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Enoch 15-12-2011 11.07.50

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 107127)
Quindi ti rigiro la domanda di Uno così: quando sai di cosa morirai (senza però conoscere il quando) che fai?
Nella metafora infatti sappiamo che c'è una buca piuttosto che un serpente, o un leone, ma non sappiamo quando e infatti bisogna tenere gli occhi aperti.

Già sappiamo che morte moriremo: di vecchiaia! icon_mrgr:
E per quella dovremmo prepararci.
Come la persona dell'esempio potrebbe allenarsi a saltare le buche. Prima o poi ci cadrà ma più allenata è e più buche potrà saltare prima di caderci dentro.

Se dovessi morire di un altra cosa a parte la vecchiaia essa sarà un imprevisto, e con gli imprevisti non si può fare nulla.
Al massimo quando mi capita ti farò sapere... se sarò in grado di rispondere.

Uno 15-12-2011 12.03.22

Posto che a prescindere ci sta il discorso che un pò tutti avete fatto sulla soggettività dell'individuo, il nostro ragionamento dovrebbe concentrarsi su come ci rapportiamo in quel range di spazio/tempo che va dal qui e ora al quando e dove c'è un pericolo per la salute.
Per riprendere dei concetti che stiamo trattando in altri 3d, se io so che esiste un possibile problema (in cui posso o non posso cadere) è facile che mi polarizzi verso quel problema e che magari ci vada a sbattere anche se non vi ero destinato.
Il discorso cambia quando appunto il problema esiste ed io sicuramente ci dovrò andare a sbattere, la mia filosofia in generale è quella del detto: "Se c'è rimedio perchè ti arrabbi? Se non c'è rimedio perchè ti arrabbi?" questo ovviamente non significa non fare nulla ma neanche fermare tutto il mondo (il mio o anche quello altrui) da adesso a fin quando l'evento si presenterà.
Insomma le cose da mettere sulla bilancia sono in un piatto la percentuale di possibile risolvimento del problema e sull'altro piatto le risorse che spendendo per risolvere il problema non posso godere altrimenti.

E' un gioco di azzardo spesso e volentieri e si sa che il banco vince quasi sempre, a volte non giocare è la vincita più alta.
Invece se sai che tutti i biglietti venduti fino a quel momento non sono vincenti e sei vicino all'estrazione vale la pena di tentare.
Insomma se io sapessi di morire a 86 anni non ci penserei fino a 85 anni passati, anche perchè quello che io potrei sapere per quanto potenzialmente sia preciso è fino all'ultimo modificabile ma se passo decine di anni a potenziare il potenzialmente.....

Faltea 15-12-2011 13.05.07

Io sono del partito: non voglio sapere.
Non voglio sapere di che morte morirò né quando. Questo (come dice Uno) mi condizionerebbe a tal punto da modificare drasticamente la mia vita.
Non voglio sapere che c'è la buca, perché l'evitarla potrebbe togliermi un potenziale insegnamento.
I tarocchi.
Quando ti fai leggere le carte, ti dicono un possibile futuro, ma appena ne vieni a conoscenza quel futuro diventa il tuo. Inconsciamente lavori per far sì che ciò che ti ha detto la chiromante avvenga.
Sembra un paradosso, ma il conoscere il dopo ti blinda le possibilità che avresti con l'ignoranza del non sapere.
Sto passeggiando e non so che c'è la buca, posso anche non caderci, come si. Ma sarei vigile ed attenta.
Se so che la buca c'è, appena riesco ad evitarla mi crogiolo nella sicurezza di aver salvato la caviglia col rischio di non prestare attenzione al sucessivo pericolo.
Se sai cosa ti succede, rischi di dormire per il tempo che trascorre dal qui e ora al quando accadrà...
Tanto chi me lo fa fà?

Enoch 15-12-2011 13.54.39

Se si sposta il concetto delle "tre scimmiette" (non vedo, non sento, non parlo) alle vicissitudini della vita in generale si incorrerebbe alla fine , come dice il mio amico Adam Kadmon (di cui riporto una sua citazione), in una situazione paragonabile a questa:

Citazione:

Negando appunto l'evidenza dei fatti, si agirebbe come gli struzzi che dinanzi a un potenziale pericolo, anziché valutarne la reale entità (ed eventualmente affrontarlo o quantomeno tentare di sfuggirgli), preferiscono restare immobili mettendo la testa sotto la sabbia, ignorando però, che così facendo, espongono il sedere, con tutte le dolorose conseguenze che ne potrebbero derivare.
PS: chiedo scusa a priori nel caso dovessi offendere qualcuno, Faltea per prima.

