ricapitolare su quell'evento e quindi poter esser "libero" da esso.

Può darsi che determinati ricordi affiorino "naturalmente" alla coscienza per via di associazioni varie, anche da stimoli esterni, come nel tuo esempio.
Ma questo non significa che vengano anche ricapitolati naturalmente, affiorano e basta. Per ricapitolare è necessario farlo non avviene da se, sennò questi ricordi, così come sono affiorati, si reimmergono.

stefano 11-05-2009 12.51.05

quel recuperare energia lasciata all'epoca, quel chiudere i conti può ricondursi al fatto di non ripetere l'esperienza esteriormente (proprio identica) in futuro o no secondo voi?
mi spiego meglio:
mi sono accorto che determinate situazioni nella mia esperienza si ripropongono di fatto "identiche" esteriormente parlando (non so per dire comprare un paio di occhiali o cambiare auto o un battibecco particolare)
mi sono anche accorto che in quei pochi casi in cui ho avuto un diverso approccio (più pieno)all'episodio successivamente non è avvenuto.
c'è correlazione o sono fuori strada completamente?

Lion 11-05-2009 18.09.41

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 68488)
Può darsi che determinati ricordi affiorino "naturalmente" alla coscienza per via di associazioni varie, anche da stimoli esterni, come nel tuo esempio.
Ma questo non significa che vengano anche ricapitolati naturalmente, affiorano e basta. Per ricapitolare è necessario farlo non avviene da se, sennò questi ricordi, così come sono affiorati, si reimmergono.

No no, infatti. Dicevo che dopo devono essere ricapitolati. Però è come un segnale che mi viene da dentro, un avviso su cosa ricapitolare.

Ray 11-05-2009 19.45.45

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 68497)
quel recuperare energia lasciata all'epoca, quel chiudere i conti può ricondursi al fatto di non ripetere l'esperienza esteriormente (proprio identica) in futuro o no secondo voi?
mi spiego meglio:
mi sono accorto che determinate situazioni nella mia esperienza si ripropongono di fatto "identiche" esteriormente parlando (non so per dire comprare un paio di occhiali o cambiare auto o un battibecco particolare)
mi sono anche accorto che in quei pochi casi in cui ho avuto un diverso approccio (più pieno)all'episodio successivamente non è avvenuto.
c'è correlazione o sono fuori strada completamente?

Non si capisce... per la prima parte sembra esserci correlazione, per la seconda sembri fuori strada completamente... il guaio è che le dai equivalenti.

Se ricapitoli un'esperienza poi non ne hai più bisogno, nel senso che non potrà ricapitarti proprio identica.
Però se anche sei maggiormente presente ad una di queste ripetizioni non significa che hai ricapitolato le precedenti. Insomma i due piccioni con una fava in sto caso non li pigli, se parliamo di ricapitolazione tocca passare tutto ciò che abbiamo vissuto sognando (ossia praticamete tutto), se parliamo di appproccio più pieno, bon, andrebbe ricercato comunque.

dafne 11-05-2009 20.15.40

Non ho capito che cosa s'intende per "non provare emozioni" riferito ad una corretta ricapitolazione.

Delle volte mi è capitato di pensare a dei momenti e di riviverli come se non fossero capitati a me, senza emozioni, in quel caso mi sono un pò spaventata e ho cercato di associare e rivivere delle sensazioni che so comunque di aver provato.

Quelli (rari) erano momenti che avevo vissuto davvero e che quindi non mi generavano alcun tipo di sensazione o non c'entra nulla?

Bon, a ricapitolare ogni tanto provo ma capita sempre che vien su di ttto, dalla rabbia al dolore alla gioia qualche volta...devo lasciare che queste cose affiorino per un numero sufficiente di volte da fargli perdere di incisività o devo in qualche modo rielaborarle?

In pratica, lascio che il film giri da solo o devo diventare di nuovo attrice?

fiori.gif

Uno 11-05-2009 20.43.54

Citazione:

Originalmente inviato da Lion (Messaggio 68469)
Ma una domanda, che magari può essere stupida, si può aver paura di ricapitolare?? O più precisamente, si può aver paura di ricapitolare certi eventi? Chiaramente non tutti. Quindi come fare?

Teoricamente (è da vedere caso per caso) quelli che fanno paura sono quelli in cui c'è di più da ricapitolare. Non li farei per primi ma prima o poi tocca

Citazione:

Originalmente inviato da jezebelius (Messaggio 68472)
avverto una specie di " movimento interiore" ( non so come spiegare ),all'altezza del torace approssimativamente; mi pare di localizzarlo tra il torace e lo stomaco
Da ciò, è possibile che si tratti in quel caso di un segnale che il recupero è avvenuto o è soltanto una immaginazione dalla quale allontanarsi?

Tipo il tuffo della ballerina?
Quote:


Aggiungo, nel momento del ricapitolare cerco di " essere nuovamente in quel momento" dove, sono conscio di aver lasciato qualcosa di me.
Conscio è una parola grossa, se sei conscio di aver lasciato qualcosa si può dire che se non hai ricapitolato hai già fatto il 90% del lavoro.
Questo può essere se affronti un episodio a più riprese tornandoci, ma non sempre

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 68552)
Non ho capito che cosa s'intende per "non provare emozioni" riferito ad una corretta ricapitolazione.

