Ermopoli

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Ray 21-08-2005 17.00.05

Approfitto della momentanea staticità della discussione, per riprendere quel che diceva Era a proposito delle possibili spiegazioni che si possono dare alle manipolazioni subite dalla religione nel corso della storia.
Nemmeno io vedo "perchè" positivi a queste manipolazioni, tutt'altro. Il punto è che non sempre è facile comprendere certe scelte, anche ponendosi nell'ottica di una chesa (minuscolo ad intendere l'istituzione terrena) che voglia via via allargare il suo dominio sulle genti e sul piano "materiale". Un esempio ne è la faccenda della reincarnazione.
La dottrina cristiana delle origini la prevedeva, considerandola, pare, qualcosa di più o meno scontato. Così come tutte le altre religioni regolari, in un modo o nell'altro. E'stato solo intorno al terzo secolo (mi sembra ma mi lascio uno spiragio per irtrattare) che la reincarnazione è stata eliminata dalla dottrina, considerata eresia e sono stati eliminati tutti i testi cristiani che ne facevano riferimento. Perchè?
Sono daccordo completamente sul discorso della manipolazione delle masse ad opera della chiesa cattolica e sul suo sviluppare un controllo sempre più stretto. Ma è tutto qui?
In che modo, se ci limitiamo a considerare questa tendenza a sviluppare "potere temporale", eliminare la reincarnazione poteva essere utile?
Certo, una chiesa che si pone come UNICA strada possibile verso la "salvezza" ne guadagna se detta salvezza deve essere raggiunta in una sola vita. Quindi ecco che togliamo i bonus. Solo che le cose non stanno necessariamente così (come sostiene Dan Brown nel suo romanzetto). Innanzitutto la dottrina della reincarnazione, se seguita, lungi dal "rilassare" i comportamenti delle genti, ottiene l'effetto opposto. Inoltre, se lo scopo era quello di rafforzare l'influenza sulla vita delle persone, c'erano sicuramente sistemi più adatti e più diretti che prendersela tanto con la reincarnazione e quei pochi per cui la questione svolgeva una certa importanza. Pare infatti che alla maggior parte della gente questa modifica sia passata quasi inosservata, essendo la reincarnazione una dottrina "quasi" esclusivamente esoterica in occidente, a differenza dell'oriente. Per non parlare dell'effetto sortito presso appunto quei pochi, cioè nullo.

Quindi la domanda resta aperta: perchè abolire così violentemente la reincarnazione? QUalcuno ha delle teorie (o delle certezze) in proposito?

Era 21-08-2005 20.28.25

potrebbe essere che sapendo di avere altre possibilità
il popolino non avrebbe abbassato la testa così facilmente?

la cosa che mi stuzzica è che fra i più insospettati
prelati (ma quelli atiati) passano i testi più antichi
ed esoterici che si possa immaginare....
e lasciamo stare il codice da vinci e tutto il
marasma che si è creato intorno...in fondo
in copertina sta scritto chiaramente: romanzo....
anche su un qualunque racconto che tratta di
Artù e la tavola rotonda è scritto romanzo ...
ma tra le righe quanto esoterismo c'è?
quanto simbolismo? quante informazioni
per chi avrebbe saputo leggere fra le righe?
niente e nessuno come la chiesa ha posto limiti
alla crescita dell' uomo....
ha invaso stati e menti con i suoi dogmi...restrizioni...
peccati e inferno...
e alla faccia dei secoli che passano...questi condizionamenti
esistono ancora nella cellula umana.....
e limita...limita molte menti.....

e quando le menti sono limitate dalla paura....
il controllo è più facile.....

certezze? no difficile stabilire come quando e perchè...
a livello storico rimane solo ciò che è comodo rimanga....
così la reincarnazione....
così i vangeli....
così addirittura la bibbia....riscritta e ricorretta
alla bisogna.....

comunque se la sono presa tanto per tante cose..
inquisizione
caccia alle streghe
chiusura verso la scienza
e non mi viene in mente altro
tutto in nome di una chiesa in mala-fede
e di un potere temporale...



manata.gif meglio il silenzio? martello.:

Ray 22-08-2005 22.05.17

La differenza tra la saga di Artù e della tavola rotonda e il codice da vinci è tale da porli su ambiti completamente diversi. La saga in questione è un vero e proprio racconto iniziatico contenente quindi tutto il simbolismo esoterico necessario alla ricostruzione della Tradizione e, microcosmicamente, tutte le indicazioni per una corretta evoluzione spirituale. L'opera di D. Brown invece è totalmente profana e non contiene nulla che si possa definire nemmeno "esoteriico" o addirittura che valga la pena essere menzionato. Il fatto poi che vengano entrambi catalogati sotto la dicitura "romanzi" è tipica espressione della mentalità moderna che riesce a vedere due cose essenzialmente diverse come "storie inventate per intrattetenere".

Il punto che tocca Era è uno di quelli che mi stanno più a cuore. Una delle conseguenze più nefaste dell'operato storico della chiesa è proprio l'atteggiamento di chiusura che, comprensibilmente, assume nei suoi riguardi chi cerca un'evoluzione spirituale. Dal mio punto di vista uno dei "motivi" del nefasto operato di cui sopra è proprio quello di impedire a chi operi ad un certo livello di accedere a quell'elemento spirituale che il Cristianesimo conserva. E uno dei modi è proprio quello di screditarsi, come chiesa, agli occhi dei suddetti.