Uno 15-12-2011 16.11.19

Insomma Enoch.... quello di cui stiamo parlando non è di nascondere la testa sotto la sabbia ma di non allungare troppo il collo avanti e di non ruotarlo in diverse direzioni ed essere poi attirati verso quella più malefica.

Mi guardo intorno e statistiche alla mano vedo che c'è chi se ne frega che ha una salute di ferro e quelli che conoscono tutti i più complicati termini tecnici che ne hanno sempre una intorno. Il problema nasce per i primi solo quando hanno veramente qualcosa di complicato, li sono senza difese e rischiano veramente di morire per una stupidaggine.
Ciò che gli evita di ammalarsi normalmente, cioè la convinzione di essere eterni ed indistruttibili è ciò che li rovina di fronte a qualcosa di serio. Quindi occorrerebbe, dal mio punto di vista, a volersi godere e a sfruttare al massimo la vita, una mediazione che sia tendente al menefreghismo in condizioni normali ma che sia pronta alla reazione in condizioni alterate.... cosa che poi non sarebbe buona solo per la salute.

Enoch 15-12-2011 16.47.17

Citazione:

Originalmente inviato da Uno (Messaggio 107166)
Insomma Enoch.... quello di cui stiamo parlando non è di nascondere la testa sotto la sabbia ma di non allungare troppo il collo avanti e di non ruotarlo in diverse direzioni ed essere poi attirati verso quella più malefica.

Mi guardo intorno e statistiche alla mano vedo che c'è chi se ne frega che ha una salute di ferro e quelli che conoscono tutti i più complicati termini tecnici che ne hanno sempre una intorno.

Credo di avere ora chiaro il tuo punto di vista e quello della discussione.
Quello che non riesco ancora a comprendere pienamente è il meccanismo che stai descrivendo , cioè che il venire a conoscenza di qualcosa di negativo alla fine dei conti è più facile che ci danneggi piuttosto che al contrario.

luke 15-12-2011 17.07.20

Citazione:

Originalmente inviato da Enoch (Messaggio 107167)
Credo di avere ora chiaro il tuo punto di vista e quello della discussione.
Quello che non riesco ancora a comprendere pienamente è il meccanismo che stai descrivendo , cioè che il venire a conoscenza di qualcosa di negativo alla fine dei conti è più facile che ci danneggi piuttosto che al contrario.

In teoria in discorso di Uno posso condividerlo...se non so che esiste la droga, non rischio di diventare drogato..quindi il sapere dell'esistenza della buca evita ad una parte di me di avere la tentazione , per qualche motivo, di andarci a cadere.
Il problema è che le cose possono anche venirici loro a cercare, non è che se non conosco una malattia divento automaticamente invisibile a questa.

Poi è ovvio che a fare di contro altare al sapere c'è anche il rischio che una cosa mi attiri in qualche modo, ma visto che in ogni caso potrei sbatterci contro, rischio per rischio, allora preferisco affrontarlo con qualche strumento in più in mio possesso.

Una volta, ad esempio, lessì che le persone che avanzano a livello evolutivo, diventano maggiormente appetibili e visibili per certe entità "negative", per le quali persone elevate sono "bocconcini" migliori che la persona mezza zombie, o comunque più agisci e più rischi di incontrare situazioni varie ....
Ma non mi sembra che a restare"ignorante", ovviamente non è che Uno stia dicendo questo, il rischio cali...anche a gente ignorante possono capitare le peggio disgrazie.

griselda 16-12-2011 02.51.10

Citazione:

Originalmente inviato da dafne (Messaggio 107136)
Guarda, prendi con le molle sta cosa che sto per dire ma pensaci su.
Sono convinta che abbiamo imparato a gestirla invece, nel modo sbagliato però icon_mrgr:

Ma quel "sempre che io ci riesca" è già ansia.
Salto nel buio Gri. Tu lo sai come fare. Credici. E quando ti spiattelli chiamami che ti passo i cerotti, ne ho fatto scorta ;)

Io vorrei cantare al karaoke.
Non ci riuscirò mai.
Questo penso. Se solo mi avvicino alla possibilità mi parte una tale ansia che mi si gelano le gambe. Conosco il blocco, conosco il buco, lo evito. Perchè è liberatorio, è pura energia che scoppia e io l'energia non la sò gestire. Come non gestisce i microbi il nipote del capo.