Ti sei persa per strada, dicevo:
"purchè sia chiara la differenza tra avere emozioni indotte dal ricordo per associazione ed emozioni reali, naturali e del momento"

Non ho detto che non bisogna provare emozioni, ma che queste non devono essere una semplice associazione tra la nostra indole e l'episodio.
Come te lo spiego?
Metti che ogni volta che senti una certa musica ti viene da piangere, metti che in quell'episodio che stai cercando di ricapitolare ci sia questa musica, se ti lasci andare a quel piangere ti perdi tutto il resto che c'era in quell'episodio che hai coperto. Per esempio poteva esserci un bambino sul letto che ti suscita invece tenerezza, una crepa sul muro che ti spaventa etc....
Questo è un esempio molto stupido, ma che dovrebbe far capire quanto perdiamo per strada focalizzandoci solo su quello su cui siamo orientati o usando altre parole identificati.
Conscio che non sarà tutto ancora chiarissimo lasciamo the work in progress

jezebelius 11-05-2009 21.02.52

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 68554)

Tipo il tuffo della ballerina?



Conscio è una parola grossa, se sei conscio di aver lasciato qualcosa si può dire che se non hai ricapitolato hai già fatto il 90% del lavoro.
Questo può essere se affronti un episodio a più riprese tornandoci, ma non sempre

A dire il vero, si, hai ragione. Diciamo che mi ricordo - o meglio cerco di ricordare - se in un episodio ho lasciato qualcosa.
In effetti però non ho tantissima energia da ripassare tutto. Mi focalizzo su alcuni episodi che "mi vengono" più evidenti rispetto ad altri. Non riesco sulla totalità, ad esempio, della giornata.

Questo ovviamente posto che quel movimento interiore possa essere interpretato come segnale. Ed in effetti è come il tuffo della ballerina.
Ci pensavo e l'ho osservato da questo punto. Ho cercato di ripassare un episodio e tac è arrivato.
Dunque, può intendersi come parziale recupero o non va bene in questa direzione? Da ciò, se va bene lo si può adottare come ulteriore indicazione che segnala che c'è ancora qualcosa da recuperare in un episodio?
nonso.gif

Sole 11-05-2009 22.23.36

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 68550)
Però se anche sei maggiormente presente ad una di queste ripetizioni non significa che hai ricapitolato le precedenti. Insomma i due piccioni con una fava in sto caso non li pigli, se parliamo di ricapitolazione tocca passare tutto ciò che abbiamo vissuto sognando (ossia praticamete tutto), se parliamo di appproccio più pieno, bon, andrebbe ricercato comunque.

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 44823)
Eh... la risposta non è semplice e la domanda è interessante, in questo teorico caso si, non con la prima forchettata appena attenta, ma iniziando a mangiare consapevolmente si, recuperi tutto quello che hai perso nel tempo pian piano, questo ha anche "la riprova" visibile... mangiando male ti crei una situazione (linea, salute etc) non ottimale, se non deleteria... quando inizi a mangiare meglio, magari non il primo giorno ma piano piano metti sempre più consapevolezza in ciò che mangi finchè non recuperi sia visivamente ma anche energicamente ed il resto.
Inoltre come andare in bicicletta una volta imparata una cosa è tua.... poi se decidi di andare in bicicletta ubriaco è un'altro discorso, quindi nell'esempio puoi anche per qualsiasi motivo ricominciare a mangiare dormendo.
Un'ultimo aspetto della faccenda, ricordiamoci che io potrei da solo in religioso silenzio mangiare con consapevolezza, ma appena accendo la tv, ho ospiti o che altro perdere tutto... nella ricerca di noi stessi dobbiamo arrivare ad avere almeno un minimo di presenza in ogni situazone, questo è ciò che si dice Risveglio, quando è una cosa nostra, ottenuta con la nostra Volontà, finchè capita saltuariamente siamo ancora nelle mani di Orfeo.

il discorso ricapitolazione è ancora enormemente aperto.


In questo post Uno rispondeva ad Astral alla domanda se mangiando oggi più consapevole si ricapitolava le volte che si mangiava inconsapevoli.. e dalla risposta sembra di si. Quindi se il mangiare era solo un esempio e non un caso specifico, non l'ho capito sinceramente, una parte di energia vivendo con presenza la si recupera, certo tutta tutta penso no, va ricapitolato comunque altrimenti rischiamo di raccontarci le favole.

Ray 11-05-2009 22.50.58

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 68567)
In questo post Uno rispondeva ad Astral alla domanda se mangiando oggi più consapevole si ricapitolava le volte che si mangiava inconsapevoli.. e dalla risposta sembra di si. Quindi se il mangiare era solo un esempio e non un caso specifico, non l'ho capito sinceramente, una parte di energia vivendo con presenza la si recupera, certo tutta tutta penso no, va ricapitolato comunque altrimenti rischiamo di raccontarci le favole.

Credo anch'io che la risposta sia piuttosto complessa, soprattutto se tiriamo in ballo cose come mangiare o che comunque compiamo quotidianamente e che sono principalmente legate al corpo e non ci limitiamo ad episodi specifici e determinanti da un punto di vista emotivo (il maggiori recupero e la maggior dispersione è emotiva). In ogni caso, se fosse generalmente possibile recuperare tutto il passato solo con la presenza da adesso in poi, la ricapitolazione sarebbe inutile.
Per non dir del fatto che determinati episodi dovrebbero ricapitarci più volte per recuperare anche quelli passati... sarebbe grottesco sperare di beccare tutta una serie di sberle per poterle vivere consciamente.