Mi spiego meglio. Bisogna fare molta attenzione a non confondere l'opera di individui o gruppi di individui interni alla chiesa con la religione cattolica. Questa confusione può portare chi la fa ad auto-escludersi dalla possibilità di attingere a quanto di buono la religione può dare, nonostante l'operato dei suddetti. Infatti, indipendentemente dagli sforzi di una certa tipologia di individui, l'elemento spirituale conservato dalla religione cattolica non è estinguibile e non è possibile renderlo in alcun modo inefficace. E' li, a disposizione, e chiunque può attingerne. Purtroppo l'atteggiamento di molti contemporanei occidentali che cercano una Via la scartano a priori, accumunando alla religione le qualità di discutibilissime azioni svolte in suo nome. E questo atteggiamento è proprio uno di quegli effetti che certuni, a mio modo di vedere, volevano produrre.

Credo quindi che, per cominciare a capire i meccanismi di cui cerchiamo di occuparci, sia necessario affrontare la questione con mente aperta. Per mente aperta intendo non anti-dogmatica, che risulterebbe, alla fin fine, altrettanto dogmatica, ma disposta a considerare alcune questioni, magari istintivamente disprezzate, come possibili verità molto ben celate.

...la discussione resta aperta... riprenderò comunque il discorso

Uno 22-08-2005 23.52.49

Non ho proprio tempo in questi giorni... ma esprimo il mio accordo con quanto scritto da Ray. Purtroppo la chiesa cattolica (lo scrivo in piccolo proprio per differenziare da ciò che dovrebbe essere in realtà) ha percorso la strada dell'occultamento, però occhi attenti di Ricercatore sanno che essa ancora oggi, pur con tutti gli scandali avuti, rivela particolari che fanno comprendere la realtà spirituale, certo non ha mai fatto niente per avvicinare imponendo il discorso se ti va è così oppure gira al largo.... ma con il senno di oggi mi rendo conto che non è poi così errata come strada anche se a me oggi non potrebbe dare niente ne io potrei dare a lei.
Oggi più che mai è in crisi perchè la facilità con cui si portano avanti filosofie "opposte" fa sembrare essa più ostica di quello che è, ma ricordiamoci sempre che generalmente (ad un livello superficiale) l'occidente pone in considerazione l'evoluzione dell'individuo tanto quanto l'oriente spinge l'evoluzione nel tutto abolendo l'individualità..... questo ad un occhio superficiale in realtà i corpi più esoterici di tutto il pianeta tentano il progresso parallelo che sanno essere l'unico reale, in quest'ottica per esempio la reincarnazione è solo un piatto della bilancia, utile da conoscere ma non certo da utilizzare per adagiarsi sul:" Tanto se non lo faccio in questa vita lo farò in un'altra"...... eh no.... quello che non riuscirò a compiere in questa non avrò più l'occasione di ritentare.... ecco che allora anche il paradiso/inferno spogliati della superstizione non sono poi così assurdi....
Spunto per i più attenti? Inferno luogo incandescente che brucia.... chi? I "peccatori" (ok non entro qui nella sviscerazione totale della parola) cioè coloro che non sono in grado di sopportare tale calore.... da ciò se ne deduce che per altri quello sarà il paradiso.... è solo una questione di frequenza di vibrazione (e quindi calore)..... ma non si può dire che i concetti siano errati allo steesso modo che è errato pensare di essere noi (io....) quelli che si reincarnano....
ci torno anche io su questa discussione.....

Era 23-08-2005 00.13.21

e qui si ritorna alle origini.....almeno ad origini parziali...
quando un Maestro parlava alle masse...le sue parole erano
le stesse per tutti....ma non tutti comprendevano allo stesso modo...
lasciò insegnamenti ...indicazioni....e "compiti" da portare avanti...
cosa o chi ha travisato e modificato questo?
l' uomo....non dimentichiamoci che le religioni sono mantenute
in vita da religiosi...quindi uomini....con tutto ciò che è umano...
quindi pregi e difetti....quindi Amore e paure....

Ray 23-08-2005 12.37.26

già, Uno, hai toccato un tasto importantissimo. Forse faremmo meglio a spostare l'argomento "reincarnazione" in altra discussione. Probabilmente merita di essere trattato specificatamente, soprattutto per chiarire eventuali possibili fraintendimenti di base, tra cui proprio quello che accenni tu su "chi" o "che cosa" è oggetto del meccanismo e sul conseguente atteggiamento che ne deriva.

Parallelamente, per quanto riguarda "paradiso" ed "inferno", nel tentativo di capire quali possano essere le basi reali su cui i concetti sono stati costruiti e poi sono stati deviati, ad uso e consumo della chiesa (sempre più piccolo) e proprio con l'utilizzo del concetto di peccato (che in realtà non centra nulla), dicevo, potremmo partire dai vari libri dei morti, da quello tibetano a quello egizio, che descrivono il "cammino" dell'anima dopo la morte fisica e vedere di che si parla o, perlomeno, si parlava.

