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E per quella dovremmo prepararci. Come la persona dell'esempio potrebbe allenarsi a saltare le buche. Prima o poi ci cadrà ma più allenata è e più buche potrà saltare prima di caderci dentro. Se dovessi morire di un altra cosa a parte la vecchiaia essa sarà un imprevisto, e con gli imprevisti non si può fare nulla. Al massimo quando mi capita ti farò sapere... se sarò in grado di rispondere. |
Posto che a prescindere ci sta il discorso che un pò tutti avete fatto sulla soggettività dell'individuo, il nostro ragionamento dovrebbe concentrarsi su come ci rapportiamo in quel range di spazio/tempo che va dal qui e ora al quando e dove c'è un pericolo per la salute.
Per riprendere dei concetti che stiamo trattando in altri 3d, se io so che esiste un possibile problema (in cui posso o non posso cadere) è facile che mi polarizzi verso quel problema e che magari ci vada a sbattere anche se non vi ero destinato. Il discorso cambia quando appunto il problema esiste ed io sicuramente ci dovrò andare a sbattere, la mia filosofia in generale è quella del detto: "Se c'è rimedio perchè ti arrabbi? Se non c'è rimedio perchè ti arrabbi?" questo ovviamente non significa non fare nulla ma neanche fermare tutto il mondo (il mio o anche quello altrui) da adesso a fin quando l'evento si presenterà. Insomma le cose da mettere sulla bilancia sono in un piatto la percentuale di possibile risolvimento del problema e sull'altro piatto le risorse che spendendo per risolvere il problema non posso godere altrimenti. E' un gioco di azzardo spesso e volentieri e si sa che il banco vince quasi sempre, a volte non giocare è la vincita più alta. Invece se sai che tutti i biglietti venduti fino a quel momento non sono vincenti e sei vicino all'estrazione vale la pena di tentare. Insomma se io sapessi di morire a 86 anni non ci penserei fino a 85 anni passati, anche perchè quello che io potrei sapere per quanto potenzialmente sia preciso è fino all'ultimo modificabile ma se passo decine di anni a potenziare il potenzialmente..... |
Io sono del partito: non voglio sapere.
Non voglio sapere di che morte morirò né quando. Questo (come dice Uno) mi condizionerebbe a tal punto da modificare drasticamente la mia vita. Non voglio sapere che c'è la buca, perché l'evitarla potrebbe togliermi un potenziale insegnamento. I tarocchi. Quando ti fai leggere le carte, ti dicono un possibile futuro, ma appena ne vieni a conoscenza quel futuro diventa il tuo. Inconsciamente lavori per far sì che ciò che ti ha detto la chiromante avvenga. Sembra un paradosso, ma il conoscere il dopo ti blinda le possibilità che avresti con l'ignoranza del non sapere. Sto passeggiando e non so che c'è la buca, posso anche non caderci, come si. Ma sarei vigile ed attenta. Se so che la buca c'è, appena riesco ad evitarla mi crogiolo nella sicurezza di aver salvato la caviglia col rischio di non prestare attenzione al sucessivo pericolo. Se sai cosa ti succede, rischi di dormire per il tempo che trascorre dal qui e ora al quando accadrà... Tanto chi me lo fa fà? |
Se si sposta il concetto delle "tre scimmiette" (non vedo, non sento, non parlo) alle vicissitudini della vita in generale si incorrerebbe alla fine , come dice il mio amico Adam Kadmon (di cui riporto una sua citazione), in una situazione paragonabile a questa:
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Insomma Enoch.... quello di cui stiamo parlando non è di nascondere la testa sotto la sabbia ma di non allungare troppo il collo avanti e di non ruotarlo in diverse direzioni ed essere poi attirati verso quella più malefica.