Per la cosa del cibo credo giochi molto il discorso abitudine. Alla fin fine quel che perdiamo mangiando male è dovuto all'instaurarsi di un'abitudine che via via che si instaura ci fa perdere sempre di più perchè sempre di più sognamo. Se iniziamo a mangiare consciamente sradichiamo l'abitudine senza sostituirla con un'altra, dato che ogni volta che mangiamo siamo presenti... e quindi ogni volta sarà diverso.
Credo che per cose come queste sia possibile recuperare perchè è un po' sempre la stesas cosa quella che ci siamo lasciati indietro, ossia il fatto stesso di farla da svegli. Però resto dell'idea che se non ricapitolo determinate cose non le recupero in nessun modo. Mettiamo che un certo giorno mangiando sognando abbia provato determinate sensazioni per via del cibo, o mi sia morso la lingua o che... quella roba lì la devo ricapitolare (bon, mi piacerebbe esplorare il tema della ricapitolazione delle min...te; assolutamente necessaria?) o non la recupero proprio. A meno che mangiando non mi capiti che sto per mordermi la lingua, riesco ad evitarlo prchè son sveglino e mi torni su il ricordo di quella volta... ma in sto caso la ricapitolo.
Potrebbe darsi che introdurre l'"abitudine" di mangiare coscientemente si porti su il mangiare generico della mia vita e che ci sia una specie di recupero sottoconscio (nel senso di non del tutto volontario, ma che mi accorgo) di ciò che per analogia vi è legato.

Ma nel dubbio tendo ad escludere la possibilità comoda.

Kael 11-05-2009 23.06.21

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 68497)
quel recuperare energia lasciata all'epoca, quel chiudere i conti può ricondursi al fatto di non ripetere l'esperienza esteriormente (proprio identica) in futuro o no secondo voi?

Si, anche se questa è più una conseguenza che una causa, altrimenti dai e ridai la vita ci sbatterà in faccia sempre la stessa minestra finchè non ci decideremo a mangiarla.

stefano 12-05-2009 11.09.31

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 68577)
Si, anche se questa è più una conseguenza che una causa, altrimenti dai e ridai la vita ci sbatterà in faccia sempre la stessa minestra finchè non ci decideremo a mangiarla.

si è una conseguenza o almeno anch'io la vedo in questo modo.
insomma se non ricapitoli per bene ti si ripresenta altrimenti no.
ma c'è un qualcosa che mi stona.
Mi spiego meglio:
nel momento in cui si ripresenta la situazione identica qual'è secondo voi il messaggio che ciascuno deve comprendere?
riguarda semplicemente la meccanicità inconscia mentale oppure la stessa situazione si ripresenta come "opportunità" per ad esempio essere più forti e amorevoli?
Dico questo perchè a mio avviso se non c'è Amore e perdono nelle situazioni vissute questo crea shock e le parole di Gesù a proposito ritengo siano la chiave di volta.

Sole 12-05-2009 12.08.10

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 68595)

nel momento in cui si ripresenta la situazione identica qual'è secondo voi il messaggio che ciascuno deve comprendere?
riguarda semplicemente la meccanicità inconscia mentale oppure la stessa situazione si ripresenta come "opportunità" per ad esempio essere più forti e amorevoli?

L'una non esclude l'altra secondo me.
Le situazioni non sono sempre uguali identiche ci sono sfumature che ci permettono di capire poi un passaggio in più o un collegamento che non avevamo ancora fatto, in ogni caso ogni esperienza è un'opportunità per crescere e quindi di diventare più forti e coraggiosi. L'inconscio però ci deve rendere più forti e coraggiosi laddove non lo siamo affatto e dove pecchiamo... per cui ecco che si ripresenta l'esperienza simile nei meccanismi mam diversa nella dinamica. Quindi sono vere entrambe da questo punto di vista.
Per me l'amore e il perdono sono un risultato che raggiungiamo dopo avere Lavorato su un evento, esperienza o ricordo, quando abbiamo Lavorato bene appare l'amore e il perdono però metterselo come traguado senza passare per i passaggi necessari mi sa che potrebbe essere un risultato fittizio. In questo caso il passaggio necessario è la ricapitolazione.

stefano 12-05-2009 12.22.16

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 68601)
L'una non esclude l'altra secondo me.
Le situazioni non sono sempre uguali identiche ci sono sfumature che ci permettono di capire poi un passaggio in più o un collegamento che non avevamo ancora fatto, in ogni caso ogni esperienza è un'opportunità per crescere e quindi di diventare più forti e coraggiosi. L'inconscio però ci deve rendere più forti e coraggiosi laddove non lo siamo affatto e dove pecchiamo... per cui ecco che si ripresenta l'esperienza simile nei meccanismi mam diversa nella dinamica. Quindi sono vere entrambe da questo punto di vista.
Per me l'amore e il perdono sono un risultato che raggiungiamo dopo avere Lavorato su un evento, esperienza o ricordo, quando abbiamo Lavorato bene appare l'amore e il perdono però metterselo come traguado senza passare per i passaggi necessari mi sa che potrebbe essere un risultato fittizio. In questo caso il passaggio necessario è la ricapitolazione.

sono perfettamente d'accordo.
amore e perdono sono come il risultato di un'opera (appunto la ricapitolazione in questo caso)
ma allora possiamo dire che non è la situazione a essere identica ma è il nostro approccio ad essa ad essere sempre il medesimo?
e che appunto ricapitolando se stessi per bene consente di "espandersi" di fronte alle situazioni (che si ripresentano appunto per questo) e di viverle via via più "pienamente" in coscienza ampliando le proprie potenzialità?
in sostanza la ricapitolazione eseguita bene porta a vivere ogni evento come un'opportunità per manifestare pienamente se stessi.