Invece qui continuerei proprio col concetto più caro a chi voglia manipolare folle, quello di "peccato". A questo proposito e per cominciare, mi limito a proporre una riflessione sul vangelico "chi è senza peccato..." il quale, da un certo punto di vista, destituisce il peccato da punto di riferimento giudiziale. Da una parte il messaggio di Cristo riporta gli uomini sullo stesso piano della "peccatrice" ricordando ed insegnando che non sono titolati al giudizio visto che non possono porsi al di sopra di lei (non sono "senza peccato"), dall'altra mostra come invece chi è senza peccato, cioè Lui, lungi dal giudicare e punire, accetta ed accoglie, proponendo quell'amore incondizionato che è alla base di tutto il suo messaggio (ama il prossimo COME te stesso - e non QUANTO aggiungo io data la mentalità moderna).
Si potrebbe quasi sostenere che, dalla Sua venuta, il peccato non esista più.

Che ne pensate?

Kael 24-08-2005 01.59.53

Dopo aver letto tutto fino a qui provo a dire anch'io la mia...

Allora, cos'è la religione, e in questo particolare contesto, il Cristianesimo?
E' ciò che ci insegnano a catechismo? E' ciò che leggiamo sui vangeli? E' ciò che ci racconta il nostro prete di "fiducia"?
Io credo che tutto ciò sia troppo soggettivo e troppo poco veritiero. Si possono trovare due preti, magari della stessa chiesa, che la vedono diversamente su tanti punti... e allora che fare?
Anche i vangeli sono stati modificati, sia in buona fede traducendo gli antichi testi, sia in mala fede da chi ha voluto omettere certe parti.

La religione, per come la vedo io, dev'essere un qualcosa "sopra" a tutto questo, non distorcibile dalle genti.
Un qualcosa ritrovabile nei riti, nei sacramenti. La religione quindi è quell'insieme di pratiche rituali atte a creare una sorta di ponte col divino, come il battesimo, la comunione, la cresima, il matrimonio... E tutto ciò non ha niente a che vedere con chi esegue materialmente tale rito. Ci può battezzare un prete buono, o un prete cattivo, ma qualunque sia, è sempre un prete qualificato quindi a fare da ponte con il fondatore della religione, in questo caso Gesù Cristo.

E' per questo che non credo che le "cattive azioni" della chiesa possano sminuire la potenza insita nei sacramenti, perchè non partendo dall'umano, questa forza non può da esso nemmeno venir modificata. L'officiatore è solo un "tramite materiale" fra noi e chi non possiede più un veicolo materiale per farlo lui in prima persona.

L'importante della Messa perciò non è tanto la predica del sacerdote, i canti o le letture, ma piuttosto il rito della Comunione, il "mangiare" Cristo e farlo quindi entrare in noi, agendo questo sopra l'umano in forma di rito.

Sul perchè poi la chiesa nel corso degli anni si sia tanto distaccata dagli insegnamenti originali del Cristo, questo non lo so, e non vi entro nel merito. So solo che Cristo non ha mai "castigato" nessuno, mentre la chiesa, fra crociate, inquisizione e dure lotte contro gli "eretici", si è fatta fin troppa "giustizia sommaria"... Il perchè qualcuno lo conosce?

Uno 24-08-2005 09.54.26

Citazione:

Originalmente inviato da Ray
Si potrebbe quasi sostenere che, dalla Sua venuta, il peccato non esista più.

Che ne pensate?

Esiste la possibilità di non essere nel peccato.... ha ricreato un modello che prima di lui era perso (c'era in passati lontani, ma per i cicli naturali si era "dissolto")....
la possibilità di essere come il Sole è per noi... solo amore incondizionato (come hai scritto tu)

Citazione:

Originalmente inviato da Kael
Un qualcosa ritrovabile nei riti, nei sacramenti. La religione quindi è quell'insieme di pratiche rituali atte a creare una sorta di ponte col divino, come il battesimo, la comunione, la cresima, il matrimonio... E tutto ciò non ha niente a che vedere con chi esegue materialmente tale rito. Ci può battezzare un prete buono, o un prete cattivo, ma qualunque sia, è sempre un prete qualificato quindi a fare da ponte con il fondatore della religione, in questo caso Gesù Cristo.

In parte è vero... se voglio guarire potrei incappare nel peggior medico/terapeuta (anche un ciarlatano per assurdo) e guarirò.... però come per illuminare una lampadina molto potente ho bisogno di un cavo elettrico di adeguata portata, allo stesso modo un sacerdote che abbia maggiore "capacità" di far fluire il divino attraverso di lui sarà capace di aiutare più persone e meglio....
Ricordiamoci sempre di essere soggetti a forze interne ed esterne allo stesso tempo, negarne una delle due ci rende incompleti....