Mi guardo intorno e statistiche alla mano vedo che c'è chi se ne frega che ha una salute di ferro e quelli che conoscono tutti i più complicati termini tecnici che ne hanno sempre una intorno. Il problema nasce per i primi solo quando hanno veramente qualcosa di complicato, li sono senza difese e rischiano veramente di morire per una stupidaggine. Ciò che gli evita di ammalarsi normalmente, cioè la convinzione di essere eterni ed indistruttibili è ciò che li rovina di fronte a qualcosa di serio. Quindi occorrerebbe, dal mio punto di vista, a volersi godere e a sfruttare al massimo la vita, una mediazione che sia tendente al menefreghismo in condizioni normali ma che sia pronta alla reazione in condizioni alterate.... cosa che poi non sarebbe buona solo per la salute. |
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Quello che non riesco ancora a comprendere pienamente è il meccanismo che stai descrivendo , cioè che il venire a conoscenza di qualcosa di negativo alla fine dei conti è più facile che ci danneggi piuttosto che al contrario. |
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Il problema è che le cose possono anche venirici loro a cercare, non è che se non conosco una malattia divento automaticamente invisibile a questa. Poi è ovvio che a fare di contro altare al sapere c'è anche il rischio che una cosa mi attiri in qualche modo, ma visto che in ogni caso potrei sbatterci contro, rischio per rischio, allora preferisco affrontarlo con qualche strumento in più in mio possesso. Una volta, ad esempio, lessì che le persone che avanzano a livello evolutivo, diventano maggiormente appetibili e visibili per certe entità "negative", per le quali persone elevate sono "bocconcini" migliori che la persona mezza zombie, o comunque più agisci e più rischi di incontrare situazioni varie .... Ma non mi sembra che a restare"ignorante", ovviamente non è che Uno stia dicendo questo, il rischio cali...anche a gente ignorante possono capitare le peggio disgrazie. |
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Adesso cerco cose diverse e paradossalmente ho più problemi di prima perchè una parte di me vive di nostalgia mentre l'altra governa l'oggi come meglio può generando interiormente un conflitto che non migliora le cose ne le risolve anzi io sono convinta che ha peggiorato l'ansia perchè l'energia che prima disperdeva oggi è ristagnante e non so come far fluire altrove senza farla finire in rabbia o in ansia o in qualche malanno. Sono ormai 5 anni e forse più che cerco una via d'uscita di trovare come risolvere la questione senza però arrivare veramente ad una conclusione che mi porti a fare qualcosa perchè come tutti in conflitti tirandoti tra di qua e di là ti lasciano li ferma immobile e piena di ansia :U e pure stressata dalla situazione d'empasse arrabbiat: |
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Consapevolmente o inconsapevolmente portiamo noi gli avvenimenti che ci accadono nella nostra vita, e se non conosco, cosa porto? Io non nascondo la testa nella sabbia, semplicemente soprassiedo e presto attenzione solo al necessario. Un dolore persistente nella stessa parte del corpo è sintomo che qualcosa non va, ma se è un doloretto, che alle volte viene e poi se ne va, con cui mi crogiolo nei racconti con le colleghe o dal dottore per sentirmi accentrata.. E' un acciacco auto-alimentato o condizionato, ma qui si allarga il discorso e si va OT troppo. |
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Sul non consapevoli credo si possa lavorare, stando più attenti e più "sintonizzati". Mi son fatta l'idea che qualsiasi cosa ti stia per accadere sia preceduta da un'avviso. Guardando il fatto col senno di poi ho potuto constatare che l'avviso c'è sempre stato, peccato non sia così facile capirlo prima che avvenga.nonso.gif |
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Diventa una sorta di profezia auto avverante. |
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Se sto tutto il giorno a pensare di vincere la lotteria o di sposarmi la donna più bella del mondo non accade niente, non sono in grado di Volere sul serio, ho i piccoli io , non sto volendo con tutto me stesso ecc Se invece a livello inconscio, quasi involontario penso alle malattie, alle disgrazie allora rischio di attirarle..:U Come mai? L'inconscio è molto più potente del conscio? A livello inconsapevole attingiamo a serbatoi o a modalità di desiderio che sono molto più forti di quanto riusciamo a fare in modo volontario? Magari potrei mettermi a pensare a livello conscio alle disgrazie sperando che a quel punto inconsciamente esca fuori qualche bel desiderio di felicità, hai visto mai...icon_mrgr: |
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Il punto è quanto sono carichi e quello si che può essere inconscio, ad esempio io potrei essere inconsapevolmente molto molto spaventato dalle malattie ed ecco che i pensieri avranno questa carica. Poi gli esempi che fai per contraltare secondo me non sono paragonabili. Ok che non sappiamo volere e quindi non pensiamo di vincere alla lotteria con sufficiente forza, però se le malattie io e te possiamo attirarcele entrambi la lotteria può vincerla solo uno e se ci pensano tutti... Eppoi, a parte rare eccezioni, tutti sposano la donna più bella del mondo. :) |
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Effettivamente la cosa dei pensieri carichi mi intriga, magari anche se sono saltuari, sfuggenti, però possono aver pescato da un serbatorio talmente pieno di roba, magari non tanto buona, che sono molto più pesanti e potenzialmente "attraenti" , rispetto a pensieri che si fanno più di frequente ma che magari sono vuoti, con solo la buccia, e quindi cercando di aumentare la consapevolezza e tutto il resto si dovrebbe riuscire a riempire in modo sano questi pensieri che inizierebbero ada vere anche loro un potere attraente maggiore. |
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E' l'infanzia, sono le persone che fin da quando eravamo piccoli (anche loro immersi) ci hanno influenzato? O nasciamo già nel nero? E' l'amore che combatte il nero o la luce? |
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