Sole 12-05-2009 12.37.49

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 68602)
sono perfettamente d'accordo.
amore e perdono sono come il risultato di un'opera (appunto la ricapitolazione in questo caso)
ma allora possiamo dire che non è la situazione a essere identica ma è il nostro approccio ad essa ad essere sempre il medesimo?
Non ci trovo tanta differenza. Le esperienze sono tutte soggettive e le viviamo per ciò che siamo noi al momento, la situazione ha sfumature diverse.
C'è un particolare che non consideri nel discors che è importante e cioè che le cose non avvengono a caso e che l'inconscio non è una parte di noi immobile ma anzi fa di tutto per svegliarci. Inconsciamente infatti noi ci creiamo continuamente la situazione che ci mette davanti ai nostri "mostri", continuamente l'inconscio lavoro per farci risolvere un certo tipo di problematiche. Questo è il motivo per cui si ripetono, siamo noi stessi a volerle far ripetere perchè non abbiamo imparato, insomma ci mettiamo nei casini da soli.
Poi credo che si possa pure lavorare su se stessi per associazioni che era la distinzione che si faceva tanti post fa, primo e secondo metodo, ma in quel caso si rischia di non arrivare mai a sciogliere il nodo.
Quote:

e che appunto ricapitolando se stessi per bene consente di "espandersi" di fronte alle situazioni (che si ripresentano appunto per questo) e di viverle via via più "pienamente" in coscienza ampliando le proprie potenzialità?

Non capisco, tu vorresti poter riprendere energia ricapitolando te stesso e non le situazioni? Spiegati meglio.

griselda 12-05-2009 13.15.43

Cercando di ricapitolare (icon_mrgr:) mi sono accorta di una cosa, che vado a spiegare: a me è capitato un fatto da bambina, quel fatto mi ha "sconvolta" tant'è che mi pare ora di poter dire, se sbaglio correggetemi, che è come se quel fatto non l'ho digerito, il non aver digerito un certo alimento fa si che lo stomaco cerchi in tutti i modi di digerilo per poter stare bene, e per tutto il tempo genera succhi gastrici che ci creano dei problemi come se quel cibo ci ritornasse indietro per essere accettato, digerito e assimilato. Fintanto che questo non avviene in toto ecco che continuerà a risalire. Fuor di metafora l'esperienza ritorna e ritorna perchè deve essere accettata e compresa, cosa che pare facile ma non lo è per niente, tanti sono gli ammortizzatori ( si chiamano così?) della mente. Inoltre se non siamo pronti a vedere una cosa possiamo ricapitolare all'infinito, ho questa impressione, ma per istinto di sopravvivenza, se non siamo in grado di sopportare, non arriveremo a niente. Credo che il Lavoro debba andare di pari passo altrimenti ci salvaguardiamo la stessa vita, è così?
Mi fermo perchè già lungo, ma avrei altre domande.
fiori.gif

stefano 12-05-2009 13.29.23

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 68605)
Non capisco, tu vorresti poter riprendere energia ricapitolando te stesso e non le situazioni? Spiegati meglio.


provo a spiegarmi meglio.
partiamo dal presupposto che nulla avviene per caso come giustamente a mio parere dici.
appunto perchè nulla avviene per caso le situazioni come dici avvengono per mostrarci qualcosa di noi stessi non ancora compreso e trasceso.
detto questo stavo cercando di andare oltre.
se così è (ossia l'inconscio lavorando per farci capire la situazione ci propone lo stesso "schema" da risolvere) il tutto ha a che vedere con il rendere "conscia" una determinata cosa di noi stessi al fine di "chiuderla".

e cosa dobbiamo risolvere?
che forse quanto dobbiamo risolvere vada nella direzione dell'Amore ossia nel fatto di saper resistere alle negatività per manifestare pienamente la positività anche nelle situazioni più apparentemente complesse e difficili?
Insomma che il tutto si traduca nel rivisitare le situazioni e se stessi (quindi entrambe le cose) in quel momento sapendo leggere il tipo di pensiero e energia manifestato e andando oltre?

non so se mi sono spiegato bene.
nel caso provo a spiegarlo in altro modo

luke 12-05-2009 13.50.43

Premetto che fino ad ora non mi sono ancora dedicato in maniera costante alla ricapitolazione e quindi i dubbi e le incertezze che ho al riguardo potrebbero sparire (spero)non appena iniziero a tentare di ricapitolare costantemente i vari episodi del mio passato, cosa che cercherò di fare quanto prima, visto che il discorso mi interessa molto.

Una cosa che ancora non mi è chiara è questa: se io riprendo alcuni episodi passati nei quali non ero presente a me stesso e consapevole, in base a cosa potrei a distanza di anni riprendere tutte le emozioni, stati d'animo ecc che nel momento in cui li vivevo non ho assaporato? Non avendoli vissuti a pieno all'epoca non dovrebbero essere andati persi per sempre?
Se io da oggi iniziassi a vivere consapevolmente 24 ore al giorno, probabilmente fra 10 o 20 anni ricorderei tutto in maniera precisa, comprese emozioni, le vere motivazioni che mi hanno spinto ad agire in un determinato modo ecc, ma per i momenti in cui ero mezzo addormentato è possibile una cosa del genere?

Le prime prove che ho fatto mi hanno permesso solo di rivivere, magari in modo più intenso di quando vado in giro nella mia memoria in balia della semplici associazioni di idee, le emozioni dei momenti che stavo cercando di ricapitolare, ma la mia paura è che quanto ho perso in passato non vivendo appieno si andato perso per sempre...
Spero che un pò più di pratica mi farà cambiare idea.

stefano 12-05-2009 13.59.35

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 68609)
Premetto che fino ad ora non mi sono ancora dedicato in maniera costante alla ricapitolazione e quindi i dubbi e le incertezze che ho al riguardo potrebbero sparire (spero)non appena iniziero a tentare di ricapitolare costantemente i vari episodi del mio passato, cosa che cercherò di fare quanto prima, visto che il discorso mi interessa molto.