Ray 24-08-2005 12.53.18

vero che un prete "buono", cioè che con le sue inclinazioni personali non oppone resistenza all'operato divino può aiutare di più e meglio di uno "cattivo", tuttavia l'Ordine Sacro ha proprio la funzione (una delle) di preparare dei "canali" attraverso i quali "passino" i sacramenti. E di prepararli in modo tale che, anche se entrano in gioco forze oppositive, l'essenziale passi comunque. Questo solo per chiarire che l'operato umano non può in nessun modo inficiare quello divino previsto nei riti, per quanto impegno ci metta.
E' ovvio tuttavia che un prete collaborante col divino è preferibile ad uno opponente.

Per quanto riguarda le crociate contro gli eretici anche qui si deve distinguere. Le crociate dagli eretici. La chiesa, in quanto conservatrice della dottrina cattolica, ha il diritto-dovere di utilizzare quello strumento che si chiama anatema. Esso bolla come eresia (letteralmente "ciò che è fuori dalla verità, dalla dottrina) ciò che è anti-dottrinale oppure non-dottrinale ma spacciantesi come tale. Lo scopo dell'anatema è soprattutto informativo, esso tuttavia anche impedisce a ciò che è fuori dalla dottrina di accedere all'elemento spirituale in modo non consono. La "crociata" non centra nulla, non andrebbe fatta, soprattutto non andrebbe fatta "contro" gli eretici i quali, ricevuto l'anatema e, di conseguenza, riconosciuti come stanti "fuori dalla chiesa" hanno già ricevuto tutte le azioni che la chiesa deve compiere. Anzi, fatto ciò, non dovrebbe proprio più occuparsene.

La crociata invece e propriamente la "guerra santa", il corrispondente dell'islamico "jihad". Su questo tema, data la comlessità, tornerò in seguito

Era 29-08-2005 20.33.12

"La crociata invece e propriamente la "guerra santa", il corrispondente dell'islamico "jihad". Su questo tema, data la comlessità, tornerò in seguito"

e com'è che non riesco a conciliarel e due parole accostate:
guerra e santa?
ciò che è santo non dovrebbe/potrebbe prevedere la guerra....
anche il Maestro non era totalmente mite....
si alterò...urlò....imprecò verso il commercio nel tempio
ma non fece guerra nè ai commercianti...nè agli acquierenti....

ci ritorni per cortesia? fiori.gif

Shanti 29-08-2005 21.33.34

Citazione:

Originalmente inviato da Era
anche il Maestro non era totalmente mite....
si alterò...urlò....imprecò verso il commercio nel tempio
ma non fece guerra nè ai commercianti...nè agli acquierenti...

Il suo forse fu un vero e propio gesto di "spietatezza" e non intendo nel senso negativo del termine... :wow:

Ray 30-08-2005 00.19.38

Torno sul concetto di "guerra santa" con due premesse: esaurire l'argomento è pressochè impossibile. Proverò a dare alcuni spunti, magari postando più di una volta data la mia logorrea. L'altra questione è che vorrei l'intervento del capo a stabilire fino a che punto posso trattare l'argomento in questa sezione. Io posto, poi mi fermo ed attendo istruzioni.

Alla visione tradizionale del mondo ogni realtà è un simbolo ed ogni azione un rito. Ciò vale anche per la guerra. In tutte le tradizioni, sia da un punto di vista cosmologico sia evoluzionistico (microcosmico) la guerra è presente. Non solo ma è pure prevista come mezzo per l'evoluzione spirituale (via del guerriero) che, invece di produrre un Santo, produce un Eroe il quale, a seconda dei casi, si conquista il Walhalla, l'Ade, La casa del Sole di Uitzilopochtili (atzechi) e via discorrendo. In oriente il Samurai percorre la Via del Guerriero e, nella tradizione cattolica, le prime guerre sono quelle angeliche.

La tradizione islamica - che forse interessa per attualità - o almeno quella regolare, distingue la Grande Guerra Santa ( al-jihadul-akbar ) dalla piccola guerra santa ( al-jihadul-asghar ). La prima sta alla seconda come l'anima sta al corpo. Ovvero la grande guerra si svolge all'interno dell'individuo come lotta dell'uomo contro i nemici che porta in se. Egli diventa un "eroe" quando sconfigge in se tutto ciò che è riferito alla sua natura inferiore, impulso disordinato, brama materiale. La piccola guerra è la sua trasposizione sul terreno materiale, può essere perciò combattuta dai popoli e, attraverso essa, il Guerriero può combattere più facilemente quella grande, vincendo soprattutto le sue paure ed il suo attaccamento alla vita corporea.

In tutte le guerre tradizionali, anche le più spietate, il nemico è comunque rispettato ed affrontato "ad armi pari" in quanto anch'egli è previsto stia combattendo la sua "grande guerra". Ecco quindi che il fatto che uno vinca e l'altro perda, che uno perda o meno la vita corporea, è solo una contingenza quasi irrilevante in quanto è possibile, se non auspicabile, che sia lo "sconfitto" che il "vincitore" siano entrambi vincitori ad un più alto livello.

Bisogna poi tenere conto che questo concetto, come tutti gli altri, ha subito nel corso del tempo svariate deviazioni, quando non totali inversioni. E che, sicuramente, insieme a molti altri è stato usato a fini discutibili, tra i quali, dominare le popolazioni.