Troppo protette? Forse si, per amore o per dovere o necessità cosa cambia alla fine? Tocca a noi adesso. Il tempo è passato e non tornerà indietro, le occasioni perse sono perse, quelle sbagliate resteranno tali...de Mello diceva che la vita è quella cosa che ci capita mentre siamo impegnati a fare tutt'altro e ha ragione.

Se sono impegnata ad ascoltare la mia gola che brucia ci penso, uso la mente ma se non ci penso eppure non ignoro l'avere il mal di gola qualcosa o qualcuno in me si mette all'opera per riequilibrare il sistema. Com'è sta cosa?
E succede così con altro? Io comincio a credere di si.

Io invece credo che l'ansia l'ho per anni anetetizzata insieme alla coscienza....ho fatto sempre tutto quello che dovevo nel senso che se potevo scansavo ma tante cose le ho dovute pare per forza e quindi le ho affrontate ma le cose sono precipitate e cambiate dopo che ho vissuto quell'esperienza di cui ho parlato che è sttata trumatica e il resto che ne è conseguito quel tutto mi ha cambiata fisicamente ed emotivamente in peggio. Fino al suo apice due anni fa.
Adesso cerco cose diverse e paradossalmente ho più problemi di prima perchè una parte di me vive di nostalgia mentre l'altra governa l'oggi come meglio può generando interiormente un conflitto che non migliora le cose ne le risolve anzi io sono convinta che ha peggiorato l'ansia perchè l'energia che prima disperdeva oggi è ristagnante e non so come far fluire altrove senza farla finire in rabbia o in ansia o in qualche malanno.
Sono ormai 5 anni e forse più che cerco una via d'uscita di trovare come risolvere la questione senza però arrivare veramente ad una conclusione che mi porti a fare qualcosa perchè come tutti in conflitti tirandoti tra di qua e di là ti lasciano li ferma immobile e piena di ansia :U e pure stressata dalla situazione d'empasse arrabbiat:

Edera 16-12-2011 11.26.13

Citazione:

Originalmente inviato da Enoch (Messaggio 107167)
il venire a conoscenza di qualcosa di negativo alla fine dei conti è più facile che ci danneggi piuttosto che al contrario.

Azzardo: forse saperlo catalizza tutti i miei pensieri in quella direzione, materializzando nella realtà l'esperienza negativa?

luke 16-12-2011 12.19.21

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 107168)
.quindi il sapere dell'esistenza della buca evita ad una parte di me di avere la tentazione , per qualche motivo, di andarci a cadere.

Rileggendo ho visto che manca un non : "il non sapere dell'esistenza della buca...."

griselda 16-12-2011 12.51.39

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 107187)
Azzardo: forse saperlo catalizza tutti i miei pensieri in quella direzione, materializzando nella realtà l'esperienza negativa?

Io non credo siano i pensieri altrimenti i ricercatori sarebbero tutti malati e stroncati da i virus più tremendi...penso che il catalizzatore sia la paura è quella che bisogna eliminare o cambiarle la polarità in amore ma sinceramente non ho idea per ora di come fare leggo.gif anzi teoricamente penso sia utile il distacco ma come farlo booh

Enoch 16-12-2011 16.29.43

Citazione:

Originalmente inviato da griselda (Messaggio 107193)
Io non credo siano i pensieri altrimenti i ricercatori sarebbero tutti malati e stroncati da i virus più tremendi...penso che il catalizzatore sia la paura è quella che bisogna eliminare o cambiarle la polarità in amore ma sinceramente non ho idea per ora di come fare leggo.gif anzi teoricamente penso sia utile il distacco ma come farlo booh

Il meccanismo potrebbe essere magari più simile a quello che fa funzionare la pubblicità, a cui tante persone abboccano.

griselda 16-12-2011 16.51.52

Citazione:

Originalmente inviato da Enoch (Messaggio 107197)
Il meccanismo potrebbe essere magari più simile a quello che fa funzionare la pubblicità, a cui tante persone abboccano.

Sì? Ma ti sei dimendicato di spiegarlo?:@@:U

Faltea 16-12-2011 22.18.12

Citazione:

Originalmente inviato da Enoch (Messaggio 107167)
Credo di avere ora chiaro il tuo punto di vista e quello della discussione.
Quello che non riesco ancora a comprendere pienamente è il meccanismo che stai descrivendo , cioè che il venire a conoscenza di qualcosa di negativo alla fine dei conti è più facile che ci danneggi piuttosto che al contrario.