Una cosa che ancora non mi è chiara è questa: se io riprendo alcuni episodi passati nei quali non ero presente a me stesso e consapevole, in base a cosa potrei a distanza di anni riprendere tutte le emozioni, stati d'animo ecc che nel momento in cui li vivevo non ho assaporato? Non avendoli vissuti a pieno all'epoca non dovrebbero essere andati persi per sempre?
Se io da oggi iniziassi a vivere consapevolmente 24 ore al giorno, probabilmente fra 10 o 20 anni ricorderei tutto in maniera precisa, comprese emozioni, le vere motivazioni che mi hanno spinto ad agire in un determinato modo ecc, ma per i momenti in cui ero mezzo addormentato è possibile una cosa del genere?

Le prime prove che ho fatto mi hanno permesso solo di rivivere, magari in modo più intenso di quando vado in giro nella mia memoria in balia della semplici associazioni di idee, le emozioni dei momenti che stavo cercando di ricapitolare, ma la mia paura è che quanto ho perso in passato non vivendo appieno si andato perso per sempre...
Spero che un pò più di pratica mi farà cambiare idea.

secondo me tutti gli eventi lasciano un ricordo.
solo che i positivi (a mio parere) rimangono prevalentemente consci e i negativi inconsci
Rimanendo inconsci ti lavorano in continuazione senza che tu te ne renda conto e di fatto ti impediscono di essere completamente libero (anche se normalmente pensi di esserlo)
Per questo al fine di farli riemergere occorre maggiore presenza e maggiore coscienza (a mio parere) e anche una sorta di non paura e quella dose di aggressività di cui si parlava in altro 3d, unita a un lavoro costante.
Perchè (almeno per quanto mi riguarda) è come quando devi allenarti per un qualcosa.
Ci vuole tempo per entrare in forma e basta un attimo per perderla sino a che i muscoli non si sono abituati a un nuovo livello

Sole 12-05-2009 14.09.36

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 68606)
Cercando di ricapitolare (icon_mrgr:) mi sono accorta di una cosa, che vado a spiegare: a me è capitato un fatto da bambina, quel fatto mi ha "sconvolta" tant'è che mi pare ora di poter dire, se sbaglio correggetemi, che è come se quel fatto non l'ho digerito, il non aver digerito un certo alimento fa si che lo stomaco cerchi in tutti i modi di digerilo per poter stare bene, e per tutto il tempo genera succhi gastrici che ci creano dei problemi come se quel cibo ci ritornasse indietro per essere accettato, digerito e assimilato. Fintanto che questo non avviene in toto ecco che continuerà a risalire. Fuor di metafora l'esperienza ritorna e ritorna perchè deve essere accettata e compresa, cosa che pare facile ma non lo è per niente, tanti sono gli ammortizzatori ( si chiamano così?) della mente. Inoltre se non siamo pronti a vedere una cosa possiamo ricapitolare all'infinito, ho questa impressione, ma per istinto di sopravvivenza, se non siamo in grado di sopportare, non arriveremo a niente. Credo che il Lavoro debba andare di pari passo altrimenti ci salvaguardiamo la stessa vita, è così?
Mi fermo perchè già lungo, ma avrei altre domande.
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Mi sa che hai ragione, ci son cose che proprio non vengono su perchè la mente o anche il corpo o anche il cuore non le regge, allora la soluzione potrebbe essere quella di cominciare da piccole cose, accettare quelle poi altre come credo stai suggerendo tu.

stefano 12-05-2009 14.19.49

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 68612)
Mi sa che hai ragione, ci son cose che proprio non vengono su perchè la mente o anche il corpo o anche il cuore non le regge, allora la soluzione potrebbe essere quella di cominciare da piccole cose, accettare quelle poi altre come credo stai suggerendo tu.

mi hai fatto pensare a una cosa
non so se c'entri completamente ma ritengo possa essere uno spunto in più.
che forse il rendere "fluida" la mente pian piano anche attraverso un approccio trasversale (ossia l'apertura nei confronti di nuove idee prima non considerate ecc.ecc., il cambio delle abitudini quotidiane che cristallizzano) si leghi anche a questo lavoro e permetta nel tempo una maggior risalita di questi eventi shock?

griselda 12-05-2009 14.29.13

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 68612)
Mi sa che hai ragione, ci son cose che proprio non vengono su perchè la mente o anche il corpo o anche il cuore non le regge, allora la soluzione potrebbe essere quella di cominciare da piccole cose, accettare quelle poi altre come credo stai suggerendo tu.

Questo è quello che credo di aver visto su di me.
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Inoltre uno sbaglio che si può fare, e io l'ho fatto all'inizio, e quello di cercare di capire tutto con la mente di padroneggiare l'idea il concetto, ma il punto invece è che le cose si comprendono facendole e questo lo ripeto anche qui e non a te Sole che lo sai meglio di me, ma a tutti quelli che iniziano, fare, fare, e poi ancora fare ci avvicina prima alle cose e poi ci aiuta a comprenderle.
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stefano 12-05-2009 14.56.37

paradossalmente quel "fare fare fare" se abitudine mentale in realtà allontana.
è una sorta di abile giochetto mentale pure quello quantomeno così vedo su di me.
è un lavorio che ti impedisce la presenza in quell'evento e di fatto te ne allontana.
mi vien da dire che è come se la mente debba essere in un certo qual modo vuota per poter ricapitolare per bene.
in me se continuo a pensare "fare fare fare" in realtà non sto facendo nulla se non pensare
altrimenti è come se si creasse un'aspettativa sulla cosa.

griselda 12-05-2009 15.00.51

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 68616)
paradossalmente quel "fare fare fare" se abitudine mentale in realtà allontana.
è una sorta di abile giochetto mentale pure quello quantomeno così vedo su di me.
è un lavorio che ti impedisce la presenza in quell'evento e di fatto te ne allontana.
mi vien da dire che è come se la mente debba essere in un certo qual modo vuota per poter ricapitolare per bene.
in me se continuo a pensare "fare fare fare" in realtà non sto facendo nulla se non pensare
altrimenti è come se si creasse un'aspettativa sulla cosa.