In ogni caso (per rispondere ad Era), dal punto di vista tradizionale, non solo esiste la "guerra santa" ma essa è l'unica guerra esistente. Tutte le altre, che non pongono l'elemento spirituale in principio o non lo pongono proprio, sono invece da considerarsi massacri, uccisioni, abomini.
Quando dico "pongono l'elemento spirituale" mi riferisco alla guerra come "mezzo con cui si ristabilisce l'ordine" ed il riferimento che ogni guerra contingente deve avere è quello trascendentale del cosmo (cosmos = ordine) contro il suo opposto caos.

Tutto questo è passibile di ulteriori interpretazione simboliche che ci porterebbero a considerare le cose da un punto di vista diverso, di ordine "metafisico".
Qui mi fermo ed attendo repliche ed istruzioni

jezebelius 30-08-2005 03.12.20

Ottimi spunti ma ho difficoltà a connettere il pensiero ( e quando mai, eheheh ) per cui vedo domani cosa posso......
ciao ciao

Era 30-08-2005 13.14.42

e va bene la guerra è presente....in effetti anche nel corpo
cellula sana contro cellula malata....più tutto ciò che hai detto...
ma davvero nel mio piccolo sono disorientata....
"vivo" la guerra come dato negativo....poi mi vieni a dire
che è santa...che è evoluzione.....
ebbhè....che fine ha fatto:"ama il prossimo tuo come te stesso"?
si arriverà suppongo ad una fase nella guale la "guerra"
di qualunque tipo si tratti non saà più necessaria... o no?

"....il Guerriero può combattere più facilemente quella grande, vincendo soprattutto le sue paure ed il suo attaccamento alla vita corporea......."
questo tipo di guerra la comprendo...finalizzata al progresso spirituale
materialmente non si uccide nulla...

".....che sia lo "sconfitto" che il "vincitore" siano entrambi vincitori ad un più alto livello......."
in questo caso intendi che entrambi hanno seguito uno schema karmico?


".....E che, sicuramente, insieme a molti altri è stato usato a fini discutibili, tra i quali, dominare le popolazioni....."
e questo è indubbio...anzi la finalità ultima delle guerre odierne

quindi "la guerra santa" di cui parliamo non è una guerra come
la intendiamo nel senso del termine.....ma come mezzo che ristabilisce
l' ordine....
vuoi dirmi che le crociate o guerre sante del medio evo avevano questo
scopo? azz... anche le azioni della santa inquisizione?
sai da :strega: questo discorso m' interessa :D

scusa Ray ma con me ci vuole pazienza fiori.gif

luna.gif

p.s. credo tu possa trattare e andare avanti
non voglio sostituirmi al capo s' intende P: :R
butta le perle...qualcuno le raccoglierà

Ray 30-08-2005 13.55.15

Per carità, non si tratta di perle e comunque so benissimo che vengono raccolte, qualsiasi cosa siano. La mia preoccupazione è rivolta al fatto che, per mia mancata comprensione, potrei trattare in questa sezione aperta a tutti argomenti che, forse, troverebbero miglior collocazione altove.

I quesiti che poni sono più che legittimi e molto interessanti.
La guerra santa, intesa dal punto di vista materiale del termine, doveva servire appunto a mettere "le cose a posto", ove si verificasse uno stravolgimento, addirittura fin sul piano corporeo, dell' "ordine naturale delle cose". Ovvero qualcosa di corrispondente, anche se a livello decisamente più basso, delle guerre angeliche intraprese contro i "ribelli". E' inutile dire che, storicamente, si è sovente usata questa scusa per giustificare intenzioni belliche di tuttaltra portata, anche se non nel 100% dei casi.
Per quanto riguarda le streghe non ne parliamo neanche. Non si può riferirsi ad una persecuzione come ad una crociata e di "santo" l'inquisizione credo abbia avuto ben poco, se non nulla. Ciò non toglie la correttezza di eventuali posizioni di disaccordo da parte dell'istituzione religiosa contro individui o gruppi che, intenzionalmente si schierino con la "fazione opposta", ma una volta di più i metodi per stabilire e reagire a questa intenzione dovevano essere ben altri, meno "materiali" e molto più efficaci.
C'è da dire che determinate questioni storiche molto discutibili si collocano in quella parte del medio evo ufficiale che già era soggetto ad una grande degenerazione spirituale. Dal mio punto di vista il Medio Evo finisce nel 1314 (uccisione di J. De Molay), dopo una involuzone iniziata ben prima e ben individuata da Dante.

Per quanto riguarda il rapporto tra "sconfitto" e "vincitore" in un ipotetico scontro "sacro" mi riferivo al fatto che, indipendentemente dal risultato corporeo della lotta, entrambi potrebbero aver vinto la vera guerra, dentro di se. A quel punto morire fisicamente assume un significato completamente diverso, stando ad indicare che l' "eroe", se lascia il corpo, evidentemente ha esurito i suoi compiti su questo piano. Per il concetto di karma la faccenda si complica, dico solo (anche qui vorrei il parere di Uno), che chi, in un modo o nell'altro, raggiunge uno stato di esistenza "sovra-individuale" è anche fuori dalla ruota del karma. (qui mi fermo...Uno??).