Perchè il mondo è illusione, la nostra illusione.
Consapevolmente o inconsapevolmente portiamo noi gli avvenimenti che ci accadono nella nostra vita, e se non conosco, cosa porto?
Io non nascondo la testa nella sabbia, semplicemente soprassiedo e presto attenzione solo al necessario.
Un dolore persistente nella stessa parte del corpo è sintomo che qualcosa non va, ma se è un doloretto, che alle volte viene e poi se ne va, con cui mi crogiolo nei racconti con le colleghe o dal dottore per sentirmi accentrata..
E' un acciacco auto-alimentato o condizionato, ma qui si allarga il discorso e si va OT troppo.

Edera 19-12-2011 11.28.23

Citazione:

Originalmente inviato da Faltea (Messaggio 107208)
Perchè il mondo è illusione, la nostra illusione.
Consapevolmente o inconsapevolmente portiamo noi gli avvenimenti che ci accadono nella nostra vita, e se non conosco, cosa porto?
.

Sì anch'io mi riferivo a questo, almeno io ho capito che attiriamo la realtà in base alle emozioni più che in base ai pensieri, altrimenti basterebbe pensare a qualcosa per vedersela davanti come dice Grii... Il meccanismo probabilmente è meno governabile e conscio, se qualcuno mi dice che deve vernimi un brutto accidente inevitabilmente mi sintonizzerò su quelle frequenze.. Me lo vedo come una radio che emana onde di cui non siamo consapevoli

Faltea 19-12-2011 13.21.44

Citazione:

Originalmente inviato da Edera (Messaggio 107244)
Sì anch'io mi riferivo a questo, almeno io ho capito che attiriamo la realtà in base alle emozioni più che in base ai pensieri, altrimenti basterebbe pensare a qualcosa per vedersela davanti come dice Grii... Il meccanismo probabilmente è meno governabile e conscio, se qualcuno mi dice che deve vernimi un brutto accidente inevitabilmente mi sintonizzerò su quelle frequenze.. Me lo vedo come una radio che emana onde di cui non siamo consapevoli

Si concordo, mi piace l'idea della radio.

Sul non consapevoli credo si possa lavorare, stando più attenti e più "sintonizzati".
Mi son fatta l'idea che qualsiasi cosa ti stia per accadere sia preceduta da un'avviso.
Guardando il fatto col senno di poi ho potuto constatare che l'avviso c'è sempre stato, peccato non sia così facile capirlo prima che avvenga.nonso.gif

Kael 20-12-2011 23.03.08

Citazione:

Originalmente inviato da Enoch (Messaggio 107197)
Il meccanismo potrebbe essere magari più simile a quello che fa funzionare la pubblicità, a cui tante persone abboccano.

Oppure a quello per cui attiriamo ciò che più si confà alla nostra struttura, quello con cui più convibriamo, per cui se sto tutto il giorno a pensare alle malattie che IO potrei prendere...

Diventa una sorta di profezia auto avverante.

luke 21-12-2011 14.54.26

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 107332)
Oppure a quello per cui attiriamo ciò che più si confà alla nostra struttura, quello con cui più convibriamo, per cui se sto tutto il giorno a pensare alle malattie che IO potrei prendere...

Diventa una sorta di profezia auto avverante.

Però c'è una cosa che non capisco...
Se sto tutto il giorno a pensare di vincere la lotteria o di sposarmi la donna più bella del mondo non accade niente, non sono in grado di Volere sul serio, ho i piccoli io , non sto volendo con tutto me stesso ecc
Se invece a livello inconscio, quasi involontario penso alle malattie, alle disgrazie allora rischio di attirarle..:U
Come mai? L'inconscio è molto più potente del conscio?
A livello inconsapevole attingiamo a serbatoi o a modalità di desiderio che sono molto più forti di quanto riusciamo a fare in modo volontario?
Magari potrei mettermi a pensare a livello conscio alle disgrazie sperando che a quel punto inconsciamente esca fuori qualche bel desiderio di felicità, hai visto mai...icon_mrgr:

Ray 21-12-2011 19.02.57

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 107359)
Però c'è una cosa che non capisco...
Se sto tutto il giorno a pensare di vincere la lotteria o di sposarmi la donna più bella del mondo non accade niente, non sono in grado di Volere sul serio, ho i piccoli io , non sto volendo con tutto me stesso ecc
Se invece a livello inconscio, quasi involontario penso alle malattie, alle disgrazie allora rischio di attirarle..:U
Come mai? L'inconscio è molto più potente del conscio?
A livello inconsapevole attingiamo a serbatoi o a modalità di desiderio che sono molto più forti di quanto riusciamo a fare in modo volontario?
Magari potrei mettermi a pensare a livello conscio alle disgrazie sperando che a quel punto inconsciamente esca fuori qualche bel desiderio di felicità, hai visto mai...icon_mrgr:

Da una parte l'inconscio è certamente più potente del conscio e pure di gran lunga, almeno fino ad un grado di sviluppo secondo me piuttosto elevato. Dall'altra però i pensieri che facciamo metti sulle malattie non è che sono inconsci... se stiamo tutto il giorno a pensarci ce ne accorgiamo eccome.
Il punto è quanto sono carichi e quello si che può essere inconscio, ad esempio io potrei essere inconsapevolmente molto molto spaventato dalle malattie ed ecco che i pensieri avranno questa carica.

Poi gli esempi che fai per contraltare secondo me non sono paragonabili. Ok che non sappiamo volere e quindi non pensiamo di vincere alla lotteria con sufficiente forza, però se le malattie io e te possiamo attirarcele entrambi la lotteria può vincerla solo uno e se ci pensano tutti...

Eppoi, a parte rare eccezioni, tutti sposano la donna più bella del mondo. :)

luke 21-12-2011 23.15.10

Citazione:

Originalmente inviato da Ray (Messaggio 107375)
Da una parte l'inconscio è certamente più potente del conscio e pure di gran lunga, almeno fino ad un grado di sviluppo secondo me piuttosto elevato. Dall'altra però i pensieri che facciamo metti sulle malattie non è che sono inconsci... se stiamo tutto il giorno a pensarci ce ne accorgiamo eccome.
Il punto è quanto sono carichi e quello si che può essere inconscio, ad esempio io potrei essere inconsapevolmente molto molto spaventato dalle malattie ed ecco che i pensieri avranno questa carica.

Poi gli esempi che fai per contraltare secondo me non sono paragonabili. Ok che non sappiamo volere e quindi non pensiamo di vincere alla lotteria con sufficiente forza, però se le malattie io e te possiamo attirarcele entrambi la lotteria può vincerla solo uno e se ci pensano tutti...

Eppoi, a parte rare eccezioni, tutti sposano la donna più bella del mondo. :)

Gli esempi che ho fatto erano estremizzati, a me di vincere la lotteria manco importa....
Effettivamente la cosa dei pensieri carichi mi intriga, magari anche se sono saltuari, sfuggenti, però possono aver pescato da un serbatorio talmente pieno di roba, magari non tanto buona, che sono molto più pesanti e potenzialmente "attraenti" , rispetto a pensieri che si fanno più di frequente ma che magari sono vuoti, con solo la buccia, e quindi cercando di aumentare la consapevolezza e tutto il resto si dovrebbe riuscire a riempire in modo sano questi pensieri che inizierebbero ada vere anche loro un potere attraente maggiore.

Kael 22-12-2011 09.03.09

Citazione:

Originalmente inviato da luke (Messaggio 107384)
che sono molto più pesanti e potenzialmente "attraenti" , rispetto a pensieri che si fanno più di frequente ma che magari sono vuoti

Viviamo immersi nel nero infatti ed è fin troppo facile riempirli di nero, siamo orientati verso il nero, ecco perchè basta un briciolo di energia per concretizzare/attirare una malattia e invece possiamo stare anni a pensare a qualcosa di "bello" senza che accada nulla (se prima non avremo agito su noi stessi per ripulirci un po'..)

Faltea 23-12-2011 12.27.33

Citazione:

Originalmente inviato da Kael (Messaggio 107386)
Viviamo immersi nel nero infatti ed è fin troppo facile riempirli di nero, siamo orientati verso il nero, ecco perchè basta un briciolo di energia per concretizzare/attirare una malattia e invece possiamo stare anni a pensare a qualcosa di "bello" senza che accada nulla (se prima non avremo agito su noi stessi per ripulirci un po'..)

Perchè viviamo immersi nel nero?
E' l'infanzia, sono le persone che fin da quando eravamo piccoli (anche loro immersi) ci hanno influenzato?
O nasciamo già nel nero?
E' l'amore che combatte il nero o la luce?


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