Probabilmente non si capiva bene, ripeto meglio, se cerchi di capire cosa è la ricapitolazione con la mente, non ci arriverai mai, se cercherai di padroneggiarla solo con la mente non ti servirà a niente, quindi la cosa migliore per arrivare a ricapitolare è ricapitolare. E' più chiaro ora?

stefano 12-05-2009 15.04.47

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 68617)
Probabilmente non si capiva bene, ripeto meglio, se cerchi di capire cosa è la ricapitolazione con la mente, non ci arriverai mai, se cercherai di padroneggiarla solo con la mente non ti servirà a niente, quindi la cosa migliore per arrivare a ricapitolare è ricapitolare. E' più chiaro ora?

chiarissimo e ritengo valga per qualsiasi cosa

jezebelius 12-05-2009 15.07.16

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 68613)
mi hai fatto pensare a una cosa
non so se c'entri completamente ma ritengo possa essere uno spunto in più.
che forse il rendere "fluida" la mente pian piano anche attraverso un approccio trasversale (ossia l'apertura nei confronti di nuove idee prima non considerate ecc.ecc., il cambio delle abitudini quotidiane che cristallizzano) si leghi anche a questo lavoro e permetta nel tempo una maggior risalita di questi eventi shock?

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 68602)
sono perfettamente d'accordo.
amore e perdono sono come il risultato di un'opera (appunto la ricapitolazione in questo caso)
ma allora possiamo dire che non è la situazione a essere identica ma è il nostro approccio ad essa ad essere sempre il medesimo?
e che appunto ricapitolando se stessi per bene consente di "espandersi" di fronte alle situazioni (che si ripresentano appunto per questo) e di viverle via via più "pienamente" in coscienza ampliando le proprie potenzialità?
in sostanza la ricapitolazione eseguita bene porta a vivere ogni evento come un'opportunità per manifestare pienamente se stessi.

Certo, le cose che dici hanno una certa " fluidità". Nel senso che mostrano un qualcosa che va avanti liscio come l'olio, Peraltro ho preso questi due interventi poiché mi appaiono le più significativi.
Il discorso " ricapitolazione", come del resto tutti quelli che si affrontano,dal mio punto di vista, ha bisogno - farei meglio a dire " ognuno di noi ha bisogno" - di un certo margine di tempo a che i punti, per così dire, siano oltre che fluidi anche compresi.
Da questo angolo visuale, allora, mi pare che tu descriva le cose come dovrebbero essere - e come sono - ma semplicemente perché sappiamo che " dopo " A viene - e deve venire - " B " e via discorrendo.

Cioè, va bene parlare di manifestazione delle proprie potenzialità ad esempio ma va a finire che col fatto che si vuole raggiungere quel fine, ce la si racconti e si metta poco nel lavoro di ricapitolazione, credendo, appunto, di aver proceduto in questo senso.
Ma magari mi sbaglio... :C:

griselda 12-05-2009 15.20.28

Citazione:

Originalmente inviato da stefano (Messaggio 68618)
chiarissimo e ritengo valga per qualsiasi cosa

Infatti era quello che avevo scritto nel primo post.

stefano 12-05-2009 15.37.51

Citazione:

Originalmente inviato da jezebelius (Messaggio 68619)
Certo, le cose che dici hanno una certa " fluidità". Nel senso che mostrano un qualcosa che va avanti liscio come l'olio, Peraltro ho preso questi due interventi poiché mi appaiono le più significativi.
Il discorso " ricapitolazione", come del resto tutti quelli che si affrontano,dal mio punto di vista, ha bisogno - farei meglio a dire " ognuno di noi ha bisogno" - di un certo margine di tempo a che i punti, per così dire, siano oltre che fluidi anche compresi.
Da questo angolo visuale, allora, mi pare che tu descriva le cose come dovrebbero essere - e come sono - ma semplicemente perché sappiamo che " dopo " A viene - e deve venire - " B " e via discorrendo.

Cioè, va bene parlare di manifestazione delle proprie potenzialità ad esempio ma va a finire che col fatto che si vuole raggiungere quel fine, ce la si racconti e si metta poco nel lavoro di ricapitolazione, credendo, appunto, di aver proceduto in questo senso.
Ma magari mi sbaglio... :C:

beh oltre alla teoria serve per forza di cose anche la pratica.
andrebbero unite per fissare per bene le cose.
di fatto se mi fermo e descrivo queste cose senza quantomeno impegnarmi nel praticarle sono "doppio" perchè dico una cosa e ne faccio un'altra e la mente in questo "diletto" trova modo per fuggire di nuovo dall'opera.

Ray 12-05-2009 16.19.30

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 68609)
Premetto che fino ad ora non mi sono ancora dedicato in maniera costante alla ricapitolazione e quindi i dubbi e le incertezze che ho al riguardo potrebbero sparire (spero)non appena iniziero a tentare di ricapitolare costantemente i vari episodi del mio passato, cosa che cercherò di fare quanto prima, visto che il discorso mi interessa molto.

Una cosa che ancora non mi è chiara è questa: se io riprendo alcuni episodi passati nei quali non ero presente a me stesso e consapevole, in base a cosa potrei a distanza di anni riprendere tutte le emozioni, stati d'animo ecc che nel momento in cui li vivevo non ho assaporato? Non avendoli vissuti a pieno all'epoca non dovrebbero essere andati persi per sempre?
Se io da oggi iniziassi a vivere consapevolmente 24 ore al giorno, probabilmente fra 10 o 20 anni ricorderei tutto in maniera precisa, comprese emozioni, le vere motivazioni che mi hanno spinto ad agire in un determinato modo ecc, ma per i momenti in cui ero mezzo addormentato è possibile una cosa del genere?