Arrivare ad un momento in cui la guerra non è più necessaria è precisamente il punto in cui chi ha vinto la sua Grande Guerra tende. Poi, considerare il raggiungimento di determinati stati come una "guerra" è solamente un punto di vista, valido in particolar modo per alcuni individui che hanno specifiche caratteristiche.

"ama il prossimo tuo..." non è minimaente scalfito da queste considerazioni. E' la via suggerita da Cristo, è valida per chiunque, vale a tutti i livelli ed è, probabilmente il miglior insegnamento che ci è stato dato. Tuttavia risulta in contraddizione con il concetto di "guerra santa" solo fino ad un certo punto. Come ogni opposizione essa è solo apparente eperciò passibile di essere vista come una complementarietà ad un livello più alto... (mi rifermo. Uno??)

In ogni caso quanto hai fatto notare sulle guerre "naturali" che si svolgono nel nostro corpo è un'ottima analogia applicabile per capire meglio questi concetti tradizionali. Anche perchè permette di sottolineare la mancanza di possibilità di dare un giudizio morale sulla stessa.

jezebelius 30-08-2005 22.13.16

bacini.gif Credo che in un certo senso si possa affermare che " La Giustizia è equilibrio" ( non è mia ma era nel film " Batman Begins ").
Dove l'ho sentita si parlava appunto di questo( almeno quello è il significato che ne ho dato ) ovvero della possibilità di muovere guerra al fine di ristabilire l'armonia. Se non ricordo male anche Cristo col suo " Io son venuto a portar spada...." potrebbe intendersi in questo.
Credo che ad un livello basso ( non in quanto spirituale ) nel senso di visione abbiamo difficioltà a comprendewe il concetto di guerra santa almeno fin quando si attribuisce alla parola " Guerra " il significato che ne abbiamo costruito intorno ovvero distruzione e quant'0altro di negativo tale azione potrebbe evidenziare!
martello.:
Ma con un po di sforzo sono certo che si possa trascendere dal significato e dedicarsi ( dedicarmi ) al concetto...che Ray ha espresso. Ci metterò un po di tempo...ma sapete.....tutto serve per allargare la " visione " per cui....sono tutt'occhi....
Neanche mi addentro in ciò che Ray ha espresso proprio oerchè la mia conoscenza è più compresa nella oscurità ( modo molto soft e fantasioso per dire che sono " Ignorante " )...quindi assumo a valuto....che altro fare quando non puoi andare avanti? eheheheeh. :wow:
Una cosa mi viene da dire e cioè che la negatività ( che si chiami guerra o altro ovvero quell'elemento al quale attribuiamo il concetto di " Negatività " ) Esiste perchè l'equilibrio è stato disturbato dalla sua vibrazione ( m'è uscita così ) naturale...per cui è necessaria per ristabilire l'ordine; il tutto però ddovrebbe essere ( credo ) compreso nel concetto di " Karma " al fine di ristabilire il " Centro " violato....... blink.gif ( me sarò capito....sii manata.gif )
Vi seguo...... Scooter.g:

Uno 31-08-2005 09.36.53

Citazione:

Originalmente inviato da Era
e va bene la guerra è presente....in effetti anche nel corpo
cellula sana contro cellula malata....più tutto ciò che hai detto...
ma davvero nel mio piccolo sono disorientata....
"vivo" la guerra come dato negativo....poi mi vieni a dire
che è santa...che è evoluzione.....
ebbhè....che fine ha fatto:"ama il prossimo tuo come te stesso"?
si arriverà suppongo ad una fase nella guale la "guerra"
di qualunque tipo si tratti non saà più necessaria... o no?

Come nell'esempio che hai fatto un corpo può avere dei conflitti interni non accettati (il malato che soffre in maniera "errata") o può può avere una febbre che lo porta in equilibrio.... ma... possiamo dire che la temperatura "normale" di 36,6/36.8 gradi non sia un calore (se vogliamo una febbre balnda) necessario per vivere?
Quello che volevo dire che all'umanità materiale (e ciò che che essa alimenta) è necessario il conflitto purtroppo... per l'evoluzione e la massa non se ne staccherà mai, non ha la capacità/possibilità) , solo l'individuo (o gruppi di essi) può trovare altro mezzo per il proprio carburante.... (ama il prossimo tuo come te stesso).

Uno 31-08-2005 09.48.40

Citazione:

Originalmente inviato da Ray
...... Per il concetto di karma la faccenda si complica, dico solo (anche qui vorrei il parere di Uno), che chi, in un modo o nell'altro, raggiunge uno stato di esistenza "sovra-individuale" è anche fuori dalla ruota del karma. (qui mi fermo...Uno??).
Arrivare ad un momento in cui la guerra non è più necessaria è precisamente il punto in cui chi ha vinto la sua Grande Guerra tende. Poi, considerare il raggiungimento di determinati stati come una "guerra" è solamente un punto di vista, valido in particolar modo per alcuni individui che hanno specifiche caratteristiche.

