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E' morto un'altra volta il discorso....
Sopra ho accennato agli spazi ma anche le posizioni sono importanti. La Pnl le studia, ma si limita ad una osservazione causa-effetto di tipo quasi psicologico. Essendo in esoterismo dovremmo analizzare la cosa in questo ambito. Una persona sempre contratta, gambe e braccia sempre incrociate fronte corrugata ha dei problemi energetici. Muoversi avanti e indietro (presente la lupa del campidoglio?) non tenere una o entrambe le gambe ferme da seduti indica che in quel momento non si ha abbastanza energia per passare su un livello di lavoro superiore, ma si ha dell'energia non utilizzata che non si riesce a sopportare. Stessa cosa nella scelta dei movimenti, delle posizioni per fare un lavoro etc.. Ci sono persone che se non faticano per ogni cosa che fanno non sono contente, ci sono persone che ottimizzano e fanno il minimo sforzo pur facendo bene il lavoro, quasi sempre meglio degli altri. Osservarsi in queste "piccole" cose (e altre, continuiamo se non vi viene in mente nulla) può aiutare a capire come si è messi, dove si è e dove puntare. |
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Personalmente le mie abitudini più frequenti che ho osservato sono:
quando sono teso non riesco a stare fermo, vado su e giù per casa, mi siedo e poco dopo mi alzo di scatto. sin da bambino ho il vizio di stropicciarmi il labbro inferiore con la mano destra. a volte,specie se sono assorto nei miei pensieri, tendo a "sgrullare" le mani verso il basso, a scuoterle un pò come se fossero bagnate e volessi asciugarle. quando sono seduto al pc tiro le gambe verso il petto, poggiando i piedi vicino al sedere ed assumendo una posizione raccolta, tipo bambino nell'utero o tipo quella di certe mummie. ehm avrei pure un altro gesto caratteristico, ma eventualmente su questo chiedo lumi in privato icon_mrgr: |
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Un'altra cosa che ho notato in questi giorni ho poca voglia di lavorare e la risposta del corpo è che sbadiglio spesso pur non avendo particolarmente sonno... e quando sto così assumo anche delle posizioni scomposte... Citazione:
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Io sono una bruxista incallita. La notte spesso mi sveglio per il dolore alla mascella. Mi succede comunque più di inverno che d'estate.
Quando sono contrariata e seria serro la mascella, dilato le narici e stringo un pò gli occhi come per focalizzare meglio l'azione. Se rifletto nervosamente e ansiosamente mi scosto i capelli dalla fronte e mi liscio le sopracciaglia come per allargare il pensiero e il campo visivo. Se mi annoio comincio a sbadigliare e se devo resistere alla noia e mi innervosisco mi gratto la testa, da seduta tiro pure di schiena. Se ho sonno e devo resistere mi vengono i crampi in tutto il corpo. Il corpo è quasi sempre in posizione aperta, tranne se ho freddo, e mi tolgo le scarpe appena posso. Tengo le mani spesso una sul ventre e una sul seno, comunque una mano protegge e accarezza sempre il davanti, oppure tengo il braccio attorno allo stomaco sotto il seno comprimendolo un pò. Dimenticavo la risposta difensiva istantanea del mio corpo quando qualcuno si avvicina troppo a me e magari allunga le mani anche solo pacificamente |
Alcune volte provo a scrivere o ad usare il mouse con la mano sinistra.
La posizione che assumo è parecchio contratta, se sto scrivendo la mano destra mi va in modo quasi automatico vicino alla mano sinistra che scrive, se me ne accorgo e la sposto dopo un pò ci torna. Col mouse invece, sento la mano ed il braccio fino alla spalla non sciolto e questo è abbastanza naturale credo, però mentre muovo il mouse mi si contrae la bocca e le labbra in particolare. |
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La bocca che si contrae può essere anch'essa una reazione alla concentrazione che devi assumere. |
Mi mangio le unghie ancora, e spesso passeggio da un posto all'altro senza metà, quando penso.
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Io faccio molto di quanto è stato detto più su , anche se non posso dire di ritrovare quei comportamenti tra le mie abitudini ..... intendo dire che mi pare vi sia una differenza tra il dire sono abituato a pensare camminando su è giù e dire che "spesso " cammino su e giù mentre penso...