Le prime prove che ho fatto mi hanno permesso solo di rivivere, magari in modo più intenso di quando vado in giro nella mia memoria in balia della semplici associazioni di idee, le emozioni dei momenti che stavo cercando di ricapitolare, ma la mia paura è che quanto ho perso in passato non vivendo appieno si andato perso per sempre...
Spero che un pò più di pratica mi farà cambiare idea.

Credo di poterti rispondere parzialmente. Inoltre la domanda, che trovo molto pertinente, è collegata al dubbio che si esprimeva qualche post fa (ormai parecchi, ma era ieri) utilizzando l'esempio del mangiare.

Normalmente si inizia a ricapitolare fatti salienti e non semplici banallità quotidiane. Questo, tra l'altro, da alla ricapitolazione anche un valore "psicologico"... ossia vale anche in un ambito diciamo più basso per esempio nella risoluzione dei traumi, anche se il suo primo scopo è enegetico e nella "copiatura" della memoria.
I fatti salienti, quindi intensamente emotivi, che non abbiamo avuto la forza o la prontezza di vivere appieno perchè eravamo addormentati hanno anche però la caratteristica che ci hanno un po' svegliato in quel momento. Ossia di per se il fatto saliente è molto energetico. Se eravamo addormentati o comunque per qualche motivo siamo "fuggiti" da esso, egli è ancora lì, è attuale, lavora, ci succhia e fa anche in modo di attrarre situazioni simili.
Quando si ricapitolano queste cose, soprattutto se si fanno più passate (almeno la seconda di confronto andrebbe fatta) ci si accorge che oltre ad avere recuperato l'energia lasciata indietro e a sviluppare un diverso e più equilibrato atteggiamento verso quell'evento, si ricordano meglio i particolari.
Nelle passate successive, volendo, si possono cogliere dei particolari che nella prima passata, il grosso, non abbiamo colto.

Questo mi fa pensare che in linea teorica è possibile il recupero integrale di tutto ciò che abbiamo fatto mezzi addormentati, anche se non saliente.
E' la coscienza che dormiva, non il nostro registratore.

stella 12-05-2009 19.03.33

C'è stato un periodo della mia vita in cui io proprio non c'ero e se c'ero dormivo alla grande, è un periodo di cui faccio molta fatica a parlare e che cerco di ignorare come se fosse una cosa chiusa e risolta, che ha lasciato delle cicatrici profonde nella mia vita e di cui ne hanno fatto le spese soprattutto le mie figlie.
Quello che non riesco a capire è che quando parlo con loro di questo periodo non provo nessuna emozione, resto fredda come se questi fatti fossero accaduti ad un'altra persona. Se cerco di ricordare degli episodi di questo periodo sento come un rifiuto, un rigetto, anche se sono consapevole che si tratta di me....
Per anni sono stata da uno psicologo che prima di tutto mi ha convinta che non è stata colpa mia e di non condannarmi, grazie anche a questo aiuto ho potuto ricucire la mia vita, ma in quanto a ricapitolazione penso di essere lontana anni luce....

piango.gif

luke 12-05-2009 19.42.35

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 68629)
Credo di poterti rispondere parzialmente. Inoltre la domanda, che trovo molto pertinente, è collegata al dubbio che si esprimeva qualche post fa (ormai parecchi, ma era ieri) utilizzando l'esempio del mangiare.

Normalmente si inizia a ricapitolare fatti salienti e non semplici banallità quotidiane. Questo, tra l'altro, da alla ricapitolazione anche un valore "psicologico"... ossia vale anche in un ambito diciamo più basso per esempio nella risoluzione dei traumi, anche se il suo primo scopo è enegetico e nella "copiatura" della memoria.
I fatti salienti, quindi intensamente emotivi, che non abbiamo avuto la forza o la prontezza di vivere appieno perchè eravamo addormentati hanno anche però la caratteristica che ci hanno un po' svegliato in quel momento. Ossia di per se il fatto saliente è molto energetico. Se eravamo addormentati o comunque per qualche motivo siamo "fuggiti" da esso, egli è ancora lì, è attuale, lavora, ci succhia e fa anche in modo di attrarre situazioni simili.
Quando si ricapitolano queste cose, soprattutto se si fanno più passate (almeno la seconda di confronto andrebbe fatta) ci si accorge che oltre ad avere recuperato l'energia lasciata indietro e a sviluppare un diverso e più equilibrato atteggiamento verso quell'evento, si ricordano meglio i particolari.
Nelle passate successive, volendo, si possono cogliere dei particolari che nella prima passata, il grosso, non abbiamo colto.

Questo mi fa pensare che in linea teorica è possibile il recupero integrale di tutto ciò che abbiamo fatto mezzi addormentati, anche se non saliente.
E' la coscienza che dormiva, non il nostro registratore.

Grazie per la risposta, Ray, mi hai dato spunti notevoli per riflettere ;)
In effetti episodi passati anche se dolorosi, hanno il merito di averci datto una scossa e magari dietro di sè portano tutta una serie di altri elementi che possono essere scoperti ed analizzati, magari dopo qualche passata di ricapitolazione.

Poter usufruire di un "tesoretto"energetico sepolto nel passato è senz'altro una buona cosa, magari si devono scavare parecchie buche prima di trovarlo, però ho la sensazione che una volta scoperto possa essere uno stimolo in più per aumentare la coscienza e la presenza di sè nelle situazioni presenti e future, per non aver più bisogno, in seguito, di sforzi ricapitolativi estenuanti...