Non sarà necessaria come realtà, anche se purtroppo come attore del mondo a volte dovrà darne rappresentazione.... sembra contradditorio e di comodo... sembra il predica bene e razzola male... ma realmente un individuo "sovra-individuale" (per usare le parole di Ray) ,che non significa non più individuo come molti confondono ma individuo nel vero senso della parola, come poteva essere Gesù, può infuriarsi contro i mercanti perchè la cosa va fatta ma senza identificarsi nel gesto... e soprattutto perchè dovuto da leggi/volonta superiori non da una misera morale o convenienza umana.
Poi purtroppo troppo spesso ci sono persone che credendo di essere in quella situazione sovra-individuale si arrogano il diritto di compiere azioni che credono sante, in realtà sono puro egoismo....

Era 31-08-2005 13.03.23

il fine giustifica i mezzi?

Ray 31-08-2005 14.39.38

provo a risponedere ad Era.

Il "fine" quale scopo da ottenere è obiettivo da raggiungere, quindi non ancora realizzato (dotato di realtà). Esso, di conseguenza, non può agire in nessun modo nella realtà, menchemano giustificando qualcosa.
Sono che le persone che, nel perseguire il loro interesse e trovando alcuni mezzi più efficaci di altri, li giustificano o tentano di farlo. Il problema però è che chi si sente di dover giustificare qualche mezzo, significa che l'aveva già scelto PRIMA di provare a giustificarlo. Quindi le considerazioni con le quali ha scelto sono sicuramente pratiche e per niente etiche. E la "giustificazione" non è altro che una mancata assunzione di responsabilità verso le proprie azioni, che aggrava la situazione di chi ha agito.
Chi antepone il giudizio etico all'azione non prende neanche in considerazione l'utilizzo di tutta una serie di mezzi.
Se poi parliamo di questioni religiose la cosa si aggrava, dato che l'etica dovrebbe essere il livello più basso (umano) in cui si determina una scelta. Purtroppo, come dice Uno, addirittura il Principio Spirituale a volte è stato tirato in ballo per giustificare azioni umane assai poco giustificabili. E se scaricare responsabilità al di sotto è esecrabile, cercare di scaricarle al di sopra è, forse, ancora peggio.

Uno 31-08-2005 16.04.06

Se sono in grado di tentare il raggiungimento di un obiettivo sono in grado di "fare" come avrebbe detto qualcuno, e il mio fine è in linea con i fini divini (se non piace questa parola, possiamo usare economia universale) e quindi il mezzo è indifferente... e allo stesso tempo è lui stesso (mezzo) in linea con i piani divini... quindi userò il mezzo più concreto...
In soldoni se la massa fa guerre è perchè non può fare altro.... (se alcuni non fossero in guerra noi non saremmo in pace.... sembra assurdo e insulso ma è così) è il solo loro modo per procurarsi degli shock che in pochissimi casi fanno effetto.... se l'umanità fosse in grado di soffrire volontariamente (sofferenza costruttiva non inutile) le guerre e la pace non servirebbero e saremmo al di sopra, ma quel livello non si raggiunge qua, lo si dovrebbe costruire qua.....

jezebelius 31-08-2005 16.41.07

Quindi possiamo dire che esiste una Complementarità tra un'azione - la guerra ad esempio - che rappresenta lo shock da sopportare ( in chi la fa e chi lo riceve ) e la situazione che riguarda la non guerra? E se ambedue le ipotetiche situazioni sono rese concrete e vissute, si potrebbe anche dire che le stesse fanno parte di un Piano Divino ( o economico universale...eheh )per il quale - in un certo qual modo - tutto deve essere inteso nella " normalità ". Per ritornare al tema delle Religioni - in specifico quella cristiana - se si parla di anticristo, è si un negativa considerazione ( a livello umano ) ma indispensabile per il Piano; come dire che Hitler ( a prescindere dalle valutazioni che ne possiamo dare e dire ) è stato indispensabile quale Agente programmato...non so se mi sono compreso......ops.......

Uno 27-10-2005 00.40.58

Riferimento: Religioni
 
Riprendo questo discorso che abbiamo un pochino (forse quasi troppo) allargato.
Lignaggio....
Ogni tradizione e quindi anche le religioni danno molto peso a questo, basti ricordare nella bibbia come si nomina ogni volta figlio di.... figlio di.... etc etc per ogni personaggio, perfino di Gesù poi venne fuori la discendenza da Re David.
Questa aveva (fino Gesù) un motivo prettamente.. "genetico"... nel senso di struttura psico-fisico-energetica ereditata, essere di una determinata discendenza significava avere determinate caratteristiche che permettevano di arrivare a certi livelli e ad assolvere certi compiti. Dopo Gesù il lignaggio ha cambiato senso è diventato la discendenza Maestro-allievi... questo ha aperto la possibilità a tutti (non è solo un discorso di cambiamento di tradizione... il sacrificio di Cristo ha creato un nuovo modello) di poter accedere alle tradizioni e di conseguenza ai lignaggi però purtroppo ha creato la possibilità dell'imbroglio e la vanificazione almeno in parte di rami di tradizione.
Ci sono stati Maestri uccisi e il posto preso da personaggi non degni... la stessa elezione del successore non da parte del Maestro "uscente" è una menomazione etc etc.
Per fortuna esistono sempre rami buoni in mezzo a quelli malati ed possibile sempre "beccare" la persona-tradizione-insegnamento giusto in mezzo al caos

Amy 28-10-2005 20.55.50

Riferimento: Religioni
 
se l'umanità fosse in grado di soffrire volontariamente (sofferenza costruttiva non inutile)

:U ...un esempio di sofferenza costruttiva e uno di sofferenza inutile?