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Mentre cammino su e giù, in realtà non penso, a volte è più preciso dire fantastico, e certe volte bisogna appoggiare le mani al muro per evitare di finirci col viso contro. :)
Ho un po' enfatizzato, ma è per rendere il concetto. Credo che sia l'impazienza di dover stare dove non si vuole stare, e quindi si vorrebbe uscire fuori, e siccome non lo si può fare fisicamente, lo si fa con la mente, che vorrebbe coinvolgere il corpo, e lo coinvolge. |
Osservandomi ho notato che non riesco a cominiciare e finire un lavoro , ovvero finisco quasi sempre quello che inizio , ma non nell'ordine perchè mi perdo in una serie di attività che nulla hanno a che vedere con quella iniziale che comunque alla fine recupero , come in una una specie di rewind .....esempio : sto lavando i piatti e squilla il telefono per cui sospendo il lavoro al secchiaio , rispondo alla chiamata e mentre sono al telefono leggo un appunto che mi ricorda che devo cercare una cosa che si trova in lavanderia dove vedo che non ho tolto la biancheria dalla lavatrice ....allora scarico la macchina , mentre recupero quello era indicato nella nota , piccolo dubbio nel decidere se dare la precedenza alla biancheria che va stesa o alla sistemazione di quello che ho preso e che va rimesso nel cassetto della scrivania e così via ........Presente il gioco enigmistico del
bersaglio dove una parola è collegata ad un altra fin che si giunge al centro dal quale si può ripartire per giungere alla parola d'inizio? Uguale e mi perdo , nel senso più letterale del termine, in questo ventaglio di cose che , fatte in questo modo , mi procura un bel dispendio di energia ....vero che se ci sono cinque lavori da fare alla fine in un modo o nell'altro sempre quelli ho fatto , forse mi stanca la confusione e lo sforzo per tenere a mente quello che devo finire .... Ho accennato la cosa ad un amico che mi ha suggerito la possibilità che questa dispersione sia causata dal "fissarsi" sulle cose : nel caso che ho descritto , una volta visto l'appunto , la mia mente anzichè momentaneamente archiviare e tornare a lavare i piatti , si fissa sull'appunto , come se questo non potesse attendere per poi rifissarsi sulla biancheria ecc.... ($) |
Succede anche a me Gibbi, mentre faccio una cosa me ne viene in mente un'altra e mi diventa difficile poi restare concentrata su quel che sto facendo. Alla fine anche io faccio tutto il programmato ma con un dispendio davvero maggiore di energia. Questo dispendio ho notato che mi deriva dall'ansia che tutto questo macchinoso "correre dietro alle cose che vengono in mente" mi causa.
La soluzione che adotto è restare concentrata su quello che devo finire, cercando di gestire anche l'ansia che ne deriva, e archiviare tipo postit la cosa successiva da fare. Un certo retro gusto di voler finire in fretta per via dell'ansia lo sento, ma se son presente riesco a gestire, appena mi addormento mollo la presa e vado a fare l'altra cosa non finendo ciò che stavo facendo. |
Mal comune, mi aggiungo.
Le strateggie man mano le cambio. Vado per priorità, ma una certa fretta visto le altre cose che attendono mette fatica appunto, perchè mente fissata altrove non è tutta disponibile. Poi ho provato a fare quella che mi piace di più, peggio di prima. Così diventa un perenne tollerare. Conque mi concendo con maggiore libertà adesso di passare dall'una all'altra cosa, dove posso, accettando di completare ognuna di esse in tempi dilazionati, e mi va meglio. E' lo standard che si ha in testa rispetto alle possibilità secondo me è uno dei problemi. |
Ho notato che a volte, quando finisco una cosa , magari sistemo degli oggetti al proprio posto, emetto una specie di fischio in modo automatico, breve ed appena percettibile, uno movimento involontario delle labbra, e di emissione di una piccolissima quantità di aria, quanto basta ad emettere questo fischio/soffio che dura due decimi di secondo....:U
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A me capita di fare le cose trattenendo un po' li respiro per via della tensione e il rilassarmi successivo a fine lavoro mi fa rilasciare anche quell'aria che trattenevo mentre facevo |
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