Kael 12-05-2009 22.42.33

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 68609)
Una cosa che ancora non mi è chiara è questa: se io riprendo alcuni episodi passati nei quali non ero presente a me stesso e consapevole, in base a cosa potrei a distanza di anni riprendere tutte le emozioni, stati d'animo ecc che nel momento in cui li vivevo non ho assaporato? Non avendoli vissuti a pieno all'epoca non dovrebbero essere andati persi per sempre?

Non avendoli vissuti a pieno è come se una parte di te fosse rimasta ancora là, imprigionata da qualche parte. Un po' come se camminando ti impigli le bretelle in una porta e queste si allungano ma tu cammini ancora, fino a chè ti riesce quasi impossibile andare avanti.

Nella ricapitolazione immagina delle bretelle che si possono allungare per km, e che magari sono pure invisibili o non materiali, il chè ci impedisce di seguirle a ritroso in maniera "fisica". Gli episodi salienti non sappiamo dove sono, ma ci sono dato che parte di noi è incastrata in essi. Si tratta solo di diventarne coscienti piano piano, poi potremo definitivamente abbandonarli perchè li avremo dentro di noi per sempre, quando cioè li avremo compresi.

Sole 13-05-2009 09.45.05

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 51668)

Oppure posso fare l'inverso, scelgo un episodio ben preciso ed a quel punto lascio partire delle associazioni che sono sicuramente collegate ad esso, come quando uso un motore di ricerca. Ora debbo stare attento a non aprire una pagina della memoria e seguire un "link" di essa che mi porta altrove, devo ricordarmi che cosa sto cercando, io voglio tutte le pagine che hanno un contenuto che mi aiuti a chiarire quella parola (concetto, situazione) che ho digitato inizialmente sul motore di ricerca, non devo farmi distrarre da pubblicità o curiosità varie.

Allegato 1570

Credo sia evidente il senso motorio delle due tecniche, con la prima parto da fuori, più o meno a caso (solo una vaga indicazione, forse) e vagando spero di trovare una strada che ritorna a me, con la seconda parto da me, prendo tutti i sentieri che rispondono a certi requisiti e torno indietro appena ho un bottino o vedo che mi portano fuori strada.
Ci sono casi (fortuiti, con il giusto senso che possiamo dare a questa parola) in cui il primo metodo può essere più efficace, più veloce, ma non ci darà mai la certezza di aver esplorato tutto quello che ci occorre.
Si dovrebbe ora espandere sui livelli di ricerca del secondo metodo, una volta che ho mappato le prime pagine che corrispondono ai requisiti posso da queste partire su un successivo livello etc etc... ma il post è già lungo.


Preferisco questo secondo metodo ma presuppone una certa energia per restare concentrati sul ricordo di partenza. Il rischio di partire per la tangente con le associazioni è altissimo per me.
Avendo uno scarso potere concetrativo ancora, pensavo di utilizzare dei metodi ma ho paura che siano utili solo in parte perchè potrebbero non aiutare a migliorare la concetrazione che è importante per ricapitolare, potrebbe impigrirla ancora di più,.
Comunque uno dei metodi che ho pensato è quello di scrivere a schema le associazioni., cioè prendere un foglio segnare un cerchio nel centro e nel cerchio scrivere un titolo riassuntivo del ricordo da ricapitolare. Dal cerchio far partire una serie di linee che sonole associazioni legate al nucleo/cerchio. Per ogni linea il titolo dell'associazione.
In questo modo dovremmo riuscire a tenere presente sempre il nucleo da dove si è partiti e si vuole tornare. però ha dei pro e contro che ho detto prima.
Che ne pensate? Può essere un buon metodo? E' più o meno come scrivere il ricordo solo in forma schematica e poi piano pino lasciare il foglio intanto che ci siamo abituati al metodo.

RedWitch 21-05-2009 11.09.19

Citazione:

Originalmente inviato da Sole (Messaggio 68683)
Preferisco questo secondo metodo ma presuppone una certa energia per restare concentrati sul ricordo di partenza. Il rischio di partire per la tangente con le associazioni è altissimo per me.
Avendo uno scarso potere concetrativo ancora, pensavo di utilizzare dei metodi ma ho paura che siano utili solo in parte perchè potrebbero non aiutare a migliorare la concetrazione che è importante per ricapitolare, potrebbe impigrirla ancora di più,.
Comunque uno dei metodi che ho pensato è quello di scrivere a schema le associazioni., cioè prendere un foglio segnare un cerchio nel centro e nel cerchio scrivere un titolo riassuntivo del ricordo da ricapitolare. Dal cerchio far partire una serie di linee che sonole associazioni legate al nucleo/cerchio. Per ogni linea il titolo dell'associazione.
In questo modo dovremmo riuscire a tenere presente sempre il nucleo da dove si è partiti e si vuole tornare. però ha dei pro e contro che ho detto prima.
Che ne pensate? Può essere un buon metodo? E' più o meno come scrivere il ricordo solo in forma schematica e poi piano pino lasciare il foglio intanto che ci siamo abituati al metodo.


Potrebbe essere un metodo per non perdere pezzi per strada, non so se funzioni credo che l'unica sia tentare e vedere come va.. io in genere parto da quello che mi sembra il nucleo prendendo a riferimento una persona alla volta e da li parto, non so se questo mi porterà a riuscire a ricordare tutto quel che mi serve, ma finora mi pare sia andata bene così.. se mentre passo in rassegna dei ricordi ci sono altre persone che si "intrecciano" prendo nota da parte del nome della persona e poi quando ho finito con quella parte vado a rivedere l'appunto perchè mi è capitato più volte di dimenticarmi poi e di tornarci.. basta che la lista non diventi infinita ... allo stesso modo, se non diventa una scusa per rimandare, penso che se ti fai uno schema e a te va bene per ricordare, possa funzionare, come promemoria, ma mi sa che l'unica è fare tentativi per vedere se ti serve .

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