Kael 28-10-2005 21.11.21

Riferimento: Religioni
 
Scottarsi un dito.
Scottarsi un dito.

Nel primo caso capisco che il fuoco scotta, e la prossima volta ci sto attento.
Nel secondo caso non lo capisco e/o me lo dimentico e/o non ci do peso... e ho un dito gonfio per niente...

Amy 28-10-2005 21.48.41

Riferimento: Religioni
 
Per cui non è la sofferenza in sè che è costruttiva o inutile...ma è il gesto che ha causato la sofferenza ad essere l'uno o l'altro!

Uno 28-10-2005 22.02.44

Riferimento: Religioni
 
Citazione:

Originalmente inviato da Amy
se l'umanità fosse in grado di soffrire volontariamente (sofferenza costruttiva non inutile)

:U ...un esempio di sofferenza costruttiva e uno di sofferenza inutile?

Kael te ne ha fatto uno e io te ne faccio un altro...

Sono giovane ho problemi con i miei, sono costretto (o mi sento costretto è uguale) ad andarmene di casa senza praticamente niente, ho grossi problemi... mi manca quasi di che vivere... posso diventare cattivo, avaro, chiudere la mia essenza in un orrenda maschera
Oppure... soffro ma qualcosa si accende in me, mi guardo intorno, vedo gente che sta bene e gente che sta male, ripenso al perchè sono arrivato a questo punto e vedo che ho anche io fatto qualcosa... non potevo fare altro in quel momento ma non sono un perseguitato dalla sorte, non esiste la sorte.... piano piano inizio a risistemarmi ma non sono più quello che è "scappato" di casa... la sofferenza ha costruito un nuovo individuo (non persona).
Potrei dirti anche che se tu non fossi estremamente razionale, quando stai male... potresti ascoltarti la zona dell'addome... potresti notare un groviglio che corrisponde ad un movimento energetico che si mette in moto quando stiamo male, quando soffriamo... dopo possiamo fare diverse cose, quasi tutti di solito cercano di trovare il modo di bloccare tutto.. a volte ci riescono... per un pò.. per un pò... poi torna fuori.... altri o gli stessi quando arrivano alla situazione limite riescono a sfruttare questa energia per rinnovarsi, che la percepiscano o meno.
In soldoni la sofferenza costruttiva è quella che rinnova... altrimenti è sofferenza inutile.


P.s. Al prossimo giro che fai un appunto ad una cosa in questa discussione ma che non è nel tema apri un'altra discussione per piacere? Altrimenti potrei pensare che il tuo scopo sia solo di deviare questa (discussione)... lo so che non è così o meglio lo fai non volutamente... ma adesso che te lo faccio notare vedi tu....

Amy 28-10-2005 22.21.34

Riferimento: Religioni
 
Non credo di avere scopi particolari se non quelli di capire meglio quello che viene scritto e di dire la mia...come tutti del resto!
Cmq...recepito il messaggio..

Era 28-10-2005 22.25.54

Riferimento: Religioni
 
se non ho capito male...diciamo che ogni esperienza bella o brutta che sia deve o dovrebbe portare ad una comprensione e ad un avanzare nella stessa......
Ghandi usava la non violenza...e venne ucciso....
Gesù usava la non violenza....ma permise che si usasse violenza verso di lui....

entrambi avrebbero potuto evitare....non evitando permisero il realizzarsi di un disegno superiore? (sofferenza costruttiva)

e se è così...questo disegno in che modo si realizza? visto come vanno le cose?

spero che si capisca..io in effetti dentro la testa ce l' ho chiara la domanda...non la so verbalizzare meglio...

Kael 28-10-2005 22.50.38

Riferimento: Religioni
 
Ho capito benissimo Era.

E' chiaro che Gesù Cristo ebbe un compito fondamentale per la salvezza dell'umanità. Si dice che il suo sangue sia stato versato per la remissione dei peccati, liberandoci così dalla morte.
E la sua ultima tentazione fu proprio quella finale, sulla croce, forse la più difficile... quando tutti gli urlarono: "Dimostraci che sei il Figlio di Dio, scendi da quella croce se ne sei capace"

Gesù, lo ricordo bene, non disse "sono venuto a portarvi la pace"...
No, anzi... egli disse "sono venuto a portarvi la spada"... questo perchè se avesse voluto il mondo sarebbe stato tutto rosa e fiori... Ma la consapevolezza? Che fine avrebbe fatto?
Che palestra sarebbe per noi questo mondo, se non ci fossero pesi da alzare e sudore da versare, ma se invece fosse tutto un letto morbido e confortevole, dove oziare e far aumentare la ciccia? Ricordi che fine ha fatto l'impero romano, quando hanno "allentato" l'attenzione, e si sono abbandonati al lusso e alla comodità?

Chi nasce ricco, non ne ha merito.
Se lui fosse sceso da quella croce, ci avrebbe condannati, per sempre.


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